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GLI STUPRI ERANO COMUNI NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI ABU GHRAIB

DI WAYNE MADSEN
Wayne Madsen Report

ATTENZIONE! L’articolo contiene link a foto estremamente violente e fastidiose che non devono essere viste da minori o persone impressionabili! N.d.r.

WMR ha ricevuto foto di guardie carcerarie militari Usa che sodomizzano una ragazza irachena detenuta nell’infame campo di concentramento di Abu Ghraib a Baghdad. Sebbene un certo numero di foto che mostrano uomini e donne delle truppe Usa impegnati in bizzarri comportamenti sessuali con prigionieri maschi era già stato pubblicato quando lo scandalo Abu Ghraib venne alla luce per la prima volta nel 2004, le foto di uno stupro di gruppo di una ragazza irachena da parte di almeno tre soldati americani non sono state ampiamente distribuite.

Nel maggio 2004, il senatore Bill Nelson (D-FL) ha detto di non aver visto alcun “video raffigurante stupri né di prigionieri maschi né femmine”. Le foto ottenute da WMR mostrano chiaramente una giovane prigioniera che viene stuprata. L’onorevole Jane Harman (D-CA) ha detto che il video più scioccante da lei visto riprendeva un prigioniero maschio ammanettato che sbatteva la sua testa contro il muro.
Sembra ora che se alcuni membri del Congresso sono stati messi a conoscenza di tutte le foto e video raffiguranti violenze sui prigionieri ad Abu Ghraib, essi hanno seriamente sminuito la crudeltà del personale militare Usa coinvolto.

Le foto sono estremamente forti e sconvolgenti, raccomandiamo cautela.

Foto 1

Foto 2

Foto 3

Il rapporto del maggiore generale dell’esercito Antonio Taguba sulle violenze compiute sui prigionieri di Abu Ghraib affermava che le violenze comprendevano “Un agente maschio della polizia militare che ‘fa sesso’ [having sex] con un detenuto femmina”. “Fa sesso” è un ovvio tentativo di evitare l’uso della parola “stupro”. E’ ovvio che il rapporto di Taguba o è stato alterato o alcune prove non sono state condivise con lui e i suoi investigatori. Le foto ottenute da WMR mostrano chiaramente tre guardie che stuprano e sodomizzano una detenuta.

Un’altra indagine su Abu Ghraib condotta dal tenente generale Anthony Jones e dal maggiore generale George Fay riferiva di stupri omosessuali maschili di prigionieri ma non dello stupro di detenute.

Titolo originale: ” Sexual assault was common at Abu Ghraib concentration camp “

Fonte: http://www.waynemadsenreport.com/
Link
10.01.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • alcenero

    Un lettore, e un articolo, che trovate a questo link [www.ariannaeditrice.it] e che riportiamo qui sotto, hanno sollevato la questione che le foto potrebbero essere false. Invitiamo chiunque abbia prove concrete a riguardo a sottometterle come commento. Per quel che riguarda l’articolo seguente sorvoliamo per carità d’animo sulle accuse generiche, non circostanziate e quindi inaccettabilmente forti di malafede e inattendibilità mosse alla fonte dell’articolo di cui sopra (W. Madsen).

    Occorre far notare che ai link che l’articolo della Pisi segnala si trova una sola delle tre foto linkate sopra, ed esso per dimostrarne la falsità si riferisce ad un articolo del WorldNetDaily che non permette di capire di quali immagini si parli (e che si limita ad affermare la falsità di generiche immagini di stupri ma senza fornire prove concrete) e ad un articolo del Boston Globe che si sarebbe scusato per avere pubblicato foto false di stupri.

    In realtà il Boston Globe si scusa per avere pubblicato foto con contenuto sessuale esplicito, e cita l’ipotesi avanzata da lettori che quelle foto potrebbero essere prese da film pornografici. Lo stesso Boston Globe però non ha trovato link o fonti certe a riguardo. In ogni caso non ho nemmeno trovato alcuna prova che le foto a cui fa riferimento il Boston Globe siano le stesse pubblicate qui sopra. Nè, per la sola foto già pubblicata, ho trovato prove concrete che ne dimostrino la falsità: come detto, il sito dello WorldNetDaily, linkato nell’articolo citato, afferma che le immagini sono tratte da un film pornografico ma non fornisce elementi per sostanziare la sua affermazione nè che permettano di capire a quali immagini si riferisca.

    Veri e falsi stupri ad Abu Ghraib
    di Paola Pisi – 04/02/2008

    Il 10 gennaio 2008 Wayne Madsen, sedicente giornalista investigativo ed ex-agente della NSA, ha pubblicato alcune foto “esclusive” di ” guardie carcerarie militari Usa che sodomizzano una ragazza irachena detenuta nell’infame campo di concentramento di Abu Ghraib a Baghdad”. Come al solito, Madsen non rivela chi gli ha fatto pervenire le eccezionali diapositive [1]. L’interrogativo sulla sua fonte trova però una risposta immediata: le ha trovate su internet.

    Le immagini infatti sono un noto e vecchio falso, che già nel 2004 erano state spacciate come foto prese ad Abu Ghraib, e avevano avuto una larga circolazione sul web. In realtà, come si è scoperto non molto tempo dopo, si trattava di diapositive tratte da un sito pornografico . Il 12 maggio 2004 le false fotografie erano state pubblicate, seppure con un certo scetticismo, perfino dal Boston Globe, che due giorni dopo si è scusato con i propri lettori.

    Ora, dopo quasi quattro anni, Wayne Madsen riesuma questa vecchia – e ormai da quasi tutti dimenticata – patacca, e la rivende ai suoi lettori come un inedito di cui è venuto in possesso per le solite vie misteriose che gli farebbero pervenire le innumerevoli fandonie che è solito pubblicare.

    Perché l’ha fatto? La risposta parrebbe scontata: i suoi lettori certo non devono avere un palato raffinatissimo, se si bevono senza fiatare tutto quanto Madsen gli rifila, e per sovrammercato sono pure disposti a pagare, per poter avere accesso a simili perle informative (il sito di Wayne Madsen è accessibile solo a pagamento). E’ dunque possibile che in un momento di scarsa creatività, invece di inventare le notizie, come suo costume abituale, il “giornalista investigativo” abbia ritirato fuori dal cassetto una bufala altrui d’antan, presumendo che, dopo tanto tempo, nessuno più la ricordasse e dunque potesse essere rivenduta come nuova di zecca. Le foto sono poi sufficientemente pruriginose da risultare particolarmente allettanti per lettori in cerca di emozioni forti. Potrebbe dunque trattarsi di una “innocente” operazione commerciale: uno dei tanti falsi pubblicati dal suo, come da altri siti di informazione cosiddetta alternativa, che hanno costruito una piccola e lucrosa industria del complotto e delle notizie alternative solo alla realtà, per monetizzare la dabbenaggine dei loro lettori. Ma ci potrebbe essere qualcosa di più e di peggio.

    Madsen, infatti, sostiene che le “sue” foto sono il primo documento sicuro do uno stupro su detenute irachene.

    In realtà, dal 2004 è noto che esistono riprese di stupri su prigioniere e ragazzini avvenute ad Adu Ghraib. Fra le 1800 diapositive e video di Abu Ghraib che sono state mostrati nel maggio 2004 ai membri del Congresso USA, vi sono, come conferma il rapporto redatto dal generale Taguba , non solo immagini di stupri su detenuti maschi, anche minori, ma anche almeno una una foto in cui un soldato USA ha un rapporto sessuale con una detenuta irachena, difficilmente consenziente. Seymour Hersh, ha più volte affermato che il Pentagono è in possesso di un video che mostra lo stupro di un bambino iracheno.

    Per venire a conoscenza delle prove di abusi sessuali – su detenuti di entrambi i sessi – ad Abu Ghraib non è necessario fare una lunga e dettagliata ricerca su internet. E’ sufficiente dare una scorsa a Wikipedia, dove tra l’altro vengono riportate le dichiarazioni del sergente Samuel Provance, che riferisce lo stupro di una sedicenne irachena da parte di due guardie USA. Inoltre, numerose testimonianze di ex-detenute irachene confermano che lo stupro delle prigioniere era una prassi largamente diffusa ad Abu Ghraib e in altri centri di detenzione iracheni [2].

    Il motivo per cui Madsen ha riproposto una vecchia – e in tutti i sensi oscena – bufala, spacciandola come un prezioso inedito che documenterebbe per la prima volta l’esistenza di stupri ad Abu Ghraib, potrebbere essere dunque peggiore di un banale e squallido modo per far soldi.

    Nel maggio 2004 le false foto del presunto stupro di Abu Ghraib sono state infatti ampiamente usate propagandisticamente dalla stampa e dai siti favorevoli alla guerra: una volta scoperto che quelle foto erano spezzoni di un film pornografico, l’informazione filo-Bush ha gridato che di conseguenza non erano mai avvenuti stupri nei centri di detenzione irachena, quando invece violenze sessuali erano già state ampiamente documentate. Non è possibile risalire a chi per primo ha diffuso le false diapositive, ma è difficile pensare che non lo abbia fatto con il fine di screditare le vere testimonianze relative a stupri su detenute irachene.

    Ed è inevitabile il sospetto che Wayne Madsen abbia avuto lo stesso scopo nel pubblicare un falso che sa perfettamente essere tale: il che getta una luce inquietante non solo sul suo già screditatissimo sito, ma anche sulle innumerevoli menzogne che vengono continuamente rifilate ai propri lettori da alcuni siti “alternativi”. E’ solo un mezzo per lucrare sulla credulità del prossimo o invece si tratta di un gioco più sporco rispetto a una semplice, per quanto rivoltante, operazione commerciale? Quale che sia la risposta, è comunque venuto il momento di smascherare non solo le menzogne dei mainstream media, ma anche quelle, a volte peggiori, di chi sta diffondendo disinformazione spacciandola per informazione alternativa.

    Note

    1. Basta comunque leggere il sito del “giornalista investigativo” per vedere che Madsen pubblica solo inverosimili – e regolarmente smentite dai fatti – rivelazioni pervenutegli da “credibili fonti” anonime. Più che di investigazione, sembra trattarsi di libera creatività. E per questo motivo Madsen gode di un vasto successo nel mondo surreale di una certa informazione alternativa anglosassone. Preciso subito però che non è mia intenzione criticare il solitamente ottimo sito italiano che ha tradotto l’alrticolo di Wayne Madsen: è evidente che si è trattato solo di uno scusabilissimo errore in buona fede.

    2. Ad esempio:
    SEXUALIZED VIOLENCE AGAINST IRAQI WOMEN BY US OCCUPYING FORCES

    Systematic Pattern of Rape by US Forces

    The Other Prisoners

    Iraqi Woman Recalls Abu Ghraib Rape Ordeal

    Human rights groups: Iraqi women raped at Abu Ghraib jail