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I servizi segreti governano il mondo?

DI ISRAEL SHAMIR 

unz.com

I complottisti si sono sempre immaginati il governo mondiale ombra come composto da un gruppo di malvagi savi, circondati da finanzieri e magnati del cinema. La realtà è però ben peggiore. Non è infatti un governo; è una Rete, come la massoneria di una volta, e consta principalmente di ingannevoli pennivendoli e spie. Due categorie che di lavoro raccolgono dati altrui, e che, invece di servire lealmente i propri padroni, hanno deciso di guidare il mondo nella direzione da loro più gradita.

L’ammiraglio tedesco Wilhelm Canaris, ultimo capo dell’Abwehr, l’intelligence militare di Hitler, era una spia con ambizioni politiche. Sostenne Hitler in quanto nemico del comunismo; giunse però poi alla conclusione che gli Stati Uniti avrebbero svolto meglio tale funzione, e decise quindi di passare alla parte anglo-americana. Venne scoperto e giustiziato per tradimento. Anche il Generale Reinhard Gehlen, suo collega, tradì il Führer e passò alla fazione americana. Dopo il conflitto mondiale, continuò la propria guerra contro la Russia sovietica, stavolta non per l’Abwehr ma per la CIA.

Le spie sono infìde di natura. Contattano persone che hanno tradito i propri paesi; lavorano sotto copertura, fingendo di essere qualcun altro; per loro, cambiare alleato è cosa all’ordine del giorno. Si mescolano con spie straniere, uccidono e sono impuniti; infrangono qualsiasi legge, divina od umana che sia. Se lavorano per il paese sono estremamente pericolosi. Se lavorano per sé stessi lo sono infinitamente di più, soprattutto se continuano a mantenere posizioni istituzionali.

Recentemente abbiamo assistito ad un episodio che ci ha ricordato della loro natura. La principale spia venezuelana, l’ex direttore del Sebin (il Servizio di Intelligence Nazionale Bolivariano), Manuel Cristopher Figuera, ha cambiato fazione durante l’ultimo tentativo di colpo di stato, fuggendo all’estero una volta compreso che il golpe era destinato a fallire. Ha realizzato che l’appartenenza alla Rete è per lui ben più importante del dovere nei confronti della costituzione del paese.

Negli Stati Uniti, le “agenzie-alfabeto” (CIA, FBI ed NSA), ovviamente hanno anch’esse tradito la nazione, come fatto da Figuera, Tuttavia non sono scappate, perlomeno non fino ad ora. I nostri colleghi Philip Giraldi e Mike Whitney hanno ben tratteggiato il complotto architettato da Brennan della CIA e Comey dell’FBI per compiere un regime change negli USA. Le agenzie di intelligence straniere, in primis la britannica GCHQ, hanno svolto un ruolo preminente nel piano. Come prescrive la legge, le spie non sono autorizzate ad operare nel proprio paese. Si entra quindi in una logica di “do ut des”. La CIA spia in Inghilterra e passa i risultati all’intelligence britannica. L’MI6 spia negli Stati Uniti e passa i risultati alla CIA. Oramai sono incredibilmente integrati nella rete mondiale dello spionaggio.

Non è più una questione di Stato Profondo; si tratta di agenti nel mondo che si uniscono contro i legittimi governi. Invece di rimanere fedeli al paese, lo tradiscono. Non lo fanno sempre e solo per soldi – è che pensano di sapere cosa sia meglio per gli altri. In un certo senso, sono una riedizione della Cecil Rhodes Society. Politici e statisti democraticamente eletti devono obbedire a loro od affrontare le conseguenze della loro rabbia, come accaduto a Corbyn e Trump.

Ovunque, che sia nel Regno Unito, in Russia, negli Stati Uniti od altrove, le spie hanno acquisito un potere difficilmente gestibile. La CIA era dietro l’assassinio di JFK ed ha cercato di destituire Trump. L’intelligence britannica ha indebolito Corbyn, dopo aver aiutato la CIA a spingere per la guerra in Iraq. Hanno creato il dossier Steele, inventato la bufala Skripal e portato la Russia e l’Occidente sull’orlo di una guerra nucleare.

Le spie russe sono in relazioni speciali con la Rete globale – e non da pochi anni. Voci persistenti in Russia sussurrano che la perniciosa perestrojka di Gorbaciov sia stata in realtà progettata ed intrapresa da Andropov, capo del KGB dal ’67 all’82. Assieme ai propri incaricati, smantellò lo stato socialista e preparò il cambio di paradigma del ’91, nell’interesse del progetto ‘Unico Ordine Mondiale’.

Andropov (che successe a Brezhnev nell’82 e morì nell’84) lasciò carta bianca a Gorbaciov e ad Alexander Yakovlev, architetto della glasnost. Promosse anche l’arcitraditore Oleg Kalugin, Generale del KGB, a capo del controspionaggio. Più tardi, Kalugin tradì il paese, fuggì negli Stati Uniti e consegnò nelle mani dell’FBI tutte le spie russe di cui era a conoscenza.

Tra fine anni ’80 ed inizio anni ’90, il KGB, originariamente cane da guardia a difesa della classe operaia, passò a lavorare per la Rete. Senza il suo tradimento, Gorbaciov non sarebbe stato in grado di distruggere il paese così in fretta: il KGB disinformò e neutralizzò la leadership comunista.

Permise l’incidente di Chernobyl; permise ad un pilota tedesco di atterrare sulla Piazza Rossa – disastro poi usato da Gorbaciov come scusa per cacciare l’intero lotto di generali patriottici. Il KGB è stato attivo anche nel sovvertire altri stati socialisti. Giustiziò il leader romeno Ceausescu; fece cadere la DDR, la Germania socialista; complottò con Yeltsin contro Gorbaciov e con Gorbaciov contro Romanov. I suoi complotti portarono al crollo dell’URSS.

I cospiratori del KGB del ’91 pensavano che la Russia postcomunista sarebbe stata trattata dall’Occidente come l’evangelico figliol pròdigo, accolto da un vitello ingrassato fatto macellare per la festa di benvenuto. Con loro delusione, scoprirono che alla festa il proprio paese avrebbe dovuto recitare la parte del vitello. Da invisibili sovrani vennero demansionati a guardie del corpo di miliardari. Anni dopo salì al potere Putin, con la benedizione di banchieri e spie mondiali. Essendo però uomo troppo indipendente per potersi sottomettere, è riuscito a traghettare il paese verso il suo attuale corso nazionalista, cercando di recuperare il terreno perduto. La parte lealista dei servizi lo ha sostenuto.

Solo di recente Putin ha iniziato a tagliare la crescita selvaggia dell’FSB, il personale servizio di intelligence. Forse il di solito cauto presidente è stato allarmato dall’insistenza con la quale i media occidentali hanno attribuito il caso Skripal al GRU, la relativamente piccola intelligence militare russa, mentre il molto più grande FSB veniva dimenticato. Il capo del dipartimento dell’FSB per i reati informatici è stato arrestato e condannato ad un lungo periodo di reclusione. Due colonnelli sono stati arrestati, e la perlustrazione dei loro locali ha rivelato immense somme di denaro, in valùta sia russa che straniera. Tali pile di rubli e dollari possono essere raccolte solo se si tenta un regime change, che era ciò che la Rete richiedeva.

In Ucraina, i capi dell’SBU, la sicurezza statale, hanno complottato contro l’ultimo presidente legittimamente eletto, Victor Yanukovich. Hanno aiutato ad organizzare e gestire le manifestazioni di Maidan del 2014, costringendolo a fuggire all’estero. Quelle proteste potrebbero essere paragonate al movimento dei Gilet Gialli; tuttavia Macron, membro della Rete, il supporto dei servizi ce l’ha e quindi è rimasto al potere, mentre Yanukovych è stato tradito e detronizzato.

Negli Stati Uniti, gli agenti hanno permesso a Trump di diventare il principale candidato repubblicano, in quanto ritenuta certa la sua sconfitta contro la Clinton. A sorpresa però ha conseguito la vittoria: da allora quest’uomo, lasciato fare in quanto ritenuto un mezzo buffone, è stato braccato dalla massoneria dei servizi.

Potreste chiedervi ‘ma sono stati così stupidi da credere alla loro stessa propaganda dell’inevitabile vittoria delle Clinton?’. La risposta è sì: erano e sono stupidi. Non sono né buoni né cattivi né saggi. La mia principale obiezione ai complottisti è che di solito vedono i cospiratori come onnipotenti ed onniscienti. In realtà sono troppo avidi per poter essere onnipotenti, e troppo sciocchi per poter essere onniscienti.

La conoscenza dei peccati dei leader dà loro la sensazione di potere. Questa conoscenza però si traduce in controllo effettivo solo in caso di presidenti deboli. I leader forti non si sottomettono facilmente. Putin in passato ha sì commesso la propria quota di atti imprudenti, od apertamente criminali, ma non ha mai permesso ai ricattatori di dettargli l’ordine del giorno. Anche Netanyahu, altro uomo forte della politica moderna, è riuscito a sopravvivere ai ricatti. Dal canto suo, Trump ha sconfitto tutti i tentativi di spodestarlo, sebbene i suoi nemici abbiano strumentalizzato al massimo la sua presunta mancanza di delicatezza nei confronti di donne, ebrei e neri. Ha attraversato il profondo laghetto del Russiagate come fosse Gulliver. Per poter essere maggiormente al sicuro, dovrebbe però effettuare una ripulita nelle “agenzie-alfabeto”.

In Russia, il problema è profondo. Molte spie ed ex spie si sentono più vicine ai nemici ed ai colleghi stranieri che ai concittadini. C’è un tratto quasi massonico nel loro cameratismo. Una tale qualità potrebbe essere ritenuta encomiabile tra soldati dopo l’armistizio, ma qui la guerra sta andando avanti. Gli agenti russi hanno quasi un’infatuazione verso i nemici giurati; a quanto pare è la parte cristiana dell’animo russo, molto pericolosa.

Quando Snowden raggiunse Mosca dopo l’audace fuga da Hong Kong, un programma tv russo ospitò una discussione alla quale partecipai anch’io, in mezzo ad ex spie, giornalisti e parlamentari. Gli agenti russi dissero che era un traditore; un agente che tradisce la propria fazione non può essere ritenuto attendibile, e lo si sarebbe dovuto inviare negli Stati Uniti in catene. È evidente che il legame al gruppo sia molto più forte di quello alla nazione.

Durante la recente visita di Mike Pompeo a Sochi, Sergey Naryshkin, capo dell’SVR, il servizio di intelligence estera russo, ha proposto al Segretario di Stato, nonché ex direttore CIA, di intensificare i contatti tra i servizi speciali russi e quelli statunitensi. Ha chiarito di aver avuto continue interazioni con Pompeo nel periodo in cui quest’ultimo era a capo della CIA. Perché avrebbe avuto bisogno di contatti con l’avversario? Di norma li si evitano.

Persino Putin, che è innanzitutto un nazionalista russo (o un patriota, come si suol dire), e che ha concesso a Snowden asilo a Mosca, al caro prezzo di incrinare seriamente le relazioni con l’amministrazione Obama, ha detto ad Oliver Stone che l’agente statunitense non avrebbe dovuto far trapelare i documenti nel modo in cui l’ha fatto. “Se non gli aggradava il lavoro, avrebbe dovuto semplicemente rassegnare le dimissioni; invece è andato oltre”. Risposta che dimostra che ancòra non è completamente libero dall’influenza della massoneria dei servizi.

Le spia tramano, i pennivendoli difendono le trame. Anche i media sono un’arma, ed una potente. Nel ‘Lohengrin’ di Wagner, il protagonista viene sconfitto dalla campagna diffamatoria subìta. Nonostante il suo miracoloso arrivo e la conseguente gloriosa vittoria, la strega malvagia riesce a fare il lavaggio del cervello alla moglie dell’eroe ed alla corte. La penna può essere più fatale della spada. Quando le due si incontrano, come nel caso di pennivendoli e spie, diventano un potentissimo strumento, che deve essere arginato.

In molti paesi europei, le politiche editoriali internazionali vengono esternalizzate all’Atlantic Council, think tank con base a Washington D.C. Questo ha forte connessioni con Bruxelles e NATO, i due strumenti di controllo sull’Europa. Un altro player è The Integrity Initiative, in cui la differenza tra giornalisti e spie è molto sfocata. E così quella tra destra e sinistra. I media di destra e di sinistra usano argomentazioni diverse ma giungono alla medesima meta, in quanto nodi entrambi della stessa Rete.

Negli anni ’30 erano invece divisi. Gli agenti britannici e tedeschi manovravano in direzioni opposte. L’esercito russo divenne così amichevole coi tedeschi che, ad un certo momento, Hitler credeva che i generali russi si sarebbero schierati con lui contro i propri superiori. Gli inglesi invece si resero amici i servizi russi, i quali quindi cercarono di spingere il governo ad affrontare Hitler. Il cauto maresciallo Stalin epurò dall’Armata Rossa i generali pro-tedeschi e le spie pro-britanniche dell’NKVD, ritardando quanto più possibile lo scoppio delle ostilità. Diversamente, ai giorni nostri la coesione e l’integrazione dei servizi sono salite al livello successivo, rendendo ancor più difficile la loro gestione.

Se sono così potenti, integrati ed uniti, dovremmo forse arrenderci? Assolutamente no! Il loro successo è anche la loro rovina. Possono tramare quanto vogliono, ma non possono controllare tutto. Anzi, quando riescono a corrompere un partito, la gente vota l’altro. La Brexit ne è l’esempio perfetto. La Rete la voleva indebolire; hanno quindi neutralizzato Corbyn accusandolo di antisemitismo, mentre dietro le quinte la May faceva tutto il possibile per sabotare l’uscita dall’UE. Molto intelligente da parte loro – sennonché l’elettore britannico ha risposto abbandonando entrambi i partiti mainstream. In quel caso, hanno fatto un buco nell’acqua.

Il popolo è volubile, non sempre sa cosa sia meglio per sé. Molti demagoghi vogliono ingannarlo. Ciononostante, i funzionari legittimamente eletti dovrebbero avere la precedenza nel governare, ed i non eletti dovrebbero obbedire. I pennivendoli e le spie della Rete invece dovrebbero stare al proprio posto.

 

ISRAEL SHAMIR 

Fonte:https://www.unz.com/

Link:https://www.unz.com/ishamir/do-spies-run-the-world/

21.05.2019

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da HMG

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.
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16 Commenti

  1. E’ una rappresentazione abbastanza convincente del potere nascosto e incomprensibile ai più. E’ vero che i servizi segreti hanno intelligenze, risorse, strumenti, tecnologia, armi, di cui nessuna altra organizzazione al mondo dispone, nemmeno gli eserciti che pure potrebbero esserne una derivazione, ma non nelle capacità di elaborazione. Ma nonostante tutto non si può affermare con certezza che siano i servizi segreti a comandare il mondo, per il semplice motivo che si tratta soprattutto di strutture di tipo esecutivo ed organizzativo, che lavorano per raggiungere obiettivi e mettere in pratica per l’appunto i dettami di una rete, nazionale o sovranazionale che sia.

  2. “Come la massoneria di una volta..”, direi è sempre la massoneria di una volta. Complimenti per i contenuti

  3. Democrazia e segreti di Stato sono reciprocamente incompatibili.
    Neppure la più potente ipocrisia diffusa potrebbe conciliare le due cose, e gli esempi non mancano.
    Che i “servizi” siano spesso e volentieri “deviati” è un corollario, inesorabile e inevitabile.
    A chi dovrebbero rispondere le intelligence? Al potere del popolo? Ma mi faccia il piacere …..

    • sono in disaccordo sul significato che si attribuisce a “deviati” quando si parla di servizi segreti. la realtà è che si feriscono deviati quando vengono smascherate le porcate che fanno nel normale iter, e l’articolo parla appunto di questo. non furono “deviati” i servizi che organizzarono in italia gli attentati di metà anni 70, vennero definiti deviati quando se ne scoprì il loro coinvolgimento.

  4. e il Mossad non esiste:::???

  5. -Shamir ha ‘dimenticato’ il più spietato dei servizi segreti : il Mossad. Una banda di assassini che non guarda in faccia a nessuno, pronti a pugnalare alla schiena quelli che fino ad qualche istante prima erano stati dalle loro parte. Gli esempi sono innumerevoli : hanno tradito gli americani subito dopo la guerra fornendo ai sovietici le informazioni per fabbricare la bomba atomica, hanno fatto fuori 34 marinai e ferito 131 sulla nave americana Liberty l’8 Giugno 1967 perché la nave stava spiando le manovre israeliane. Non parliamo poi dell’11 Settembre quando un gruppo di israeliani (molto probabilmente spie) festeggiava rumorosamente osservando le torri colpite mentre la gente moriva. E via sino a nostri giorni e allo strano caso del politico austriaco Strache pescato ubriaco a cercar di farsi finanziare da una sedicente donna russa. Per non parlare poi dell’assassinio di Joerg Haider.
    -La ricostruzione della fine dell’URSS mi sembra piuttosto avventurosa. Andropov che progetta ‘il cambio di paradigma’ del ’91????
    -Lascio stare il resto.

  6. Articolo essenziale per capire il ‘ghost state’ che manipola le sorti del mondo. Aggiungerei solo qualche considerazione. La prima, non si tratta di sciocchi privi di efficacia quanto alle loro decisioni. Ammazzano senza problemi: e spesso lo fanno senza neppure adire la catena di comando politica che li dovrebbe sovrastare. Sono le famose ‘bavures’ di cui certuni vanno fieri come ‘danni collaterali’, di cui sono a conoscenza solo loro stessi ed i loro opposti colleghi delle altre potenze, mentre gli uomini politici di riferimento sanno e tacciono per non far la stessa incresciosa fine, oppure banalizzano tipo ‘barbe finte’. La seconda: posseggono poteri e saperi eccezionali, di cui gli uomini politici eletti vengono messi prudentemente a conoscenza solo per sommi capi e solo per aspetti ‘tranquillizzanti’ per la democrazia stessa: ma sopra o sotto che siano comandano senza interferenze di sorta e spesso senza dover render conto piu’ di tanto non solo per le eliminazioni dirette ma anche per precostituire un ‘ambiente’ idoneo ad una certa corrente politica od ECONOMICA: e’ il famoso ‘lasciamoli lavorare’, e poi dopo ‘hanno fatto un buon boulot’…Infine, e questo e’ probabilmente il lato peggiore, ma e’ solo la ciliegina sulla torta assai ricca delle loro disponibilita’ finanziarie ‘nere’, infiltrano i media direttamente ed indirettamente, media peraltro assai in sintonia con questa intromissione: si puo’ dire che ne vanno fieri…Shamir probabilmente ne sa parecchio ma prudentemente tace su chi e’ piu’ di altri coinvolto e sui mezzi di ‘persuasione’ adottati da queste agenzie del terrore. Probabilmente non vuol far la fine di quel tedesco ( Udo Ulfkotte ) che parlo’ e dopo poco, sempre incresciosamente, tiro’ le sue cuoia di uomo libero. Scommetto che al funerale erano presenti, come nei film, gli assassini. A proposito, guardare un po’ chi era presente alle commemorazioni di Falcone e Borsellino forse puo’ aiutare a capire parecchio…Vi lascio perche’ stranamente dalla mia finestra ho notato un furgone nero…

  7. Articolo ideato per vendere i suoi libercoli…

  8. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Ma i servizi segreti non sono la “longa manus” dell’ élite (massonica e no) a potere? Indi la risposta è ovvia….. come, in fin de’ conti, è ovvio l’articolo.
    Cito“….Il popolo è volubile….” Non penso che sia proprio così: il popolo è in preda alla confusione generata dai mainstream del sistema. E in questo stato di caos la maggior parte del popolo non riesce a distinguere la verità dalle menzogne anche quando la realtà è evidente….

  9. Chi ha visto Quarto protocollo e I tre giorni del condor sa che il potere delle spie era grande già negli anni sessanta-settanta.
    Io ho lavorato nel gruppo STET-Telecom tra gli anni ottanta e novanta e la presenza dei servizi atlantici descritta nei Tre giorni del condor era esattamente aderente, in quel film mi ci ritrovavo in pieno, difatti dopo la fine della guerra fredda il gruppo venne praticamente smantellato, forse per far sparire informazioni pericolose.
    Secondo me però gran parte della colleganza tra spie nasce dal fatto che le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale avevano grandi minoranze ebraiche, e data la fraternità di stirpe nonchè l’inveterata intraprendenza dei giudei per l’intrigo, nonchè il loro controllo di finanza e media, e la loro missione sacra verso Israele (e il suo principale alleato saudita) queste componenti dei servizi nonchè degli altri poteri controllati spiegano la natura eversiva di questa trama.
    La Russia ha perso la quasi totalità della sua minoranza ebraica negli anni novanta, anche in Francia e Regno Unito sono calati molto (comunque il loro odio verso il filopalestinese Corbyn e il filogiudeo Macron sono evidenti e letali), quindi le trame sono più fitte tra USA e Israele.
    Gli altri paesi fanno da sudditi, e i paesi meno influenzati come Cina, Russia e adesso Germania sono sempre più nel mirino.

  10. Ovvio che vadano in giro a volto coperto!!! Non osano mostrare le loro sporchissime facciacce di merdaccia! SCHIFOSI PARASSITI DELINQUENTI!!!!!!

  11. Un mucchio di storielle punteggiate di evidenze qua e la, a cui nemmeno Shamir può davvero credere, l’unica evidenza che si riesce a cogliere è la sua totale normalizzazione, probabile che anche a lui, i suoi compagni di merende con la kippah, abbiano spiegato dettagliatamente cosa si può e cosa non si può scrivere, se si intende vivere a lungo e in salute, in questi perigliosi tempi, e comunque il quadro che propone è completamente fasullo e quasi del tutto privo delle più elementari conoscenze del mondo dei servizi, fatto apposta per spingere il lettore a credere in una realtà fittizia, praticamente se ne potrebbe trarre che o ci ha mentito sino a ieri o lo hanno messo a posto per bene, il nostro Israel.

  12. Qui si cammina sul filo del rasoio, quando si parla di sevizi segreti si tocca inevitabilmente un “male necessario” legato alla funzione dello Stato: lo Stato è depositario dell’uso legittimo della violenza (polizia, esercito, finanzieri, esecutori giuduziari etch) e della gestione delle informazioni pubbliche e private (SISDE, SISMI, ISTAT, Casellari, telecomunicazioni, conti bancari, etch). Chi non voglia crederci verifichi cosa può autorizzare un giudice civile per raccogliere elementi provatori!
    Questo immenso potere è strutturato e codificato, ovviamente però si compone di una massa enorme di individui con funzioni specifiche, in questo la natura umana inserisce uno strato di credenze ed intenzioni che non dovrebbero esserci. Si può immaginare uno stato “meccanico” dove tutto si svolge perfettamente secondo quanto previsto dal “software” di procedure e regolamenti, privo di caratteristiche personali non darebbe luogo a corruzione o malversazioni….. Utopia come sappiamo. La stessa situazione avviene in ogni aspetto dello stato, la versione ideale è fantastica ma portata nella realtà si formano gorghi e camarille che utilizzano la funzione come centro di potere personale, siccome i servizi segreti sono potenzialmente in grado di ribaltare uno stato quasi tutti hanno almeno 2 strutture parallele con il compito si sorvegliarsi a vicenda (almeno una civile ed una militare)!

    Quando gli equilibri di una civiltà si infrangono ovviamente anche questi soggetti agiscono…. in fondo Putin è un uomo del KGB.

  13. Servizi o no chi veramente ha sempre comandato e’ il popolo o meglio il ‘buonanotte popolo”, gente che guarda solo al proprio orticello, se ne fregano degli ideali, dagli 4 cose, la pizza, discoteca, auto, cellulare e tutto il resto per loro non esiste. Altroche’ servizi, e’ il popolo che comanda, non dimenticate che gli imperatori romani facevano pollice verso o in su, secondo quello che decideva il popolo. Purtoppo e’ ignorante e ha scarso rispetto e dignita’ per se stesso.Ma questo e’, poco piu’ che bestie.

  14. Siamo messi bene, non c’è che dire.
    Mia opinione: Per fare la spia, quella del giornalista è una professione
    ottimale.
    Proprio così; direttori, caporedattori, inviati speciali e big editorialisti…sono
    i più idonei…
    Non è un caso che molti politici sono giornalisti, così come lo sono membri
    di importanti istituzioni pubbliche…
    Molti membri dell’Aspen Institute Italia, il vero cuore politico italiano, sono
    giornalisti…
    Per 3 ragioni è professione adatta per poter fare spionaggio. 1) può intrufolarsi
    ovunque, in Italia e all’estero, con la scusa del dovere di cronaca, inchiesta, seguire
    politici, capi di Stato, senza destare sospetti… 2) ha la copertura del segreto
    professionale e il potere di un Ordine che può influenzare l’opinione pubblica.
    3) nelle redazioni può tenere sotto controllo colleghi, notizie, fare spionaggio
    e controspionaggio accedendo a file e archivi riservati.

  15. Non vedo tutta questa unione tra servizi o na larga unitarita’ di intenti. È anche se talvolta mi pare di intravedere un enorme gioco delle parti questo mi sembra più rivolto alla giustificazione ,reciproca, della propria esistenza.a voler dimostrare di essere indispensabili.e comunque è dai tempi di Sun tzu che il mondo delle spie è un mondo , per così dire,a parte.