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I GLOBALISTI E RICCONI DI WALL STREET CHE MANOVRANO OBAMA

DI BRUCE MARSHALL
Rense.com

Uno di questi “manovratori” è Zbigniew Brzezinksi, co-fondatore della Trilateral Commission, già Segretario di Stato sotto la presidenza di Jimmy Carter e autore di “The Grand Chessboard” [La grande scacchiera, ndt], un piano per la conquista mondiale ad opera degli Stati Uniti in cerca delle ultime gocce di petrolio rimaste sulla Terra.

Non facciamoci ingannare! Il richiamo di Barak Obama alla National Infrastructure Reinvestment Bank (NIRB) non significa il ritorno del Partito Democratico ai valori di Franklin Delano Roosvelt e il ripristino della prerogativa costituzionale di “promuovere un welfare generalizzato”, ma garantirà piuttosto un aumento del welfare per Wall Street ed anche peggio. Il piano di Obama non è altro che il mezzo diretto per sviluppare il piano della Rohatyn-Rudman National Investment Corporation (NIC) invocato nel 2005, che essenzialmente costituisce un revival dei metodi mussoliniani di controllo corporativista dello stato, presentati in uno stile post-moderno e politicamente corretto.

Quando il senatore Obama afferma che la sua National Investment Reinvestment Bank moltiplicherà magicamente 60 miliardi di dollari in trilioni [migliaia di miliardi n.d.r.], come ha annunciato nel discorso tenuto il 13 febbraio a Jamesville, Wisconsin, si capisce facilmente che il solo modo in cui ciò possa accadere è attraverso il perverso potere magico di Wall Street. Ciò che si verificherebbe è che le obbligazioni emesse dalla NIRB verrebbero acquistate sul libero mercato per essere soggette ad operazioni speculative, sarebbero titolarizzate come derivati, scambiate ed in definitiva utilizzate come garanzia collaterale per le infrastrutture recentemente costruite. Assisteremmo così all’emergere di una bolla speculativa sulle infrastrutture, che andrebbe a sostituire la bolla speculativa sui mutui, sostenuta all’inizio dalla spesa pubblica verso le infrastrutture. Questo è solo l’inizio perché Obama finanzierà poi l’illusorio scambio dei “crediti di emissioni” quale successiva corrente di aria calda che farà girare la testa a Wall Street. Questa intuizione è fondamentale per la reale comprensione di ciò che si sta verificando, vale a dire il salvataggio dei poteri finanziari attraverso un piano ingegnoso che permetterà di raccogliere denaro per accaparrare in seguito beni capitali, cioè il patrimonio rimanente della nazione, man mano che aumenterà il crack catastrofico da oltre un quadrilione [milioni di milardi n.d.r.] di perdite dei derivati.

Oltre a sostenere artificialmente i mercati, la NIRB di Obama, come inizio del modello Rohatyn/Rudman di investimenti in infrastrutture, aprirà la porta alla privatizzazione dei beni pubblici. I predatori internazionali e gli asset-strippers mirano ad acquistare le autostrade pubbliche e ad imporre pedaggi capestro, come sta già avvenendo in molti stati. Successivamente gestiscono le strade a pedaggio come cash cows [mucche da mungere, ndt], truffando gli utenti implacabilmente. La privatizzazione è l’obiettivo primario dei finanzieri angloamericani che stanno dietro a questo piano. La NIC e la NIRB fanno entrambe affidamento sul nuovo prodotto favorito dai mercati, le PPP, ossia le partnership tra pubblico e privati. Le PPP sono il mezzo attraverso il quale le forze di mercato detteranno l’attuazione di questi progetti. Il nodo della questione è che le PPP manterranno sì i costi bassi, ma in realtà solo perché le corporazioni private, che ora controllerebbero il settore pubblico, possiederanno il capitale di ciò che viene costruito. Il modello PPP non è altro che il modello applicato da Mussolini nel suo stato corporativo fascista. La creazione dei fondi NIRB ricorda le obbligazioni MEFO di Hjalmar Schacht che, dando vita ad una bolla speculativa monetaria, permisero ai nazionalsocialisti di riarmare la Germania per combattere la Seconda Guerra Mondiale.

Dall’11 settembre l’America si è indubbiamente trasformata in uno stato di polizia gerarchico, ma per arrivare al potere il vero fascismo post-moderno ha bisogno di un movimento popolare che lo accompagni. Bush ha fatto della presidenza una dittatura, ora il passo successivo verso il fascismo viene messo sul mercato sfruttando il desiderio di cambiamento. Il sentimento di frustrazione nazionale, dovuto alla guerra e alla recessione/depressione economica, ha compromesso la sana capacità di ragionamento e l’opposizione coraggiosa di cui c’è adesso bisogno più che mai. Si sono perciò create le condizioni per l’arrivo prodigioso di un nuovo venuto, veicolatore di un messaggio di speranza attraverso il mantra “Change”, avvolto da una febbre estatica che ha infettato i giovani ed ha abbandonato le organizzazioni-pretesto come “Move on” che non sono mai state serie nell’intento di fermare Bush/Cheney e la guerra.

Dopo aver superato l’audizione alla convention dei Democratici nel 2004, il senatore Obama è stato pilotato da Gorge Soros e da altri milionari dei fondi speculativi per lanciare dal nulla una campagna basata solo sulla retorica e sui milioni di Wall Street. In qualità di prediletto dell’ala elitaria del partito democratico, che fa capo a Kennedy, Kerry e Dean, lo pseudo Bengodi di Obama consegnerà i patrimoni a Wall Street ed ai finanzieri angloamericani, il tutto camuffato con una patina di rivestimento razziale e falso populismo da parte dell’alta società. Ma andando alla sostanza, dov’è la proposta di legge di Kennedy/Kerry/Obama al Senato per il blocco di tutti i pignoramenti? Dov’è la loro opposizione alla guerra? Dov’è la proposta di un salario minimo reale, nella forma di un salario sufficiente per vivere? Dov’è la denuncia di Bush e Cheney? Perché il senatore Obama si è opposto all’aumento degli aiuti ai poveri per il riscaldamento abitativo nella recente legge di spesa pubblica?

La risposta a quest’ultima domanda è data, oltre che da Rohatyn, dal controllore economico principale di Obama, Austan Goolsbee, un sinistro economista della Friedmanite Chicago School, membro della Skull & Bones, sostenitore del libero commercio e libero mercato, il quale ha fornito la vera risposta alla domanda sulla differenza tra il senatore Obama e la senatrice Clinton. Goolsbee ha affermato sulla CNBC che Obama è più favorevole ai mercati, più manovrabile da Wall Street. E la paura segreta dell’establishment verso Hillary Clinton è precisamente che quest’ultima possa agire emulando la sua eroina Eleanor Roosevelt, per attuare un New Deal post-moderno contrario alle misure di austerità che ostacolano i programmi di aiuto ai poveri, paura che possa finanziare servizi pubblici essenziali come ospedali e scuole e fornire a tutta la popolazione l’assistenza sanitaria. Il timore più grande è che agisca come Franklin Delano Roosevelt e cominci a regolamentare i mercati iniziando da una Tobin tax dell’1%, che permetterebbe di eliminare la tassazione sul reddito per coloro che guadagnano meno di 125.000 $ l’anno, garantendo denaro abbondante per il finanziamento dei programmi sociali basilari in una società civilizzata e realmente decente.

Obama ha consiglieri economici del calibro di David Cutler, convinto che l’aumento del costo dell’assistenza sanitaria sia un bene per l’economia, e Jeffrey Liebman, che vorrebbe privatizzare parzialmente la sicurezza sociale. E’ chiaro quindi che le MBA di Obama sarebbero ottime per attuare la visione del padrino democratico, Felix Rohatyn (ex- Lazard Freres) e del repubblicano Warren Rudman, un fautore dell’austerità selvaggia e della distruzione dei diritti sociali acquisiti. La loro ossessione per il bilancio in pareggio, per la privatizzazione e le cessioni di rami aziendali avrà una nuova maschera, mentre gli Stati Uniti verranno dissolti in una grande PPP corporativistica.

Certo abbiamo bisogno di infrastrutture, ma la ragione per cui stiamo attraversando una crisi infrastrutturale è perché personaggi come Rudman e Rohatyn hanno influenzato l’atteggiamento ostile ai progetti di infrastrutture in quanto avrebbero intralciato la loro mania per il bilancio in pareggio ed i loro piani per depredare l’economia. Ora dispongono di una nuova soluzione e di un nuovo rappresentante, stiamo attenti!

Ricordiamo che Rudman è stato una figura chiave della rivoluzione conservatrice attorno a Gingrich. L’interesse nefando di Rohatyn è ancora più pericoloso se si considera che questo personaggio ha fatto parte del team internazionale che ha supportato il dittatore fascista Augusto Pinochet in Cile, dove il piano di privatizzazione della sicurezza sociale di Rohatyn è stato tentato per la prima volta. Ben presto una versione leggermente riveduta della privatizzazione sociale sarebbe introdotta da Obama, durante una sua eventuale presidenza, non appena un segnale d’allarme fosse premuto da Wall Street. Negli anni ’70 Rohatyn divenne il vero dittatore di New York attraverso la Big Mac (la Municipal Assistance Corporation del 1975), imponendosi sul governo cittadino come uno zar finanziario che aveva a cuore più la quotazione obbligazionaria della città che la vita dei suoi cittadini, e tagliando servizi essenziali, tra cui numerosi ospedali del centro, in un folle esempio di PPP. Rohatyn, che è anche riconosciuto come la borsa di denaro dietro al Consiglio Democratico per la Leadership di Obama, è anche un grande sostenitore della privatizzazione militare, che rappresenta un altro passo verso il fascismo feudale. Non c’è da meravigliarsi che i Democratici non abbiano fermato la guerra, essa fa comodo anche ai loro disegni affaristici.

Mentre da una parte il senatore Obama afferma che porrà fine alla guerra ed utilizzerà il denaro per finanziare inizialmente la NIRB e le sue iniziative ambientali, non farà nulla per fermare le forze speculative che stanno causando l’attuale bolla iperinflazionistica. Obama opporrà resistenza agli speculatori, i giochi d’azzardo dei quali sono responsabili del 40% del prezzo di ogni gallone di benzina? Improbabile.

Sicuramente la NIRB creerà un certo numero di posti di lavoro a basso salario, ma il sistema delle PPP garantirà che il lavoro organizzato non possa rivendicare paghe decenti e benefit, il tutto mentre le aziende private favoriranno una forza lavoro composta da immigrati clandestini che realizzeranno la maggior parte del lavoro per paghe praticamente da schiavi, come già si sta verificando.

Allora, cosa dobbiamo fare? Per prima cosa c’è bisogno di un dibattito reale circa l’elezione di un Presidente e di un Congresso che affrontino la crisi, le cause reali che stanno dietro all’attuale crollo della bolla dei derivati e cosa questo significa per l’intera economia. Il collasso dei mutui sub-prime è solo la punta dell’iceberg. Se Obama prevale, gli americani scopriranno che, come il Titanic, gli USA non dispongono di sufficienti scialuppe di salvataggio che non siano già state accaparrate dai banchieri. Il Congresso deve riuscire a riaffermare la sua sovranità sancita dalla Costituzione, prendendo iniziative per federalizzare la Federal Reserve, regolamentare i mercati, mettere in salvo gli interessi bancari essenziali dei cittadini e creare quindi denaro con cui effettuare investimenti onesti nelle infrastrutture nazionali, promuovendo in questo modo il benessere generalizzato di tutti.

Titolo originale: “Soros, Brzezinski, Rohjatyn, Rudman Running Obama”

Fonte: http://www.rense.com
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17.02.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di APRIL

Pubblicato da Das schloss