I DUBBI SULLA PERIFERIA DELL’EUROZONA OGGI SI CONCENTRANO SULL’ITALIA

Il rischio dell’Italia: sarà la
prossima?

Insurgente.org

Le sue banche sono crollate alla borsa di Milano (che ha visto la perdita più consistente di tutt’Europa,
con un meno 3,47%), mentre il differenziale di rischio ha segnato il
suo massimo dall’entrata nella zona euro.

Tutto il mercato comincia a domandarsi se i conti italiani non siano in condizione peggiori di quelli spagnoli. Il differenziale di rischio della Spagna supera i 284 punti e quello italiano è di poco inferiore.In questo periodo i titoli di stato
italiani tornano a soffrire e le loro quotazioni sono calate per il
quinto giorno consecutivo, collocando lo spread ai suoi massimi: i dubbi sulla Grecia continuano a condizionare le contrattazioni e oggi il rischio di un contagio riguarda in particolar modo l’Italia.

“Si parla di un possibile default della Grecia e che il contagio

si estenda a Irlanda, Portogallo e Spagna, poi l’Italia è la fermata

successiva”, ha assicurato Charles Diebel, capo stratega dei Lloyds.

“L’’Italia ha una quantità di debito spaventosa”.

Dubbi sull’economia italiana

La situazione economica dell’Italia

non aiuta. Oggi è stato rivelato che la produzione industriale

di maggio è calata dello 0,6% rispetto ad aprile (quando era salita

dell’1,1%) ancor più delle previsioni degli analisti, che speravano

in un calo dello 0,1%.

Ieri il ministro italiano Giulio Tremonti

ha annunciato nuove misure di aggiustamento per un valore di 40 miliardi di euro in quattro anni, anche se la maggior parte delle iniziative
vengono posticipate al 2014, l’ultimo anno della manovra. Ma qui sorgono dei dubbi, visto che si specula che
Tremonti potrebbe abbandonare il governo a seguito del presunto scandalo di corruzione e il suo piano potrebbe non realizzarsi.

Concretamente, la redditività dei titoli a dieci anni è arrivata a toccare il massimo del 5,371%, facendo
salire lo spread (il differenziale rispetto ai titoli corrispondenti tedeschi) dell’Italia fino al record di 247 punti, cosa che non si
presentava dal 1999. La settimana che termina oggi potrebbe essere la
peggiore per le obbligazioni italiane dal maggio 2010, quando venne realizzato il primo salvataggio per la Grecia. La scorsa settimana i titoli di stato italiani rendevano il 4,8%. Inoltre, il differenziale tra le obbligazioni italiane e quelle spagnole è attorno ai 40 punti base, la metà rispetto all’inizio dell’anno.

L’Italia può contrarre la “febbre
spagnola”

In questo senso, il quotidiano statunitense The Wall Street Journal assicura che l’Italia ha il rischio di contrarre “la febbre spagnola”, visto che, a differenza di quello che avveniva all’inizio della crisi, il mercato ritiene che il paese governato da Silvio Berlusconi sarebbe sempre più vicino a essere il prossimo a cadere dopo Grecia, Irlanda e Portogallo. I problemi dei due paesi sono differenti: in Spagna si tratta del passivo e della ristrutturazione del sistema finanziario, con un debito pubblico relativamente basso e una crescita timida.

Anche l’Italia ha un deficit basso, il 4,6%, ma il suo rapporto tra debito pubblico e PIL è del 119%, superato solamente da quello della Grecia ed è cresciuto anche nel periodo del boom economico.

Fino ad ora la performance migliore dei titoli di stato italiani rifletteva una minore preoccupazione del
mercato per i suoi conti, dovuto in parte a una maggiore liquidità: il mercato delle obbligazioni italiane è tre volte maggiore di quello spagnolo.

Il problema, secondo il quotidiano,
è che mentre la Spagna ha preso iniziative decisive per affrontare
la situazione, i problemi dell’Italia si sono fatti sempre più espliciti
. Ha un problema cronico di crescita e ci si aspetta che il suo debito rimanga al di sopra del 100% del PIL ancora per anni. Inoltre, come ricorda il WSJ, il 10% del PIL di quest’anno sarà destinato al pagamento

degli interessi, mentre nel caso della Spagna l’ammontare si colloca

al 6%. Infine, l’Italia deve ancora avere dal mercato circa la

metà dei 222 miliardi di euro che aveva pianificato, mentre la Spagna

ha una necessità di finanziamento pari a 40 miliardi.

La reazione negativa della banca

al test di stress

“Stiamo assistendo a una fuga

verso la qualità e i paesi periferici sono sempre più sotto

pressione, specialmente Spagna e Italia”, ha spiegato a Bloomberg l’analista

del WestLB, Michael Leister.

“L’opinione generale su Portogallo

e Grecia, insieme alle necessità di riforme strutturali significative

e una maggiore austerità in Italia e Spagna, stanno portando alla tempesta

perfetta. I differenziali continuano a salire.” In questo contesto,

la banca italiana è in testa alla classifica delle discese nei mercati

europei.

Questa settimana Unicredit, il maggiore

istituto bancario del paese, ha chiuso con un calo del 7,85%. Gli analisi

assicurano che gli investitori sono stati messi in agitazione dal

documento filtrato sui test di stress, secondo il quale i paesi dovranno ricapitalizzare

le banche che interrompono questo esame.

Inoltre, oggi destano preoccupazione

gli ultimi dati della Bank of America, che ritiene che non queste

banche riusciranno ad affrancarsi dai problemi del debito sovrano e

di quelli posti da UBS, che a sua volta pensa che il settore bancario

italiano avrà la peggiore performance in Europa e che per questo

preferisce indirizzarsi verso banche più grandi.

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Fonte: http://insurgente.org/index.php?option=com_content&view=article&id=7879:riesgo-sobre-italia-isera-el-proximo&catid=100:europa&Itemid=531

09.07.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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Tao
Tao
9 Luglio 2011 , 10:38 10:38

L’attacco di cui parlavamo nell’articolo di ieri è partito in grande stile e il fatto che ieri Silvio Berlusconi abbia parlato di «fango e poteri forti» contro di lui, non deve apparire una difesa d’ufficio o, peggio, uno scaricabarile rispetto a quanto non fatto dalla maggioranza: in parte, al netto degli errori commessi (tanti), è la verità. Siamo alla vigilia di un nuovo 1992, che questo piaccia o meno. Ieri il differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund tedeschi è volato al nuovo massimo storico a 224 punti base, spingendo il rendimento del Btp a 10 anni al 5,185. Già mercoledì il tasso aveva superato la soglia psicologica del 5% per la prima volta dal 2008, subendo la pressione del rischio contagio della crisi del debito sovrano, amplificata dal downgrade del Portogallo deciso da Moody’s tre giorni fa. In tensione anche i titoli di Stato della Spagna per l’asta da 2-3 miliardi di euro in programma ieri: il tasso del decennale è salito di 6 punti base al 5,66% e lo spread con il bund si è ampliato a 271,6 punti. E tanto per non farci mancare nulla, nuovi massimi anche per il rischio debito di Portogallo e Irlanda:… Leggi tutto »

amensa
amensa
9 Luglio 2011 , 11:43 11:43

ottimo articolo, soprattutto perchè mette in evidenza la manovra politica in atto da parte delle società di rating.
nessuno domanda loro perchè non si sono fatte vive quando nel 2008 gli stati si sono indebitati ulteriormente per salvare le banche….. dormivano ? o peggio erano conniventi.
ora, il dato essenziale è che se per finanziare un debito gli interessi su di esso debbono compensare un CDS ch eli protegga, potremmo tranquillamente dire che tutti gli stati occidentali compresa Francia e Germania, non hanno più alcuna POSSIBILITà DI RIMBORSARE I LORO DEBITI.

allora a che serve imporre manovre “lacrime e sangue” alla popolazioni ?
soprattutto non fare distinzioni, anzi farle benissimo ma in senso inverso, su chi può pagare ulteriormente e chi no, senza ridursi in schiavitù.
uno stato DEVE fare bilanci in pareggio o attivo.

come uno stato ne facesse uno in deficit, andrebbe colpito…. subito non dopo 20 o 30 anni di bilanci in rosso, che hanno consentito alla finanza di specularci sopra alla grande.

togliere di mezzo gli usurai, non serve a nulla finchè ci sarà chi spende più di quanto incassa…..

sempre nuovi usurai nasceranno, è la legge del mercato, ch enessuno è mai riuscito a fermare.

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Luglio 2011 , 17:57 17:57

Questa lotta tra dollaro ed euro a chi affoga per ultimo appare sempre più disperata, con mosse scorrette pur di tenersi a galla e respirare ancora una boccata d’aria. Ma è tutto inutile. Obama lancia un appello all’unità perchè “non possiamo permetterci il default” … “sarebbe il primo della nostra storia”. La vedo brutta, spero solo che la pausa estiva calmi gli animi, almeno fino ai primi bilanci autunnali. Del resto gli schemi di Ponzi non finiscono mai bene, e questo è la madre di tutti gli schemi di Ponzi, con un botto finale avviato da un trentennio, ormai conclamato da almeno tre anni, senza più cartucce da pochi giorni. Prima o poi deve pur succedere. E nessuno sa ancora in che modo ne usciremo, probabilmente senza alcun controllo possibile, neppure dei grandi burattinai, e questa è l’unica nota positiva. Eppure se si legge una rivista di automobili sembra tutto normale. Ma ….

evita10
evita10
10 Luglio 2011 , 1:22 1:22

La legge NON è rispettata. E’ una Famiglia.
http://www.youtube.com/watch?v=PHUE0dxTF_E

consulfin
consulfin
10 Luglio 2011 , 6:49 6:49

Ragazzi, ma chi è quell’uomo in foto?

alvise
alvise
10 Luglio 2011 , 16:17 16:17

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