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I FIDUCIOSI E GLI SFIDUCIATI

Il mondo oggi si divide in due: i Fiduciosi e gli Sfiduciati. E chi si definisce “complottista” danneggia anche te – digli di smettere!

DI ROBERTO QUAGLIA
Roberto.info

(qualcuno non la capisce e insiste a darti del complottista? mandalo a questo paese! – cioè sulla pagina di questo articolo)

Da qualche anno mi capita di venire sistematicamente molestato da chi, soffrendo evidentemente di allucinazioni, mi da (più o meno esplicitamente) del complottista. Chiariamolo una volta per tutte: nonostante questo vocabolo apparentemente esista, esso non ha legami significativi con la nostra realtà. Dico “apparentemente esista”, poiché sul dizionario Zingarelli questa parola non c’è. E neppure sul Gabrielli. Il correttore ortografico del mio programma di scrittura me lo sottolinea in rosso – anche per lui la parola non esiste. Per migliaia di anni non è mai esistito un complottista – tanto è vero che mancava la parola. Poi c’è stato l’11 settembre e – come ci viene ripetuto in tutte le salse – da quel giorno nulla è come prima. Anche linguisticamente.

Quindi adesso la parola “complottista” esiste, neologismo del 21esimo secolo. E nella mente di chi la usa significa “chi vede complotti ovunque”. Insomma, per certi versi un paranoico, anzi, meglio, un paranoico da operetta, un figuro visionario da deridere così da potersi gongolare in un tronfio senso di goffa superiorità.

In effetti una parola già c’era, a rappresentare questo significato, ed è “complottardo”. Il fatto che nessuno la conosca la dice lunga sull’influenza storica dei complottardi nei nostri confronti. Inoltre, l’accezione principale di complottardo è “chi ordisce complotti, congiure, intrighi”, insomma, c’è sempre stata una certa confusione sul tema.

Il problema vero è alla radice. E’ il vocabolo “complotto” che mal si addice alle discussioni sull’11 settembre, sull’origine antropogenica dei nuovi virus che riempiono i telegiornali, sulla veridicità o meno dello sbarco sulla luna e sui molti altri fatti sui quali cresce il livello di controversia.

Cito dal dizionario Gabrielli:

Complotto: Congiura, cospirazione, trama, maneggio, macchinazione, intrigo, intesa segreta per fini non buoni. Un complotto contro lo stato, un complotto di ammutinamento | Anche in senso non grave. Un complotto tra studenti per beffare un compagno.

Il senso che emerge è quello di un intrigo fra pochi individui – cioè qualcosa lontano anni luce dalle complesse strategie delle grandi nazioni e dei cosiddetti poteri forti. Una nazione pianifica e agisce, non complotta. Il complotto si fa dal basso verso l’alto delle gerarchie, non dall’alto verso il basso. L’altro elemento che c’entra come i cavoli a merenda è il giudizio negativo implicito nella parola complotto. I complotti sono intrinsecamente malvagi. Mi rendo conto che molti non riescono a pensare se non in termini di Bene e di Male, ma quando si esaminano i moventi delle azioni delle grandi nazioni e/o dei grandi poteri le categorie del Bene e del Male c’entrano ben poco – per non dire nulla. A quel livello le cose vengono fatte in quanto necessarie o opportune, e comunque possibili. A quel livello il Bene e il Male sono solo ottimi e collaudati strumenti di marketing ad uso e consumo del grande pubblico, aventi però scarsissima relazione con la realtà delle motivazioni. L’individuo che ruba una mela può finire in carcere, ma la grande nazione che attacca militarmente una piccola nazione violando leggi internazionali che essa stessa ha contribuito a scrivere non viene punita, anzi, il suo leader viene eventualmente insignito del premio Nobel per la Pace, al discorso di accettazione del quale potrà esibirsi in un’elegante apologia della guerra, riscotendo meritati applausi. Il Bene e il Male qui si confondono in modo surreale proprio perché al di là delle convenzioni sociali utili alla convivenza civile delle persone, in realtà non esistono. Ma le convenzioni sociali, utili alla convivenza fra individui, mal si applicano alle grandi forze che fanno la storia.

Gli Stati Uniti bombarderanno l’Afghanistan finché vorranno e potranno, e questa è semplicemente storia del mondo – non è un complotto, né è la conseguenza di un complotto.

Perché l’11 settembre, che viene invocato a pretesto della guerra in Afghanistan, non è stato un “complotto”. E’ stata un’operazione militare di notevole complessità inquadrata in una strategia più vasta e lungimirante che l’emergere di milioni di “complottisti” non ha minimamente scalfito. E giudicarlo in termini di “Bene” e di “Male” (come tipicamente si fa con i complotti) è utile a farci eventualmente sentire buoni e pii e degni di improbabili ricompense celesti, ma ha un scarso (per non dire nullo) impatto sulla realtà degli eventi. Gli americani non fanno la guerra in Afghanistan perché sono cattivi. Lo fanno perché possono e ritengono che ad essi convenga. Può darsi che si sbaglino (Hitler e Mussolini a loro tempo sbagliarono i calcoli, ed indubbiamente la guerra non portò loro i risultati sperati), può darsi di no, solo il futuro ce lo dirà.

Dobbiamo chiarire tutto ciò per liberarci una volta per tutte del mito dei “complotti”, alla base degli orribili e fuorvianti neologismi “complottismo” e “complottista”.

Al livello delle azioni delle grandi nazioni e dei grandi poteri, non ci sono complotti. Ci sono invece elaborate strategie, e complesse e sofisticate operazioni militari e di psyop – operazioni di guerra psicologica.

Il segretissimo Progetto Manhattan, con il quale gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale svilupparono e costruirono la prima bomba atomica, non era un complotto.

Gli attentati terroristici false flag (=compiuti sotto mentite spoglie, per incolpare un nemico e giustificare la propria “reazione”) così di moda oggi, l’ipotesi che i nuovi virus influenzali siano creati in laboratorio, il controllo ormai pressoché totale dei grandi media non hanno nulla a che fare con il concetto di “complotto”. Quando i nazisti e i fascisti controllavano completamente la stampa di Germania e Italia, questo non era il frutto di “un complotto”. Essi la controllavano, e basta! Quindi togliamoci questa parola dalla testa! E’ stata ficcata ad arte nelle nostre teste per confonderci le idee, mandiamola una volta per tutte a quel paese!

Paradossalmente, il più clamoroso complotto degno di tal nome è proprio quello teorizzato nella versione ufficiale del governo statunitense sugli eventi dell’11 settembre. Ditemi se non è questo un complotto esemplare: Un piccolo gruppo di individui molto malvagi (i 19 dirottatori), istruiti dentro a una caverna afgana dal capo di turno della Spectre… ehm, volevo dire di Al Qaeda (scusate il lapsus, ero abituato al fatto che ad avere le basi segrete nelle grotte di paesi esotici fossero solo i nemici di James Bond, utili soprattutto ad esplodere con gran spreco di fuochi d’artificio per fare capire allo spettatore che il film sta finendo), complotta per attaccare di sorpresa il paese più potente del mondo, l’11 settembre 2001, allo scopo di dargli una sonora lezione. Ecco, questo sì che si può chiamare complotto, secondo la definizione che della parola ne danno i dizionari della lingua italiana. Volendo quindi a tutti i costi usare l’orribile parola complottista, dovremmo concludere che gli unici complottisti in giro sono in realtà i sostenitori della versione ufficiale del governo americano sui fatti dell’11 settembre. Ricordiamo che complottista sarebbe “chi vede complotti ovunque”, e mi sembra che l’incessante reiterazione per anni ed anni di allarmi su “cellule dormienti di Al Qaeda” che sarebbero pronte ad entrare in azione ed attaccarci anche se poi questo non succede quasi mai (e quando invece avviene una minima analisi porta subito a sospettare il solito false flag), risponda al requisito “vedere complotti ovunque.” Anche perquisire a fondo per anni ed anni tutti i viaggiatori che negli aeroporti prendono innocentemente un aereo per le vacanze senza mai incappare in uno – dico uno – che stesse cercando di salire su un aereo per dirottarlo, mi pare che sia un ottimo sintomo del “vedere complotti ovunque.” Se in tutti questi anni milioni e milioni di sistematiche perquisizioni in tutti gli aeroporti non hanno trovato e bloccato un singolo terrorista che intendesse far casino sull’aeroplano, quando nel contempo e stato dimostrato che con un minimo di ingegno si riesce ugualmente a contrabbandare armi di ceramica a bordo (un giornalista di Repubblica lo ha fatto), una persona normale dotata di logica giungerebbe alla ovvia conclusione che semplicemente non esiste nessuno al mondo che in realtà voglia fare casino sugli aeroplani. Solo qualcuno che insiste a “vedere complotti ovunque” continuerebbe a perquisire ulteriori milioni di passeggeri, molestandoli con gli insensati sequestri di dentifrici, profumi e creme per la pelle con i quali si vaneggia che si potrebbero confezionare bombe nel cesso dell’aeroplano. Se qualche “complottista” esiste, è indiscutibilmente quindi proprio chi proietta su altri questa etichetta del cazzo. [Nota: Appena scritto questo articolo, è salito alla ribalta della cronaca l’idiota imbarcatosi su un aereo diretto negli Stati Uniti con un pacco di esplosivo malfunzionante nascosto tra i genitali. Chi si lascia impressionare da messe in scena del genere, ovviamente finalizzate a bombardare lo Yemen, si vada a sentire o a leggere l’opinione di Webster Tarpley a riguardo.]

Non mi dilungo ulteriormente sul tema anche perché c’è già in rete chi lo ha fatto con sufficiente eleganza e ricchezza di argomentazioni, e gli interessati possono approfondire cliccando qui e poi qui (ma anche qui non guasta).

Rottamato finalmente l’orribile vocabolo “complottista”, cosa rimane?

Rimane una grande, grandissima divisione fra le persone che formano la società occidentale. Un tempo, le divisioni in seno alla civiltà occidentale si chiamavano “lotta di classe”, e la divisione veniva rappresentata con una metafora spaziale, la divisione del quadro politico in destra e sinistra. Questo mondo non esiste più, anche se molti ancora lo allucinano. In tutto il mondo occidentale non c’è più una destra o una sinistra politica, al di là di una simulazione teatrale peraltro sempre meno credibile, ed una oggettiva differenza antropologica fra chi “si sente” di destra e chi di sinistra. No. L’enorme divisione che si sta formando in seno alla società occidentale è tra coloro che hanno smesso di credere più o meno ciecamente alle informazioni smerciate sul circuito ortodosso dei media, e coloro che invece continuano a crederci. E’ un scisma importante, poiché conduce a due mondi mentali straordinariamente diversi, distanti anni luce uno dall’altro. Quindi è un fenomeno profondamente ideologico. E nessuno lo ha ancora riconosciuto e descritto come tale. Sulla piazza intellettuale si ripete giustamente che le ideologie sono morte. Quelle vecchie. Di quelle nuove non se ne accorge nessuno. Tutti tacciono di questo nuovo, recente, profondo e irrevocabile scisma nel criterio con cui le persone formano i propri modelli di realtà.

Potremmo per il momento chiamare queste due fazioni “i Fiduciosi” e “gli Sfiduciati”.

Fino a pochi anni fa eravamo quasi tutti più o meno Fiduciosi che ciò che il telegiornale ed i giornali ci raccontavano in buona sostanza non si discostasse troppo dalla realtà. Eravamo consci che le notizie potessero essere in parte manipolate o censurate, ma c’era una certa fede nel fatto che il grosso delle informazioni che ci raggiungevano avesse una “massa critica” di realtà, e che quindi, tra le inevitabili bugie, ci comunicasse qualcosa di utile e importante sui fatti del mondo.

Questo sistema è letteralmente andato a pezzi nei primi dieci anni di Internet, e proprio a causa di Internet stesso.

Sebbene il rumore di fondo su Internet sia cresciuto sino a livelli tali da rendere problematico trovare ciò che effettivamente ci possa interessare, la Rete ha nondimeno permesso a tutti gli individui che scovano nel rumore del Villaggio Globale una notizia misconosciuta, ma importante, oppure giungano a ragionamenti brillanti su temi critici, di condividerli con chiunque nel mondo sia ad essi interessato. Storicamente, le epoche “magiche” della cultura umana in cui l’intelletto umano è sbocciato in infiorescenze di genio indimenticabili – la cultura greca, quella latina, il Rinascimento, l’Illuminismo ecc. – non sono state il frutto dell’azione di singoli individui brillanti, bensì il risultato di un fenomeno di risonanza creativa, in cui il genio e la creatività di uno catalizzava il genio e la creatività di un altro, e così via in un mirabile processo di retroazione positivo che amplificava il progresso intellettuale di tutti. Necessario era tuttavia che i soggetti implicati nel processo condividessero uno spazio fisico non troppo esteso, altrimenti come avrebbero potuto incontrarsi e proficuamente interagire?

Internet oggi ha esteso le possibilità di questo processo di risonanza creativa, superando il problema delle distanze fisiche fra i soggetti coinvolti, che pur trovandosi fisicamente agli antipodi uno rispetto all’altro possono ugualmente condividere una sorta di stesso spazio mentale, rendendo possibile l’emergere di vere e proprie tribù delocalizzate, che si scambiano regolarmente informazioni e sviluppano modelli di realtà condivisi.

E’ questo processo di risonanza creativa verificatosi su Internet che ha generato una nuova corrente scismatica di esseri umani: gli Sfiduciati.

Mentre i Fiduciosi continuano imperterriti a brucare innocentemente l’essenza del loro sapere del mondo dall’affezionato tubo catodico ed eventualmente dalle testate giornalistiche che da decenni tengono loro compagnia tutte le mattine a colazione, gli Sfiduciati sentono di essere stati sbattuti fuori a calci nel culo dall’Eden dell’informazione mainstream delle verità rivelate, alle quali non riescono più a credere.

Per il Fiducioso la vita rimane piuttosto semplice: il processo di comprensione e di filtraggio delle informazioni su quanto succeda nel mondo è ancora delegato ai propri telegiornali e giornali preferiti, il che libera l’animo dalla fatica, la perdita di tempo e lo stress di discernere le informazioni significative dalle bufale e dalle notizie irrilevanti.

Per lo Sfiduciato invece le cose si complicano. Sebbene Internet contenga oggi informazioni infinitamente più significative rispetto ai vecchi media, la Rete non contiene soltanto queste. Oltre che informazioni importanti ed analisi illuminanti, in Rete si trova anche una immensa quantità di immani cazzate. A volte, le informazioni utili sono addirittura mescolate alle cazzate, e ci vuole una certa abilità per riuscire ad estrarle dal contesto fuorviante per farne un utile uso.

Poiché il cervello umano ha una forte tendenza alle generalizzazioni, molte persone passate alla categoria degli Sfiduciati diventano semplicemente dei Fiduciosi indiscriminati di tutto ciò che di strambo trovano su Internet. Questo spiega perché molti Sfiduciati, dopo aver smesso di credere ai media tradizionali finiscano poi tristemente per prendere per oro colato i furbi vaneggiamenti di gente come David Icke (secondo il quale siano tutti governati da ibridi alieni rettiliani che hanno mescolato il loro DNA a quello dei potenti della Terra più di 1000 anni fa). In effetti, i personaggi alla Icke non sono affatto casuali, esistono proprio per attrarre i novelli Sfiduciati e trasformarli in una nuova categoria di inoffensivi Fiduciosi. Il vecchio sistema si difende anche così. Icke è soltanto un esempio eclatante, ma la lista dei falsi profeti è lunga assai. Ogni Sfiduciato che si rispetti dovrebbe stilare la propria lista nera di falsi profeti le cui rivelazioni non vanno prese troppo sul serio. (Assieme alle panzane, i falsi profeti mescolano anche informazioni vere, altrimenti chi mai si lascerebbe sedurre da loro?) Non è un caso che gli Sfiduciati opportunamente convertiti in Nuovi Fiduciosi Del Falso Profeta Di Turno siano spesso orgogliosi di riconoscersi in quell’etichetta di “complottista” che persone con maggior senno riconoscono come nettamente insultante. Cornuti e mazziati e contenti, insomma.

Senza arrivare a questi estremi, è tipica in ognuno che abbia perso ogni fiducia nell’informazione mainstream una fase in cui si tenda a credere il contrario di ciò che l’autorità traditrice comunica. Credere il contrario non è la stessa cosa che non credere più, e può condurre a svarioni anche notevoli. Un caso emblematico lo vediamo in occasione del fatto di cronaca dello psicolabile che ha lanciato un Duomo di pietra contro il volto di Berlusconi. Su Internet, si è notata nei forum di discussione una marea di Sfiduciati convinti che l’intero episodio, che pure si è visto bene in televisione, fosse una montatura.

Il sangue? Pomodoro. Il Duomo di pietra? Lo avrebbe appena sfiorato. Qualcuno ha addirittura azzardato che tutta la scena fosse stata manipolata digitalmente. Inoltre, si argomenta, chi è che ha tratto vantaggio politico dall’evento? Berlusconi. Quindi, come l’11 settembre “insegna”, vuol automaticamente dire che si è fatto anche lui l’autoattentato. Ecco, qui vediamo un caso esemplare di Sfiduciati che, anziché limitarsi a chiedere a loro stessi scetticamente se ciò che ci viene mostrato corrisponde al vero (ed in questo caso a rispondersi di sì, perché semplicemente è così) cadono nella trappola di credere per forza al contrario della versione ufficiale, prendendo così una cantonata madornale. Perché ogni tanto – ahimè – qualcosa accade per davvero così come ci viene mostrata. Ma nel suo percorso di emancipazione, lo Sfiduciato è come un bambino che attraversi la sua fase del “no”, ed il suo rifiuto per tutto ciò che giunge dall’autorità è assoluto e indiscriminato. E’ umano che questo fenomeno avvenga, tuttavia – come il bambino infine supera la sua fase del “no” – anche l’adulto Sfiduciato deve liberarsi di questa nuova schiavitù. Perché se prima era uno schiavo asservito a credere a tutto ciò che gli veniva detto, adesso è uno schiavo asservito a credere il contrario di tutto ciò che gli viene detto. Sempre schiavo rimane. Schiavo dell’irrealtà. Per non essere uno schiavo, l’adulto Sfiduciato deve giungere a saper scegliere la visione della realtà più plausibile e probabile, ogni volta, in modo critico e ponderato. E le opinioni preconcette non aiutano in questo processo.

Se il cammino degli Sfiduciati verso una migliore comprensione del mondo è irto di trappole, quello dei Fiduciosi verso una peggiore comprensione del mondo si riempie di vaghi fastidi.

I Fiduciosi non si pongono la domanda del perché in giro ci siano sempre più Sfiduciati. Si chiedono eventualmente invece come mai ci siano sempre più complottisti, ma la curiosità, solo in apparenza intellettuale, è in verità affine a quella che si prova quando ci si chiede perché d’un tratto ci siano così tante mosche che ci ronzano attorno disturbandoci. L’obiettivo non è capire la complessa ecologia delle mosche, bensì come liberarsene.

La BBC ed il Time hanno cercato di spiegare ai propri Fiduciosi lettori perché il mondo intorno a loro si popoli di cotanti complottisti. Par condicio impone che ci si ponga anche la domanda inversa.

L’interrogativo che ogni Sfiduciato fatalmente si rivolge infatti è: come fa così tanta gente a rimanere Fiduciosa? Non c’è una risposta unica. Coloro che assorbono tutte le loro informazioni dalla televisione ed eventualmente dalla lettura di giornali sportivi o di gossip, vivono in un mondo illusorio a perfetta tenuta stagna, un Truman Show di massa a prova di bomba, il Mondo Nuovo profetizzato da Huxley più di mezzo secolo fa. Anche coloro che si spingono un passo più in là e leggono le pagine non sportive dei giornali sono confinati in una versione edulcorata della realtà. Essi sono convinti che i giornali (almeno quelli che leggono loro) siano più o meno liberi di scrivere ciò che vogliono, poiché viviamo in una democrazia anziché una dittatura. E fin qui non si sbagliano. Il loro madornale errore è sulla esatta stima di quel “più o meno”. Ciò che i giornali nascondono loro è di tale portata, che la loro percezione della realtà ne viene catastroficamente distorta (la mistificazione omertosa sui fatti dell’11 settembre ne è un emblematico esempio). Questa fascia di Fiduciosi è solitamente più radicata nelle proprie erronee credenze della fascia più sempliciotta che non legge affatto. La convinzione di essere bene informati agisce con forza contro l’opportunità di scoprire che tale certezza è infondata e c’è una resistenza fortissima ad ammettere che si sono sprecati anni ed anni della propria vita a farsi abbindolare su temi cruciali dai mezzi di informazione in cui si era riposta la propria fiducia. E’ inoltre insopportabilmente umiliante, per chi si pensa intelligente, scoprire di essere invece stato fatto fesso ad oltranza. Chi non ha la forza di inghiottire il rospo, rimane Fiducioso incallito.

La risonanza creativa fra le persone che su Internet collaborano nel tentativo di capire cosa succede al mondo meglio di quanto consentito dai media tradizionali è un fenomeno straordinario, che trova il paio solo con le grandi rivoluzioni culturali del passato. I giornali tradizionali osteggiano questo processo, ma continuando a mentire sui fatti essenziali del mondo perdono costantemente autorevolezza e sempre più lettori Sfiduciati li abbandonano. Le tirature dei giornali sono in forte declino costante in tutto il mondo occidentale. Una parte dei lettori perduti continua a sbirciare le versioni online dei giornali tradizionali. Ma quando è ad essi consentito esprimersi a commento degli articoli, se un giornale fa cadere dall’alto le proprie evidenti fregnacce (soprattutto sul tema della fiction guerra al terrore”) poi si ritrova l’area dei commenti zeppa delle informazioni che esso ha censurato o distorto. Si giunge così al grottesco sublime: al di là delle apparenze, si inverte il flusso delle informazioni, i lettori comunicano all’articolista cosa si è dimenticato di scrivere. Mai nella storia si era visto qualcosa del genere.

Il mondo di internet ha insomma cambiato in modo radicale il paradigma di circolazione delle informazioni. Molti Fiduciosi stentano ad adattarsi al nuovo paradigma.

Prima di Internet era più facile. C’era poco da pensare. Le informazioni giungevano dalle fonti autorevoli di televisione e carta stampata, e pur essendoci divergenza nelle opinioni espresse, c’era una certa coerenza rispetto ai fatti riportarti. Se c’era una guerra, si diceva che c’era una guerra. O al limite una Missione di Pace, il sinonimo ipocrita che va per la maggiore da quando l’Occidente ha adottato la neolingua di Orwell[1]. Per essere informati, bastava tutto sommato credere a ciò che si sentiva e leggeva.

Da quanto Internet ha però moltiplicato a iosa le fonti, si è scoperto che i fatti sono spesso drammaticamente diversi rispetto a quelli riportati sui media tradizionali. Ma su Internet, non tutte le fonti sono affidabili. Ce ne sono semplicemente troppe, perché possano essere tutte attendibili. Credere a ciò che si vede e si legge non basta più. Tocca pensare. Discernere. Discriminare. A parte il cervello, questo richiede tempo e attenzione. Impegnata nelle faccende della propria vita, molta gente non ne ha abbastanza. E per evitare di sconvolgere le proprie certezze ed abitudini, rimane Fiduciosa nel vecchio sistema. Nel breve termine, è indubbiamente più pratico.

La tendenza a credere alle fonti che si reputano “autorevoli” è un processo vecchio come la natura umana. L’origine di questa nostra caratteristica è complessa, e ci vorrebbe un libro intero per tentare di spiegarla. Ma forse possiamo coglierne l’essenza, esemplificandola. Lo scrittore Giulio Cesare Giacobbe ha riscosso un grande successo di vendita con una serie di libri psicologici di divulgazione. Il problema essenziale della maggior parte delle persone – esemplifica efficacemente Giacobbe – è l’incapacità di svilupparsi in un individuo psicologicamente adulto. Dentro molti di noi sopravvive sotto sotto il bambino (o la bambina) rompicoglioni che pretende che ci sia sempre a disposizione il genitore pronto a risolvere i suoi problemi. Il bambino è irresponsabile per natura (e non per niente lo è anche per legge). Parte di questa irresponsabilità si trascina per tutta la vita, e provoca disastri a non finire. Il disastro che ci interessa in questa sede è quello nella fiducia che ci si ostina a riporre nell’autorità che ha già ripetutamente dimostrato di mentirci. Per quante balle il genitore ci racconti, se siamo bambini la nostra fiducia nei suoi confronti non cala (fino a quando eventualmente essa non crolla, dopodiché interviene una fase di odio nella quale si crede il contrario di quanto il traditore, genitore o telegiornale, ci comunica – il crollo della fiducia quindi serve a poco se si rimane psicologicamente bambini).

Molti Fiduciosi hanno avuto accesso, saltuariamente, alle informazioni alternative disponibili su Internet. Hanno potuto verificare con i loro occhi che gli Autorevoli Giornali e Telegiornali in certe importanti occasioni hanno loro mentito. Ma di norma la loro fiducia non viene meno. Un caso esemplare è la grave crisi economica in atto. Annunciata già da anni dalle cassandre “complottiste” su Internet, ha colto milioni e milioni di persone di sorpresa quando a settembre 2008 è deflagrata in uno dei peggiori crolli dei mercati a memoria d’uomo. Ancora nel mese di luglio 2008 gli “autorevoli” giornali da cui i Fiduciosi brucano le loro razioni di realtà quotidiana suggerivano che a settembre si sarebbe potuta vedere una ripresa dei mercati. Nello stesso momento, su Internet si davano già le date del probabile crollo. Settembre.

Due mesi dopo, puntualmente, i risparmi di milioni e milioni di persone scomparivano nel nulla, per lo stupore dei Fiduciosi. Adesso, poco più di un anno dopo, gli stessi giornali che mentirono allora, ci promettono che “la ripresa si vedrà nel 2010 o 2011”. E cosa fanno i Fiduciosi, già traditi (quindi cornuti) dai loro autorevoli giornali nel 2008? Ci credono, ovviamente. Cornuti e prossimamente di nuovo mazziati. Per quante balle ci racconti un genitore, se si vuole rimanere bambini bisogna continuare a credere alle sue parole. (Paradossalmente, gli si crede anche quando la fiducia tradita si commuta in odio, dato si crede all’esatto contrario di ciò che dice)

Infatti il vero problema, alla resa dei conti, non è il superare la fiducia cieca nelle autorità viste come genitore, bensì diventare psicologicamente adulti così da non avere bisogno di questo surrogato istituzionale dei propri genitori. Mi spiego meglio: come forse saprete, esiste un notevole movimento popolare, negli Stati Uniti, ma anche in altre nazioni occidentali, che chiede a viva voce una nuova investigazione sui fatti dell’11 settembre. Ma a chi si chiede di effettuare questa investigazione? Beh, agli stessi che l’11 settembre lo avrebbero organizzato, naturalmente (non esattamente gli stessi individui, ma il senso è quello). Ma come? Dici che l’11 settembre è stato organizzato dal governo e poi chiedi al governo di investigare? E’ come un bambino che essendo giunto alla conclusione che suo papà gli ha rubato i soldi dal salvadanaio chiede al papà di aprire una commissione d’inchiesta sul furto, per indagare se stesso. Cosa si aspetta di ottenere il bambino? Qualsiasi siano le sue nobili aspettative, la cosa più concreta che riuscirà a ricavarne è un sonoro ceffone. Il potere non investiga se stesso. E se lo fa, lo fa per finta. Chiedergli di farlo è infantile come l’esempio del bambino che rompe le palle al papà ladro. In questo caso vediamo come molti Fiduciosi, divenuti Sfiduciati, rimangano tuttavia psicologicamente bambini (e quindi intrinsecamente Fiduciosi) che chiedono all’autorità cattiva e traditrice di tornare ad essere l’autorità buona ed onesta che essi credevano che fosse – ovvero in altre parole chiedono all’autorità di imparare a mentire meglio, a fingere meglio di essere un’autorità buona (i famigerati processi ai capri espiatori servono ben a questo), così che essi possano tornare in quella innocenza condizione di Fiduciosi dalla quale sono stati estromessi a calci nel culo e della quale hanno una dannata nostalgia. Tutto ciò è piuttosto risibile e patetico. Quando capisci che le cose non stanno come vorresti tu, i casi sono due: o ti dai da fare per esercitare tu il potere che secondo te altri stanno esercitando in modo sbagliato (approccio rivoluzionario), oppure sei pienamente appagato dal solo fatto di capire (approccio filosofico). Mugugnare è infantile, e se anagraficamente non sei più un bambino, ciò è anche patetico.

Come detto, i motivi per cui molte persone rimangono così a lungo Fiduciose sono parecchi. I nostri modelli di realtà si riducono fondamentalmente a narrazioni che noi abbiamo elaborato per noi stessi, e che ci ripetiamo di tanto in tanto secondo necessità. Più tempo ed energie abbiamo investito nella costruzione di una narrazione interiore, meno siamo disposti a buttare via l’investimento a favore di una narrazione alternativa, non importa quanto migliore. E’ anche per questo che più si invecchia, meno si cambiano le proprie idee. L’investimento negli anni nelle proprie narrazioni è semplicemente troppo elevato per poterci rinunciare. Ci si affeziona alle proprie idee come ai propri figli (d’altra parte sono entrambi dei replicatori, i figli replicano i geni, le idee replicano i memi – si legga in proposito Il Gene Egoista di Dawkins).

Molti Fiduciosi camminano in bilico sull’orlo della perdita di fiducia. Ho incontrato parecchi Fiduciosi che, di fronte ad argomenti forti vacillavano, si incupivano, sembravano essersi convinti e si lasciavano sfuggire che se ciò che sostenevo fosse vero essi non avrebbero più potuto (o voluto) vivere in un mondo così disgustoso. Il giorno dopo la loro mente era di nuovo sgombra da dubbi ed essi erano di nuovo confortabilmente arroccati nella placida sicumera dei Fiduciosi.

Ma si può anche decidere intenzionalmente di rimanere Fiduciosi, se si è saggi abbastanza. Negli ultimi anni della sua vita, il grande scrittore americano Robert Sheckley è stato un mio stretto amico. Assieme, abbiamo ripetutamente girato mezza Europa, e discusso di molte cose. A settembre del 2004, mentre stavo scrivendo il mio libro Il Mito dell’11 Settembre, andammo insieme ad un convegno letterario a San Pietroburgo, ed io non resistetti alla tentazione saggiare la sua opinione sui fatti dell’11 settembre. Per ovvi motivi, all’epoca avevo spesso questo tema per la testa. L’opinione di Sheckley a riguardo si rivelò molto convenzionale, il che mi stupì poiché Sheckley disponeva indubbiamente una mente ben poco convenzionale. Dissi solo un paio di frasi nella direzione che ben immaginerete, e poi tutto successe molto rapidamente. Mi guardò con occhi furbi e sorriso sospettoso e divertito. Io azzardai altre due frasi e poi lui mutò espressione e mi interruppe, dicendo: “Non voglio sapere altro. Conosco già questa storia. E’ la solita storia degli uomini e del mondo. E’ sempre la stessa storia. Non importa chi sia stato a fare cosa stavolta, chi abbia ucciso chi e perché. E’ in ogni caso esattamente sempre la stessa storia schifosa, e non mi interessa. Perché se inizio a sapere dei dettagli poi ne voglio conoscere altri e poi va a finire che mi arrabbio, e se mi arrabbio poi mi tocca perdere il mio tempo a pensare a queste porcherie invece che a ciò a cui io voglio pensare, a ciò che mi interessa davvero.”

Non aggiunsi parola. E’ un punto di vista saggio e pienamente rispettabile. Sheckley aveva interesse per altri misteri dell’esistenza ed era sua piena libertà usare la sua mente per pensare a ciò che era per lui interessante pensare. Intuì evidentemente che poche frasi ancora da parte mia e la sua intelligenza gli avrebbe impedito di continuare a non capire di quale illusione fosse vittima. Decise intenzionalmente di rimanere Fiducioso su questo tema, per l’inutilità generale e dannosità personale dell’essere Sfiduciato. Per inciso, Sheckley non ha mai avuto timore di guardare a fondo negli abissi della Realtà e dell’animo umano; per chi non conosce la sua opera (male!) basti dire che negli anni cinquanta, all’alba della televisione, già preconizzò nei suoi racconti l’avvento di reality shows dove i concorrenti sarebbero potuti venire ammazzati o salvati dai telespettatori – si vedano i film tratti dalle sue opere, fra cui La decima Vittima e Le prix du Danger) Un’anno dopo l’episodio citato, all’età di 77 anni, Sheckley morì, ma dopo aver trascorso l’ultimo anno della sua vita a pensare a ciò che voleva lui. Aveva indubbiamente fatto la cosa più saggia.

Una nota speciale la meritano i Fiduciosi che popolano il mondo della letteratura di fantascienza, ed in particolare gli amanti dello scrittore Philip K. Dick. Il concetto di una visione illusoria della realtà che si sfalda e va infine in frantumi, rivelando una realtà retrostante totalmente diversa, è un tema comune nella buona letteratura di fantascienza. Verrebbe da pensare che gente avvezza a questi scenari possa essere più sensibile di altri a riconoscere per tali le quinte della mistificazione quando ne fosse vittima. La mia impressione (frequentando spesso questo ambiente) è che non sia tuttavia così. La quantità dei Fiduciosi non mi pare inferiore a quella in altri segmenti di popolazione. Avere dimestichezza con scenari fantastici di società folli ove vigano regimi di mistificazione totale e sistemica, non basta a riconoscerli quando si verificano per davvero. E’ proprio vero che la mente umana è fatta a strati, spesso divisi come compartimenti stagni. Un’anima cyberpunk cinica e disincantata può convivere nel cervello di una persona avvezza a cartomanti ed altre cialtronerie.

Ora che abbiamo passato in rassegna alcune delle ragioni per cui molti Fiduciosi rimangono fiduciosi, spendiamo due parole anche sul metodo principale che il cervello usa, per conservare le proprie utili illusioni.

Il metodo è un errore sistematico che il cervello umano tende a compiere di fronte ad informazioni destabilizzanti. Si chiama bias di conferma. Il nostro cervello in genere accetta di buon grado tutte le informazioni che confermano le nostre credenze, rigettando invece quelle che le contrastano. Le informazioni sconvenienti entrano letteralmente da un orecchio per uscire dall’altro. Tutti noi ci siamo misurati con questo problema. Quante volte si dice “E’ come parlare a un muro”? Questo spiega perché persone altrimenti intelligenti, poste di fronte ad informazioni inequivocabili su fatti controversi come l’11 settembre, eventi in grado di minare completamente la nostra fiducia nel sistema che ci dispensa le informazioni sul mondo, sono visibilmente incapaci di prenderne atto. Se vogliamo capire il mondo e la realtà, il bias di conferma è il nostro più acerrimo nemico. Sapere che c’è non basta ad eliminarne gli effetti. La nostra mente rifiuta di comprendere ciò che non le piace. E’ per questo che di fronte ad un lutto che ci tocca da vicino rimaniamo a lungo increduli. Ed è per questo che i bambini chiudono gli occhi quando si spaventano, nella credenza che non vedere il pericolo basti ad annullarlo.

Uno dei metodi logici classici per distinguere una spiegazione corretta delle cose da una sbagliata, è usare il cosiddetto Rasoio di Occam, coniato da William of Ockham già nel 14esimo secolo. “A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta”.

Il Rasoio di Occam è alla base del pensiero scientifico moderno, eppure viene violato sempre più spesso nelle spiegazioni che ci vengono date dalle autorità su alcuni problemi topici di portata globale.

Sui fatti dell’11 settembre, ad esempio, la versione ufficiale impone di credere che una quantità straordinaria di cose improbabilissime siano tutte accadute in sequenza, in spregio a ogni legge delle probabilità. Potremmo elencarle tutte e riempire pagine e pagine su questo tema, e per inciso io l’ho fatto nelle oltre 500 pagine del mio libro Il Mito dell’11 Settembre, ma in questa sede ci limiteremo ad un esempio singolo, che illustrerò dopo una breve premessa.

La natura di solito non ama le eccezioni ed è per questo che la scienza ha scoperto le leggi di causa ed effetto. Generalmente la natura ha un comportamento regolare, ed effetti simili implicano di solito cause simili. Per questo gli scienziati non amano fare ricorso a cause senza precedenti per spiegare fenomeni comuni. Sino all’11 Settembre 2001, il crollo rapido, simmetrico e totale di grattacieli con scheletro di acciaio è stato un fenomeno abbastanza comune in America. E tutte le volte che ciò accadeva, senza eccezione alcuna, la causa era una demolizione controllata a mezzo di cariche esplosive sincronizzate. Da una prospettiva scientifica, quindi, ligia al principio del Rasoio di Occam, la prima e più semplice spiegazione ovvia per spiegare i crolli rapidi, simmetrici e totali delle tre torri del World Trade Center l’11 settembre 2001, è quella di ipotizzare una demolizione controllata. E’ la spiegazione più semplice, quindi in sintonia con la logica del rasoio di Occam. Quindi la prima ipotesi da verificare. Ufficialmente, non è mai neppure stata presa in considerazione. Per spiegare i motivi del crollo delle due torri si è invece redatto uno studio di migliaia e migliaia di pagine, che tentano di spiegare in modo evidentemente complicatissimo ciò che la tesi della demolizione controllata spiega in modo elementare, e per di più nella relazione finale si rinuncia completamente a dare una spiegazione alla dinamica del crollo (che, quod erat demonstrandum, non è spiegabile altro che con tesi della demolizione controllata), bollandola laconicamente (e grottescamente) come “inevitabile”[2].

Insomma: da tutte le parti la guardi, sembra una demolizione controllata. Ha la dinamica di una demolizione controllata, ha la tempistica di una demolizione controllata, ha l’apparenza estetica di una demolizione controllata. Domandina: Sarà mica una demolizione controllata? No, no, giurano gli “scienziati” governativi, le apparenze ingannano, ma non sappiamo dirvi bene perché, anzi, no, le apparenze ingannano ma non c’è un perché, e quindi per questo non ve lo spieghiamo, perché il perché non c’è proprio, la dinamica del crollo è stata quella che è stata perché l’evento era inevitabile. Inevitabile per verità rivelata.

Sì, sì, anzi, no, no, si uniscono al coro giaculatorio i Fiduciosi a schiera, impettiti nella loro trance ipnotica tribale, la realtà è fuor di dubbio quello che ci rivelano che sia, qualsiasi cosa ci venga rivelato.

Il vecchio trucco della verità rivelata funziona sempre. Chi osa azzardare che la religione sia in crisi?

Nota bene: ho discusso con Fiduciosi che, conoscendo il principio del Rasoio di Occam, sono riusciti a deformarne lo spirito pur di farlo collimare con le loro convinzioni. Ma non è stato inutile. Da tutto ciò ho capito qualcosa di importante io. Discuterne, non serve a nulla. Chi può e vuole, capisce, chi non può o non vuole sarà sempre cieco e sordo ad ogni logica che violi le sue convinzioni (tranne poi un bel giorno cambiare di colpo idea, e venirti ancora a dire: l’avevo capito subito, io – è l’errore del giudizio retrospettivo, in gergo tecnico hindsight bias, l’erronea convinzione di avere sempre saputo ciò che in realtà si è appena capito)

La logica del Rasoio di Occam si presta bene a capire come sono andate le cose sia nel grande attentato dell’11 settembre, che nel piccolo attentato a Berlusconi.

Riguardo al mega attentato dell’11 settembre 2001, l’ipotesi del complotto di Al Qaeda sostenuta dal governo americano, per essere vera richiede che quel giorno si sia verificata una mostruosa sequenza di eventi mai accaduti prima, ognuno talmente improbabile da essere virtualmente impossibile. In pratica, è come vincere al superenalotto varie volte di fila. Le complicazioni probabilistiche sono insormontabili (chi ha dei dubbi si legga il mio libro a riguardo). Per contro, l’ipotesi che l’attentato sia stato orchestrato da una parte “canaglia” dell’apparato di potere americano, per quanto indubbiamente complessa, è infinitamente più semplice e priva di autentiche impossibilità. Ed è avallata inoltre da molti precedenti storici – la storia del mondo ci insegna che per giustificare l’inizio di nuove guerre non c’è nulla di meglio che fingere di essere stati attaccati (per non menzionare il fatto che chi non conosce la storia è condannato a ripeterla). Quindi è l’opzione più logica, secondo il Rasoio di Occam.

“A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta”.

Riguardo al mini attentato a Berlusconi il 13 dicembre 2009, è invece l’ipotesi che sia tutta una montatura a richiedere le spiegazioni più complicate. Non c’è un vero indizio a riguardo (quelli menzionati in rete sono davvero risibili). Per contro, la tesi che sia stato il gesto di un cretino, andata a buon fine a causa di una disattenzione del servizio d’ordine, è semplice e ovvia. Inutile arrampicarsi su inesistenti specchi.

“A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta”.

Tenete ben sempre presente il Rasoio di Occam e limiterete gli abbagli in questa strana epoca in cui ci ritroviamo a vivere, che pare in effetti uscita dalla paranoica penna di Philip K. Dick.

Infine, c’è ancora una categoria di persone di cui non abbiamo parlato. Coloro che sono Fiduciosi, ma in cattiva fede. Questa categoria comprende molti politici, giornalisti e persone con ruoli critici all’interno del sistema. I politici che segretamente sono cinici e Sfiduciati, sono costretti dalle circostanza a presentarsi Fiduciosi. Con una crisi economica e sistemica alle porte, di portata quale non si è mai vista, nessun politico (per lo meno dalle nostre parti) ha la bacchetta magica per fare scomparire il problema. Mentire, sfoggiando ottimismo, per procrastinare la catastrofe, è per certi versi la scelta migliore. E’ vero che così facendo si finisce spesso per gonfiare ulteriormente bolle che poi deflagreranno in catastrofi ancora peggiori, ma per lo meno questo succederà più tardi, e per il momento intanto si sopravvive. E’ facile dire che i politici potrebbero risolvere il problema arrestando tutti i banchieri e rifondando da zero il sistema monetario su basi più realistiche.

E’ proprio facile dirlo. Ma provate a farlo! E come la mettiamo con la inevitabile contemporanea scomparsa di tutti i risparmi di tutte le persone? Che conseguenze pratiche avrebbe un evento del genere? Parlare è facile, ma agire è tutt’altra cosa. Un conto sono le fantasie, un conto è la realtà.

I politici in effetti devono mentire ogni volta che lo reputano necessario, in ultima analisi non è colpa loro, ma di chi vuole credere alle loro menzogne. Per quanto possa essere sgradevole farlo notare, le bugie vengono imposte da chi preferisce venire illuso, rispetto a dover fronteggiare una verità non gradita. I cittadini-bambini, mai cresciuti sino allo stadio adulto di chi è in grado di guardare nell’angosciante baratro della complessa realtà delle cose senza svenire o cagarsi sotto, hanno bisogno di venire illusi costantemente circa la natura del mondo in cui vivono. La prova è che sono i cittadini a selezionare i propri politici, eleggendoli, ed è quindi esclusivamente loro responsabilità il fatto di optare per individui che sistematicamente li ingannano. Prima li votano perché vogliono credere alle loro palesi menzogne, poi li accusano di avere fatto ciò per cui li hanno scelti: mentire. E poi li ri-votano ri-credendo alle loro sempre più palesi menzogne. Come bambini che fanno i capricci coi genitori, dei quali però, essendo bambini, non possono fare a meno. Dimentichi del fatto che i politici (come gran parte degli esseri umani, del resto) mentono per lo meno da alcune migliaia di anni, e che è quindi fanciullesco credere che debbano smettere proprio adesso, per fare un piacere a noi. In ogni nazione i politici mentono nella misura tollerata/richiesta dal loro popolo. I politici bugiardi sono in prima istanza il sintomo dell’immaturità di un popolo, non la causa delle sue disgrazie (Il nord Europa funziona meglio dei paesi mediterranei perché i politici sono mediamente meno bugiardi e disonesti, ma questo avviene perché i popoli che li eleggono sono molto meno indulgenti verso le bugie e le malefatte dei governanti – ciò finisce per selezionare una classe di politici più onesti, o per lo meno disonesti e in modo più invisibile – ogni tanto però, come l’Islanda insegna, le cose vanno a puttane anche lassù).

L’altra grande categoria nella quale troviamo molti Fiduciosi in cattiva fede sono i giornalisti. Parlo di quelli dei grandi media, con elevati stipendi e privilegi. Questi giornalisti spesso mentono a causa del loro personale conflitto di interesse: per deontologia professionale dovrebbero raccontare la verità, ma il loro interesse personale è conservare posto di lavoro, stipendio e privilegi, e quindi eviteranno accuratamente di scrivere qualsiasi cosa che possa fare loro perderli. Non sono quindi credibili per una questione di principio. Per diventarlo essi dovrebbero decidere di lavorare senza stipendio. Vi sono tuttavia anche molti giornalisti autenticamente Fiduciosi, che veramente credono alle balle che raccontano. Anche i giornalisti sono umani, ed il bias di conferma funziona anche per loro. Come disse il saggio:

«E’ difficile far capire qualcosa ad una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla.»

Se questo articolo vi ha fatto capire qualcosa (spero che ciò non minacci il vostro stipendio), offritemi un caffè.

O una birra.

O una pizza.

O una bella cena.

O una escort. (Ormai una tradizione istituzionale, nonché valuta di scambio di favori, esente IVA e non tassabile. Ovviamente, verrà devoluta in beneficenza ai veramente bisognosi. Per mere ragioni contabili non si accettano pagamenti in Trans, nel caso cercate in rete i tassi di cambio più aggiornati)

Inoltre, se questo articolo vi ha fatto capire qualcosa, ditelo ai vostri amici. Che lo leggano anche loro. Così la prossima volta che discutete con loro sui bei fatti del mondo, eviterete i soliti litigi. Il che eventualmente condurrà a litigi insoliti, ma non si può avere tutto a questo mondo. Soprattutto, se non siete un iperbanchiere.

Roberto Quaglia

Originariamente pubblicato su www.Roberto.info
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[1] La neolingua fu un’intuizione geniale di Orwell nel suo famoso libro 1984. Essa consiste nel surreale atto di assegnare ad una parola anche il proprio significato opposto, secondo il motto che chi controlla il significato delle parole, controlla la realtà. La distopia orwelliana doveva illustrare la società orribile in cui sarebbe sfociato il comunismo. Ma il comunismo non è durato abbastanza, e così l’incubo orwelliano, passo dopo passo, sta invece convolando a nozze con la società “democratica”. La cerimonia (che qualcuno ipotizza esserci già stata con la ratifica del trattato di Lisbona) prelude ad un unione di gruppo fra nazioni in cui il divorzio pare non sia esattamente consentito; i maligni insinuano che l’ammucchiata politica condurrà inevitabilmente ad orge sistemiche, nelle quali tuttavia non sarà concessa ai liberi partecipanti coatti la scelta del ruolo da interpretare.

[2] NIST final report (2005). NCSTAR 1, p. xxxvii

Questo brano estratto dal documentario della BBC “the power of nightmares” è un raro caso di una fonte autorevole che vi spiega che Babbo Natale… ehm, Al Qaeda non esiste. Ogni tanto anche i grandi media dicono il vero.

Il cartone animato della giraffa che deve prendere coscienza di avere un grave problema (deve morire) illustra bene come la nostra mente reagisca di fronte alle realtà sgradite.

Fonte:http://www.roberto.info
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30.12.2009

Pubblicato da Das schloss

  • amensa

    bellissimo “articolo”? “trattato”?, “analisi” ?
    beh.. chiamiamolo come vogliamo, scritto, per semplicità, resta molto bello ed una fotografia perfetta.
    io attribuivo all’italia, alle nostre caratteristiche ataviche, quella che chiamavo la “fuga dalle responsabilità”, dividendo semplicemente in due la popolazione tra coloro che amano sentirsi responsabili delle proprie azioni, anche quando finiscono male, e quelli che invece preferiscono il gioco del “di chi è la colpa”.
    chi ama sentirsi responsabile, impara dai propri errori, proprio perchè sentendosi attore è interessato anche a capire dove e come l’errore è nato.
    chi invece preferisce fare l’irresponsabile, cerca semplicemente colui a cui dare la colpa, lasciando per se solo l’onere, eventuale, di cambiare guida.
    bello comunque, molto dettagliato e completo…..
    una cosa non hai detto, però : cambieremo mai ? cresceremo mai ?
    che senso ha una democrazia se la maggior parte dei partecipanti sono bambini viziati irresponsabili e un po idioti ?

  • vic

    In quel di Milano

    Margherita: Nonna, nonna, andiamo in piazza Duomo.
    Nonna: Va bene, andiamo a fare due passi.

    Siamo in Piazza Duomo

    Margherita: Nonna, nonna, comprami un piccolo duomo.
    Nonna (al venditore ambulante): Mi dia quel piccolo duomo pieno di guglie.
    Venditore A: Glielo incarto?
    Nonna: No grazie, va bene cosi’. Ci vuole giocare la mia nipotina Margherita.
    Venditore A: Tieni bambina, non farlo cadere, mi raccomando.
    Margherita (morsica la nonna): Grazie nonna, che bel duomo!

    Siamo sempre in piazza Duomo, s’e’ accalcata parecchia folla

    Margherita: (crac, spacca via una guglia dal piccolo duomo) Fiduciosa.
    Margherita: (cric, spacca via un’altra guglia dal piccolo duomo) Sfiduciata.
    Margherita: (crac) Fiduciosa
    Margherita: (cric) Sfiduciata
    ..
    Margherita: (crac) Fiduciosa
    Margherita: (cric ) Sfiduciata
    Margherita: Ueeee, che brutto duomo, e’ un duomo calvo! (sbamm, lo lancia via)
    Folla: Oddio! Oddio! Hanno colpito Tettamanzi!
    Nonna (sfiduciata): Andiamo Margherita, andiamo a casa.
    Margherita (fiduciosa): (da’ la manina alla nonna)

    Fiduciosamente sfiduciati ce ne andiamo pure noi a far colazione, alla chetichella.

  • nicus

    l’analisi proposta contiene spunti molto interessanti. se non fosse farcita di link di autopromozione si potrebbe quasi pensare che l’intenzione dell’autore sia davvero quella di aprire gli occhi a qualcuno…

  • af74

    I politici in effetti devono mentire ogni volta che lo reputano necessario, in ultima analisi non è colpa loro, ma di chi vuole credere alle loro menzogne.

    Non si tratta di menzogne ma di controllo delle masse,
    il miglior controllo e’ il materasso sociale ,cioe la creazione di scudi fatti di credenze e differenze ,tanto piu radicali tanto piu funzionali,
    vedi ad esempio il caso interno di berlusconi, da menager a mafioso dipende dal canale di ascolto,creando differenze abissali da personaggi come esempio Prodi,

    che in fatto di differenze nel campo di frequentazioni internazionali e nazionali,oppure aziendali al fine reale non esistono ,come non esitono differenze di politica interna,ma sta di fatto che il sistema funziona e anche alla grande.
    Non si puo arrabbiarsi della nostra ingnoranza con terzi, se prima non c’e la prendiamo con noi stessi.

    porsi domande e pretendere risposte

    « L’Illuminismo intende dileguare le tenebre dell’ignoranza, della superstizione, del barbaro passato, con il lume della ragione e dell’esperienza scientifica.

    L’Illuminismo ritiene di poter costruire un mondo più umano, pacifico e felice, purché si accolgono i dettami della ragione della natura, facendo
    giustizia dell’oscurantismo e del peso servile della tradizione.

  • amensa

    avevo dimentiocato una questione che vorrei comunque riproporre.
    quando parli di demolizione controllatadelle torri, vorrei osservare che tempo materiale per predisporre gli esplosivi non ce ne sarebbe stato a meno che il tutto fosse stato programmato con settimane di anticipo.
    ma c’è una ipotesi che rende il tutto meno “complottistico” ma forse più terribile.
    e per rendersi conto basta dare uno sguardo a manhattan ed ai vari, tanti edifici che superano i 100 mt. di altezza, e a quale distanza sono edificati gli uni dagli altri.
    basta andare su :
    http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=1830&forum=5&post_id=155960#forumpost155960
    per vedere cosa accade se per qualche ragione un grattacielo cade NON in demolizione controllata o controllata male.
    sarebbe un effetto domino, di grattacieli che si tirano giù l’uno con l’altro.
    io deduco quindi che i grattacieli sono TUTTI MINATI, e un congenio automatico, nel caso che venga superata una certa inclinazione, fa scoppiare le cariche.
    infatti la prima demolizione della prima torre inizia proprio quando la parte superiore si sta inclinando pericolosamente col rischio di cadere di lato.
    l’invasione poi deli sette piani interrati da parte del metallo fuso, mette a rischio il secondo, pertanto viene fatto crollare pure lui, e, infine , per la stessa ragione pure il wt7.
    il segreto quindi che non deve esser svelato a nessun costo è quindi che TUTTI i grattacieli SONO MINATI.
    è troppo fantasiosa come ipotesi ?
    questo renderebbe molto più semplice tutta la storia, pensando che forse erano stati programmati gli attentati, alle due torri, costruite per sopportare l’impatto di un aereo di grosse dimensioni, ma non era stato previsto che dovessero crollare.
    il crollo è stato un evento NON programmato, e innescatosi solo per il cedimento della parte superiore della prima torre.
    per verificare quanto sostengo, sarebbe sufficiente far fare un giro a cani addestrati al rilevamento degli esplosivi (in questo caso sentex e/o termite), in uno qualsiasi dei grattacieli di Manhattan.

  • sickboy

    Roberto Roberto,

    ma non avevi scritto dell’undici settembre per non pensarci più?

    Ecco il commento al tuo articolo del solitamente brillante Uriel:

    “Lo trovo un grosso ammasso di cazzate complottiste, onestamente. Cercare dietro le quinte ti fa perdere di vista quello che avviene sul palcoscenico. Il complottismo, in questo, e’ il piu’ efficente strumento di distrazione: ti costringe a non vedere i fatti, per inseguire la presunta spiegazione.

    Mi chiedo quanta realta’ vi siate persi mentre inseguivate le spiegazioni: l’unica verita’ sconvolgente e’ che non esiste alcuna verita’ sconvolgente, e l’unico vero complotto nascosto e’ che non esiste alcun complotto nascosto.”

    Solito risultato, zero.

  • alinaf

    Posso dire che tutto ciò che dice Quaglia lo sapevo già?
    Faccio parte da troppo tempo del club degli sfiduciati ed è vero che si vive male in questa condizione, vivono meglio i fiduciosi e per ora vincono loro su tutti i campi; troppi sono gli stipendi che dipendono ancora dal sistema e sterminato è il numero dei cervelli lobotomizzari.
    Comunque grazie, bell’articolo, un caffè glielo offrirei di sicuro.
    Ciao ciao.

  • Altrove

    Interessante analisi, anche se mi sembra che lo sfiduciato non fiducioso tenda inevitabilmente a fiduciarsi di qualche altro sfiduciato non fiducioso… Ho reso l’idea? Quello che volgio dire è che l’autore ha già dato la sua fiducia a qualcosa che non è detto sia come pensa lui, o io, o tutti noi… E’ tipico di chi si occupa di politica “non convenzionale” ragionare solo in termini di interessi e di realtà visbile (o forse visibile perchè qualcuno ce la rende tale?). Eppure di cose strane ne succedono nel mondo. Curioso che si possa essere sicuri che l’attentato alle torri gemelle sia una macchinazione da parte di “compartimenti deviati” e cassare le altre cose come insensate. Per quanto si creda di non credere a nessuno, questo è falso e mi rifaccio sempre al caro Ludwig Wittgenstein. Se si vuole essere sfiduciosi bisogna esserlo a 360 gradi, non solo per quello che ci va a noi (infatti non sono d’accordo col suo amico Sheckley, potrei stare perdendo tempo a pensare a cose che effettivamente non esistono..). Credere che le menzogne mediatiche riguardino solo certe branche della conoscenza umana mi pare un errore infatile. E’ vero che ci sono tante stronzate in internet, così come ci sono blog di disinformazione appositamente pagati, ma come dice nell’ articolo si deve discernere le informazioni in base ai fatti utilizzando il ragionamento: dove c’è fumo, c’è sempre un po’ di arrosto… Concordo col fatto che il “non credere” sia necessario per applicare sistemi di analisi
    o per confutare o smentire tesi e questo non vuol dire non farsi una opinione a riguardo. La mente deve essere aperta, altrimenti quello che c’è scritto nell’articolo perde di significato. Chi ha avuto esperienze assurde in prima persona però sarà difficile che creda a qualcuno che gli dice che quello che ha visto non è reale… Spero di aver chiarito la mia posizione.. Saluti a tutti…

  • A_M_Z

    “””””Rimane una grande, grandissima divisione fra le persone che formano la società occidentale. Un tempo, le divisioni in seno alla civiltà occidentale si chiamavano “lotta di classe”, e la divisione veniva rappresentata con una metafora spaziale, la divisione del quadro politico in destra e sinistra. Questo mondo non esiste più, anche se molti ancora lo allucinano. In tutto il mondo occidentale non c’è più una destra o una sinistra politica, al di là di una simulazione teatrale peraltro sempre meno credibile, ed una oggettiva differenza antropologica fra chi “si sente” di destra e chi di sinistra. No. L’enorme divisione che si sta formando in seno alla società occidentale è tra coloro che hanno smesso di credere più o meno ciecamente alle informazioni smerciate sul circuito ortodosso dei media, e coloro che invece continuano a crederci. E’ un scisma importante, poiché conduce a due mondi mentali straordinariamente diversi, distanti anni luce uno dall’altro. Quindi è un fenomeno profondamente ideologico. E nessuno lo ha ancora riconosciuto e descritto come tale. Sulla piazza intellettuale si ripete giustamente che le ideologie sono morte. Quelle vecchie. Di quelle nuove non se ne accorge nessuno. Tutti tacciono di questo nuovo, recente, profondo e irrevocabile scisma nel criterio con cui le persone formano i propri modelli di realtà.”””””

    Profondamente errato.
    La lotta di classe è un fenomeno del capitalismo e non la definizione dei contrasti in seno alla società di un’epoca passata.
    Non è nemmeno l’ombra della divisione tra destre e sinistre. Chi sa che cosa è la lotta di classe capisce pure perché il parlamento e l’istituzione stato non porta avanti una lotta di classe. Il motivo non è perché si sono persi gli ideali ma perché la funzione dello stato è un’altra.

    Vero è invece che nascano due mondi contrapposti (Divide et impera) in qualsiasi contesto si discuta.
    Avviene costantemente uno scontro, e non confronto, ideologico.
    Banale dire che i modelli proposti non siano Kant, Hegel, Marx semmai Sgarbi, Di Pietro , &co cosicchè qualsiasi discussione si trasforma in una situazione Biscardiana (non più Kafkiana).
    Chi urla di più vince;
    chi la spara più grossa (senza motivare) vince;
    chi riceve più applausi vince;
    chi è meno colto e arriva al cuore delle genti vince.

    Il grosso problema del movimento dei “bloggers” è che è formato da gente comune. E la gente comune che spreca del proprio tempo su dei forum in internet è ignorante. Non ha nullla da fare, lavorare o studiare e non è la ricerca della verità che li smuove ma la noia (non ho detto gioia..).
    Non si lascia agli ignoranti il compito di cambiare il mondo intelletualmente. Per loro vi è il compito di tagliare teste nel giorno del giudizio. Il “fare pensiero” è compito di chi ha una testa per farlo.

    Ricercare a tutti i costi “ocus pocus & mumbo jumbo” invece di studiare e capire qualcosa nella propria vita è la passione degli stupidi.

    Il complottista è vittima di un complotto in cui lui è l’attore principale.

    Niente di nascosto, tutto è reale. Guardatevi intorno e vedrete che chi ha qualcosa da fare considera basilari le cose che voi credete siano grandi rivelazioni.

    Che sia successo qualcosa di strano l’11 settembre,
    che i morti nei campi non sono 6 milioni,
    che gli attentati sono al 99% confezionati ad hoc,
    che la società in cui viviamo ha dei grossi difetti ma finchè ci saranno ignoranti ponti a farsi schiavizzare tanto vale provarci,
    che se vai contro gli Usa muori.

    Sono cose PALESI!!!!!

    Altro che rivelazioni su cui basare intere pagine di argomentazioni…. chi ha un minimo di sale in zucca lo sa!
    E sa anche che è inutile rincorrere mulini a vento perché la società è reale e necessita di un cambiamento reale e non di bloggers che navigano tra comedonchisciotte e redtube e quando si spegne la spina si spegne pure la rivoluzione virtuale.

  • Hassan

    Bellissimo articolo, da tenere sempre a portata di mano e tirar fuori quando qualche brainwashed parte con la litania del “complottista” o le altre palle mediatiche che i “Fiduciosi” bevono dalla fonte di Emilio Fido.

  • tersite

    Perfetta l’analisi sul complottismo e sul complottista in generale. Vorrei spendere invece due parole di critica in merito alle sue considerazioni sulle categorie da lei prese in esame in questo articolo: gli sfiduciati, i fiduciosi, e i fiduciosi in cattiva fede; ed è proprio a quest’ ultima categoria che mi riferisco. Lei in sostanza afferma che ogni popolo ha i politici che si merita e che “i politici bugiardi sono il sintomo dell’immaturità di un popolo”. Il che è anche condivisibile, ma mi chiedevo se la stessa critica può essere mossa ai popoli africani, per esempio. Non le sembra un po’ superficiale dare dell’ignorante a popoli fondamentalmente repressi e terrorizzati da un manipolo di dittatori internazionali senza scrupoli e senza volto e con legami di sangue e discendenze secolari e che mezzi in grado di offuscare la mente di un uomo fin dalla piu precoce età?

  • amensa

    da quando il potere (nel sensop di coloro che detengono il poterfe, e quindi anche di informare) ha trovato il modo di distribuire un pò di proprietà a tutti (o quasi) facendola pagare a caro prezzo, sovente svalutandola pure, e questo per rendere sempre più lungo nel tempo il raggiungimento della famosa carota, la maggior parte delle persone ha perso completamente quel po di coscienza di classe che si era riusciti , fino a quel punto, ad inculcare nelle loro menti.
    ci penserà la crisi prossima ventura (non è affatto vero che questa si è già conclusa, non è conclusa nemmeno la prima parte!) a far capire, spero una volta per tutte, come funziona il “sistema”.
    è per quel momento che servirà avere le idee ben chiare (la rivoluzione di ottobre è stata iniziata da meno di 10 persone) e che sappiano dire le cose in modo da apparire IMMEDIATAMENTE vvere a chi le ascolti, e che quindi facciano leva su quel poco di verità che tutti, se non sanno, almeno ritengano possibile.
    se in tempi di relativa agiatezza, coloro che”non hanno voglia di pensare” seguono coloro che promettono ciò che essi vogliono sentirsi promettere, facendo finta di crederci, quando in ballo c’è la pagnotta quotidiana, non si seguono più le favole, anche se belle e che fanno sognare.
    allora fu una guerra, domani sarà l’acuirsi della crisi, ma chi sa, si prepari che i tempi sono quasi maturi.

  • tersite

    ..e CON mezzi

  • cesare52

    @sickboy. L’unica cosa decente qui l’ha scritta lei. Ed è sintetica ed efficace. Più che un commento pare il post stesso. A me il kilometrico articolo mi ha suscitato irritazione per il lungo spazio sprecato e per l’autocompiacimento assolutamente fuori luogo del redattore. Ed anche che citando i fiduciosi e gli sfiduciati ha dimenticato “alti” e “bassi”, “magri” e “grassi” etc etc. A Roma parlando dell’autore di una barba autocompiacente simile si direbbe: “Ah a questo ie sta a scurreggia il cervello”. Per carità.

  • egoland

    Come dice l’autore stesso, bisogna anche abituarsi a riconoscere le informazioni corrette all’interno di un insieme di dati veri e falsi. Allo stesso modo, non possiamo buttare al macero tutto l’articolo solo per un po’ di pubblicitá qui e lá. Si puó filtrare. E per finire, se l’autore vive di questo, meglio per lui e per noi: avrá piú tempo per fare una sana informazione.

  • nicus

    ciò che intendevo con il mio commento precedente è: non credo che l’autore dell’articolo avesse intenzione di offrirci un’analisi, quanto piuttosto di farsi pubblicità.
    questo, a mio modo di vedere, rende ben poco “sana” l’informazione che ne deriva.

  • Hassan

    Il solitamente brillante Uriel è lo stesso che scrisse che non c’è alcun motivo per cui Beppe Grillo conosca chi monta un palco in una piazza ? E poi non si era dato anche lui al “complottismo” parlando della rivoluzione colorata del No-B-Day ? LOL

  • Hassan

    Perchè scrivere un articolo così lungo solo per farsi un pò di pubblicità ? Gli sarebbe convenuto farlo molto più breve, spremendosi meno le meningi.

  • NerOscuro

    Certo che se lo dice Uriel… Problemino: Uriel non si preoccupa di vedere se ciò che sostiene Quaglia sia supportato o no; Uriel sa cosa sia la realtà e dall’alto della pila di realtà che lo supporta può dire che quelle di Quaglia sono cazzate “complottiste”.
    Per esempio, se vado dietro il palcoscenico e becco il regista, ottengo molte più informazioni che a vedere lo spettacolo: non mi lambicco ad interpretare gli eventi, chiedo direttamente a chi li ha pianificati perché sono così. Ecco, l’allegoria del palcoscenico è uno dei tanti passi falsi che Uriel dissemina nella sua retorica mainstream inscatolata in pseudo originalità.
    La realtà è frutto dell’interpretazione esattamente come qualsiasi evento storico o fenomeno fisico e questo richiede che si formulino ipotesi sulla realtà che mettano insieme i fatti senza che questi siano stati manipolati. In altri termini: il lavoro di fantasia non manca né nei complottisti, né in chi accetta la versione ufficiale. Ma quando i fatti stessi sono adulterati (nel caso dell’11 settembre si può parlare di sofisticazione al metanolo) di quale “realtà” si ciancia? Quale sarebbe il palcoscenico dove già tutto si svolge sotto i nostri occhi così chiaramente come sostiene Uriel? Platone avrebbe invitato Uriel ad uscire dalla caverna.

  • NerOscuro

    Infatti, basta leggere ogni post che fa con una qualsiasi delle chiavi di lettura che egli stesso fornisce in altri post per vedere quanto si contraddice (con la scusa sempre pronta: “io scrivo, quel che capite è affar vostro”). Ma anche Uriel ha finalmente il suo pascolo di agnellini adoranti che lo vedono come un profeta.

  • nicus

    ah, non saprei, dovresti chiederlo a lui.
    la butto lì: probabilmente se il suo articolo fosse rientrato nelle 5000 battute, sarebbe stato più complicato infilarci quella cinquantina di link che puntano a domini di sua proprietà e che pubblicizzano il suo libro.

  • albertgast

    Per prima cosa se informarsi su internet è così negativo, non mi spiego cosa ci stia a fare qui e perchè si sia preso la briga di rispondere all’articolo. Secondo, mi chiedo se sia meglio informarsi e discutere, oppure farsi 50 Km in auto, tutti in fila, per andare a comprare in un outlet o se sia meglio sforzarsi di capire e imparare a destreggiarsi fra notizie e bufale, oppure andare in piazza perchè la squadra del cuore vende un giocatore. De gustibus….

  • ario

    BRAVO!

  • amensa

    se l’uriel di cui parli è quello di wolfstep, allora per prima cosa domandagli quanti uriel scivono (io ne ho identificati almeno 2 e saltuariamente anche un terzo, perchè lo stile con cui si scrive, certe allocuzioni ripetute, certe parole, etc.. sono una firma valida quanto la calligrafia), per cui se già si tratta di più di una persona che scrive e ricerca a tempo pieno, direi che già c’è da domandarsi chi li paga, poi chioedigli perchè il suo blog l’ha creato nelle isole cocon. paura che lo si incontrasse per starda ?

  • amensa

    io i link non sono nemmeno andato avederli. l’articolo è un po prolisso, ma scorrevole e supporta bene la tesi sostenuta.
    si può esser d’accordo oppure no, resta un punto di vista.

    ps. normalmente non guardo ne i link ne i riferimenti.
    se una prersona ha qualcosa da dire, non vale di più se l’ha detta anche pinco pallino.
    io sono eventualmente interessato all’idea, se nuova, ed all’esposizione se segue una logica. poi posso condividere o contrastare se le mie esperienze mi portano a deduzioni simili o contrarie, ma qui mi pare che nessuno pretenda di rivelare alcuna verità mistica.

  • sickboy

    Ma vi siete tutti rincretiniti? Mi sembra palese che io non condivida quanto dice Uriel, sembra che manco abbia letto l’articolo.

  • nicus

    io di solito i link li vado a vedere, più che altro per curiosità. in questo caso mi è passata la voglia dopo il terzo click a vuoto (nel senso che il link non centrava nulla con il filo del discorso).
    quanto poi al messaggio finale, si chiede di far circolare nel caso in cui l’articolo ci faccia “capire qualcosa”. al di là di qualche spunto, non mi è rimasto granché, eccezion fatta per il fastidio di cui sopra, quindi non credo proprio che lo farò girare. tutto qui.

  • vic

    E’ notte, fa freddo nella citta’ deserta. Strano, ci sono delle lucine in movimento che illuminano un muro mal illuminato. Shhhh. Shhhhhh. Cosa sara’ mai?

    V: Salve. Cosa state sprayando?
    Aiuto Sprayer: Vogliamo fare degli spray categorici.
    V: Perbacco!
    Sprayer Navigato: (Shhhh Shhhhh).
    AS: Vai dritto con la linea.
    SN: Passami il marrone. Fai luce qui.
    AS (legge): F i d …. S f i d. Non allargarti troppo che poi finisce il muro.
    SN: Blu’, non dormire dammi sto blu’. (Shhhh shhhh)
    AS (legge): F i g … S f i g. Hai ancora un metro. Due categorie max!
    SN: Arancio dai. (Shhhhhhhhh shhhhh).
    V (legge): I l l u s i … D i s i l l
    AS: Te lo dicevo di stringere.
    SN: Zitto che devo concentrarmi sui disegni. Fa luce.
    V: Notte ragazzi. Non fatevi acchiappare, mi raccomando. Brrrr che notte gelida.
    AS & SN: Notte.

    Notte

  • pablobras

    Forse le vostre risposte scaturiscono da una conoscenza che ha attinto dalla falsificazione storica del dopoguerra, dalla demonizzazione ideologica perpetrata nei riguardi della alternativa a capitalismo e comunismo, il fascismo. Se il popolo conoscesse la vera dottrina di Mussolini e Gentile non potrebbe far altro che votarla per acclamazione. Ma i veri poteri ( Banchieri, finanzieri,mafiosi e mega aziende multinazionali) cioè i padroni del mondo e dell’umanità non permettono alla giustizia di trionfare. Come non lo hanno permesso schiacciando il fascismo con la superiorità militare dell’oro contro il sangue con la 2° guerra mondiale. La propaganda è sotto il pieno controllo di forze diaboliche liberiste-lucrative che schiavizzano l’umanità e distruggono la biosfera. Essendo già cominciato il loro piano di depopolamento della terra per salvaguardare la sopravvivenza della razza umana e specialmente per la parte di essa che avrà un futuro tutte le vere cause della crisi sistemica che è appena cominciata derivano dal suddetto proposito.

  • pablobras

    Forse le vostre risposte scaturiscono da una conoscenza che ha attinto dalla falsificazione storica del dopoguerra, dalla demonizzazione ideologica perpetrata nei riguardi della alternativa a capitalismo e comunismo, il fascismo. Se il popolo conoscesse la vera dottrina di Mussolini e Gentile non potrebbe far altro che votarla per acclamazione. Ma i veri poteri ( Banchieri, finanzieri,mafiosi e mega aziende multinazionali) cioè i padroni del mondo e dell’umanità non permettono alla giustizia di trionfare. Come non lo hanno permesso schiacciando il fascismo con la superiorità militare dell’oro contro il sangue con la 2° guerra mondiale. La propaganda è sotto il pieno controllo di forze diaboliche liberiste-lucrative che schiavizzano l’umanità e distruggono la biosfera. Essendo già cominciato il loro piano di depopolamento della terra per salvaguardare la sopravvivenza della razza umana e specialmente per la parte di essa che avrà un futuro tutte le vere cause della crisi sistemica che è appena cominciata derivano dal suddetto proposito.

  • pablobras

    Forse le vostre risposte scaturiscono da una conoscenza che ha attinto dalla falsificazione storica del dopoguerra, dalla demonizzazione ideologica perpetrata nei riguardi della alternativa a capitalismo e comunismo, il fascismo. Se il popolo conoscesse la vera dottrina di Mussolini e Gentile non potrebbe far altro che votarla per acclamazione. Ma i veri poteri ( Banchieri, finanzieri,mafiosi e mega aziende multinazionali) cioè i padroni del mondo e dell’umanità non permettono alla giustizia di trionfare. Come non lo hanno permesso schiacciando il fascismo con la superiorità militare dell’oro contro il sangue con la 2° guerra mondiale. La propaganda è sotto il pieno controllo di forze diaboliche liberiste-lucrative che schiavizzano l’umanità e distruggono la biosfera. Essendo già cominciato il loro piano di depopolamento della terra per salvaguardare la sopravvivenza della razza umana e specialmente per la parte di essa che avrà un futuro tutte le vere cause della crisi sistemica che è appena cominciata derivano dal suddetto proposito.

  • ildieffe

    Una domanda: ma il libro l’avete letto? io l’ho fatto ed è splendido, al di là delle convinzioni di ciascuno di noi

  • anonimomatremendo

    Concordo.E inoltre i “complottisti” dell 11 sett. giá son stati sbufalati da tempo da un certo Paolo Attivissimo,che penso tutti conoscano ma pochi si sono presi la briga di leggersi le sue analisi,sempre supportate da prove e argomentazioni ben solide.

    http://vimeo.com/2452838

  • obender71

    Lo fa per salire nelle pagine di Google, niente di grave dai.

  • ildieffe

    Attivissimo non è credibile, smonta le tesi meno convincenti e ignora quelle più evidenti; inoltre, quando è in difficoltà, si rifugia nei documenti ufficiali della commissione che come anche i bambini sanno non può essere super partes (come si fa ad essere ad un livello superiore dei vertici mondiali?).

    Qui si parla di milioni di persone che non credono alla versione ufficiale, non stiamo discutendo di ufo, rabdomanti, vojager e quant’altro.

    Un giorno salterà fuori la verità

  • anonimomatremendo

    Ma lo hai visto il video?Dici che tutto quel materiale se lo é inventato?Almeno dacci un´occhiata.

  • anonimomatremendo

    Prima di trarre conclusioni arzigogolate,guardate questo video.Offre moltissimo materiale su cui riflettere.Buona visione.

    clicca qui [vimeo.com]

    http://vimeo.com/2452838

  • ildieffe

    Conosco bene i siti “anti-complottisti”, tra cui quello di Attivissimo, con il quale ho avuto anche una breve corrispondenza, anche perchè io amo ascoltare voci contrastanti prima di elaborare una teoria.
    Ho finito di vedere il secondo dei quattro video e sto sentendo solo presunzione, superficialità e luoghi comuni: nessuna prova a suo favore, alla fine del quarto video sarò più preciso..

  • ildieffe

    Correggo la mail precedente: i video sono 17, ne ho visti 4 confermando per ora quando scritto sopra

  • ildieffe

    credo che Attivissimo con questa conferenza si sia tirato un grosso boomerang: 17 filmati da 10 minuti l’uno zeppi di omissioni e lacune. Se non ci fosse stato qualcuno del pubblico a fare da contraddittorio sarebbe stato ancora peggio.
    L’unica mia convinzione che è riuscito a scalfire riguarda la sicurezza del Pentagono, ma rimane il fatto che dopo un’ora dal secondo schianto è impensabile che non si sia attivata una benchè minima forma di difesa.

    Per capire qualcosa in più su quanto successo quel giorno bisognerebbe analizzare anche quanto accaduto prima e dopo l’11 settembre: il succo del discorso non è tanto capire se le torri sono state demolite o se un missile ha colpito il Pentagono, ma il livello di responsabilità dell’amministrazione Americana anche come parte attiva nell’organizzazione dell’attentato