Il caos e la trama nascosta

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Si leggono notizie che apparentemente più nulla hanno di sensato. Un progressivo accumularsi di follie che non sembrano poter portare ad altro che ad un disastro finale.

Solo in un giorno, esplorando un poco la rete, si può leggere quel che segue.

Il regime di Kiev, a corto di mezzi e di credibilità, ordina un contrattacco suicida nelle steppe a nord di Kherson in perfetto stile Somme o Verdun nella prima guerra mondiale, le possibilità di successo sono esigue, ma si va avanti lo stesso. Tuttavia, scavando appena sotto la vernice, si capisce benissimo che non è Zelensky a comandare a Kiev e che i generali ucraini fanno in realtà ciò che viene ordinato dal Pentagono. Anzi, più probabilmente, sono gli ufficiali del pentagono che dirigono direttamente le truppe ucraine e fanno ciò che non potrebbero fare con l’esercito americano, tentano di vincere gettando nel tritacarne migliaia di uomini. Ci si chiede: questo il massimo della loro capacità strategica? E’ così che usano il miglior esercito che abbiano mai comandato? Be, visti i risultati delle guerre americane precedenti, immagino che lo si possa credere.

Contemporaneamente gli ucraini/americani tentano una fantastica azione da film di James Bond per impadronirsi della centrale nucleare di Zhaporizhia, progettando addirittura il sequestro di una missione Onu e il suo uso come ostaggio. Consensiente? Probabilmente sì.  Naturalmente l’ azione consegue l’esito scontato che non poteva non conseguire: nulla di fatto e morti a profusione. Il tentativo trasmette la netta sensazione che i comandanti del pentagono siano le stesse persone che scrivono le trame dei film di Hollywood, sensazione peraltro già provata in maniera irresistibile al tempo degli attentati di New York del settembre 2001: l’attentatuni,  come lo avrebbe chiamato Totò Riina, che pur essendo molto ambizioso stava con i piedi maggiormente per terra.

Sembrano non riuscire più a rendersi conto che nel finale dei film tutto va a posto solo perché sono loro che li scrivono, ma nella realtà quelli della Sporca Dozzina li trovano morti la mattina dopo in un fosso e Rambo, per quanto fotogenico e con qualche competenza di cucito,  è solo un homeless un po’ svitato che trascina il suo carrello da supermercato per le strade di Los Angeles cercando un posto tranquillo per dormire.

Un ministro tedesco dal cervello sotto vuoto spinto (anche che un cervello sotto vuoto spinto possa diventare ministro tedesco è di per sé una notizia piuttosto sconvolgente), dichiara che l’aiuto al regime neonazista ucraino andrà avanti all’infinito a qualsiasi cosa succeda, a qualsiasi costo per il popolo tedesco e qualunque sia la volontà degli elettori. Ma che dichiarazione è mai questa? Crede, come Luigi XIV, di essere al governo per diritto divino? Non era una democrazia matura la Germania? In confronto a questa punta di diamante, neppure Di Maio sembra poi tanto male. Non si suppone che la signora sia incaricata di rappresentare e salvaguardare i migliori interessi del popolo tedesco? Non deve cercare il meglio per il suo paese? O forse rappresenta l’Ucraina? O forse, per quanto rozzamente, Washington?

La commissione UE, non eletta da nessuno, trova assolutamente essenziale inondare di miliardi il regime neonazista di Kiev a costo della destabilizzazione e forse dell’implosione della stessa Europa, eppure fino a poco tempo fa riteneva intollerabile, inammissibile e immorale che la Grecia non pagasse gli interessi dei debiti a strozzo che gli erano stati imposti condannandola al più grande ridimensionamento economico e sociale dal dopoguerra. Cosa mai ha di tanto attraente Zelensky da far innamorare così la commissione?

La stessa commissione che, sottolineo ancora una volta non è eletta da nessuno, sempre per sostenere il regime neonazista di Kiev, decide di boicottare le proprie forniture di gas e petrolio segando  il ramo sul quale sta seduta, ma poi, costretta dalla necessità di evitare un crollo troppo repentino,  ricompra gas e petrolio russi da terzi intermediari a prezzo congruamente maggiorato facendo lievitare i prezzi e con loro i ricavi russi dall’esportazione. Perché adottare sanzioni che danneggiano più l’Europa che la Russia? E’ davvero solo la stupidità di seguire l’infantile morale hollywoodiana dei buoni contro i cattivi? Anche se i buoni questa volta sono pure neo nazisti e i tedeschi qualche problema con i nazisti l’hanno già avuto in passato?

I paesi occidentali si riuniscono e stabiliscono che il prezzo del petrolio russo non può superare un tetto da loro stabilito. Cosa gli fa credere che il loro nemico che stanno attaccando militarmente, ideologicamente ed economicamente al fine della sua distruzione completa come nazione indipendente obbedirà ai loro ordini? Per la loro manifesta superiorità morale?  Cosa gli fa credere che il resto del mondo , Cina e India in prima fila, troverà conveniente obbedire? Che i sauditi saranno d’accordo a lasciar determinare il prezzo del petrolio da Washington? Cosa gli fa credere che una manovra così scoperta possa funzionare quando nessuno degli atti di guerra economica ha fin’ora funzionato?

D’altra parte i cinesi, per pochi casi di quella che sembra essere una forma parainfluenzale appena più seria del normale, mettono agli arresti domiciliari milioni di abitanti con azioni socialmente ed economicamente costosissime: perché? Di cosa hanno paura realmente? Cosa sta dietro a queste reazioni sproporzionate che non tengono conto del bilancio costi benefici? Hanno forse paura di un attacco biologico stavolta serio?

Il presidente americano, un anziano con evidenti problemi cognitivi, legge con difficoltà un discorso dai toni hitleriani in cui definisce l’opposizione come un “nemico interno”, tenta di delegittimarla chiamandola, con evidente proiezione freudiana semi fascista e sostiene che è compito del governo americano impedire che la medesima opposizione possa vincere le prossime elezioni. Può esistere un’elezione democratica la dove la legittimazione dell’opposizione è rimandata al governo in carica? E’ il governo che deve giudicare se le proposte dell’opposizione sono ammissibili? Tanto vale, allora, avere un sistema a partito unico. Sembra di assistere più alle dichiarazione di un golpista subito dopo il putch che al discorso di un presidente della “più grande democrazia del mondo”. Non ricordo di aver mai visto un presidente che tenta di delegittimare il proprio predecessore, né, del resto, un presidente in carica che viene silenziato da un’azienda privata. Tutti sintomi che il potere negli Stati Uniti non è più in mano agli organi istituzionali preposti.

Leggo ancora che i militari dell’esercito americano hanno ricevuto l’ordine di non usare più pronomi personali che posso evidenziare il sesso del soggetto di cui si parla per evitare discriminazioni. La straordinaria ipocrisia anglosassone si militarizza. Ogni soldato, naturalmente, saprà se chi ha davanti è un uomo o una donna, tuttavia dovrà fingere di ignorarlo come una volta si fingeva di ignorare se l’interlocutore aveva un occhio di vetro. Soltanto che prima lo si faceva per buona educazione, adesso è diventato un obbligo sanzionato e non riguarda più casi particolari, ma più o meno tutte le interazioni sociali.

Tutte queste insensatezze si possono leggere in un solo giorno di notizie e si potrebbe andare avanti ancora per molto. C’è un senso in questa follia? Si può trovare un filo conduttore che ci orienti almeno in parte e ci dia un’idea della direzione verso la quale stiamo procedendo? C’è davvero un piano? Qualcuno controlla davvero tutto questo e lo indirizza verso un fine? O siamo di fronte ad un caos dal quale può uscire qualsiasi cosa?

Secondo me l’uno e l’altro. Tuttavia il fil rouge della geopolitica mondiale mi pare abbastanza chiaro: il potere americano, oramai assuefatto ad essere l’unico superpotere al mondo, sta cercando con tutti i mezzi possibili di contrastare l’ascesa della Cina e della Russia: la pandemia, la guerra in Ucraina, l’immigrazione di massa in Europa, l’allarmismo ecologico, sono episodi di questa lotta.

Cina e Russia non sono, però, le uniche nazioni che mettono in forse il potere imperiale americano, il terzo nemico è la stessa Europa. La guerra in Ucraina serve soprattutto a dividere l’Europa dalla Russia che stavano convergendo troppo negli ultimi anni. Se i due sistemi si saldassero con la Cina all’altro polo ne risulterebbe l’area di potere politico, economico e militare di gran lunga più potente del mondo condannando inevitabilmente gli Stati Uniti ad un ruolo secondario. Per mantenere l’impero, gli americani devono in ogni modo riuscire a porre una barriera invalicabile tra l’Europa e la Russia, esattamente come succedeva ai tempi dell’Unione Sovietica.

Dobbiamo renderci conto che noi, l’Europa, siamo nemici da distruggere tanto quanto la Russia, che la guerra è diretta contro l’Europa tanto quanto contro la Russia, solo che la Russia combatte per i suoi interessi, mentre l’Europa combatte per quelli del nemico. La sconfitta della Russia è la sconfitta dell’Europa. Gli americani non ci ripagheranno per l’aiuto. Solo in quest’ottica le notizie che leggiamo ogni giorno acquistano un senso.

Eppure parrebbe in fondo piuttosto facile evitare la trappola, perché continuare ad armare e finanziare il regime di Kiev? Perché insistere con le sanzioni? Non basterebbe che l’Europa decidesse diversamente, anche solo come Orban, per far cessare questa follia? Probabilmente sì, ma per fare questo occorre essere coscienti della situazione reale e liberarsi delle elite vendute e dei ministri sotto vuoto spinto.

La grande astuzia dell’impero americano, come del resto quella di tutti gli imperi che l’anno preceduto, è molto semplice e sempre la stessa: far combattere i nemici fra di loro. Ed in questo momento l’Europa sta combattendo contro la Russia, contro sé stessa e contro tutti i suoi più vitali interessi e per di più sulla pelle del popolo ucraino e chiama questa idiozia “difesa dei valori europei”. Se questi sono i valori europei, chiedo la cittadinanza africana.

Per riuscire a portare avanti una simile politica senza ridere, ci vogliono ovviamente abili manigoldi o teste vuote come quelle di certi ministri, ma non dimentichiamoci che, nonostante tutti le attenuanti possibili dovute agli inganni dei media, qualcuno quei manigoldi e quelle teste vuote li ha pure votati e tutto sommato se li merita. In realtà l’oligarchia al potere in occidente odia visceralmente la gente comune, considera sé stessa quasi come un’altra specie in virtù dell’educazione e dell’ambiente che frequentano e questo atteggiamento è destinato ad aumentare via via che peggioreranno le condizioni del popolo e si apriranno nuove possibilità tecnologiche per un “miglioramento” genetico dell’umanità.

Al di la delle semplificazioni che ho cercato di indicare, è comunque chiaro che il sistema della relazioni umane è enormemente complesso ed ha un andamento sicuramente caotico, per cui non si può che concludere che gli esiti, qualunque siano i piani di partenza, non sono affatto scontati e travalicano di gran lunga la volontà dei giocatori: in altre parole, nessuno sa davvero come finirà, ma avere una chiave di lettura sensata è comunque importante per non perdersi in questo caos.

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