Ho la perimiocardite a causa del vaccino

Professionista del basket milanese racconta la sua esperienza

Questa volta non sono le parole della pallavolista Francesca Marcon che ha occupato, nelle ultime 24 ore, le principali pagine dei quotidiani sportivi.
A portare la sua esperienza è Joao Kisonga, un altro sportivo professionista del basket, trentasettene di Milano.

A causa del vaccino ha subito una perimiocardite acuta con versamento pericardico che l’ha costretto ad un ricovero per oltre un mese con conseguenze sulla sua attività sportiva e lavorativa che ancora oggi non sono risolte.

Dopo una prima dose Astrazeneca, affrontata senza particolari problemi nel mese di aprile, si ritrova il 22 giugno difronte all’emblematica domanda del medico vaccinatore di scegliere tra altri due vaccini disponibili, entrambi comunque di altro genere, passando così da un vaccino a vettore virale ad un altro a tecnologia mRna.
Difronte al suo più che ovvio rifiuto di prendere una decisione così importante, sceglie lo staff dell’hub vaccinale che dopo un breve consulto fa ricadere la scelta su Moderna.

Da lì a poche ore inizia il calvario che nel giro di due settimane costringe Joao ad un lungo ricovero in due note strutture ospedaliere di Milano.

Contatta la redazione dopo aver letto la storia che abbiamo pubblicato solo una settimana fa e che riguardava un’altra sportiva di 24 anni del bresciano.

Alexandre Joao Kisonga, di origine Congo-Angolese ma in Italia dall’età di soli 4 anni, sportivo a livello professionale agonistico nel basket, riscontra molte affinità con la sua esperienza e decide di raccontare il tutto, ancor prima che arrivasse alla cronaca italiana nelle ultime ore anche il caso della pallavolista Marcon.

Quello che Joao si è trovato ad affrontare è comune a molti italiani: Astrazeneca bloccato sotto una certa età per delle evidenti reazioni avverse, una seconda dose con altro genere di vaccino senza alcun studio scientifico al riguardo che potesse scongiurare eventuali problematiche.

Ma la patologia riscontrata presso il San Carlo Borromeo di Milano, nel reparto di cardiologia, sta diventando più un de-jà vù, perché sono moltissimi i casi di infiammazione al cuore appena dopo l’inoculazione dei vaccini Moderna e Pfizer.

Dopo l’assurda richiesta da parte del medico vaccinatore di scegliere quale vaccino fare in sostituzione della seconda dose Astrazeneca, ecco che inizia quello che Joao non si aspettava, come si potrà leggere dalla sua stessa testimonianza.
Tra amici e conoscenti nessuno aveva mai sentito parlare di reazioni avverse, in particolare effetti che potessero interessare il sistema cardiaco.
E’ evidente che per uno sportivo sarebbe stata una informazione di non poco conto per una scelta consapevole, ma presso l’hub vaccinale nessuno del personale addetto si è preoccupato di portare queste evidenze. Piuttosto la preoccupazione di far firmare obbligatoriamente il consenso informato alla vaccinazione, per lo scarico di responsabilità sul soggetto che ha deciso di sottoporsi all’inoculazione.

Il ricovero al Pronto Soccorso non esclude la vaccinazione quale causa dei malesseri accusati, ma durante tutta la degenza l’attenzione è estrema nel cercare di non correlare il danno al vaccino.
Durante un colloquio telefonico, lo stesso Joao ha anteposto diversi quesiti che non trovano ancora risposta, o se ci sono certamente i media non facilitano una corretta divulgazione delle informazioni che potrebbero così evitare anche ad altri sportivi i danni subiti dal cestista.
Giustamente Joao si è posto anche domande inerenti la necessità di due dosi per uno sportivo professionista, certamente con un sistema immunitario più forte del comune.

Ma il suo quesito non è del tutto fuoriluogo, perché si potrebbe accomunare anche a tutti coloro che di anticorpi naturali ne hanno già in abbondanza per aver contratto il virus, ma senza saperlo in quanto in maniera del tutto asintomatica.

Il caso del sottoufficiale di Marina Stefano Paternò ne è un esempio, a maggio 2021 si leggeva della correlazione del suo decesso al vaccino, in particolare “il decesso è ascrivibile alla sua risposta individuale al vaccino, in virtù della concomitanza con la pregressa infezione da Sars-Cov2, decorsa del tutto asintomatica (come testimoniato dalla debole positività ai tamponi molecolari e dalla presenza di IgG a titolo significativo, ma non di IgM) e ciò ha comportato una risposta anticorpale che si è aggiunta alla risposta immunitaria del vaccino, comportando una risposta infiammatoria esagerata” 2.

Pubblichiamo la testimonianza di Joao.

Fonte articolo: https://www.informazionelibera.org/cronaca-sanitaria/ho-la-perimiocardite-a-causa-del-vaccino-professionista-del-basket-milanese-racconta-la-sua-esperienza.html

 

Notifica di
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x