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HO RUBATO 492000 EURO A QUELLI CHE PIU' CI DERUBANO

PER DENUNCIARLI E COSTRUIRE ALTERNATIVE DI SOCIETA’


DI ANONIMO
Polaris

Scrivo in queste pagine per rendere pubblico che ho espropriato 492.000 euro a 39 entità bancarie attraverso 68 operazioni di credito. Se includiamo gli interessi di mora, la cifra attuale del debito è di oltre 500.000 euro che non pagherò.

E’ stata un’azione individuale di insubordinazione alla banca che ho realizzato premeditatamente per denunciare il sistema bancario e per destinare i soldi ad iniziative che avvertano della crisi sistemica che stiamo iniziando a vivere e che cerchino di costruire un’alternativa di società.

Si tratta di una azione aliena da ogni tipo di violencia, che rivendico come una nuova forma di disobbedienza civile, all’altezza dei tempi che corrono. Quando finanziamento al consumo e speculazione sono dominanti nella nostra società, cosa c’è di meglio che rubare a quelli che ci derubano e ripartire i soldi fra i gruppi che denunciano questa situazione e costruiscono alternative?

Lista delle banche coinvolte.
entidades

Come ho potuto ottenere tanti soldi senza proprietà né avalli?

Dopo alcune indagini e prove, nella primavera del 2006, ho iniziato a portare avanti in maniera definitiva questa idea facendo credere, secondo il caso, alle diverse banche, casse di risparmio e istituti finanziari di credito (EFC, le “finanziarie”, in Italia, ndt.) che volevo ristrutturare casa o comprare un’auto. In alcuni casi, anche attraverso una impresa creata con il proposito di poter giustificare determinati investimenti come l’acquisto di materiale audiovisivo per una casa di produzione.

Il vantaggio di chiedere un prestito come impresa è che il debito come impresa, anche una ditta individuale, non appare nella tua storia di debito personale, di modo che puoi andar aumentando il tuo indebitamento indefinitamente senza che il CIRBE (sistema di informazione sui debiti del Banco di Spagna) lo segnali. Esistono altri modi di ingannare il CIRBE che spiegherò a chi voglia realizzare un’azione con una finalità simile alla mia.

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Questi prestiti erano sollecitati senza nessuna garanzia di un’altra persona né di alcuna propietà: semplicemente con la mia firma. Con una professione inventata e una buona busta paga falsa che faceva credere che guadagnassi abbastanza per accedere al finanziamento. Il quid della questione sta nel fatto che le banche non hanno modo di comprovare se una busta paga che presenti loro sia reale o no, sempre che l’impresa e la persona esistano realmente.
Bisognava anche presentare gli estratti conto bancari adeguati, che ottenevo facendo circolare il denaro da conti di imprese a conti personali attraverso trasferimenti di stipendi per simulare entrate personali, che le banche prendevano per buoni. In alcuni casi mi chiedevano il contratto di lavoro, la dichiarazione dei redditi o il certificato di vita lavorativa. Alle mie aziende chiedevano le dichiarazioni dell’IVA trimestrali e, quando già avevano più di un anno, l’imposta per le società.
A tutto questo si può rispondere adeguatamente, e a volte con un’informazione vera. Altrimenti, con una stampante, una fotocopiatrice, fordici e scotch, si posson fare meraviglie!
In alcuni casi, ho dovuto comprare l’auto per la quale avevo chiesto il prestito, e poi mi son dovuto vendere tutto prima di finire di pagare perché non me lo potessero pignorare e così avere più fondi per finanziare le lotte.

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Sorprenderà che abbia ottenuto tutto questo, 492.000 euro senza coperture né garanzie, in un contesto di contrazione del credito. E’ una dimostrazione di come la banca promuova l’indebitamento delle famiglie al di là di qualsiasi controllo e di qualsiasi misura di prevenzione dei rischi e del senso comune.
In nota segnalo un fatto che ci può far comprendere le possibilità e opportunità che ci sono per questo tipo di azioni: le banche e le finanziarie hanno bisogno di concedere crediti, perché è uno dei loro principali modi di ottenere benefici e perché, come già abbiamo spiegato in un altro articolo in precedenza, il sistema finanziario ha bisogno che di volta in volta si firmino sempre più richieste di crediti per poter creare sempre più denaro. E’ una ruota che non si fermerà fino a che non collassi il sistema. Noi altri, invece di aiutare a far sì che la ruota giri, chiedendo crediti per produrre o per consumare, abbiamo l’opportunità e la responsabilità di metterci i bastoni, dentro quella ruota, facendo loro credere che vogliamo dei crediti e che così potranno creare questi soldi grazie a noi. Poi, non restituendo i prestiti, facciamo sparire questi soldi e quelli che erano stati creati dal nulla, con la garanzia che avevamo firmato di restituzione del debito. Questo sistema funziona a partire dalla fiducia e se in modi come questo riusciamo a seminare sfiducia, potremo fermarlo!

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Perché questa azione?

Questa crisi che abbiamo spiegato in articoli precedenti, specialmente nel suo versante energetico, era da prevedere. Tre anni fa venni a conoscenza degli studi sul picco del petrolio e pensai che nel momento in cui si fosse scatenata la crisi sarebbe stato fondamentale essere preparati. Questa potrebbe essere una opportunità per la rivolta sociale, un momento di cui si dovrebbe approfittare. Però se non ci prepariamo, il futuro potrebbe essere ancora peggiore di ciò che viviamo ora, dato che la gestione dell’austerità condotta dai potentati economici e politici potrebbe portarci verso un nuovo fascismo.
Spesso uno degli inconvenienti che incontriamo quando parliamo di trasformazione sociale nel presente è che ci costa identificare i nemici principali. Non a caso fanno di tutto perché sia difficile identificarli. Come abbiamo visto nell’articolo che parlava del sistema finanziario, ci sono meccanismi nascosti e perversi che fanno sì che una minoranza controlli la creazione del denaro e, a partire da ciò, fanno ballare il sistema economico al ritmo che più gli interessa. Smascherare questa minoranza, questo sistema bancario che ci porta al collasso ecologico, mi sembrava fondamentale e fu una motivazione chiara al momento di realizzare questa azione di insubordinazione finanziaria e renderla pubblica.
Un’altra ragione di un certo peso fu la possibilità di rafforzare i movimienti sociali perché si potessero preparare per la crisi, saggiando le alternative che possano convertirsi in esempio di una forma di vita praticabile quando questa crisi scoppi. Trovavo che per questo ci fosse bisogno di più soldi di quelli che possiamo ottenere con altri mezzi, giacché secondo la mia esperienza nei movimienti sociali, uno dei fattori importanti che limitano i progetti innovatori è sempre stato la mancanza di capacità economica per portare avanti progetti strategici da poter iniziare quando lo si creda conveniente e mantenere nel tempo.
Ci sono alternative di società che cominciano a mettersi in moto dalla pratica e senza idee troppo ben prestabilite. Ci sono molti gruppi che, a partire dall’autonomia e l’autogestione, stan cominciando a practicare forme di vita in cui credono, come alternativa al sistema capitalista attuale. Ci sono sforzi chiari e decisi per coordinarsi e organizzarsi unitariamente in rete, per cominciare a mettere in pratica un altro modello di società. Il cammino è iniziato, e ora bisogna mantenerlo e dargli forza.

A chi è andato il denaro?

Una volta pagate commissioni, interessi, notai, imposte e spese varie relazionate con l’azione e che non sono tra i soldi a disposizione per il cambio sociale, sono rimasti circa 360.000 euro che sono stati destinati a diverse azioni e iniziative dirette tanto a coscienziare sulla crisi sistemica (energetica, alimentare, economica…) quanto, specialmente, a far avanzare un ampio movimento sociale che metta in moto altri modi di vivere in società nello stesso tempo in cui si oppone al modello capitalista attuale, con l’obiettivo di sostituirlo.
Non darò dettagli in questo scritto per non dare problemi a progetti che hanno ricevuto questi soldi senza esserne responsabili, però confido che la memoria delle persone con cui ho condiviso il tempo negli ultimi periodi attiverà il passaparola che farà sì che molta gente possa sapere con certezza che la destinazione dei fondi è stata orientata in questo senso.

Un richiamo all’azione

Questa azione vuole essere soprattutto un richiamo perché ciascuno ponga di fronte a sé ciò che può e che vuole fare per cambiare lo stato delle cose entro il possibile o addirittura ciò che potrebbe sembrare impossibile…
Se io ho realizzato questa insubordinazione finanziaria, rischiando la mia libertà per dimostrare che il sistema economico è più vulnerabile di ciò che sembra e per conseguire tutto questo denaro per la costruzione di alternative, forse molte altre persone potranno fare qualcosa di più se credono in loro stesse, se sapranno liberarsi delle false paure dentro le quali veniamo educati premeditatamente all’interno del sistema e pensino risolutamente che solo dalla gente, dal basso, possiamo cambiare lo stato delle cose.
Avendo come esempio lo stile dell’azione che ho compiuto, magari ciascuno, secondo il suo contesto personale e economico, può accorgersi che ci sono cose alla loro portata:
– Voi affittuari, che patite l’aumento dei prezzi (che normalmente segue l’aumento dei prezzi della spesa) potete unirvi per iniziare uno sciopero degli affitti, come quello degli anni 1930 e 31; mi risulta che ci sia gente che ci sta già pensando…
Se state pagando un’ipoteca da pochi anni e vi resta ancora molto tempo da lavorare in un posto che non vi piace, forse potreste smettere di pagare l’ipoteca e occupare casa vostra. Se lo fate da soli forse avrete un problema (benché non più grande di quello che avete già, ma in più potrete riuscire a dedicarvi a ciò che vi piace e che sia coerente con le vostre idee e vocazioni) ma se molta gente si organizza, sarà la banca ad avere problemi…
– Se siete persone impegnate e volete collaborare con i movimenti sociali, ora sapete di avere la possibilità di chiedere alcuni prestiti e non pagarli per finanziare con essi le lotte, mettendo contemporaneamente i bastoni fra le ruote al sistema finanziario. Ci sono modi di farlo senza ricevere per questo nessuna accusa penale, è solo questione di farlo in una scala più piccola della mia e di non renderlo pubblico. In questo posso darvo una mano, ehehe.
– Se già siete sulla strada del dover vivere senza conto bancario perché vi hanno fatto una multa-penale (di queste che abbondano attualmente) che non volete pagare, perché non espropiate un po’ di soldi alla banca prima che arrivi il momento di smettere di avere conti correnti?
– Certo però che con queste diverse opzioni e altre che vi possano venire in mente sarete morosi tutta la vita (o finché resista questo sistema finanziario in crisi…), di modo che sarebbe consigliabile che la pensiate come idea accompagnata da un piano personale per vivire in altro modo, senza conti correnti né proprietà.
– In ogni modo, se non potete o non volete realizzare nessuna delle azioni suddette, ci sono due cose più semplici che ognuno può fare e dovrebbe fare quanto prima: non domandare nessun credito e togliere i soldi dalla banca. Mantenendo prestiti, carte di credito e conti correnti, diventiamo complici di banche che rappresentano il cuore di un sistema capitalista che sta seminando la distruzione nel pianeta, la povertà e con essa la schiavitù delle nostre vite. Togliere il denaro dalla banca è una cosa che qualsiasi persona può fare se semplicemente si organizza un poco per gestire i suoi pagamenti ed entrate in altro modo.

– E se questo richiamo ti giunge tardi perché ci sono debiti che non hai potuto pagare e già appari nelle liste di morosità delle banche… perché non ti metti in contatto con me e creiamo un sindacato di morosi? Ci sono più persone inscritte nelle liste dei morosi che in quelle di disoccupazione… e vivere senza conti corrente è un’arte che varrebbe la pena condividere!

Ciò che farò a partire da ora.

Mentre scrivo questo comunicato pubblico ancora non c’è alcuna accusa penale contro la mia persona, il che prova che ho potuto realizzare l’azione fino alla fine al di fuori di qualsiasi controllo o sospetto della polizia.
In ogni modo, secondo il sistema giudiziario dello stato spagnolo (e senza parlare della sua motivazione etica), a partire da questa confessione mi si dovrebbe accusar di truffa maggiore (che si considera a partire dai 50.000 euro) e di insolvenza punibile (anche denominata sottrazione di beni). Per la prima accusa mi possono chiedere fra 2 e 6 anni, e per la seconda fra 1 e 3 anni. Così ho preferito rivendicare questa azione pubblicamente come disobbedienza civile affinché tutti possano sapere quello che si può fare e per mettere in questione il sistema finanziario stesso invece di nasconderlo come mi raccomanderebbe qualsiasi persona che pensi prima alla mia integrità personale.
Però, dato che la mia posizione è chiaramente di riconoscimento e difesa morale e politica dei fatti e dato che non penso che il sistema giudiziario sia legittimato per giudicarmi (come parte di un sistema politico totalmente antidemocratico, in quanto alle dipendenze degli stessi poteri economici che denuncio con la mia azione), ho deciso di accompagnare questa spiegazione pubblica dei fatti con la mia sparizione fisica. In questo modo eviterò che possibili rappresaglie contro la mia libertà o la mia persona fisica mi impediscano di continuare a difendere e a spiegare questi fatti pubblicamente e resterò attivo nei movimienti sociali catalani a partire dalla partecipazione virtuale pur trovandomi fisicamente in qualche altro luogo del mondo dove possa anche participare alle lotte sociali.
Più in là, mi riservo la possibilità di riapparire fisicamente in territorio catalano, se si dimostra che la società civile catalana è preparata per difendere la libertà di quelle persone che si oppongono pubblicamente ai poteri economici e politici della nostra società.
E se un giorno, per mia volontà o no, io venga giudicato, avviso che l’unico verdetto che accetterò sarà l’assoluzione per la considerazione da parte del tribunale che la mia azione non costituisce reato, a causa della sua motivazione etica e solidale contro gli attori sociali che maggior danno provocano a questa società e a favore del bene comune. A parte questo, non negozierò pene minori per evitare di compiere la pena, né pagherò una cauzione, né una multa, né negozierò il debito. Se lo stato è incapace di uscire dalla pressione dei poteri di fatto, che tutti lo vedano, mantenendo una persona come me in prigione.

A partire da ora potrete conoscere la mia identità e contattarmi attraverso la pagina web http://www.17-s.info dove potrete anche incontrare informazioni più dettagliate.

LA FUSIONE TRA DUE TRADIZIONI ATTIVISTE

Questa azione, pur essendo innovatrice, non viene fuori dal nulla; storicamente, attivisti di diverse tendenze si sono arrischiati per il bene comune, fuori dalla legalità vigente, sia a realizzare azioni contro la banca per finanziare le lotte, sia a realizzare azioni pubbliche di disobbedienza civile per trasformare qualcosa. Nel campo delle espropriazioni bancarie, la tradizione risale al principio del secolo XX, in paesi come Francia e Italia, ed anche nello stato spagnolo, per esempio con lo spettacolare attacco al Banco di Spagna a Gijon da parte del “gruppo dei solidali”, nel 1923. Personaggi mitici della nostra storia come Durruti, Quico Sabaté o Salvador Puig Antich, hanno partecipato ad azioni di questo tipo, che sono sempre pericolose perché si mette in gioco la vita dei partecipanti tanto quanto quella dei lavoratori delle filiali. Altri metodi clandestini, più sicuri per le persone però complicati, sono stati la falsificazione di monete o travel cheques. Per quest’ultima azione contro la Citybank, il mondo venne a conoscienza di Lucio Uturbia, che è ancora vivo e che recentemente ha tenuto varie conferenze in territorio catalano per presentare il documentario biografico: “Lucio, l’anarchico irriducibile”.
La strategia della disobbedienza civile risale al secolo XIX per mano di Henry Thoreau e diventa universalmente conosciuta attraverso figure come quelle di Gandhi e Martin Luther King. Nello stato spagnolo la diobbedienza pacifica non comincia ad essere considerata una possibilità fino a dopo la morte del dittatore Franco, con qualche considerevole eccezione, come fu il caso di Lluis Maria Xirinacs. Dagli anni ’80, alcuni dei movimenti sociali maggiormente considerati, come la diffusa insubordinazione al servizio militare e il movimento delle okkupazioni si basano su questa premessa disobbediente.
Una delle difficoltà del loro incontro si trova nel fatto che partono da situazioni opposte. La prima ha bisogno di clandestinità, la seconda è un’azione pubblica che basa la sua forza nell’appoggio sociale e nella legittimità degli atti. L’azione che ci riguarda oggi le può fondere perché è composta da due parti. La parte dell’azione diretta è stata già condotta a termine e la sua segretezza ha permesso il successo dell’azione. La disobbedienza civile conincia oggi, con la confessione e difesa pubblica che ne fa l’autore, mettendo in questione seriamente la legittimità morale della banca.
Se questo esempio resterà un caso isolato o sarà il seme per una nuova strategia d’azione, che sia pubblica o nascosta, lo diranno i tempi. La parola sta a ciascuna delle persone che vogliono cambiare le cose.

Fonte: http://polaris.moviments.net:8000/it
Link
ottobre 2008

Pubblicato da Das schloss

  • Grossi

    E’ furto bello e buono sei un ladro, e se ti beccano sono contento, se tutti fanno come te chiudiamo domani mattina !
    Credo onestamente e non è un insulto, che tu sia un ladro, che ti sia appropriato di beni che non ti appartengono in modo fraudolento.
    Fatto così a modo tuo, domani mattina siamo tutti a casa perchè per ora non c’è un sistema alternativo.
    Hai usato il soldi per “coscienziare” (ma come parli bene), insomma hai dato i soldi agli amichetti tuoi che ti andavano e il resto lo hai tenuto per te.
    Complimenti spero che i carabinieri vengano presto a trovati a casa, e vallo a dire agli operai domani mattina (categoria alla quale non appartieni di certo visto il tuo modo di fare tipico di una persona marcia fino al midollo e che si traveste da Robin hood per i suoi comodi) che sono i primi ad andare in rovina se ci si comporta a questo modo !

    P.S.
    Ha rubato anche i nostri soldi e si fa bello ! Che fenomeno ma dove lo troviamo un furbetto così che si fa giustizia da solo !

  • IVANOE

    E’ l’arte dell’arrangiarsi caro amico… e l’autore dell’articolo non è il solo.Anzi almeno lui vero o non vero pubblicamente dimostra con soddisfazione la sua azione nei confronti e questo è vero ( penso che lo sai anche tu ) come banche, finanziarie inducano le persone ad indebitarsi.E non c’è niente di male in questo perchè in democrazia ognuno di noi è libero di indebitarsi come vuole.
    Perchè ti indigni tanto e ti posso dire anche con ragione di quanto ha fatto l’autore dell’articolo e invece non ci indignamo per il facile arricchimento di tante persone anche lavoratori che con espedienti illegali comprano suv, rolex e quant’altro alla faccia dell’onesto lavoratore che oltre a pagare le tasse fino all’ultimo centesimo e non ha la fortuna e/o sfortuna di entrare nei “giri particolari ” è costrretto oggi ad indebitarsi per arrivare a fine mese ?
    Dove sono le istituzioni che devono controllare come si arricchiscono le persone e non agiscono per reprimere questa stuola ( e guarda che è una moltitudine ) di individui che usano metodi illegali per far soldi ?
    Perchè oggi è bene distinguere i debiti :
    -ci sono famiglie che fanno debiti per i propri figli per cercare di mantenere lo stesso tenore di vita che avevano fino a qualche anno fa e magari perchè no per permettersi a debito delle vacanze;
    – ci sono squallidi individui che fanno debiti per i loro vizi il gioco, le donnine ed altri espedienti.
    Quindi il debito è un’istituto che si può utilizzare basta saperne le finalità.
    Il punto semmai è un’altro: le banche e le finanziarie sanno perfettamente che i redditi da lavoro dipendente sono fermi da anni ( e questo è il vero problema ) ma continuano a predicare e propagandare finanziamenti a tutti.Tipo i mutui+finanziamento.Chi ha permesso che venisse praticato questo sistema ? Dov’era l’ABI ì, dov’era la banca d’italia ? e l’ufficio cambi ?
    Ed è qui che danno il fianco a certe iniziative.Loro mettono nel conto che qualcuno può fregarle ma sanno anche che la moltitudine dei loro clienti ripagheranno con gli interessi i buchi lasciati dai più furbi.
    Questo per dire che il concetto che vuole far passare l’autore è che siamo un gregge di pecore anzi di pecoroni ben addestrati e fino a quando saremo così il piatto della bilancia del debito, che fino ad almeno 10 anni fa era bilanciato tra la buona fede delle banche ed i debiti dei loro clienti sarà sempre a favore delle banche che a loro volta non avendo nessuna forma di inibizione alla loro voracità ( è un pò come abituare uno squalo a mangiare la verdura ) si producono da sole e lo stiamo vedendo dei danni irreparabili al loro sistema.
    La vera leva che può con un solo colpo togliere di mezzo i furbi e inibire le banche è quella della redistribuzione dei redditi.
    Se tutti hanno qualcosa in più lo spendono oppure possono pagare agevolmente un debito senza sviluppare oltre misura ( come è oggi ) il senso snaturato della furbizia ( morte tua vita mea ).

  • ghigo

    articolo molto goloso, quasi quasi lo contatto, ma è una vita che andrebbe bene ad uno che ha un’alternativa, io non sono tra questi.

    ben vengano iniziative come queste. e quanto patetico appare il commento di Grossi, pensi che draghi, prodi, iena ridens … siano persone per bene e indegne di essere chiamate LADRI? questa è legittima difesa contro quelli che come te continuano a dormire colpevolmente, svegliati o almeno paga le persone giuste.

    cosa non mi va giù delle vignette: la stella a cinque punte sulla maglietta è proprio necessaria? sapete cosa vuol dire oltre a “sono un anarchico perché va di moda”? il teschio e le ossa sul cappello da pirata, anche qui l’ingenuità non può essere chiamata a difesa, se uno sa che certi simboli significano brutte cose attuali li tiene alla larga, quindi fino a prova contraria l’autore di quei disegni è colpevole di favoreggiamento verso associazioni criminali segrete a cui appartengono gli stessi cialtroni che vuole denunciare inficiando la sua stessa presunta rivoluzione.

  • manlius

    Mah. Questa faccenda puzza tantissimo di bufala

  • babel63

    Sono un italiano che vive in Spagna e posso confermare che la notizia non è una bufala, fu data circa un mese fa. Ricordo la telefonata di questo ragazzo durante una trasmissione mattutina che si chiama “La mirada critica”. Per ovvi motivi la notizia non venne troppo amplificata.

  • Grossi

    Dato che rubano rubiamo, dato che ammazzano ammazziamo, beh è un bel principio sul quale costruire la propria vita !
    Ognuno è libero di scegliersi la strada da percorrere, quest’uomo farà un fine a dir poco tragica, perchè applicherà questo modo di fare anche nella vita privata, se non rispetta gli altri non rispetterà neppure sè stesso e chi gli è vicino, gli avvoltoio già volano in cerchio e aspettano.

  • radisol

    Rubare alle banche non è un furto … è una sana riappropriazione ….

    Come diceva Bertold Brecht ” E’ più criminale fondare una banca o rapinarla ?”

    Non ho alcun dubbio sulla risposta da dare …. e tieni conto che io in una banca ci lavoro pure ….. quindi vedo i furti quotidiani che vengono perpetrati dall’interno ai danni della “gente comune” … dieci giorni lavorativi che di fatto diventano 14 per avere la disponibilità di un versamento con assegno, tanto per fare un esempio banale e quotidiano …. ed i favori invece che vengono fatti alla “casta” ….

    Spero solo quella storia non sia una bufala ….

  • Mattanza

    Oye Grossi,ti direi che mi fai tristezza,ma invece la gente come te comincia a farmi incazzare…dici:
    Se tutti fanno cosi chiudiamo domanimattina!!
    OOhhhsignorr che pena!!Ohh che dolor…chiudiamo domani!
    ¿¿Ma tu che sei un borghese contento??
    No perche a quelli come te noi vogliamo rubare TUTTO…ma TUTTO per davvero.
    Io per via di gentuzza come te,timorosi di dio che siete,inattivi,piccolini direi,me ne sono andato perche mi facevate morire di noia.
    Guarda c´é gente come te che si accontenta di promesse di paradisi ultraterreni, e pensa che sacrificarsi e patire una vita sia onorevole e eroico…c é´invece chi,come me,che vuole GODERE ora…siamo stanchi di aspettare,le vostre vie “legali” i risultati fantastici dei vostri metodi etici e morali…la vostra etica e morale marcia che ci ha condotti alla rovina…amen
    viva la rivoluzione,individuale,sociale,fate almeno qualcosa cazzo!
    Complimenti al compagno spagnolo,se potro nella mia vita faro´uguale,e ti dico che a parte investire soldi per progetti da me considerati degni…certo che mi godro i soldi rubati…eccome!!E con orgoglio…¿tu hai paura no Grossi?Ahh dimenticavo…¿hai figli e famiglia a cui pensare no?sempre la stessa scusa…Che pena.

  • Mattanza

    Oye Grossi,ti direi che mi fai tristezza,ma invece la gente come te comincia a farmi incazzare…dici: Se tutti fanno cosi chiudiamo domanimattina!! OOhhhsignorr che pena!!Ohh che dolor…chiudiamo domani! ¿¿Ma tu che sei un borghese contento?? No perche a quelli come te noi vogliamo rubare TUTTO…ma TUTTO per davvero. Io per via di gentuzza come te,timorosi di dio che siete,inattivi,piccolini direi,me ne sono andato perche mi facevate morire di noia. Guarda c´é gente come te che si accontenta di promesse di paradisi ultraterreni, e pensa che sacrificarsi e patire una vita sia onorevole e eroico…c é´invece chi,come me,che vuole GODERE ora…siamo stanchi di aspettare,le vostre vie “legali” i risultati fantastici dei vostri metodi etici e morali…la vostra etica e morale marcia che ci ha condotti alla rovina…amen viva la rivoluzione,individuale,sociale,fate almeno qualcosa cazzo! Complimenti al compagno spagnolo,se potro nella mia vita faro´uguale,e ti dico che a parte investire soldi per progetti da me considerati degni…certo che mi godro i soldi rubati…eccome!!E con orgoglio…¿tu hai paura no Grossi?Ahh dimenticavo…¿hai figli e famiglia a cui pensare no?sempre la stessa scusa…Che pena.

  • Egon

    non ho capito perchè qualcuno ha cancellato il mio commento sull’articolo di Antonella Randazzo e bloccato definitivamente l’inserzione di nuovi commenti

  • Egon

    in realtà l’articolo è stato creato dall’nwo per fare in modo che chi si ritiene furbo faccia quello che viene esplicato e venga subito arrestato
    ecco il perchè dei simboli satanici, in realtà i banchieri sono tutti satanisti
    e tu si che hai l’occhio che tutto vede

  • Egon

    ah, c’è anche uno che fa le corna

  • Egon

    cavolo sei proprio un anarchico

  • Mattanza

    ¿E tu chi saresti?¿Il gatto con gli stivali?….ma mi faccia il piacere!
    E si che sono anarchico ¿perche?
    Tu ti vergogni a dire di esserlo?
    O sei uno al cuale il termine risulta stretto?
    O non lo sei?
    O sei da salotto….un poco come i cani da lecco….ma guarda te che gente.

  • Mattanza

    forse perche era tipo il commento che hai fatto al mio post qui sopra?scherzo dai…non saprei,sarebbe meglio che invece di andare fuori tema qui,scrivessi ai ragazzi dicendogli che non vuoi essere censurato,pena divulgazione dei loro mali modi via forum.

  • paolapisi

    Questo tizio non ha fatto alcun atto di disobbedienza civile. E’ semplicemente un volgare ladro e truffatore, come ce ne sono tanti. Che almeno hanno il buon gusto di non dare alte motivazioni politiche ai loro furti e di non scomodare Gandhi e Martin Luther King. Naturalmente spero che lo becchino al più presto e che paghi quello che deve pagare, e neanche tanto perchè ha rubato, quanto per questo pistolotto pseudo-ideologico con cui tenta di nobilitare le truffe fatte e di presentarsi in via preventiva come una vittima del sistema nel caso in cui lo prendano e lo sbattano dove dovrebbe già essere, e cioè in galera. La regola di non rubare (e non falsificare documenti per truffare la gente) non è un’invenzione imperialista e sionista, è una norma basilare di qualsiasi società.

  • Mattanza

    Ahh,quindi quando in Argentina dopo il crollo la gente si introduceva nei supermercati e rubava il rubabile..erano dei LADRI…mentre quando sfasciavano le vetrine delle banche erano dei VANDALI…ahh no loro avevano la scusa che stavano veramente male,ma veramente…cioe´per reagire cosi sei giustificato solo se stai al limite…se no devi ingoiare tutto e comportarti bene no?
    Ma cuando e´il momento in cui sei giustificato a stare fuori dalle regole?
    Chi decide che si e´passato il limite?la tua pancia vuota?
    Non mi torna come ragionamento,spiegami tu va!

  • ghigo

    contento te.

  • ADANOS

    Ehi mattanza, lascia perdere quei poveretti che ce l’hanno con il tizio che ha fottuto le banche.
    Sono solo invidiosi e frustrati perchè non sono stati loro a metterglielo nel c..o ma se lo sono presi con qualche bel mutuo o finanziamento a tasso variabile.
    se non è così, l’alternativa è che hanno capito poco di come funziona la vita e che sono convinti che alle cazzate dei 10 comandamenti, tipo ‘non rubbare’ che sono stati inventati da chi per primo non li rispetta, ovvero gli illumitati (quindi pure i banchieri)

    esiste la legge della compensazione …se la banca fotte qualcuno alora qualcuno fotte la banca.

    non esistono i furbi
    esistono gli astuti, ed il tipo che ha fottuto le banche è uno di questi!

  • ADANOS

    Ho conoscito personalmente chi faceva truffe del genere in italia.
    la cosa è più che fattibile con qualche documento falso, un po’ di maestria ed un pizzico di fortuna.

  • GiuseppeManeggio

    Basta con questo buonismo borghese! Chi ha un animo ribelle non può pensare di fare la rivoluzione senza mettere in discussione i dogmi su cui si basa il sistema liberale. O si passa all’azione, oppure si sta alla finestra subendo le angherie di questo modello di sviluppo che sta implodendo su se stesso.
    La Rivoluzione francese dovrebbe insegnarci molto in tal senso. Che i colpevoli siano sottoposti a morte e le strade imperversino di povera gente inferocita!
    L’iniziativa dell’anonimo spagnolo è lodevole a prescindere!

  • WONGA

    Allora,lungi dal criticare o dal giudicare chi ha operato così(anch’io potrei farlo,siamo in tempi di vacche magre,non per questo mi sento un mostro)mi limito a far notare che chi lo difende sposando il pensiero anarchico dice:”io voglio godere adesso”.
    E’ il classico qui e ora,questo genere di mentalità che se ne fotte del futuro,e delle obiezioni razionali al ”qui e ora”,è la stessa che secondo me ha portato alla situazione attuale.
    Le aziende hanno smesso di investire in ricerca e sviluppo proprio in virtù del fatto che gli obbiettivi che si proponevano di raggiungere da triennali e quinquennale sono diventati semestrali,e in un tempo così breve gli unici che riescono a portare qualche risultato SONO GLI SPECULATORI.
    In ragione di ciò gli istituti bancari e assicuratori americani hanno lasciato le loro società in mano a giovani laureati in matematica che giocavano sui futures,o sugli incomprensibili hedge funds,che creavano profitti enormi in tempi brevissimi senza curarsi del lungo termine,che poi si sono segati da soli.
    Approccio teorico e non pratico dalla realtà,nulla si crea dal nulla,senza lavoro niente guadagno.
    Inebriati dal successo dei giovinotti le banche si sono abbandonate a questi giovanotti,alla loro mancanza di una prospettiva più ampia che non sia quella del qui e ora.
    Banalmente ciò che ha fatto il signore in questione non è molto diverso da quello che hanno fatto quei ragazzini,ovvero guadagnarsi dei soldi senza lavorare sottraendoli dal sistema.
    Allora anche loro SONO DEGLI ANARCHICI CONTRO IL SISTEMA,E DI FATTO LO SONO,GIACCHE’ QUESTA CRISI SI ORIGINA PROPRIO DALL’ANARCHIA OVVERO DALLA MANCANZA DI REGOLAMENTAZIONE DEL MERCATO.
    qUESTA CRISI PER ME,NNON E’ STATA PIANIFICATA,non c’è nessuna pianificazione secondo me,in un sistema in cui Goldman Sachs perde il 70% delle azioni,e Lehman che ha dominato il mondo e l’Italia chiude bottega,ora la finanza angloebraica rischia il capolinea e ha visto in un attimo svanire i soldi che ha accumulato in 5 anni di turbocapitalismo.Qualcuno dice che ciò gli ha permesso di ”acquisire beni reali” quali?
    Le aziende che sono ormai tutte in Cina?
    Le case che sono tutte in vendita e non valgono più un cazzo?
    Cosa produce l’occidente su cui possano mettere mano le banche?
    Credete che i cinesi gli regaleranno ancora merci in cambio di denaro spazzzatura?
    No signori,è il crollo del dollaro,e con esso del potere americano,basato su bretton woods e non già sul debole esercito usa.
    Se l’euro si sta svalutando è perchè lo sta seguendo a ruota,non perchè il dollaro stia diventando più forte.
    No al contrario ho l’impressione che i dogmi liberisti ora vengano messi in crisi e che mai come ora lo stato nazione ha la possibilità di rivendicare la propria sovranità.
    Oggi la finanza angloebraica ha visto di molto ridursi il proprio potere a favore del capitale cinese e della finanza islamica,quest’ultima infatti meno colpita dalla crisi.
    No,io non credo che ci sia una strategia,e se c’è è stupida,oggi come oggi,il project for a new american century ha fallito,con il posssso dell’Afghanistan dovevano mettere il fiato sul collo alla Cina e bloccare le pipelines,ma era una strategia concepita in un momento in cui la Rusia era degli americani.
    Ora che Putin ha statalizzato Gazprom il piano di accerchiamento di Brzezinskj s’è fatto benedire,e la Cina può prendere il gas dalla Russia.
    Dovevano mettere il fiat sul collo alla Cina,ora è la Cina che mette il fiato sul collo a loro,basta vedere che il cortile di casa usa,l’america latina,sta vdendo l’ingresso massiccio delle multinazionali cinesi,gliela stanno soffiando sotto il naso,e loro non ci possono fare niente perchè sono impelagati in medioriente.
    Intelligenti?Strategie pianificate?Oppure fiducia cieca e dogmatica nel liberismo e nella guerra, come strumento di dominio?
    Il risultato di oggi è proprio DOVUTO ALLA MANCANZA DI UNA GUIDA,DI UNO STATO NAZIONE FORTE CHE ABBIA UN PROGETTO PER IL FUTURO,E CHE REGOLI IL SISTEMA.
    ANARCHIA,QUI E ORA COME SOLUZIONE?QUESTA E’ GIA’ ANARCHIA,IL REGNO DEL QUI E ORA.Grossi,il borghese,tutti quelli che si fanno portatori di valori definiti borghesi,hanno ragione.
    Bene diceva Giavazzi,quando sosteneva che il liberismo è di sinistra,perchè in fondo lo è,ed in fondo l’anarchismo e il liberismo sono la stessa cosa.Non per nulla i sostenitori più accesi della distruzione dello stato a favore del capitale furono gli anarcoliberisti come von Mises e la scuola austriaca.Una posizione che viene accolta con favore a sinistra,e che io invece avverso.
    Per me ancora una volta,il problema sta nella mancanza di potere dello stato nazione nei confronti del capitale,L’ANARCHIA C’è GIA’,E ABBIAMO GIA’ VISTO A COSA PORTA.

  • WONGA

    E’ stato scritto che l’America è pazza,bene,ma perchè è pazza?E’ pazza perchè come i loro cugini sovietici eguali ma speculari ha una finalità,che si può intuire nel suo costituzionale ”diritto alla felicità”,ovvero NELLA VOLONTA’ SPECIFICA DI PORTARE IL PARADISO SULLA TERRA,L’UTOPIA SI TRASFORMA NELL’INFERNO.Il problema delle società secolarizzate, che negano l’esistenza del paradiso celeste e disprezzano chi vi crede,STA APPPUNTO NEL TENTATIVO SEMPRE FALLITO NELLA STORIA DI PORTARE IL PARADISO CELESTE SULLA TERRA,FINENDO PER CREARE L’INFERNO.L’Unione Sovietica,fu il fallimento sanguinoso,di quella Gerusalemme celeste,portata in terra,che fu Mosca.Gli Stati Uniti li seguono a ruota,la ragione del loro fallimento secondo me non sta in una presunta ”programmazione” di tutto ciò,ma dalla fede cieca nel liberismo e nella guerra come strumento di dominio.Un pò come la ragione del fallimento dell’urss fu la testardaggine nel sostenere il modello socialista e le esose spese di guerra(20% bilancio).
    Non è un caso se ci pensate bene,che Wolfowitz ed i neocon siano degli ex-trotzkisty,riciclatisi alll’ideologia liberista,e con la cecità ottusa che caratterizzava l’ideologia comunista,hanno portato avanti l’ideologia liberista guerrafondaia,con i risultati che tutti vediamo.

  • silviu

    Se, e sottolineo il se, se è vero è una splendida azione anarco situazionista. Da applausi scroscianti a scena aperta!

    Indipendentemente da dove sono finiti i soldi…

  • gelu

    Io vorrei che parte di quei soldi andassero a Stefano Montanari e al suo laboratorio sulle nanopatologie…perchè non mettete qui il link del suo blog?

  • fanfara59

    Completamente daccordo con Mattanza e Maneggio. Basta con questi perbenismi del cavolo!!!

    Nel sistema banche/finanza si concentra il potere del male, delle ingiustizie e dei disastri planetari: basta vedere quello che sta succedendo adesso.

    Rubare ai BANKSTERS non è reato, sopratutto se il denaro va a finire per opere di BENE.

    Tutto il resto è moralismo di chi non ha scrupolo alcuno a calpestare la MORALE (quella maiuscola)!!!!!

  • Popinga

    Sì, e Bush era di Autonomia Operaia. E i reazionari cui fai riferimento erano dei pacifisti. E la Lazio ha vinto 30 scudetti.

  • Egon

    Ma voi fatemi il piacere, sono uno al Quale non interessano queste restrizioni stereotipizzate, mi sembrate un pò permaloso.

  • paolapisi

    Mai fatto un mutuo e mai chiesto un finaziamento a una banca: per il banale motivo che per fortuna, e non per merito, non ho mai avuto bisogno. Sono proprietaria della casa in cui abito a Milano e di quella in cui abito a Roma, e tengo i miei soldi in banca, esattamente come tutti questi sedicenti “anarchici” che hanno confuso la rivoluzione con la truffa. E così finalmente si arriva al punto finale: sbeffeggiare e insultare i lavoratori che hanno comprato una casa con il mutuo, hanno fatto magari risparmi per i figli, sudano per andare avanti nella vita, e andare avangti, orrore borghese e reazionario, onestamente. Quello che andrebbe globalmente messo in discussione è tutto il sistema capitalistico, e ovviamente la risposta dovrebbe essere politica. E invece no, la risposta corretta è il furto, e l’esempio che si addita è quello del furbo che ruba e falsifica documenti per truffare meglio, naturalmente fregando alla fine non solo la banca, ma anche i lavoratori di cui sopra, che sono costretti a dover ricorrere a mutui bancari se vogliono avere un tetto sopra la testa (i fessi della situazione, secondo questa alta e matura visone ideologica). Complimentoni, davvero e di cuore.

  • Mattanza

    Oye Paola,rileggiti la storia va….il movimento anarchico da sempre ha ricorso a rapine in banca ecc e non e´mai stato visto come immorale da nessuno dei grandi pensatori libertari…ora arrivi tu e ci vuoi insegnare come ci si comporta bene…ricordo gli scirtti di Malatesta che critica queste azioni,non perche immorali o sbagliate ma perche rischiano di corrompere lo spirito di chi le compie illudendolo di farsi la rivoluzione solo edi essere come un eroe in confronto ai suoi compagni piu miti (quando questo non e vero,ma lo sterco del demonio corrompe,si sa,ma non tutti)…ma nessuna condanna morale mai ci fu…e scusa,ma Malatesta di anarchismo ne sapeva qualcosa….e poi a me che mi frega se tutti fanno un mutuo….che fanno il mutuo perche il furbo ruba alla banca?Ma che discorso e?
    Non e´che rubare in banca e´fare la rivoluzione,penso che nessuno lo pensi questo…semplicemente e´ammissibile perche morale ed etico.
    Se uno ruba in banca ci rimettono i lavoratori?Ma da quando?Secondo che algortimo astruso si giunge a questa conclusione?
    Non e´che se uno non ruba alla banca e´un fesso….e´che e´ben furbo e in diritto di farlo chi lo fa,punto.
    Grazie dei complimenti,io non capisco da che parte stai.
    Ahh credi nel riformismo no?

  • Mattanza

    Guarda scrivi troppo fratello,non ho tempo,ho letto solo 4 righe,che mi riguardavano 🙂
    E il nostro vogliamo godere,qui ed ora non centra un tubo con le politiche miopi di questo sistema.
    Centra molto con l´essere stanchi di aspettare,il non considerare il soffrimento qualcosa di lodevole,il senirsi e sentire la gente pronta per una rivoluzione.
    Poi non centra con il non pensare la futuro….e´ che se non ci diamo una mossa,per noi per tutti,il nostro futuro sara orribile.

  • WONGA

    So che non è facile a credersi,eppure è così…Wolfowitz da ragazzo marciava con Martin Luther King(non è una balla so che sembra impossibile ma se cerchi è vero,io lo trovo molto divertente:),SE VAI OLTRE LO STECCATO IDEOLOGICO TI RENDERAI CONTO CHE SONO NOTEVOLI LE SOMIGLIANZE FRA L’URSS E L’AMERICA,COSI’ COME E ‘ SOMIGLIANTE L’OTTUSITA’ IDEOLOGICA CHE LE STA PORTANDO AL CROLLO,LA COMPONENTE NEOCON PROVIENE DALLA GALASSIA TROTZKISTA:).Articolo divertente di John Laughland.
    Il marxismo non e’ stato sconfitto, semplicemente si e’ schierato con gli USA.

    Trotzky governa gli Stati Uniti – di John Laughland

    09/11/2005

    León Trotzky
    Dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989, l’Occidente non ha cessato di congratularsi per come Paesi ex comunisti, e anche alcuni che lo sono rimasti, si stanno occidentalizzando e stanno imparando a muoversi nella giungla capitalista.
    Spesso il cosiddetto progresso in questi Paesi è degrado morale: l’apertura di locali per travestiti all’Avana stato esibito come prova che Cuba «si sta aprendo».
    Ma invece, è passato sotto silenzio il movimento eguale e contrario: il fatto che è oggi l’Occidente ad adottare i vecchi motivi del comunismo, e specialmente le dottrine gemelle della rivoluzione e dell’internazionalismo.
    La parola «rivoluzione» ha assunto un senso totalmente positivo nel vocabolario politico occidentale.
    Quindici anni fa, almeno tra i conservatori, la parola recava connotati negativi: «rivoluzione bolscevica», «giacobina», «sessuale».
    Oggi non più.

    Il mito della rivoluzione oggi domina a tal punto le coscienze collettive che, come bambini che richiedono sempre che gli sia raccontata la stessa favola, noi accettiamo per vere le fiabe sulle rivoluzioni «democratiche» in Paesi lontani di cui non sappiamo nulla.
    Favole sempre uguali: là, ci vien detto, un regime autoritario, disonesto, o brutale viene rovesciato dal «potere del popolo» e tutti, dopo, vivono felici e contenti.
    Così il rovesciamento di Shevarnadze in Georgia, la «rivoluzione delle rose» del novembre 2003; la «rivoluzione arancio» dell’Ucraina; la cacciata violenta del presidente del Kirgizistan il marzo 2005; la rivolta nella città uzbeca di Andijan in maggio, tutte ci sono presentate come esplosioni spontanee della sacrosanta indignazione popolare. […]
    Eppure quando c’era il comunismo, sapevamo che «rivoluzione» e «potere al popolo» erano solo cose della propaganda di sinistra.
    Sapevamo valutare la «rivoluzione sovietica» come il grottesco kitch che mascherava la sinistra realtà di trame di potere dietro le quinte.
    Siamo diventati oggi più ingenui. […]

    Nel caso dell’Ucraina, per esempio, oggi si sa che gli americani hanno investito molto denaro nella campagna di Victor Yuschenko, e che il KGB ucraino s’è dato molto da fare per conto degli USA, allestendo tutta la messinscena della rivolta popolare. [Ma nonostante queste informazioni] l’Occidente continua a bersi il mito della rivoluzione.
    Il presidente Mao un giorno sentenziò: «il marxismo consiste di mille verità, ma tutte si possono ridurre ad una frase: ribellarsi è giusto».
    Oggi, quest’idea è il centro dell’ortodossia politica occidentale.
    Uno dei temi dominanti della presidenza di George Bush è il concetto, eminentemente trotzkista, della rivoluzione mondiale; il 6 novembre 2003 il presidente USA ha detto precisamente: «lo stabilirsi di un Iraq libero nel cuore del Medio Oriente sarà lo spartiacque della ‘rivoluzione democratica’ globale».
    Nel suo discorso di rielezione, il 20 gennaio 2005, Bush ha annunciato niente meno che un programma di emancipazione politica dell’intero pianeta: ha detto che l’America persegue «lo scopo ultimo di abolire la tirannia nel mondo».

    George Bush non è un marxista cosciente.
    Ma molti dei suoi consiglieri più intimi, i cosiddetti neoconservatori, vengono da un passato trotzkista.
    Il piano originale di Marx era che la rivoluzione coinvolgesse tutto il pianeta, e questo programma della rivoluzione mondiale fu abbracciato da Engels, Lenin e Trotzky; e vi si oppose Stalin, con la sua proposta famosa del «socialismo in un solo Paese».
    In esilio, Trotzky (1) mantenne l’idea della rivoluzione mondiale, e lo dimostrò fondando la Quarta Internazionale nel 1938.
    Meno di due anni dopo, alla Quarta Internazionale aderì Irving Kristol (2): l’uomo che oggi è considerato il padre fondatore del movimento neoconservatore (neocon) che oggi domina l’amministrazione Bush.
    L’influenza di Kristol è stata immensa, e suo figlio, William Kristol, è uno dei più potenti neocon d’America.
    Irving Kristol non ha mai ripudiato il suo passato trotzkista: ancora nel 1983 scrisse di esserne anzi orgoglioso.
    Lo stesso vale per altri «illuminati» del movimento neocon.

    Nel 1996 Michael Leeden (3) dell’American Enterprise [uno dei think tank neocon] ha coniato il termine di «rivoluzione democratica mondiale» – è il sottotitolo del suo libro, in cui attaccò Bill Clinton definendolo un «controrivoluzionario».
    Il titolo stesso del libro, «Freedom Betrayed» [Libertà tradita], è un’ovvia citazione del libro, «La Rivoluzione tradita», con cui Trotzky raccontò nel 1938 la sua rottura con Stalin.
    David Horowitz (4), lui stesso un ex comunista, nel 2000 ha pubblicato «L’arte della guerra politica e altri progetti estremi»: libro lodato da Karl Rove, il capo dello staff di Bush, come «una perfetta guida tascabile alla lotta politica, scritta da un lottatore di esperienza».
    Lì, Horowitz cita favorevolmente Lenin: «non si può battere un oppositore superandolo nel dibattito politico. Si può solo seguire la ricetta di Lenin: ‘nei conflitti politici, lo scopo non è di smontare gli argomenti dell’avversario, ma di spazzarlo dalla faccia della terra’».
    Eric Hobsbawm, lo storico veteromarxista, a fine giugno ha scritto: «un appassionato ex marxista oggi sostenitore di Bush mi ha detto, scherzando solo a metà: dopotutto [Bush] è la sola possibilità rimasta per una rivoluzione mondiale».

    Se questa idea [che i neocon siano marxisti] sembra irreale, è solo perché il mondo libero non ha mai capito la vera natura del marxismo leninismo.
    Pensiamo che «comunismo» sia la proprietà statale dei mezzi di produzione e la pianificazione centralizzata dell’economia; in realtà, Karl Marx non ha raccomandato né l’una né l’altro.
    Come ha notato Solgenitzyn, «l’anima del marxismo» sta nel materialismo dialettico: la dottrina, derivata da Hegel, che sostiene che il mondo è in permanente cambiamento e flusso, sicché non c’è nulla che sia vero o falso.
    Di conseguenza, la rivoluzione permanente è lo stato «naturale» della realtà e perciò della politica. Marx, Engels e Lenin sostenevano che la forma fissa dell’associazione politica, cioè lo Stato, è oppressiva, e che l’umanità non sarebbe stata liberata se non con «l’estinzione» dello Stato.
    E cosa avrebbe provocato l’estinzione dello Stato?
    Marx ed Engels hanno una chiara risposta: il capitalismo mondiale.

    Gli autori del Manifesto Comunista esaltarono l’inarrestabile forza rivoluzionaria del capitalismo mondiale, di ciò che oggi chiamiamo globalizzazione.
    Essi videro che il capitalismo globale, come forza rivoluzionaria, stava disgregando tutte le strutture esistenti, lo Stato, la nazione e la famiglia, e che stava preparando un mondo unito economicamente e politicamente.
    «La borghesia», scrissero entusiasti, «non può esistere se non rivoluzionando continuamente gli strumenti di produzione. Tutti i rapporti fissi, congelati, con il loro seguito di antichi e venerabili pregiudizi ed opinioni sono spazzati via, e tutti i nuovi rapporti che si formano diventano antiquati prima che possano fossilizzarsi. Tutto ciò che è solido si scioglie, tutto ciò che è sacro viene profanato».
    Per Marx ed Engels la potenza rivoluzionaria della borghesia stava precisamente nella sua natura internazionale e cosmopolita: «con grande dolore dei reazionari, la borghesia ha sottratto di sotto i piedi dell’industria il territorio nazionale. Al posto della vecchia idea di autosufficienza nazionale, e di chiusura della nazione entro i suoi confini, noi abbiamo l’universale interdipendenza delle nazioni».
    La globalizzazione, appunto.

    Engel teorizzò apertamente che l’atomizzazione e lo sradicamento causati dal capitalismo internazionale erano il precursore necessario della emancipazione mondiale: «la disintegrazione dell’umanità in una massa di atomi isolati e che reciprocamente si respingono», scrisse, «significa la distruzione di ogni associazione [tradizionale] nazionale o corporativa, ed è il passo necessario per la libera e spontanea associazione degli uomini».
    Come noto, Marx era convinto che la forma della politica è solo una «sovrastruttura» determinata dalla realtà economica sottostante: «il mulino a trazione umana produce la società feudale dei signori» [che sono proprietari terrieri], «la macchina a vapore produce la società capitalista industriale».
    Quando cadde il Muro di Berlino e la divisione tra Est ed Ovest fu superata, gli ideologi occidentali della globalizzazione hanno usato lo stesso argomento di Marx: ormai internet e il fax avevano gettato gli Stati sovrani nella spazzatura della storia.
    Di conseguenza, come Marx, sostennero che lo Stato si stava «estinguendo» per cedere il passo a una società universale dei diritti umani.

    Tony Blair ha giustificato il bombardamento NATO sulla Yugoslavia del 1999 sostenendo che il diritto di bombardare uno stato per presunti abusi dei diritti umani derivava dalla globalizzazione: «ormai si sa che una crisi grave dell’economia del Brasile provoca una crisi nell’economia britannica; per la sicurezza è lo stesso».
    I neocon hanno odiato Clinton per il suo rifiuto di seguire la logica di Tony Blair fino in fondo, per esempio quando si ritirò dalla Somalia invece di assumersi il fardello della «ricostruzione della società».
    George Bush ha fatto il contrario.
    Di rado lascia che la ragion di Stato o ogni altra considerazione pratica oscurino la sua chiarezza ideologica.
    Nel suo secondo discorso inaugurale, Bush ha pronunciato la parola «freedom» (libertà privata) 28 volte, la parola «liberty» (libertà politica) 15 volte e la parola «free», libero, sette volte: era come se cantasse l’Internazionale, l’inno rivoluzionario sovietico.

    Bush fa un appello altamente moralistico a «valori universali» che a suo dire l’America incorpora, e che sono «giusti e veri per ogni popolo, dovunque sia».
    «La libertà», ha detto, «è l’esigenza non negoziabile della dignità umana, il diritto di ogni persona, in ogni civiltà».
    Poiché il discorso di Bush è intrecciato a temi religiosi, spesso esoterici e apocalittici (ripete che la libertà è «il piano di Dio per l’umanità»), il suo messianismo ricalca il movimento marxista che sconvolse l’America Latina negli anni ’60 e, coniugando Dio con la politica, si chiamò «teologia della liberazione».
    E’ questa promessa di emancipare l’umanità intera che ha raccolto attorno a Bush una falange di ideologi marxisti come Christopher Hitchens, Nick Cohen, Jonh Lloyds e David Aaronovitch (5). Gente che in gioventù idolatrò «l’operaio senza patria» non hanno difficoltà oggi a identificarsi con l’odierna ideologia della globalizzazione e con l’internazionalismo di Bush.

    Hitchens lo ha detto chiaro, nel difendere il suo impegno neoconservatore: «mi sento come mi sentivo negli anni ’60, quando lavoravo per la rivoluzione comunista».
    Ed ha aggiunto che il programma di Bush di «regime change» è per definizione qualcosa che i rivoluzionari devono sostenere. «E’ giusto che i conservatori si oppongano ai cambi di regime [in Medio Oriente]: è appunto quel che fanno i conservatori».
    La loro adesione al piano della rivoluzione globale spiega l’appoggio ricevuto da dieci governanti dell’Est europeo, tutti o quasi vecchi apparatchnik sovietici: i quali, unici al mondo, hanno fatto obbedienti la fila per firmare una lettera aperta a sostegno dell’imminente guerra all’Iraq nel febbraio 2003.
    I «dissidenti» dell’Est – la gente che oggi è al potere – in genere non sono mai stati anticomunisti, bensì marxisti critici che volevano riformare il sistema comunista, non distruggerlo.
    Il proclama di guerra di Bush «contro la tirannia» ha un fascino inevitabile per gente abituata a radunarsi al vecchio grido comunista della «lotta al fascismo», che era uno slogan con cui la sinistra esprimeva la sua ostilità per la nazione e lo Stato nazionale.
    Entrambi i concetti sono oggi profondamente disprezzati in Occidente.

    E’ significativo come segnale dell’egemonia culturale neo-sinistra in occidente il fatto che il più grave insulto politico nel nuovo ordine mondiale è «autoritarismo».
    L’autorità è per definizione un concetto conservatore, ed ecco perché è universalmente spregiato nella cultura occidentale.
    Senza eccezioni, ogni leader politico che l’Occidente ha rimosso è stato etichettato come «autoritario» o «nazionalista»: concetti di destra che sono diventati il massimo peccato politico.
    Ogni Stato che persegue una politica di indipendenza nazionale si trova nel mirino del nuovo Occidente.
    Il concetto di «Stati canaglia» (rogue States) significa appunto questo.
    Questo atteggiamento ha due corollari, uno sul piano internazionale e uno interno.
    Sul piano internazionale, la missione di Bush di «far avanzare la strategia della libertà» presume che gli Stati hanno diritto ad esercitare la sovranità nazionale solo a certe condizioni, e sostiene apertamente diktat anti-sovranità e leggi internazionali punitive [da quelle del WTO, del Fondo Monetario, fino alle direttive della UE].

    Nella politica interna, la dottrina anti-statale e marxista-hegeliana della «società civile» è divenuta il pilastro del pensiero politico occidentale.
    Per esempio, le organizzazioni non governative [ONG] dell’Europa dell’Est sono invariabilmente descritte come più autenticamente rappresentative della volontà popolare che non le strutture stabilite dello Stato, pubbliche e basate sul diritto.
    In realtà, spesso queste ONG sono entità di facciata finanziate dai governi anglo-americani.
    Ma la mera attività di «opposizione» viene elevata a un grado di santità politica, come se l’esercizio dell’autorità fosse in sé peccaminosa.
    E’ notevole il caso della Georgia, dove il compito di contare i voti nelle elezioni presidenziali del gennaio 2004 fu affidato a ONG private, con la conseguente emarginazione delle autorità statali costituite.
    Come Marx, anche Bush crede (contraddittoriamente) che la libertà è «l’ineluttabile forza della storia» ma, nello stesso tempo, che bisogna lottare costantemente per conseguirla.
    Egli sostiene, come Hegel precursore di Marx, che l’umanità è una, e che Stati liberi come gli USA non sono veramente liberi, se altri Stati vivono sotto la «tirannia».
    «La sopravvivenza della libertà nella nostra terra», ha detto lo scorso gennaio, «dipende sempre più dalla vittoria della libertà nelle altre terre».

    Un vero conservatore, direbbe che c’è molto male nel mondo esterno, e che il compito di uno statista è di tenerlo a bada.
    George Orwell, giustamente lodato per aver previsto la parabola del comunismo, aveva previsto anche questo: che la Guerra Fredda sarebbe finita con la convergenza di capitalismo e comunismo, dove i due sistemi si sarebbero fusi e abbracciati a vicenda. Al termine de «La Fattoria degli Animali», il contadino, che simboleggia l’occidente capitalista, torna alla fattoria e…si mette a giocare a carte con i maiali, che simboleggiano il comunismo.
    E gli altri animali, tremanti, «guardavano l’uomo e poi il maiale, il maiale e poi l’uomo, e di nuovo l’uomo e il maiale; e già era impossibile dire chi era l’uno, e chi era l’altro».
    E’ questa la triste situazione in cui ci troviamo oggi.

    John Laughland

  • paolapisi

    Mi devo essere espressa male: non intendevo dire che i lavoratori ricorrono al mutuo perchè esistono truffatori come il tizio dell’articolo: volevo dire che alla fine il beau jeste ricade sulle spalle dei lavoratori costretti a fare mutui dal sistema capitalistico. Perchè le banche sanno perfettamente che c’è una certa pencentuale di truffatori, anche se di solito non motivano politicamente la truffa, e dunque negli interessi da far pagare calcolano anche la “disobbedienza civile” (volgamente detta furto). Esattemente come i supermercati sanno che c’è una percentuale di furti – o atti politici che estrinsecano nel sottrarre merci, chiamali come ti pare – e dunque li scontano in anticipo nel ricarico prezzi.
    Il problema della rapina è stato lungamente dibattuto all’interno dell’anarchismo insurrezionalista, ma quantomeno la rapina implica la clamorosità del gesto, del tutto assente nella truffa di cui sopra (non che per questo sia d’accordo con il rapinare banche o altro, non lo sono per niente, ma grazie a Dio non sono anarchica). In ogni caso, non ce l’avevo con te, ma con lo squallore estremo del post del tizio che si firma ADANOS. E no, non sono riformista, proprio per niente, non lo so quello che sono, ma se devo proprio trovare un termine che più si avvicina, e se mi si perdona la parolaccia politicamente scorrettssima, sono comunista.

  • Mattanza

    Guarda Paola,che le banche ti spremono al massimo che possono come i supermercati altro che calcolo sulla % di truffatori,ti sembra tanto assurda come visione?
    Si chiama egoismo senza freni,roba che a Dio come dici tu non piace affatto,penso.
    Se poi dici che per chi ha una certa visione sarebbe importante che il gesto stia nell´ottica della “propaganda dei fatti”,secondo me il tizio ci sta in questa,siamo qui a parlarne in Italia,e noi qua in Peru ci stiamo “cagando de risas”,cosa doveva fare? una performance tipo Marius Jacob (Lupin)?Gran esempio non c´e´che dire,ma erano altri tempi…anche la lotta armata ormai sembra una follia,e io penso lo sia.
    Guarda non ti voglio disturbare e´che cerco di capire.
    Anche io ero comunista,ma a volte mi chiedo,a parte le considerazioni tecniche (realmente,IMO,il comunismo [autoritario] ne esce distrutto)ma perche anche di fronte a gesti….Ribelli,Irriverenti,Individuali (quindi senza una base organizzativa,tipico della visione autoritaria)molta gente come te che non sei certo riformista ne di idee moderate (mi par di capire)vi scandalizzate tanto,e anzi li condannate…poi mi pare senza grandi argomenti che sorreggano il vostro atteggiamento….¿ma che ha fatto di male veramente questo spagnolo?

  • Mattanza

    L´utente Paolapisi che argomenta che il tizio fa danno perche la gente come lui rende piu cari i servizi bancari e anche i supermercati perche questi calcolano nel prezzo finale la% di truffatori che agiscono nel sistema…io dico che le banche ti spremono al massimo che possono come i supermercati altro che calcolo sulla % di truffatori,vi sembra tanto assurda come visione?Poi dice che per cuanto non condivida,nel movimento anarchico (perche si parlava di tipico gesto anarchico)queste azioni era considerato importante fossero spettacolari,mentre questo non lo sarebbe…bhe io posso piu o meno essere d´accordo sulla necessita di far propaganda(perche l´autofinanziamento era uno degli obiettivi principali,meno la propaganda in questo tipo di azioni) secondo me il gesto sta pure nell´ottica della “propaganda dei fatti”,siamo qui a parlarne in Italia,e noi qua in Peru ci stiamo “cagando de risas”,cosa doveva fare? una performance tipo Marius Jacob (Lupin)?Gran esempio non c´e´che dire,ma erano altri tempi…anche la lotta armata ormai sembra una follia,e io penso lo sia…..Anche io ero comunista (Paola dice che la sua visione si avvicina al comunismo),ma a volte mi chiedo,a parte le considerazioni tecniche (realmente,IMO,il comunismo [autoritario] ne esce distrutto)ma perche anche di fronte a gesti….Ribelli,Irriverenti,Individuali (quindi senza una base organizzativa,tipico della visione autoritaria)molta gente come Paola che non e¨ certo riformista ne di idee moderate (mi par di capire)si scandalizza tanto,e anzi li condanna senza appelli…poi mi pare senza grandi argomenti che sorreggano il loro atteggiamento….¿ma che ha fatto di male veramente questo spagnolo?

  • fengtofu

    Bravo Wonga, tutto condivisibile. Anarchia si, ma non certo con obiettivi così utopici ed infantili. Ma anche ritorno ad un uomo morale che veve il bene ma accetta il male, un non-dualista insomma. Ho qualche idea su come si fa. e all’inferno i vecchi rivoluzionari ex sessantottini ora berlusconiani lettori di repubblica, amici di pannella e d’Israele, con villa a Capalbio, e i loro modelli americani.

  • Leonardodagu

    Comincio col dire che sei un persona GENIALE nel vero senso della parola . Ho letto ogni singola riga di tutto quello che hai postato e devo dire che si legge benissimo  che sei una persona super colta , e con tantissima esperienza , complimenti! . Ho anche letto i commenti di persone che vogliono farti la morale e devo dire che mi hanno irritato moltissimo , sono le classiche persone che hanno la testa chinata e seguono il sistema senza porsi le dovute domande su un sistema basato sui "potenti" . Parto col dire che se ci troviamo così , oggi , è proprio per le banche che hanno basato il sistema monetario sull’arricchimento di pochissime persone , le pochissime persone che hanno il controllo del globo . Perché come potete sapere e come la storia ci  insegna , aldilà della carica politica e istituzionale che una singola persona può avere , il denaro è uguale a potere . Tutto questo il sistema economi che ci appartiene è una truffa cominciata già dal medioevo , da quanto hanno introdotto la banconota apposta della "monetine d’oro" . Si stampavano monete in base alla  quantità d’oro che la banca dovrebbe avere ,  e già da li i banchieri bastardi hanno cominciato a stampare di più di quanto oro avevano a disposizione . Ora non è cambiato niente , anzi è peggiorato . Hanno introdotto il prestito del denaro ( perché la banca su quello si basa ) è chiamato sistema frazionario , con pochissimi soldi fanno milioni . Io sono un semplice ragazzino di 20 anni , ho tante cose da imparare e esperienze da fare , però non mi reputo un ragazzino che dorme o pensa solo a divertirsi come il resto dei coetani  . Ho perso mio padre a 15 anni e mi sono ritrovato con un’attività che fatturava milioni di euro l’anno , e subito dopo l’incidente ho dovuto chiudere l’attività . Banche che erano come gli avvoltoi , ora ci sono anche in causa , ho denunciato varie banche per " anatocismo" . Per colpa loro mi sono ritrovato con sto paio di palle . Però un giorno riavrò la mia gloria . Vorrei mettermi in contatto con la mente che ha scritto l’articolo per farmi una chiacchierata . Spero di riuscirci al più presto .