Grecia sul piano inclinato

Gli eventi proseguono inesorabili lungo un percorso che sembra prestabilito, in Grecia come altrove. Gli affari sporchi si realizzano meglio sulle macerie di un paese devastato, e tra i tanti affari sporchi, la lottizzazione che trasformerà l’area dell’aeroporto Hellinikon in un quartiere per ricchi è tra i più urticanti, perché cancella letteralmente un pezzo della storia del paese, l’aviazione, e della sua cultura, dando realizzazione ad un accordo di 25 anni fa, eppure già ispirato ai princìpi della colonizzazione tedesca. Intanto il partito-gatekeeper Alba Dorata, una volta intercettato il malcontento nel decennio scorso, sembra ormai giunto al capolinea, con la sua condanna in giudizio e la classificazione come “organizzazione criminale”. Alba Dorata ha esaurito la sua utilità, come, sul versante opposto, l’ha esaurita Syriza: i nuovi traditori agiscono senza particolari infingimenti, ormai, al riparo dell’emergenza COVID, sempre più palesemente fasulla. L’emergenza vera sono la povertà, gli immigrati e l’atteggiamento turco, sempre più sfacciato ed apertamente aggressivo. Il parallelo con la Germania ed i prodromi della Seconda guerra mondiale (l’accordo di Monaco) è del tutto fondato. Le navi turche incrociano nelle acque territoriali greche e la parte nord di Cipro è, di fatto, annessa alla Turchia, mentre i profughi confluiscono in massa, forse pronti ad entrare in azione al momento prestabilito. E il governo mette a posto un altro tassello approvando alla chetichella la nuova legge sui fallimenti, che permetterà il pignoramento anche delle prime case senza l’intervento di nessun tribunale…

Panagiotis Grigoriou ci fa sapere che la sua attività estiva di guida turistica nella Grecia alternativa ha registrato quest’anno solo il 12% degli introiti avvenuti l’anno scorso. Le donazioni al suo blog sono sempre più necessarie alla sua sopravvivenza.


Da “La mano di Dio” – Sabato 3 ottobre 2020

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Hellenikón, vista aerea, 1962.

(…) la notizia della distruzione finale dopo la “privatizzazione” del sito di Hellenikón, quello del vecchio aeroporto di Atene, non è stata sufficientemente diffusa dai media, e a ragione. Eppure questo sito è parte integrante della memoria collettiva greca, che è stata sacrificata in questo modo. Paese… venduto al midollo da una banda di delinquenti.

Il sito di Hellenikón, era stato il primo aeroporto di Atene e della Grecia per quasi sessant’anni. Espansosi oltre la prima base aerea militare negli anni Venti, solo dopo la Seconda guerra mondiale incarnerà con orgoglio la porta d’accesso principale alla terra di Zeus non lontano dall’Acropoli.

(…) Qui sono nate le prime compagnie aeree private greche, e prima di tutto la leggendaria TAE del suo secondo periodo, la famosa “Technical Air Operations” (…) fondata nel 1935 da Stephanos Zótos, anch’egli pilota dell’aviazione militare(…) distrutta dai tedeschi durante la guerra e l’occupazione dal 1941 al 1944. Zótos riuscì così a far risorgere la TAE solo nel 1946, con l’aiuto degli americani della Trans World Airlines.

Si procurò per la sua compagnia tre Dakota C-47, convertiti in civili Douglas DC-3 in Egitto nell’estate del 1946. (…) questi aerei sono stati i primi a fornire i collegamenti essenziali del dopoguerra; prima da Atene a Salonicco e poi a Chania a Creta. Tutto era ancora rudimentale, e i passeggeri della compagnia aspettavano i loro voli sotto una grande tenda fino alla costruzione del primo vero terminal pochi mesi dopo. Tuttavia, nel suo primo anno di attività, l’unico vettore nazionale dell’epoca, aveva già trasportato 11.000 passeggeri, tra cui la delegazione greca ai colloqui di pace di Parigi nell’ottobre 1946.

Hellenikón alla fine degli anni ’50. Fonte Internet

(…) La guerra civile dal 1946 al 1949, che contrapponeva l’esercito del governo greco, sostenuto dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, all’esercito comunista, sostenuto dalla Jugoslavia e dall’Albania(…) aveva reso il trasporto terrestre molto rischioso in quanto i sabotaggi e gli attacchi erano stati frequenti. Solo l’aereo poteva quindi garantire la continuità territoriale del Paese, almeno quella del Paese ufficiale.

Nel 1951 (…) tra ripetuti scandali e pressioni politiche, la TAE viene messa in liquidazione e nuovi nomi appaiono tra i potenziali acquirenti. La gara fu tra gli armatori greci Niárchos, Goulandrís e Onássis. Onássis vinse finalmente la gara, e nel 1957 la nuova compagnia nazionale, ma allora di proprietà privata, fu chiamata Olympic Airways, ancora con sede a Hellenikón. Agli occhi dei greci, la leggenda di Onassis è diventata inseparabile da quella dell’aeroporto storico di Atene.

Questa è l’età dell’oro, anche per le rappresentazioni collettive. All’epoca, il viaggio aereo rimaneva il privilegio delle classi agiate del paese (…) Per quasi la metà dei film dell’epoca girati a partire dagli anni Cinquanta, Hellenikón e i suoi aerei sono diventati inevitabilmente i protagonisti delle telecamere, a parte gli attori ovviamente. Per quasi 25 anni, i greci hanno seguito nelle stanze buie, mese dopo mese, l’evoluzione, gli ampliamenti e gli abbellimenti del sito di Hellenikón, così come la trasformazione degli aerei e, in particolare, l’avvento dei jet commerciali. Hellenikón, con i suoi balconi aperti al pubblico, è diventato anche un luogo popolare per i passeggiatori della domenica, che si divertono a bere un caffè mentre guardano gli aerei e i loro passeggeri, non senza una certa dose di gelosia.

(…)

La storia di Hellenikón è quindi legata non solo alla memoria dell’aviazione civile, ma anche a quella della Grecia nel suo complesso, e persino dell’Europa. (…)  Olympic Airways è passata [seconda metà anni ‘70] sotto il controllo dello Stato, in realtà dei partiti al potere e dei sindacati compromessi. All’epoca regnava il clientelismo, il che non significa che il personale della compagnia di bandiera greca non fosse all’altezza del compito.

I suoi piloti, quasi tutti dell’aeronautica militare, avevano un’ottima reputazione, costantemente confermata dai fatti.

Il Terminal Est di Hellenikón, inaugurato nel 1969

(…) Il Terminal Est [fu] inaugurato nel 1969. Questo progetto era opera di Eero Saarinen, famoso architetto e designer americano di origine finlandese, con la differenza che la costruzione del Terminal Est di Hellenikón è stata completata molto tempo dopo la morte prematura del suo architetto nel 1961.

(…) Già alla fine degli anni ’70 era certamente prevista la costruzione di un nuovo aeroporto vicino ad Atene. Tuttavia, non è detto che il sito di Hellenikón dovesse essere abbandonato. In Francia, per esempio, la riqualificazione di Orly in un aeroporto civile nel 1954 non ha portato alla chiusura di Le Bourget, e poi l’inaugurazione dell’aeroporto di Roissy vent’anni dopo non ha significato la chiusura di Orly. Solo che i demoni di Atene, come quelli di Berlino, hanno subito segnato il destino dell’aeroporto, il più amato dai greci.

Terminale Ovest di Hellenikón, anno 2000
La distruzione del Terminale Ovest, estate 2020. Foto Eurokinissi

Il nuovo aeroporto internazionale di Atene, Eleftherios Venizélos, costruito vicino alla città di Spáta, ha finalmente aperto le sue piste il 28 marzo 2001 sotto il Primo Ministro, Cóstas Simítis, una pedina di Berlino il cui fratello, all’epoca, era a capo di un intero ramo dei servizi di sicurezza tedeschi, l’equivalente dell’FBI in Germania.

Il consorzio tedesco che ha costruito e poi gestito il nuovo aeroporto internazionale di Atene ha chiesto contro ogni logica la chiusura del sito di Hellenikón nella stessa data del 28 marzo 2001. Così, Hochtief Aktiengesellschaft vöm, ABB Calor Emag Schaltanlagen, Krantz-TKT GmbH e Flughafen AthenSpata Projektgesellschaft mbH hanno imposto le loro condizioni coloniali alla Grecia. Tuttavia, molti studi raccomandavano di mantenere Hellenikón come secondo aeroporto della capitale, il quale avrebbe potuto mantenere le attività della compagnia di bandiera greca Olympic Airways. Beh… [la risposta fu] no.

La… la Convenzione Coloniale era molto chiara su questo punto. [Fu] firmata nel 1995 per la parte greca dal ministro socialista Laliótis in un momento in cui il leader storico del PASOK, Andreas Papandreou, morto nel gennaio 1996, era fortemente indebolito e Simítis già regnava supremo sia nel partito che nel governo (…)

“Lo Stato greco garantisce che durante il periodo contrattuale: A- prima del ventesimo anniversario della data di entrata in vigore del presente accordo, nessun nuovo o esistente aerodromo può essere sviluppato, migliorato o aggiornato con l’assistenza dello Stato greco per diventare un aerodromo internazionale nel raggio di 100 km da Piazza Sýntagma ad Atene e in aggiunta: B- nessun nuovo aeroporto sarà sviluppato con l’aiuto dello Stato greco come aeroporto internazionale nel raggio di 50 km da Piazza Sýntagma, Atene fino a quando il nuovo aeroporto di Atene non avrà raggiunto per 12 mesi consecutivi i 50 milioni di passeggeri in transito inclusi e inoltre: C- nessun aeroporto esistente nel raggio di 50 km da Piazza Sýntagma ad Atene sarà sviluppato, migliorato o trasformato in un aeroporto internazionale dallo Stato greco prima del ventesimo anno successivo e fino a quando più di 30 milioni di passeggeri di aerei avranno utilizzato l’aeroporto per un periodo di 12 mesi consecutivi”. Paragrafo 3.1.4 – Legge 14 settembre 1995, n. 2338; legge quindi senza appello.

Hellenikón… campo per immigrati clandestini. 2016

Nel 2019, anno record, il traffico del nuovo aeroporto tedesco di Atene ha raggiunto i 25 milioni di passeggeri. Nonostante i tempi previsti dai termini della convenzione…

(…) Questa vergognosa legge 2338 del 14 settembre 1995 prefigura tutte le leggi del memorandum, altrimenti chiamate leggi coloniali imposte dalla Troika e da Berlino alla Grecia con il pretesto del cosiddetto “debito” dal 2010.

Relitto di un Boeing 747-200 della Olympic. Hellenikón anni 2010, stampa greca

Alla fine, tutti i memorabili governi dal 2010 al 2020 hanno sottoscritto l’affare tedesco per vendere il sito di Hellenikón senza il minimo rimorso o scrupolo. (…)  Nel 2016, SYRIZA, al governo, aveva addirittura trasformato una parte del sito in un campo per immigrati musulmani clandestini(…) Parlando di soldi, il vaiolo dei politici di Atene ha venduto Hellenikón al consorzio Lamda Development, di cui la famiglia dell’armatore Látsis, che ne faceva parte, aveva acquisito una grossa quota. Qualche mese fa, i dirigenti del Dispensario medico solidale di Hellenikón, ora sfrattati dal sito (…), hanno pubblicato una sintesi dei fatti, che è stata molto dannosa per gli “investitori”.

Modello del progetto Lamda Development. Stampa greca, 2020

“Già in questo caso, difficilmente si può parlare di un interesse pubblico, di fatto realizzato in deroga anche alle leggi esistenti. La vendita di 6,2 milioni di metri quadrati è stata effettuata al prezzo di 915 milioni di euro, pari a 148 euro al metro quadrato per la concessione del sito per 99 anni. Il prezzo, che sarà pagato a rate nell’arco di 10 anni, corrisponde a… 12 giorni di interessi sul debito pubblico greco (…)”

Ma non è tutto. Alla fine di luglio 2020 e meno di un mese dopo l’arrivo di Mitsotákis (…)  la famiglia Látsis si ritirò bruscamente dalla Lamda Development. Strano, per questa famiglia il cui patriarca fece fortuna come perfetto trafficante e collaboratore dei tedeschi durante l’altra occupazione, lo stesso Látsis, che vendeva petrolio alla Turchia mentre quest’ultima invadeva Cipro nel 1974.

Mentre i cinesi di Fosun e gli arabi di Eagle Hills si stanno ritirando anche da Lamda Development, i Látsis stanno vendendo le loro azioni a Brevan Howard Asset Management LLP, un hedge fund con sede nelle Isole Cayman e nel Jersey, con lunghe ramificazioni da Tel Aviv a New York. La nostra umile opinione è che i Látsis molto probabilmente sono serviti come facciata per la Lamda Development, fino a quando i veri nuovi padroni di Hellenikón non hanno potuto apparire senza paura della reazione popolare. Il cerchio si chiude così e nel bel mezzo della crisi greco-turca e della crisi COVID-19, la demolizione degli edifici storici.


Da “Stufato dorato” [ndt: gioco di parole tra il titolo originale del post (“Daube Dorèe”) ed il nome del partito di estrema destra, Alba Dorata (in francese “Aube Dorèe”), ormai “bollito” ] –

Venerdì 9 ottobre 2020

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(…)

Il centro di Atene pullula di invasori e di coloni musulmani. In pochi mesi e approfittando del confinamento, il governo del vampiro Mitsotákis ha trasferito molti di loro nella Grecia continentale e soprattutto ad Atene. Inoltre, egli stesso ha dichiarato nel 2019: “Combatteremo il nativismo”.

(…) In altre parole, farà tutto il possibile affinché i greci possano essere sostituiti da più di due milioni di immigrati, soprattutto clandestini e musulmani, su dieci milioni di abitanti del paese (…)  Si tratta, (…) solo di una variante high-tech del nazismo dei tedeschi di un tempo, che da allora hanno guadagnato in statura, ma eccellono in furbizia. Se necessario, la tirannia attuale crea i suoi falsi spaventapasseri, utilizzando una vasta gamma di prodotti, oltre a spettacolari produzioni politiche… nel frattempo.

L’ultima mascherata di questo tipo in Grecia è la condanna definitiva di questa settimana di Alba Dorata da parte della cosiddetta “giustizia greca”, (…) partito fittizio, che il sistema ha fabbricato e soprattutto mantenuto per sbiancare sia i denti che i crimini, è quindi ora ufficialmente classificato come “organizzazione criminale”. Favola.

Quindi lo strumento Alba Dorata ha fatto il suo tempo. Era stato spinto al rango di partito in un Parlamento da operetta (…) dal para-stato dei Servizi Segreti (…). Il suo compito è ora svolto. (…)  Il che, per tutto questo, corrisponde alla fine di un ciclo. Per il ciclo del primo decennio sotto la troika tedesca si è concluso con l’uscita di SYRIZA dallo pseudo-potere nel 2019, e ciò che ora bolle in pentola, supera di gran lunga la provata nocività dell’episodio precedente.

L’indebolimento economico del Paese, la partenza di quasi 600.000 greci all’estero, la riduzione di tutti i bilanci statali, soprattutto quello della sua presunta difesa nazionale a più del 60%, è ciò che porta direttamente alla perdita di territori e spazi, prima a Cipro e poi nel Mar Egeo e persino nella Grecia continentale. La Troika è tedesca e Attila è sempre stato turco… (…)

(…) Gli utili idioti dal basso, una minoranza del paese, gridano alla vittoria, (…) “Seppelliamo i fasci”. Stufato dorato e farcito [NdT: il gioco di parole del titolo], fino all’ultimo sterile rituale della sua morte per sentenza pronunciata dal Tribunale (…) La verità è sempre la verità. Alba Dorata era stato quel piccolo gruppo della fine degli anni Ottanta, apertamente neo-nazista, il cui leader Michaloliákos avrebbe tradito fin da subito i suoi primi accoliti (…) Questo povero individuo affamato di soldi, che per inciso ha trasformato Alba Dorata in una slot machine a beneficio della sua stessa famiglia, è stato facilmente manipolato, a quanto pare, a partire dal suo arresto negli anni ’80 da parte dei servizi segreti di Stato. Va notato che, allo stesso tempo, anche gli assassini di sinistra dell’organizzazione terroristica “17 novembre” erano stati infiltrati e manipolati dagli stessi servizi segreti greci e stranieri.

(…)

Per inciso, qualsiasi presa di posizione patriottica, qualsiasi denuncia dell’immigrationismo è stata e rimane accusata di neonazismo; il metodo è stalinista, meno il gulag ecologico o sanitario; per il momento. (…)  mantenere Alba Dorata in manette ha così impedito l’emergere di un autentico polo del campo patriottico e sovranista (…). Un movimento ampio e possibile, potenzialmente alimentato sia dalla vecchia destra, o anche dall’estrema destra non nazista, sia dai patrioti dell’antichissima sinistra (…).

Fattorini che manifestano ad Atene. Ottobre 2020

(…)ad Atene la gente continua a manifestare con dignità sotto il segno della precarietà, per poi schiacciarsi a morte, come i “piccoli” fattorini in moto, questa settimana in sciopero (…). Chiedono infine la firma di un contratto collettivo per la loro professione, la presa in carico delle loro moto e del carburante da parte dei loro datori di lavoro (…) e infine il riconoscimento della loro professione come pericolosa e molto dannosa per la loro salute. (…)


Da “Il sole che tramonta” – Giovedì 15 ottobre 2020

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(…)

È proprio nel Mar Egeo che l’armata turca è fuori gioco e la nave da esplorazione petrolifera Oruç Reis, ben scortata, sta di nuovo violando lo spazio marittimo greco da qualche ora. La Turchia, il Paese dell’islamismo pirata, attacca sempre più spesso i Paesi vicini, Iraq, Siria, Libia, Cipro, Grecia, Armenia e così via, mentre l’Unione Europea germanizzata copre e addirittura incoraggia Ankara. Guerra fasulla.

(…) L’Oruç Reis si trovava ieri a 6,5 miglia da Kastellórizo, mettendo a volte in discussione la realtà, oltre che la legalità, della piattaforma continentale greca a 12 miglia. (…)  Ora ci troviamo di fronte a una nuova situazione. Questo si riflette anche nell’annuncio del Ministero degli Affari Esteri greco, sotto la guida di Níkos Déndias, che ha finalmente accennato a una grave minaccia per la pace”.

(…) Tranne che per la stampa agli ordini, la notizia più grande della serata è ovviamente COVID-19 in Grecia, “436 nuovi casi, 7 morti e un totale di 86 pazienti intubati”. Beh, non lo e’. Il coronavirus non ci ucciderà tutti. E anche al di là della geopolitica, sta già uccidendo l’economia (…). Basta guardare alla quotidianità (…). Il parcheggio degli autobus sotto l’Acropoli è disperatamente vuoto, i cartelli “in vendita” o “in affitto” sono di nuovo in superficie ad Atene, e nel centro della città i nativi che non frequentano più i negozi e i caffè lasciano il posto ai migranti (…)

Parcheggio pullman sotto l’Acropoli. Ottobre 2020

(…) Una vera e propria malattia molto difficile da gestire e altamente contagiosa, ma che uccide così poco, rispetto per esempio all’influenza del 1918, la COVID-19 non è semplicemente una pandemia. (…) “Resteremo rinchiusi a casa, faremo quasi tutto via Internet – long live 5G – e non usciremo finché non ci sarà permesso. Questo è quanto hanno deciso gli gnomi di Davos, con il pretesto di una pandemia fittizia. A parte questo, tutto va bene grazie e la merda può continuare a diffamare gli orribili… teorici della cospirazione che denunciano il grande inganno… Il discorso a distanza del primo ministro britannico alla conferenza del suo partito lo ha visto rifiutare l’idea di un ritorno alla normalità. Sta usando Covid-19 per seguire l’agenda della Grande Reset del World Economic Forum, come molti ci hanno avvertito? Ben detto.

(…)

Poca consolazione, cinema e teatri potrebbero riaprire in condizioni… e anche in questo caso non è facile perché al 30% della loro capacità autorizzata… il loro repertorio non è più così praticabile.

(…) Nel 2020, l’aggressività della Turchia supera tutti i limiti che si era imposta in un senso. D’ora in poi, e sull’orlo della nuova guerra aperta, Erdogan, come Hitler, annuncia chiaramente i suoi obiettivi. Per occupare o, nel peggiore dei casi, satelliti l’intera Cipro, così come il Mar Egeo e persino tutta la Grecia.

(…) è la guerra ormai aperta o l’umiliazione nazionale imposta da Berlino e Ankara intorno al tavolo delle “trattative” che porta a un’ulteriore perdita di sovranità e di territorio nazionale, non c’è altra via d’uscita. Mitsotákis, il… bambino tedesco sotto le sottovesti di Merkel, e il suo consigliere Thános Dókos, cercano, come si suol dire, “la pace” e fanno finta di non vedere che l’invasore è già lì. (…)

Erdogan è ugualmente pressato dal calendario elettorale negli Stati Uniti e intende sfruttare il galleggiante risultante, compreso COVID-19. Come nel 1974, l’invasione turca di Cipro, un’operazione scritta in collaborazione con il potere britannico, era stata rischiosa in un momento in cui il presidente Nixon era rimasto invischiato nello scandalo del Watergate. La storia non si ripete, se non che a volte gira in tondo. La visita di questa settimana ad Atene di Heiko Maas, il ministro degli Esteri federale tedesco, aveva inoltre il solo scopo di esercitare ulteriori pressioni sull’aggredito, e non sull’aggressore stesso, nonostante le dichiarazioni ufficiali contrarie.

(…) E non è tutto. La provocazione turca ha raggiunto nuovi limiti quando, nella notte tra il 14 e il 15 ottobre, i turchi hanno tenuto in volo per venti minuti l’aereo del governo che trasportava il ministro degli Esteri Níkos Déndias ad Atene. L’aereo, che aveva lasciato l’Iraq oltre il confine con la Turchia, sebbene i suoi piloti avessero normalmente ricevuto le necessarie autorizzazioni dalle autorità turche, queste ultime hanno successivamente rifiutato di approvare il consenso da loro precedentemente concesso. Guidando in cerchio per venti lunghi minuti, i piloti hanno cercato senza successo di contattare le autorità turche, che non rispondevano più alle chiamate, sapendo che non ci sarebbe stato abbastanza carburante per raggiungere Atene oltre un certo ritardo. Alla faccia del… La modernità turca, anche nella routine dei voli aerei. Guerra e Pace, ottobre 2020.

La… Sacra famiglia del clan Mitsotákis. Foto, stampa greca 2020

(…) E sì, i Mitsotákis, quel clan di parassiti tra tanti altri sul corpo della Grecia e sul popolo greco. I media al timone “dimenticano”, per esempio, che Kyriákos Mitsotákis ha altrettanto “dimenticato” il rimborso dei 300.000 euro che ha preso in prestito per sostenere la “sua stampa locale” a Chania, Creta, o che sua sorella, Alexándra Mitsotákis sta prosciugando centinaia di migliaia di euro per essere il lobbista ufficiale delle turbine eoliche tedesche in Grecia, quelle che suo fratello sta imponendo ai greci. Per inciso, il Partito della Nuova Democrazia deve alle banche più di 300 milioni di euro, mentre molti ministri attuali e passati, tra cui Mitarákis, Lovérdos e Georgiádis, devono alle stesse banche più di 20 milioni di euro, che non restituiscono. Allo stesso tempo, il greco medio può vedersi sequestrare la sua casa per un debito di 5 000 euro che non può ripagare.

(…)

Le cose devono finalmente essere dette così come sono. Non dobbiamo più abbellire questa bruttissima e fatalmente pericolosa situazione che la Turchia, in quanto paese pirata, ha così creato anno dopo anno nel Mediterraneo orientale. Il grande errore dei tedeschi, ripetuto dagli americani, supponendo per il bene del dibattito che sia un errore, è che si fidano ancora della Turchia del leader islamista Erdogan. Beh, sono già in totale perdita. La Turchia ha già cambiato schieramento, ma fanno finta di non vederlo. Quale altro paese avrebbe potuto acquistare il sistema missilistico russo S-400 senza che fossero già state imposte sanzioni? Non ce ne sono.

(…)  la Turchia non si fermerà alle minacce. Né nel Mar Egeo né nella Grecia continentale, figuriamoci a Cipro. Si tratta dell’esatta attuazione dei suoi piani. Erdogan non sta mettendo alla prova le acque, come si dice a volte nel linguaggio diplomatico, no, vuole la guerra. Purtroppo, anche la Grecia e Cipro devono prepararsi alla guerra – per dirla senza mezzi termini – e per farlo, entrambi i Paesi devono stringere forti alleanze regionali.

(…) Erdogan vuole tutto, la guerra come pure… la pace, la sua naturalmente. Ricordiamoci semplicemente che gli accordi di Monaco offrirono a Hitler ciò che voleva, e che in seguito la guerra ebbe ancora luogo.


Da “Oltre la barbarie” – Sabato 17 ottobre 2020

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(…)

I nostri ultimi turisti stanno assaporando in questo momento ciò che resta della terra dei viaggiatori e dei poeti. Momenti così rubati tra cielo e mare, come gli ultimi clienti che hanno scoperto la Grecia attraverso “Altra Grecia” [l’attività estiva di guida ed accompagnatore turistico di Panagiotis Grigoriou]. Sono stati molto rari quest’anno, rarissimi anche, fuggiti in previsione del lungo inverno europeo (…). Li ringrazio di cuore, a volte sono anche lettori storici di questo povero blog.

Tutto sommato quest’anno ho ottenuto all’incirca il 12% del fatturato del 2019 (…)

(…) Tanto vale concludere l’estate sulle trincee di Pausanias, il Périégète. Sì, perché per miracolo i suoi bagni esistono ancora esattamente nello stesso posto di diciotto secoli fa. Pausania, “Descrizione della Grecia”, Libro II.

[Τῆς δὲ Τροιζηνίας Τροιζηνίας γῆς ἐστιν ἐστιν ἐστιν ἐπὶ ἐπὶ ἐπὶ πολὺ διέχων ἐς θάλασσαν, ἐν ἰσθμὸς ἰσθμὸς αὐτῷ πόλισμα οὐ μέγα ἐπὶ Μέθανα ᾤκισται ᾤκισται. Ἴσιδος δὲ δὲ ἐνταῦθα ἐστι, καὶ καὶ ἄγαλμα ἐπὶ ἱερόν τῆς ἀγορᾶς Ἑρμοῦ, τὸ δὲ ἕτερον Ἡρακλέους. Τοῦ δὲ που που που στάδια θερμὰ λουτρά]. “Da Trezene dipende un istmo, che si protende molto lontano nel mare. C’è una piccola città chiamata Methana, costruita proprio sulla riva. Lì si nota un tempio di Iside, e nella piazza pubblica le statue di Minerva – Atena ed Ercole. A circa trenta stadi di distanza dalla città ci sono i bagni caldi. Si dice che l’acqua che arriva a loro non fu scoperta fino al regno di Antigone, figlio di Demetrio, re di Macedonia. Ma non apparve all’improvviso: prima c’era un grande fuoco, che faceva bollire la terra, per così dire, e si spegneva, e vi scorreva acqua calda, molto salata, che scorre ancora oggi.

I bagni di Pausania. Methana, ottobre 2020

(…) “Nove isole lungo la costa sono chiamate le Isole Pelop. Ce n’è uno dove la pioggia non cade mai. Almeno questo è quello che dicono in Methane, perché non ho controllato il fatto. Ho visto però uomini che deviano la grandine con sacrifici e parole magiche. L’istmo di Metana fa parte del Peloponneso”.

Un paese che fa sempre sognare… anche nel bel mezzo di un incubo. (…)

I tempi stanno cambiando, lo vedo. Lo sanno anche i nostri visitatori. L'”Altra Grecia” è un luogo di scambio e di riflessione. La loro relativa ed effimera serenità greca non è sinonimo di ingenuità. Se ne vanno certamente con il cuore pieno e l’anima serena, così come ci lasciano cauti. Proprio come noi.

(…)

Le ultime barche a vela prima del viaggio di ritorno. Pieghiamo le vele e restituiamo le chiavi. Nello stesso mondo nautico parallelo, la Marina ellenica è in allerta. L’aggressore turco mette alla prova i mezzi e gli atteggiamenti, nonché lo stato d’animo. Le forze armate greche sono in allerta dallo scorso luglio. È noto che alcuni funzionari sono piuttosto sconvolti… per l’inadeguatezza dei politici. Questo a volte viene raccontato attraverso i media alternativi, come ci raccontiamo noi greci.

(…)

Al di là della barbarie, gli umili di questo mondo sperano ancora!

 


 

Da “Figli del Pireo!” – Mercoledì 28 ottobre 2020

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(…) molti abitanti delle città ora aspirano a tornare in campagna; quelli che i loro antenati avevano lasciato negli anni Sessanta. La città non è più quella di una volta in termini di promesse di progresso sociale e di sicurezza del lavoro, né di sicurezza. Poi, la socialità degli abitanti delle città, già danneggiata durante la cosiddetta crisi greca degli anni successivi a quel lontano 2010, avrà subito il colpo finale sotto la crisi COVIDIA. (…)

Anche gli ateniesi notano con amarezza, tutta questa progressiva metamorfosi della loro città in un focolaio di attiva islamizzazione, imposta dagli immigrati che allora erano ferventi acculturatori dei popoli e delle nazioni del vecchio continente. Quasi la metà dei quartieri del centro città sotto l’Acropoli che si estende verso ovest sono ora in gran parte islamizzati, soprattutto dal 2015.

 

Messaggio da amici armeni. Atene, ottobre 2020

E non è tutto. Nell’attuale contesto greco-turco, i nostri amici armeni, così come il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi, avvertono questa settimana Atene e Nicosia dell’infiltrazione in Grecia e a Cipro di molti jihadisti mescolati in modo subdolo con i migranti colonizzatori… inviati sul posto da Erdogan. Questi terroristi potrebbero presto intervenire, ad esempio ad Atene e nelle isole greche del Mar Egeo, non appena la Turchia ufficiale, islamista e totalitaria, darà loro il segnale.

(…)  gli eventi attuali stanno assumendo l’aspetto di una cascata su un pendio scivoloso. Da appena una settimana a questa parte, la tensione è tornata a crescere nel Mar Egeo. La Turchia ha di fatto annesso illegalmente la parte occupata di Cipro dopo la sua invasione nel 1974, e la moratoria annunciata ufficialmente dalla NATO sulle esercitazioni militari nei due Paesi durante le festività nazionali è stata immediatamente infranta da Erdogan. Anche i pretesti di facciata, quindi, volano in faccia alla Turchia. In occasione della festa nazionale greca del 28 ottobre, i turchi violeranno ancora una volta le acque territoriali greche come al solito.

Nel frattempo, la nave turca da esplorazione petrolifera Oruc Reis sta navigando non lontano da Rodi. Il gioco è quello di provocare la reazione greca, che a lungo andare comporta il rischio di una deflagrazione. Manca l’informazione, alcuni analisti come lo storico Yórgos Margarítis ritengono che le forze greche abbiano disertato la zona senza troppo clamore; il gioco è doppio, quindi Mitsotákis avrebbe venduto tutto a Berlino.

Mitsotákis e Sakellaropoúlou. Ottobre 2020, stampa greca

(…) Tuttavia, la diplomazia greca sotto Níkos Déndias è finalmente visibilmente attiva, solo l’intero Mitsotákismo berlinese è piuttosto problematico.

Così e per annunciare le nuove misure COVIDIANE, essenzialmente il coprifuoco e l’uso delle maschere, divenute obbligatorie ovunque per quasi due terzi della popolazione del Paese, Mitsotákis lo ha fatto solennemente e alla presenza del Presidente della Repubblica, la Sorosiana Sakellaropoúlou. Quest’ultimo, fedele all’agenda di Sóros, Bill Gates e dell’OMS, ha precisato che “il più grande problema che la Grecia sta attualmente vivendo è proprio quello del coronavirus, più dell’aggressione turca”. Il paese reale, che sta già raccogliendo le sue olive di stagione, avrà occasionalmente tratto le sue conclusioni, sia politiche che politiche.

Si sarà capito che le marionette al timone hanno come obiettivo l’uccisione del paese, forse con pochissime eccezioni. Sotto Mitsotákis e con il pretesto di COVID-19, i greci non hanno celebrato la Pasqua, né la più grande festa della loro estate, quella della Dormizione del 15 agosto, la più importante delle feste della Vergine Maria. Sono state cancellate anche le sfilate e le commemorazioni delle due festività nazionali, il 25 marzo e il 28 ottobre, un ulteriore passo verso la desiderata de-realizzazione della nazione e della sua identità culturale.

Un anno 2020 quindi con un gusto amaro e un’economia ancora una volta schiacciata, oltre alle scissioni sociali e generazionali generate dalla meccanica sociale del COVID. E l’ordoliberismo si aggiunge al quadro. Mentre Mitsotákis sta assegnando al suo … Ufficio del Primo Ministro ulteriori 1,7 milioni di euro su base annua, il governo sta al tempo stesso promulgando la nuova legge quadro sul fallimento e il sequestro dei beni greci.

Lo Stato e le banche finanziatrici avranno ora la possibilità di far fallire qualsiasi greco, in altre parole qualsiasi persona fisica in qualsiasi momento e “automaticamente”. Ciò significa il sequestro immediato, tra l’altro, della sua residenza principale, senza passare attraverso i tribunali. I fondi-avvoltoio [NdT: che acquistano gli NPL, cioè i crediti in sofferenza delle banche] … fanno festa, perché potranno mettere le mani su ciò che resta dei beni immobili dei greci. Alla faccia della… politica sociale di Mitsotákis. L’ordoliberismo è l’anticamera del feudalesimo tecno-digitale robotizzato, passando per la necessaria copertura del caos organizzato, il “RESET” come già lo chiamano alcuni pappagalli del sistema.

Le analisi sull’argomento sono piuttosto amare. “(…) la legge attuale è di fatto un vero e proprio piano di saccheggio del patrimonio dei cittadini greci. Il sistema bancario usurario, così come i fondi parassitari stranieri e locali, hanno già preso posizione a seguito di una prima legge SÝRIZA del 2018; ora possono acquistare prestiti dai greci per una somma simbolica”.

“Tuttavia, questa mutazione non solo avrà gravi effetti collaterali economici e sociali, ma influenzerà anche la spina dorsale della nazione. E i grandi disordini sociali che saranno generati saranno poi insostenibili, a causa delle grandi questioni nazionali attualmente aperte, oltre che essenzialmente la più grande minaccia attuale per il Paese, ovvero l’espansionismo turco contro la Grecia. Non occorre essere un profeta per prevedere le conseguenze devastanti che un tale sviluppo può avere sulla coesione sociale e nazionale del Paese”.

TRADUZIONE A CURA DI FRANZ-CVM