I compromessi delle vittorie

Come la coalizione della sinistra francese ha impedito la vittoria di Rassemblement National.

Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org

Abbiamo un sistema dominante, ormai decisamente globale, che nei fatti non è più liberale.

Io me lo rappresento così: come una piramide, al cui vertice vi è una oligarchia finanziaria, che al suo interno comprende anche le poche decine di aziende del digitale, del farmaco, o quelle che controllano l’alimentazione umana e la produzione agricola. Questo è il vertice. Subito sotto, vi sono gli Stati, distinti i due gruppi: quelli che si definiscono “liberali”, che stanno vivendo una lenta erosione di tutti i diritti civili e un progressivo svuotamento delle istituzioni democratiche; e quelli populisti e nazionalisti, come per esempio l’Ungheria o la Russia, dove governano figure carismatiche, con l’appoggio quasi totale della popolazione. Ma entrambi i tipi di Stato, di fatto, condividono un’identica struttura economica: hanno obiettivi identici. Poi, c’è la propaganda e l’intero sistema dei partiti e dell’organizzazione del consenso, che mastica e rimastica ancora tutte le categorie del pensiero politico novecentesco; tuttavia, non allo scopo di criticare il sistema vigente, ma per fomentare un endemico conflitto sociale interno, creando schieramenti e fazioni, convincendole che vi siano ancora rappresentati, in politica, di una sinistra e di una destra. Infine, c’è il popolo, frammentato e confuso, circondato dalle nebbie postideologiche.

La recente vittoria  del Nuovo Fronte Nazionale in Francia conferma questo schema. Il Nuovo Fronte Nazionale è una coalizione dei partiti di sinistra, un’alleanza nata velocemente nel giugno del 2024, allo scopo di scongiurare la probabile vittoria dell’estrema destra di Rassemblement National dopo le dimissioni di Macron.

Il Fronte si propone degli obiettivi veramente rivoluzionari, soprattutto nel contesto neoliberista europeo. Obiettivi in linea con le idee naturali della sinistra. Tra gli altri, una forte progressività fiscale; il blocco dei prezzi sui beni di prima necessità; l’abrogazione della riforma pensionistica di Macron; l’aumento del salario minimo; l’ampliamento e il rafforzamento del settore pubblico. Tutti obiettivi che finalmente dovrebbero far risorgere lo spirito di un’autentica sinistra.

Tuttavia, all’interno dei partiti del Fronte resta irrisolta la questione decisiva della guerra in Ucraina, la questione più importante al momento per l’Europa e per la NATO. Ovvero, in realtà è stata risolta: ovviamente, con il consenso dell’invio delle armi francesi all’Ucraina. Ci si è accordati attraverso un difficile compromesso tra il pacifista Mélenchon, dell’LFI, e Glucksmann, che appoggia invece il conflitto. La posizione è questa: raggiungere una pace giusta con la Russia…ma continuando a sostenere l’Ucraina. Come dire: sì alla pace…forse! In un futuro lontano!

E sulla Palestina? Si promette lo sforzo per ottenere un cessate il fuoco a Gaza, con il riconoscimento dello Stato della Palestina. Non sappiamo però quanto possa contare la richiesta della Francia di uno stato palestinese, visto che neanche i mandati di arresto e le condanne di Netanyahu per crimini contro l’umanità hanno cambiato le cose. Tuttavia, bisogna dirlo, il fatto di sostenere una posizione di questo tipo, da parte di un governo europeo, è di per sé un fatto straordinario.

Tornando al nostro schema, le elezioni, negli Stati liberali, si vincono grazie all’appoggio della propaganda, pagata e orientata dall’oligarchia economica globale. La vittoria del Nuovo Fronte Nazionale sembrerebbe volerci dire che questa oligarchia sia disposta a consentite alla Francia un probabile riformismo sociale, e una certa libertà di espressione sulla pulizia etnica in atto nella striscia di Gaza. Tutte cose che si possono benissimo concedere, in fase di campagna elettorale. Ma, si badi bene,  a patto di non rifiutare l’appoggio alla guerra in Ucraina. Su questo punto, non si transige.

Il Rassemblement National, l’estrema destra francese, si era mostrata infatti contraria all’invio delle armi e aveva mostrato atteggiamenti filorussi. Sulla sua sconfitta, può aver pesato questa posizione?

Oggi si festeggia la vittoria contro la deriva autoritaria, contro il pericolo della destra francese, che avrebbe potuto infettare l’intera Europa. Al popolo è dato il suo momento di festa e di fede.

Il popolo, la base della piramide. Esso oscilla tra apatia e scatti di fanatismo, quando crede che attualmente nella politica vi siano reali alternative, e scambia il proprio compagno di sventura per un feroce nemico, un male intollerabile da estirpare. E così, si festeggiano la vittoria e il trionfo della libertà.

Oggi ai partiti di sinistra viene affidato il ruolo di coltivare ancora nel popolo questa illusione: la libertà!

Questa è il personaggio che le danno da interpretare. Dipende dal fatto che le idee sono morte per sempre? Non credo: le idee politiche, nonostante tutto, non sono affatto morte, e sono oggi più che mai necessarie per leggere il presente e definirlo. E’ soltanto perché oggi gli intellettuali non hanno più la libertà di usarle che si ritiene siano morte.

Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org

08.07.2024

Stefano Vespo. Poeta e scrittore. Laureato in Filosofia, attualmente insegna lettere al Liceo di Nicosia. Sposato, vive a Sperlinga. Scrive su temi di politica e società su ComeDonChisciotte.

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