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I TEDESCHI LANCIANO UNA BLITZKRIEG SULLE TRATTATIVE PER IL DEBITO GRECO

DI MARSHALL AUERBACK
New Economic Perspectives

Le notizie ancora una volta suggeriscono che la Grecia sia sul punto di raggiungere un nuovo accordo con i creditori privati per la perdita che dovranno accettare sulle loro
obbligazioni. Gli ultimi dati suggeriscono un abbattimento del 70%. Un rovescio non indifferente per quello che dovrebbe essere un “default volontario“, e, quindi non soggetto all’attivazione dei
credit default swap
sul debito greco.

Naturalmente, le voci sulla proposta di accordo insistono sul fatto che si tratta di un “evento unico” e che le altre nazioni della periferia dovrebbero cominciare a pensare a una possibilità del genere. Ma gli attriti per il depennamento del debito greco che rispecchia il disastro in cui si dibatte l’economia greca, e il desiderio di minimizzare l’effetto di contagio potenziale stanno già alzando la testa, e ci potrebbero spiegare alcune delle più recenti macchinazioni della Germania.
Peter Spiegel del Financial Times ha pubblicato la proposta del governo tedesco per il “miglioramento dell’ottemperanza” della Grecia alle condizioni del salvataggio, e improvvisamente il Private Sector Involvment (ndt: il coinvolgimento dei privati nella gestione del debito) greco impallidisce al confronto. In base alla proposta della Germania, quale che sia risultato dell’accordo sul PSI, la Grecia dovrebbe “impegnarsi nel dare priorità assoluta al debito futuro” e “accettare di trasferire la sovranità di bilancio al livello europeo“. Se il governo greco non fosse disposto a farlo la troika potrebbe sigillare i rubinetti dei fondi di salvataggio e la Grecia andrebbe in default. Senza possibilità di accesso al mercato per finanziarsi, la Grecia sarebbe costretta a uscire dall’eurozona.

In questo momento i sondaggi sembrano indicare che una parte della classe media greca possa dare il benvenuto al controllo dell’UE sulle loro finanze, visto il discredito di cui godono il gruppo dei politici greci corrotti, ma, alla fine è quasi certo che tutto questo possa scatenare una reazione violenta. In ogni caso, visto che l’accordo con Atene sembra davvero vicino, perché Berlino ha scelto proprio questo momento per fare una simile richiesta, mettendo a rischio l’intera trattativa?

Io penso che dobbiamo guardare oltre la Grecia per rispondere a questa domanda.

Il suggerimento dato da Megan Greene è che la proposta berlinese è un sottoprodotto delle conseguenze non intenzionali delle operazioni di rifinanziamento a lungo termine della BCE (LTRO): “Se le banche dell’eurozona hanno facilmente accesso a un finanziamento a tre anni che gli viene corrisposto in cambio dei loro collaterali, forse la Germania e la troika potrebbero aver deciso che le banche dell’eurozona potranno sopravvivere a un default greco.”

Se la BCE non andrà a prosciugare tutto il debito della Grecia con il suo Securities Market Programme, (“Non avverrà, non sarebbe prudente “, come avrebbero potuto dire George Bush Sr. o Dana Carvey), la Grecia diventerà, come argomenta Greene, chiaramente insolvente e dovrebbe lasciare l’eurozona per poter tornare a un periodo di crescita.
La proposta tedesca, secondo Greene, potrebbe aver accelerato un evento inevitabile.

Ma c’è un altra, più sinistra interpretazione. La domanda che è stata ciclicamente posta dall’inizio della rinegoziazione sul debito greco è stata: “Cosa potrà fermare
Portogallo, Irlanda o anche la Spagna dal richiedere lo stesso accordo? E io continuo a credere che la Spagna è una tessera del domino “troppo grande per fallire”. Le sue passività sono troppo consistenti per essere coperte dal programma di protezione stabilito con l’EFSF e l’ESM. È probabile che un’espansione delle LTRO possa risolvere la crisi bancaria e quella della solvibilità, ma non il problema più vasto di una scarsa domanda aggregata, di un’alta disoccupazione e dei crescenti disordini sociali.

Quindi, riformulando la domanda: come impedire a Portogallo, Irlanda e anche Spagna la richiesta dello stesso accordo che è stato concluso con la Grecia, se le negoziazioni dovessero avere successo?

Risposta: non si può. Quindi i tedeschi hanno fatto ai greci una richiesta politicamente irrecepibile, dicendogli “Non vi diamo più soldi se non cederete la vostra sovranità nazionale.” Ed è anche un avvertimento rivolto agli altri paesi della periferia dell’eurozona che potrebbero cercare di concludere la trattativa attualmente in corso con la Grecia.

Quindi, i tedeschi (dietro agli auspici della troika) stanno dicendo, “È austerità fiscale alle nostre condizioni. Se tentate di rinegoziare come hanno fatto i greci,
prenderemo il vostro posto. L’alternativa è che voi ve ne andiate.”

Economia dell’Anschluss, pura e semplice.

Un’affermazione troppo forte? Bene, quando i loro interessi nazionali sono in pericolo, i tedeschi sono perfettamente preparati a cambiare pelle e a giocare duro. Ripensate a come la Bundesbank pianificò la partenza della Gran Bretagna dall’ERM nei primi anni ‘90, e avete un modello pronto per il momento attuale. Suggerendo pubblicamente che la sterlina fosse sopravvalutata e rifiutando di proporre un sostegno alla moneta britannica (in contrasto con la
sua successiva difesa del franco francese), l’allora Presidente della BUBA Helmut Schlesinger assicurò in pratica l’esclusione del Regno Unito dall’
Exchange Rate Mechanism. Diciamoci la verità: la storia ci mostra che la Germania non va molto per il “sottile“. Sembra proprio una blitzkrieg, pura e semplice. Spagna, Irlanda,
Portogallo e Italia, siete state avvisate.

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Fonte: Anschluss Economics – The Germans Launch A Blitzkrieg on the Greek Debt Negotiations

30.01.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • Fabriizio

    MARSHALL AUERBACK germanofobo.

  • AlbertoConti

    Anglofono o no la questione posta è seria. La grande Germania ha voluto la bicicletta, le ha fatto molto comodo, ma non può pedalare da sola contro i PIIGS. L’intelligente crucco deve rispondere a una sola domanda: cosa succede a un insieme di paesi che condividono lo stesso mercato e la stessa moneta quando hanno inflazioni diverse? La bicicletta è unica, non si può pedalare sempre e solo dalla parte del più forte; questa non è più un unione, è una sopraffazione “competitiva”.