Gli altri stati dovrebbero seguire l’esempio della Florida

Le leggi firmate dal governatore DeSantis nel corso di questa estate, insieme al lavoro della sua legislatura nella sessione di quest'anno, hanno contribuito a fare della Florida un eccellente modello per l'America decadente di Joe Biden. Altri stati dovrebbero prendere ispirazione e far entrare la luce del sole (*) prima che la possibilità di una nuova alba in America ci abbandoni per sempre.

 

Michael J. DaPos – LifeSiteNews – 19 agosto 2021

 

Affrontiamo la realtà:  Joe Biden non è un centrista.

Sia che stia facendo squadra con i grandi oligarchi della tecnologia per cacciare attivamente e censurare i dissidenti, o che imponga alla popolazione ultimatum di stampo dittatoriale come mezzo per ottenere una conformità medica di massa, non è mai stato più chiaro di così che il tizio al centro di tutto questo, per tutte le sue sbruffonate “sull’unità” e il “bipartitismo”, non ha mai veramente avuto in programma di governare in base a questi concetti.

E se l’inflazione da record e gli attraversamenti illegali delle frontiere, gli sforzi organizzati per la coercizione delle vaccinazioni porta a porta, e – per non dimenticare – la caduta improvvisa dell’Afghanistan [in mano] ai talebani dopo venti anni di occupazione americana non sono abbastanza per convincervi, permettetemi di confermare i vostri sospetti: la sinistra radicale ha il completo controllo del nostro governo e delle istituzioni e, con il loro quasi ottuagenario burattino ombra al timone, stanno per scagliare tutto quello che possono contro le mura per aggrapparsi per sempre al loro ritrovato potere.

Così, mentre i federali armeggiano con idee strampalate e spesso incostituzionali che vanno dall’occupazione della corte suprema (“court-packing” nel testo) alla statalizzazione di Washington, per qualsiasi segno di speranza almeno fino al 2022, gli americani farebbero meglio a guardare oltre i confini paludosi (in gergo si parla della capitale come della palude, “swamp”, n.d.t.) di Washington DC. Forse ora più che in qualsiasi altro momento della giovane storia della nostra nazione, l’importanza dell’autonomia dei singoli stati non può essere sopravvalutata.

E dall’inizio di quest’anno, uno stato in particolare ha definito uno standard ambizioso di ciò che può e deve essere fatto non solo per resistere all’Agenda Biden, ma per colpirla con forza prima che Washington faccia lo stesso con noi.

La Florida, sotto la guida fuori dagli schemi del governatore Ron DeSantis e con una Assemblea legislativa stacanovista, ha consolidato il suo legittimo status di portabandiera e [termine di] paragone politico per il resto del paese mentre lotta su come gestire la recente sbandata del paese verso la sinistra leninista. Piuttosto che concedere una legittimità sottomessa alle limitazioni del pensiero di gruppo e che può far sì che individui una volta razionali a blaterino su cose come le quote di “diversità” e l’uso dei pronomi, l’approccio adottato dai funzionari eletti nel Sunshine State ha ignorato le assurdità spacciate come vangelo da radicali fuori di testa, e ha invece concentrato la sua attenzione sul nocciolo vero del legiferare: la riaffermazione codificata dei diritti preesistenti degli abitanti della Florida e le riforme sensate dei sistemi che ne hanno più bisogno.

Per un assaggio di questa strategia in azione, basta soffermarsi sulla persistente questione dell’integrità elettorale.

Mentre Washington ha passato la prima metà del 2021 a giocherellare con il concetto di federalizzare completamente le elezioni americane con l’omnibus H.R. 1 (chiamato anche in modo divertente “For the People” Act) (legge per il popolo), la legislatura della Florida è riuscita invece ad affrontare di petto la sfiducia diffusa che è nata dalla gestione truccata delle elezioni del 2020.

Mentre i democratici al Congresso hanno cercato di amplificare queste preoccupazioni con il finanziamento pubblico dei candidati e il divieto dei requisiti di identificazione degli elettori, i legislatori della Florida hanno agito per affrontare direttamente e rimediare a molte di esse con il Senate Bill (proposta di legge del senato) (SB) 90, un importante giro di vite contro le potenziali frodi e irregolarità nelle future elezioni statali. Tra le disposizioni degne di nota ci sono il divieto di spedire in massa le schede elettorali, in modo che solo coloro che richiedono formalmente di votare per posta ne ricevano una, e un rafforzamento del preesistente requisito dell’ID dell’elettore per richiederlo. Il disegno di legge assicura anche ai candidati, ai funzionari di partito e agli osservatori designati la possibilità di osservare la verifica delle firme delle schede elettorali, e sbarra completamente la strada sia alla raccolta delle schede da parte di privati che al finanziamento degli impegni di amministrazione elettorale.

Il 6 maggio il governatore DeSantis ha firmato la conversione della SB 90 in legge.

In termini di risposta alla Covid, la Florida non ha mai seguito l’insostenibile percorso del panico che è stato portato avanti dalla classe dirigente di Washington e dai suoi alleati interstatali optando invece, con la SB 2006, per una difesa proattiva dei diritti costituzionali di base dei suoi residenti di fronte a una violazione senza precedenti. Il disegno di legge, diventato legge il 3 maggio, istituisce un divieto formale per i passaporti vaccinali, impedendo a tutte le imprese e agli enti governativi che operano all’interno della Florida di richiedere la prova dello stato di vaccinazione come condizione per accedere a locali o ricevere servizi. Proibisce anche alle amministrazioni locali di chiudere le scuole e le imprese a propria discrezione, con una ragionevole esenzione per le eventuali emergenze derivanti da uragani.

Inoltre, il governatore DeSantis ha recentemente emanato un ordine esecutivo che vieta alle scuole della Florida di richiedere agli studenti di indossare mascherine per riprendere l’apprendimento in persona per l’anno accademico 2021-2022. Alla base di quest’ordine vi è un’altra legge che ha firmato in giugno.

La House Bill (HB) 241 ha stabilito un Bill of Rights (carta dei diritti) per i genitori della Florida, riaffermando sotto la legge statale l’aspettativa di base che tutte le decisioni riguardanti l’educazione, la salute e il benessere generale di un minore devono essere prese – prima di tutto – dai loro genitori o dai tutori legali. Queste protezioni si applicano agli operatori sanitari, che, per esempio, avranno la proibizione specifica di prescrivere farmaci a un bambino senza il consenso dei genitori, e anche alle istituzioni educative, che saranno tenute a condividere determinati materiali dei corsi con i genitori, per consentirne una revisione preventiva prima della loro presentazione in classe.

In effetti, le scuole e l’educazione si sono dimostrate una priorità di primo piano per la legislatura durante tutta la sessione del 2021. Un altro trio di nuove leggi cerca di migliorare l’educazione civica per gli studenti della Florida, sia nelle scuole che a livello di college/università. Sottolineando l’importanza di insegnare ai bambini e ai giovani come pensare piuttosto che cosa pensare, queste disposizioni introducono requisiti di curriculum che coprono i diritti garantiti dalla Costituzione degli Stati Uniti e le realtà storiche del comunismo (HB 5); un corso di alfabetizzazione civica e un requisito di valutazione per laurearsi in un college o università della Florida (SB 1108); e valutazioni annuali sulla diversità dei punti di vista e sulla libertà intellettuale che tutte le istituzioni di istruzione superiore finanziate con fondi pubblici dovranno condurre come strumento per garantire che agli studenti sia regolarmente offerta una varietà di punti di vista diversi (HB 233).

All’inizio di questa estate la Florida è anche riuscita a far approvare il Fairness in Women’s Sports Act, che vieta che i maschi biologici partecipino a squadre sportive femminili e richiede che l’appartenenza a qualsiasi squadra non maschile sponsorizzata pubblicamente sia determinata dal sesso biologico di un individuo come indicato sul suo certificato di nascita.

Non è stata la fortuna a rendere possibili queste vittorie, e la legislazione reazionaria non è stata certamente il fattore determinante del loro successo. Né ad uno solo di questi disegni di legge trasformati in leggi sono stati risparmiati gli strali del momento politico – la netta opposizione di sinistra ossessionata dall’identità, l’intervento di interessi speciali delle “tasche profonde”, e media quasi interamente predisposti ad opporsi attivamente a qualsiasi politica offerta da un legislatore con una ‘R’ (repubblicano) alla fine del suo nome, definendosi poi giornalismo.

Alcuni hanno anche affrontato ostacoli significativi nel tempo da quando sono diventati legge (ad esempio SB 7072, la grande legge di regolamentazione tecnologica del governatore DeSantis, che è stata bloccata da un giudice della corte distrettuale degli Stati Uniti tramite un’ingiunzione preliminare in giugno).

Ma rimane comunque la realtà di una Florida che, anche se sfoggia la tripletta di un governatore conservatore e corrispondenti maggioranze repubblicane in entrambe le camere della sua assemblea legislativa, è ancora uno stato “viola” (riferito ai colori degli stati “incerti” o “chiave” durante le elezioni, n.d.t.). Indipendentemente dalla sua recente tendenza al “cremisi”, lo Stato del sole rimane uno dei più elettoralmente contestati della nazione, e si troverà quasi certamente al centro dell’universo politico ancora una volta durante le elezioni di mezzo termine, ponendosi come spartiacque tra il Senato e le elezioni governatoriali che potrebbero in definitiva determinare l’equilibrio del potere in America non solo nel 2022, ma anche nel 2024.

Questo è ciò che rende così notevoli i risultati dell’attività legislativa della Florida durante gli ultimi mesi. Per uno stato altamente popolato e politicamente polarizzato come la Florida, emanare un insieme così profondo di riforme politiche significative – praticamente tutte in contrasto con quelle prescritte dall’attuale amministrazione – nel corso di una sola sessione legislativa è un’impresa degna non solo di riconoscimento, ma anche di replica.

Se può essere fatto in un enorme stato chiave, può essere fatto ovunque.

Abbattendo il rumore e rimanendo focalizzati sulla missione, i legislatori della Florida non solo hanno vinto un round contro l’establishment di Washington, ma hanno battuto i poteri in essere al loro stesso gioco, impiegando una strategia legislativa offensiva che concede uguale importanza al blocco delle cattive politiche e offrendone di più forti e coerenti al loro posto.

Lo standard per combattere e tracciare un percorso alternativo è stato stabilito, e gli organi legislativi di tutto il paese sarebbero saggi a prendere nota di come i legislatori della Florida sono riusciti a identificare la maggior parte delle questioni urgenti che hanno afflitto il nostro dialogo nazionale fin dall’inizio dell’amministrazione Biden, e presentare un percorso diverso che preservi le libertà e i principi che si trovano nel mirino culturale del momento.

Le leggi firmate dal governatore DeSantis quest’estate, insieme al lavoro della sua assemblea legislativa nella sessione di quest’anno, hanno contribuito a fare della Florida un eccellente modello per l’America decadente di Joe Biden. Altri stati dovrebbero prendere ispirazione e far entrare la luce del sole prima che la possibilità di una nuova alba in America ci abbandoni per sempre.

(*) N.d.T. – Gioco di parole, nel testo c’è Sunshine State, cioè lo stato del sole, come è chiamata la Florida.

Link: https://www.lifesitenews.com/opinion/states-should-take-a-page-from-floridas-playbook/

 

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

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VincenzoS1955
Utente CDC
23 Agosto 2021 9:45

Credo che sia i repubblicani sia i democratici rappresentino le due facce della stessa medaglia cioè di un sistema, che comprende anche i paesi “allineati’, in estrema agonia per via delle sue insuperabili contraddizioni insite nella sua natura. La farsa sul Covid, il degrado ambientale con le relative catastrofi, il disagio sociale, la crisi economica, tutti fattori correlati tra di loro che s’intrecciano in un devastante, inarrestabile circolo vizioso, sono le conseguenze di questa crisi che è sistemica e probabilmente sarà l’ultima (la farsa sul Covid è un velleitario tentativo di riprendere il “paziente” in agonia).
Più presto si cambierà paradigma più presto si tornerà a vivere in libertà e in armonia con la Natura.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da VincenzoS1955
Cataldo
Utente CDC
Risposta al commento di  VincenzoS1955
23 Agosto 2021 13:36

Purtroppo il paradigma è già cambiato, la medaglia-moneta è stata lanciata in aria l’ultima volta almeno 20 anni addietro, e da allora non tocca più terra 🙂 Quello che abbiamo di fronte è un paradigma nuovo, il fatto che per noi si riveli peggiore del primo ci spinge a rifiutarlo, ma ormai è consolidato: tutte le crisi precedenti sono impacchettate dentro questo cambiamento, non riusciamo più nemmeno a vederne bene i contorni, non è che prima potessimo cambiare molto, ma almeno si aveva contezza e speranze di risoluzione, adesso la crisi istituzionale alla radice dei nostri ordinamenti giuridici e sociali, che vediamo come primo aspetto discernibile di questo paradigma nuovo, obnubila tutto.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Cataldo
VincenzoS1955
Utente CDC
Risposta al commento di  Cataldo
23 Agosto 2021 14:14

Il male, cioè il sistema consumistico liberal-capitalista è come un inarrestabile incendio che devasta una foresta: si spegnerà solo quando non ci sarà niente più da consumare. Ma come succede sempre in natura, dalle radici più profonde degli alberi apparentemente morti sbocceranno nuovi germogli che riformeranno più rigogliosa che mai la foresta.
Quelle radici fanno parte della nostra generazione che conserva ancora i valori e le tradizioni dei nostri padri.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da VincenzoS1955
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Cataldo
23 Agosto 2021 14:15

La crisi istituzionale se potessi io l’amplificherei addirittura, il vero problema è la crisi cognitiva.
E’ quella che lascia davvero interdetti, perchè non ti permette di valutare quanto e quali proposte alternative alla demenza collettiva attuale, siano davvero proponibili, in grado di essere assorbite da una massa critica significativa.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da danone
halak
Utente CDC
23 Agosto 2021 10:49

la sinistra radicale ha il completo controllo del nostro governo
come gestire la recente sbandata del paese verso la sinistra leninista.

E’ interessante notare che in America il concetto di estrema sinistra viene usato per suscitare facile repulsione in modo simile a come viene usato da noi il termine fascista. Certamente dipende dalla storia. Si tratta di una estrema sinistra completamente disincarnata da tutto ciò che è stata o ha predicato: collettivizzazione dei mezzi di produzione, lotta di classe, eliminazione dei ricchi. Così come del resto il “fascismo” evocato dall’ideologia al potere in Italia, nulla ha a che vedere con quello reale, storico. Certo, però, che dipingere Biden come “leninista” fa veramente sorridere.

Cataldo
Utente CDC
Risposta al commento di  halak
23 Agosto 2021 13:24

Concordo con l’osservazione sulla “repulsione” nei mutati contesti europeo ed usa, ma non è cosi ridicolo attribuire alle politiche che riempiono il fantoccio Biden i tratti del Lenin post rivoluzione, ovviamente qui parliamo del metodo e delle politiche istituzionali; non degli obbiettivi dichiarati, ma delle politiche attivate.
Il metodo, per altro, è l’unico elemento di continuità nelle analisi politiche che possa permettere di utilizzare nel discorso le categorie come leninismo, comunismo, fascismo, in quanto il cambiamento di contesto è incommensurabile.
In questa chiave il leninismo si attaglia meglio*, ad esempio, del fascismo corporativo mussoliniano, o del nazismo fino al 1939.
Ad ogni modo, qualsiasi modello del passato, non potrà mai tenere conto dell’immenso potere di controllo sulle masse che hanno oggi le forze di potere, rispetto le esperienze del secolo precedente.

*volendo utilizzare per forza queste categorie a titolo riassuntivo di determinate caratteristiche del potere,

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Cataldo
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  halak
23 Agosto 2021 14:34

Una piccola puntualizzazione.
“eliminazione dei ricchi”
Chiariamoci su questa cosa.
Forse i leninisti intendevano fisicamente, ma se non specificata meglio, io stesso sarei d’accordo per l’eliminazione dei ricchi, ma anche dei poveri, sarei per l’eliminazione delle disparità economiche, al netto del lavoro prodotto.
Uno che lavora di più di un altro, deve godere dei maggiori frutti del suo lavoro, di uno che lavora meno, punto.
Ma questo innalza la qualità della vita, non produce ricchi e poveri.
Le disparità economiche, che sia chiaro e certificato, le hanno sempre prodotte la prevaricazione e la violenza, in varie forme, fra le più sofisticate quelle economico-finanziarie, come la rendita e l’interesse, prodotte dalla gestione del patrimonio, proprio o altrui, patrimonio tramandato, ottenuto sempre con la forza o l’inganno.

ducadiGrumello
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
23 Agosto 2021 15:47

parole da scolpire nel marmo

Lestaat
Utente CDC
Risposta al commento di  ducadiGrumello
23 Agosto 2021 15:51

mi hai tolto le parole

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
23 Agosto 2021 20:33

“Uno che lavora di più di un altro, deve godere dei maggiori frutti del suo lavoro, di uno che lavora meno, punto.” Tizio nasce in una villa, con un’immensa libreria, la famiglia lo fa studiare a Harvard e ha gli agganci giusti per assicurargli un posto negli ambienti che contano. Caio invece ha genitori salariati che la sera guardano la tv e conoscono solo altri sfigati come loro, per cui se completa gli studi dovrà consumarsi le scarpe per trovare una mediocre sistemazione. Se è molto in gamba, probabilmente dovrà andarsene all’estero in cerca di fortuna. Tizio non ha bisogno di lavorare più di Caio per guadagnare molto di più: appartenere alla classe dominante è condizione sufficiente. L’unico modo di evitarlo sarebbe un sistema che garantisca fra l’altro un’educazione pubblica di prima qualità, basata sul merito (se non rendi vai a lavorare…) e crei le condizioni per cui le capacità individuali siano il fattore decisivo in tutti i campi. Un sistema che difenda implacabilmente gli interessi nazionali, e in cui il “privato” possa servire ma non servirsi, e tantomeno appropriarsi, della res publica. Includerei un servizio militare obbligatorio per tutti, in cui figli di miliardari e di operai si esercitino… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da BrunoWald
Lestaat
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
23 Agosto 2021 22:08

Comincio a notare una piacevole tendenza in molti…

halak
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
24 Agosto 2021 11:03

Vabbè, “eliminazione dei ricchi” è forse una frase non felice, diciamo eliminazione delle differenze economiche eccessive tra cittadini.. Ma è solo un punto secondario su un commento che intende evidenziare la per me evidente inassociabilità tra Lenin e Biden: è come paragonare Carlo Magno al ministro Speranza. Anzi, supponevo che il paragone sarebbe apparso ridicolo a chiunque non di cultura americana: evidentemente mi sbagliavo.

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