Home / ComeDonChisciotte / I CINQUE ‘STATI NUCLEARI NON DICHIARATI’

I CINQUE ‘STATI NUCLEARI NON DICHIARATI’

DEL PROF. MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research

Turchia, Germania, Belgio, Olanda e Italia sono Potenze Nucleari?

Secondo una recente relazione, l’ex Segretario Generale della NATO George Robertson ha confermato che la Turchia possiede da 40 a 90 armi nucleari “Made in USA” nella base militare di Incirlik. (en.trend.az/)

Significa che la Turchia è una potenza nucleare?

“Lungi dal rendere l’Europa un posto più sicuro e dal creare un’Europa meno dipendente dal nucleare, [la strategia] potrebbe tranquillamente avere come risultato quello di introdurre più armi nucleari nel continente europeo, frustrando così alcuni dei tentativi che si stanno compiendo per ottenere un disarmo nucleare multilaterale” (citazione dall’ex Segretario Generale della NATO George Robertson su “Global Security” del 10 febbraio 2010).

“L’Italia è in grado di sferrare un attacco termonucleare?…

Sarebbero in grado Belgio e Olanda di sganciare bombe a idrogeno sul bersaglio nemico?…Le forze aeree tedesche non potrebbero forse essere istruite per gettare bombe 13 volte più potenti rispetto a quella che ha distrutto Hiroshima?

Le bombe nucleari vengono conservate in basi aeree dislocate in Italia, Belgio, Germania e Olanda – e gli aerei di ciascuno di questi paesi sono in grado di trasportarle” (“Cosa Fare in merito alle Testate Nucleari Segrete dell’Europa”[1], Times Magazine, 2 dicembre 2010)

Gli Stati Nucleari “Ufficiali”

Cinque Paesi, ovvero America, Inghilterra, Francia, Cina e Russia, sono considerati “stati nucleari” (NWS), “uno status riconosciuto a livello internazionale e attribuito dal Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP)”. Altri tre Paesi “non-TNP” (ovvero non firmatari del TNP) cioè India, Pakistan e Corea del Nord, hanno ammesso di possedere armi nucleari.

Israele: “Stato Nucleare Non Dichiarato”

Israele è definito come “stato nucleare non dichiarato”. Produce e dispiega testate nucleari puntate contro bersagli militari e civili nel Medio Oriente, Teheran compresa.

Iran

Giravano diverse voci, supportate da prove poco consistenti, sul fatto che l’Iran potesse in futuro diventare uno stato nucleare.
Di conseguenza, un attacco nucleare preventivo a scopo difensivo sull’Iran finalizzato a distruggere il suo programma di armi nucleari inesistenti potrebbe davvero essere preso in considerazione “per rendere il mondo un posto più sicuro”. I principali mezzi di comunicazione abbondano di opinioni improvvisate sulla minaccia nucleare iraniana.

E allora anche i cinque “stati nucleari non dichiarati” europei, ovvero Belgio, Germania, Turchia, Olanda e Italia possono rappresentare una minaccia?

Belgio, Germania, Olanda, Italia e Turchia: “Stati Nucleari Non Dichiarati”

Se la capacità in termini di armi nucleari dell’Iran non è confermata, quella di questi cinque stati, comprese le procedure di distribuzione, sono ufficialmente risapute.

Gli Stati Uniti hanno fornito circa 480 bombe termonucleari B61 a cinque cosiddetti “stati non nucleari”, compresi Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia. Casualmente ignorata dal Comitato di Supervisione Tecnica delle Nazioni Unite, con sede a Vienna (IAEA), l’America ha contribuito attivamente alla proliferazione delle armi nucleari nell’Europa occidentale.

Come parte di questa riserva europea la Turchia, che è inserita assieme a Israele nella coalizione capitanata dall’America contro l’Iran, possiede circa 90 bombe termonucleari B61 bunker buster [2], conservate presso la base aerea nucleare di Incirlik (National Resources Defense Council, Nuclear Weapons in Europe , Febbraio 2005)

Secondo la definizione ufficialmente riconosciuta, queste cinque nazioni sono “stati nucleari non dichiarati”.

La riserva e l’uso dei missili tattici B61 in questi cinque “stati non nucleari” sono concepiti per bersagli localizzati in Medio Oriente. Inoltre, secondo i “piani d’attacco della NATO”, queste bombe termonucleari B61 bunker buster (conservate dagli “stati non nucleari”) potrebbero essere lanciate “contro bersagli che si trovano in Russia o in paesi del Medio Oriente, come Siria o Iran” (tratto da National Resources Defense Council, Nuclear Weapons in Europe, febbraio 2005)

Forse questo significa che l’Iran o la Russia, che sono dei bersagli potenziali di un attacco nucleare da parte dei cosiddetti stati non nucleari, dovrebbero prendere in considerazione una tattica difensiva fatta di attacchi nucleari preventivi contro la Germania, l’Italia, il Belgio, l’Olanda e la Turchia? La risposta è ovviamente no.

Mentre questi ‘stati nucleari non dichiarati’ accusano senza troppi problemi Teheran di progettare armi nucleari, senza alcuna prova documentale, essi stessi sono nelle condizioni di poter sganciare testate nucleari che hanno come bersaglio l’Iran. Dire che questo è un chiaro esempio di “doppio standard” da parte dell’IAEA e della “comunità internazionale” è sarcastico.

Le riserve di armi sono composte da bombe termonucleari B61. Tutte le armi sono bombe di gravità del tipo B61 –3, -4 e –10.

Queste valutazioni si basano su affermazioni private e pubbliche rese da una serie di fonti governative e su ipotesi riguardanti la capacità di stoccaggio di armi nucleari di ciascuna base. (National Resources Defense Council, Nuclear Weapons in Europe, Febbraio 2005)

Germania: Produttore di Armi Nucleari

Dei cinque ‘stati nucleari non dichiarati’ la “Germania è il paese più fortemente nuclearizzato, con tre basi nucleari (due delle quali pienamente operative) e una capacità di stoccaggio di almeno 150 [bombe B61 bunker buster]” (Ibid.). Secondo i “piani d’attacco della NATO” sopra citati, queste armi nucleari tattiche hanno anch’esse come bersaglio il Medio Oriente.

Se la Germania non è ufficialmente catalogata come potenza nucleare, d’altro canto essa produce testate nucleari per la marina francese. Conserva testate nucleari (prodotte in America) e ha la capacità di sganciare armi nucleari. Inoltre, la ‘European Aeronautic Defense and Space Company – EADS’, una joint venture franco-tedesco-spagnola, controllata dalla Deutsche Aerospace e dal potente Gruppo Daimler, è la seconda produttrice di materiale militare in Europa, fornendo i missili nucleari M51 alla Francia.

La Germania importa e distribuisce armi nucleari dagli Stati Uniti. Produce inoltre delle testate nucleari che vengono esportate in Francia. Tuttavia, è classificata come stato non nucleare.

Articoli Correlati: Rick Rozoff, NATO’s Secret Transatlantic Bond: Nuclear Weapons In Europe, Global Research, 4 dicembre 2009.

NOTE

[1] Titolo originale “What to Do About Europe’s Secret Nukes”, NdT.

[2] Per dettagli, si rimanda a http://it.wikipedia.org/wiki/Robust_Nuclear_Earth_Penetrator (NdT)

Titolo originale: “Europe’s Five “Undeclared Nuclear Weapons States”
Are Turkey, Germany, Belgium, The Netherlands and Italy Nuclear Powers?

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
12.02.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

Pubblicato da Das schloss

  • Cornelia

    Si, vabbè. Siamo una Potenza Nucleare. E la prossima volta che i Francesi ci pigliano per il culo, schiacciamo il bottone e radiamo al suolo Parigi.

    Avere le bombe sottoterra non significa avere la possibilità di gestirle: sono bombe altrui, e sono loro che decidono. Noi gli abbiamo (coglionamente) solo affittato la cantina.

  • AlbaKan
    • “E’ lo sporco segreto dell’ Europa la lista dei paesi con capacità nucleare va oltre quelli che- Gran Bretagna e Francia- hanno costruito le proprie armi. Ci sono bombe nucleari nelle basi delle forze aeree italiane, belga, tedesche e olandesi- e ci sono aerei capaci di lanciarle”. Eben Harrell 
    • “Gli Stati Uniti detengono circa 350 bombe termonucleari in sei paesi della NATO Ci sono tre varianti della B61, “fino a 10 (o 13) volte più potenti della bomba lanciata su Hiroshima” – B61-3s, B61-4s e B61-10s- che si trovano in otto basi degli Stati dell’ Alleanza.

    Cosa fare riguardo le bombe nucleari segrete in Europa [www.time.com]”?

    •  “nell’ambito di un accordo della NATO durante la Guerra Fredda, le bombe, che sono teoricamente di proprietà degli USA, possono essere trasferite al controllo aereo militare della nazione ospitante in tempi di conflitto. Vent’anni dopo la caduta del muro, i piloti olandesi, belga, italiani e tedeschi continuano ad essere pronti per partecipare ad una guerra nucleare…

      Rick Rozoff [www.vocidallastrada.com]

  • AlbaKan

    E se potessimo gestirle cosa cambierebbe? Abbiamo un presidente europeo del Bildenberg, abbiamo in vigore il trattato di lisbona con la sua bella “clausola di solidarietà” e nel 2015 avremo anche il mercato transatlantico…che sarà non solo di carattere “economico” come farebbe pensare il titolo, ma anche giuridico…

  • Guinness82

    http://www.eurasia-rivista.org/3328/in-cinque-chiedono-il-ritiro-delle-armi-atomiche-usa-dal-proprio-territorio

    In cinque chiedono il ritiro delle armi atomiche USA dal proprio territorio
    NATO :::: Matteo Pistilli :::: Eurasia rivista di studi geopolitici

    Cinque Stati aderenti all’Organizzazione del Patto Nord Atlantico (NATO) ossia Belgio, Lussemburgo, Germania, Olanda e Norvegia hanno in questi giorni presentato una richiesta alla Casa Bianca affinché ritiri le numerose armi nucleari presenti sul proprio territorio.

    La questione è di grande importanza per vari motivi, il primo dei quali ci interessa direttamente in quanto italiani: secondo uno studio di Hans Kristensen, uno specialista del Natural Resources Defense Council di Washington (NRDC), autore di un rapporto sulle armi atomiche in Europa (LINK: http://www.nrdc.org/nuclear/euro/euro.pdf ), il nostro paese ospita 90 armi nucleari ripartite fra Ghedi in provincia di Brescia ed Aviano. La cosa interessante è che di queste armi presenti in due delle 116 basi Usa/Nato presenti sul nostro territorio, non si è mai parlato adeguatamente e le sole notizie vengono non certo da ambienti politici bensì da quelli scientifici. Infatti siamo dovuti venire a conoscenza da un altro scienziato, William Arkin, esperto dell’associazione degli scienziati nucleari, il nome in codice, “Stone Ax”, di uno dei patti segreti, che hanno regolato sin dal 1943 e regolano ancora oggi i rapporti militari fra l’Italia e gli Usa. Nella sistemazione internazionale dopo la seconda guerra mondiale, con la conquistata egemonia sull’Europa occidentale di Washington infatti, il governo americano fece firmare alle potenze sconfitte alcuni accordi che non sono ancora stati divulgati e resi pubblici, per via delle misure dure e probabilmente inaccettabili per la sovranità del popolo italiano; la stessa cosa successe in Giappone dove proprio in questi mesi si attendono i risultati di un’inchiesta governativa (LINK: http://www.eurasia-rivista.org/3072/giappone-desecretati-i-patti-clandestini-imposti-dagli-usa ), che dovrebbe finalmente rendere pubblici gli accordi segreti.

    Alla luce dell’adesione dell’Italia al Trattato di non proliferazione nucleare e alla luce della legge italiana che vieta l’utilizzo di armamenti nucleari è evidente come la presenza di diversi tipi di bombe atomiche sul territorio del “bel paese”, fra cui le B61-3 dieci volte più potenti di quella sganciata dagli Usa su Hiroshima, sia una questione scottante che inspiegabilmente non viene affrontata dalla politica italiana. Inoltre bisognerebbe chiedersi sull’eticità di patti segreti che da decine di anni governano la questione a spregio della volontà democratica e sull’opportunità di avere armi atomiche sul proprio suolo controllate da una potenza straniera, quale sono gli Stati Uniti d’America.

    Sembra quindi importante la richiesta dei cinque Paesi Nato, dai quali l’Italia potrebbe prendere esempio, letta da alcuni analisti come un’apertura di questi nei confronti della Russia, con la quale proprio in questi mesi gli Usa continuano a negoziare la non proliferazione nucleare. Ma l’importanza geopolitica della questione esula la sola presenza delle armi nucleari (che a quanto pare sono 480 fra Italia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Turchia) e pone al centro dell’attenzione la massiccia presenza di contingenti e armi Usa piazzati nel continente europeo al tempo della guerra fredda per fronteggiare l’Unione Sovietica ed oggi ancora presenti. Infatti se pure le armi nucleari oggi meno efficienti per motivi di sicurezza potrebbero essere allontanate, continuerebbe a persistere il problema delle armi convenzionali. La pubblicazione dei patti segreti potrebbe spiegare molte cose e potrebbe essere una misura di democrazia per ripensare il ruolo dell’Europa nel futuro degli assetti geopolitici mondiali. Seppur minima, la richiesta avanzata dai cinque capeggiati dal Belgio insieme alle inchieste sugli accordi segreti in Giappone, potrebbero collocarsi in una nuova fase protesa verso un multipolarismo geopolitico capace di ridisegnare gli equilibri in Eurasia e nel mondo.

  • Guinness82
  • fernet

    Secondo me raccontano delle gran balle. Cosa se ne fanno di migliaia di bombe atomiche quando gliene basterebbero dieci?

  • maumau1

    Questo articolo ha del ridicolo…
    appunto le bombe non sono europee ossia gestite dai popoli europei
    ma dalla Nato e quindi un ente sovranazionale gestito dalla elite militariste e finanziarie bancarie che hanno sede in Europa ed USA(che posseggono le azioni di FED e BCE) che noi notoriamente ma erroneamente individuiamo con gli USA,mentre sarebbe più corretto ad esempio individuarli con gruppi internazionali come il Bildeberg e gruppi sionisti.

    Di conseguenza le bombe vengono stipate negli stati europei ma le guerre poi non vengono decise dai popoli ma da queste elite ..
    ovvio quindi che qualora ci fosse un conflitto come presto ci sarà tra UE-USA contro Cina-Russia l’Europa tutta (che le elite vogliono evitare si possa alleare con la russia perchè questo porterebbe benessere ai popoli ma non alle elite che hanno interessi diversi) sarebbe terreno di battaglia..
    nel senso che Cina e Russia punterebbero in Europa ancor prima che USA
    i loro missili atomici visto che sono più vicini..
    E quindi saremmo target di ritorisione di eventuali attacchi di ogni tipo dovessero partire dall’Europa.
    Quindi se qualcuno volesse distruggere uno dei simboli della cristianità,ossia i popoli d’europa,farebbe proprio questo stiperebbe di armi atomiche l’europa..togliendo però all’europa dei popoli la possibilità di gestirle e decidere le guerre come di fatto è col trattato di Lisbona(fra 2 anni per prendere decisioni in UE come la guerra basterà il 55% dei voti e con l’europa a 25 appositamente allargata basterà corrompere uno dei tanti stati fantoccio per decidere che l’europa vera,entri in guerra!)

    Non per nulla Germania ,Francia Olanda e Belgio stanno chiedendo alla Nato di portare vie le atomiche Nato dai loro paesi(cosa che ha già ottenuto la Grecia e subito dopo è stata bombardata ,finanziariamente ecco perchè paesi come l’Italia sull’orlo del traccolo quindi facilmente attaccabile da speculazioni,non si permettono di alzare la voce.. infatti è stata Goldmann sachs ed altri fondi a scommettere sul fallimento della Grecia,vendendo i cds,la stessa che prima aveva aiutato la Grecia prestandogli i soldi..e Goldmann sach è uno dei principali azionisti delle FED ossia la banca centrale USA che comanda il governo e decide le guerre e che è fondamentalmente sionista ,lo sono i suoi azionisti principali!).Germania Francia Olanda e Belgio hanno spalle più larghe e meno debiti
    ma siamo sicuri che tutta questa pressione sull’euro che poi è pressione soprattutt su Francia e Germania non sia un’arma di ricatto per evitare che costoro estromettano di fatto la Nato dall’Europa?
    D’altronde togliendo le atomiche si scardina tutto il potere politico e ricattatorio della Nato..
    E siccome questi paesi hanno capito che gli USA si apprestano a portare in guerra l’UE quanto meno vogliono che le atomiche siano tolte in modo da non diventare bersaglio di ritorsione delle scelte scellerate degli USA.

    Ovviamente in questi paesi ci sono lotte intestine tra i rappresentanti politici delle elite che hanno favorito il trattato di Lisbona e la Nato e i rappresentanti più popolari e nazionalisti che cmq non vogliono diventare un bersaglio ad uso e consumo di elite sovranazionali.
    Chi vincerà?
    D’altronde la Merkel ha costituito proprio un baluardo contro chi voleva in germania l’uscita diretta dalla Nato mentre oggi è ridotto solo a chiedere dopo accordi con la Merkel di togliere le atomiche..

    ma finchè ci saranno pressioni cosi’ forti sull’euro tutti queste richieste passeranno in secondo piano..

  • maumau1

    Infine fa capire come le elite non vogliono una germania potente militarmente il fatto che la stessa Germania produca armi atomiche per la Francia ma non per se stessa,infatti per se usa quelle della nato che quindi non comanda.
    Il che avrebbe del comico se non fosse tragico..
    E ricorda che Germania,Italia e Giappone hanno perso la guerra e quindi non possono dotarsi di atomiche proprie(e quindi essere indipedenti come dice Netanyahu e non vassallo!) mentre la Francia che l’ha vinta,può farlo!!
    E siamo al paradosso che la Germania le fornisce alla Francia ma non può per se stessa.
    E la Merkel di origine sionista e controllata dagli USA o meglio dalle elite internazionali,permette senza fare una piega che il gioco vada avanti..
    ora chiedono che tolgano le atomiche Nato,non avverrà o se avverrà a caro costo come la grecia di un bombardamento finanziario senza precedenti..

    infine nell’articolo si glissa su Israele….

    ciao

  • Stopgun

    Nel corso degli anni ’50 anche l’Italia partecipò al conflitto nucleare “freddo” ospitando graziosamente nel territorio delle Murge una trentina di missili Jupiter dotati di testata atomica.

    Pochi anni prima (1943-1945) la Puglia, in particolare Foggia, era stata scelta come avamposto per l’attacco sull’Europa Continentale; da vari campi d’aviazione dislocati intorno a quella città decollavano quotidianamente bombardieri Usa con obiettivi particolari: campi petroliferi di Ploesti in Romania, città italiane del Nord, insediamenti industriali della Germania del Sud.

    Nel 1958 i governi di Usa e Italia decisero di posizionare 30 missili Jupiter con testata nucleare H nell’altopiano tra Bari e Taranto, con sede di comando a Gioia del Colle.

    Il progetto, all’oscuro dell’opinione pubblica italiana, venne messo in opera e portato a termine in pochi mesi nella primavera 1961.
    Contemporaneamente, in quegli stessi pochi mesi Hollywood produceva un filmetto che, con il titolo italiano I missili in giardino,” trattava da un punto di vista familiare questo tipo di installazioni militari.

    La realtà comunque è ben altra cosa.
    In quelle installazioni militari si segue il falso concetto della doppia chiave: ovvero il missile non parte se non ci sono le due autorizzazioni da parte dei due governi: Italia ed USA.

    Però la chiave generale del sistema, la terza chiave, è nella sola disponibilità USA; come sono nella sola disponibilità USA le bombe “strategiche,” quelle sui missili balistici.
    Queste pugliesi sono invece classificate come tattiche e pertanto possono essere usate solo con l’assenso del governo italiano e vanno utilizzate con parsimonia all’interno del metodo MAD (Mutual Assured Destruction).

    Più o meno i progettisti della RAND Corporation avevano definito la guerra nucleare in queste fasi:
    First Strike (il primo colpo);
    la Ritorsione (il paese colpito può rispondere usando l’atomica con una risposta “flessibile”);
    la guerra “Fine di Mondo” messa in azione da un insieme di calcolatori collegati in rette.
    Più o meno sono i concetti espressi nel film “Dr. Strangelove,” uscito nelle sale alla fine del 1963.

    Nel 1962 alla conclusione del blocco navale Usa nei confronti di Cuba, Kennedy concordò con Kruscev un accordo semi-segreto: se Kruscev avesse ritirato i missili a Cuba Kennedy avrebbe ritirato i missili in Puglia ed in Turchia. Tra le condizioni dell’accordo c’era quella di non dare molta pubblicità alle concessioni americane e questa clausola venne rispettata.

    Così, nell’aprile 1963 i trenta missili vennero ritirati e riportati oltreoceano.

    Per amanti della statistica, a Gioia del Colle si totalizzavano allora per trenta testate termonucleari (H), ben 50 megatoni, (migliaia di volte più potenti dell’esplosione di Hiroshima).