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GLI USA E ISRAELE STANNO PROVOCANDO LA CRISI PALESTINESE

DEL PROF. IRA CHERNUS
Common Dreams

È più che ovvio che Fatah e Hamas dovrebbero lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo di una Palestina indipendente. Non molto tempo fa stavano proclamando la loro unità. Allora perché adesso si distruggono l’uno con l’altra? Se leggete le notizie dai media mainstream Usa potreste davvero pensare che si tratta solo di due fazioni irrazionali guidate da un folle desiderio di potere.

Ma se sapete come leggere tra le righe, persino i nostri media mainstream raccontano una storia più complicata, una storia che coinvolge anche i governi di Israele e degli Usa. Tutte le citazioni che seguono provengono da articoli sulla crisi pubblicati dai maggiori quotidiani mainstream, il New York Times e il Washington Post.

“Un analista israeliano degli affari palestinesi, Danny Rubinstein, ha detto che ‘la ragione primaria per la rottura è il fatto che Fatah si è rifiutata di condividere pienamente il meccanismo di potere dell’autorità palestinese con i rivali di Hamas, nonostante la decisiva vittoria di Hamas nelle elezioni generali del gennaio 2006.’” “Fatah ‘è stata forzata a capovolgere quanto affermato dagli elettori palestinesi perché glielo ha chiesto il mondo intero’ ha aggiunto Rubinstein. ‘La situazione è arrivata al punto in cui Hamas ha tentato di prendere con la forza ciò che pensa gli sia giustamente dovuto.’” Gli Usa e Israele hanno spinto il mondo a costringere Fatah a resistere contro il potere ottenuto democraticamente da Hamas. In un documento appena pubblicato, “l’ex più importante inviato delle Nazioni Unite in Medioriente ha duramente criticato gli sforzi degli Usa e di Israele di isolare il governo palestinese guidato da Hamas, affermando che questa politica ha ulteriormente radicalizzaato l’opinione dei palestinesi e vanificato gli annosi sforzi di creare un fattibile Stato palestinese. La dura critica di Alvaro de Soto era contenuta in un rapporto confidenziale di 52 pagine che egli ha compilato prima di dimettersi dalle Nazioni Unite nel mese scorso. Dal maggio 2005 De Soto ha diretto gli sforzi delle Nazioni Unite di attenuare il conflitto Israelo-palestinese”. “Mentre tutti sono occupati a guardare la caduta di Hamas”, ha osservato De Soto, “ gli sforzi di Israele nel costruire gli insediamenti e la barriera sono continuati a pieno ritmo.”

Ma la protesta di Hamas è più specifica. “Hamas vuole un restaurato governo di unità nazionale in cui le forze di sicurezza facciano tutte riferimento al ministro degli interni.” Perché questo è così importante? Le forze di sicurezza sono state controllate da Fatah e dal suo capo della sicurezza Mohammed Dahlan. “Durante i 12 anni al potere, Fatah ha ripetutamente trattato con la mano pesante gli islamisti [di Hamas], anche nel 1996 quando il Servizio di Sicurezza Preventivo, allora guidato da Dahlan, arrestò i leader di Hamas”. “Molti di coloro che furono imprigionati descrivono il trattamento che ricevettero come crudele e umiliante”.

Ora “i portavoce di Hamas hanno affermato che il movimento non ha scopi politici tranne che difendersi da un gruppo all’interno di Fatah che collabora con Israele e gli Stati Uniti. Essi affermano che volevano portare le forze di sicurezza sotto il controllo del governo di unità nazionale”. “Un portavoce di Hamas ha detto che il movimento si stava difendendo e non stava cercando di restare da solo al potere. Egli ha detto che Hamas ‘ sta facendo ciò che Fatah non è riuscita a fare, cioè controllare quei gruppi [della sicurezza]’ che egli ha accusato di crimini, caos e collaborazionismo con Israele e gli Stati Uniti.”

Infatti Israele “non si è fatta scrupoli nell’appoggiare Fatah e attaccare solo obiettivi di Hamas”. E gli Usa hanno finanziato e appoggiato gli sforzi di Israele. “Sin dalla vittoria di Hamas alle elezioni del gennaio 2006 gli Stati Uniti e Israele hanno lavorato per isolare e danneggiare Hamas e fornire a Fatah riconoscimento e armi”. Le armi vanno alle forze di sicurezza di Fatah, guidate da Dahlan. Agenti della C.I.A. lavorano da tempo insieme all’apparato di sicurezza di Dahlan.


[Traditore? Mohammed Dahlan, accusato di essere responsabile dello scontro con Hamas in combutta con la CIA. A destra in compagnia di Olmert.]

Secondo De Soto, “ i funzionari Usa hanno ‘chiaramente spinto verso un confronto’ tra Hamas e Fatah… Un rappresentante [diplomatico] Usa, ha ricordato De Soto, gli disse: ‘ mi piace questa violenza… Significa che altri palestinesi resistono contro Hamas.’”

Nel mezzo dell’attuale crisi l’amministrazione Bush continua a prendere parte e a provocare il conflitto. “Funzionari dell’amministrazione stavano spingendo Abbas a sciogliere l’accordo di divisione del potere tra Fatah e Hamas e dimettere l’intero governo”. Quando Abbas ha fatto proprio questo, “ il segretario di Stato Condoleezza Rice ha espresso appoggio per le decisioni di Abbas”. Inoltre “ funzionari dell’amministrazione stavano considerando la possibilità di … fare pressioni sull’Egitto perché chiudesse i tunnel che portano dal suo territorio a Gaza; funzionari americani e israeliani affermano che i tunnel vengono spesso usati per contrabbandare armi ad Hamas. Un funzionario dell’amministrazione ha suggerito mercoledì che gli Stati Uniti potrebbero poi provare a incitare Israele perché chiuda insediamenti israeliani in Cisgiordania in modo da dare un appoggio ad Abbas”.

Naturalmente questa strategia metterà il popolo palestinese sempre più contro Abbas e Fatah. Ma questo sembra essere ciò che Israele desidera. Il Times e il Post hanno omesso un passaggio chiave del rapporto di De Soto in cui egli accusa le politiche israeliane di sembrare “perversamente progettate in modo da incoraggiare il proseguimento dell’azione dei militanti palestinesi”.

Israele ha sempre cercato di tenere divisi i palestinesi. Ha giocato un ruolo centrale nella creazione di Hamas per impedire a Fatah di consolidare il suo potere politico.

Ma ora Israele sembra avere una nuova ragione per alimentare la faida tra Fatah e Hamas sino a farla diventare una guerra civile. Il primo ministro israeliano Ehud Olmert “ dirà probabilmente a Bush che Israele ha cercato di isolare la Cisgiordania dagli scontri di Gaza continuando a impedire contatti tra i due territori.” “Alcuni ufficiali della sicurezza israeliana affermano che Israele vuole vedere la Cisgiordania isolata da Gaza”.

Perché? “Una Gaza guidata da Hamas assicurerebbe probabilmente lo stato di emarginazione di questa fascia costiera, Israele potrebbe allora bloccarne i confini.” “Un funzionario ha suggerito che l’esibizione di forza di Hamas a Gaza renderebbe più probabile l’intervento dell’esercito israeliano quest’estate per distruggere il potere militare di Hamas.” “Israele sarebbe costretta a compiere dure rappresaglie per proteggere i suoi civili nonostante il fatto che le precedenti incursioni militari nel territorio densamente popolato non sono riusciti a fermare il lancio di razzi”.

Se probabilmente l’azione militare sarà ancora una volta infruttuosa, allora perché Israele intraprende ancora questa strategia? Vi sono diverse ragioni.

Israele vuole isolare Gaza dalla Cisgiordania il più possibile in modo da prevenire il diffondersi del potere militare di Hamas lì [in Cisgiordania], dove le truppe israeliane ancora occupano il territorio. Israele vorrebbe anche che Hamas si confronti con la responsabilità di governare Gaza – cioè col fornire posti di lavoro, cibo e sicurezza alla popolazione”. “Nel frattempo funzionari israeliani hanno suggerito che Israele lavorerebbe con Abbas e un governo di Fatah nella Cisgiordania”. Vi è anche il beneficio politico che ogni governo israeliano ottiene prendendo dure posizioni contro il nemico, specialmente dopo il fiasco dell’estate scorsa in Libano.

La cosa più importante è, forse, che “ governi rivali in Cisgiordania e a Gaza renderebbero definitiva la divisione e allontanerebbero ulteriormente la prospettiva di uno Stato palestinese. Gli sforzi di far rivivere i colloqui di pace tra Israele e la Palestina, compresa una recente spinta da parte degli Stati arabi moderati, riceverebbe un forte colpo perché Abbas non potrebbe più affermare di rappresentare tutti i palestinesi e perderebbe la sua credibilità come partner nei negoziati”. “Il ministro degli esteri Tzipi Livni ha detto che il controllo di Hamas su Gaza limiterebbe la capacità di Israele di negoziare con Abbas”.

Vi sono ancora molti israeliani che riescono a vedere che questo è un autogol e che alla fine il loro governo dovrà fare la pace. “Alcuni in Israele si iniziano a chiedere se può avere senso avere un dialogo indiretto con Hamas che chiaramente non sta andando via”.

Ma Hamas non si rifiuta di negoziare? Non ha giurato la distruzione di Israele? Di fatto “c’è un dibattito all’interno di Hamas su quanto spingersi nel venire incontro alle richieste israeliane e americane. Il primo ministro Ismail Haniyeh ha affermato che l’obiettivo di Hamas è la creazione di uno Stato palestinese all’interno dei confini precedenti al 1967 in Cisgiordania e a Gaza. L’ala militare del gruppo, con base in Siria, afferma che considererà una tregua a lungo termine solo quando Israele si ritirerà dalla Cisgiordania.” “L’offensiva a Gaza è guidata da quelli di Hamas che favoriscono una linea dura. Non è chiaro però quanto vengano diretti dal leader supremo di Hamas in esilio, Khaled Mashaal. I pragmatici del movimento, compreso il primo ministro Ismail Haniyeh, si sono in gran parte mantenuti in silenzio in questi ultimi giorni”.

I pragmatici sono stati ridotti al silenzio da una guerra civile favorita, se non fomentata, da Israele. E non è la prima volta. Almeno due volte lo scorso anno, quando i pragmatici stavano prevalendo e Hamas si era unita a Fatah per promuovere un piano di pace, Israele ha usato la violenza per provocare i duri di Hamas e bloccare il processo di pace, come ho qui riferito in precedenza.

Perché l’amministrazione Bush appoggerebbe questa politica israeliana? Martin Indyk della Brookings Institution descrive le paure che perseguitano la nostra elite della politica estera: “ ‘Gaza sarà uno Stato terrorista, proprio al confine del mondo occidentale. …Un paradiso per i cattivi – Hezbollah, la Jihad Islamica.’” “Una vittoria di Hamas a Gaza metterebbe una milizia appoggiata dall’Iran non solo sul confine settentrionale di Israele ma anche su quello meridionale” – o almeno una milizia presumibilmente appoggiata dall’Iran, dal momento che “ non è chiaro quanto essi vengano diretti dall’Iran”. “Ugualmente allarmante per i funzionari dell’amministrazione Bush è la prospettiva che se Hamas non ottiene il controllo di Gaza e continuano i combattimenti, un maggior numero di elementi della popolazione giovane e sempre più frustrata di Gaza sarebbe spinto tra le braccia di al Qaeda, una rivale di Hamas che, sino ad ora, è stata tenuta ben distante da Gaza”.

Forse questa è solo eccessiva immaginazione. Ma se fosse reale, allora, potrebbe non essere così allarmante per i falchi dell’amministrazione. E forse li aiuterebbe a creare quel mondo radicalmente polarizzato sul quale hanno lanciato avvertimenti, l’unico tipo di mondo che può sostenere le politiche che essi promuovono così ardentemente. Che lo vogliano o no, questoè il tipo di mondo che potrebbero stare aiutando a creare alimentando l’incendio di una guerra civile palestinese.

Ira Chernus è Professore di Studi Religiosi alla University of Colorado di Boulder e autore di Monsters To Destroy: The Neoconservative War on Terror and Sin.
Email: [email protected]

Articoli di Ira Chernus su Global Research
Titolo originale: “US and Israel Stir Up Palestinian Crisis”

Fonte: http://www.commondreams.org
Link
15.06.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss