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GLI STATI UNITI DELL’AZIENDA AMERICA: DALLA DEMOCRAZIA ALLA PLUTOCRAZIA

DEL PROF. RODRIGUE TREMBLAY
The New American Empire

‘Il prezzo da pagare per il disinteresse nei confronti della cosa pubblica è di essere governati da uomini malvagi’. Platone, antico filosofo greco

… ‘Il 20esimo secolo è stato caratterizzato da tre sviluppi di grande importanza politica: la crescita della democrazia, la crescita del potere corporativo e la crescita della propaganda come mezzo per proteggere il potere corporativo dalla democrazia”. Alex Carey, scienziato sociale australiano

‘Il modo migliore per limitare la democrazia è trasferire il potere decisionale dall’arena pubblica a istituzioni poco trasparenti: re e principi, caste del clero, giunte militari, dittature di partito o corporazioni moderne’. Noam Chomsky, Professore Emerito di Linguistica del Massachussets Institute of Technology

Martedì 19 gennaio 2010 l’amministrazione Obama ha ricevuto un calcio nel didietro dagli elettori del Massachussets, che hanno rimpiazzato la sedia del precedente senatore Ted Kennedy eleggendo un candidato conservatore repubblicano. Il succo del loro messaggio era questo: smettetela di esitare e iniziate a governare; smettetela di provare ad accontentare le banche e compiacere gli editorialisti del Wall Street Journal di Rupert Murdoch, e iniziate a preoccuparvi della gente normale.Due giorni dopo sembrava che il presidente Barack Obama avesse colto il messaggio popolare, annunciando una ‘regola Volcker’ che impedirebbe alle grandi banche di possedere hedge funds che fanno fruttare soldi piazzando grandi scommesse contro i loro clienti, utilizzando le informazioni che quegli stessi clienti hanno fornito. Era ora. Questa linea avrebbe già dovuto essere annunciata mesi se non addirittura anni fa.

Nello stesso giorno, comunque, un organo non elettivo, la Corte Suprema degli Stati Uniti, ha posto una sfida diversa all’amministrazione Obama. Infatti, giovedì 21 gennaio 2010 una maggioranza di nomina repubblicana all’interno della Corte Suprema si è fatta carico del compito di apportare un cambiamento profondo alla Costituzione e alla democrazia americana. Con quella che può essere definita una decisione assolutamente reazionaria, la Suprema Corte di Roberts ha statuito che le persone giuridiche, come ad esempio le società e i sindacati, hanno lo stesso diritto prettamente personale di libertà di espressione degli individui. Invero, il Primo Articolo della Costituzione americana dice che al ‘Congresso non è permesso promulgare nessuna legge…che limiti la libertà di parola’.

L’unico problema che sorge da una simile interpretazione estensiva della ‘Carta dei Diritti’ americana (NB: i primi 10 articoli della Costituzione americana sono conosciuti come ‘Carta dei Diritti’) è che essa va contro la lettera e lo spirito della Carta stessa, visto che più avanti viene chiaramente statuito che ‘l’enumerazione contenuta nella Costituzione di certi diritti non deve essere intesa come volta a negare o a screditare altri [diritti] delle persone, e conferisce alla cittadinanza o agli Stati tutti i poteri che non sono attribuiti al governo federale”. Le parole “persone” e “cittadinanza” si riferiscono chiaramente agli esseri umani viventi, non ad entità legali o artificiali come le aziende, i sindacati, le organizzazioni finanziare o le lobby politiche.

Tali enti, ad esempio, non hanno il diritto di voto durante le elezioni. Invero, le leggi che governano il diritto di voto negli Stati Uniti stabiliscono chiaramente che solo “i cittadini adulti degli Stati Uniti che risiedono in uno dei 50 stati hanno il diritto di partecipare appieno al sistema politico degli Stati Uniti”. Nessun riferimento è fatto alle società o ad altri enti giuridici.

In ogni caso, con questa decisione del 19 gennaio (2010) la maggioranza dei componenti della Corte Suprema guidata da Roberts sta di fatto dicendo che, anche se le persone giuridiche non possono votare alle elezioni, esse possono spendere quanti soldi vogliono per influenzarne il risultato. I soldi valgono discorsi per loro, e più un ente giuridico ne possiede, maggiore è il diritto che ha di diventare politicamente potente e di controllare il programma politico.

Di fatto, quello che il Presidente Roberts e la sua Suprema Corte a maggioranza conservatrice hanno fatto è andare oltre una tradizione democratica centenaria americana, garantendo un diritto costituzionale alle imprese e alle banche (perché loro sono quelli con i soldi) di usare le loro enormi risorse, non solo per prendere parte ai dibattiti sulle questioni di interesse pubblico ma anche, e soprattutto, per imporre de facto l’affidamento delle cariche pubbliche ai candidati di loro gradimento.

Questa è plutocrazia, non democrazia!

La plutocrazia è definita come un sistema politico caratterizzato da “regole imposte dai ricchi, o potere dettato dalla ricchezza”. La democrazia, d’altra parte, è definita come quel sistema politico dove il potere politico appartiene al popolo. Ciò significa “un governo politico portato a compimento o dalle persone (democrazia diretta) o per mezzo di rappresentanti eletti dal popolo, ‘democrazia rappresentativa’”. L’espressione “potere al popolo” deriva dalle parole “popolo” e “potere” in greco.
Questo concetto fondamentale di democrazia è stato ben riassunto dal presedente Abraham Lincoln nel suo discorso del 1863 a Gettysburg, dove ha definito la democrazia come “il governo delle gente, fatto dalle gente e per la gente”. Questa è una definizione fondata sul principio democratico basilare dell’uguaglianza degli esseri umani.

Ora, la decisione della Corte di Roberts deve aver fatto rivoltare il presidente Lincoln nella tomba, visto che essa, in effetti, trasferisce il potere politico dagli esseri viventi alle persone giuridiche artificiali, che possiedono tonnellate di soldi da spendere. Se il Congresso non agirà in fretta per ribaltare questa decisione, le persone giuridiche saranno messe nella condizione di avere libero accesso ai media per sostenere o per opporsi ai candidati politici che si presentato per la Presidenza o il Congresso e ciò, specie nell’ultimo momento di una campagna politica, è davvero significante!
Con un getto d’inchiostro, la Corte di Roberts ha così abolito le leggi che governavano il finanziamento elettorale in America e ha rimosso i limiti ai soldi che gli interessati possono spendere per avere eletti i funzionari che vogliono. Il governo che essi desiderano sarà ampiamente un “governo delle persone giuridiche, fatto dalle persone giuridiche per le persone giuridiche”. Davvero sorprendente!

Forse per riflettere la nuova filosofia politica della maggioranza a cinque membri della Corte di Roberts il Preambolo della Costituzione americana, che recita “Noi, il Popolo degli Stati Uniti, al fine di dare vita a un’Unione più perfetta…” dovrebbe essere trasformato in un più appropriato “Noi, gli enti giuridici americani degli affari …”

E’ curioso notare come la parola “persona giuridica” non appare da nessuna parte nella Costituzione americana o nella Carta dei Diritti. E’ scarsamente concepibile che i redattori della Costituzione avessero in mente qualcosa che assomigliasse alle persone giuridiche quando redigevano la Carta dei Diritti. Ma la maggioranza della Corte di Roberts non sembra essere d’accordo con Washington, Jefferson, Franklin, Madison, Mason…etc. Per questa loro decisione, i cinque membri conservatori della Corte Suprema odierna sono diventati i nuovi Padri della Costituzione americana.

Per circa un secolo, si era creduto che la Carta dei Diritti proteggesse le persone, non le società. Anche se è capitato che i tribunali estendessero i diritti citati nel 14esimo Emendamento, che vieta la sottrazione della proprietà senza un giusto processo o un’equivalente protezione legislativa, alle proprietà delle società, non si è mai pensato che i diritti contenuti nel primo Emendamento della Carta dei Diritti, e inerenti prettamente alla persona, si applicassero alle società come agli esseri umani. Questo si può capire. Le persone giuridiche sono create attraverso una legislazione che dà loro una vita potenzialmente eterna e una responsabilità limitata per accrescere la loro efficienza come entità economiche. Se tali aspetti possono essere utili nella sfera economica, essi rappresentano viceversa un pericolo non indifferente in ambito politico. Questa è la ragione per escludere l’applicazione dei diritti costituzionali a enti prettamente giuridici.

Ma ora la maggioranza a cinque membri della Corte presieduta da Roberts ha affermato che tali enti artificiali legittimati hanno gli stessi diritti costituzionalmente garantiti di adoperarsi in attività politiche al pari degli individui.

Questa cosa è davvero rivoluzionaria o, più precisamente, contro-rivoluzionaria.

Rodrigue Tremblay è professore emerito di economia all’Università di Montreal e può essere contattato al seguente indirizzo: [email protected]

E’ autore del libro di prossima pubblicazione”The Code for Global Ethics” su: http://www.TheCodeForGlobalEthics.com/ .

E’ possibile prenotare una copia del libro su Amazon.

Titolo originale: “The United States of Corporate America: From Democracy to Plutocracy

Fonte: http://www.thenewamericanempire.com/
Link
22.01.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

Pubblicato da Das schloss

  • stefanodandrea

    Il popolo statunitense non esiste già da tempo. Esiste il “pubblico”, inteso come insieme di spettatori. La plutocrazia è il regime vigente negli stati uniti da vari decenni. Il regime di “democrazia dell’alternanza”, che caratterizza gli stat uniti, tanto più se inserito in un contesto di plutocrazia, implica un “blocco della democrazia”: negli stati uniti la democrazia è bloccata da decenni. E siccome a noi interessa, spero, l’Italia, ossia il sistema politico nel quale viviamo, dobbiamo osservare che quel semplice capitolo italiano della americanizzazione del mondo in cui è consistito il passaggio dalla “democrazia bloccata” alla “democrazia dell’alternanza” è stato al tempo stesso un passaggio dalla democrazia (con pregi e limiti) alla plutocrazia: “Dalla democrazia bloccata al blocco della democrazia” http://www.appelloalpopolo.it/?p=1092

  • maristaurru

    Immagino che i nostri “padroni” a Basilea non vedano l’ora di fare arrivare questa democratica innovazione anche da noi, onde mettere vestito legale quello che nei fatti già fanno.

    Intanto a noi ci tengono occupati e distratti con mille magheggi, dichiarazioni insulse di questo o di quello, mentre astute talpe scavano e minano alla base le nostre libertà

  • AlbertoConti

    “…. la Suprema Corte di Roberts ha statuito che le persone giuridiche…….” è tutto qui l’inganno della “giurisdizione” che definisce i “diritti” e i “doveri”, ovvero le regole della convivenza “civile”.
    Riconoscere il potere democratico di una persona giuridica è come riconoscere gli asini che volano, tantovale affidare il nostro futuro alle macchine, che decidano loro in piena “libertà” loro del nostro destino. Non è difficile prevedere quale sarebbe questo nostro destino! Siamo superflui per le macchine tanto quanto lo siamo per le “persone giuriche”, pura astrazione virtuale, come il software delle macchine, appunto. Queste banalità possono sfuggire alla Suprema Corte, ma non sfuggono a un bambino di 10 anni! Tutti i giorni la cronaca ci racconta che il re è sempre più nudo.

  • redme

    …è il solito pragmatismo americano……del resto “Le corporation sono oggigiorno persone giuridiche che hanno l’obbligo di mettere la tutela dei loro azionisti, cioè la realizzazione di un profitto, al di sopra di ogni altro obiettivo” (wiki)……allora perchè perdere tempo con giornalisti, politici, pubblicitari, ecc… organici agli interessi delle corporations…meglio farlo in proprio….in fondo ” la democrazia è solo la dittatura della borghesia” (lenin)………..

  • nautilus55

    Il dott. prof. RODRIGUE TREMBLAY ha scoperto, finalmente, l’acqua calda.

    Noi, qui, in una delle periferie dell’Impero, già lo sapevamo da tempo: conoscevamo Platone e, insiema a lui, anche il neoplatonismo.

    Siamo felici che l’esimio professore se la sia data: speriamo che, presto, scopra anche come si cuoce un uovo al burro.

  • stefanodandrea

    A pensarci bene, il commento migliore che si potesse postare

  • oldhunter

    Quoto, ma devo correggere quel tuo «Esiste il “pubblico”, inteso come insieme di spettatori». Il “pubblico” cui ti riferisci è quello di una comunità viva, da intendersi come un insieme di soggetti maturi interessati e partecipanti attivamente al buon andamento generale della “cosa pubblica”. Un buon esempio di questo “pubblico” è quello degli ateniesi o dei romani del periodo repubblicano. Questo “pubblico” è scomparso ad opera di abili manipolatori della psiche umana e la stessa accezione è oggi pertanto vuota e priva di riferimenti. Al suo posto c’è invece il “consumatore”, solo e passivo davanti alle illusioni della scatola magica della propaganda, la TV, abbandonato da qualsiasi istituzione e dagli stessi partiti che, infatti, si occupano fondamentalmente di sé stessi e degli affari dei loro mandanti. A questo “pubblico” manca solo il cip sottocutaneo per farne lo schiavo perfetto. Quanto agli altri, i pochi altri come qualche lettore di CDC, essi sono solo “cani sciolti” che ululano alla luna…

  • AlbertoConti

    L’acqua calda è una scoperta molto saggia. Col tempo però si raffredda, anche questa è una saggia scoperta.

  • stefanodandrea

    Naturalmente concordo e accetto la correzione, anche se credo sia terminologica. Io chiamavo “pubblico” il pubblico televisivo e riservavo popolo agli ateniesi, ai romani e ad altre realtà a noi storicamente più vicine, sebbene anteriori alla diffusione della scatola magica.
    Che fare? Ululare alla luna non direi. Sviluppare o tentare di sviluppare una toeria organica si; pensare sul pensato e quindi capire sempre di più si. Avere fermezza nei comportamenti e nelle scelte di vita, in modo che gli altri che frequenti (in primo luogo) o coloro con cui ti incontri sul web sappiano chi sei, che pensi, che vuoi (che vorresti) si. Sentirsi – volersi sentire – parte di un tutto il popolo italiano – che c’era prima di noi e che ci sarà dopo di noi (e ne faranno parte figli e nipoti) si, altrtimenti non ha senso alcun pensiero politico. Prendere atto che siamo al tempo dei profeti che non potranno che parlare inascoltati o meglio ascoltati da pochi è necessario. Constatare che quei pochi, per qualche ragione che non so, anche se sono pochissimi, vanno aumentando è salutare – io sono dieci anni che vado masticando questi ed altri simili concetti e ho constatato che per molti non sono più “un pazzo” (quasi sempre detto simpaticamente; in rari casi con fastidio) e nemmeno “un idealista”, bensì uno che ragiona bene su cose che si crede non possano cambiare o che, se cambieranno, muteranno tra molti anni. Unire le forze. Cento pensatori-predicatori, per piccoli che siano, che pensano e predicano corentemente, all’interno di un progetto organico, totale. E per il resto, in attesa delle condizioni esterne, che potrebbero verificarsi anche dopo la morte, vivere o meglio cercare di vivere in amore, con dignità, sincerità, tenacia, al ritmo proprio, follemente (per gli altri), ma in realtà danzando allegramente.
    E’ un progetto di vita: visto dall’interno non è abbaiare alla luna. Con stima

  • Simulacres

    beh… grottescamente parlando si potrebbe anche aggiungere: “ha scoperto l’America!”

  • Allarmerosso

    .. ahahah penso a quelli che si riempono la bocca di frasi fatte … “la grande democrazia americana ….. ” “viva gli usa w la libertà” ahahah
    leggeranno mai questa notizia .. sapranno mai di questa cosa … e se la sapessero servirebbe loro per mettere in discussione tutte le convinzioni ?
    mhà

  • oldhunter

    Caro stefanoandrea, concordo e capisco bene quel tuo progetto che «visto dall’interno non è abbaiare alla luna». Temo però fortemente che sia solo illusione e sogno e, sopratutto, necessità personale di cercare nel buio di questo amaro tempo che ci avviluppa una qualche solidarietà che non ci faccia sentire dei folli solitari. Certo, dirai, però ci si deve battere comunque e fino in fondo se crediamo fermamente in valori nobili e antichi di giustizia e partecipazione, perché la nostra casa e la nostra famiglia non terminano all’uscio delle mura che ci danno riparo. A caldo, ti rispondo che lo credo anch’io, ma il solito inguaribile sprazzo di fredda razionalità – credo sia solo una conseguenza, o una conquista, degli anni – poi replica dicendomi che il potere è ormai così saldamente nelle mani di chi oggi lo detiene che solo eventi disastrosi, e certamente molto più grandi degli uomini piccini come me, potranno scalzarlo portando al contempo a quell’indispensabile lavacro delle menti che è la condizione necessaria per ricreare una società sana ed equa, in tre sole parole, una democrazia vera. Con tutto il mio deferente rispetto.