GLI STUPIDI IDIOTI DELL’EUROPA E IL LORO TRATTATO FARLOCCO

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Telegraph.co.uk

Quanti capricci e quanta stupidità.

I leader di Francia e Germania

hanno più o meno buttato fuori la Gran Bretagna dall’Unione Europea

per il bene dei trattati che non offrono alcuna soluzione alla crisi

in corso, tanto meno a qualsiasi crisi futura. È il palazzo dell’UE

al suo peggio, credendo che il veleno sia una buona medicina.È rischioso fare delle conclusioni

immediate su una storia sempre più rapida, ma sembra che l’UE possa

presto ridursi a un guscio, con una nuova unione formata attorno ai

paesi della zona centrale.

Sono state dette molte cose su David

Cameron, se abbia gestito la cosa bene o male. Lascio questo dibattito

ai miei colleghi. Quello che mi colpisce da ex corrispondente dell’UE

è quanto tutto questo sia minaccioso per il progetto dell’Unione

Europea.

Una nazione – una importante –

potrebbe per la prima volta cominciare a proseguire per conto proprio.

L’aura di inevitabilità storica che aveva spinto l’Europa verso

un’unione più marcata per metà secolo si è sgonfiata. Sì, la Croazia

si unirà fra poco, come ha cinguettato trionfalisticamente Sarkozy,

ma non è davvero la stessa cosa (senza voler offendere gli slavi del

Sud).

Una confusione totale si insinuerà

nelle strutture legali dell’UE. Per chi lavorerà la Commissione Europea?

Per chi la Corte Europea? Ci sarà caos per un bel po’. Questo è

l’incubo che i funzionari hanno sempre temuto.

E a che scopo? Tutti questi contrasti

per un piatto di lenticchie, per un trattato farlocco? L’accordo non

è uno “sporco compromesso“, ha detto Angela Merkel.

Bene, invece proprio di questo si tratta per quei politici dell’eurozona

che cercano una svolta.

Dà un po’ di trucco al vecchio

Patto di Stabilità senza cambiare la sostanza (anche se ci saranno

controlli preventivi sui bilanci). Questo “comparto fiscale

non farà la minima impressione sui mercati globali, e sono loro i giudici

che contano in questa prova del fuoco.

Sì, c’è una maggiore disciplina

per i peccatori fiscali, ma senza alcuna trasformazione in arrivo. Persino

il vecchio “Piano Marshall” della riunione di luglio è andato

a rotoli.

Non ci sono istanze per la condivisione

del debito, nessun trasferimento fiscale, nessuna iniziativa verso un

Tesoro dell’UE, nessuna autorizzazione bancaria per il fondo di salvataggio

ESM e nessuna modifica al mandato della Banca Centrale Europea.

In breve, non c’è alcuna cesura

che possa convincere gli investitori asiatici che questa unione monetaria

abbia un governo affidabile o persino un futuro.

La Germania ha tenuto la barra esclusivamente

sui deficit fiscali anche se tutti oramai devono aver capito

che questa crisi non è stata causata dai deficit fiscali (Grecia

a parte). Spagna e Irlanda erano in attivo, e l’Italia aveva un

surplus primario.

Come ha detto Sir Mervyn King la scorsa

settimana, il disastro è stato causato dagli squilibri nelle partite

correnti (il passivo della Spagna, l’attivo della Germania) e dai

flussi di capitali che hanno avviato il boom del credito privato.

Le proposte per il Trattato evadono

l’argomento chiave.

Francia e Germania hanno davvero causato

questa frattura, lanciando un attacco alla City che ha davvero poco

a che fare con la crisi dell’UEM? Sì, credo di sì.

Dato che Merkozy non potranno mai accettare

che la debacle europea derivi dall’euro stesso, da un 30 per

cento di disallineamento tra Nord e Sud e da una bolla del settore bancario

per 23 trilioni di euro dovuta alla troppa leva che i regolatori tedeschi,

francesi, olandesi e belgi hanno lasciato avvenire… per questo, è

ovvio, credo che dovessero cercare un capro espiatorio.

Dovevano attizzare una caccia alle

streghe contro qualcuno, perché non i banchieri anglosassoni?

Ci sono conseguenze spiacevoli in arrivo. I politici tedeschi e francesi

in particolare dovrebbero porre grande attenzione nell’incitare la

rabbia populista contro un gruppo che è una preda troppo facile. Ci

siamo già passati da questa strada.

Non ci sono dubbi che questi gravi

eventi saranno spiacevoli per il Regno Unito, ma tutto questo verrà

spazzato via entro breve da fatti più ben salienti. Gli agenti dell’Europol

non hanno nemmeno iniziato a trovare una soluzione fattibile per la

propria unione monetaria deforme e impraticabile, e forse questa soluzione

neppure esiste. Il sistema sbanderà da una crisi all’altra fino a

che esploderà nel livore.

Quindi, potrebbe emergere un gruppo

separato (non i 10 “out” contro i 17 “in”, un concetto

ridicolo), quanto piuttosto un composito insieme anglo-nordico-svizzero

che potrebbe non essere una cattiva idea per la periferia e che potrebbe

cominciare a solidificarsi con uno strato esterno seduttivamente comodo.

La sola esistenza di una costellazione

simile potrebbe modificare i calcoli della Spagna, che si potrebbe stancare

dei dettami e della recessione franco-tedeschi, o potrebbe far dire

ai portoghesi che il troppo stroppia.

E la Francia, per dire, vuole davvero essere stretta in un umido abbraccio con una Germania ancora più forte? Lo scopo principale dell’unione monetaria per Parigi era quello di legare la Germania con i lacci di seta. La Francia ora si vede con le mani legate a causa dell’UEM, ridotta al ruolo di assistente.

Ma quel vano e isterico piccolo uomo che ora abita l’Eliseo presto se ne andrà. Un dirigente apparirà ancora una volta con una “certaine idée de la France“.

Per la Gran Bretagna, impossessiamoci del momento della liberazione, e godiamocelo.

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Fonte: Europe’s blithering idiots and their flim-flam treaty

09.12.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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Tao
Tao
10 Dicembre 2011 , 3:31 3:31

Valerio Lo Monaco su la “Voce del Ribelle” di oggi, riguardo il motivo del mancato accordo con la Gran Bretagna, scrive che: “…questa voleva essere esonerata dall’applicazione delle regole sui servizi finanziari. Molto semplice: gli altri avrebbero applicato le regole mentre la Gran Bretagna no. Difficile trovare un accordo, come si evince. Ma c’è di più: il premier Cameron ha dichiarato senza mezzi termini di “non voler entrare nell’Euro” e che anzi era contento di “esserne fuori, così come dalla zona Schengen”. Ma ancora, e in modo determinante, con una frase: “non vogliamo rinunciare alla nostra sovranità come stanno facendo questi Paesi. Noi vogliamo i nostri tassi di interesse, la nostra politica monetaria”.

Chiaro il punto? Ebbene, pur nell’ipocrisia di partecipare a un tavolo di una istituzione della quale non si condividono e non si accettano – da sempre – i punti cardinali, giusti o sbagliati che siano, Cameron ha ragione. E la chiave di tutto sta in quel “perdita di sovranità” che Londra non vuole accettare.

Mentre tutti gli altri, inclusi noi, la accettano. 

RicBo
RicBo
10 Dicembre 2011 , 4:14 4:14

Non so se vi rendete conto che si sta ripetendo pari pari il secondo conflitto mondiale, solo combattuto con altre armi.
Lo scontro del capitalismo tedesco con quello inglese, la borghesia francese che abbaia ma non morde (e soccombe), il resto d’Europa destinato ad essere colonia del Quarto Reich.
Meglio andarsene da questo continente senza futuro.

Eshin
Eshin
10 Dicembre 2011 , 4:31 4:31

Dimentichi chi tira i fili…hai semplificato un tantino, come hanno fatto quelli che ci hanno imposta una lettura storica.Quindi nuovamente schemi falsi…
La Germania non è sovrano!
Chi la guida?

Vedo una scacchiera….grande, un pianeta intera. Dove vuoi andare?

Tao
Tao
10 Dicembre 2011 , 5:12 5:12

Il decreto salva Italia mostra già qualche crepa: bisognerà ripararla subito per evitare il rischio di mettere in pericolo pezzi importanti della manovra. Anche nelle parole con cui Nicolas Sarkozy ha respinto le richieste di David Cameron nel dibattito sull’unione fiscale, vi è l’eco di antiche posizioni golliste. La Francia ha «inventato» l’Europa comunitaria e non ha mai rinunciato al desiderio di averne la leadership. Può accettare una sorta di condominio franco-tedesco, ma non è disposta a tollerare che la Gran Bretagna governi dalle coste dell’Europa, con le sue riserve mentali e le sue prerogative speciali, le sorti dell’Unione. Può accettare e favorire la collaborazione militare con la Gran Bretagna, come nel caso dell’operazione libica, ma nelle questioni che concernono l’Ue e le sue istituzioni la Francia non intende permettere che Londra abbia un diritto di veto. Se la questione fosse esclusivamente in questi termini, l’Italia avrebbe in qualche circostanza il diritto di stare dalla parte della Gran Bretagna piuttosto che da quella della Francia. Finché l’Europa non sarà veramente e schiettamente federale, all’Italia interessa che al vertice dell’Unione vi sia un direttorio fluido, composto dai suoi maggiori Paesi, piuttosto che da una leadership francese o franco-tedesca. Quando ha parlato… Leggi tutto »

bluerik3
bluerik3
10 Dicembre 2011 , 5:44 5:44

Scusate, ma la l’Inghilterra ha mai fatto parte dell’unione europea?
O piuttosto, ha sempre pensato solo al suo Commonwealth e ai cugini statunitensi.

AlbertoConti
AlbertoConti
10 Dicembre 2011 , 6:10 6:10

La volpe e l’uva …. Ma c’è di più, è emerso anche il vero motivo del contendere, i “servizi finanziari”! La sede principale del casinò finaziario teme per la propria “libertà”! Vedremo cosa ne penseranno i veri inglesi ridotti alla canna del gas.

Petrus
Petrus
10 Dicembre 2011 , 7:26 7:26

Cameron ha tenuto una posizione che da sola mi fa rimpiangere d’esser nato a Roma e non a Londra.

Petrus
Petrus
10 Dicembre 2011 , 7:27 7:27

RicBo, allora non sono solo a vederlo…

nettuno
nettuno
10 Dicembre 2011 , 10:49 10:49

Se potessi me ne sarei già andato in un’altro paese..

Tao
Tao
10 Dicembre 2011 , 12:17 12:17

Fra gli addetti ai lavori, il 9 dicembre era una sorta di “giorno del giudizio universale” che ci avrebbe detto se l’Euro sopravviverà o no. I resoconti sull’esito possiamo sintetizzarli così: > Ci avete capito nulla? Veniamo ai dati di fatto. In primo luogo, ci sarebbe una intesa fra i 26 contraenti il patto, sulla politica fiscale e tutti si impegnano ad inserire il vincolo di bilancio in Costituzione. Una cura per la recessione che più sbagliata non si può. La parte operativamente più rilevante è data dalla ristrutturazione dei meccanismi di salvataggio dei paesi a rischio default. Il vecchio Efsf (European Financial Stability Facility), chiamato sbrigativamente Fondo salva-stati, è affiancato- dall’ Esm (European Stability Mechanism) che emetterà titoli simili a quelli che l’Efsf ha già emesso per aiutare Irlanda, Portogallo e Grecia. L’Esm potrà acquistare titoli di stati dell’euro zona sul mercato primario e secondario con l’appoggio delle banche private del paese interessato. L’Esm –gestito operativamente dalla Bce, ma dietro decisione degli “azionisti”, cioè gli stati membri- dovrebbe essere dotato di 200 miliardi di euro e, insieme al Efsf dovrebbe avere una “potenza di fuoco” complessiva di 500 miliardi. Capirai! Ma vi pare che con titoli in scadenza nel… Leggi tutto »

Cornelia
Cornelia
10 Dicembre 2011 , 13:13 13:13

Era ora che l’Europa cacciasse a calci quella serpe in seno.
“(senza voler offendere gli slavi del Sud)”
Dei maledetti nazisti, anche.

Marcusdardi
10 Dicembre 2011 , 15:09 15:09

Come commento, aggiungo una canzoncina, sulla Ricetta di Mariolino.

http://www.youtube.com/watch?v=_dnycVy6jo0

Ciao
Marcusdardi

Tao
Tao
11 Dicembre 2011 , 0:49 0:49

La rottura della Inghilterra con l’Europa è avvenuta per il rifiuto degli inglesi a sottomettersi alle regole comuni agli altri 26 Stati.Ma queste regole che azzerano la sovranità nazionale ed il ruolo delle istituzioni sono al servizio di una concezione profondamente reazionaria dell’Europa assai di più delle regole stabilite dal Congresso di Vienna del 1815. Non esiste in questa fondamentale passaggio della storia alcun ruolo della socialdemocrazia o del comunismo e tutto viene deciso sulla base degli interessi delle banche e delle imprese.Gli interessi del ceto medio e dei lavoratori vengono annichiliti da misure gravissime riguardante il lavoro ed il welfare. L’Europa dei 27 è un immenso lager per lavoratori ed i poveri.

Pietro Ancona
11.12.2011