GENOVA: INFILTRATI TRA I BLACK BLOC?

DI ALCENERO
ComeDonChisciotte

E’ tornato in auge il G8 di Genova, i pestaggi alla scuola Diaz, gli abusi e le torture a Bolzaneto grazie alle conversazioni registrate di poliziotti che parlano tra loro con toni da torturatori cileni (“1 a 0 per noi” dopo la morte di Carlo Giuliani). Che parlano delle finte molotov (‘impiantate’ poi come prove per accusare le vittime dei pestaggi). Molte sono le ipotesi: non solo che la polizia abbia impiantato prove false, ma che Carlo Giuliani fosse una vittima predestinata e che a sparargli non sia stato Placanica ma forse qualcuno con molto più pelo sullo stomaco. La mattina del 20 Luglio, il giorno in cui morì Carlo Giuliani, Renato Farina, l’agente “Betulla” che spacciava notizie e propaganda per conto del SISMI, scrisse su Libero la seguente frase: “oggi sarà il giorno del morto, solo un miracolo può scongiurare questo evento” (vedi anche: “Una ‘betulla’ in piazza Alimonda”). Perché?
Era tutto previsto? Si stava solo svolgendo un copione? Un copione scritto dopo Seattle e intitolato “Intimidire e screditare il movimento anti-globalizzazione”?

Gli scontri erano provocati da agenti infiltrati, come ha ipotizzato giusto ieri Vittorio Agnoletto? Come modesto contributo al dibattito riproponiamo ai nostri lettori un video, noto da tempo e reperibile su YouTube, ma che vale più di mille parole per rispondere all’interrogativo se ci fossero o no agenti provocatori infiltrati tra i cosiddetti black bloc.

Forse una commissione d’inchiesta è davvero il minimo per avere qualche risposta.

ALCENERO – [email protected]
08.07.2007

VEDI ANCHE: “BELIN, MA CHI SONO QUESTI BLACK BLOCK?”

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