Home / ComeDonChisciotte / GLI OTTO PRINCIPI DELLA DE-CIVILIZZAZIONE

GLI OTTO PRINCIPI DELLA DE-CIVILIZZAZIONE

DI PAUL KINGSNORTH E DOUGALD HINE
EnergyBulletin

Dobbiamo rendere le nostre opinioni un po’ meno umane e diventare sicuri di noi, come la roccia e l’oceano di cui siamo fatti

1. Viviamo in un periodo di decadenza sociale, economica ed ecologica. Tutt’intorno a noi vi sono segnali che il nostro modo di vivere, in tutti i suoi aspetti, sta già passando alla storia. Dobbiamo affrontare questa realtà onestamente e imparare come convivere con essa.

2. Rifiutiamo la convinzione che sostiene che le crisi convergenti dei nostri tempi possano essere ridotte a un insieme di problemi che necessitano soluzioni tecnologiche o politiche.3. Crediamo che le origini di tali crisi si trovino nelle favole che abbiamo raccontato a noi stessi. Intendiamo mettere in discussione le favole che sostengono la nostra civiltà: il mito del progresso, il mito della centralità dell’uomo e il mito della nostra separazione dalla natura. Questi miti sono più pericolosi, per il fatto che abbiamo dimenticato che sono miti.

4. Vogliamo riaffermare il ruolo del raccontare favole come più che semplice divertimento. E’ attraverso le favole che trasformiamo la realtà.

5. Gli esseri umani non sono la caratteristica e lo scopo del pianeta. La nostra arte avrà inizio con il tentativo di uscire dalla “bolla” umana. Ci occuperemo, con molta attenzione, del mondo non umano.

6. Celebreremo la scrittura e l’arte che è basata su un significato di luogo (spazio) e tempo. La nostra letteratura è stata dominata per troppo tempo da chi popola le cittadelle cosmopolite.

7. Non ci perderemo nell’elaborazione di teorie o ideologie. Le nostre parole saranno essenziali. Scriviamo con la sporcizia sotto le nostre unghie.

8. La fine del mondo come noi lo conosciamo non è la fine del mondo e basta. Insieme troveremo la speranza al di là della speranza e i sentieri che portano verso il mondo sconosciuto davanti a noi.

Titolo originale: “Eight principles of uncivilisation

Fonte: http://www.energybulletin.net
Link
15.05.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARIA GABRIELA DE PAOLA

Pubblicato da Das schloss

  • Eli

    “Ciò che per il bruco è la fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”.
    Lao Tzu.

  • redme

    ..la de-civilizzazione…una nostra eccellenza!

  • ottavino

    Otto punti sono anche troppi. Ne basta uno solo: non sappiamo cosa sia quella che chiamiamo vita e quali sono le sue regole e i suoi principi. Ci impegneremo a cercare di scoprirlo, avendo appreso la lezione che non c’è bisogno di nessuna scienza per farlo.

  • Tonguessy

    “vi sono segnali che il nostro modo di vivere, in tutti i suoi aspetti, sta già passando alla storia.”
    Peccato la storia abbia smesso di insegnarci qualcosa da immemorabile tempo, scritta com’è con la penna dei potenti intinta nel sangue dei vinti.
    Quindi basta aspettare per vedere chi saranno i nuovi vincitori: lì si deciderà cosa ci dovrà insegnare quella vecchia zitella inacidita che risponde al nome di storia.

  • luigiza

    Sintetizzato in sole quattro parole: Fine della utopia cattolica

  • oriundo2006

    Punto 1) Per gli apologeti il sistema è solo ‘bloccato’: per uscirne sarà più capitalismo e non meno: cioè una società completamente dirigista del ‘big business’ in chiave militare.
    Punto 2) Dunque: avanti colla manipolazione diretta e indiretta delle convinzioni e delle menti ( anche attraverso la tecnologia)
    Punto 3) I detti miti sono religiosi, trovano fonte nella Bibbia e nei Vangeli ( sopratutto gli ultimi due ). Riscriviamoli. Anzi, poi imponiamoli con un bel ‘chip’…
    Punto 4)5) ecc. Sono i ‘pensierini’ dei bambini delle elementari…
    Tutto il discorso è tipico delle ambiguità pensiero anglosassone odierno: criticare per meglio applicare la soluzione che guarda caso è già ben presente nella prima parte dei discorsi. Bon ton e affermazioni apodittiche a braccetto per consigliare che cosa? Che siamo superflui…!

  • Quantum

    La crisi attuale è una prova che coloro che comandano dietro le quinte, i grandi oligarchi, chiamateli massoni, o banchieri o come preferite, sono vecchi. Hanno immaginato di poter comandare il mondo e la vita con i giochi della politica, della guerra, del controllo dei media, sulla creazione della moneta e l’alterazione dei mercati, e con le religioni farlocche.
    In tutto il loro operato traspare la loro vecchiaia, intesa come pochezza di intenti, come false credenze e vecchie nozioni sulla vita e sugli individui.
    Sono intrisi di nazismo, razzismo, egoismo, avarizia, sete di potere, manie di grandezza, onnipotenza. Tali manie restano impresse nelle loro azioni, nel come hanno plasmato il capitalismo (o il comunismo dittatoriale prima di questo).
    Non c’è nulla di spirituale nelle loro azioni, non una nozione moderna, sulla coscienza collettiva, sulla necessità di condivisione del sapere. Sull’universalità della vita e dei sentimenti.
    E non ultima la nozione di simbiosi tra l’uomo e il suo pianeta inteso come essere vivente unico. Noi siamo per questo pianeta come i nostri organismi opportunisti sono per noi quegli esseri che vivono nella nostra pelle e il nostro intestino, che se proliferano troppo o si modificano causano malattie che si risolvono o naturalmente o con l’aiuto di cure.
    Prima che il nostro pianeta sviluppi gli anticorpi per liberarsi di noi tutti diventati parassiti troppo fastidiosi, sarebbe il caso che fossimo noi parassiti a individuare quelli tra noi diventati troppo maligni e liberarcene. Ma soprattutto a non rifare lo stesso errore e tornare ad essere simbiotici e opportunisti nel rispetto dell’equilibrio dell’essere unico che siamo noi e il nostro pianeta.

  • Tonguessy

    Il tuo pensiero fa a cazzotti con quello di Fini, sembra. Per lui i vecchi sono inutili, relegati a coltivare begonie, per te chi comanda sono i vecchi. Mah….

  • Eli

    Concordo con tutto quel che scrivi, Quantum. I grandi oligarchi, gli stegocrati, sono vecchi e stantii, sorpassati nei tempi attuali, in cui si sta sviluppando una nuova coscienzanell’Umanità. E tuttavia vorrei farti osservare che la spiritualità, la simbiosi fra l’uomo ed il Pianeta, il rispetto della Natura in quanto Madre, provengono da lontano, da tutte le civiltà pagane che hanno preceduto i tempi nostri, e sono ancora ravvisabili in alcune tribù che vivono lungo l’Orinoco, tra i Nativi Americani, in certe popolazioni della Nuova Guinea, negli autoctoni Australiani dell’Outback.
    Gran parte dell’arroganza dell’uomo moderno, la sua convinzione di essere superiore a tutti gli altri esseri viventi, derivano dal cristianesimo, che ha posto l’uomo al centro dell’Universo ed al di sopra degli animali, e dallo scientismo, che lo ha fatto sentire onnipotente. Saluti.

  • wld

    Ci provo e ci sto provando ora … ma non mi riesce mai a distaccarmi dagli insegnamenti canonici, della cultura appiattita su se stessa, è come un film un remake che si presenta ogni volta che si vorrebbe scrivere qualcosa che non è mai stato scritto, e ancora adesso che sto digitando queste parole non riesco a distaccarmi da quello che ho studiato e scritto in passato, una serie di informazioni che fanno capolino nella mente. Ad esempio mi sovviene un passo di Cerami, che dice la storia da sola non racconta niente, è testimonianza morta, come ha scritto Caproni. E anche i numeri non raccontano niente, e un museo storico, di reperti e oggetti testamentari, restituisce sopratutto il folclore e la superficie di un’epoca, non certo il suo spirito più profondo. Sono i silenzi a parlare di più, i momenti in cui l’uomo si guarda intorno e narra di sé attraverso l’immaginazione, e poiché l’immaginazione è chiedersi come vivere nel presente, con la fantasia in realtà ben poco si inventa. Per chiudere questa mia riflessione (indotta) nulla di capriccioso e arbitrario appartiene all’universo menzognero delle arti e della filosofia, religione, scienza, che è in grado di rappresentare la vita così come tutti i mortali la vivono, capricciosa e arbitraria, “apparentemente” vera.

  • anonimomatremendo

    “Non ci perderemo nell’elaborazione di teorie…”.

    Faticoso eh?

  • Kerkyreo

    « Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. » Oggi il sale e’ senza sapore!!! Grande Gesu’!!!!! Sei grande!!!! Se solo la gente avesse come guida le tue parole…

  • Elias

    “Faticoso eh?”

    Non puoi certo pretendere che gente abituata ad eseguire degli ordini si metta addirittura a pensare.

    Poi secondo le recenti teorie pensare troppo rischia di far fumare le meningi con conseguente immissione di CO2 nell’aria, quindi o compri l’apposito cervello a normativa europea o non se ne fa nulla. 😉