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I “TERRORISTI ISLAMICI” SUPPORTATI DALLO ZIO SAM

DEL PROF. MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research

“Operazioni Segrete” dell’Amministrazione Bush dirette contro Iran, Libano e Siria

L’amministrazione Bush ha ammesso di essersi dedicata ad operazioni segrete di natura aggressiva contro Iran e Siria. L’obiettivo dichiarato era quello di mandare in pezzi le economie ed i sistemi monetari dei due paesi. L’infame Iran-Syria Policy and Operations Group [Gruppo per la Politica e le Operazioni in Iran e Siria, d’ora in poi ISOG, n.d.t.] creato ad inizio 2006, composto da ufficiali della Casa Bianca, Dipartimento di Stato, CIA e Dipartimento del Tesoro, aveva un mandato per
destabilizzare l’Iran e la Siria, e portare ad un “Cambio di Regime.”:


“Il comitato ISOG si è incontrato a scadenze settimanali molte volte nel corso del 2006 per coordinare azioni quali la limitazione dell’accesso dell’Iran alle istituzioni di credito e bancarie, per organizzare la vendita di armamenti ai vicini dell’Iran, e per supportare quelle forze che si oppongono ai due regimi.” (Boston Globe, 25 Maggio 2007)

L’ISOG aveva anche fornito assistenza sotto copertura in Iran a dissidenti e gruppi di opposizione. Il progetto propagandistico dell’ISOG consisteva nel diffondere disinformazione nei circuiti dei notiziari e nel “fabbricare uno sdegno internazionale nei confronti dell’Iran.” (Boston Globe, 2 Gennaio 2007)

Dietrofront nella Politica verso Iran e Siria ?

Washington ha annunciato di recente un apparente dietrofront: niente più azioni sleali segrete contro “nemici canaglia” in Medio Oriente. L’ISOG è stato smantellato su ordine del Presidente Bush. Gli Stati Uniti non saranno più immischiati in “azioni [segrete] aggressive contro Iran e Siria”, secondo ufficiali del Dipartimento di Stato.

“Il gruppo era diventato il punto focale per i critici dell’amministrazione che temevano che essa stesse pianificando azioni segrete che avrebbero potuto provocare un escalation fino ad un conflitto con Iran o Siria. Il clima di segretezza che circondava il gruppo quando venne formato nel Marzo del 2006, unito al fatto che fu creato sul modello di una simile commissione speciale per l’ Iraq, aumentava quei sospetti.

Un alto ufficiale del Dipartimento di Stato… ha detto che il gruppo [ISOG] è stato chiuso a causa di una diffusa percezione del pubblico che esso fosse stato ideato per portare al cambio di regime. Ufficiali del Dipartimento di Stato hanno detto che l’obiettivo dell’ISOG era quello di convincere i due regimi a modificare il loro atteggiamento, non a rovesciarli.” (Ibid.)

Crederci o no ?

Analisti della politica estera hanno descritto la decisione di Washington come la prova di un benvenuto “ammorbidimento” della strategia Statunitense in Medio Oriente. Si dice che l’amministrazione Bush abbia scartato il “cambio di regime” in favore di un approccio più flessibile, che consiste in un dialogo costruttivo con Tehran e Damasco. Le azioni segrete offensive, ci dicono, sono state sostituite con una diplomazia internazionale in buona fede.

La [dissoluzione dell’ISOG] arriva dopo che l’amministrazione Bush si è imbarcata in un nuovo significativo sforzo per tenere degli incontri di alto profilo con Iran e Siria.

Poco dopo che l’ISOG è stato chiuso, il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha lanciato una grande iniziativa per coinvolgere l’Iran e la Siria in uno sforzo regionale per stabilizzare l’Iraq, capovolgendo una politica Statunitense di lungo corso che si opponeva a contatti di alto profilo con quei paesi.

Per anni, l’amministrazione Bush ha evitato ogni incontro con la Siria. Tuttavia la Rice si è incontrata questo mese in Egitto con il ministro degli esteri Siriano, il primo incontro di alto livello tra i due paesi dal 2004, e Lunedì è previsto un incontro a Baghdad dell’ambasciatore Statunitense in Iraq, Ryan Crocker, con la sua controparte Iraniana.

Kenneth Katzman, uno specialista di Medio Oriente al Congressional Research Service, il braccio analitico del Congresso, ha detto che non pensava fosse stata una coincidenza che l’ISOG fosse stato smantellato nello stesso momento in cui il Dipartimento di Stato iniziava la sua avventura diplomatica.

“Penso che fondamentalmente quel gruppo avesse l’obiettivo di incoraggiare il cambio di regime, e la Rice stia andando in una direzione molto differente,” ha detto Katzman. “La scuola all’interno dell’amministrazione Bush che sostiene il cambio di regime ha davvero perso un po’ di incisività.” (Ibid.)

La decisione di smantellare l’ISOG è in larga parte solo che apparenza. La maggior parte di queste operazioni di intelligence rimangono in piedi. L’ISOG era solo una delle molte operazioni segrete atte a destabilizzare l’Iran e la Siria. Il cambio di regime ed una guerra a tutto campo fanno ancora parte dei piani dell’Amministrazione. Le operazioni di intelligence segrete per destabilizzare Iran e Siria sono aumentate nel corso degli ultimi quattro anni.

Inoltre, queste operazioni sono strettamente coordinate con i piani di guerra Israeliani e della NATO, che costituiscono parte integrale dell’azione militare Statunitense diretta contro Iran, Siria e Libano.

Le operazioni segrete sono state sincronizzate con la roadmap militare, inclusi i vari scenari di guerra prefigurati dagli Stati Uniti dal lancio del “Teatro Iran a Breve Termine” (TIRANNT) nel Maggio del 2003, circa un mese dopo l’invasione dell’Iraq. Questi scenari di guerra prevedono esplicitamente il cambio di regime:

Sotto il TIRANNT, l’Esercito e gli strateghi del Comando Centrale Statunitense hanno esaminato scenari sia nel breve che nel lungo periodo per una guerra all’Iran, inclusi tutti i risvolti di una maggiore operazione di combattimento, dalla mobilizzazione ed il dispiegamento di forze fino alle operazioni di stabilizzazione dopo il cambio di regime. (William Arkin, Washington Post, 16 Aprile 2006)

Gli Stati Uniti sono sul piede di guerra e diverse operazioni segrete e psicologiche – che diffondono abitualmente nei circuiti mediatici spregevoli rappresentazioni del Capo di Stato Iraniano – sono parte integrale della bocca di fuoco della propaganda mediatica e di intelligence militare.

In cambio, le operazioni coperte sono coordinate con i dispiegamenti Statunitensi, Israeliani e della NATO nel Mediterraneo Orientale e nel Golfo Persico che includono la direzione di grandi esercitazioni militari, che sono state portate avanti quasi di continuo dall’Estate del 2006.

Le Operazioni segrete della CIA contro l’Iran

In contemporanea con l’annuncio della chiusura dell’ISOG, “La CIA ha ricevuto la segreta approvazione del presidente per avviare una operazione segreta illegale per destabilizzare il Governo Iraniano, secondo ex e correnti membri dei circoli di intelligence..” (ABC News Report 22 Maggio 2007.) Questa parallela iniziativa della CIA, che ha “ricevuto il via libera dagli ufficiali della Casa Bianca e da altri nell’intelligence”, ha in linea di massima l’identico mandato di quello della defunta ISOG.


“Le fonti, che hanno parlato in condizione di anonimato a causa della natura sensibile dell’argomento, dicono che il Presidente Bush ha firmato un “mandato presidenziale non letale” [significa che il presidente non autorizza a uccidere nessuno in Iran, compreso il loro leader, n.d.t.] che mette in moto il piano della CIA che è stato detto includa una coordinata campagna di propaganda, disinformazione e di manipolazione della moneta Iraniana e delle transazioni finanziarie internazionali.”

“Non posso confermare o smentire se esista un programma simile o se il presidente l’abbia autorizzato, so solo che sarebbe coerente con l’approccio generale Americano trovare dei modi per mettere sotto pressione il regime,” ha detto Bruce Riedel, un ex alto ufficiale della CIA andato recentemente in pensione, che si occupava di Iran ed altri paesi nella regione.

Un portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Gordon Johndroe, ha dichiarato: “La Casa Bianca non commenta le questioni di intelligence.” Un portavoce della CIA ha detto, “Com’è prassi, non commentiamo speculazioni relative alle attività segrete.” (ABC News Report 22 Maggio 2007.)

Il piano della CIA era apparentemente “ideato per spingere l’Iran a fermare il suo programma di arricchimento dell’uranio ed a interrompere il suo supporto ai ribelli in Iraq.” L’operazione segreta, secondo ufficiali Statunitensi, era una più blanda alternativa a quella di un attacco militare all’Iran, un’opzione caldeggiata dal Vice Presidente Dick Cheney e da altri falchi dell’amministrazione.

Correnti ed ex ufficiali di intelligence dicono che l’approvazione dell’operazione segreta significa che l’amministrazione Bush, per il momento, ha deciso di non perseguire l’opzione militare contro l’Iran.

“Il Vice Presidente Cheney guidava la fazione che caldeggiava l’azione militare,” ha detto l’ex ufficiale CIA Riedel, “ma penso che siano arrivati alla conclusione che un attacco militare avrebbe avuto più conseguenze negative che positive.” (Ibid.)

L’operazione di intelligence segreta dirette contro Iran e Siria non è un’alternativa all’azione militare. Piuttosto è il contrario. Il piano della Cia è stato pensato per supportare la strategia di Washington per destabilizzare Iran e Siria, attraverso metodi sia militari che non militari, incluse operazioni di intelligence segrete.

Il via libera alle Brigate Islamiche in Iran

Per quanto riguarda l’Iran, l’intelligence Statunitense ha supportato un gruppo terrorista basato in Pakistan, Jundullah (i Soldati di Dio), che ha condotto dei raid terroristici in Iran. Il gruppo opera “da basi nella scoscesa regione che si trova a cavallo tra Pakistan, Afghanistan ed Iran.” Secondo un rapporto di ABC News:

“Un gruppo tribale Pakistano militante responsabile per una serie di raid di guerriglia mortali in Iran è stato segretamente appoggiato e guidato da ufficiali Americani sin dal 2005, secondo quanto sostengono fonti dell’intelligence Statunitense e Pakistana ad ABC News.

Il gruppo, chiamato Jundullah, è composto da membri della tribù dei Beluci e opera dalla provincia del Baluchistan, vicino al confine con l’Iran.

Ha rivendicato la responsabilità di uccisioni e rapimenti di oltre una dozzina di soldati ed ufficiali Iraniani.” (ABC News, 2 Aprile 2007)

Abd el Malik Regi, il leader di Jundullah, comanda una forza di molte centinaia di guerriglieri “che mettono a punto attacchi lungo il confine dalla parte dell’Iran contro ufficiali militari Iraniani, ufficiali di intelligence Iraniani, li rapiscono e ne filmano l’esecuzione… In tempi recenti, Jundullah ha rivendicato la paternità di un attacco a Febbraio che uccise almeno 11 membri della Guardia Rivoluzionaria Iraniana che viaggiavano in autobus nella città Iraniana di Zahedan.” (Ibid.)

Fonti governative Statunitensi hanno confermato che il leader di Jundullah “era regolarmente in contatto con ufficiali Statunitensi” ma nega ogni “finanziamento diretto” di Jundullah da parte dell’intelligence Statunitense.

Coerentemente alla condotta della CIA nelle sue operazioni segrete, l’Agenzia non finanzia mai “direttamente.” Essa agisce immancabilmente per procura, tramite una delle organizzazioni ad essa collegate che includono l’Inter Services Intelligence Pakistana (ISI), che storicamente, dalla guerra Sovietico-Afghana, ha fornito supporto a gruppi terroristici Islamici, che ha incluso il finanziamento dei campi d’addestramento e delle scuole coraniche, ogni volta agendo per conto della CIA. In realtà questo doppio gioco dell’ISI Pakistana (per conto della CIA) è candidamente ammesso dall’intelligence Statunitense:

“Fonti dell’intelligence Americana sostengono che Jundullah abbia ricevuto soldi ed armi attraverso gli eserciti Afghano e Pakistano e tramite l’intelligence Pakistana. Il Pakistan ha negato ogni collegamento.” (Brian Ross e Christopher Isham, La Guerra Segreta Contro l’Iran, 3 Aprile 2007.)

Altri canali sfruttati dall’intelligence Statunitense per finanziare il terrorismo sono l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo, dove i soldi inizialmente erogati vengono riversati ai vari gruppi militanti Islamici per conto dello zio Sam. “Alcuni ex ufficiali della CIA dicono che la collaborazione ricorda quando il governo Statunitense usava eserciti per procura, finanziati da altri paesi inclusa l’Arabia Saudita, per destabilizzare il governo del Nicaragua negli anni ’80.” (Ibid.)

Uno schema coerente. Le Origini Storiche del “Terrorismo Islamico”

Ironicamente, i gruppi Islamici vengono descritti andare a braccetto con Tehran. L’Iran, un paese a maggioranza Sciita, viene accusato di dare asilo ai terroristi Islamici Sunniti, mentre in realtà questi terroristi Islamici sono “strumenti dell’intelligence” degli Stati Uniti, supportati indirettamente da Washington.

Questo ruolo dell’intelligence Statunitense in supporto dei “terroristi Islamici” è ben dimostrato. L’operazione segreta applicata all’Iran fa parte di una sequenza coerente.

La non così segreta agenda dell’intelligence Statunitense in Asia Centrale e Medio Oriente ha lo scopo di scatenare l’instabilità politica e fomentare i contrasti etnici supportando le “organizzazioni di terroristi Islamici”, con la visione di indebolire infine il concetto di Stato Nazione e destabilizzare i paesi sovrani.

Dall’inizio della guerra Sovietico-Afghana e per tutti gli anni ’90, una caratteristica chiave delle attività della CIA è stata fornire nascostamente supporto alle “organizzazioni del terrorismo Islamico.”

Nel 1979 “la più grande operazione segreta nella storia della CIA” è stata lanciata in risposta all’invasione Sovietica dell’Afghanistan in supporto del governo filocomunista di Babrak Kamal. (Si veda Fred Halliday, “La (non)grande partita: il Paese che ha perso la Guerra Fredda, Afghanistan,” New Republic, 25 Marzo 1996; Ahmed Rashid, I Talebani: l’esportazione dell’estremismo, Foreign Affairs, Novembre-Dicembre 1999. Si veda anche Michael Chossudovsky, la “guerra al terrorismo” dell’America, Global Research, 2005, Cap.2)

Con l’attivo incoraggiamento della CIA e dell’ISI, “circa 35,000 radicali Musulmani provenienti da 40 paesi Islamici si unirono alla lotta dell’Afghanistan tra il 1982 ed il 1992. Decine di migliaia inoltre arrivarono a studiare nelle scuole coraniche Pakistane. Alla fine furono più di 100.000 i radicali Musulmani stranieri che vennero influenzati direttamente dalla jihad Afghana.” (Si veda Chossudovsky, opera citata)

Queste operazioni segrete in supporto delle “Brigate Islamiche” sono continuate nel periodo successivo la Guerra Fredda. L’esteso network militare e di intelligence dell’ISI non è stato smantellato dopo la guerra Sovietico-Afghana. La CIA ha continuato a supportare la “jihad” Islamica dal Pakistan. Nuove operazioni sotto copertura sono state messe in moto in Asia Centrale, in Medio Oriente e nei Balcani. L’apparato militare e di intelligence Pakistano essenzialmente “è servito come un catalizzatore per la disintegrazione dell’Unione Sovietica e per la nascita di sei nuove repubbliche Musulmane in Asia Centrale.” (Ibid.) “Nel frattempo, i missionari Islamici della setta Wahabita dall’Arabia Saudita si sono stabilizzati loro stessi nelle repubbliche Musulmane dell’ex Unione Sovietica così come nella federazione Russa usurpando le istituzioni dello Stato secolare.” (Ibid.)

Nei Balcani è venuto fuori un modello simile. Iniziando nei primi anni ’90, l’Amministrazione Clinton supportò il reclutamento dei Mujaheddin di al Qaeda per combattere in Bosnia nell’Esercito Musulmano Bosniaco. Ironicamente, fu il Partito Repubblicano in un documento pubblicato dalla Commissione Repubblicana al Senato Statunitense che accusava Clinton non solo di coinvolgimento “attivo” con i network Islamici combattenti, ma anche della collaborazione con la Third World Relief Agency (TWRA) [Agenzia di Aiuto al Terzo Mondo, n.d.t.], una “finta organizzazione umanitaria Sudanese, ritenuta vicina a membri di primo piano della rete del terrorismo Islamico del calibro dello Sceicco Omar Abdel Rahman (il condannato organizzatore dell’attacco del 1993 al World Trade Center) ed Osama Bin Laden…” (Il documento originale può venire consultato sul sito web della Commissione Repubblicana al Senato (Senatore Larry Craig), presso http://www.senate.gov/~rpc/releases/1997/iran.htm )

Dall’avvio della Guerra Globale al Terrore (GWOT) dopo l’11 Settembre 2001, molti dei documenti ufficiali, che tratteggiano la velenosa relazione tra intelligence Statunitensi e “network terroristi Islamici,” sono stati nascosti con cura all’attenzione del pubblico.

“Terroristi Islamici” in Libano sponsorizzati dagli Stati Uniti

Le recenti uccisioni di civili nei campi dei rifugiati Palestinesi nel nord del Libano sono scaturiti dal confronto tra Fatah Al Islam e le forze armate Libanesi. Fatah Al Islam è un gruppo fondamentalista Sunnita composto solo in minoranza da Palestinesi, che opera all’interno dei campi profughi. Fatah Al Islam trae ispirazione anche dalle sette Wahabite dell’Arabia Saudita, che furono coinvolte nelle operazioni segrete della CIA dall’inizio del conflitto Afghano-Sovietivo.


[Abu Salem, portavoce del misterioso gruppo Fatah al Islam infiltratosi nel campo profughi palestinese di Nahr el-Bared, vicino al luogo (Kleiaat) dove la NATO vorrebbe costruire una base insieme all’esercito Libanese]

Le forze armate Libanesi sono state coinvolte in raid nei campi, che hanno portato alla cacciata dei rifugiati Palestinesi. Il numero dei miliziani di Fatah Al Islam (composti da combattenti Sauditi, Siriani, Yemeniti e Marocchini), all’interno del campo era di circa 150-200 secondo i rapporti della stampa. L’offensiva militare Libanese è stata sproporzionata, ed ha portato ad un numero imprecisato di morti tra i civili.

“Tuttavia, l’assalto enormemente sproporzionato al campo è stato appoggiato incondizionatamente dal Segretario di Stato Statunitense Condoleezza Rice. “Il governo Siniora sta combattendo contro un nemico estremista molto forte,” ha detto la Rice. “Ma il Libano sta facendo la cosa giusta per provare a proteggere la sua popolazione, per affermare la sua sovranità e noi siamo molto favorevoli al governo Siniora e a quello che sta provando a fare.”

Il Libano ha fatto uso di un’azione di polizia contro questo minuscolo gruppo per chiedere agli Stati Uniti 280 milioni di $ in assistenza militare per aiutare a sedare quella che chiama pomposamente una “rivolta.” Il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack ha detto che la richiesta di finanziamenti, 220 milioni di $ dei quali andrebbero alle Forze Armate Libanesi e gli altri 60 milioni di $ alle forze di sicurezza, stava venendo considerata da Washington. Gli Stati Uniti hanno dato al Libano lo scorso anno 40 milioni di $ in aiuti militari e quest’anno finora 15 milioni di $. (Chris Marsden, 27 Maggio 2007)

Fatah Al Islam è stata presentata nei rapporti dei mass-media, in una logica estremamente perversa, come un’organizzazione collegata al movimento Fatah Palestinese, un’organizzazione secolare, fondata da Yaser Arafat. Da un punto di vista ideologico, Fatah Al Islam è simile ad Al Qaeda, che è nota per essere finanziata dall’Arabia Saudita e dagli Stati del Golfo e supportata dall’ISI in accordo con la sua controparte Statunitense.

Secondo Seymour Hersh, l’Arabia Saudita sta fornendo finanziamenti ed anche supporto segreto a Fatah Al Islam, dopo stretto consulto con l’amministrazione Bush.

Hersh indica un “accordo privato” tra i più alti ufficiali Neo-Conservatori ed il Principe Bandar bin Sultan dell’Arabia Saudita, che collaborò strettamente col Direttore della CIA George Tenet, quando era l’Ambasciatore Saudita a Washington. Il governo Libanese è coinvolto anche in questa operazione di intelligence:

“Il giocatore chiave sono i Sauditi. Quello di cui io [Hersh] stavo scrivendo era una specie di accordo privato fatto tra la Casa Bianca, e qui stiamo parlando di Richard – Dick – Cheney ed Elliott Abrams, uno dei consiglieri principali della Casa Bianca, con Bandar [il Principe Bandar Bin Sultan, consigliere alla Sicurezza Nazionale Saudita]. E l’idea era quella di ricevere aiuto, aiuto segreto dai Sauditi, per supportare varie fazioni jihadiste radicali, gruppi Sunniti, in particolar modo in Libano, che sarebbero stati visti nel caso di un confronto effettivo con Hezbollah – il gruppo Sciita del Sud del Libano – sarebbero stati visti come delle pedine, è molto semplice. Siamo coinvolti ora nel supportare i Sunniti dovunque possiamo contro gli Sciiti, contro gli Sciiti in Iran, contro gli Sciiti in Libano, cioè Nasrallah. Tradotto significa guerra civile. Stiamo creando in alcuni posti, in particolare in Libano, dei conflitto settari…” (Intervista della CNN con Seymour Hersh, CNN Internatinoal’s Your World Today, 21 Maggio 2007)

Lo schema del supporto Saudita a Fatah Al Islam è parte di una operazione segreta sponsorizzata dagli Stati Uniti simile a quelle che la CIA portò avanti negli anni ’80 per supportare Al Qaeda.

Beh, gli Stati Uniti furono pesantemente coinvolti. Questa era un’operazione segreta che Bandar gestì con noi. Non dimenticatevi che, se ricordate bene, sapete, andammo in guerra in Afghanistan supportando Osama Bin Laden e i Mujahiddin nei tardi anni ’80 con Bandar e persone come Elliott Abrams, il concetto era che i Sauditi ci promisero di poter controllare – di poter tenere sotto controllo i jihadisti… E abbiamo qui lo stesso modello, … in cui usiamo ancora i Sauditi per supportare i Jihadisti [Fatah Al Islam], ed i Sauditi ci assicurano di poter controllare questi vari gruppi, i gruppi come quello che è in contatto col Governo proprio ora a Tripoli. (Ibid.)

Un Evento inscenato in Libano ? La costruzione di una Giustificazione Umanitaria per l’Intervento Militare

Fatah Al Islam è uno “strumento dell’intelligence” finanziato dall’Arabia Saudita. Mentre l’amministrazione Bush accusa Damasco di supportare Fatah, ci sono degli indizi che le uccisioni nei campi profughi Palestinesi siano stati il risultato di un’operazione militare di intelligence preparata con cura.

Dopo l’Estate del 2006 in seguito ai bombardamenti Israeliani del Libano, le forze NATO sono presenti in Libano così come nella linea di costa Siriano-Libanese. La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che permetteva il dispiegamento delle truppe di peacekeeping della NATO è stato il primo stadio di questo processo, che veniva dopo il ritiro delle forze Siriane dal Libano nel 2005.

L’obiettivo di questa roadmap militare è quello di creare una violenza settaria all’interno del Libano che fornirà un pretesto fondato su “basi umanitarie” per un più ampio intervento della NATO con un formale mandato delle Nazioni Unite. Questo intervento militare umanitario della NATO in collaborazione con Israele, viene pensato come il passo successivo al ritiro delle truppe Siriane nel 2005 e dei bombardamenti Israeliani del 2006. Se dovesse essere lanciato potrebbe portare ad una situazione di un’occupazione straniera di fatto del Libano così come al rafforzamento del blocco economico diretto contro la Siria.

Il pretesto per il cambio di marcia nelle operazioni militari è il presunto supporto della Siria a Fatah Al Islam e il presunto coinvolgimento di Damasco nell’assassinio di Rafiq Hariri. La convenientemente coincidente “investigazione” dell’assassinio Hariri e l’avvio di un processo farsa stanno venendo usati dalla coalizione per fomentare i sentimenti anti-Siriani in Libano. Da un punto di vista strategico e militare, il Libano è la porta d’accesso alla Siria. La destabilizzazione del Libano supporta l’agenda militare Israeliana, Statunitense e della NATO diretta contro la Siria e l’Iran. L’intelligence Statunitense lascia mano libera alle Brigate Islamiche, mentre contemporaneamente accusa il nemico di sponsorizzare i gruppi terroristici, che sono in realtà segretamente supportati e finanziati dallo Zio Sam.

Altri articoli di Michel Chossudovsky su Global Research

Titolo originale: “’Islamic Terrorists’ supported by Uncle Sam: Bush Administration “Black Ops” directed against Iran, Lebanon and Syria ”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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31.05.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GOLDSTEIN

Pubblicato da Das schloss