Grano siciliano e crisi alimentare

162 ANNI DI SOTTOSVILUPPO DEL SUD PROGRAMMATO E VOLUTO

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Di Loreto Giovannone, sovranitapopolare.org

La favolosa produzione del grano in Sicilia nel 1860 è testimoniata negli scritti di Nándor Éber, spia al servizio degli inglesi, militare ungherese naturalizzato britannico, tra i feroci mercenari aggressori dei paesi del Sud al comando della sua brigata, insieme a Stefano Turr al comando della Legione Ungherese, infine giornalista corrispondente del The Times in Oriente.

Eber prese parte alla spedizione dei Mille con la brigata denominata “Eber”, 2462 mercenari effettivi la cui ferocia tanti lutti lasciò negli eccidi di civili nei paesi del Sud. La brigata da Marcellinara, Tiriolo, Catanzaro (1° settembre 1860), Avellino e provinciaEber del grano siciliano scrisse:

Quello che ci si disse sempre a Palermo, che noi troveremmo cattive disposizioni nell’interno, non è vero, tanto meno lo è ciò che ci si disse sulla povertà del paese. Io per esempio, del pari che molti altri, siamo alloggiati in appartamenti migliori e più puliti di quelli che avevamo a Palermo. Io sto scrivendo in una stanza abbastanza ben mobiliata con un pianoforte e delle poltrone, ho dormito in un elegante letto di bronzo con delle biancherie di lino e di bucato ed ho perfino potuto prendere stamattina il mio bagno freddo. Se si continua di questo passo finiremo a stare in palazzi, e a vivere in gran lusso invece delle privazioni che ci aspettavamo. Non solamente la popolazione in genere dell’interno è bene disposta a far qualche cosa, ma essa è ricca e civile. Dacchè lasciammo Palermo non abbiamo incontrato che due o tre mendicanti. Il paese che io mi attendeva trovare sterile e incolto, è invece un succedersi di campi di grano, fino alla cima delle montagne, interrotto solo da magnifici boschi di ulivi.” Distrutta la fiorente economia agricola nel 1860, l’Unità italiana dei governi liberali nordcentrici e coloniali ha da un secolo e mezzo favorito il sottosviluppo e la depressione dell’economia del Mezzogiorno. Scriveva Eber In Sicilia trovate una ricchezza di produzione che è incredibile se paragonata al piccol numero degli abitanti… ma io non ho mai visto un simile risultato sortito da mezzi di produzione così primitiva. Il suolo è fertilissimo. Ho contato qual che volta le spighe del grano e vi ho trovato fino a 97 granelli. Ora solo comincio a capire come la Sicilia ha potuto esser il granaio di Roma.

Regione e UE per il grano in Sicilia. L’anno 2017 la Regione siciliana distribuiva premi in denaro agli agricoltori isolani, 360-370 euro ad ettaro, che non coltiveranno il grano duro per sette anni! La regione ha premiato chi si impegnava a non produrre grano duro a favore del grano estero che arriva nei porti italiani con le navi. Così la Regione siciliana si chinò agli interessi delle multinazionali, dell’Unione Europea e del Canada. Nell’anno 2017 il Parlamento Europeo approvò il CETA, il trattato commerciale internazionale tra Unione Europea e Canada che prevedeva, tra le altre cose, l’acquisto del grano duro che il Canada produce per 4 milioni di tonnellate di grano all’anno ‘ricco’ di glifosato e micotossine DON.

https://www.inuovivespri.it/2017/02/27/granosalus-i-risultati-delle-analisi-sulla-pasta-barilla-voiello-de-cecco-divella-garofalo-la-molisana-coop-e-granoro-100-puglia/

Ovviamente si alzano cori di lagnanze ma niente si fa per la salubrità alimentare dei consumatori. Di fatto si accetta con il grano duro canadese imposto dai trattati europei, un prodotto industriale che arriva sulle tavole e nell’alimentazione che potenzialmente può sviluppare, nel tempo, problemi sanitari per la salute dei consumatori. Il paradosso sta nel finanziare la NON COLTIVAZIONE del grano, per favorire l’arrivo del grano canadese!

Palermo sequestrate 105 tonnellate di grano. Il 24 maggio 2022 Cinque le persone denunciate. Ipotesi di illeciti di semi sprovvisti della prescritta certificazione quale certificati? non viene detto. È la politica del sottosviluppo agricolo messa a sistema per favorire le multinazionali straniere che da una parte sembra controllare la qualità con diversi processi di certificazione internazionali, adottando procedure e controlli che superano rigidi standard per garantire un alto livello qualitativo del prodotto, dall’altra fornisce grano canadese che sarà si certificato ma che contiene glifosato e le micotossine DON al 25%… senza aver assolto gli obblighi, la miscelazione del grano sequestrato con altro di differenti varietà. Quali sono le differenti varietà per la miscelazione e perché deve essere miscelato per legge?

Le certificazioni per il frumento hanno l’omologazione allo standard ma che per le vicende del grano siciliano solo i commercianti locali o nazionali sono tenuti ad osservare mentre la qualità delle farine del grano importato dalle multinazionali estere è sempre più scarso e contaminato. Certificazioni previste:

  • Certificazione ISO 9001:2008 – Sistema di gestione per la Qualità
  • Certificazione ISO 14000:2004 – Certificazione ambientale
  • Certificazione British Retail Consortium – BRC (Vers. 7 grado AA)
  • International Food Standard – IFS (Vers. 6 higher level)

Lo stesso articolo informava: I controlli sono stati svolti dai Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di Bari, Potenza, Palermo, Caltanissetta e Agrigento, dalle Compagnie di Termoli e San Severo e dalla Tenenza di Castellaneta. Gli esami genotipici sui campioni prelevati sono stati condotti presso il laboratorio Crea di Foggia, specializzato nel settore.

Emergenza Ucraina, via libera a piantare 60 mila ettari di grano in Toscana

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/06/06/news/grano_cereali_deroga_toscana_60_mila_ettari-352671327/

In Toscana saranno seminati altri 60 mila ettari di cereali per far fronte all’emergenza provocata dal blocco delle importazioni dalla Toscana. Ciò potrà avvenire grazie al via libera al provvedimento di deroga delle norme in corso che non permettevano un’operazione simile. I terreni a maggese che potranno essere coltivati sono distribuiti su tutto il territorio regionale e principalmente in provincia di Grosseto 16 mila ettari, Siena 15 mila ettari, Firenze 8 mila ettari, Pisa 7 mila ettari, Livorno 2,7 mila ettari, 1,2 mila ettari Lucca. Ad annunciarlo è Coldiretti Toscana in merito alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale del decreto firmato dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli che rende operative le deroghe ai regolamenti comunitari sulla PAC per ottenere il pagamento di inverdimento.

Conclusione. I grani siciliani e la produzione agroalimentare sono l’esempio negativo, dopo l’epoca d’oro preunitaria ha subìto da 162 anni limitazioni, vessazioni, aggressioni di tutti i tipi, prima dai governi del sottosviluppo italici, ora dai trattati europei che deprimono in tutti i modi possibili l’economia agricola del Mezzogiorno.

La crisi già in atto con prezzi degli alimentari raddoppiati, il paventato razionamento delle risorse alimentari, ha già acuito ancora una volta la disparità delle due italie a scapito della colonia interna del Sud. Fino a quando sarà sopportato?

Di Loreto Giovannone, sovranitapopolare.org

13.06.2022

link fonte: https://www.sovranitapopolare.org/2022/06/13/grano-crisi-alimentare-fabbisogno-italiano/

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