GLI OPRICHNIKI DEL CREMLINO CONTRO I PRIGOZHNIKI DELLO STATO MAGGIORE NEL NUOVO PERIODO DEI TORBIDI

GLI OPRICHNIKI DEL CREMLINO CONTRO I PRIGOZHNIKI DELLO STATO MAGGIORE NEL NUOVO PERIODO DEI TORBIDI

John Elmer
johnhelmer.net

La sconfitta dell'esercito russo in guerra scredita non i soldati che hanno combattuto e sono morti, ma il comandante in capo e i generali che erano al comando. La sconfitta sul campo di battaglia distrugge anche l'onore militare russo come forza politica del Paese, proprio come il suo opposto, la vittoria sul campo di battaglia, fa sì che il comandante in capo civile rischi di essere sostituito da un militare eroe di guerra.

Per proteggersi dal suo trionfatore, e anche dai suoi ufficiali scontenti, il comandante in capo può fare dei suoi generali dei capri espiatori responsabili della sconfitta. Joseph Stalin aveva iniziato a fucilare gli ufficiali, capri espiatori, prima dell'invasione tedesca del 21 giugno 1941, accelerando poi l'epurazione nelle settimane successive. Nel 1946, all'indomani della vittoria dell'Armata Rossa sulla Germania, Stalin aveva neutralizzato (per la seconda volta) il maresciallo Georgiy Zhukov, privandolo dei poteri di comando e mandandolo in esilio interno, il tutto per motivi puramente politici. Stalin aveva permesso a Zhukov di condurre la parata della vittoria sulla Piazza Rossa, ma solo dopo che Stalin stesso aveva provato [senza riuscirci] a rimanere in sella ad un cavallo bianco. La gelosia di Stalin per la popolarità interna di Zhukov era aggravata dalla paura (non irragionevole) di un putsch militare e della Cura Caligola.

Per la maggior parte dei russi - e questo è stato un dato costante dei sondaggi di opinione del Centro Levada di Mosca - la popolarità del Presidente, la fiducia del pubblico e l'approvazione del suo operato sono di circa 10 punti superiori alla fiducia dei russi nell'esercito. Tuttavia, le due autorità godono entrambe di un aumento della popolarità nei sondaggi quando ci sono vittorie da celebrare, così come condividono anche un calo quando le sconfitte, l'aumento delle perdite e la stanchezza per la guerra si fanno sentire. Dal 2022 ad oggi, ad esempio, l'approvazione dei russi nei confronti di Putin è salita all'80%; anche l'approvazione dell'esercito è salita a circa il 70%.

La conclusione del Cremlino e dello Stato Maggiore, quindi, è che dovrebbero impiccarsi insieme o, in caso contrario, si impiccheranno a vicenda.

Fonti di Mosca ritengono che lo Stato Maggiore, dopo essersi opposto ma dopo aver obbedito agli ordini di Putin che vietavano di sparare sugli aerei israeliani che attaccavano la Siria o [di contrastare] le operazioni di terra turche a Idlib e dintorni, abbia ora detto a Putin molto di più del ritornello, già sentito molte volte: "Te l'avevamo detto". Questa volta la valutazione dello Stato Maggiore sull'invasione della Siria, sul rifiuto dell'Esercito Arabo Siriano (SAA) di combattere e sulla sostituzione del regime di Assad a Damasco è che è stato inferto un grave danno alle alleanze dfensive che la Russia ha promosso in Africa, nelle Americhe, in Cina e in Corea del Nord.

"Dobbiamo solo accettare il fatto che l'Iran e la Russia sono stati completamente sconfitti in un non-combattimento", afferma una fonte moscovita ben informata. "È la peggiore sconfitta della Russia da parte dei turchi nella storia. Se Putin ora farà concessioni significative in un negoziato tipo Istanbul II con [il presidente Donald] Trump, questa sarà la ciliegina sulla torta dell'halva turca. Noi lo pensiamo, nessuno lo dice. Alla fine, una sconfitta dell’Ucraina è l'unica cosa che ci interessa. Se Putin non riuscirà a ottenere questo risultato, allora avrà un problema molto più grande di quello da cui si è appena ritirato. Certo, questo è un enorme disonore per noi, ma non serve a nulla parlarne. Tuttavia, la situazione può essere riscattata in Ucraina. Questo significa la sconfitta completa e totale del nemico in quel Paese".

Una fonte militare non russa afferma che i russi di sua conoscenza sono "in fase di negazione. I turchi possono ora dire che abbiamo [i russi] dove vogliamo. Ciò significa che gli israeliani e gli americani possono dire lo stesso. Ciò significa che gli effetti andranno ben oltre il Levante, [si sentiranno] in Africa, in Asia e anche in Ucraina. Cosa avranno da offrire ora i russi ai loro amici africani o asiatici? Diranno forse: ‘Saremo al vostro fianco, naturalmente, fino alla fine - intendiamo la vostra fine’. Ovviamente, quando il gioco si fa duro, e potenzialmente ciò significa combattere contro gli americani o uno dei loro eserciti per procura, i russi ora danno l’impressione di dare la colpa della loro riluttanza a combattere al rifiuto dei loro amici di fare ciò che i russi avevano detto loro di fare, alla loro incompetenza militare, alla loro corruzione o alla loro inferiorità razziale rispetto ai russi".

L'onore militare russo, come lo intendono i russi, è un codice di altruismo incorrotto e di sacrificio individuale in difesa del Paese. Nei sondaggi nazionali, questo è espresso dall'alto gradimento nei riguardi dell'esercito. Nessun'altra istituzione pubblica, né la presidenza né la Chiesa, ha tratto forza dal sostegno di questo carattere morale.

Le prestazioni militari sul campo di battaglia, tuttavia, contano. Dopo un forte aumento nel primo anno, il 2022, dell'Operazione Militare Speciale, la fiducia nell'esercito ha iniziato a diminuire nel 2023 e nel 2024. Secondo un sondaggio Levada di sei settimane fa, "la fiducia nell'esercito rimane abbastanza alta - 69%, ma diminuisce lentamente (di 8 punti percentuali dall'agosto 2022). Il livello di fiducia nelle agenzie di sicurezza dello Stato e nella polizia, al contrario, cresce gradualmente fino a raggiungere rispettivamente il 63% (con un aumento di 18 punti percentuali dall'agosto 2021) e il 48% (con un aumento di 19 punti percentuali dall'agosto 2021). L'atteggiamento nei confronti dell'ufficio del pubblico ministero e dei tribunali rimane invariato - rispettivamente 43% e 31%".

LA FIDUCIA DEI RUSSI NELLA PRESIDENZA E NELL'ESERCITO NEI SONDAGGI NAZIONALI 1994-2024

[caption id="attachment_221716" align="aligncenter" width="646"] Fonte[/caption]

I sondaggi Levada rivelano anche che la breve ribellione di Yevgeny Prigozhin e del suo Gruppo Wagner nel giugno 2023 avevastimolato un considerevole sostegno pubblico per ciò che Prigozhin aveva detto criticando gli alti funzionari del governo, ma, allo stesso tempo, c'era stata una considerevole opposizione pubblica a ciò che Prigozhin aveva fatto nella sua rivolta armata. Per un'analisi dell'affare Prigozhin, leggete qui e per gli eventi successivi alla morte di Prigozhin, leggete qui.

Per il momento, gli eventi in Siria non hanno attirato critiche pubbliche né sulla performance di Putin né su quella dell'Esercito da parte dei Prigozhniki - cioè i critici, non i ribelli. Al contrario, gli Oprichniki, i custodi della reputazione e del sostegno pubblico di Putin, hanno imposto un blackout totale di notizie, commenti diretti e analisi pubblicate sulla politica del Cremlino in Siria e sulle operazioni militari russe in loco.

Il Presidente stesso non ha detto nulla. Durante la cerimonia di consegna dei premi al valore militare, tenutasi al Cremlino il 9 dicembre, Putin ha dichiarato: "Siamo orgogliosi del coraggio dei nostri soldati che combattono nella zona di operazioni militari speciali. La loro determinazione non lascia dubbi sul fatto che trionferemo e che nessuno riuscirà mai a soggiogare o a sopraffare la Russia". Nessuna medaglia al valore per fatti della Siria, nessun accenno alla Siria.

Il Cremlino ha sconsigliato ai media di parlare della politica di Putin, che permette a Israele di attaccare a piacimento obiettivi siriani e iraniani, e della sua politica parallela, l'aver lasciato mano libera al presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Idlib e lungo la frontiera siriana con la Turchia.

Putin ha già pronto il capro espiatorio: il comandante delle forze russe in Siria, il generale Sergei Kisel (a destra), è stato rimosso il 1° dicembre. Destinata alla pubblicazione sui blog militari russi, la linea ufficiale è stata che Kisel era incompetente. "Lo scatolone di sabbia siriano", ha affermato Mikhail Zvinchuk, editore del blog Rybar, legato al Ministero della Difesa, "è stato a lungo un luogo dove riciclare le reputazioni di generali senza successo che si erano dimostrati incompetenti nel teatro dell'Operazione Militare Speciale". Nessun russo si è chiesto pubblicamente come il comandante russo in Siria e lo Stato Maggiore avrebbero potuto agire con le mani legate dal Cremlino. Invece, il Cremlino ha incoraggiato i media a incolpare Bashar al-Assad e i suoi alleati per la loro debolezza. Nei commenti di alcuni analisti militari russi traspare anche la caratterizzazione razzista dell'inferiorità araba rispetto alla superiorità russa.

Fonti militari a Mosca riconoscono che, prima o poi, ci dovrà essere uno scontro tra Russia e Turchia, ma non ora. I portavoce del Cremlino e del Ministero degli Esteri affermano invece che stanno negoziando con i turchi la sicurezza della base navale di Tartus e della base aerea di Khmeimim. La domanda è: il comandante in capo ha deciso di mantenere le basi e di combattere per esse se necessario, oppure ha deciso di evacuare in condizioni di sicurezza garantite da Turchia, Israele e Stati Uniti?

Nei quattrocento anni di storia delle guerre russo-turche, ci sono state poche sconfitte russe in battaglia; finora non era mai esistita una ritirata russa dove non fosse stato sparato neanche un colpo. Nella Prima Guerra Mondiale c’era stata una ritirata tattica delle forze russe da Trebisonda nel febbraio del 1914, ma i guadagni militari turchi erano stati annullati nei quattro anni successivi. La lotta dell'Armata Rossa per difendere il Caucaso russo dai turchi tra il 1919 e il 1921 è un promemoria storico della lungimiranza strategica che lo Stato Maggiore aveva avuto nel proiettare la forza militare russa a sud della Turchia, cioè in Siria. Le lezioni dell'inversione di quella proiezione di potenza, combinate con l'escalation della guerra contro la Russia in Armenia e Georgia, sono state portate all'attenzione di Putin.

In un articolo del 10 dicembre su Vzglyad, la piattaforma internet semi-ufficiale per la politica di sicurezza, alcune fonti hanno affermato che il Cremlino e lo Stato Maggiore avevano concordato un piano di ritiro parziale ben prima della sortita da Idlib di Hayat Tahrir al-Sham (HTS, Consiglio di Liberazione del Levante). "I rappresentanti russi stavano probabilmente negoziando per preservare le basi già prima che i militanti nel nord e l'opposizione nel sud iniziassero le loro operazioni militari".

PRINCIPALI BASI MILITARI RUSSE IN SIRIA A MAGGIO 2022

[caption id="attachment_221718" align="aligncenter" width="696"] Fonte[/caption]

Questo piano, secondo le fonti di Vzglyad, prevederebbe il ritiro delle unità russe schierate a Palmira, Mambij e nei territori curdi nel nord-est della Siria, il loro ridispiegamento all'interno delle basi di Tartus e Khmeimim e l'apertura di negoziati con i nuovi poteri di Damasco. "La Russia dovrà rafforzare la sua presenza in Siria". Ha riferito Vzglyad, "stabilire relazioni con le diverse parti, monitorarle, osservare e negoziare... È impossibile abbandonare le basi - sono di grande importanza geopolitica e garantiscono la presenza della Russia in Africa e nel Mediterraneo orientale".

Vzglyad cita il noto blogger militare Alexander Kotz per sottolineare che le basi russe in Siria hanno un valore strategico."Per raggiungere l'Africa, la base aerea di Khmeimim è sempre stata utilizzata come punto intermedio. Se saremo invitati ad andarcene, tutti gli accordi [con i Paesi africani] saranno a rischio... L'Africa sta ora svolgendo un ruolo cruciale per la Russia. Con l'aiuto di questa regione, stiamo garantendo la politica di un mondo multipolare e stiamo rompendo l'isolamento imposto dall'Occidente. Inoltre, la perdita delle basi si ripercuoterà su tutta la nostra presenza nel Mediterraneo... Se lasciamo Tartus, difficilmente qualcuno in questa regione ci 'verserà un bicchiere d'acqua fresca'. Dovremo anche ridurre al minimo le esercitazioni in quest'area. Allo stesso tempo, non dobbiamo fidarci delle dichiarazioni dell'opposizione che ha preso il potere a Damasco. Pertanto, dovremo affrontare un lungo e difficile percorso diplomatico di negoziati con quei rappresentanti che ora hanno un reale peso politico e militare nel Paese. Abbiamo specialisti per questo tipo di negoziati, perché avevamo portato avanti questo processo anche quando la fase attiva dell'operazione in Siria era in corso, fino al 2020. Certo, ora la situazione è molto cambiata, ma i nostri diplomatici non sono mai andati via".

A Mosca, mentre iniziano i festeggiamenti per la fine dell'anno, le fonti affermano che esiste uno "stato d'animo combattivo. I nostri capi militari si stanno guadagnando il diritto al potere e non c'è nessuno che non lo pensi". Questo è il sentimento di fonti vicine allo Stato Maggiore e al Cremlino.

I sondaggi più recenti di Levada rivelano una grande fiducia nel futuro da parte dei russi di tutto il Paese. "Due terzi degli intervistati (66%) si sentono fiduciosi nel futuro", ha riferito Levada in merito al sondaggio condotto a livello nazionale tra il 21 e il 27 novembre. "Il 32% afferma il contrario. Negli ultimi due anni, dopo la crescita [della fiducia nella direzione del Paese] nel 2022, questo indicatore non era mai cambiato in modo significativo. Il senso di fiducia nel futuro è più comune tra gli uomini (68%); tra i giovani fino a 24 anni (79%); tra gli intervistati più abbienti (75% tra coloro che possono permettersi beni durevoli); tra i residenti di Mosca (76%); e tra coloro che approvano l'operato di Putin come presidente (72%)".

John Elmer

Fonte: johnhelmer.net

Link: https://johnhelmer.net/the-kremlins-oprichniki-versus-the-general-staffs-prigozhniki-in-the-new-time-of-troubles/

11.12.2024

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (40)

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    1. oriundo2006 13 dicembre 2024

      Cito:
      ''..non dobbiamo fidarci delle dichiarazioni dell’opposizione che ha preso il potere a Damasco. Pertanto, dovremo affrontare un lungo e difficile percorso diplomatico di negoziati con quei rappresentanti che ora hanno un reale peso politico e militare nel Paese..''.
      Mi piace quest'idea. Peccato che gli interlocutori si metteranno a ridere sulle velleità russe di 'negoziare'.
      Negoziare che ? La ritirata, la figura di merda, le cliniche oftalmiche che Assad vuole aprire in Russia ? I fondi, crica 75 miliardi di dollari, che giudiziosamente si è riservato come 'argent de poche' ?
      Non si tratta con chi si è dimostrato un debole asservito agli interessi altrui, o quantomeno un povero sciocco che non ha capito nulla e che chiede di negoziare quando in realtà non c'è proprio nulla da negoziare.
      Adesso conta solo quello che Erdogan vorrà fare.
      Se, come possibile, occuperà la Siria direttamente almeno in parte e si proietterà contro sion, allora la mossa russa avrà avuta almeno in parte la sua validità.
      Ma anche in tal caso non ci sarà proprio un bel nulla da negoziare.
      Altri ne prenderanno il frutto.
      La Russia potrà solo sostenere l' iniziativa turca e, fatto dirompente, dato che questa avviene attraverso ribelli che sono terroristi del Caucaso o del centro-Asia, dovrà accettare come interlocutori i suoi nemici, concedendo loro ampia 'libertà' in senso salafita: dunque riducendo di colpo la presenza di Mosca nell'area.
      Altro colpo magistrale di Putin contro sè stesso.
      E' incredibile quanto sia accaduto ma è indice che nel Kremlino comandano 'entità' che NON sono a favore del popolo russo nè di quello siriano ( o tantomeno ucraino ).
      Sono a favore di sion e basta.

    2. Cleon XIII 14 dicembre 2024

      Be', non esageriamo. Secondo me è un po' più semplice: Putin si è fatto fregare dall'ennesimo "congelamento". Pensate che Assad aveva addirittura concesso il perdono presidenziale a molte fazioni ribelli. Purtroppo sono mancati ancora proprio quelli che sarebbero stati i più legittimati a battersi: gli Arabi. Nemmeno i Siriani hanno difeso la Siria.

    3. lazarovici 14 dicembre 2024

      leggo sul Corsera, noto sito complottista, che la Russia sta abbandonando le sue basi siriane. Un successo, veramente. Putin ha vinto. Cioè, ha perso ma ha vinto, lui che è il re delle ritirate strategiche. Ormai gli resta solo Cicciobello....

    4. oriundo2006 14 dicembre 2024

      La notizia è stata rilanciata adesso dai TG. Una sconfitta clamorosa e sopratutto una totale mancanza di senso di responsabilità per le minoranze siriane, tra cui cristiani ortodossi di chiese antichissime: l' ortodossia, che pareva aver trovato in Putin ( o chi per esso ) un massimo sostenitore, un campione, si trova alla mercè di quanto i salafiti, ovvero sion, vorrà decidere per loro.
      Posso capire la manca difesa di uno stato come quello siriano, ampiamente screditato. Non accetto l'abbandono delle minoranze nelle fauci di terroristi sanguinari ma neppure aver lasciato all' abbandono i tanti siriani 'laici', tra cui moltissime donne: tenete conto che anche la UE adesso respinge i siriani che volessero emigrare. Un mondo di folli che giocano a fare i grand'uomini: a beneplacito dei cabalisti ebrei, i veri decisori di quanto sta succedendo.

    5. Cleon XIII 15 dicembre 2024

      Attenzione: per Russia e Cina (e per il "Mondo Multipolare) vale il principio fondamentale della non ingerenza. La Russia è intervenuta in Siria per richiesta del Governo di quello stato (Assad). Oggi quel Governo non c'è più e la Russia non è legittimata a restare in Siria, così come gli Americani in Afghanistan. Sono stati sconfitti e si sono, giustamente, ritirati. Guai ai vinti. Analoga è la situazione nel Donbas: la Russia ha PRIMA riconosciuto le repubbliche del Donbas, POI è intervenuta su richiesta di quei governi.

      In Siria l'Esercito Arabo Siriano è stato sbaragliato con una mossa che non ha permesso nè alla Russia nè all'Iran di mobilitare truppe per sostenerlo. E' stata una sconfitta MILITARE secca e totale. La retorica sull'abbandono delle minoranze religiose e delle donne ai salafiti somiglia tristemente ai piagnistei della Boldrini quando gli USA fuggirono da Kabul. I Russi non erano in Siria a difendere i diritti di chicchessia, erano lì per sostenere Assad e il suo esercito.

    1. Gino 13 dicembre 2024

      Un po' di quanto Elmer ha scritto nel tempo lo conosco, certamente però non sufficientemente, al fine di un mio giudizio ben ponderato. Molto di ciò che scrisse fu nel complesso molto apprezzabile: uno sguardo sulla Russia di chi certamente la conosce molto meglio di me.
      A mio parere, comunque, ultimamente è diventato un coglione. Forse troppe emozioni?

      Parla di Putin alludendo ad un suo paragone con quell'invidioso di Stalin.
      Per chi guardi alla foresta senza molto notare i singoli alberi, ovvero per chi non soffra di eccessiva miopia, a me pare palese la necessità dell'evidenza del fatto che proprio sotto Stalin l'Unione Sovietica raggiunse il suo apice, dopo di ché soltanto declino (a cominciare da Krushov per poi continuare con Brezhnev, in una continua caduta a spirale).

      Peraltro c'è chi pare non essere capace di fare altro che ragionare di pancia. Ogni occasione stressante nella loro pancia provoca fermentazione, e conseguenti scoregge. In ogni caso, interessante l'occasione di apprendere sempre nuovi e minuziosi dettagli ed 'odori', circa cosa e quanto nella pancia russa pare stia fermentando...

      Interessante sarebbe potere capire se a rimproverare Putin per il suo attuale 'disimpegno' dalla Siria siano gli stessi che nel 2015 così aspramente lo criticarono, e proprio per l'inappropriato intervento siriano, rimproverandolo per non avere fatto invece muovere l'esercito russo a sostregno dei russi nel Donbas impegnati in una guerra civile.

      Lo stesso Elmer che, d'altra parte, nel 2022 ci raccontava di come la Russia di Putin tra il 2014 ed il 2022 fosse diventata prima esportatrice mondiale di cereali, a fronte di precedente cronica dipendenza dalle importazioni e specialmente dai monopolisti anglo-americani, e ciò essendo soprattutto avvenuto mediante l'esproprio alla Cargill di tutto ciò di cui sotto Yeltsin si era per quattro spiccioli impossessata, ed in particolare del monopolio da essa acquisito dei silos e della flotta mercantile cerealicola russa.
      (attualmente nella bilancia commerciale russa le esportazioni di cereali pesano addirittura più di quelle di gas naturale, e ciò senza poi considerare il boom delle esportazioni di latticini e di carni, e specialmente verso la Cina)

      Ebbene, a fronte del clamoroso successo siriano, conseguito mediante un impiego di risorse assai limitato, nel 2017 tali fermenti e tali critiche erano già completamente spariti.

      Ora però stiamo qui 'nuovamente' a dover assistere alla stessa commedia ed alla stessa rinnovata minestra, preparata dai soliti commentatori sofferenti di fermenti di pancia?

      È la peggiore sconfitta della Russia da parte dei turchi nella storia

      Neppure capaci di accorgersi che non i turchi hanno vinto, quanto piuttosto (purtroppo) gli isreliani.

      Alla fine, una sconfitta dell’Ucraina è l’unica cosa che ci interessa. Se Putin non riuscirà a ottenere questo risultato, allora avrà un problema molto più grande di quello da cui si è appena ritirato.

      Niente di meglio di una tale fiera delle banalità? Forse che sarebbe stato più facile combattere su due fronti, invece di uno?

      Certo, questo è un enorme disonore per noi, ma non serve a nulla parlarne.

      Ma andate a cagare... liberatevi...

    1. ws 13 dicembre 2024

      Se Putin non riuscirà a ottenere questo risultato, allora avrà un problema molto più grande di quello da cui si è appena ritirato.

      Ma è ovvio , l' unico senso strategico della "ritirata di Siria" è che nel quadro di una ormai INEVITABILE guerra DIRETTA NATO.russia, le basi russe in siria erano indifendibili.

      Quindi per putin e la russia ora in ucrain ac' è solo "una vittoria conclamata da raggiungere con "qualunque mezzo e qualunque costo" e se putin cercherà di far digerire alla russia una altra "minskiata" è finito ( e con lui forse anche la russia).

    2. Cleon XIII 14 dicembre 2024

      Questo è poco ma sicuro. La Siria è la prova lampante di quello che la NATO intende per "congelamento" di un conflitto.

    1. BrunoWald 13 dicembre 2024

      "“Dobbiamo solo accettare il fatto che l’Iran e la Russia sono stati completamente sconfitti in un non-combattimento“, afferma una fonte moscovita ben informata. “È la peggiore sconfitta della Russia da parte dei turchi nella storia."

      Direi che il senso dell'articolo si riassume in questa frase.

      E poiché sono convinto che USA/Israele/UK siano nemici dell'umanità, in realtà non è soltanto russa, la sconfitta, ma di tutto il genere umano.

      Nella vita si vince e si perde, a volte con onore, ma qui si è persa pure la faccia, perché le alternative possibili sono una peggio dell'altra: una incompetenza e inaffidabilità spaventose, oppure accordi sottobanco tra presunti avversari.

      Putin ha sempre proibito di sparare sugli aerei israeliani che attaccavano il suo alleato siriano, e questo mentre i sionisti si stanno macchiando di un genocidio che ha sconvolto il mondo - cioè, nel momento in cui una reazione risoluta avrebbe goduto della massima legittimità - il ché significa essere complici.

      Chi c'è dietro al trono di Putin? Per caso la mafia ashkenazita e la setta Lubavitcher? Se non ci si pongono queste domande, tanto vale parlare d'altro.

    2. Nonso 13 dicembre 2024

      La colpa può ricadere sempre e comunque sulla gens iulia: discendenti degli dei (...), deicidi (...), e infine fondatori del culto politico di dio?

    3. ws 13 dicembre 2024

      Adesso è il momento de "l' ippon" : NATO o russia.
      Non ci sono più scuse "strategiche " per il " judoka " del Kremlino

    4. Jocondor 13 dicembre 2024

      Lasciamo perdere la morale, che nella guerra è la seconda vittima dopo la verità: Putin è uno statista, non un santo o un Pope. Certo, si tratta di una sconfitta, ma commentare la guerra della Russia stando in Italia (paese servo se mai ve ne furono e non solo della Nato ma anche della EU) è privo di senso, e come vediamo la guerra sarà lunga e terribile.

      Poi, strategicamente, anche a me pare che la Siria, logorata com'era da 15 anni di guerra e di sanzioni (EU), fosse indifendibile, e le ritirate fanno parte della guerra, come si è già visto nel 2022 e nel 2023. La guerra, lo ripeto, sarà lunga e terribile. Se saremo ancora al mondo, vedremo come finirà.

    5. BrunoWald 13 dicembre 2024

      La morale non c'entra nulla con quello che scrivo.

      "...ma commentare la guerra della Russia stando in Italia (...) è privo di senso"

      Benissimo, in tal caso tacciamo tutti, tranne eventuali corrispondenti di guerra.

      Comunque qui si sta commentando una notizia che ha fatto il giro del mondo: la caduta di un elemento chiave del cosiddetto Asse della Resistenza, che costituiva le retrovie di Hezbollah e ospitava le basi russe nel Mediterraneo.

      Va tutto bene? Tutto calcolato? Lasciamo lavorare il grande statista?

      Contenti voi, figurati io che vivo nell'emisfero sud.

    6. Cleon XIII 14 dicembre 2024

      Il Fronte della Resistenza ha preso una gran botta. Come in Libia, Russia e Cina si sono fatte da parte. Un'altra volta.

    7. Jocondor 14 dicembre 2024

      Beh, intanto io ho ammesso che si tratti di una sconfitta. Vorrei anche ricordare che zio Vladimir ha atteso per otto anni mentre Kiev martoriava i russofoni dell'Ucraina e le due repubbliche indipendentiste. Anche allora era complice di Kiev?

      Israele da anni lanciava missili su Damasco alzando i caccia sul cielo del Libano, che quindi, si, certamente era complice, ma certamente impotente ed intimorito, come si vede anche adesso.
      Putin doveva violare la sovranità del Libano e scatenare in anticipo la guerra mondiale, secondo te? O poteva invece limitarsi, come ha fatto, a piazzare missili ed antiaerea in Siria, e lasciar fare ai siriani?

      Vorrei inoltre sottolineare che ancora ad oggi un commentatore molto più preparato di me, Gianandrea Gaiani, si è limitato ad affermare che il vincitore è Erdogan, e gli sconfitti sono l'Iran ed i curdi. Dei russi (ancora?) non ha parlato. Io ripeto: vedremo.

    1. XYZ 13 dicembre 2024

      un articolo costruito su congetture discutibili e che arriva a trarre conclusioni alquanto discutibili (sono proprio buono).
      la guerra è innanzitutto, se non completamente, economica: l'occidente deve farla e spinge per la degenerazione, per cercare di evitare la bancarotta; il resto del mondo la gestisce in forma di attrito per evitare che il tutto degeneri in "muoia sansone e i filistei"... tutte le altre considerazioni sono il prodotto degli schemi mentali di interpretazione di un occidentale che scrive senza avere a minima conoscenza di cosa succede oltre cortina: la Siria ne è l'esempio....4 straccioni in 2 settimane smantellano lo stato siriano, che stranamente non solo si ritira ma nemmeno spara... i circoncisi invadono spinti da un misto di disperazione (economicamente la carta igienica americana inizia a essere percepita come carta igienica, non hanno truppe, tecnologicamente li hanno pareggiati, economicamente sono in default) e follia messianica....vedremo come andrà a finire la fine dell'anno è qui e da gennaio le borse storneranno come non ci fosse un domani: hai voglia a pompare per speculare quando il sottostante reale è ormai inesistente... la deflazione compirà la sua missione

    2. Jocondor 13 dicembre 2024

      Aggiungerei che l'articolo mi pare proprio pensato "all'americana" laddove parla di una lotta contro i Turchi dal 1919 al 1921.

      In realtà "l'assalto al vallo turco" del 1920, altro non era che lo sfondamento dell'Armata Rossa contro le difese della Crimea, a Perekop, condotto contro i Bianchi di Vrangel, e seguito poi dallo scontro per ricacciare i Cosacchi del Kuban.

      Si tratta cioè di due fasi della guerra civile nella quale in Turchi (che nel frattempo avevano i guai loro in Anatolia e sul Mediterraneo) proprio non c'erano affatto; semmai potevano essere gli ultimi eredi dei khanati mongoli e non i Turchi Ottomani o quelli di Mustafà Kemal.

    3. Gino 15 dicembre 2024

      Mano a mano che il polverone si sta depositando al suolo, la confusione sta finalmente svanendo.
      Il primo a vederla con sufficiente chiarezza pare che anche sta volta sia stato quel gran marpione di Alastair Crooke.
      A grandi linee la tesi esposta è la seguente:

      Bashar al-Assad stava mollando russi ed iraniani, essendosi convinto che per risollevare economicamente la Siria dovesse trovare un'intesa con l'occidente. A tal fine negli ultimi quattro anni aveva puntato tutto sulla riammissione nella Lega Araba, entrando nell'orbita di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti... Russi ed iraniani ne erano del tutto consapevoli.
      Il giorno prima della ripresa del conflitto Assad si era recato a Mosca, probabile che avesse a quel punto da Putin ricevuto il suo ben servito. Due mesi prima gli iraniani peraltro lo avevano vanamente ulteriormente sollecitato a prendere misure appropriate essendo evidente sia la preparazione da parte turca della ripresa del conflitto che la prostrazione del suo stesso esercito. Tornato in Siria Assad avrebbe dunque, dopo la ripresa del conflitto, da tutti prevista, deciso infine di ritirare i remi in barca...
      
      https://youtu.be/UX2X9KT9Xmg

      Aggiungo io:
      Russi ed iraniani avrebbero inizialmente tergiversato in attesa della constatazione di eventuale capacità di reazione dell'esercito siriano.

    1. Dario Lampa 13 dicembre 2024

      Beh... Se i russi riusciranno a mantenere le loro principali basi in Siria avranno fatto una buona mossa strategica: lasciare gli anglo-giudaici-americani & "Snack Companions" (Compagni di merenda) impantanarsi in Siria. Ripeto: se...

    1. Cachafaz 13 dicembre 2024

      L'articolo non e' del tutto esaustivo. Tratta il problema, come se la Russia debba essere da sola il gendarme del mondo. Qui abbiamo una ritirata (dalla siria) che fa male alla Cina almeno quanto alla Russia; c'erano in ballo le vie di collegamento est-ovest, e per la questione di immagine, la cina e' presente in africa ancor piu'. . Possibile debba sempre contare sulla Russia e farla logorare? Troppo comodo. Inoltre, non si fa presente la delicata situazione finanziaria Usa che ora devono decidere come intervenire, cioe' con qualche magheggio, alla loro situazione che vede gli impegni assunti insostenibili: debito pubblico 36 trilioni, posizione finanziaria netta negativa per 22 trilioni, ed impegni assunti per le pensioni, negativi per un numero di trilioni esagerato, anche se non ricordo quanto. Cioe', basta aspettare...poi c'e' anche il fatto della cristianita' della russia che probabilmente ha influito. Se interveniva, c'era un altro macello. A mio parere, a medio lungo termine ISraele e' comunque condannato , dalla demografia, e dal minor peso economico degli USa. E chi ci dice che il contatto fisico che ora ci sara' tra ISraele e Turchia faccia bene ai sionisti? C'e' anche questo aspetto...che si logorino ISraele e Turchia a vicenda sara' da ridere... in ogni caso vediamo perche' le cose sono ancora in evoluzione, Trump deve ancora prendere il controllo, eccetera. .

    2. Cachafaz 13 dicembre 2024

      Dimenticavo. La Russia in questo momento non puo' essere contro la Turchia, perche' gli fa da collegamento per lo smercio del gas-petrolio. Quindi sono numerosi i motivi che possano aver portato alla apparente momentanea defaillance dei russi. Putin e' sempre stato un ottimo stratega e mi fido. Vincere in Ucraina, e poi tutto a suo tempo.

    3. Cachafaz 13 dicembre 2024

      Ne riparleremo tra un po' , con qualche centinaio di oreshnik in piu' nei siti di lancio.

    4. Nonso 13 dicembre 2024

      Aveva vinto prima di iniziare le operazioni, ma non ci poteva credere.

    5. BrunoWald 13 dicembre 2024

      Arrampicarsi sugli specchi è una pratica ingrata e spossante.

      Si tratta di un rovescio pesantissimo, non ci sono sofismi che tengano.

      Sì, anche la Cina ci ha rimediato la sua brava figura di me*da, e allora? Ma le basi in Siria sono russe (ancora per poco), il paese era loro alleato, non dei cinesi. E il sig. Putin permetteva ai giudei di bombardarlo impunemente, e ora vuol fare di Kisel il capro espiatorio... Molto onorevole da parte sua, non c'è che dire.

      Cosa c'entra la situazione USA?

      "Cioé, basta aspettare..."

      Come no, e mentre aspettano glieno mettono in quel posto, over and over again.

      "A mio parere, a medio lungo termine ISraele e’ comunque condannato".

      A lungo termine saremo tutti morti, diceva quel tale.

      "C’e’ anche questo aspetto…che si logorino ISraele e Turchia a vicenda sara’ da ridere…"

      Può darsi, ma per intanto ridono loro, e pure della grossa.

      Non c'è nulla di più esiziale, nella vita dei singoli come delle nazioni, dei pensieri consolatori con cui si cerca di processare il lutto anziché affrontare le ragioni per cui ci hanno preso a schiaffi.

    6. ws 13 dicembre 2024

      La russia lotta per la SUA sopravvivenza e in questo ( come sempre) "ha solo due amici: l' esercito russo e la marina russa".

      Gli "altri" contano "il giusto" cioè non di più di quanto hanno finora fatto per la salvezza della russia,

    7. Nonso 13 dicembre 2024

      Hai ragione. E chi se ne approfitta e massacra popolazioni indifese, perché tanto alla Russia importa solo del suo naso, è da lodare a tuo parere?

    8. ws 13 dicembre 2024

      In geopolitica non ci sono "benefattori" ne "cavalieri bianchi " e il moralismo è sempre l'arma del peggiore ( es: U$rael)

    9. Nonso 13 dicembre 2024

      Certo, mica voglio comparare la geopolitica alle relazioni umane.

    10. Gino 13 dicembre 2024

      Pare che tu neppure sia minimamente informato di come le vicende sul fronte ucraino si stiano sviluppando favorevolmente, e della conseguente crescente isteria specialmente degli anglo-sionisti.
      Quasi certo è che Trump altro non potrà fare che a sua volta disimpegnarsi dal fronte ucraino, lasciando 'noi' europei con in mano il cerino e il dilemma: ci ritiriamo o ci suicidiamo?

      Pare che ti sia sfuggita completamente l'evidenza del fatto che sui tizzoni ardenti a starci in questi giorni certamente non è quel poveraccio di Putin...

    11. BrunoWald 13 dicembre 2024

      A sentire certe fonti, sono tre anni che le vicende sul fronte ucraino si stanno sviluppando favorevolemente: attendiamo fiduciosi.

      Solo che non si parlava dell'Ucraina, ma della Siria.

      Hai ragione, sui tizzoni ardenti non c'è mica Putin, ma bensì la popolazione siriana, e quella libanese, per non parlare del martirio della Palestina: tutto ciò mentre lui proibiva di sparare agli aerei sionisti che bombardavano i suoi "alleati".

      A me pare che l'evidenza sia proprio questa, e pare che sia sfuggita a parecchi.

    12. Gino 13 dicembre 2024

      In ogni caso non avresti dovuto attendere molto, una salutare secchiata d'acqua gelata ti sarebbe difatti comunque arrivata nel volgere di non più di altri circa 40 giorni...
      Nel frattempo gli spasmi di un nido di serpi che si stanno contorcendo sempre più violentemente.
      Quali altre 'belle' sorprese ci attenderanno? Quali altre più o meno verosimili vittorie di Pirro?
      La Propaganda, comunque, è l'unica grande vera arte e 'virtù' degli anglosionisti. Troppo facile, però, vincere facile. E troppo al contempo difficile non caderne vittima.
      E magari nel frattempo anche trascurando le 'peggiori' notizie... ma a tutto c'è un limite, come ad esempio:
      https://militarywatchmagazine.com/article/first-look-stealth-optimised-al51f-1-powering-russia-su-57m
      (a significare che anche in quanto ad aviazione il primato se lo stanno giocando russi e cinesi, con gli americani, al palo, dovendo limitarsi a stare a guardare, impotenti, facendo finta di niente, ma specialmente al riguardo dei fantastamiliardi che puntualmente a nient'altro servono che a sfornare fallimenti, ciacuno dopo l'ennesimo altro)

      Sì, a quanto pare la più palese e clamorosa evidenza sta sfuggendo a parecchi...
      Che ci vuoi fare, la stessa cosa che capitò in tante altre occasioni. A me in tale caso sovviene il ricordo del racconto di mio padre di quanto sorprendente fu il suo risveglio in un fatidico giorno del '43, ritrovandosi insieme a tanti altri in mutande a dovere accorgersi di come i tedeschi nella notte li avessero circondati, minacciandoli dall'alto degli spalti della loro stessa caserma mediante una grande quantità di mitragliatrici pesanti su treppiedi, in quel di Quarto. Dopodiché nel volgere di un giorno il penoso saluto tedesco, in uno stentato e gutturale italiano "mamma e papà..." indicando al contempo a tutti la direzione verso l'uscita dalla caserma, dopo però averli dapprima fatti vestire in abbigliamento civille...

      A quanto pare sono sorprese che prima o poi devono capitare ad ogni nuova generazione.

    13. BrunoWald 13 dicembre 2024

      Io ti faccio delle considerazioni obiettive, basate su fatti, e tu mi parti per la tangente con le secchiate d'acqua fredda e altre amenità...

      Io constato uno smacco in Siria, e tu rispondi con il primato russo-cinese nell'aviazione...

      Benissimo, se sono così forti che si facciano valere! Quando l'Iran ha attaccato i sionisti, in loro difesa è intervenuta l'intera contraerea NATO: perché i russi permettono invece all'aviazione khazara di spianare il Libano e la Siria?

      E non dipingermi come "vittima della propaganda", che mi fai ridere di gusto, avendo sempre avuto a che fare con gente che s'è bevuta per 80 anni la balla della liberazione e, salvo rare eccezioni, non ha mai capito che la cosca anglo-giudaica e quella moscovita sono sempre state complici e consociate, almeno nell'essenziale.

      Ma non divaghiamo: la caduta di Damasco è una vittoria di Pirro, dici? Ottimo! Chi sono io per contraddirvi? Anzi, vi faccio i migliori auguri di avere ragione.

    14. Nonso 13 dicembre 2024

      Ma se quello che dici è vero, allora io la faccio finta.

      Brunowald, perdona il Nonso disturbante di sempre, ma lascia che ti dica una cosa:

      il teatrino della liberazione passi, ma avremmo potuto e dovuto reagire in seguito: OTTANT'ANNI DI TEMPO.
      Il tengo famiglia è il problema da sempre, come se la famiglia potesse avere un senso al di fuorì della realtà del contesto.
      C'è un problema di schizofrenia sociale che impedisce il bene comune, e un'arrendevolezza che acutizza il torpore.

      La Siria non è una vittoria per nessuno, è la vittoria che è una Siria per tutti.
      Guarda che non sono del tutto rincoglionito, ma innamorato sì.

      Fine delle discussioni inutili.

    15. Gino 13 dicembre 2024

      Te la ricordi la storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto?

      Quello russo è molto più pieno che vuoto, mentre pare che tu la intenda all'opposto.
      Prima della caduta di Assad sicuramente stava ancora più pieno, essendo però vero quasi soltanto sotto l'aspetto dell'opinione pubblica, sia interna che esterna.
      Il fatto che non permetta ai propri militari di contrastare l'aviazione israeliana infastidisce anche me, suscitando in me la questione se tale decisione sia tattica oppure strategica. Il fatto è che fin da quando accettò l'invito di Soleimani, d'intervenire nel conflitto siriano, gli accordi pattuiti stabilirono con assoluta chiarezza che in nessun caso l'esercito russo sarebbe intervenuto contro le forze israeliane. La più banale e plausibile spiegazione di ciò è che altrimenti per l'esercito russo quello siriano, più che un normale teatro di guerra sarebbe stato un eccessivamente rischioso ginepraio. Altre ulteriori sono però tuttavia le ipotesi al riguardo possibili.

      Prima della sconfitta di Assad, quello israeliano era un bicchiere molto più vuoto che pieno, ora è invece vero l'opposto: dalle stalle alle stelle, ma più che altro sotto l'aspetto dell'opinione pubblica israeliana ed occidentale.

      Prima della sconfitta di Assad Erdogan probabilmente stava meglio rispetto a come sta ora, con tutti i suoi più preziosi rapporti a rischio di compromissione, sia dalla parte dei BRICS che della NATO.

      Decisamente peggio sta solamente il bicchiere degli Hezbollah, e perciò e solamente perciò, anche il bicchiere degli iraniani.

      Quello degli occidentali più che un bicchiere appare come un setaccio.
      (ma solamente a chi non si beva la Propaganda e/o non essendone stato fin dall'infanzia troppo profondamente impregnato)

    16. Cleon XIII 14 dicembre 2024

      La Cina ha dimostrato ancora una volta di essere molto impreparata in quel terreno che si chiama "proiezione di forza". Una potenza economica, anzi, una superpotenza economica, non può rinunciare a far valere il suo peso in una dimensione politico-militare. Ed è vero anche che la Russia (che NON è un potenza economica) non può essere lasciata sola a fronteggiare un nemico che è anche nemico della Cina, di mezza Africa e di mezza Asia. I risultati si sono visti, tristemente. Quello che è successo in Siria potrebbe succedere anche in Ucraina a tirarle per le lunghe.

    17. Giudice Holden 14 dicembre 2024

      Quali altre più o meno verosimili vittorie di Pirro?

      Una tale vittoria è avvicinabile ad una sconfitta tattica e presuppone comunque perdite durissime per ottenerla. Queste condizioni dove si sarebbero verificate in Siria? I jihadisti hanno conquistato il potere in un attimo e praticamente senza pagare alcun pegno. Il veri vincitori sono turchi e sionisti, anche grazie alle scellerate regole di ingaggio del Cremlino.
      I russi sono stati umiliati, e certamente hanno perso credibilità verso alleati e nemici.
      Sai perchè i romani si impegnarono in una guerra durissima, che costò loro perdite sanguinose, verso i ribelli ebrei? Perchè sapevano che in gioco non c'era solo la Giudea, ma soprattutto la loro credibilità verso gli altri popoli.

    18. Gino 15 dicembre 2024

      In senso storico sta come l'hai messa tu, secondo il senso comune però >.
      Se poi hai letto i miei commenti successivi, tal tipo di vittoria di Pirro non l'ho riferita ad israeliani e turchi, bensì ai due giganti che in questo momento stanno battagliando: per i russi è una battaglia persa, per gli occidentali non è una battaglia vinta, poiché per l'occidente non ha comportato alcun guadagno, né tattico né strategico. Guadagno che avrebbero realizzato se e solo se i russi in Siria vi si fossero impelagati.

      "Perchè sapevano che in gioco non c’era solo la Giudea, ma soprattutto la loro credibilità verso gli altri popoli"

      Il ruolo che a quei tempi venne svolto dai romani oggi viene svolto dagli americani, non dai russi.
      In relazione ai russi vale il contrario di ciò che vale per gli americani, ovvero vale la coerenza rispetto ai principi fondamentali che ispirano il multipolarismo dei BRICS.
      "La Giudea" inoltre è un termine oggi del tutto inappropriato, dato che attualmente i territori israeliani sono al 95% abitati da ebrei askenaziti (nulla a che fare con la tribù di Giuda o quella di una delle altre 11 che storicamente popolarono il regno di israele). Anche "antisemitismo" oggi è pertanto, di per sè stesso, una contraddizione in termini.

      "I russi sono stati umiliati, e certamente hanno perso credibilità verso alleati e nemici"

      Ciò che può essere vero per un fascista, non necessariamente deve essere vero per chi come i russi si considerino antifascisti.
      Russi e cinesi sono in gran maggioranza molto pragmatici ed assai poco ideologizzati, seppure anche sia certo che anche tra loro vi siano nazionalisti e fascisti.
      I russi che si riconoscono nella leadership di Putin pare che distinguano in modo molto preciso la differenza che corre tra patriotismo e nazionalismo. Probabile che anche ai russi piacerebbe non dover mai perdere alcuna battaglia. Essendo pragmatici e molto realisti, sono però veramente un esempio per tutti in quanto a capacità di ritirarsi: la loro arte! Ed in buon ordine e sempre minimizzando le perdite e le sconfitte.

    19. Giudice Holden 15 dicembre 2024

      per i russi è una battaglia persa, per gli occidentali non è una battaglia vinta, poiché per l’occidente non ha comportato alcun guadagno, né tattico né strategico.

      Quindi secondo te eliminare uno storico alleato dell'Iran e nemico dell'occidente come la Siria del partito Ba'th, cancellare i russi dal Medio Oriente, privarli del loro unico accesso al Mediterraneo (le loro basi), non costituirebbe una battaglia vinta?

    1. clausneghe 13 dicembre 2024

      Alla fine, dopo aver letto questo abbastanza preciso articolo, vien da pensare che se Putin viene in qualche modo estromesso dal Potere, magari in seguito a sconfitte o dubbie vittorie troppo infamanti, il suo posto verrà preso da un nuovo Stalin.
      Che era Georgiano, dellla stessa stirpe di coloro che oggi stanno inscenando un violento Maidan Euronato a Tiblisi contro la Russia, per dire.
      Ne sanno qualcosa i reporter P.Lankaster e A. Lucidi.
      Comunque, ancora oggi in Russia, il personaggio più amato e popolare che piaccia o meno, resta il Comunista assolutista Stalin.
      I Russi non possono permettersi di perdere questa ultima mortale battaglia per la loro stessa esistenza e possiamo star certi che prima di mollare molleranno le Atomiche.
      Sempre che non intervenga qualche miracolo o qualche potentissimo Extraterrestre..

    2. ric 13 dicembre 2024

      un extraterrestre con migliaia di bombe " intelligenti "

      quelle che da qualsiasi parte del mondo vengano lanciate finiscano il loro viaggio sulla testa di tutti gli anglo-usraeliani

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