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IL COLLASSO PIANIFICATO DELL'AMERICA

DI PETER CHAMBERLIN
Online Journal

Non mancano le ipotesi sul perché i nostri leader stiano ancora pianificando ad ogni costo la distruzione dell’Iran, nonostante la schiacciante opposizione da parte dell’opinione pubblica e sebbene chiunque, a parte i neocon e i loro alleati, creda che l’America non sopravvivrà alle sue stesse azioni. È stato pianificato un attacco irrazionale e sembrerebbe che la decisione sia scolpita nella pietra. Sarà per Israele, forse per il petrolio o forse per ottenere il dominio sul mondo?

Stiamo per dare inizio a una guerra nucleare mondiale per salvarci da noi stessi. “Abbiamo trovato il nemico, e il nemico siamo noi” come dice Pogo. Rischiamo di distruggere il mondo intero, per evitare di guardare l’America soffocare lentamente sotto il peso dei suoi eccessi. Da decenni il governo sa che l’America ha iniziato il suo conto alla rovescia verso l’autodistruzione. Tra l’élite è un fatto assodato che la nostra “economia globale” verrà schiacciata un giorno sotto il suo stesso peso morto. Nel 1974 venne intrapreso un progetto di ricerca intensiva dalla Stanford Research Institute e dalla Charles F. Kettering Foundation per conto del Ministero dell’Istruzione. Il rapporto conclusivo venne pubblicato col titolo Changing Images of Man e venne stilato da Willis Harmon, direttore dello SRI Center for the Study of Social Policy. Si tratta di uno studio su larga scala su come la natura intrinseca dell’uomo possa essere cambiata. The Aquarian Conspiracy descrive l’applicazione di questo lavoro al mondo reale…

La cosa più rassicurante di Images, e allo stesso tempo la cosa più inquietante, è che conferma le mie conclusioni circa la crisi che stiamo attraversando, oltre alle mie peggiori riserve riguardo questo periodo.

L’oggetto della ricerca è lo sviluppo di una visione convincente del futuro in cui i metodi democratici sopravvivono, i problemi principali sono gestiti in modo adeguato se non risolti, e il potenziale umano recondito continua a espandersi. In altre parole, si tratta della postulazione di un “futuro desiderabile”, incluse le possibili vie per la sua realizzazione.

Il governo si prefiguarava un futuro molto tormentato e cercava di trovare la via migliore per attraversarlo. Il piano consisteva nell’individuare il come modellare e trasformare l’umanità in base a una nuova immagine culturale, fatta di nuove idee e ideologie, comprese quelle religiose. La radice del problema era la natura dell’uomo e per sradicarlo bisognava dare un’altra forma alle forze contendenti della vita quotidiana, allo scopo di forgiare una nuova immagine di una nuova natura umana. I ricercatori furono brutalmente sinceri nel cercare tutto lo scibile possibile pertinente alla loro ricerca e nel valutare l’attuale immagine comune dell’uomo sulla terra.

La ricerca ha rivelato la presenza di una moltitudine di crisi in procinto di interferire col prossimo futuro americano. Non ultima, tra queste catastrofi convergenti faceva la sua comparsa l’insuccesso in rapida avanzata sia del capitalismo che della democrazia americana. Il collasso era un risultato naturale della globalizzazione e del capitalismo monopolista. La sostanziale avidità che alimenta il sistema ha eroso le strutture politiche ed economiche americane, scoprendo le fondamenta dell’immoralità e dell’ingiustizia che amplificano il malcontento sociale.

I ricercatori della Stanford predissero chiaramente che l’economia americana era destinata al collasso sotto il suo peso morto. I dati mostravano anche che il collasso economico sarebbe stato accompagnato da disastrose ripercussioni sociali, come scontri di piazza e agitazioni, che ci avrebbero portato verso una sorta di “stato militare”.

Il punto è che questo lavoro ha confermato che la nostra economia basata su un capitalismo parassitario, in cui le piccole élite si trovano al di sopra delle masse nutrendosi della loro linfa vitale, sta distruggendo il tessuto sociale americano. Il sistema si basa su una struttura a strati, nell’ambito della quale una ristretta élite non può che godere dei profitti, a loro volta massimizzati attraverso il sistema delle multinazionali. La ricerca ha confermato che le iniquità crescenti di un tale sistema sono sempre in crescita e con esse le tensioni sociali. Un sistema basato sull’usura e che relega la maggioranza delle persone nel ghetto della povertà è un ordine economico garantito per produrre una rivoluzione democratica, al momento in cui l’indice della povertà del popolo armato supera i limiti che esso è disposto a sopportare pacificamente, senza rivoltarsi contro la fonte della sua miseria.

Changing Images of Man predice il collasso economico americano e uno “stato militare” nel caso in cui le enormi iniquità del nostro sistema economico non saranno sanate da potenti multinazionali decise a prendere decisioni più umane. Vengono discusse alcune alternative a questo scenario apocalittico, il cui punto centrale di ognuna è il bisogno di incanalare tutte le nostre risorse possibili nella trasformazione dell’immagine dell’uomo, nel cambiamento della natura umana, piuttosto che nell’alterazione del nostro sistema economico corrotto che ha ridotto l’America in questo stato disastroso. Nell’ambito di questo studio governativo sarebbe stato inappropriato denunciare i perfidi colpevoli responsabili di tutti questi problemi (chi muove i fili del governo stesso), sebbene lo scopo fosse quello di documentare e arginare il danno che essi hanno generato. Al contrario, essi sono citati come fiduciosi ”salvatori”, ai quali dovremmo rivolgerci per chiedere aiuto e guida. L’ipocrisia degli egemoni! Gli autori ammettono che nel 1974 era “utopico pensare alle aziende multinazionali come a dei potenziali meccanismi efficaci per amministrare le risorse della terra e ottimizzare il loro uso per il bene dell’umanità […] l’attuale immagine che la gente si fa delle multinazionali tende a essere più simile a quella di un’entità distruttrice e sfruttatrice”.

Piuttosto che accusare le persone responsabili della situazione in cui ci troviamo (uomini come David Rockfeller) di manipolare l’economia e la democrazia al fine di aumentare al massimo i loro guadagni, le aziende multinazionali e i loro proprietari vengono esaltati come i potenziali salvatori dell’umanità.
Rockfeller e gli altri membri dall’élite hanno preso costanti provvedimenti per dominare il mondo, controllando le persone attraverso progetti “umanitari” che, alla fine, si rivelano essere meccanismi di profitto. La cosiddetta rivoluzione verde, che di fatto mirava a incrementare gli affari delle multinazionali nel settore agricolo nel Terzo Mondo, è stata la chiave di volta della destabilizzazione globale dei mercati del lavoro locali, e ha generato una forza lavoro di profughi, disposti a migrare ovunque per trovare un lavoro retribuito con salari da fame. Questa è la causa dell’ondata dell’immigrazione illegale dal Messico verso gli Stati Uniti. Ciò in parte prova che ci sono individui molto potenti che, all’interno di un progetto a lungo termine, usano il loro potere economico per indebolire le nazioni al fine di ottenerne il controllo e moltiplicare i loro profitti.

David Rockfeller ammette la collusione dei media con i suoi piani mondiali: “Siamo grati ai direttori del Washington Post, del New York Times, del Time Magazine e di altre celebri pubblicazioni per aver partecipato ai nostri incontri e mantenuto il riserbo per quasi quarant’anni. Sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sotto la luce dei riflettori durante questi anni. Ma ora il mondo è più raffinato e preparato a marciare verso un governo mondiale. La sovranità soprannazionale di un’élite intellettuale e dei banchieri del mondo è senza dubbio preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati.”

Rockfeller scrive nel suo memoriale di 405 pagine: “Qualcuno crede addirittura che facciamo parte di un ordine segreto che rema contro gli interessi degli Stati Uniti, dipingendo me e i miei familiari come ‘internazionalisti’ e accusandoci di cospirare, assieme ad altri personaggi di diverse parti del mondo, per la costituzione di una struttura economica e politica più integrata a livello globale – un solo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole e ne vado fiero.” (cfr. Activists Go Face to Face with Evil as Rockfeller).

Tutto ciò che Images suggerisce come rimedio ai punti deboli del sistema economico è basato sull’ipotesi che tali uomini raggiungano la magnanimità aziendalista e che un minimo di umanità inizi a circolare nelle stanze dei bottoni. Rockfeller stesso (che tranquillamente ammette i suoi sforzi per sostituire l’America col “Nuovo Ordine Mondiale”), dice di aver lavorato per il bene dell’uomo, da sempre.

In conclusione secondo gli autori, i punti deboli della politica americana saranno gestiti da nuovi politici migliori sotto l’aspetto umano, più o meno come i “conservatori compassionevoli” di Bush. Il punto 4 della loro strategia divisa in sei parti per “Innescare una trasformazione non catastrofica” recita: “Incoraggiare una politica virtuosa e un accresciuto senso di responsabilità pubblica nel settore privato […] Una politica virtuosa dovrebbe essere apprezzata da tutte le generazioni; può essere indispensabile per il passaggio sicuro attraverso gli anni a venire.”

Gli autori del rapporto riconoscono l’inevitabilità dell’avvento di una nuova immagine dell’uomo, descrivendola quasi come un risveglio religioso della mente collettiva dell’essere umano, la nuova natura dell’uomo, in relazione all’effettivo processo di evoluzione spirituale in atto da secoli all’interno delle religioni. Essi elogiano la Massoneria, le competenze e le discipline inculcate ai suoi membri, congetturando che i loro costumi possano essere la chiave di volta per sostenere la nostra libera iniziativa di società democratica.

Essi sviluppano una strategia per rivitalizzare le immagini, i simboli e le istituzioni motivazionali dell’America, definendo cinque diversi approcci al problema e descrivendo i pregi e i difetti di ognuno, a seconda degli effetti sulla società. Tali approcci sono definiti “ricostitutivo, simulativo, manipolativo, persuasivo e facilitativo.” Il restauro di icone fatiscenti funziona meglio nei primi momenti della trasformazione sociale (ciclo di rivitalizzazione). La strategia simulativa introduce nuove idee, appena il collasso del vecchio ordine diviene evidente. La strategia manipolativa cerca di limitare le libertà individuali. La fase della propaganda persuasiva deve essere associata alle tecniche comprovate di controllo della mente, per tenere a freno le agitazioni sociali e dar forma all’immagine emergente.

“Senza dubbio il tangibile cambio di coscienza, la manipolazione del comportamento, la persuasione subliminale e altre tecniche di condizionamento potrebbero essere usate per realizzare una sorta di trasformazione di dimensioni allarmanti (dovremmo essere capaci di un’efficienza superiore a quella della Germania nazista). Si veda il precedente riferimento all’azione rinvigorente del nazismo sugli ideali e l’iconografia germanici.”

Il processo di rivitalizzazione trasfigurante rispecchia su scala nazionale il processo psichiatrico che conduce un paziente traumatizzato psichicamente verso la ricostruzione della sua vita.

Una volta che la trasformazione diventa evidente, la stabilità sociale sarà un problema, specialmente quando la società si sentirà sotto pressione a causa della fase simulativa protratta oltre modo. Le azioni intraprese per aumentare la polarizzazione tra gli entusiasti della trasformazione e i conservatori sono chiamate “costruttive”, eccetto nel momento in cui sia auspicabile prendere provvedimenti che “contribuiscono alla coesione sociale”. I fautori di questo cambiamento cercano il modo migliore per portare a termine una decostruzione controllata di tutto ciò che significa “America” e attuare la ricostruzione di una nuova visione migliorativa di essa. Essi contribuiscono alla nascita di un “Nuovo Ordine Mondiale”, assumendosi l’ingrato compito di condurre la società all’avvento del “buon fascismo.”

La grande anomalia è manifesta nell’enorme abisso tra una efficiente società capitalista guidata dal profitto e i bisogni e desideri umani di tale società che non vengono soddisfatti, da cui poter trarre i “profitti”. Infatti, il “profitto” equivale in realtà al pane che è sottratto al povero. Le iniquità e l’ingiustizia del sistema delle multinazionali stanno causando il collasso del capitalismo e della democrazia americana. La catastrofe americana sta a sua vota causando il crollo dell’economia mondiale per la stessa ragione, la fondamentale incapacità del capitalismo monopolista di incontrare i bisogni essenziali delle persone di tutto il mondo.

Lo scopo che Bush si è prefissato è quello di intimorire l’America durante questo periodo turbolento di rivolte, causando il minor disturbo possibile alle attività delle multinazionali. Preparando una trasformazione manipolativa, il Governo ha preso a cuore quanto scritto in questa ricerca e per scongiurare o prevenire il prossimo collasso della nostra nazione ha intrapreso oggi una guerra di enormi dimensioni. Questa è anche una delle principali ragioni alla base della prossima guerra mondiale, ossia fare da preludio alla legge marziale americana. Piuttosto che far intervenire le truppe dopo che l’insurrezione fosse iniziata, si è deciso di anticipare il loro intervento. Se i soldati americani devono controllare con mano salda il paese, inclusi i propri parenti, allora devono essere prima convinti che la sopravvivenza della nazione dipende dal loro senso di patriottismo. Se la guerra mondiale contro l’Iran non è ancora iniziata è perché la nostra Guardia Nazionale deve essere prima convinta che il suo dovere sia reprimere la ribellione in America, dopo di che seguirà di certo il bombardamento dell’Iran. È essenziale che questo passaggio di potere, di dimensioni epocali, si realizzi nei giusti tempi, se costoro vogliono davvero condurre l’America al di là (o meglio, attraverso) il guado dell’instabilità sociale.

Ecco gli “Elementi di una strategia per una transizione non-catastrofica”:

1- Promuovere la consapevolezza e l’inevitabilità della trasformazione.

2- Promuovere la costruzione di un modello guida di una società possibile costruita attorno alla nuova immagine dell’uomo e al nuovo paradigma sociale.

3- Favorire un periodo di sperimentazione e tolleranza per le diverse alternative.

4- Incoraggiare una politica virtuosa e un accresciuto senso di responsabilità pubblica del settore privato … Una politica virtuosa dovrebbe essere apprezzata da tutte le generazioni; può essere indispensabile per il passaggio sicuro attraverso gli anni a venire.

5- Promuovere la disamina sistematica e l’istruzione riguardo la vita interiore dell’individuo, la sua esperienza soggettiva e incoraggiarla.

6- Pianificare l’adeguato controllo sociale durante il periodo di transizione, facendo in modo che non si verifichi una perdita della libertà a lungo termine … La regolazione e il controllo del comportamento saranno necessari per mantenere unita la società nell’approssimarsi di un momento difficile.

Ci deve essere una nuova economia per affrontare la nuova povertà. Sostenendo che l’America delle multinazionali deve adottare un atteggiamento umanitario, siamo di fronte a un “nuovo socialismo” alternativo, in cui importanti settori come l’energia possono essere nazionalizzati per il bene del paese e può essere fatta una forte pressione sulle aziende per autorizzare una sorta di consapevolezza sociale dei bisogni dei dipendenti, tanto quanto dei profitti degli azionisti.

“La domanda da porci non dovrebbe essere tanto come portare a termine la trasformazione … piuttosto come agevolare una trasformazione non catastrofica” [pagina 195]

“Costruire una versione guida di una società possibile costituita attorno alla nuova immagine positiva dell’umanità e alla corrispondente idea di un adeguato paradigma sociale. Dal momento che il vecchio ordine sembra sempre più crollare a pezzi, si avverte l’urgente bisogno di un modello adeguato di ciò che dovrebbe essere creato simultaneamente per stimolare uno sforzo costruttivo. Il modello guida deve includere un modo per garantire la preziosa e totale partecipazione nelle questioni economiche e sociali da parte della comunità e della società, specialmente di coloro che sono fisicamente e mentalmente capaci di contribuire e che tuttavia si trovano in uno stato di ozio forzato e di degradazione spirituale.”

Nonostante i difetti e l’ipocrisia di tale rapporto, esso contiene delle osservazioni sensate riguardo a ciò di cui abbiamo bisogno per la sopravvivenza immediata. Dovremmo prenderlo come una guida alle informazioni di cui il nostro governo è in possesso in merito all’imminente mega-crisi e come esempio per aiutarci a vedere quali sono i cambiamenti che potremmo fare se davvero ci fosse una nuova economia, un nuovo contratto sociale, un nuovo stato americano. È dunque ovvio per tutti quelli che si fermano ad osservare, che ci stiamo dirigendo verso un periodo di caduta libera a livello nazionale, in cui per prima la società americana si trova a cadere a picco in un abisso oscuro di incertezza mentre il vecchio ordine scompare e il Nuovo Ordine Mondiale subentra in fretta a colmare il vuoto.

Stiamo assistendo al collasso pianificato dell’America, che si sta riversando sulle nostre vie. Cosa faremo per far lasciare alla nostra nazione questa strada per l’inferno?

Titolo originale: “The planned collapse of America”

Fonte: http://onlinejournal.com/
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07.12.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di AGLAIA KOCHELOKHOV

Pubblicato da Das schloss