Grano siciliano e crisi alimentare

162 ANNI DI SOTTOSVILUPPO DEL SUD PROGRAMMATO E VOLUTO

Il grano non manca: ci speculano e mentono le Quattro Sorelle del Cibo

Di Loreto Giovannone, sovranitapopolare.org

La favolosa produzione del grano in Sicilia nel 1860 è testimoniata negli scritti di Nándor Éber, spia al servizio degli inglesi, militare ungherese naturalizzato britannico, tra i feroci mercenari aggressori dei paesi del Sud al comando della sua brigata, insieme a Stefano Turr al comando della Legione Ungherese, infine giornalista corrispondente del The Times in Oriente.

Eber prese parte alla spedizione dei Mille con la brigata denominata “Eber”, 2462 mercenari effettivi la cui ferocia tanti lutti lasciò negli eccidi di civili nei paesi del Sud. La brigata da Marcellinara, Tiriolo, Catanzaro (1° settembre 1860), Avellino e provincia. Eber del grano siciliano scrisse:

Quello che ci si disse sempre a Palermo, che noi troveremmo cattive disposizioni nell’interno, non è vero, tanto meno lo è ciò che ci si disse sulla povertà del paese. Io per esempio, del pari che molti altri, siamo alloggiati in appartamenti migliori e più puliti di quelli che avevamo a Palermo. Io sto scrivendo in una stanza abbastanza ben mobiliata con un pianoforte e delle poltrone, ho dormito in un elegante letto di bronzo con delle biancherie di lino e di bucato ed ho perfino potuto prendere stamattina il mio bagno freddo. Se si continua di questo passo finiremo a stare in palazzi, e a vivere in gran lusso invece delle privazioni che ci aspettavamo. Non solamente la popolazione in genere dell’interno è bene disposta a far qualche cosa, ma essa è ricca e civile. Dacchè lasciammo Palermo non abbiamo incontrato che due o tre mendicanti. Il paese che io mi attendeva trovare sterile e incolto, è invece un succedersi di campi di grano, fino alla cima delle montagne, interrotto solo da magnifici boschi di ulivi.” Distrutta la fiorente economia agricola nel 1860, l’Unità italiana dei governi liberali nordcentrici e coloniali ha da un secolo e mezzo favorito il sottosviluppo e la depressione dell’economia del Mezzogiorno. Scriveva Eber In Sicilia trovate una ricchezza di produzione che è incredibile se paragonata al piccol numero degli abitanti… ma io non ho mai visto un simile risultato sortito da mezzi di produzione così primitiva. Il suolo è fertilissimo. Ho contato qual che volta le spighe del grano e vi ho trovato fino a 97 granelli. Ora solo comincio a capire come la Sicilia ha potuto esser il granaio di Roma.

Regione e UE per il grano in Sicilia. L’anno 2017 la Regione siciliana distribuiva premi in denaro agli agricoltori isolani, 360-370 euro ad ettaro, che non coltiveranno il grano duro per sette anni! La regione ha premiato chi si impegnava a non produrre grano duro a favore del grano estero che arriva nei porti italiani con le navi. Così la Regione siciliana si chinò agli interessi delle multinazionali, dell’Unione Europea e del Canada. Nell’anno 2017 il Parlamento Europeo approvò il CETA, il trattato commerciale internazionale tra Unione Europea e Canada che prevedeva, tra le altre cose, l’acquisto del grano duro che il Canada produce per 4 milioni di tonnellate di grano all’anno ‘ricco’ di glifosato e micotossine DON.

https://www.inuovivespri.it/2017/02/27/granosalus-i-risultati-delle-analisi-sulla-pasta-barilla-voiello-de-cecco-divella-garofalo-la-molisana-coop-e-granoro-100-puglia/

Ovviamente si alzano cori di lagnanze ma niente si fa per la salubrità alimentare dei consumatori. Di fatto si accetta con il grano duro canadese imposto dai trattati europei, un prodotto industriale che arriva sulle tavole e nell’alimentazione che potenzialmente può sviluppare, nel tempo, problemi sanitari per la salute dei consumatori. Il paradosso sta nel finanziare la NON COLTIVAZIONE del grano, per favorire l’arrivo del grano canadese!

Palermo sequestrate 105 tonnellate di grano. Il 24 maggio 2022 Cinque le persone denunciate. Ipotesi di illeciti di semi sprovvisti della prescritta certificazione quale certificati? non viene detto. È la politica del sottosviluppo agricolo messa a sistema per favorire le multinazionali straniere che da una parte sembra controllare la qualità con diversi processi di certificazione internazionali, adottando procedure e controlli che superano rigidi standard per garantire un alto livello qualitativo del prodotto, dall’altra fornisce grano canadese che sarà si certificato ma che contiene glifosato e le micotossine DON al 25%… senza aver assolto gli obblighi, la miscelazione del grano sequestrato con altro di differenti varietà. Quali sono le differenti varietà per la miscelazione e perché deve essere miscelato per legge?

Le certificazioni per il frumento hanno l’omologazione allo standard ma che per le vicende del grano siciliano solo i commercianti locali o nazionali sono tenuti ad osservare mentre la qualità delle farine del grano importato dalle multinazionali estere è sempre più scarso e contaminato. Certificazioni previste:

  • Certificazione ISO 9001:2008 – Sistema di gestione per la Qualità
  • Certificazione ISO 14000:2004 – Certificazione ambientale
  • Certificazione British Retail Consortium – BRC (Vers. 7 grado AA)
  • International Food Standard – IFS (Vers. 6 higher level)

Lo stesso articolo informava: I controlli sono stati svolti dai Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di Bari, Potenza, Palermo, Caltanissetta e Agrigento, dalle Compagnie di Termoli e San Severo e dalla Tenenza di Castellaneta. Gli esami genotipici sui campioni prelevati sono stati condotti presso il laboratorio Crea di Foggia, specializzato nel settore.

Emergenza Ucraina, via libera a piantare 60 mila ettari di grano in Toscana

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/06/06/news/grano_cereali_deroga_toscana_60_mila_ettari-352671327/

In Toscana saranno seminati altri 60 mila ettari di cereali per far fronte all’emergenza provocata dal blocco delle importazioni dalla Toscana. Ciò potrà avvenire grazie al via libera al provvedimento di deroga delle norme in corso che non permettevano un’operazione simile. I terreni a maggese che potranno essere coltivati sono distribuiti su tutto il territorio regionale e principalmente in provincia di Grosseto 16 mila ettari, Siena 15 mila ettari, Firenze 8 mila ettari, Pisa 7 mila ettari, Livorno 2,7 mila ettari, 1,2 mila ettari Lucca. Ad annunciarlo è Coldiretti Toscana in merito alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale del decreto firmato dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli che rende operative le deroghe ai regolamenti comunitari sulla PAC per ottenere il pagamento di inverdimento.

Conclusione. I grani siciliani e la produzione agroalimentare sono l’esempio negativo, dopo l’epoca d’oro preunitaria ha subìto da 162 anni limitazioni, vessazioni, aggressioni di tutti i tipi, prima dai governi del sottosviluppo italici, ora dai trattati europei che deprimono in tutti i modi possibili l’economia agricola del Mezzogiorno.

La crisi già in atto con prezzi degli alimentari raddoppiati, il paventato razionamento delle risorse alimentari, ha già acuito ancora una volta la disparità delle due italie a scapito della colonia interna del Sud. Fino a quando sarà sopportato?

Di Loreto Giovannone, sovranitapopolare.org

13.06.2022

link fonte: https://www.sovranitapopolare.org/2022/06/13/grano-crisi-alimentare-fabbisogno-italiano/

Commenti (55)

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    1. Martin 27 giugno 2022

      Si, va bene, anche concordando sugli innegabili abusi del Risorgimento e dell'unificazione italiana, resta il fatto che il Sud Italia e' enormemente sottosviluppato rispetto al Centro ed al Nord Italia. Le cause sono complesse e discusse, ma non si puo' partire dall'assioma che non sia ANCHE se non principalmente colpa del Sud.
      Se magari la si finisse una volta per tutte con la patetica retorica dell' "oro verde" (l'olio d'oliva) e dell' "oro rosso" (il pomodoro), con l "unghia lunga" di chi non si e' mai sporcato le mani con il lavoro manuale, etc etc. Sulle coste della Calabria c'e' una separata famiglia della n'drangheta piu' o meno ogni 10 kilometri, e buona fortuna a darne la colpa al Nord Italia.

    1. JA 26 giugno 2022

      Giusto per ringraziare la cattiveria tutt'ora latente negli zombi vaccinati, ognuno di noi dovrebbe impegnarsi a rendere più acuta la crisi sprecando come non ci fosse più futuro.
      Hai visto mai i babbuini mascherati reagiscano nel modo giusto?
      "Milano: sul bus senza mascherina, pestata dai passeggeri"
      https://www.maurizioblondet.it/milano-sul-bus-senza-mascherina-pestata-dai-passeggeri/

    1. Enomis 26 giugno 2022

      "...in Italia ci sono circa 3,5 milioni di ettari di terreni inattivi, che potrebbero essere riconvertiti a pascoli o coltivi...."
      Povera Italia...

    2. LuxIgnis 27 giugno 2022

      Avevo letto che ci sono anche una serie di capannoni o edifici industriali che occupano nel complesso una superficie grande quanto l'Umbria!
      Anche quelli potrebbero essere riqualificati o abbattuti.
      Sono un bel po' di ettari che si possono aggiungere.

    1. JA 26 giugno 2022

      E pensare che l'Italia era considerata il giardino dell'Europa con la più fertile terra produttrice dei migliori prodotti agricoli ed ora il nostro meridione è ridotto (in gran parte) a terra incolta per importare sotto prodotti da Israele. Viceversa in Tirolo Bolzano (dimostrando così di non essere la corrotta italietta romana) sovvenziona i tirolesi per restare nei masi e mantenere la montagna che così facendo, oltre a prevenire disastri, attira il turismo.
      Una curiosità poco conosciuta a proposito dei 1000 e il "grande trasporto" dgli italiani per l'unificazione non fosse stata la smania d'eroismo d'un bandito dei due mondi:
      "[Ignazio Ribotti, per questioni di carriere a Roma] Rifiutò di comandare la spedizione in Sicilia e fu un altro nizzardo, Giuseppe Garibaldi (1807-1882), ad organizzare la spedizione dei Mille."
      https://it.frwiki.wiki/wiki/Ignazio_Ribotti#Biographie

    2. LuxIgnis 26 giugno 2022

      Al grano andrebbe aggiunta anche la canapa di cui l'Italia era fra le prime produttrici al mondo. Ricordo che con le fibra della canapa si fa di tutto: dai tessuti, a cordami resistenti, agli isolanti. E con l'olio ricavato dai semi: combustibili e plastiche oltre a uso alimentare. Poi con le infiorescenze medicine e...va beh lasciamo perdere 😁
      A beh mi dicono che è una droga che fa 0 morti l'anno, mentre l'alcool, che non dicono che è una droga, ne fa 40000 l'anno...
      Stranezze della vita.

    3. Papaconscio 26 giugno 2022

      Aggiungiamoci pure il riso e la bachicoltura da seta. Forse un reddito di cittadinanza dovrebbe essere erogato a chi si impegna a coltivare la terra per almeno 15-20 anni

    4. LuxIgnis 26 giugno 2022

      Sarebbe un ottima idea. In Russia vi è una legge a cui viene assegnato a chi vuole un tot ettari di terreno con casa per chi vuole coltivare la terra. Più mi sembra delle sovvenzioni statali. Mi sembra almeno per 10 anni
      Un po' come dici tu. Chiaramente loro hanno terra in abbondanza ma anche da noi ce ne sono tanti di campi e paesi abbandonati.

    5. JA 26 giugno 2022

      Ma c'è da dire un'altra cosa: mentre noi lottavamo con le quote latte in Tirolo, uno dei nostri più grandi produttori, non avevano problemi.
      "Ragionateci sopra" da che sottoclassi di venduti farlocchi siamo governati.

    6. JHON 26 giugno 2022

      hai ragione da vendere Papa, ma per esperienza diretta posso assicurarti che lavorare la terra, anche in piccoli metri non è roba da tutti. I Piemontesi non solo i Savoia, ma gli Agnelli, svuotarono interi paesi del meridione per fare automobili a Torino, con il miraggio di una vita più dignitosa, affittando loro a prezzi di strozzinaggio case di ringhiera in contesti urbani privi di ogni urbanizzazione, comprando i viveri nei loro negozi creati ad hoc, tramutatesi nei moderni supermercati. L' Immigrazione di quegli anni ci presenta il conto. Quella generazione degli anni '60 era l'unica che poteva insegnare alle successive l'uso e la coltivazione della terra, quelle succedutesi dopo, sono la visuale dei nostri giorni.

    7. Papaconscio 26 giugno 2022

      Andrebbe incoraggiato il ritorno alle campagne. Ad esempio un RdC per ciascun membro di un nucleo familiare che si impegni a trasferirsi per 15-20 anni in aree rurali dove esercitare un'attività agro-silvo-pastorale con metodi biologici o biodinamici, con particolare attenzione alla conservazione della fertilità naturale del suolo e della ricostituzione del paesaggio agrario. Contributi a fondo perduto per la ristrutturazione dell'esistente o la costruzione ex-novo di strutture abitative rurali - in legno, paglia, terra cruda -, per l'acquisto di macchine agricole di fabbricazione italiana, di sementi autoctone e prodotti di vivaismo nazionale, escludendo sementi Ogm, concimi chimici, fitofarmaci di sintesi delle multinazionali del settore.

    8. JA 26 giugno 2022

      E non dimentichiamo l'agriturismo che viene creato anche in linea con i tempi.

    1. Primadellesabbie 26 giugno 2022

      L'agricoltura è stata la moneta di scambio con il resto d'Europa, al tempo del ministero dell'agricoltura di G. Marcora ci ha permesso di sviluppare l'industria chimica e i relativi poderosi scandali (vedi A. Rovelli: enormi stabilimenti in Sardegna costruiti e mai messi in funzione), e prima la "concessione" di ospitare le raffinerie che decorano graziosamente le coste della Penisola.

    1. clausneghe 26 giugno 2022

      La soluzione sarebbe abolire gli Stati Nazionali e l'Italia ritornerebbe quello che è sempre stata: Un coacervo di Popoli diversi tra loro e non uniti da nulla se non dal vile danaro mescolato a piombo da sparo.
      Pallottole di piombo e monete dei RE, ecco quello che si trova ancora nei luoghi dove vivo e che giusto 163 anni fa il 24 giugno 1859 videro le truppe Austriache combattere contro l'Armeè Francese, producendo in un sol giorno ben 40.000 cadaveri, un bel numero se confrontato per esempio con i circa altrettanti morti provocati da ormai quattro mesi di feroci battaglie in Ucraina, dove si usano armi spaventose appena un grado sotto quelle nucleari.
      L'umanità si salverà e avrà un futuro solo se questa che stiamo vivendo sarà l'ultima guerra e decreterà la fine degli Stati nazionali vere entità incorporee ma capaci di produrre danni mortali alle comunità non solo umane ma anche animali e vegetali. Sono tutti viventi come noi e le bombe degli Stati li uccidono senza riguardo.
      Gli Stati e le loro regole artificiali sono qualcosa di incompatibile con la giusta e onesta vita in pace.
      Il cambio di paradigma sarà superare gli Stati.

    1. Papaconscio 26 giugno 2022

      Attenzione a non alimentare vecchie diatribe che non servono a unire. Focalizziamoci sul fatto che la nostra classe politica combatte la sovranità alimentare. L'Italia può facilmente raggiungere l'autosufficienza alimentare con delle politiche lungimiranti, e questo vale sia per il Nord che per il Sud. Quanto al revisionismo sul Risorgimento, come possiamo farlo se non revisioniamo il fascismo e le politiche del governo fascista? Sono un terrone barese che lotta per la propria sovranità alimentare, e il grano che coltivo cresce informato dall'equanimità con cui guardo all'Unità d'Italia o al Regno delle due Sicilie o al "brigantaggio" o al fascismo o al comunismo. La struttura dello Stato deve essere ripensata totalmente, in chiave federalista.

    2. JHON 26 giugno 2022

      Quando parli di Federalismo, apri una porta aperta. Ma la domanda: quale federalismo è possibile in Italia? Quello Gestito ancora dai vari partiti che gestiscono questa repubblica? No, non sono più d'accordo! Se non si parte da una riforma completa dello Stato unitario, partendo dal basso, dal popolo nessuna proposta può essere presa in considerazione. Non credo che allenteranno la corda alle autonomie federaliste. Troppi interessi e clientele girano attorno al potere romano, sionista e papalino.

    3. mago 27 giugno 2022

      Federalismo in salsa Bernese direi..ma oggi gli italiani sono solo un vuoto a perdere... game over.

    1. Dante Bertello 25 giugno 2022

      Io invece sono piemontese, ma sto leggendo un libro scritto da un siciliano di Messina, che è il Presidente Nazionale dei Giovani Avvocati Italiani (U.G.A.I.).
      Si chiama Tanio Romano e ha scritto il saggio: "La Grande Bugia Borbonica".

      Sono solo a metà del libro, ma ha già messo alla berlina gran parte delle dicerie che si sentono contro il risorgimento, il tutto è corredato dalle fonti alle quali ha attinto le notizie.

      Se siete interessati all'argomento, è una voce che conviene ascoltare prima di fare affermazioni che potrebbero risultare del tutto infondate.

    2. oriundo2006 25 giugno 2022

      Può essere ma il disperato saccheggio del Sud, preceduto dalle infamie garibaldine e dai latrocini organizzati dai savoia, regnanti laidi e cialtroni, avidi e farabutti, è testimoniato da un fatto: dopo la pseudo unità d' Italia cominciò l'esodo degli italiani nelle 'meriche ( principalmente ma non solo ). Si misero su bastimenti quali che fossero famiglie intere e se ne ANDARONO. E' un memento che dovrebbe servire anche oggi ai nostri (pseudo)governanti ( pseudo perchè sono eterodiretti ). Guardate che gli italiani sono fatti così. Subiscono l' inverosimile, accettano tutto ed il contrario di tutto e DOPO, solo dopo, se ne VANNO. A MILIONI. Hanno pagato il Karma e se ne vanno a ricominciare una nuova vita.
      Parecchi in questi nostri giorni l'hanno già fatto e lo stanno facendo. Altri seguiranno. A milioni. E dopo, perchè c'è sempre un dopo nelle cose umane, dopo che si fa ?
      NB: prendo spunto per censurare ancora di più l' idiozia conclamata dei nostri governanti di ieri e di oggi che NULLA hanno fatto per instaurare legami veri e non formalità catto-massoniche con i discendenti nostri. Pensate che occasione avere spazi come in Argentina, materie prime come in Brasile, enormi potenzialità di lavoro ovunque...

    3. jeints 25 giugno 2022

      Teoricamente non ci sarebbe nulla di male a scoprire nuovi lidi, io l´ho fatto per filosofia di vita, certo peró su altri milioni di casi hai ragione.

    4. Dante Bertello 26 giugno 2022

      A pagina 36 del saggio, Romano tratta proprio l'argomento migrazione.
      Scrive che dopo l'unità d'Italia la maggior parte di chi migrava erano le popolazioni del nord, liguri e veneti.
      Al 1891, la maggior parte degli italiani presenti in America è costituita da settentrionali.
      La metà di coloro i quali migrarono in Europa nel 1886-88 era veneta.

      Ricordatevi dell'adagio: "Divide et Impera".

      Chi mette in giro certe bugie, lo fa con uno scopo ben preciso, mettere contro le popolazioni del nord e del sud Italia, in modo che ci si faccia la guerra tra di noi, cosicchè loro possano trarne profitto.

      Anche sulla questione delle ricchezze, viene citato Francesco Saverio Nitti, che ha detto non solo che il Regno delle Due Sicilie non fosse ricco, ma che si giovò dell' Unità D' Italia.

      Ma anche che il Nord dovette far fronte al debito pubblico borbonico (pag.44).

    5. Fantine 26 giugno 2022

      Non era mia intenzione replicare, perché da anni è stata finalmente detta la verità sull'unità dell'Italia e sentire gente che ancora la mette in dubbio mi fa sorridere. Sorriso amaro rivolto a chi si ostina a negare, non a chi come lei cerca di sapere come sono andate le cose.
      Ma del "debito borbonico" non si può può sentire. Da' la misura di quanto si possa mentire per ignoranza o con consapevolezza. E non so quale menzogna sia peggio, quando anche l'ignoranza è una scelta.
      Questo perché dei morti, dei soprusi, delle violenze e delle atrocità commesse vi è certezza e memoria nelle pagine degli Archivi che pochi sono andati a trovare (invero non solo lì), ma della risposta militare del "Governo italiano" alle "tensioni sociali" del sud e delle leggi speciali, con cio' che hanno significato sulla popolazione, non c'è bisogno di scomodarsi tanto.
      Detto questo, sono italiana e sapere come sono andate le cose non mette in dubbio la mia appartenenza al popolo italiano di cui si parla nella nostra Costituzione, né al nostro Stato.
      Posso dirle che appresi sin da piccola che la storia la scrivono i vincitori, ma che la verità trova la sua strada. L'occasione fu "la nebbia" del lago Trasimeno dove combatterono Romani e Cartaginesi.
      La saluto con cordialità e le auguro una buona giornata.

    6. LuxIgnis 26 giugno 2022

      Beh qualcuno mente, o piega la storia a suo piacimento.
      A questo libro se ne possono contrappore altri anch'essi scritti da autori affidabili come "Un regno che è stato grande: La storia negata dei Borboni di Napoli e Sicilia".Chi avrà ragione. Il fatto è che non è che i Borboni fossero degli stinchi di santo e i Savoia dei diavoli o viceversa. Erano dei re, con la borghesia al loro fianco che delle persone normali non gliene fregava niente. E non gliene fregava niente neanche dell'unità di Italia la loro è solo stata una guerra di conquista. E questo è dimostrato dal fatto che dopo l'unità d'Italia vi è stata una carneficina verso le popolazioni del Sud. Lasciamo perdere quanti morti, e qui ognuno le spara come può, ma vi fu una ribellione contro il nuovo ordine Savoia. E questo è attestato da molti atti. Vi furono anche paesi che cambiarono nome per evitare rappresaglie. Furono mandati più di 100000 soldati a fronteggiare la ribellione del Sud (tantissimi per quell'epoca). Quindi i Savoia non furono accolti tanto a braccia aperte. Ci sarà stato un motivo? E far passare solo come un fenomeno di brigantaggio per me, da uomo del Sud, è da infami.
      Sicuramente quelli del movimento neo-borbonico le sparano grosse ma anche quelli che difendono la visione romantica dell'unità d'Italia le sparano altrettanto.
      La verità sarà in mezzo da qualche parte. Gramsci ne aveva una visone secondo me corretta, perché lo aveva capito che era stata una guerra di conquista, ma non disdegnava critiche feroci anche ai Borboni che in certi periodi di certo non erano questi sovrani illuminati.
      C'è un fatto che è inequivocabile, che il Sud da allora, da essere uno stato che molte cose le aveva con molti primati in Europa, si è ridotto al nulla. Devastato.
      Non mi meraviglia se tante cose, magari anche non completamente vere, hanno terreno fertile.

    7. LuxIgnis 26 giugno 2022

      Per quanto riguarda la emigrazione, è vero quello che dici che i Veneti in quel periodo furono i maggiori, ma questo dimostra anche che non è che si stesse tanto bene sotto i Savoia.
      Comunque già agli inizi del 900 i 4/5 degli emigranti provenivano dal meridione.
      Mentre l'emigrazione del Nord, Veneta soprattutto, inizia prima dell'unità di Italia, quella del Sud inizia dopo.

    8. Dante Bertello 26 giugno 2022

      Non sarebbe una cosa mal fatta se qualcuno della redazione intervistasse l'autore del libro e la pubblicasse sul sito ponendogli i quesiti che fate a me.

      Tu commenti come Luxignis scrivendo una cosa, lui scrive un libro e lo pubblica mettendo il suo nome e cognome, e scrive il contrario di quanto hai affermato tu.

      In più, come ho già scritto sopra, lui cita le fonti delle notizie che pubblica.

      Chi pensi abbia maggiore probabilità d'essere creduto?

    9. LuxIgnis 26 giugno 2022

      Atteggiamento sbagliato. Molto e arrogante da parte tua. Con chi si deve confrontare è con gli altri che hanno scritto i libri che dicono cose diverse o l'interpretano in modo diverso. E anche gli altri citano le fonti.
      Io ho solo il diritto ad avere un opinione dopo aver letto alcune cose sull'argomento e ascoltato quello che la gente del sud ha da dire.
      E poi basta il buon senso, mandare 100000 soldati per sedare dei semplici briganti mi sembra veramente fuori luogo. C'era sicuramente qualcosa di più.
      Mi dispiace per te ma Garibaldi e i Savoia non sono molto amati giù. E questo atteggiamento non fa che alimentare il disprezzo.

    10. Dante Bertello 26 giugno 2022

      Beata lei che può dire di conoscere la "Verità".

      Io ad esempio, sull' 11/9, benchè siano 21 anni che continuino a propinarci che la colpa sia da attribuire a Osama Bin laden e ai 19 dirottatori, non riesco proprio a crederci.

    11. Dante Bertello 26 giugno 2022

      Sarebbe stato però più corretto da parte tua, leggere il libro, e poi dopo confutare quanto scritto.

      Per la cronaca, Garibaldi non è molto amato neppure quassù.

    12. LuxIgnis 26 giugno 2022

      Ho letto alcune cose dalle recensioni che ho trovato in rete. E il suo atteggiamento non mi piace. Visto tra l'altro l'ironia sprezzante verso coloro che chiama Borbocomplottisti o qualcosa del genere. O che definisce tutti coloro che hanno un opinione diversa “laureati nella prestigiosa università di Youtube con specializzazione conseguita su Facebook”. Già questo mi basterebbe, per prenderne le distanze.
      In più non mi sembra sia uno storico ma un avvocato. Il ché non vuol dire molto ma almeno il libro che ho citato io è fatto da uno storico.
      Nessuno difende i Borboni ma negare che sotto il loro regno vi siano state molte eccellenze mi sembra alquanto ingiusto, fatto solo per portare acqua al proprio mulino.
      Poi cita anche Gramsci dicendo che a volte viene tirato dalla parte dei neoborbonici, e probabilmente è vero ma nessuno dice che Gramsci era a favore dei Borboni è solo che Gramsci era consapevole che non era andata come ce la raccontano tutt'ora. E che i piemontesi gli eccidi li avevano fatti altro che bufale.

      Come vedi un po' mi informo prima di dire qualcosa.

    13. Fantine 26 giugno 2022

      La cosa più difficile, nelle discussioni, è definire di che cosa si sta parlando, in modo tale che alla fine gli interlocutori si lascino avendo o insegnato o imparato qualcosa.

      Se dalle mie parole lei ha colto che io abbia scritto di conoscere la "Verità", la lascio nel suo convincimento.

    14. Dante Bertello 26 giugno 2022

      Cito: "Come vedi un po’ mi informo prima di dire qualcosa."

      Leggere le recensioni su internet non è proprio come leggersi il libro... ma forse tu sei abituato ad informarti così...

      Hai letto anche: "I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle" Di Alessandro Barbero?
      E sto citando uno storico con i controfiocchi.

      Io non voglio dire che non vi siano stati lati oscuri nel regno sabaudo (Bava Beccaris insegna), ma da come la presentano alcuni "storici", sembra che il meridione prima dell'unità fosse il paese di Bengodi, e questo sinceramente è impossibile da credere.

      Quello che scrivevano ambasciatori e personalità politiche inglesi sul Regno delle Due Sicilie, viene riportato nel saggio di Romano.
      Capisco che potrebbe farti male leggerle, ma se hai un minimo di onestà intellettuale, non puoi nascondere la testa sotto la sabbia.

    15. Dante Bertello 26 giugno 2022

      Cito: "...perché da anni è stata finalmente detta la verità sull’unità dell’Italia e sentire gente che ancora la mette in dubbio mi fa sorridere."

      Se non è questa una ammissione, di conoscere la verità...

      Da quello che ho letto nel saggio, l'autore mi sembra una persona preparata e puntigliosa nell'aver cercato le prove.

      Se però vi fosse qualcuno in grado di confutare quanto abbia scritto, si faccia avanti, magari con un faccia a faccia.

    16. arbaman 28 giugno 2022

      Origini lombardo-venete e figlio di immigrati che si sono conosciuti all'estero.
      Credo che la povertà nera non conoscesse confini regionali.

    17. Giorgio Borelli 29 giugno 2022

      Si’, parliamo dei politici inglesi dell’epoca che a mio aviso poco hanno cambiato rispetto a quelli del giorno d’oggi vis a vis con l’Italia….
      Qui sotto alcuni passi tratti da un’articolo del Corriere della Sera del 2010 Paolo Mieli, al Corriere della Sera, racconta il libro di Eugenio Di Rienzo: Il Regno delle Due Sicilie e le Potenze europee (1830 -1861) (Corriere della Sera) di Paolo Mieli, del 10 Gennaio 2012
      https://www.corriere.it/unita-italia-150/recensioni/12_gennaio_10/de-rienzo-regno-due-sicilie_b6068094-3b92-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml
      Due dei principali detrattori e nemici dichiarati del Regno delle Due Sicilie furono Henry John Temple, visconte di Palmerston (diventato poi primo ministro) e fin dal 1851William Ewart Gladstone (invischiato nella politica britannica per 60 anni) l’autore delle due famose lettere denuncianti lo stato delle carceri a Napoli durante una sua “sedicente visita” che poi, alcuni anni dopo, riconobbe mai accaduta….
      «C’è la documentazione dell’aiuto inglese al viaggio e all’impresa di Garibaldi in Sicilia. Ma ci sono anche le prove della consapevolezza inglese dell’alleanza tra la malavita napoletana e gli insorti, evidenze che già si intravedevano nella Storia della camorra di Francesco Barbagallo edita da Laterza. Il 31 luglio 1860, il diplomatico inglese Henry George Elliot informa il Foreign Office «che numerose bande camorristiche erano pronte a scendere in campo per contrastare, armi alla mano, la mobilitazione dei popolani rimasti fedeli alla dinastia borbonica, per presidiare il porto in modo da facilitare uno sbarco delle truppe piemontesi e per controllare le vie di accesso a Napoli al fine di rendere possibile l’ingresso dei volontari di Garibaldi». Allo stesso modo Londra sapeva quasi tutto dell’attività di quel Liborio Romano che assoldò quei malavitosi «liberali» di cui ha recentemente scritto Nico Perrone in L’inventore del trasformismo. Liborio Romano, strumento di Cavour per la conquista di Napoli edito, anche questo, da Rubbettino.
      In seguito alcuni uomini politici inglesi usarono parole di condanna per quel che era accaduto in quegli anni. Soprattutto dopo la «liberazione del Mezzogiorno». In Parlamento, il deputato conservatore Pope Hennessy aveva definito il tutto un «dirty affair» (sporco affare) e aveva denunciato «la furiosa repressione dell’armata sarda che si era macchiata di crimini contro l’umanità ben piú efferati di quelli che l’opinione pubblica europea aveva imputato a Ferdinando II e al suo sventurato erede». Nella stessa sede George Cavendish-Bentinck aveva messo in evidenza quale errore fosse stato per il Regno Unito provocare quel grande incendio nell’Italia del Sud, in violazione di tutte le leggi internazionali. E uno dei piú stretti collaboratori di Disraeli, Henry Lennox, aveva detto esplicitamente che sostituire il «dispotismo di un Borbone» con lo «pseudo liberalismo di un Vittorio Emanuele» era stato un grande sbaglio. Anche perché cosí «il Regno Unito aveva prostituito la sua politica estera appoggiando un’impresa illegittima e scellerata che aveva portato all’instaurazione di un vero e proprio regno del terrore».»
      Io mi domando e dico: Ma come avra’ fatto a sapere il deputato conservatore Pope Hennessy de «la furiosa repressione dell’armata sarda che si era macchiata di crimini contro l’umanità ben piú efferati di quelli che l’opinione pubblica europea aveva imputato a Ferdinando II e al suo sventurato erede». Di sicuro un qualche “brigante” o qualche “terrone” fuoriusciti e/o scampati a massacri, a distruzioni ed ad azioni efferrate dell’armata (non esercito!) sarda che si era macchiata di crimini contro l’umanità peggiori di quelli di Ferdinando II….

      Altro documento molto interessante e’ il prossimo, in inglese ma facilmente traducibile in rete con “google translate”:
      https://api.parliament.uk/historic-hansard/commons/1862/apr/11/state-of-italy-observations
      STATE OF ITALY.—OBSERVATIONS. House of Commons Debate 11 April 1862 vol 166 cc859-970

    18. Giorgio Borelli 29 giugno 2022

      A proposito di Alessandro Barbero su Fenestrelle con dati e fonti alla mano....
      Ha ammesso lui stesso di aver consultato solo 65 faldoni su 2773 conservati a Torino…..

    19. Giorgio Borelli 29 giugno 2022

      Si’, parliamo dei politici inglesi dell’epoca che a mio aviso poco hanno cambiato rispetto a quelli del giorno d’oggi vis a vis con l’Italia….
      Qui sotto alcuni passi tratti da un’articolo del Corriere della Sera del 2010
      Paolo Mieli, al Corriere della Sera, racconta il libro di Eugenio Di Rienzo: Il Regno delle Due Sicilie e le Potenze europee (1830-1861) (Corriere della Sera) di Paolo Mieli, del 10 Gennaio 2012
      https://www.corriere.it/unita-italia-150/recensioni/12_gennaio_10/de-rienzo-regno-due-sicilie_b6068094-3b92-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml
      "Due dei principali detrattori e nemici dichiarati del Regno delle Due Sicilie Henry John Temple, visconte di Palmerston (diventato primo ministro) e fin dal 1851 William Ewart Gladstone (invischiato nella politica britannica per 60 anni) l’autore delle due famose lettere denuncianti lo stato delle carceri a Napoli durante una sua “sedicente visita” che poi, alcuni anni dopo, riconobbe mai accaduta….
      «C’è la documentazione dell’aiuto inglese al viaggio e all’impresa di Garibaldi in Sicilia. Ma ci sono anche le prove della consapevolezza inglese dell’alleanza tra la malavita napoletana e gli insorti, da Storia della camorra di Francesco Barbagallo edita da Laterza.

      Alcuni uomini politici inglesi usarono parole di condanna per quel che era accaduto in quegli anni (1860-1861 etc). Soprattutto dopo la «liberazione del Mezzogiorno». In Parlamento, il deputato conservatore Pope Hennessy aveva definito il tutto un «dirty affair» (sporco affare) e aveva denunciato «la furiosa repressione dell’armata sarda che si era macchiata di crimini contro l’umanità ben piú efferati di quelli che l’opinione pubblica europea aveva imputato a Ferdinando II e al suo sventurato erede». Nella stessa sede George Cavendish-Bentinck aveva messo in evidenza quale errore fosse stato per il Regno Unito provocare quel grande incendio nell’Italia del Sud, in violazione di tutte le leggi internazionali. E uno dei piú stretti collaboratori di Disraeli, Henry Lennox, aveva detto esplicitamente che sostituire il «dispotismo di un Borbone» con lo «pseudo liberalismo di un Vittorio Emanuele» era stato un grande sbaglio. Anche perché cosí «il Regno Unito aveva prostituito la sua politica estera appoggiando un’impresa illegittima e scellerata che aveva portato all’instaurazione di un vero e proprio regno del terrore».»

    20. Giorgio Borelli 29 giugno 2022

      Io mi domando e dico: Ma come avra’ fatto a sapere il deputato conservatore Pope Hennessy de «la furiosa repressione dell’armata sarda che si era macchiata di crimini contro l’umanità ben piú efferati di quelli che l’opinione pubblica europea aveva imputato a Ferdinando II e al suo sventurato erede». Di sicuro un qualche informatore “brigante” o qualche “meridionale” fuoriusciti e/o scampati a massacri, a distruzioni ed ad azioni efferrate dell’armata (non esercito!) sarda che si era macchiata di crimini contro l’umanità peggiori di quelli di Ferdinando II….
      Altro documento molto interessante e’ il prossimo, in inglese ma facilmente traducibile in rete con “google translate”:
      https://api.parliament.uk/historic-hansard/commons/1862/apr/11/state-of-italy-observations
      STATE OF ITALY.—OBSERVATIONS. House of Commons Debate 11 April 1862 vol 166 cc859-970

    21. Dante Bertello 29 giugno 2022

      Il libro di Di Rienzo viene citato anche nel saggio di Tanio Romano, e vi è anche quello pubblicato successivamente nel 2016 sempre da Di Rienzo: “L’Europa e la “questione napoletana” 1861-1870: In appendice il discorso di Lord Lennox alla Camera dei Comuni dell’ 8 maggio 1863.”

      In quest’ ultimo libro, Di Rienzo, cita il diplomatico Layard, che dice come le condizioni di Napoli non assomigliano a quelle delle altre contrade italiane (e non in positivo).
      Cito:” …che sostituire il «dispotismo di un Borbone» con lo «pseudo liberalismo di un Vittorio Emanuele» era stato un grande sbaglio…” Probabilmente il meridione non era ancora pronto a far parte di uno stato liberale (come potevano esserlo a quell’epoca), ma necessitava del giogo ferreo del governo borbonico. Un po’ come accade ancora oggi con alcune nazioni mediorientali, dove gli USA hanno voluto esportare la “Democrazia”, ma invece hanno creato solo disastri (gli americani però sapevano quello che stavano facendo, i Savoia probabilmente no).
      Per chi si voleva fare ‘Italia, era rischioso prendere Roma e lasciare il Sud in mano ai Borboni, che sarebbero sicuramente venuti in soccorso al Papa (questa è una mia valutazione personale).
      Spero che almeno lei abbia letto il saggio di Tanio Romano… Più vado avanti nella sua lettura e più mi accorgo di come vengano sfatate le dicerie raccontate negli ultimi anni.
      Sinceramente non ho voglia di riscrivere quanto pubblicato da Romano nel suo saggio per rispondere alle vostre domande. Come ho già detto in precedenza, tutte le confutazioni da lui portate alle tesi antiunitarie, sono supportate dalle fonti.

      Saluti.

    22. Dante Bertello 29 giugno 2022

      Gli saranno stati sufficienti...

      Lei invece quanti ne ha consultati?

      Per confutare le tesi di Barbero le consiglio di venire a Torino e di consultare i restanti 2708 faldoni.

    23. Rugge 29 giugno 2022

      Ti consiglio questa serie di conferenze del 2011, chiamata: "Altri Risorgimenti". Sono diversi relatori, alcuni più di "parte" cattolica, cioè una di quelle che ha subito una grande sconfitta del risorgimento. Per arrivare a una verità storica è fondamentale ascoltare la voce degli sconfitti... Qui il link https://www.youtube.com/watch?v=hqT7ON00AbM&list=PL5EG00OAaic6w8r3lGCAbuxlaYaJke9yk

    24. Dante Bertello 29 giugno 2022

      Tu che fai parte della redazione di CDC, perchè non provi ad intervistare l'autore del saggio, Tanio Romano?

      La serie di conferenze dura più di 13 ore...
      Tu le hai viste tutte?

    25. Giorgio Borelli 29 giugno 2022

      Barbero la sua tesi l'ha data dopo aver letto meno del 4% dei faldoni .... A mio personale avviso pochi per poter esprimere una tesi da parte di uno storico come il Sig. Barbero.

    26. Giorgio Borelli 29 giugno 2022

      Senza voler uscire dal seminato, io Le stavo rispondendo a proposito del paragrafo nel suo commento che dice: “Quello che scrivevano ambasciatori e personalità politiche inglesi sul Regno delle Due Sicilie, viene riportato nel saggio di Romano.” Come da me indicato all’inizio del mio commento. Tutto cio’ per dire che se dei parlamentari inglesi discutono per anni “di crimini contro l’umanità” perpetrati dall’armata sabauda contro il sud Italia, che se dei parlamentari inglesi riconoscono per anni il fatto che sostiture Ferdinando II con Vittorio Emanuele fu’ un errore madornale, e le cito di nuovo Henry Lennox, uno dei piu stretti collaboratori di Disraeli, che aveva detto esplicitamente che sostituire il «dispotismo di un Borbone» con lo «pseudo liberalismo di un Vittorio Emanuele» era stato un grande sbaglio. Anche perché cosí «il Regno Unito aveva prostituito la sua politica estera appoggiando un’impresa illegittima e scellerata che aveva portato all’instaurazione di un vero e proprio regno del terrore».; alla luce di quanto sopra penso che qualcosa di efferato e di terribile sia successo in quell’epoca nel sud d’Italia, che Lei lo voglia riconoscre o no! E termino, per quell che mi riguarda, questo scambio di visioni, con una sua nota “Capisco che potrebbe farti male leggerle, ma se hai un minimo di onestà intellettuale, non puoi nascondere la testa sotto la sabbia.”. Le auguro un buon prosieguo.

    27. Dante Bertello 29 giugno 2022

      Che gli inglesi parlino di crimini contro l’umanità, dopo quello che fecero in Sudafrica, in Cina o in India, per citarne solo alcune, rischierebbe di far ridere anche i polli, se non si trattasse di cose molto serie e dolorose.

      Non sono io a non voler riconoscere le cose che dite siano successe, ma è l’avvocato Tanio Romano, che con il suo saggio le smentisce come fake-news, se c’è qualcuno al quale dovreste porre le domande, è lui.

      Come Putin oggi in occidente, anche i Savoia vengono ritenuti i colpevoli di tutti i mali del mezzogiorno (sic).

      Ne cito una, Montanelli disse che da Gaeta in giù i Borboni avevano restaurato il medioevo… ma ve ne sono decine nel libro… però ho cose più interessanti da fare che riscrivere quanto pubblicato nel saggio, nei commenti di CDC.

      Chi vuole conoscere una voce fuori dal coro, si compri il libro e valuti con la propria testa.
      Del resto se venite ad informarvi qui, è segno che non credete alle “verità” che ci propinano i media mainstream, e avete pertanto quella curiosità abbinata a scetticismo che fa di voi le persone adatte per saper riconoscere quando vi dicono bugie o meno.

    28. Giorgio Borelli 30 giugno 2022

      Guardi che e’ Lei che ha nominato ambasciatori e personalità politiche inglesi come scritto nel suo commento poco sopra: “Quello che scrivevano ambasciatori e personalità politiche inglesi sul Regno delle Due Sicilie, viene riportato nel saggio di Romano.” Quindi chi ha aperto la porta del pollaio e fa’ ridere i polli e’ unicamente Lei che non si ricorda o rende conto delle sciocchezze che scrive e cerca di sviare e svilire il valore e la sostanza dei commenti e le risposte di altri utenti. Leggere cio’ che Lei scrive e’ una vera perdita di tempo e non ho tempo da perdere con gente come Lei. Le auguro di potersi rinsavire.

    29. Dante Bertello 30 giugno 2022

      Se c'è qualcuno che cerca di svilire il lavoro altrui è lei.

      Dapprima quando mette in dubbio la serietà professionale del Prof. Barbero, quando afferma che gli studi effettuati per la stesura del Suo saggio siano inadeguati.

      E poi, inversamente, quando non ha proferito il benché minimo appunto al saggio dell’avv. Romano, come se non esistesse, mentre è proprio da quel libro che io ho tratto le notizie che tanto contrastano con il suo pensiero.

      Infine, insultandomi, dimostra di non avere più argomentazioni, come accade a coloro i quali usano la violenza (verbale), avendo terminato le parole.
      In fin dei conti è lei che è venuto a commentare i miei scritti, non sono stato io a venirla a cercare.

      Come nel suo caso, quando si scade nell’ingiuria, preferisco troncare ogni rapporto epistolare, in quanto non mi trovo a mio agio con chi fa discussioni degne dei peggiori bar.

      Addio.

    30. Giorgio Borelli 30 giugno 2022

      Di nuovo lei sta’ menando il can per l’aia!! Io ho scritto il link diretto ai dibattiti della camera dei comuni inglesi (che di sicuro lei non ha letto!) in risposta al suo commento chiamante in causa le testimonianze di diplomatici e politici inglesi che poi, in risposta al mio commento, lei stesso svilisce e critica dicendo (sue parole): “Che gli inglesi parlino di crimini contro l’umanità, dopo quello che fecero in Sudafrica, in Cina o in India, per citarne solo alcune, rischierebbe di far ridere anche i polli, se non si trattasse di cose molto serie e dolorose.” Quindi, gli inglesi, prima sono da prendere in considerazione e poi dopo non piu’?? lei scrive e legge senza caprine il senso….
      Barbero l’ha dichiarato lui stesso di avere consultato solo 65 faldoni su 2773, io l’ho solo riportato.
      Continui a tenere quella testa che ha sotto la sabbia che e’ meglio per tutti.

    31. Rugge 5 luglio 2022

      No non le ho viste, 13 ore son lunghe...le altrettante dei video che ti ho mandato mi hanno abbastanza convinto. La voce dei perdenti è più vicina alla verità che quella dei vincenti. Comunque, non faccio più parte della redazione di questo sito.

    32. Dante Bertello 5 luglio 2022

      Io ho cominciato a guardare la prima mezz’ora della prima conferenza del prof. Martucci, ma, sentendo di tutto meno che parlare dell’Unità d’Italia, ho pensato di impiegare meglio il mio tempo e ho desistito.

      Tu parli dei vincenti e dei perdenti, ma coloro i quali erano i vinti allora sono diventati i vincitori oggi, e guarda caso escono delle teorie alle quali diventa difficile credere, per chi come me è abituato a vedere come fumo negli occhi le “verità” propinateci su 11/9, Kennedy o Moro.

      Il saggio dell’avv. Romano (che ti consiglio vivamente di leggere) sfata molte di queste nuove “verità” riguardanti il Risorgimento, e lo fa citando le fonti dalle quali ha estratto le notizie.

      Come ho già detto, sicuramente vi sono dei lati oscuri nel Risorgimento Italiano, ma addossare all’Unità d’Italia e ai Savoia tutti i mali del Meridione d’Italia, non è credibile.

      Lo stato di indigenza delle popolazioni meridionali nei decenni che precedettero l’Unità, vengono citati da scrittori, ambasciatori e viaggiatori stranieri che visitarono quelle terre.

      Questo vale anche per l’impoverimento, bollato come fake-news e provato dal patrimonio del Banco di Napoli, raddoppiato dopo l’Unità.

      Il mio timore è che si cerchi di fare dei dogmi di queste “verità”, come è accaduto in passato per altre vicende.

      Mi spiace che Tu non faccia più parte della redazione, anche perché seguivo sempre con interesse i resoconti dei raduni da piazza Castello a Torino, durante la “pandemia”, ma forse un giorno ci incontreremo nella piazza davanti a Palazzo Madama, vicino alle fontane che zampillano dal pavimento.

      Sono comunque convinto che intervistare l’avvocato Tanio Romano, autore del saggio “La Grande Bugia Borbonica”, sarebbe per CDC un gesto di vero pluralismo, soprattutto perché quello che è scritto nel libro va contro la vulgata del mainstream (che noi avversiamo per spirito di libertà e per onestà intellettuale).

    1. danone 25 giugno 2022

      Oh ragazzi mi hanno beccato, si la pula, irruzione in casa l'altro giorno, mi hanno beccato con 15 piantine di grano indoor, che stavo coltivando in casa, sicuramente una soffiata.
      Ma non giudicatemi troppo male, si lo so che è illegale trafficare con certa robaccia, ma visto il brutto periodo, mi son detto che con un pò di spaccio di grano, arrivo più tranquillo a fine mese e pago anche il caro-bollette.
      Intanto che ero in questura in manette, guardato a vista, ho sentito dall'avvocato che il mese prossimo metteranno fuori legge melanzane e pomodori.
      Avanti così e anche la pizza diventerà reato, anzi doppio reato con la pizza, per l'impasto e per il condimento di verdure.
      Bisognerebbe organizzarsi con serre mobili e una rete di orti in clandestinità, ma chi ha le palle per affrontare una vita così rischiosa, sempre al limite dell'illegalità.
      Forse è meglio adeguarsi e passare dal supermercato a comprare tutto confezionato, molto più sicuro, col nuovo decreto giustizia, non si commette reato a fare la spesa solo al supermercato.

    2. Papaconscio 26 giugno 2022

      Puoi sempre dichiarare che sono per uso personale. Accidenti, di ben altra natura sono le piantine che cresco outdoor

    3. danone 26 giugno 2022

      Ti confesso Papa che il reato più grave di cui mi hanno accusato non è tanto la coltivazione abusiva di grano, ma riciclaggio, in quanto anch'io volevo essere pagato in rubli :-))

    4. arbaman 28 giugno 2022

      Sono certamente stati cosí severi perchè hanno annusato dove volevi andare a parare. Scontato che li avresti usati per comprarti il gas direttamente. Ringrazia che non ti abbiano lasciato portare a termine il piano, ti avrebbero appioppato anche violazione di embargo, delle sanzioni e pubblicato la tua foto sul corriere additandoti come disfattista e traditore della patria.

    1. Individualista 25 giugno 2022

      Premessa: sono Siciliano.
      Il cosiddetto Risorgimento, porcheria immonda che nulla ha da invidiare alle pagine nere ma più blasonate della storia, fu voluto non solo dalla borghesia del sud ma anche dal fior fiore degli intellettuali (Verga, Pirandello...).
      Il fatto che un sacco di siciliani abbiano scoperto cosa fu l'unità d'Italia grazie a quella fitunzia di "Terroni" (Edito Piemme... scritto dall'ex direttore di "Chi"...), mi fa stendere un velo pietosissimo su chi da un giorno all'altro è passato da reputare il Siciliano un dialetto zaurdissimo, al reputarlo addirittura "la nostra prima lingua".
      Dobbiamo mangiare grano canadese al glifosato? Ce lo meritiamo!
      Un popolo che vota in massa il M5S mentre ti viene a parlare di indipendentismo (manco fossimo veneti ahahahahah), merita il peggio.
      Un popolo che pretende il RDC mentre con quello schifosissimo, irritante e atavico ghigno ti dice: "U travagghiu c'è, cu non voli travagghiari non travagghia", non merita altro che di soccombere.

    2. jeints 25 giugno 2022

      Premessa: sono piemontese, ma pentito (potrei muovere le stesse critiche tue ai miei). Ma meno male per una volta non ci si da´ la colpa unica del Risorgimento, per amore di obiettivitá. Grazie.

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