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GLI RFID E LA FINE DELLA DEMOCRAZIA

DI DENIZ YETER
Truth Out

Wal-Mart, Target, IBM programmano di mettere un chip per localizzare e catalogare tutto ciò che viene prodotto sulla superfice terrestre.
Il grandissimo utilizzo delle etichette RFID (Radio Frequancy Identify) nel mercato, ad esempio quello dell’abbigliamento, renderebbe individuabile la posizione di persone, animali e cose e mostrerebbero la loro locazione su scala mondiale, un invasione della privacy di dimensioni “Orwelliane”.
Brevetto US n° 20020116274 registrato per IBM in data 21 febbraio 2001.

Immaginate un mondo dove qualsiasi cosa sarà accompagnatata da un chip spia di radio frequenza, ognuno contenente un originale ID diverso l’uno dall’altro e localizzabile in tempo reale.
Potrebbe sembrare avveneristico, ma è proprio quello che stanno cercando di fare le grandi compagnie di RFID come Accenture e Auto ID-lab al Mit fino dal 1999

Attualmente sono appoggiate e finanziate dalle più grandi multinazionali, inclusi grandi nomi come Coca Cola, Kraft, CVS, Proctor and Gamble, Kellogs, Best Buy, Home Depot e addirittura i servizi postali statunitensi.
Mezzo miliardo di etichette RFID sono satate applicate su prodotti come il rasoio Gilette Mach 3, e sono state distribuite e vendute in vari paesi da Wal Mart ad ignari consumatori senza quindi il loro beneplacido già nel 2003.
Il chip di radio frequenza è anche conosciuto come EPC, codice elettronico del prodotto, che è in realtà lo strumento che le grandi multinazionali intendono perfezionare al fine di sostituire gli attuali codici a barre (UPC).
Compagnie come Pepsi, Nestlé, Pfizer, Philip Morris Usa, Jhonson & Jhonson vorrebbero rendere il metodo EPC universale, il che significa che qualsiasi cosa verrà prodotta sulla faccia della terra porterà un etichetta con un chip RFID.

Ogni chip RFID contiene un ID originale, differentemente dal codice a barre, che può emettere costantemente informazioni oppure può essere innescato da un lettore RFID e quindi essere letto come un RFID passivo.
I prodotti già etichettati con questo metodo includono Calvin Klein e Abercrombie e la linea d’abbigliamento Fitch, Kleenex ed i pannolini per bambini Huggies, le autovetture della Toyota dal 2004, le confezioni prescritte di Viagra e Oxicontin, le tessere degli associati di vari club e di fedeltà ad una marca, i libri di biblioteche, tutti i nuovi passaporti statunitensi iniziando dall’Ottobre 2006 e molte, molte altre categorie che le compagnie non vogliono rivelare.

Per scoprire di più riguardo a tutto questo ho contattato la dottoressa Katherin Albrecht, fondatrice e direttrice del CASPIAN (Consumers Against Supermarket Privacy Invasion and Numbering); laureata ad Harvard, è anche l’autrice del libro “Spychip”, il libro definitivo riguardante le RFID e la loro minaccia per la nostra privacy.
Mi ha anche detto che uno dei progetti più recenti di queste compagnie includono prodotti come stampanti HP, scanner, televisioni Sanyo e molti altri prodotti elettronici venduti dai magazzini Wal Mart in tutto il paese.
Prodotti etichettati con lettori RFID sono monitorati da “scaffali intelligenti” che possono dirigere una videocamera e filmarti mentre stai dando un’occhiata al prodotto.
Kathrine aggiunge che è esattamente quello che succede a Broken Arrow, Oklaoma, dove ignari clienti sono stati fotografati degli “scaffali intelligenti” di un magazzino Wal Mart mentre prendevano un rossetto Lipfinity di Max Factor.

In più mi informò che Levi’s jeans ha già venduto prodotti etichettati con chip RFID in vari paesi in via sperimenale, ma “non ci diranno mai dove e in quali magazzini stanno portando avanti questa prova”.

Quando le chiesi se questa tecnologia può essere anche utilizzata per localizzare persone, mi rispose che la IBM ha brevettato una tecnica chiamata Person Tracking Unit (Unità di localizzazine di persone) –una loro definizione non nostra- in grado di rintracciare ogni individuo.

Tutto questo con un singolo chip applicato in un prodotto che portiamo magari in tasca, oppure un etichetta RFID sulle nostre scarpe o sui nostri vestiti o addirittura nella ruota della nostra macchina, ed ha aggiunto anche che Michelin ha iniziato nel 2004 ad applicare dei chip RFID su tutti i pneumatici da loro prodotti.


[La RFID che si trova nelle confezioni di lamette Gillette Mach 3. Il chip RFID che la distungue dalle normali targhette anti-taccheggio è il rettangolo al centro]

Kathrine mi informò anche del fatto che basterebbero pochissimi lettori RFID ben piazzati, magari su cavalcavia autostradali, autosilos e all’entrata dei grandi magazzini, per registrare tutti i nostri spostamenti e catalogarli.
“Non c’è bisogno di lettori RFID ovunque, come già avevo spiegato tempo fa ad un giornalista.”

Le grandi multinazionali e il Grande Fratello non sono gli unici a voler ottenere tutte le informazioni che ci riguardano, perché questo nuovo meccanismo rivoluzionerebbe anche tutto il mondo dei “furti di identità”, semplificando il lavoro di un criminale, che riuscirebbe ad impossessarsi di alcune nostre informazioni solo scannerizzando il chip contenuto nella tua carta di credito nel tuo portafogli o addirittura dalla tua spazzatura.

“20 millioni di inconsapevoli consumatori posseggono già carte di credito contenenti un chip RFID”, mi disse Kathrine. “Non ci sono alternative sicure per proteggere le tue informazioni a parte “tagliare in due la tua carta di credito”.

Questo ci espone ad un rischio ancora maggiore di furti di informazioni personali se si pensa che il tuo numero di carta di credito è reso “volante” attraverso un segnale RFID trasmesso attivamente o passivamente in attesa che qualcuno in possesso di un lettore lo riesca a rubare.

“Se sei titolare di American Express Blue Card vorresti probabilmente sapere se la tua carta è in possesso del chip”, ma mi ha detto che “mandarla indietro e richiedere una carta senza chip RFID è solo un opzione”.
E ha aggiunto anche che “le persone con un nuovo passaporto USA contenente RFID non hanno nessuna possibilità di proteggere le proprie informazioni personali”
“Un canale RFID può essere venduto” oppure ”avvolgere il tuo passaporto in un foglio di alluminio è un’altra possibilità per contenere il segnale” ma non ci sarà nulla di sicuro perchè le RFID protranno viaggiare attraverso qualsiasi cosa.
Persino criptare il segnale non ci garantirebbe la protezione delle nostre informazioni e possiamo anche pensare che questo stia diventando per la tecnologia un problema irrisolvibile.

I criminali possono appoggiarsi ad un tuo vicino di casa ed utilizzare un lettore RFID per recuperare informazioni sul tuo conto attraverso la tua spazzatura nel giro di pochi secondi senza dover frugare nella tua immondizia.
Stracciando documenti importanti oppure anche buttando nella pattumiera pacchetti vari etichettati con etichette RFID ci si espone a richio, specialmente se i servizi postali decidessero di applicare una RFID in qualsiasi tipo corrispondenza.

Un ladro potrebbe girare in mezzo alla folla con un semplice lettore RFID portatile e rubare centinaia di nemeri di carte di credito, numeri dell’ assistenza sociale e informazioni private in pochissimi secondi.

Katherine mi ha detto che qualsiasi aguzzino potrebbe utilizzare uno di questi lettori per catturare le sue vittime e sapere anticipatamente dove trovarle 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Questo potrebbe anche esporre polizziotti, uomini di pubblico servizio, politici, celebrità e persone famose a rischio di attacchi terroristici oppure altri atti di violenza quando l’anonimato è necessario per lavorare o per vivere.

Katherine mi ha anche ribadito che persino indossare oggetti di valore diventerebbe più pericoloso
e che un ladro potrebbe con l’ausilio di un lettore RFID aspettare fuori dall’edificio e scoprire se hai addosso un Rolex, o scannerizzare la tua macchina, la tua casa e scoprire tutti i beni che possiedi e valutare se è il caso di entrare oppure no.

RFID è un segreto aperto, captato dai radar a scapito dei consumatori per conto delle multinazionali che sperano di raggiungere il loro traguardo prima di essere scoperti.
Queste compagnie conoscono molto bene l’opinione contraria del pubblico se questo venisse messo a conoscenza dei loro piani e sperano che niente venga mai a galla, e anche se i consumatori protestassero sarebbero solo patetici ai loro occhi.

In accordo con il centro studi Auto-ID, una delle aziende pioniere nel campo delle RFID, si è scoperto che il 78 percento di un campione di comsumatori reagì negativamente alle RFID e quando gli veniva chiesto cosa pensassero riguardo alla privacy più del 50 per cento dichiarò di essere seriamente preoccupato.

“I consumatori non vogliono “etichette intelligenti nelle loro case” e bisogna assicurarsi che queste etichette possano essere spente, questo garantirebbe di nuovo la protezione della privacy.

Queste compagnie dipendono dai nostri acquisti, e basterebbe qualche consumatore indipendente per continuare questa protesta, come è già dimostrato da molte campagne anti-RFID nel mondo.

FONTI

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http://www.spychips.com/what-is-rfid.html

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http://cryptome.org/rfid/pk-fh.pdf

Deniz Yeter
Fonte: http://www.truthout.org/
Link: http://www.truthout.org/docs_2006/032907C.shtml
29.03.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA B007

Pubblicato da Das schloss