Guarda qui!

Dmitry Orlov
cluborlov.blogspot.com

Ci sono stati momenti nella mia carriera di sistematizzatore e di analista di collassi in cui il mio unico commento avrebbe potuto essere riassunto in due parole: “Guarda qui!” L’attuale, grave fase del collasso finanziario ed economico, che era iniziata nel 2008, che era stata artificialmente mascherata (nessun gioco di parole) con una falsa “pandemia” di Covid e a cui è stata aggiunta un’elezione presidenziale contesa e fraudolenta è proprio un’occasione del genere: perché non starsene tranquilli e guardare il mondo bruciare? Ma oggi sono di umore particolarmente buono e vivace e, quando sono così, poche cose riescono a trattenermi dal farmi avanti e snocciolare profezie.

Cominciamo con un breve viaggio nel viale dei ricordi. Mi ero reso conto, per la prima volta nel 1995, che gli Stati Uniti avrebbero seguito la stessa parabola discendente dell’URSS. Avevo anche capito subito che l’URSS era abbastanza ben preparata al collasso, mentre gli Stati Uniti sarebbero stati presi alla sprovvista e perciò, come pubblico servizio, avevo pensato che sarebbe stato mio dovere avvertire la gente. “E guarda un po’ a cos’è servito!“, potrebbe immediatamente esclamare qualcuno di voi. Ma vi sbagliereste: molti mi hanno scritto per dirmi come per loro fosse stato più facile prepararsi psicologicamente, dopo aver ascoltato e accettato il mio messaggio, perché ora sono pronti ad accettare il collasso con equanimità ed equilibrio. Questo renderà sicuramente la loro compagnia meno noiosa nel corso degli eventi.

E così avevo avuto il mio momento “Eureka!” nel 1995 e, un decennio dopo, nel 2005, avevo reso pubbliche le mie osservazioni. Avevo ricevuto una risposta sorprendentemente comprensiva da parte alcune persone particolarmente illuminate (anche se detto loro stesse). Ed ora, un quarto di secolo dopo la mia iniziale intuizione, mentre gli Stati Uniti si avvicinano alla bancarotta nazionale e al collasso istituzionale, il mondo intero si trova ad assistere ad uno straordinario spettacolo elettorale di fine dell’impero, a cui partecipa come protagonista nientemeno che il consumato showman ed impresario Donald Trump. Di solito organizzava concorsi di bellezza, mentre questo è piuttosto un concorso di bruttezza, ma, del resto, la bellezza è rara ed effimera, mentre la bruttezza è all’ordine del giorno e, di certo, può solo diventare più brutta, cosa che rende la scommessa molto più sicura. E quindi accettiamolo come dono di addio al mondo da parte di una nazione in via di estinzione, che ci ha regalato film dell’orrore, reality show, circhi a tre piste e fenomeni da baraccone.

All’interno dell’ampio quadro panoramico delle elezioni 2020, Trump (il nostro eroe) appare immerso in un tramonto intriso di nostalgia per quella stessa grandezza americana perduta che, da sempre, promette di far rifiorire. State tranquilli, con Trump o senza Trump, l’America non sarà mai più grande. Ma l’aureola magica di Trump va oltre il suo splendente piumaggio cranico arancione e avviluppa anche tutti quelli che si struggono per la perduta Pax Americana e temono e detestano ciò che l’America sta rapidamente diventando – che sarebbe, per dirlo senza mezzi termini, un serbatoio di pieno di degenerati di ogni risma e con un fenomeno da baraccone come presidente. Rimpiangono il tempo in cui gli uomini erano virili e le donne femminili, quando le segretarie erano lusingate se i loro superiori rinunciavano a qualcuno dei loro numerosi impegni per strusciarsi contro di loro, quando tutti erano o WASP [Bianchi, Anglosassoni e Protestanti], o lavoravano duramente per cercare di esserlo, o rimanevano nel loro status sociale perchè sapevano che era meglio non essere troppo arroganti. Vogliono credere che il crogiolo etnico è ancora capace produrre leghe pregiate, preferibilmente bronzo corinzio, certamente non clinker o scorie.

Contro il nostro impavido leader arancione, che, a 74 anni non è certamente uno sbarbatello, è schierata una macabra accozzaglia di geriatrici gerontocrati. C’è Joe Biden, 77 anni, il cui cervello era scappato e si era unito ad un circo alcuni anni fa, ma che pensa di essere presidente eletto,  senatore,  vicepresidente, o una qualsiasi altra cosa. Dopo aver trascorso otto anni nascosto nell’ombra, come vicepresidente di Obama, Biden è tanto adatto a comandare il paese quanto può essere kosher un maiale che si sia strofinato contro il muro di una sinagoga. Ad assistere Biden nei suoi barcollamenti c’è la tata nominata dal partito, Kamala Harris, una ragazzina di 56 anni.

Un’altra presenza inquietante nella balconata del mausoleo americano è Nancy Pelosi, 80 anni, che è ancora alla guida della Camera dei Rappresentanti, anche se, a questo punto, l’incarico giusto per lei sarebbe quello di starsene su un palo a tenere gli uccelli lontano dal mais. C’è anche Bernie Sanders, 79 anni, un triste pagliaccio il cui ruolo permanente nella Commedia dell’Arte politica che il Partito Democratico mette in scena ogni quattro anni è quello di fingere di essere democratico, cantare e ballare davanti a folle di giovani imbecilli nell’atto I, per poi far finta di morire dopo essere caduto dal suo pogo stick nell’atto II, rimettersi in piedi, salutare e sorridere mentre cala il sipario.

Ultima, ma non per questo meno importante, c’è l’orribile arpia Hillary Clinton, che, a 73 anni, è relativamente giovane ma il cui putrido olezzo, unito alle sue cadaveriche e orribili sembianze, non è più adatto per essere esibito in pubblico, se non con delicatezza e solo se assolutamente indispensabile. Ancora più nascosto nel retropalco c’è la salma putrescente di George Soros che, a 90 anni, ancora trama e semina caos negli Stati Uniti e in tutto il mondo. (I suoi sgherri avevano recentemente portato la Rivoluzione Colorata anche in Armenia, inducendola ad “eleggere” Pashinyan, un imbecille e un traditore, che ha poi dovuto cedere una grossa fetta di territorio armeno all’Azerbaigian.) Potrei citarvi altri cadaveri finanziari e salme di oligarchi, ma si asterrò, per non farvi venire gli incubi. Nessuno vive per sempre, nemmeno Henry Kissinger, 97 anni, quindi dobbiamo solo aspettare.

Nelle società sane, i leader più anziani invecchiano e lasciano spazio a quelli più giovani, che poi subentrano dopo un lungo periodo di studio e di apprendistato. Nelle società malate, i leader più anziani si aggrappano al potere, senza permettere a nessuno minimamente competente di sostituirli e, dopo la morte, il loro posto viene preso da ladri e traditori. L’URSS e gli USA sono due di questi esempi.Tutti i gerontocrati degli ultimi anni dell’Unione Sovietica, Breznev, Andropov e Chernenko, che per un certo periodo avevano infestato la balconata del mausoleo di Lenin e che, una volta passati a miglior vita, erano stati rapidamente sostituiti da due traditori, il logorroico Mikhail Gorbachëv e il presidente ubriacone Boris Eltsin, erano stati una vera tragedia per la Russia. Ne era seguita una mortalità dello stesso ordine di grandezza delle perdite subite durante la Seconda Guerra Mondiale. In accordo con il logoro cliché sulla ripetizione della storia, l’attuale gerontocrazia americana è più una farsa che una tragedia, ma è probabile che i suoi risultati non siano meno letali per la popolazione.

Per completare questo orribile tableau, nelle attuali elezioni presidenziali statunitensi, un candidato quasi morto e la sua affascinante vice sono stati votati da un esercito di non-morti: elettori che erano stati in grado di spedire le proprie schede elettorali nonostante fossero già deceduti. Ho verificato personalmente alcune delle prove incriminanti e sono abbastanza sicuro che, in una sola contea del Michigan, erano presenti oltre 11.000 elettori del genere. Ma questa non è affatto una truffa a livello locale: tra i molti altri imbrogli sul conteggio dei voti, sembra che ci sia stato uno sforzo a livello nazionale per procurarsi le schede elettorali dei defunti, compilarle con il nome di Biden e imbucarle. Potreste anche dire che questa è una questione di diritti umani: perché privare i defunti del diritto di voto? Non è ora di smetterla di discriminare i morti? Forse LGBTQ dovrebbe essere modificato in LGBTQD per “Dead”. Ma perché fermarsi qui? Perché non aggiungere anche una “U” [Unborn] per i non-nati e porre fine a questa imperdonabile discriminazione contro l’aborto?

In ogni caso, gli elettori defunti di Biden sono solo la punta dell’enorme iceberg della frode elettorale. Ci sono anche gli oltre 1,8 milioni di elettori inesistenti ma registrati scoperti a settembre dal Judicial Watch. Aggiungeteci il sistema di voto difettoso, chiamato con l’inquietante appellativo di “Dominion,” che ha sbagliato a contare i voti, ovviamente a favore di Biden. Aggiungete a ciò la copertura mediatica, immeritatamente ingannevole e servile, offerta a Biden e l’atteggiamento ostile degli stessi mass media statunitensi nei confronti di Trump. Aggiungete a ciò i dati fraudolenti dei sondaggi che, proprio come prima delle elezioni del 2016, sono stati artefatti per rendere plausibile la vittoria di Biden ottenuta con l’inganno. Aggiungeteci anche organizzazioni super finanziate come BLM e Antifa (in cui il prefisso “Anti-” è assolutamente ingiustificato, visto che questa organizzazione, in realtà, è molto “Fa …”) a cui era stato ordinato di protestare, saccheggiare e scatenare tafferugli in molte delle principali città degli Stati Uniti, spostando i loro mercenari da un luogo all’altro, dove avrebbero reclutato utili idioti tra la gente del posto. In pratica si tratta di una una vasta, sfacciata e autoincriminante cospirazione per rovesciare il presidente in carica con una frode elettorale.

Se credete, anche solo per un momento, che io sia scandalizzato, disgustato e oltraggiato da tutto questo calpestare i sacri principi della democrazia, allora perdonami mentre scuoto la testa in modo sardonico e ridacchio silenziosamente tra me e me. No, non sono minimamente turbato. In effetti, questa situazione mi riempie di ottimismo per il futuro. Credo che questo orribile fallimento istituzionale sia uno sviluppo meraviglioso, che offre una grande speranza al resto del mondo e forse anche agli stessi Stati Uniti, sebbene l’ambiente politico statunitense sembri essere abbastanza disperato, indipendentemente da quanto orribile o meraviglioso possa essere il funzionamento del suo il sistema elettorale.

In ogni caso, sarebbe inutile cercare di dare agli Stati Uniti una parvenza di sistema elettorale democratico. Sarebbe come cercare di ripulire un arenile raccogliendo lattine di birra vuote intorno ad una balena spiaggiata. La Presidenza, dopo quattro anni di tentativi maldestri per spodestare un presidente in carica usando prove false, è un’istituzione fallita. Il Congresso, che ora spende con nonchalance il triplo delle entrate federali, è uno zombie fiscale. La Federal Reserve, che si è trasformata un puro schema piramidale, è uno zombi finanziario. E poi c’è il resto dell’economia statunitense ridicolmente gonfiata, in attesa di una forte raffica di vento che sposti verso il contante la ricchezza effimera delle azioni e delle obbligazioni, ricchezza che in gran si volatilizzerà durante il processo, mentre il rimanente causerà uno tsunami nell’inflazione dei prezzi al consumo.

Nel corso di questo spettacolo, la falsa immagine degli Stati Uniti come di una città risplendente sulla collina, faro per le masse oppresse e desiderose di respirare l’aria della libertà e di benefico poliziotto globale che salvaguarda i “diritti umani universali,” impone “valori umani universali” e diffonde “libertà e democrazia” in tutto il mondo è stata scaraventata a terra, ricoperta di escrementi, e calpestata ancora. Mentre cala il sipario su questo atto finale della Pax Americana, l’immagine dell’enfant terrible arancione e del senile burattino con bambinaia al seguito che gioca sull’altalena della disfunzione elettorale nel parco giochi della sua seconda infanzia rimarrà impressa per sempre sulle retine di tutto il pianeta. Il mondo intero potrà allora andare avanti e cercare modelli di comportamento più degni e poliziotti meno corrotti. E questo è un progresso!

Il crollo degli Stati Uniti farà sembrare la caduta dell’URSS una passeggiata nel parco o un giretto in barca su un placido stagno. Lo dico ormai da 15 anni. Il mio messaggio è ancora lì, per tutti coloro che desiderano capire cosa sta succedendo e mantenere la sanità mentale.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2020/11/watch-this.html#more
11.11.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org