I Golpisti di Confindustria

DI GIORGIO CREMASCHI

facebook.com

Il neo presidente di Confindustria Bonomi, dalle pagine de La Repubblica della famiglia Agnelli, lancia un proclama al paese: tutto il potere ai padroni. Questa è la sintesi di una lunga intervista nella quale il finanziere milanese, reduce dai disastri della Lombardia di cui la sua organizzazione condivide la responsabilità con la classe politica, chiede che tutte le risorse pubbliche e private vadano alle imprese ed ai loro profitti. Bonomi minaccia un milione di licenziamenti se non si farà come dice lui. Cioè basta coi contratti nazionali, coi diritti, coi salari, con il reddito di cittadinanza. Anche a CgilCislUil e a Landini, che in questi anni con gli industriali hanno concordato tutto, Il presidente di Confindustria dice basta. Sono 25 anni che in Italia cala la produttività, afferma Bonomi, e state certi che non pensa al fallimento della sia classe imprenditoriale, ma agli operai sfaticati. Basta guardare il lavoro dallo specchietto retrovisore, sintetizza il leader dei padroni e noi sappiamo da decenni questa modernità cosa vuol dire: più lavoro con meno salario.

Bonomi i soldi non li vuole solo dai lavoratori, ma anche dallo stato, che deve finanziare le imprese senza mettere becco sui loro affari, anzi favorendo proprio quelle più grandi, perché quelle piccole vanno aiutate solo a crescere. E questo spiega perché il giornale di John Elkann, in attesa degli aiuti pubblici, dia tanta enfasi a queste parole. Che sono rivolte con insolita durezza contro il governo e tutta la classe politica, accusati di pensare solo a dare soldi ai poveri e non alle imprese.

Il ministro Gualtieri ha risposto promettendo l’aiuto alla FCA, il mantenimento di autostrade a Benetton e lamentando la “ingenerosità “ del capo degli industriali. La sua è stata la risposta piagnona di un servo che non capisce perché il padrone non gli sia riconoscente. Il povero ministro non ha capito che con la crisi che avanza i padroni non si accontentano più dei tanti regali già ricevuti, ma vogliono proprio tutto.

Bonomi vuole i soldi europei, quelli dello stato, quelli dei lavoratori, quelli dei poveri e per questo non può accontentarsi. E vuole un governo che risponda immediatamente ai bisogni di classe dei padroni.

Così la Confindustria si candida a guidare quello che è stato definito il partito del PIL, a fare con esso un governo che attui quelle “riforme” liberiste che ancora chiedono i vertici UE in cambio degli aiuti. Come se quelle riforme, ultime la legge Fornero e il Jobsact, non fossero ancora state fatte, come se non fossero già state massacrate la sanità e il sistema pubblico, proprio per dare soldi ai padroni come Bonomi.

Quando- dopo trent’anni di politiche liberiste e privatizzazioni, dopo una pandemia che ne ha mostrato tutti gli effetti criminali – si parla come se l’Italia fosse un paese con troppo socialismo, allora si vuole un saccheggio capitalista del paese che è incompatibile con la Costituzione e la democrazia.

Il generale Pappalardo e Casapound hanno portato in piazza terrapiattisti fascisti contro tutta la classe politica, ma queste ridicole manifestazioni non minacciano la democrazia quanto il golpismo economico della Confindustria. Quando un padrone chiede di togliere il reddito di poche centinaia di euro ai poveri perché quei soldi servono ai suoi investimenti e questo non suscita indignazione adeguata; quando uno che parla come Bonomi non viene considerato e trattato come Bolsonaro, che ha lo stesso programma, allora la democrazia è sotto una minaccia mortale, anzi padronale.

 

Giorgio Cremaschi

01.06.2020

Link: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2325709351072003&id=100008988816453

 

5 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
AlbertoConti
AlbertoConti
2 Giugno 2020 6:48

“queste ridicole manifestazioni”
Si è visto quanto sono “serie” le tue manifestazioni, caro Giorgio. La politica si giudica dai risultati. Scusa, è vero, tu sei solo un sindacalista, forse neanche più quello, rimane però il “solo”.

VincenzoS1955
VincenzoS1955
2 Giugno 2020 7:55

Incredibile! Il capitalismo e il liberismo sono un fallimento totale, la negazione dei valori e della Vita e c’è qualcuno che ancora continua a persevarare su questa strada! Questa è follia paranoica!
Tuttavia complici del “golpe” sono, oltre alla classe politica oramai delegittimata dal popolo, anche i sindacati di regime “istituzionalizzati” che con la loro inerzia stanno in effetti avallando il furto di salari, delle conquiste sociali e il saccheggio delle risorse ecologiche! Si, è proprio così caro Giorgio: con il tradimento (soprattutto quello degli pseudo-compagni del PCI) e la rinuncia alla lotta di classe avete spianato la strada agli orrori, sociali e ambientali, del liberal-capitalismo con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: non esiste più un (buon) futuro per l’umanità.
Direi che è giunto il momento di “armare” (ognuno intenda la metafora come vuole) il popolo tartassato.
Io sto con il popolo americano che in questo momento “combatte” per le strade contro il razzismo e la prevaricazione dell’élite plutocratica al potere! Io sto con tutti i popoli tartassati!.

Boss
Risposta al commento di  VincenzoS1955
2 Giugno 2020 8:14

ah ,ecco … ora gli eroi della classe lavoratrice ritornano alla carica , anzi alla
normalità della retorica , dopo che per due mesi hanno sparato sulle mascherine,
espresso sincere condoglianze al partito del PIL per la perdita dei suoi cari ” punti
percentuali ” , richiesto che i giovani tornassero a kazzeggiare la notte.
Fosse stato per loro gli operai in fabbrica e sui luoghi del lavoro, li avrebbero mandato in mutande, erano troppo impegnati alla caccia alle streghe …
per fortuna che c’è ancora un sindacato di regime !

enricodiba
enricodiba
2 Giugno 2020 19:57

Il problema è che gli daranno ragione a questo punto ci può salvare solo l’europa, che speriamo vigili sui soldi che ci darà.

Oscarrafffone
3 Giugno 2020 9:57

Questi nostri grandi pensatori illuminati, avranno mai studiato economia globale, quando si distribuisce in uno stato i soldi al popolo, esso lo spende, quindi arriva al commercio quella fetta di soldi, i quali arrivano all’ingrosso, ed infine arrivano all’industria per la produzione.
e’ la nostra catena alimentare del danaro che funziona così,
Se vengono trasferiti direttamente all’industria, diventano solo più ricchi loro e più poveri il popolo, che senso ha, se non ha un fine questo investimento diretto?