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FINE DEGLI STATI UNITI: SOLVE ET COAGULA


DI GILLES BONAFI
gillesbonafi.skyrock.com/

Come tutti sapete, la crisi è finita. Ecco una serie di analisi sulla caotica situazione degli Stati Uniti, che si basano sui dati dell’Ufficio del Comptroller of the Currency (OCC, U. S. Tesoro) così come il centro di ricerca di St Louis Fed. Qualcosa di molto affidabile dunque.

Esplosione di pignoramenti negli Stati Uniti nel 2011

La mia prima analisi inizia con i pignoramenti che esploderanno nel 2011, come lo annuncia la stessa ABC, nella sua relazione del 31 marzo 2011.

“Si prevede che il volume dei sequestri definitivi aumenti nel primo trimestre del 2011, essendo state abolite le moratorie, ed il volume accresciuto dei sequestri è ora in corso di trattamento.”Essendo in corso di cessazione la moratoria sui pignoramenti, i pignoramenti stanno per esplodere di nuovo. I dossier sui pignoramenti sono passati da 1.201.622 a 1.290.253, un incremento del 7,4%, che rappresenta il 14.024 pignoramenti giornalieri!(*)


[Cliccare il link per versione ingrandita. Fonte: OCC, pagina 41/63 ]

Esplosione della disoccupazione di lungo termine

Quando ho letto l’articolo dell’Echos: “Parigi accoglie con favore il rapporto sull’occupazione Usa” emesso il 1° aprile, ho pensato che fosse un pesce d’aprile.

Ecco gli ultimi grafici del centro di ricerca Fed di St Louis, circa la durata media della disoccupazione, risalente a marzo 2011.

Negli Stati Uniti la durata media del periodo di disoccupazione è passata da 37,1 settimane nel febbraio 2011, a 39 settimane marzo 201, di 1,9 settimane in più in un solo mese, il che significa una media di 56 settimane alla fine dell’anno.

Uccidere il drago della disoccupazione sarà la missione impossibile di Barack Obama.

L’inflazione o iperinflazione?


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I componenti della massa monetaria costituiscono degli aggregati. M1 fa riferimento alle banconote, monete e depositi a vista, M2 è M1 più i depositi a termine con periodi pari o inferiori a due anni, e depositi con un preavviso di rimborso non superiore a tre mesi.

M3 è costituito da M2 più gli strumenti negoziabili sul mercato monetario, emessi dalle istituzioni finanziarie, ma non è più pubblicato dagli Stati Uniti sin dal 2006, la data esatta di inizio della crisi. Strano no?

Gli Stati Uniti hanno iniettato 12,3 miliardi dollari (M1) in un solo mese (febbraio-marzo 2011).

I due precedenti grafici (M1 e M2) ci possono aiutare a meglio, che il ritmo di stampa delle banconote, in pieno svolgimento negli Stati Uniti, sta accelerando in questi ultimi mesi, e ciò può portare solo ad inflazione o, addirittura a iperinflazione.

Fonti:

http://research.stlouisfed.org/fred2/series/M1

http://research.stlouisfed.org/fred2/series/M2

Il debito del governo federale degli Stati Uniti è esploso passando da 12 a US $ 311.349.000.000 nel dicembre 2.009-14 025.215 nel dicembre 2010, con un aumento del 13,92% in un anno. Si noti l’accentuazione della curva!

U. S. PIL 14 871 miliardi (fine 2010), siamo al 94,3% del debito e il 100% sarà superato al termine dell’anno.

Fonte: http://research.stlouisfed.org/fred2/series/GFDEBTN

Nel frattempo, i ricavi della Confederazione crollano passando da $ 2.567.985.000.000 nel 2007 a ​​2.162.724.000.000 dollari nel 2010, il 15,8% di riduzione!

Fonte: http://research.stlouisfed.org/fred2/series/FYFR

Dollaro collasso e Un. Nord Americana

http://research.stlouisfed.org/fred2/series/DGS10

http://research.stlouisfed.org/fred2/series/DGS30

I buoni del tesoro degli U. S. presto non troveranno più acquirenti. Infatti, la Fed (banca centrale USA), 18 marzo 2009 (giorno in cui il dollaro è morto), ha deciso di riscattare i buoni del Tesoro USA, che equivale a monetizzare il debito.

Il LEAP/E2020 ci ricorda che il Giappone detiene da solo, il 25% del debito federale.

Il terremoto giapponese sarà seguito da un altro negli Stati Uniti … quello del collasso del mercato di buoni del Tesoro degli Stati Uniti, che dovranno essere acquistati esclusivamente dalla FED. Il dollaro non sopravviverà e gli Stati Uniti troveranno la zattera di salvataggio nel cambio della valuta della North American U n i o n (USA-Messico-Canada). Il simbolo degli Stati Uniti non è un’aquila, ma una fenice che risorge dalle sue ceneri…(**)

Per approfondire: http://gillesbonafi.skyrock.com/2506326729-Crise-systemique-les-solutions-n-3-un-nouveau-dollar.html

E, naturalmente, mentre tutto crolla, i profitti aziendali e il bilancio della difesa degli Stati Uniti (oltre 800 miliardi dollari) sono i più elevati nella storia degli Stati Uniti.

Fonti:

http://research.stlouisfed.org/fred2/series/CP

http://research.stlouisfed.org/fred2/series/FDEFX

Titolo originale: “Fin des USA : Solve et Coagula”

Fonte: http://gillesbonafi.skyrock.com/
Link
07.04.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FILIPPO

Note del traduttore

(*)Questa citazione del terzo presidente degli Stati Uniti è praticamente una PROFEZIA…:

«Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti (…) Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato».
Thomas Jefferson

(**)http://youtu.be/VLMJXaNFEbA

Hal Turner, il noto conduttore radiofonico americano di estrema destra, ha chiuso i battenti.

Turner sostiene di essere stato obbligato a farlo dai cosiddetti “poteri forti”, perchè nel luglio scorso aveva rivelato che il governo americano si stava preparando a demonetizzare il dollaro, per sostituirlo con una nuova valuta, chiamata Amero.
L’Amero dovrebbe andare a sostituire anche il dollaro canadese e il peso messicano, nel progetto di fusione dei tre stati che porterebbe alla creazione della cosiddetta “NAU”, o Un. Nordamericana.

Il meccanismo di sostituzione della moneta, secondo Turner, entrerà in funzione nel momento in cui gli Stati Uniti non saranno più in grado di pagare nemmeno gli interessi …

… relativi al debito estero. A quel punto, dice Turner, il Ministero del Tesoro dichiarerà una “causa di forza maggiore”, che porterà gli Stati Uniti a disconoscere il proprio debito, e li obbligherà a demonetizzare il dollaro.

Chiunque avrà dei beni valutati in dollari, si troverà di colpo senza più nulla.
Nel panico generale, il governo americano offrirà alla popolazione la nuova moneta, naturalmente in ragione frazionata del valore originale.
Turner prevede sommosse popolari al momento in cui scatterà quella che lui definisce “la più imponente truffa della storia umana”.

Pubblicato da Das schloss

  • AlbertoConti

    Chi riflette appena appena sulle questioni monetarie sa che l’inflazione monetaria e l’aumento generalizzato dei prezzi sono due cose ben diverse, e che le correlazioni tra questi due fatti, entrambi misurabili, sono diversificate: basti pensare al significato di “circolazione” del denaro. Nei mercati della grande distribuzione o nei mercati della finanza, del risparmio monetario più o meno “gestito” dalle banche? Nel mercato immobiliare o in quello delle grandi opere pubbliche? ecc. ecc. Da quando esiste la BCE, e non è molto anche se sembra un secolo, ci tengono buoni con l’ideologia del “patto di stabilità”, che per noi comuni mortali, a reddito fisso, è inteso come calmiere all’inflazione dei prezzi, e tanto ci facciamo bastare, intellettualmente parlando. Ma da quando esiste la BCE, e, ripeto, non è molto, i prezzi sono almeno raddoppiati, tranne quelli a rapida evoluzione tecnico-produttiva (es. elettronica), che hanno per loro natura una forte tendenza deflattiva, ampiamente compensatoria dell’inflazione. Ma lo stesso vale anche per gli alimentari, dove invece la compensazione deflattiva sull’inflazione viene giocata sulla riduzione di qualità. Tutto questo per dire che il sistema delle banche centrali al vertice del sistema di banche private è di per sè una potente macchina inflattiva, che prospera creando denaro dal nulla sulla pelle dei “consumatori”, sottospecie dei sudditi d’antica memoria, sempre imperiale e coloniale (o provinciale, che dir si voglia). Il “patto di stabilità” è la facciata dello schema di Ponzi sulla moneta, importato tal quale dagli USA che ne hanno esperienza più consolidata. Se lo so io possono saperlo tutti, e se non lo sanno tutti se ne accorgeranno quanto prima.

  • amensa

    caro Alberto, sai che mi piacerebbe molto poterci scambiare direttamente le nostre idee, in quanto sai anche che sono d’accordo su quasi tutto quanto scrive eccetto un particoare.
    per me, la causa prima della perdita di valore del denaro è l’incapacità dei governi di fare bilanci in nero, mentre l’emissione di nuova moneta è un effetto di tale fattore.
    tu propendi invece per un’inversione di causa ed effetto ( o sono io che li inverto rispetto alla tua visione).
    non so quanto saresti tu interessato a misurarci direttamente, ma pensaci, potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante per entrambi.

  • AlbertoConti

    Sì, sono convinto che i “governi” del nostro vecchio occidente siano a rimorchio dell’economia, e non viceversa. La loro “democratica” funzione è ormai ridotta a tener buona la popolazione mentre la stessa mano che controlla tali governi la tosa a sangue, senza pudore e senza pietà. I “governi” sono complici non solo per questa loro funzione di controllo della pax sociale, ma soprattutto come operatori diretti della tosatura, sia nel creare sprechi che nel coprirli con la fiscalità. In questo siamo d’accordo, ma occorre capire tutti i meccanismi che aiutano la concentrazione di proprietà privata a consolidarsi nei suoi illeciti privilegi. Basti pensare al lobbismo, versione moderna del corporativismo fascista. Che c’azzecca con la democrazia? Nulla, è proprio la negazione della “vera” democrazia, la cenerentola di cui tutti si riempiono la bocca tanto quanto se ne fregano, tanto è un utopia irrealizzabile fino a che il gregge non usa il proprio di cervello (e anche qui siamo d’accordo, abbiamo scoperto l’acqua calda). Insomma, è il classico circuito chiuso, o spirale divergente verso squilibri crescenti. Io la chiamo piuttosto la “trappola del privilegio” (vedi in proposito quanto ho appena scritto sul forum di “Alternativa” http://www.giuliettochiesa.it/