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IL COLLEGAMENTO TRA PICCO DEL PETROLIO E PICCO DEL DEBITO – PARTE 1

DI GAIL THE ACTUARY
Our Finite World

L’economia è fortemente collegata
alle risorse fisiche che la sostengono. Gran parte degli economisti asserisce che il debito può alzarsi in modo infinito, così come ritengono che il PIL possa aumentare in modo infinito. Ma se c’è davvero un limite che impedisce alla fornitura di petrolio di alzarsi ininterrottamente, a me sembra che c’è anche un limite corrispondente che impedisce al debito di alzarsi ininterrottamente.

Mentre analizzo la situazione, mi sembra che ci sia un collegamento a due sensi tra il picco del petrolio e il
picco del debito:
1. il picco del petrolio tende a causare il picco del debito. Alcuni obietteranno, perché credono sia possibile separare la crescita economica dalla crescita energetica, e in particolare dalla crescita del petrolio. Per quanto mi riguarda, questa separazione è semplicemente un’ipotesi non provata; il comportamento usuale è che un appiattimento o un declino della fornitura di energia causa un rallentamento o un declino nella crescita economica, e questo fa passare da un incremento dell’ammontare del debito a un decremento, come avvenuto per i prestiti del settore privato nel 2009 e nel 2010 (Fig. 1).

Fig. 1. Il debito interno USA, suddiviso tra debito pubblico (escludendo la Social Security)
e il debito privato. Basata sui dati Z.1 della Federal Reserve. Escluso il debito estero.

I governi cercano di prendere iniziative per tenere il livello del debito in crescita, ma la differenza è troppo grande per riuscirci. Questa tendenza dei governi di incamerare nuovo debito, insieme ai problemi collegati al rallentamento della crescita economica, sono i motivi per cui molti governi stanno avendo grosse difficoltà finanziarie di recente, dal mio punto di vista.

2. una volta che la crescita del debito ha il suo picco (e passa dalla crescita al declino), ci potremo aspettare un effetto domino che potrebbe rendere il declino petrolifero ancora peggiore di quanto sarebbe stato altrimenti.

In questo post, la Parte 1, mi occuperò del primo dei due argomenti; del secondo ne parlerò nella Parte 2.

La relazione tra la crescita e il
debito

Ho parlato molte volte della necessità di una crescita economica per poter far funzionare il sistema attuale, che si basa sull’ottenere prestiti e restituirli con gli interessi,
sulle stesse basi che vengono oggi utilizzate.

Fig. 2. Due punti di vista della
crescita futura

Fino a che l’economia si espande,
come nello Scenario 1, il mondo degli affari ha fiducia che le prospettive
future saranno migliori delle attuali. Di conseguenza, vengono presi a prestito fondi per nuove attrezzature e si è fiduciosi di poter restituire nel futuro le somme ottenute con gli interessi. Anche i governi ottengono prestiti, sapendo che probabilmente riusciranno a ottenere entrate fiscali
maggiori nel futuro. Grazie a una maggiore raccolta fiscale, i governi si possono aspettare di rimborsare i debiti più gli interessi sul debito./font>

Nello Scenario 1, anche le persone
comuni credono che il debito sia una prospettiva ragionevole. Se gli individui perdono il posto di lavoro, c’è sempre una buona possibilità
di trovarne un altro. Con l’aspettativa di un miglior introito nel futuro (o almeno non peggiore), è sensato prendere un prestito per un’autovettura, o per studiare, e addirittura per comparsi una casa
nuova.

Se l’economia è in espansione,
pagare le pensioni delle Social Security ai pensionati del futuro
sembra essere una cosa certa, così come erogare i servizi di Medicare. Come “la marea che si alza solleva tutte le barche”, un ciclo economico espansivo lascia spazio per svariate possibilità di pagamento (Fig. 3).

Fig. 3. Un’economia che cresce crea
spazio per gli interessi e per altri pagamenti,
senza dare limitazione al budget.

Se l’economia comincia a contrarsi,
come nello Scenario 2 della Figura 2 (o anche rimane della stessa dimensione), allora diventa molto difficile pagare i debiti con gli interessi e di adempiere alle obbligazioni verso i beneficiari futuri, come illustrato
in Figura 4.

Fig. 4. Pagare ciò che si è promesso diventa sempre più difficile dopo un declino economico.

Naturalmente, in un’economia in contrazione, ci possono essere ancora dei casi in cui fare debito “abbia un senso”. Questi potrebbero includere alcuni affari a breve termine, ad esempio assicurare le merci in transito. Ci potrebbero essere anche alcuni prestiti dove il ritorno economico è abbastanza alto così che il prestito abbia un “senso economico”, persino se il tasso di interesse include un sovrapprezzo abbastanza alto per il rischio di un default (a causa dell’economia in declino) nel tasso di interesse.

Questo declino del livello del debito
diventa un grosso problema per le nazioni, perché la disponibilità del debito va ad aggiungersi al PIL. Ad esempio, se una persona prende un prestito e si compra un auto, il costo dell’auto si aggiunge al PIL, anche se l’auto non è stata ancora pagata. La disponibilità del finanziamento del debito rende inoltre possibile di ottenere capitali per le espansioni, e così il business può, ad esempio, costruire più auto, senza aspettare di aver accumulato profitti sufficienti per ottenere le entrate sufficienti a finanziare l’espansione. Entrambe le attività tendono a rendere più semplice l’incremento del PIL.

Con quello che è successo negli ultimi anni, almeno negli USA, sembra che ci debbano essere sempre maggiore aumenti di prestito per creare un dato aumento nel PIL.

Fig. 5. Relazione tra i cambi nel livello del debito (privato e pubblico combinati)
necessari per modificare il PIL

Questa relazione che cambia potrebbe riflettere il vento contrario che l’economia ha di fronte, ora che
la fornitura di petrolio più limitato e i prezzi stanno salendo.

Il declino della disponibilità

del petrolio (manifestato dal rialzo dei prezzi) tende a portare a una

contrazione economica

L’utilizzo del petrolio, e l’uso

dell’energia in generale, è generalmente legato alla crescita

economica in vari modi. Ovviamente c’è bisogno del petrolio (o di

altra fonte di energia) per produrre e trasportare le merci, per coltivare

e trasportare il cibo. Vista la quantità di auto, camion, treni e attrezzature

in agricoltura che vengono utilizzate, non è facile uscire dalla dipendenza

dal petrolio.

James Hamilton in questo articolo Historical Oil Shocks ha mostrato che dieci delle ultime undici

recessioni negli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale sono state

precedute da shock dovuti al petrolio. Charles Hall, Stephen Baloghe

e David Murphy hanno evidenziato che gli alti prezzi del petrolio tendono

a essere correlati con la recessione. Robert Ayres e Benjamin Warr hanno

analizzato il totale di lavoro (inteso in senso fisico) che viene compiuto

dalle varie fonti di energia. Usando questi dati, hanno sviluppato un

modello che spiega come la vasta maggioranza della crescita economica

reale degli USA tra il 1900 e il 2000, eccettuato un residuo di circa

il 12% dopo il 1975.

Un raffronto degli incrementi annuali

nel consumo di petrolio con gli incrementi annuali del PIL mondiale

prendendo a riferimento il valore del 2005 mostra una stretta correlazione.

Fig. 6. Crescita percentuale del PIL mondiale vs. crescita percentuale della produzione petrolifera (PIL mondiale con riferimento al
2005 dai dati della Banca Mondiale; il consumo di petrolio da quelli di BP.)

Malgrado tutte le evidenze, ci sono
alcuni che affermano che non è chiaro in che direzione vada il rapporto causa-effetto tra la fornitura di petrolio e la crescita economica: forse è il mondo che usa più petrolio quando si espande, e meno quando l’economia è in contrazione. Con queste ipotesi, è difficile spiegare perché gli shock dei prezzi del petrolio precedono le recessioni, ma alcuni economisti hanno già imparato questa lezione in passato, e sembrano non voler guardare la realtà.

C’è anche una questione se sia possibile scindere velocemente questa stretta correlazione tra il petrolio e l’economia. Vaclav Smil in Energy Transitions: History, Requirements and Prospects ha mostrato che, a causa dell’enorme numero delle infrastrutture realizzate, in pratica la transizione per passare da una fonte energetica a un’altra occupa un tempo molto lungo, dai trenta ai cinquanta anni.

Malgrado ciò che descrive Vaclav
Smil, ci potrebbero essere alcune possibilità per togliere questa relazione
a breve termine. Ad esempio, se il car pooling improvvisamente
diventasse più comune, potrebbe cambiare questa relazione. Non è chiaro e un cambiamento del genere sarebbe abbastanza rapido, o significativo, per riuscire a mutare il rapporto esistente.

I problemi odierni del debito pubblico

I problemi odierni del debito pubblico sembrano essere in relazione con una combinazione di (1) una tendenza di alti prezzi del petrolio che causano recessione e (2) i debiti aggiuntivi che i governi hanno cercato di contrarre per stimolare l’economia e per salvare le banche e altri business in odore di fallimento. Parte di questo debito potrebbe essere contratto per cercare di compensare il declino del debito privato.

Negli Stati Uniti, il debito pubblico federale ha iniziato a incrementare più velocemente dopo che i prezzi del petrolio raggiunsero il massimo nel luglio del 2008 (Figura 7).

Fig. 7. Prezzi medi quadrimestrali del petrolio e debito esterno federale USA

Anche con questi enormi incrementi
nel debito federale, l’aumento del debito governativo non è stato capace di compensare il declino del debito detenuto dai cittadini e dal settore privato, come mostrato in Figura 1 all’inizio di questo post.

I governi di tutto il mondo hanno oramai sempre più difficoltà a gestire questo fardello del debito aggiuntivo, se non altro, perché i costi per gli interessi diventano troppo pesanti se i tassi d’interesse non sono davvero bassi. Per di più, anche se cercassero di intervenire, il loro debito supplementare non riesce a sortire l’effetto voluto: il loro nuovo debito potrebbe far costruire una nuova strada, ma non può comprare una nuova auto al consumatore.

Questa combinazione di problemi –
la recessione causata da una fornitura di petrolio limitata, i bisogni
sempre maggiori del debito per i governi a causa della restrizione del
debito privato e il bisogno di stimolare l’economia – è probabilmente
la causa dei problemi del debito che affliggono così tanti governi
(incluso quello statunitense) in questo momento. Molti paesi europei
stanno sperimentando tempi difficili, Grecia, Portogallo e Spagna, ad
esempio.

Nella Parte 2, osserveremo alcuni feedback del picco del debito che potrebbero avere un impatto sulla forma del curva di declino della fornitura petrolifera.

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Fonte: http://ourfiniteworld.com/2011/07/11/the-link-between-peak-oil-and-peak-debt-part-1/#more-430

11.07.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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