Il Comitato nazionale familiari delle vittime "Covid": i nostri cari sono morti di altro, restiamo in vigile attesa della Verità

Il Comitato nazionale familiari delle vittime "Covid": i nostri cari sono morti di altro, restiamo in vigile attesa della Verità

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato nazionale familiari delle vittime "Covid".

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Spett. Redazione,

Sono Sabrina Gualini presidente del comitato nazionale familiari delle vittime “covid”.

Il Comitato, ufficialmente registrato ad agosto 2022, in precedenza era un gruppo Facebook nato grazie a una giovane vedova “covid”, madre di 3 figli, che aveva messo in contatto due gruppi Facebook con alcune centinaia di follower ciascuno, creati rispettivamente da un orfano e una vedova “covid” . Da questo incontro tra chi condivideva lo stesso lutto traumatico, verso la fine del 2021, è nato un unico gruppo

Facebook il cui nome è stato spesso modificato dal mio predecessore che gestiva il social fino a decidere per “Comitato nazionale familiari vittime del covid”. In quest’ultimo anno e mezzo,praticamente da quando sono presidente (ruolo confermato quest’anno), accogliendo il pensiero della maggior parte degli associati sul nome stesso del comitato, abbiamo deciso di virgolettare la parola “covid” a voler così sottolineare la nostra distanza dal termine stesso perché sappiamo e crediamo che i nostri Cari sono morti di altro. Sì, proprio così, sono morti anche di mala-umanità, di quella disumanizzazione in ambito sanitario che durante il periodo delle covidfollie si è manifestata in pienezza senza veli proprio in quei luoghi in cui lo spirito che era , ad esempio, di San Giuseppe Moscati, di San Camillo De Lellis ( “Più anima, figlioli miei, più cuore in quelle mani!”) dovrebbe animare nei nostri tempi il personale sanitario di ogni livello, dal medico all’addetto all’accettazione.

Perché questa mia lettera?

Perché troppo spesso leggo articoli su alcuni quotidiani che fanno riferimento ai familiari di vittime covid che hanno presentato esposti alla Procura contro l’ex ministro della salute, Roberto Speranza , contro Giuseppe Conte… contro i vertici della Regione Lombardia . Esposti per mancato rinnovo piano pandemico secondo direttive Oms e non attuazione di quello vecchio. Esposti per la mancata zona rossa ad Alzano e Nembro in Lombardia. Quei familiari di cui si legge su molti titoli giornalistici sono riuniti nella “Associazione Sereni e Sempre uniti”, registrata al Runts (registro unico nazionale terzo settore) in data 4 aprile 2023 mentre prima era un comitato nato a dicembre 2021 dopo la rottura di alcuni parenti delle vittime col “Comitato Noi denunceremo” di cui facevano parte. Anche io iniziai a seguire la pagina Facebook di “ Noi denunceremo” subito dopo la morte di mio padre avvenuta a luglio 2021. Non ritrovandomi appieno in questo Comitato che seguivo senza associarmi, per non frammentate ulteriormente, anziché aprire una mia pagina Facebook indirizzata soprattutto alla mia regione, Abruzzo, ho pensato che era meglio unirmi ad altri familiari di tutta l’Italia – Lorenza, Luca, Antonella C, Antonella N., Danila, Lucia, Filomena, Stefania C.,Sole…

- con cui ho contribuito alla costituzione del Comitato nazionale familiari delle vittime “covid” che è aperto a collaborare con altre realtà aggregative che rappresentano altre vittime del sistema covid.

In occasione del convegno “Covid : tra malasanità e terapie mancate” organizzato il 26 maggio 2023 a Roma dal comitato che rappresento, assieme al direttivo ho fatto una riunione in videochiamata con il direttivo, compreso il presidente, di “Sereni e Sempre Uniti”.

Il motivo della riunione fu invitarli a collaborare, a organizzare eventi comuni pur conservando ognuno la propria identità. Un invito pensato in virtù del fatto che siamo tutti familiari di vittime del sistema covid,uniti da un lutto traumatico. L’invito non fu accettato perché, ci fu detto, la causa della morte dei loro familiari la ricercano nella mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, in un piano pandemico non aggiornato secondo linee guida Oms, nella non attuazione almeno di quello datato 2006. Quindi, a differenza di noi del CNFVC, per il direttivo di tale associazione, la causa di morte non è da ricercarsi anche in ambito terapeutico e assistenziale.

Ecco, quindi, dopo diversi articoli giornalistici e una trasmissione televisiva che a mio avviso lasciano intendere, penso inconsapevolmente, che i parenti delle vittime covid in Italia siano tutti rappresentati da tale associazione lombarda, ho pensato, consultandomi anche col direttivo del CNFVC (avv. Eleonora Coletta, dott.sse Stefania Carlotto e Simonetta Filippini), che fosse il caso di fare una precisazione a mezzo stampa.

Ho pensato quindi di alzare la mano per dire che esistiamo anche noi del Comitato nazionale familiari delle vittime “covid” e questo distinguo che vado a fare non è dettato da alcuno spirito competitivo che sarebbe ridicolo in un contesto come quello che viviamo noi parenti dei morti “covid” anzi, sotto certi aspetti, stimiamo l’operato di tale associazione il cui dolore ci accomuna e va reciprocamente rispettato al di là della linea seguita da loro e da noi.

Tuttavia, è giusto che si sappia che , oltre all’ “Ass.ne Sereni e sempre uniti “ a cui si fa riferimento quando si parla di piano pandemico, di archiviazione della denuncia della Procura di Brescia… esistono altri parenti riuniti nel Comitato nazionale familiari delle vittime “covid” che hanno meno, o per nulla visibilità su stampa nazionale, eppure si prodigano a portare avanti la battaglia di verità e giustizia per amore ai propri Cari.

Non abbiamo mezzi economici, le nostre attività cerchiamo di portarle avanti tramite l’ autofinanziamento e nella speranza della generosità di chi desidera supportarci economicamente o tramite altri mezzi come ha fatto il filmmaker Alessandro Amori della Playmastermovie che ringrazio per la sensibilità al tema e che, a ottobre 2023, ha realizzato il documentario “La morte negata “ con la collaborazione anche del nostro comitato. Il documentario ha acceso un faro sulla tragicità vissuta e su certe assurdità difficili da credere siano accadute realmente (magari fosse solo un brutto sogno!). Un documentario che, come il documentario “Dietro il dolore” realizzato sullo stesso tema dal regista Luca Secci in collaborazione col signor Stefano Castenetto e la personale partecipazione di alcuni nostri associati, invita il pubblico a riflettere anche sulla difficile elaborazione di un lutto traumatico come il nostro per il quale spesso ci si sente in colpa per non aver difeso il proprio Caro da una sorta di ingranaggio schiacciapersone.

Noi del Comitato nazionale familiari delle vittime “covid” esistiamo, il nostro comitato ha carattere nazionale e porta avanti una battaglia che, forse, è scomoda per molti , motivo per cui penso venga ignorata anche da chi, per questioni a me poco chiare, preferisce porre l’attenzione solo sul piano pandemico, zone rosse… Piano pandemico che certamente ritengo importante specie in certi suoi punti programmatici/organizzativi , tuttavia, non si può trascurare la ricerca di verità e giustizia portata avanti da noi del CNFVC riguardante i morti nei reparti covid bunker che hanno ingoiato migliaia di persone restituite dentro un sacco messo poi in bara sigillata senza nemmeno il riconoscimento della salma. Mi pare però che forse siano in diversi, sia addetti alla comunicazione che alla politica e alla sanità, a voler far passare tutti i nostri Cari come i morti di covid inevitabili in un contesto emergenziale in cui si è fatto quel che si poteva secondo i mezzi conoscitivi in quella situazione. Scusate, ma l’emergenza, e quindi lo stato confusionale ad esso legato, durano anni o è più lecito pensare durino un istante che può essere ad esempio quantificato in un mese tenendo conto che siamo nell’era della rete informativa internazionale anche sanitaria?

Ebbene, i nostri Morti non sono quelli del “Che vuoi farci, siamo stati colpiti da un microrganismo sconosciuto e si è fatto quel che si poteva… “.

No, invece, non è così.

I Nostri sono invece i Morti dei protocolli, delle fredde linee guida fatte di criteri di inclusione ed esclusione a discapito della persona che diventa un numero qualunque senza radici, senza storia, senza affetti,senza diritto ad accedere a una terapia che un medico cosciente e libero da condizionamenti aziendali darebbe. I Nostri sono i Morti della sedazione data anche senza firma di consenso veramente informato, data addirittura a dei pazienti che non dovevano essere intubati ma erano “scassamaroni”.

I Nostri sono i Morti degli esami radiologici mancati, dei ricoveri coatti in contrapposizione ad altri tardivi.

I Nostri sono i Morti dell’isolamento dal mondo, dagli affetti e quindi non resilienza alla situazione che stavano vivendo talvolta perfino legati a letto.

I Nostri sono i Morti delle infezioni intra ospedaliere che sono stato il primato del nostro servizio sanitario con oltre 50.000 morti/annui.

I Nostri sono i Morti della vigile attesa finché il virus non prendeva il sopravvento.

I Nostri sono i Morti che finché erano persone vive e potevano parlare, esprimevano il loro desiderio di voler tornare a casa ma, in una Nazione in cui si parla di libertà di decidere della propria vita e della propria morte (eutanasia) , i nostri parenti invece non sono stati liberi di poter disporre della propria vita né di morire a casa se proprio dovevano morire.

A loro non è stato permesso di “tornare a casa” ed essere curati secondo scienza e coscienza, e quindi secondo una trasparente comunicazione medica non zerbino delle leggi di mercato che, per indirizzare il popolo verso certe (non) scelte, utilizzano la strategia del terrore : “Se non ti vaccini, ti ammali, muori.”

Volevo solo tornare a casa”(ed. Graus) è il libro che ho curato raccogliendo e valutando alcuni racconti dei familiari delle vittime “covid” (vaccinati e non) che rappresentano uno spaccato di quello che è accaduto a livello nazionale a molte persone. Una raccolta di racconti che sono un atto di amore per i nostri Cari che non hanno più voce, e l’ultimo atto pietoso che possiamo fare è raccontare coraggiosamente la verità dei fatti in onore alla loro memoria.

Noi sappiamo la verità però vogliamo che siano le Istituzioni, politiche e giudiziarie, a dirla. Di qui il riconoscimento dello status di vittime di un sistema che non ha saputo proteggere la vita di tanti padri, madri, figli… (Proposta di legge di E. Coletta)

Come ho detto in diverse occasioni, noi del comitato nazionale familiari delle vittime “covid” non siamo giustizieri ma giusti, quindi è giusto che chi ha maltrattato, chi non ha curato, chi non ha visitato, chi ha guadagnato sulla pelle dei nostri poveri Cari… paghi secondo giustizia senza scudi penali offensivi.

È giusto che chi ha messo in atto la strategia del terrore diffondendo menzogne si assuma la sua responsabilità perché, oltre ai sospesi da lavoro e zero stipendio, oltre ai danneggiati di un vaccino che non evitava il contagio… ci sono i morti che, usati a mo’ di numeri diramati per mezzo dei bollettini quotidiani, spaventavano ulteriormente le persone inasprendo il distanziamento e l’odio sociali sempre utili per governare in pace senza troppi elementi ribelli, dissenzienti .

Noi del Comitato nazionale familiari delle vittime “covid” auspichiamo, anche se mi verrebbe da dire che esigiamo, di essere ascoltati dalla Commissione di inchiesta gestione pandemica come testimoni degli errori e degli orrori del sistema covid sui nostri Cari defunti e come rappresentanti di chi si riconosce nelle nostre istanze e nel nostro agire che è sia in ambito giudiziario (cause penali e civili) e sia in ambito culturale per diffondere quanto accaduto perché non si dimentichi e non accada mai più.

Noi restiamo in vigile attesa della verità e della giustizia e, chi di dovere, ossia, la Magistratura e la già citata Commissione, accolgano il nostro grido di dolore. Il tempo scorre e, a voler ripetere una profonda frase di San Giovanni Paolo II che ho fatto nostra: “Non c’è pace senza giustizia”

Sabrina Gualini, presidente del CNFVC – Comitato nazionale familiari delle vittime “covid”

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Commenti (32)

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Mostra commenti 32 caricati
    1. Phantom 17 settembre 2024

      A leggere questo articolo,mi viene da dire a chi lo ha scritto ,o sei malata di mente oppure vivi in un universo parallelo,dove verità e giustizia trionfano.Svegliati,se non combatti e aspetti che altri lo facciano per te hai già perso in partenza.I morti sono morti,ora spetta solo ai vivi farsi giustizia,come il cartello messicano “El Mayo” Zambada contro quelli dei "Chapitos"Ma non è questo il caso,parlate e chiedete soldi,è l'unica cosa che sapete fare.Così i morti muoiono un'altra volta.

    2. emilyever 17 settembre 2024

      Mi chiedo e vi chiedo: tutte queste aggressioni e medici specie del pronto soccorso in questo periodo hanno solo motivazioni contingenti di singoli casi di malasanità o possano in qualche modo derivare dal sospetto, dall'indignazione che molti durante la gestione della pandemia hanno dovuto reprimere contro i sanitari e ora in qualche modo stanno esplodendo?

    1. maghi 16 settembre 2024

      non c'è pace senza giustizia. Eh, già. Poi si scopri che la giustizia era ad personam, come quella per Assange e Berlusconi. Ora Durov. Poi detta da un papa, che si contornava di figure oscure, come il parroco di un paesino vicino al mio, che i paesani dicevano avesse un comportamento poco ortodosso coi bambini del catechismo. Mah?

    2. maghi 16 settembre 2024

      poi il fatto che tu abbia la pace dopo aver avuto la giustizia, è contrario sia al Vangelo, che alla Bibbia, dove Dio dice che la vendetta è sua. Ma questo papa conosceva i libri sacri o no? Secondo me, no. E anche se li conosceva, perchè li aveva letti, per lui era stato come leggere la settimana enigmistica. Lo Spirito va dove vuole, dice la Sacra Scrittura e non è detto, che vada da un papa, perchè questi è stato eletto da un conclave. Credo avesse più valore l'elezione popolare, come agli albori della cristianità.

    3. mago 16 settembre 2024

      Noi abbiamo tempi terreni,il buon Dio forse ha qualche arretrato..

    4. doutdes 16 settembre 2024

      Pure io non mi attendo alcuna giustizia dalla commissione che, ad esagerare, si scambierà, fra i rispettivi clan politici (che i media chiamano partiti), le solite contumelie funzionali alla bagarre politica di tutti i giorni.
      Nulla che possa intaccare il dogma del vaccino “unica arma” e in generale di tutte le azioni del governo, da Draghi in poi, e cioè nell’epoca del plebiscito parlamentare in favore del vile affarista. Votò contro l’obbligo vaccinale solo FDI .

      Tra l’altro, l’associazione che chiede di essere audita dalla commissione rappresenta non solo i danneggiati da vaccino, le vittime della vigile attesa e i ricattati sul lavoro costretti a sierarsi pena la perdita dello stipendio, ma anche e soprattutto i tanti morti di “altro” che il sistema sanitario ha incluso nelle statistiche covid per le note ragioni di propaganda e, fattore assai meno conosciuto, per attingere ai generosi incentivi destinati al personale dei reparti covid.
      Forse li ascolteranno … tappandosi le orecchie.

    5. maghi 17 settembre 2024

      la vendetta è mia, dice Dio nella Bibbia. Forse il tempo della vendetta è più vicino di quello che si pensi. E comunque Dio è Dio anche del tempo. Questo concetto lo avevo ben chiaro anche lo sceneggiatore che mise in bocca a Massimo Decimo Meridio ne "Il gladiatore" la frase detta a Commodo, che avrebbe avuto la sua vendetta in questa vita o nell'altra.

    6. mago 17 settembre 2024

      Caro collega,trovare gente con la tua fede mi commuove sinceramente,mi piacerebbe parlare con te del tema penso che sarebbe una splendida esperienza.

    1. BrunoWald 16 settembre 2024

      Pur sentendomi solidale con la signora Gualini e i suoi associati - anche perché io stesso sono familiare di una vittima "covid" - ritengo sbagliato rivolgersi a un sistema criminale: lo stesso che ha fatto morire i nostri cari, che ha seminato il panico e l'odio tra concittadini, che si è comportato come un volgare mafioso ricattando e denigrando chi non voleva piegarsi.

      Per quanto mi riguarda non ho nulla da chiedere a costoro, tantomeno verità e giustizia. Ritengo che l'unico atteggiamento possibile e consono, per il momento, consista in un silenzio ostile. Un silenzio inequivocabile, in quanto alle sue implicazioni.

    1. massimo70 16 settembre 2024

      Vicinanza a chi ha subìto perdite di famigliari e amici , queste sono vittime dello stato italico, in tutto e per tutto.

    1. tiziocaiosempronio 16 settembre 2024

      Ottimo, MA finchè si dichiara l'esistenza del "covid" (che NON esiste), si fa il gioco del potere. Occorre tutti insieme urlare che il covid non è reale, e solo da questo punto di partenza muoversi verso la verità. Continuare a parlare di covid come se esistesse è il gioco demoniaco del potere, un'ammissione di credulità basata sul nulla.

    2. Nonso 16 settembre 2024

      La covid esiste, cosa sia realmente lo dobbiamo ancora scoprire.

    3. Astronauta 16 settembre 2024

      Tutto e‘ illusione.
      Il covid sopratutto.

    4. Nonso 16 settembre 2024

      Non mi era mai capitata un'influenza tanto violenta fino a dicembre 2019. Poi nel 2022 un'altra, di molto peggiore.
      Con tutti questi esperimenti inutili e pericolosi sul guadagno di funzione (e vaccinazioni al seguito), stiamo creando mostri, e non è illusione ma deduzione.

    5. uomospeciale 16 settembre 2024

      A me il covid mi ha messo K.0. per 10 giorni.
      ( E sono uno che andava a lavorare anche con la febbre )
      Niente male per qualcosa che non esiste.

    6. maghi 16 settembre 2024

      io non sono mai stato così in salute come nel periodo covid. Probabilmente è stato merito dell'obbligo mascherine, così smettevano di sputacchiarmi in faccia.

    1. emilyever 16 settembre 2024

      Questo comitato mi sembra abbia espresso chiaramente tutto quello che è mancato nella cura di queste vittime, e ha tutta la mia solidarietà. Già il nome scelto dalla precedente associazione " Sereni ecc" mi inquietava: come sarebbe "sereni"? la serenità, eventualmente, si potrà raggiungere solo una volta fatta giustizia e trovato conforto nel tempo, nel ricordo, e per chi crede, nella preghiera. Non si perdona e non si dimentica

    2. Nonso 16 settembre 2024

      Perdonare sì, ma non so dimentica, più corretto per me

    3. Nonso 16 settembre 2024

      Escluso i colpevoli diretti, quelli mi devono finire tra le mani una volta. Li smonto.

    4. mago 16 settembre 2024

      Purtroppo abbiamo tanti comitati in questa nazione da quelli della Strage di Bologna, Moby Prince ,Strage di Piazza Fontana ,Banca Agricoltura,Italicus tutta gente che perso prima i loro cari e poi la speranza di ottenere giustizia salvo poi la morte che a volte sa essere anche pietosa ha tolto questa angoscia terrena.

    5. Astronauta 16 settembre 2024

      In quelle stragi c erano di mezzo poche persone rispetto al covid di ora.
      Poi nessuno li ha mandati sul MobyPrince, alla banca dell agricoltura a Milano o a Bologna alla stazione.
      Con la puntura covid c e stato l obbligo da parte dello stato a farsi del male.
      E‘sostanzialmente diverso.

    6. uomospeciale 16 settembre 2024

      Anche chi ha sbagliato in buona fede, convinto di essere nel giusto se ha procurato dei danni, dovrebbe risponderne sempre.
      Chiedere scusa non basta.

    7. mago 16 settembre 2024

      I morti sono tutti uguali non ci sono morti di serie A o B volevo sottolineare che come capirai sono pochi o tanti il muro di gomma non cade,questa è roba da Processo con verdetto già scritto. La Signora ha tutta la mia vicinanza auguro che possa ottenere giustizia che il distacco dai cari possa essere meno traumatico con una sentenza esemplare,fa riflettere come un uomo sebbene di scienza possa prestarsi ad essere correo in un crimine di portata planetaria.

    8. Nonso 17 settembre 2024

      Ma non diciamo ca**ate astrali! In quelle stragi c'era di mezzo il futuro dell'Italia intera. Solo che le esigenze allora non erano il depopolamento, ma l'annientamento di uno zoccolo duro di resistenti e ribelli. Morte ideologica allora, morte biologica ora. Ci hanno messo un po', ma adesso siamo tutti e quattro gatti qui, depennati, e qualche idiota a scannarsi pure tra compagni per un tozzo di pane.

    9. mago 17 settembre 2024

      👍eh si

    10. Nonso 17 settembre 2024

      Pretendere che ne rispondano, certo, ne sono convinto. Desiderare di spaccargli la faccia è invece un'altra cosa

    1. Astronauta 16 settembre 2024

      Stanno facendo la campagna dei vaccini mefitici per 8‘4 mln di dosi.
      Finche c e la vigile attesa di una risposta a tutti i morti causa siero rispondono con campagne vaccinali, infischiandosene.

      https://www.imolaoggi.it/2024/09/15/covid-84-milioni-di-dosi-per-nuova-campagna-vaccini/

    1. R66 16 settembre 2024

      Chi ha messo in atto il teatrino, è stato in grado di far ripetere la "poesia" a pappardella a qualunque capo di stato del mondo.
      Ora, la domanda è: un magistrato ha più potere di un capo di stato?
      Sfiducia totale, questa è l'ottica.

    2. andreabsni 16 settembre 2024

      Il punto centrale è questo.

    3. danone 16 settembre 2024

      Essendo un teatrino, vuol dire che sono tutti etero-diretti.
      Questo significa che chi etero-dirige, a seconda delle agende e degli obiettivi, è in grado di distruggere, o eliminare, qualunque personaggio pubblico, che viene deciso debba sparire o perdere di credibilità (credibilità che è creata unicamente dal mainstream, non è merito delle capacità o talenti del personaggio, è tutta narrazione), tramite scandali o incidenti.
      Ecco perchè nel 92 durante l'operazione speciale di mani pulite, la procura di Milano con il pool di Di Pietro, ha potuto rinviare a giudizio tutti quei politici ed imprenditori, fra i quali molti, in quel momento, avevano un potere superiore al di pietro e soci.
      Quindi si un magistrato etero-diretto può avere in specifiche situazioni volute da chi comanda veramente, più potere di un capo di stato etero-diretto dagli stessi.
      Detto questo, sull'ottica concordo, nessuna fiducia per nessuno.

    4. mago 17 settembre 2024

      Dopo i suoi 5 minuti alla ribalta che fine ha fatto Di Pietro.? Per uno che studiava lavorava e quanto altro dopo essere arrivato a quel livello andato dai cugini americani una brutta uscita di scena.

    1. Liberto 16 settembre 2024

      Forza!

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