I CERCHI NEL CIELO DI GAZA

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DI YASMEEN EL KHOUDARY
Target.ps

La gente ha preso a parlare di una nuova guerra. Essi ci dicono che i loro vicini-probabilmente sono troppo schivi per dire che, in effetti non si tratta dei vicini, ma dei loro stessi parenti-hanno cominciato a fare scorta di cibo, vestiti e candele, in preparazione della guerra imminente.
“La gente è profondamente impaurita” ci dicono, usando “gente” invece di “noi”.
Tutti -riferiscono notizie infondate e rumori assordanti -ci dicono che possono udire i tamburi di guerra,voi non potete!?

Bene, per me la guerra è già iniziata, e Israele sta già cantando vittoria, data la precisa conversazione che due di noi stanno avendo.
Circa due settimane fa, io ho visto quello che mi è sembrato essere un pilota israeliano confuso, che volava col suo jet F-16, disegnando cerchi nel cielo.
La gente immediatamente lo ha preso come un segno, una minaccia o un segnale, che la guerra stava per cominciare.
La loro memoria immediatamente è tornata al 2008, ed erano convinti che il 27 Dicembre 2008, un jet israeliano, possibilmente anche lo stesso di adesso, avesse disegnato dei cerchi nel cielo, e che tutto ciò avvenne all’atto d’inizio della guerra.Bene, congratulazioni Israele, per la vittoria della guerra psicologica su Gaza.
No, non ti basta l’onore di essere l’unico potere sul pianeta a porsi come obiettivo l’assedio fisico di un’ intera popolazione, adesso vuoi anche farli ammattire.
Non appena la gente ha cominciato a tirare un sospiro di sollievo, e a riprendersi, a piccoli passi, dalla guerra del 2008, tu cominci a diffondere voci di una nuova guerra.
Quanto sei sciocco, pensi perfino di stare vincendo!

Certo, alcuni, attualmente credono a queste voci, e hanno cominciato ad acquistare beni di prima necessità, in preparazione della guerra “eventuale” e della conseguente carenza di tutti i beni di prima necessità, dal cibo per bambini alle medicine. Ma hai sentito di una sola famiglia che si stia preparando a lasciare Gaza!?
La cosa suona ridicola, no?
Quanto facilmente ogni tranello può diffondersi velocemente in tempo di paura?
Secondo i vostri usi, voi costruite rifugi sicuri e lì vi nascondete, preparate piani di evacuazione di massa per i vostri cittadini e comprate tonnellate di maschere anti-gas, se prevedete il lancio del più piccolo razzo. Nelle nostre abitudini, invece, la gente compra soltanto candele, per illuminare le proprie case e farina, per cuocere il pane, mentre voi radete al suolo le loro città, con le vostre armi spietate.

Non cercano alcun porto sicuro, né viene loro fornita alcuna protezione contro i gas, figuriamoci contro le bombe al fosforo. Loro cercano protezione in Dio, nella loro unità e nel loro amore, così come considerano la guerra un buon momento per le famiglie, o per ciò che ne rimane, per condividere amore e calore.
Sai, Israele, tu mi ricordi la storia dello scienziato e della rana. Tu –lo scienziato in questo caso- ordini alla rana di saltare, e quella ubbidisce. Quindi, tu le tagli gli arti superiori, le ordini di saltare e quella si sforza di farlo. Poi le tagli anche gli arti inferiori e le ordini di saltare, ma quella non può più. Allora tu, annunci orgogliosamente la tua scoperta. Quando una rana è senz’arti, lei diventa sorda e non può più saltare. Già, è la sordità che impedisce alla rana di saltare, non il fatto che tu le abbia amputato tutti e quattro gli arti.

Non è esattamente quanto stai provando a fare ai palestinesi ogni singolo giorno? Tu stai lentamente amputando i nostri arti, da sessant’anni, uno ad uno. Tu, ci stai costringendo ad abituarci ad una vita con un arto amputato, due arti amputati, tre arti amputati e adesso quattro arti amputati, lentamente mentre passano gli anni. Tu conduci i tuoi esperimenti su di noi e mostri al mondo che possiamo ancora saltare. Quando ci avrai tagliato l’ultimo arto, tuttavia, affermerai che noi non possiamo più saltare perché, improvvisamente, siamo diventati sordi.

Fuor di metafora, tutto questo traduce il tuo incolparci della miseria che ogni giorno dà forma alla nostra vita, sottraendo dall’equazione la tua occupazione, le tue guerre, il tuo assedio ed i tuoi atti spietati.

Noi possiamo venir addomesticati ad una vita monca, ma ciò non vuol dire che perdiamo l’abilità di saltare. Noi strisceremo sul suolo per raccogliere il nostro stesso cibo. Tu sarai sempre l’oppressore, anzi lo sciocco oppressore, con le tue false teorie scientifiche, per lo meno in questo caso. Vivere una vita amputata significa che noi continueremo a vivere in ogni modo la vita purché continui nel nostro paese, che a noi, legittimamente, appartiene.
Israele, quando tu tagli i nostri arti, noi perdiamo la capacità di saltare perché tu ci hai tagliato gli arti, non perché noi diventiamo sordi. Tuttavia, noi potremmo diventare realmente sordi alle tue minacce e alle tue illogiche rivendicazioni; perché, francamente, qualunque cosa tu dirai o farai, nulla giungerà a farci anche solo pensare di lasciare il nostro paese.
Alcuni di noi possono vedere i cerchi nel cielo come segni di guerra, altri possono vederli come un recinto di filo spinato che indica che anche il cielo ha dei limiti.
Per la rana, tuttavia, i cerchi nel cielo sono una ragione per mantenere alto lo sguardo verso il sole, indipendentemente dai suoi arti tagliati.

Titolo originale: “The circles in the sky over Gaza”

Fonte: http://target.ps
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08.02.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MANUELA ALLETTO

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