Fuori e dentro l’Italia

Fuori e dentro l’Italia

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

L’apparenza inganna: delle elezioni che hanno mostrato quanto il “monster” europeo sia più forte e ramificato di quanto immaginavamo – e che sono state una sconfitta per tutti coloro che guardano all’Europa come il fumo negli occhi – sembra che avranno soltanto effetti sulla politica italiana (della Francia ed altri Paesi, in questa, sede, non ci occuperemo), dove sono al governo due partiti euro-scettici. Ma quali effetti? Sono più interessanti del previsto.

Partiamo dello sconfitto, che è soltanto uno: il M5S. E’ una sconfitta, principalmente, del suo capo politico che aveva il dovere di “plasmare” diversamente il partito, e c’è una seconda istanza da prendere in considerazione: la presenza, ingombrante, della Casaleggio & associati sul treno vittorioso del 4 marzo 2018.

Gli errori hanno sempre pochi padri, si sa, ma gli errori ricadono inevitabilmente sulle spalle dei figli.

Gente che aveva fatto esperienza politica solo nell’ambiente pulito ed ovattato dei meet-up non poteva essere lanciata nel calderone maleodorante ed agguerrito della politica rampante, del confronto senza esclusione di colpi delle Tv di partito: se ricordiamo, Beppe Grillo – agli inizi – aveva proibito la partecipazione ai reality televisivi. Ma non era possibile, e allora le liste furono create partendo dai meet-up ed infarcendoli, qui e là, con personaggi di dubbio valore, che avevano conquistato un’altra, altrettanto dubbia, notorietà televisiva. Uno per tutti: Gregorio de Falco. Uno che, in tutta la vita, aveva solo gridato un “cazzo, risalga su quella nave” come messaggio “politico” (?).

Il secondo, clamoroso errore, fu accettare come direttore della RAI un uomo di Berlusconi: perché hanno accettato? Se le reti di B. erano tutte dirette contro il M5S, il Mov. non ha avuto nemmeno una rete televisiva al suo fianco, una misera rete televisiva, quando il PD, super sconfitto alle elezioni politiche, ha saputo mantenere la “sua” rete ed importanti personaggi sulle altre, vedi Lilli Gruber.

La riforma della Tv, non è mai arrivata: lo ricordiamo a Di Maio.

C’era, poi, nel dibattito politico, un’anomalia: mentre tutti erano pronti a stigmatizzare qualsiasi uscita di un esponente 5S troppo “di sinistra”, nessuno si meravigliava del fatto che la Lega teneva tranquillamente i piedi in due staffe, rimanendo legata al carro del centro-destra, formalmente e sostanzialmente.

In generale, il livello dei personaggi messi al governo da entrambi i partiti è risultato molto basso, troppo basso, e sono valsi più, soltanto, i messaggi su Facebook e su Twitter, ampiamente decisi e studiati dai rispettivi spin-doctor, nei quali quelli della Lega hanno ampiamente prevalso.

Troppo tardi, Di Maio, s’è accorto della trappola, e ci ha fatto finire dentro tutto il M5S: bisognerà attendere le analisi del voto, ma non mi meraviglierei se tutto il risultato dipendesse dalla gran massa di voti ex M5S che si sono rifugiati nell’astensione. In effetti, la mancanza di un 20% circa di elettori sulle elezioni politiche, fa salire proporzionalmente gli altri. I “numeri”, rapportati agli aventi diritto (100), con un’affluenza del 55% raccontano altre cose:

Lega: 17,5 voti

M5S: 9

PD: 12

FI: 5

Fratelli d’Italia: 4

+ Europa: 2

Altri, nulle e bianche: circa 6.

45 non hanno votato.

Ciò che salta agli occhi, non è il successo della Lega né la “ripresa” del PD – che, in termini di voti, ha perso circa 161.000 voti – ma che, grazie alla scarsa affluenza, percentualmente ne ha un vantaggio.

L’unico, vero dato è che il M5S ha perso circa 1,2 milioni di voti: i quali, su una platea di 40 milioni di potenziali elettori, non sembra gran ché ma, se la gente non va a votarli, è dalle loro parti che bisogna trovarne una ragione.

In altre parole, ragionare sull’affluenza è doveroso farlo, ma chiedersi – dopo – perché tanti se ne sono andati, è la sola via da seguire.

Cosa potrà fare il M5S per risalire la china?

Cambiare qualcosa al suo interno: marginalizzare il ruolo della Casaleggio & associati – quelle buffonate che approvavano la linea del partito con 30.000 voti (elettronici!) – e cambiare leader: va bene Di Maio al Lavoro, ma richiamate Di Battista come segretario del partito. Perché? Poiché è del tutto evidente che il partito, una volta raggiunto il potere, è stato abbandonato come un sacco al bordo di una strada.

E’ nel partito che si formano le nuove leve ed è sempre nel partito che si forma il consenso: altrimenti, si deve correre sul “pianeta” Tv dove non si ha (colpevolmente) nulla, oppure sul pianeta Internet che è stato abbandonato a se stesso.

Rimane da chiedersi cosa farà la Lega.

Non andrà certo ad una resa dei conti per tornare nel centro destra: come avevo già scritto in un precedente articolo, la data più probabile per nuove elezioni sarebbe la prossima Primavera. Ma.

Se il M5S facesse valere la sua forza elettorale in parlamento – ossia non cambiasse nulla nel governo e propendesse per una linea politica di maggior attenzione ai suoi obiettivi – la palla tornerebbe alla Lega, che dovrebbe decidere il da farsi.

Non ha sbagliato Zingaretti nel dire che si potrebbe tornare al bipolarismo (lui, ovviamente, ci spera) perché la Lega con FI e la Meloni potrebbe sperare di arrivare al governo. Attenzione, però: i voti oggi raccolti dalla Lega mostrano che gli italiani approvano la Lega senza Berlusconi e la Meloni: quale sarebbe il nuovo responso? In fin dei conti, la Lega ha mostrato di ben governare insieme ai 5S, non con altri, e la Lega con Berlusconi aveva il 6% dell’elettorato. E i 5S all’opposizione sarebbero pericolosi.

Un rimpasto di governo? Poco probabile. Una linea di governo più vicina ai desiderata della Lega? Sarebbe la fine dei 5S.

Penso che, passata la sbornia elettorale, si tornerà a parlare dei problemi del Paese, ma si tornerà esattamente a farlo come prima, altrimenti ogni accelerazione di Giorgetti condurrà, inevitabilmente, alla fine del governo. Che, per come ha lavorato, è stato fra i migliori degli ultimi decenni, nonostante le tante ingenuità e mancanze.

Sta ai 5S mostrare d’essere una forza di governo decisa e sapiente: cosa che, fino ad oggi, non hanno saputo fare con la dovuta precisione, e gli elettori li hanno puniti.

Per entrambe le forze al governo si pone, quindi, un dilemma: crescere da soli oppure continuare (Lega) sotto “opzione” d’altre forze politiche?

Staremo a vedere.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2019/05/fuori-e-dentro-litalia.html

27.05.2019

Commenti (28)

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Nascondi area commenti 6 caricati
    1. Mario Vincenti 20 settembre 2019

      I 5 stelle hanno fatto il grandissimo errore di condurre una campagna elettorale aggressiva contro l'alleato di governo che ha portato l'elettore medio a porsi la domanda: "Se Salvini è un mostro come lo descrivete, perchè ci governate insieme?" Ma niente paura, la caduta dei 5 stelle non portera' ad alcuna conseguenza, il governo continuerà almeno fino a quando i parlamentari avranno maturato il diritto alla pensione.

    1. Rossi Mario 20 settembre 2019

      Quando si ha a che fare con dei dilettanti allo sbaraglio,i risultati sono questi.Politici,del calibro di Andreotti-Craxi-Spadolini-Almirante-Berlinguer,non ce ne sono,anche se non li approvavo,questi erano dei giganti,rispetto ai nani e le ballerine di oggi.

    1. Pimander 20 settembre 2019

      Quanti piccoli Giovanna Botteri nei commenti. Tutti increduli che l'elettore non abbia seguito le indicazioni di voto che hanno infestato i media mainstream da un anno a questa parte. Costoro non riescono manco a vedere che Salvini ha raddoppiato consensi DOPO UN ANNO DI GOVERNO. Non dopo una campagna elettorale. Chi altri puo' vantare un simile record?
      Non solo, quei bastardi di Bruxelles, immediatamente dopo il risultato eclatante hanno subito ventilato una super multa per il debito eccessivo, facendo impennare lo spread. Costoro non capiscono che il ricatto, l'estorsione e la minaccia di tracollo finanziario sono le armi dell'usuraio...faranno la fine di Renzi...moralmente sono dei poveracci da compatire.

      Edit: leggo ora l'editoriale di Thomas Mackinson il cui titolo la dice tuttta sull'arroganza di certe gente che si sente depositaria della Verita': "il voto non rispetta le attese". La protervia di chi si sente meglio degli altri e' tutta li in quel titolo.

    1. enricodiba 20 settembre 2019

      Salvini non è uno stupido e sicuramente è molto più intelligente del leghista medio che lo vota, sa che con il m5s che fino a prova contraria sta guidando il governo può fare bella figura, se torna con la meloni e quindi berlusconi è tutto da vedere; in ogni caso il m5s deve tornare alle origini e smettere di essere un partito per borghesi, la cosa è vedere se può tornare alle origini con Di Maio, oppure se quest'ultimo se ne deve andare e trovare una persona più tosta.

    1. SimSim 20 settembre 2019

      Volevo tornare un momento sulla ramificazione del potere europeo.

      Scommetto 2 kopeki che adesso che le elezioni sono finite, Greta Thunberg scomparirá dai radar. Missione compiuta, i Verdi in Germania sono esplosi al 22%, scongiurato anche in Germania il pericolo populista.

    1. Proder 20 settembre 2019

      Lo confesso, faccio parte dei tanti che non hanno votato M5S. L'ho deciso all'ultimo momento e forse perché erano le europee ... fatto sta che ho ritenuto di mandare un segnale ad un partito che stava tradendo le sue origini ed il SUO programma. In particolare mi ha disgustato rivedere le foto di Di Maio che baciava il sangue di S.Gennaro. Ma come si è permesso???? Uno dei principali motivi per cui l'Italia è lo schifo che è, è lo strapotere della chiesa cattolica. Se vuol fare il baciapile lo faccia in privato. L'Italia ha bisogno di essere uno Stato laico. A parte questo penso che Di Maio abbia sbagliato tutto e spero che, a differenza degli altri partiti, sappia trarne le conclusioni e farsi da parte. In caso contrario la mia astensione sarà definitiva. Mi auguro che si sia trattato di ingenuità ma doveva essere tenuto in conto da una dirigenza avveduta che mettersi con un partito navigato e corrotto guidato da un demogogo come Salvini avrebbe richiesto una grande avvedutezza e soprattutto decisione nel sostenere le proprie tesi. Andrebbe ricordato che l'esito delle politiche li vedeva soci di maggioranza; l'impressione è stata fin da subito opposta, quasi fossero a rimorchio della Lega. Nell'articolo si cita un aspetto fondamentale: in un mondo di sciacalli, quello della pseudoinformazione, non si possono lasciare le reti agli avversari. A differenza di tanti cinici grilli parlanti di questo blog mi auguro che questo governo continui a operare ma a condizione che il M5S torni ad essere se stesso.

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