Il 737 MAX è ritornato a volare, ma il vero pericolo per Boeing arriva dalla Casa Bianca

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Il Boeing 737 MAX, impossibilitato a volare dal marzo 2019, dopo che due incidenti occorsi a questo tipo di velivolo avevano causato la morte di 346 persone, ritornerà presto in servizio sulle rotte commerciali.

La Gol Airlines, una compagnia aerea brasiliana, ha dichiarato di aver pianificato, a partire da mercoledi, l’inizio dei voli regolari del Boeing 737 Max e questo la renderà la prima compagnia aerea mondiale a far salire dei passeggeri a bordo del MAX da quando, quasi due anni fa, l’aereo era stato costretto a rimanere a terra in tutto il mondo.

I primi voli saranno su rotte nazionali da e per l’hub di Gol a São Paulo e la compagnia prevede che tutti e sette i Max della sua flotta saranno aggiornati e autorizzati al volo entro la fine del mese. Una portavoce di Gol ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli.

Negli Stati Uniti, la Federal Aviation Administration era diventata, il mese scorso, il primo ente regolatore a permettere all’aereo di ritornare a volare dopo l’effettuazione delle modifiche richieste. Alla decisione dell’agenzia si è recentemente aggiunta quella dell’autorità di regolamentazione brasiliana, mentre quella europea ha fatto sapere che prevede di revocare il divieto nel giro di qualche settimana. I familiari delle vittime dei due incidenti hanno criticato la decisione, sostenendo che i requisiti di sicurezza non sarebbero ancora stati ripristinati.

La sicurezza nel volo è sempre una cosa relativa. Il normale criterio di progettazione per i sistemi critici di volo ammette meno di una probabilità di malfunzionamento per ogni miliardo di ore di volo. L’apparecchiatura originale di regolazione del trim, il MCAS, responsabile dei due incidenti, era stata progettata con un livello di sicurezza molto inferiore, anche se si trattava di un sistema critico.

Visto che l’aereo è stato esaminato da diverse agenzie di sicurezza internazionali e ha ricevuto importanti aggiornamenti, non vedo perché il 737 MAX debba essere considerato meno sicuro di altri modelli. Ma questo è l’approccio razionale. Per molte persone volare è un problema emotivo e chi potrà evitare di volare su un MAX probabilmente lo farà.

La un tempo gloriosa Boeing, creatrice del maestoso 747, è stata rovinata da una gestione che ha trascurato la sicurezza e la qualità allo scopo di massimizzare le rendite degli azionisti.

Boeing ha decisamente perso il suo ruolo di leader del mercato aereo mondiale. In seguito alla messa a terra del MAX e al fallimento di molte compagnie aeree a causa della pandemia, gli ordinativi e le consegne dei nuovi modelli hanno subito un drammatico calo:

Nel mese di novembre, Boeing ha consegnato solo sette jet commerciali, di cui solo uno passeggeri. I dati rilasciati martedì mostrano che questi non comprendevano nessun 737 MAX e nessun 787 Dreamliner.

Alla fine di novembre, il totale degli ordini di Boeing per il 2020 per tutti i modelli di velivoli commerciali è risultato negativo per 1.048 unità, compreso anche il recente ordine del mese scorso per due 767 in configurazione aerocistena destinati alle forze armate giapponesi.

Alla fine di novembre, l’arretrato di Airbus ancora da consegnare era di 7.302 aerei. La serie A320neo, diretta rivale della serie Boeing 737 MAX, aveva un arretrato di 5.904 velivoli.

In confronto, l’arretrato totale della Boeing era di 4.240 aerei. E l’arretrato totale per i MAX era di 3.290.

Anche se il MAX potrà tornare in volo, almeno in alcuni paesi, i problemi per Boeing sono tutt’altro che terminati:

Boeing e le compagnie aeree clienti hanno 837 MAX che devono riprendere a volare. Dopo la comunicazione da parte della FAA e dell’ANAC (l’ente regolatore brasiliano) delle modifiche necessarie, il lavoro può finalmente iniziare. EASA e Transport Canada aggiungeranno eventuali modifiche alle operazioni da effettuare.

Il rifacimento dei cablaggi elettrici del sistema di regolazione del trim di un 737 MAX richiede circa 400 ore di lavoro. Per svolgere questa operazione sono state create squadre speciali presso diverse strutture aeroportuali in tutto il mondo.

Possiamo prevedere che ci vorrà fino all’inizio del 2023 per far volare di nuovo l’intera flotta dei 737 MAX attualmente costretta a terra.

Le modifiche e la ritardata consegna costerà a Boeing qualche altro miliardo di dollari. Sessantadue dei MAX costruiti da Boeing mentre l’intera flotta era già stata bloccata a terra sono ancora in attesa di trovare un compratore. Gli addetti ai lavori affermano che Boeing sta offrendoli con sconti di oltre il 70%. Ciò significa che queste vendite, con tutta probabilità, creeranno ulteriori perdite.

Per Boeing il costo totale del disastro MAX sarà di circa 25 miliardi di dollari. Con tutti quei soldi avrebbero potuto progettare due tipi di aerei completamente nuovi. Sono soldi che ora servirebbero a Boeing per rimanere al passo con la concorrenza:

Boeing sta studiando una vendita di azioni ed altre modalità per alleviare il peso di un debito che quest’anno è salito a 61 miliardi di dollari, nel bel mezzo del peggiore crollo della storia dell’aviazione.

Quando sarà il momento di utilizzarlo, il capitale, servirà solo a ripianare quel debito” ha detto Greg Smith, Capo dell’ufficio finanziario di Boeing, durante una conferenza del Credit Suisse Group AG. “Continueremo ad investire nel settore, ma dobbiamo ridurre il saldo di questo debito. E valuteremo ogni opportunità per farlo nel modo più efficiente possibile, capitale netto compreso.”

La situazione finanziaria instabile e il 737 MAX non sono gli unici problemi di Boeing.

Questo aereo è stato progettato da pagliacci supervisionati da scimmie

Per ridurre i costi, Boeing ha spostato una linea di assemblaggio finale per il 787 Dreamliner dagli stabilimenti sindacalizzati dello stato di Washington a quelli non sindacalizzati della Carolina del Sud. In precedenza, il 787 veniva assemblato in entrambi gli stati. Il problema è che la forza lavoro non sindacalizzata della Carolina del Sud non ha una buona reputazione in quanto a qualità di produzione:

Mentre la diminuzione dei viaggi aerei dovuta al COVID sta rallentando tutte le consegne dei nuovi velivoli, specialmente quelli a fusoliera larga per le rotte intercontinentali, ai problemi di Boeing legati alle consegne del 787 si sono aggiunti quelli relativi alla qualità produttiva degli stabilimenti della Carolina del Sud e dello Utah.

A North Charleston, South Carolina, due difetti di fabbricazione scoperti in alcuni giunti nella sezione posteriore della fusoliera potrebbero potenzialmente compromettere l’integrità strutturale della cellula e questo richiederà intensi lavori di ispezione e sostituzione.

A Salt Lake City, un altro problema di qualità produttiva riguardante l’assemblaggio del piano di coda orizzontale ha comportato la necessità di ispezionare centinaia di 787 già in servizio, oltre a quelli in produzione.

Venerdi scorso, in un intervento alla conferenza industriale del Credit Suisse, Greg Smith, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario di Boeing, ha detto che ci è voluto “più tempo del previsto” per ispezionare tutti gli aerei alla ricerca di questi potenziali difetti di fabbricazione.

A causa del lento processo di ispezione e delle restrizioni agli spostamenti legate al COVID, che hanno influito pesantemente sui viaggi aerei internazionali, Smith ha aggiunto che: “abbiamo in inventario un gran numero di 787 non ancora consegnati.”

Più di settanta 787 già completati sono attualmente in attesa di essere consegnati, secondo l’accurato conteggio, aggiornato mensilmente, di Uresh Sheth disponibile online.

Smith ha detto che potrebbe volerci “fino al 2021” per smaltire tutto l’arretrato dei 787 parcheggiati.

Anche altri programmi di Boeing, come il 767 in versione aerocistera per la U.S. Air Force e la capsula spaziale per la NASA, sono in grosse difficoltà. Probabilmente l’azienda sopravviverà, ma ci vorrà un decennio o anche più prima che Boeing torni ad essere competitiva.

A breve termine, il pericolo maggiore per Boeing viene dalla Casa Bianca.

L’amministrazione Trump ha posto sotto sanzioni le aziende tecnologiche cinesi che hanno rapporti con l’esercito cinese. Le sanzioni potrebbero presto arrivare al punto di danneggiare la stessa Boeing:

Il primo volo commerciale del C919, un jet bimotore dall’enorme significato politico e interamente costruito in Cina, potrebbe subire notevoli ritardi a causa della guerra tecnologica fra USA e Cina.

Pechino ha cercato di spezzare il duopolio del trasporto passeggeri Boeing-Airbus saturando il cielo del proprio paese con aerei di linea nazionali costruiti dalla Commercial Aircraft Corporation of China (Comac), di proprietà statale.

Il C919 a corridoio singolo vorrebbe essere la risposta di Comac alla serie 737 di Boeing che attualmente costituisce la struttura portante delle rigogliose flotte dei vettori statali, come Air China, China Eastern e China Southern.

Ora sembra che l’amministrazione Trump stia valutando la possibilità di aggiungere Comac alle 89 aziende cinesi del settore aviatorio a cui è stato impedito di avere rapporti con le aziende americane per tutto quello che riguarda tecnologie, soluzioni o prodotti a doppio uso realizzati con il know-how americano, a causa dei loro presunti legami con l’esercito cinese.

Secondo China News Service, un dirigente Comac avrebbe dichiarato che, se Trump dovesse inserire Comac nella cosiddetta “lista delle entità [sottoposte a restrizioni]” la società valuterebbe le possibili opzioni, ma gli attuali accordi di approvvigionamento con General Electric (GE), Honeywell ed altri rimarrebbero comunque validi.

Sanzionare Comac, nel breve termine danneggerebbe l’azienda. Ma la Cina ha l’ambizione nazionalistica di diventare a pieno titolo un paese produttore di vettori aerei commerciali e non sarà certamente la mancanza di componentistica statunitense a ferrmarla. Le sanzioni non faranno altro che ritardare l’inevitabile.

Si stima che la Cina avrà bisogno di 8.000 nuovi jet passeggeri entro il 2040. Si tratta di un mercato abbastanza grande da sostenere tre produttori globali.

Ma, come ritorsione alle sanzioni statunitensi, la Cina potrebbe seriamente danneggiare Boeing. L’ente cinese di certificazione non ha ancora ri-validato il 737 MAX. Ci sono molti problemi relativi al MAX che, secondo i Cinesi, potrebbero ancora destare preoccupazioni. Le linee aeree cinesi sono tra i maggiori clienti dei 737 Boeing.

Se i regolatori cinesi trovassero altre motivazioni per non certificare il 737 MAX o esigessero altri importanti interventi di modifica, Boeing si troverebbe in nuovi guai. Un blocco della certificazione a tempo indeterminato non riguarderebbe solo le vendite ai clienti Boeing in Cina, ma anche quelle ai clienti asiatici che dovrebbero utilizzare i MAX per le rotte da e verso la Cina.

Il MAX sta ritornando a volare e Boeing potrebbe sopravvivere. Ma una pugnalata alle spalle da parte di una Casa Bianca anti-cinese potrebbe comunque mettere in pericolo l’azienda.

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Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2020/12/boeings-737-max-is-back-in-the-air-but-anti-chinese-white-house-action-could-still-endanger-the-comp.html#more
08.12.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org