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GHEDDAFI SI RIVOLGE A CHAVEZ PER ROMPERE L’EMBARGO

DI ANTONIO MARIA DELGADO
El Nuevo Herald

Il leader libico Muammar Gheddafi ha inviato alcuni emissari a Caracas alla fine della scorsa settimana per sollecitare al presidente Hugo Chávez un aiuto al suo regime, da realizzarsi con la vendita del greggio sui mercati internazionali attraverso il Venezuela per evadere le sanzioni internazionali imposte contro Tripoli, così hanno riportato fonti dell’intelligence occidentale.
La piccola delegazione, capeggiata dal Ministro della Pianificazione e delle Finanze, Abdulahafid Alzelitni, è arrivata domenica con un volo privato e la sua presenza nel paese
sudamericano è stata confermata il lunedì dal rappresentante venezuelano.

“Gheddafi non ha inviato un emissario”, ha detto Chávez a un canale della televisione statale. “Mi hanno portato una lettera. Una cosa positiva, il mondo deve saperlo velocemente, questa lettera, se magari fosse già tradotta […] fatemela vedere”, ha segnalato, dirigendosi al suo cancelliere, Nicolás Maduro, anche lui presente nella stessa trasmissione.

Le fonti dell’intelligence hanno riferito al Nuevo Herald che gli emissari sono giunti per proporre al Venezuela di assumere il controllo di più di una decina di petroliere, ognuna con la capacità di immagazzinare più di 160.000 tonnellate di petrolio e la possibilità di vendere, attraverso il paese sudamericano, più di 1,5 milioni di barili di greggio libico.

“[Gheddafi] richiede che […] il Venezuela diventi proprietario di tutte le navi per poterle utilizzare tramite il Venezuela”, ha detto una delle fonti consultate che parlato sotto forma anonima. “Questa sarebbe una violazione di tutte le sanzioni, se si dovesse concretizzare.”

Secondo le fonti, il governo libico ha sollecitato che il governo del Venezuela fornisca acqua e combustibile a due navi libiche arenate nel Golfo del Messico, oltre all’acquisto di circa 5.000 tonnellate di additivi chimici per la preparazione della benzina.

Questa richiesta contemplerebbe la possibilità di vendere centinaia di migliaia di barili di prodotti derivati dal greggio che la Libia non ha potuto collocare nei mercati
da quando le Nazioni Unite hanno approvato all’unanimità l’adozione delle sanzioni contro il regime di Gheddafi per la sanguinosa repressione dei dissidenti, come riportato dalle fonti.

Un portavoce dell’Ambasciata del Venezuela a Washington ha detto al Nuevo Herald che la sede diplomatica non aveva informazione al riguardo.

Il gruppo di inviati ha il mandato di offrire al governo venezuelano la possibilità di effettuare direttamente pagamenti al Venezuela attraverso una delle sue ambasciate in un paese dell’Africa del Nord.

Le Nazioni Unite, come l’Unione Europea e gli Stati Uniti, hanno adottato una serie di sanzioni contro il paese africano nel tentativo di minare la stabilità finanziaria del regime di Gheddafi dopo aver dichiarato che le autorità di quel paese avevano commesso “massicce” e sistematiche violazioni dei diritti umani ai danni degli abitanti del paese africano.

Le misure adottate includono il congelamento dei beni dell’azienda statale petrolifera, delle sue consociate e della famiglia del dirigente libico. Inoltre, queste nazioni hanno imposto il divieto della vendita di armi al regime.

La delegazione libica aveva richiesto di riunirsi direttamente con Chávez, ma quest’ultimo ha declinato l’invito per le sue condizioni di salute, aggiungendo che la riunione
sarà effettuata lunedì alla presenza di Maduro.

Nonostante questo, Chávez ha approfittato dell’opportunità offertagli per difendere il leader libico.

“Gheddafi sta resistendo all’aggressione della NATO, che ora è arrivata a bombardare i mezzi di comunicazione”, ha detto il rappresentante alludendo all’attacco contro la stazione radio della televisione di stato libica la scorsa fine settimana.

“Questo mondo impavido,” ha detto Chávez, che nel 2009 lodò le iniziative umanitarie e sociali di Gheddafi, consegnandogli una replica della spada di Simón Bolívar.

Ha di nuovo affermato che gli attacchi contro la Libia si devono al petrolio e alle riserve di acqua che questa nazione ha sotto la sua superficie e ha segnalato che Venezuela, così come “la principale riserva mondiale” di petrolio, deve adottare misure per difendere il suo territorio.

“Tutto questo ci obbliga a incrementare la nostra indipendenza, il nostro potere e la capacità di difendere il nostro paese”, ha riferito dopo che l’OPEC ha certificato in
296.500 milioni di barili di greggio le riserve del Venezuela.

Nel frattempo, Maduro ha detto che il tipo di aggressione “applicato” alla Libia” è sulla via del fallimento.”

“Oggi possiamo dire che il leader Muammar il Gheddafi è uscito da tutta questo periodo di di aggressione con una forza ancora maggiore. Ha dimostrato grande audacia e grande distacco.

Chávez ha reiterato il suo appoggio a Gheddafi fin dall’inizio dell’intervento militare in Libia e ha accusato Stati Uniti ed Europa di voler impadronirsi delle risorse del paese africano.

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Fonte: http://www.elnuevoherald.com/2011/08/02/994712/gadafi-solicita-a-chavez-que-le.html

02.08.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • ericvonmaan

    Infatti nello Yemen e in Siria, paesi dove sono effettivamente stati compiuti soprusi ed eccidi sulla popolazione, a differenza della Libia dove ormai lo sanno anche i bambini Gheddafi non ha fatto nulla di male alla sua popolazione, NESSUNO INTERVERRA’: non ci sono risorse naturali o altre ricchezze da rapinare… che si risolvano i loro problemi da soli

  • mah

    Chavez deve stare attento. Con tutto quel petrolio, dopo la Libia, il prossimo obiettivo della guerra dell’avidità potrebbe essere il Venezuela.

  • glab

    cribbio!
    qui o non riescono a vincere Gheddafi oppure hanno scoperto che non gli conviene vincerlo.
    nel primo caso c’è da preoccuparsi, nel secondo ancora di più.
    ma forse sono solo io che vedo cose che non ci sono.

  • bstrnt

    Forse conviene agli USA stare molto attenti, se la Cina decidesse di dare la botta definitiva all’arroganza e alla cupidigia dei fondamentalisti puritani, magari non finanziando più lo spropositato debito pubblico americano (che a conti fatti, considerando asset tossici e altre corbellerie finanziarie a valore zero, supera di una decina di volte il loro PIL), le cose si metterebbero davvero molto male non solo per gli USA, ma per l’intero occidente e la terza guerra mondiale potrebbe essere alle porte (“muoia Sansone e tutti i filistei” : pensiero cardine dei fondamentalisti del terrore a stelle e strisce.

  • bstrnt

    Forse stanno cominciando a realizzare che la NATO viene vista sempre di più, anche in occidente, come una setta di assatanati figli di puttana, psicopatici e serial killer!