Home / Attualità / EVA: una tigre di carta

EVA: una tigre di carta

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Non riesco proprio a comprendere che senso abbiano le zuffe sulle “grandi vittorie” dell’Unione Europea o sulle “rovinose cadute” del governo italiano: secondo me, se si vuole ragionare in tal senso, bisogna tenere d’occhio sia il passato (ossia la Storia che ha condotto all’oggi) e sia la diplomazia, ossia i grandi e lenti movimenti delle grandi potenze. Sento parlare dell’Europa come di un consesso invincibile di finanzieri agguerriti e onnipotenti: a mio avviso, non è questa la realtà.

In questi giorni stiamo assistendo allo stato comatoso che precede l’agonia dell’Unione Europea: il disfacimento è evidente, sin dall’incedere claudicante e assente del suo presidente, quel Jean-Claude Juncker che resse, sin dalla sua nascita, l’Eurogruppo, ossia la “associazione” dei Paesi dell’euro all’interno dell’UE. Qui è il nodo dell’involuzione terminale europea.

Osservando lo scenario dall’esterno, la vicenda italiana – se, da un lato, perde senso – dall’altro lo acquista, giacché può essere proprio il detonatore per la sua fine politica, anche se il governo, saggiamente, per adesso lo nega.

Juncker sarà l’ultimo Presidente? Può essere, perché è sotto la sua visione che è maturata la fine, sin da quando blaterava del primato dell’Economia sulla Politica per finire, malato e sconfitto, a governare un’EVA: una Entità di Vuoto Assoluto.

C’è da chiedersi il perché l’UE abbia affidato lo scettro nelle mani di un uomo evidentemente malato, e da molto tempo: Beppe Grillo (1) ha un po’ scherzato sul suo stato di salute, ma un’amica infermiera (proprio nel settore geriatrico) ha sostanzialmente confermato le ipotesi di Grillo. Un mix di farmaci ed alcol in dosi massicce, ingeriti (contemporaneamente, perché alcolizzato) poiché sofferente di qualche malattia ai nervi spinali. Una malattia non da poco – non una sciatica, tanto per capirci – ma qualcosa di più grave, una malattia probabilmente degenerativa che i medici tengono a bada con massicce dosi d’antidolorifici.

Il pover’uomo sembra Eltsin, quando – sceso dall’aereo in Germania – ballò l’inno nazionale tedesco, di fronte ad una platea di politici, militari ed autorità varie esterrefatti. Eltsin, almeno, aveva l’aria più allegra.

Da dove inizia questa storia?

In realtà, la storia dell’UE è un film in due tempi, od episodi: dapprima la fase preparatoria – che vide ben tre presidenze di Jacques Delors – fino a quella di Prodi: fu il periodo nel quale un progetto sballato fu mandato avanti ugualmente, anche se non s’era mai vista la nascita di una entità sovranazionale con poteri politici cementata soltanto da una moneta comune e, dopo l’ingresso dei Paesi dell’Est, nemmeno da quella. Pareva d’associarsi all’ARCI, oppure alla Lega Calcio dilettantistica.

Soltanto dopo, nella fase due, ci s’accorse d’aver consegnato nelle mani di “qualcuno” le proprie vite.

Cos’era successo?

Il progetto politico – per semplicità potremmo definirlo Delors/Prodi – giunse a conclusione con la presidenza Prodi: nel 2002, l’euro divenne la moneta comune. E la politica?

Quella non si era riusciti a rabberciarla in nessun modo: il Parlamento viene tuttora eletto a suffragio universale, ma non decide nulla, non si sa cosa e perché vota, in compenso i ministri sono nominati dai singoli Stati e la Banca Europea gode di ampia autonomia. A quale Nazione è correlata? Non si sa. Vi sembra che una roba del genere possa reggere a fronte degli USA, della Russia e della Cina?

Nel 2005, viene eletto per due mandati Barroso – un uomo insignificante, pronto a qualsiasi compromesso – ma, parimenti, cresce il potere dell’Eurogruppo che non è più un semplice consesso di economisti, bensì diventa il vero deus ex-machina dell’UE. L’Unione Europea abbandona i progetti di sviluppo, quasi nessuno sa che il prossimo anno, in Francia, doveva partire in via sperimentale il primo reattore a fusione e confinamento magnetico…ma la data è stata spostata al 2025, poi chissà…

L’importante è il “passaggio” di Juncker dall’Eurogruppo alla presidenza dell’UE, che ha sancito la fine del progetto europeo, poiché non s’è mai visto che una pletora di banchieri riesca a governare un continente.

La politica viene messa da parte: si distribuiscono ancora fondi per centinaia di miliardi, ma non c’è nessun progetto politico alle spalle. Solo finanziamenti a pioggia e misere alchimie finanziarie: il dramma è tutto qui.

Se n’accorge anche un tizio che queste cose avrebbe fatto meglio a dirle anni prima, ma (colpevolmente) non le disse proprio, ossia Prodi:

È anche ora che i responsabili politici europei si rendano conto che, senza l’Italia, non vanno da nessuna parte.”

Nello stesso articolo (2) si cita Prodi: “chiede all’Europa e ai governi tedeschi di fermare la stampa tedesca e il commissario europeo al bilancio da commenti che offendono la democrazia italiana.”

E’ ovvio che perdere (dopo Brexit…) la terza economia dell’Unione è come perdere un braccio o una gamba, ma non solo: l’Italia ha una posizione geografica centrale all’interno dell’UE, è al centro del Mediterraneo, nel quale gode di una posizione strategica che nessun altro ha. Insomma, senza l’Italia l’UE porterebbe i libri in Tribunale e chiuderebbe bottega: di questo, sono arcisicuro.

Passiamo, quindi, a verificare l’operato del governo. Cosa doveva (poteva) fare?

E’ nato un governo di coalizione senza un accordo politico, bensì un contratto scritto e firmato. Un limite? Certo, ma come si poteva fare altrimenti all’indomani del 4 Marzo 2018?

Mattarella ci provò pure, e il governo Cottarelli incassò lo 0% degli appoggi parlamentari. Se qualcuno fece dei calcoli bislacchi a Bruxelles, dovette accorgersi che l’Italia non è la Grecia – sulla quale si possono anche “sperimentare” le alchimie finanziarie, tanto il popolo paga e tace: la Grecia, sola, non può che inchinarsi – mentre l’Italia non rinuncia al piccolo privilegio, se buttata (o uscita di sua volontà), di trascinarsi dietro tutto l’ambaradan europeo.

Oggi, a otto mesi dalle elezioni, gli scenari non sono cambiati: vi incanta il “successo” di Salvini? Se siete degli appassionati di sondaggi, fate un po’ il conto di quanto valeva e vale (in voti o sondaggi) il vecchio centro destra: grosso modo la stessa cifra. Nessuno, che abbia un minimo di sale in zucca, può credere d’andare ad elezioni (e poi governare) con un patrimonio del 40% dei voti. M5S e Lega sono vicini al 50%.

Questo governo, quindi, è obbligato a restare: questo non significa che sia il non plus ultra!

Al piccolo industriale del Nord non sta bene il sussidio di disoccupazione (RdC) del M5S, come all’elettore di sinistra non sta bene che in finanziaria si facciano condoni anche per chi ha portato l’azienda all’estero.

Ma – e questa è la realtà – la maggioranza degli italiani (che per qualcuno sono solo stupidi, ma ci andrei piano a dare dello stupido a milioni di persone) ha capito che altra strada non c’è. Alternative?

PD: antifascismo, accoglienza e un milione di posti di lavoro.

Berlusconi: zero tasse, ordine, legalità e un milione di posti di lavoro.

PD + Berlusconi: due milioni di posti di lavoro e un sacco di balle.

Per comprendere la faccenda, allora, dobbiamo inquadrare l’aspetto internazionale: è vero che l’Italia, per Trump, è il grimaldello per scassinare la tronfia e grossolana protervia tedesca (già vista in passato due volte), ma non ricamiamoci sopra troppo: è una faccenda secondaria nel gran gioco internazionale.

Il vero gioco è limitare l’ascesa cinese e controllare la crescita della potenza militare russa la quale, per giunta, è al centro di un’alleanza che conta più tre miliardi di persone: lo SCO, o Patto di Shangai. Le economie dello SCO, seppur meno ricche pro capite, superano già oggi in valore economico quelle occidentali. Non è certo una sfida facile per Trump, come non lo è per russi e cinesi: questa è la realtà.

Ora, di fronte a questi grandi numeri, cosa volete che contino le intemperanze dittatoriali di qualche capetto periferico del Lussemburgo, olandese o tedesco? L’importante è che l’Europa segua senza smagliature la Nato, che rimane il cane da guardia USA nel mondo (per ora).

Cosa volete che conti la grande industria automobilistica tedesca, quando è in Cina che si vendono più auto elettriche che in ogni altro posto della Terra! Nell’ultimo anno, la Cina ha investito 21,7 miliardi di euro nella produzione di veicoli elettrici. L’Europa solo 3,2. La vendita di auto elettriche (il futuro) è oramai in Cina al 50% sul totale delle vendite: nel solo 2018, ne sono state vendute (o prenotate) 294.000! (3) (4)

Il futuro è in Oriente e, oggi, non servono nemmeno più tanto i capitali occidentali che, all’inizio della “lunga marcia capitalista” cinese, piovvero a Pechino: oggi, ne hanno in abbondanza.

La “vecchia Europa” è invecchiata non solo sotto l’aspetto demografico: non ha fatto tesoro delle, seppur ingenue, proposte che fece il presidente Wilson alla conferenza di Pace di Versailles nel 1919, un secolo fa!

Smettetela di litigare per quattro linee di confine, per le sponde di un fiume…oggi, si potrebbe parafrasare: smettetela di litigare per un 1,6 o un 2,4%! Ci perderete tutti!

Ma la vecchia Europa ha preferito vestire i panni di un’Entità di Vuoto Assoluto, piuttosto che accettare che uno dei suoi più importanti Stati membri provasse la via keynesiana, all’opposto della solita austerità “targata” Friedman & scuola di Chicago, che non ha dato risultati.

Sono d’accordo con chi sostiene che entrambe le vie sono interne al sistema capitalista e che, di conseguenza, non potranno portare a grandi novità sotto l’aspetto delle maggiori risposte ai mille dubbi dei nostri tempi: energia, ambiente, produzione, robotica, informazione, socialità…

Certo: è vero.

Rispondetemi, però, con franchezza: preso atto del livello medio dell’elettore italiano (o europeo, americano, ecc) ve la sentireste di proporgli la sequela di dubbi sopra esposti sul cosiddetto “sviluppo”?

Sono maturi i tempi per affrontare temi come la decrescita, l’economia circolare, il rapporto uomo/robot…ecc? Sono temi che possono affrontare le persone abituate al confronto, alla critica, ad dibattito: la gran maggioranza, s’accomoda di fronte al Tg1.

Ma, almeno, smetterla di litigare per decimali di bilancio a fronte di qualche miglioramento – considerando l’evidente incapacità di gestire modeste beghe fra piccole tribù che occupano questa o quella penisola europea – ci pare un obiettivo minimo, che si può raggiungere senza strapparsi i capelli. E che può essere compreso da una platea più ampia.

Sarebbe un obiettivo raggiungibile, se a livello europeo si discutesse in termini politici – come sempre è stato nelle trattative diplomatiche – invece che dissertare non di economia (l’economia politica è già scienza accettabile), bensì di bilanci, di previsioni, di “outlook” generati da soggetti privati terzi che nessuno ha nominato e che non si sa a quale titolo decidano le nostre vite.

Qualcuno ha detto che l’Europa ci ha “salvati” dal rischio di una nuova guerra europea o mondiale: non è vero.

Molto probabilmente non ci sarà nessuna guerra sul campo di battaglia, ma ciò che resterà di questa Entità di Vuoto Assoluto avvelenerà le menti ed i cuori per generazioni. Sia maledetto chi ha voluto tutto questo.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2018/10/eva-una-tigre-di-carta.html

29.10.2018

 

(1) http://www.beppegrillo.it/diagnosi-juncker/

(2) http://www.ilgiornale.it/news/ritorno-prodi-prossime-elezioni-referendum-sulleuropa-1534408.html

(3) https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/23/auto-elettriche-la-cina-si-muove-tutta-velocita-in-europa-invece-stiamo-arrancando/4443956/

(4) http://www.ecoblog.it/post/175484/auto-elettriche-a-maggio-boom-di-vendite-in-cina

 

Pubblicato da Davide

17 Commenti

  1. Come sempre Bertani vede lungo. Condivido in toto.

  2. Condivido.
    Riguardo alla Cina non posso confermare delle auto, ma non mi stupisce perché almeno nelle grandi città già oggi tutti, ripeto tutti i ciclomotori a 2 o 3 ruote sono elettrici. E i cinesi che possiedono un’auto sono ancora una piccola minoranza.

  3. Chi ha voluto tutto questo è ben noto, a meno che siamo così illusi da credere che la politica possa reggere l’urto della potenza devastante del potere economico di fronte ad un progetto che presenta enormi interessi potenziali (come ha dimostrato il corso della storia).

  4. Con gli articoli di Bertani e Alceste possiamo ammirare la visione dei Ventontene boys che finalmente e’ entrata a funzionare a regime…
    …e poi fascista era Mussolini….

  5. Le considerazioni di Bertani sono giuste e condivisibili.
    Mi chiedo se non sia un’occasione per l’Italia di muoversi tempestivamente per massimizzare questa instabilità che si è creata.
    Utilizzare gli Usa e non essere utilizzati da loro, liberarci da tutti i vincoli e decidere liberamente con chi intrattenere o bloccare i rapporti.
    La Cina non la si può fermare, possiamo solo far arrivare i loro capitali qui ed investirli in ricerca e sviluppo, ed essendo noi al centro del mediterraneo siamo appetibili per tutti coloro che si vogliono espandere.
    Questo non significa svendersi o delocalizzare, al contrario dobbiamo capire la forza commerciale che possediamo e trattare ogni singolo aspetto che ci porti del beneficio.

  6. Sottoscrivo la chiusura:
    “ciò che resterà di questa Entità di Vuoto Assoluto avvelenerà le menti ed i cuori per generazioni. Sia maledetto chi ha voluto tutto questo.”

  7. “insomma, senza l’Italia l’UE porterebbe i libri in Tribunale e chiuderebbe bottega: di questo, sono arcisicuro”.

    Direi un po’ leggerina come argomentazione. Io sono arcisicuro invece che se volessero farci fuori potrebbero farlo come e quando vogliono, con solita connivenza di qualche venduto di noi altri, spostando un po le asticelle, truccando un po i numeri e inventando nuove regole come per altro é sempre successo e succede ancora.

  8. Perfectum est! Il sig. Bertani, ancora una volta, posta cose estremamente sensate e veritiere! Un esempio di saggezza!

  9. ieri mi è arrivato un assaggio delle politiche EU, stralcio la parte pubblica

    Horizon 2020. Inviti a presentare proposte per l’azione “Sicurezza alimentare sostenibile” – IV scadenza

    L’adozione dei programmi di lavoro ha anche dato avvio alla pubblicazione dei nuovi bandi per il triennio, che coprono tutti e tre i pilastri di HORIZON 2020: Eccellenza scientifica, Leadership industriale, Sfide della società. I bandi sono stati pubblicati sulla – Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, serie C 368 del 28 ottobre 2017

    La scadenza del 4 settembre riguarda i seguenti temi lanciati nel quadro del pilastro Sfide della società per l’azione “Sicurezza alimentare sostenibile”.
    LC-SFS-19-2018-2019: Climate-smart and resilient farming – II stage
    LC-SFS-34-2019: Food Systems Africa – II stage
    SFS-01-2018-2019-2020: Biodiversity in action: across farmland and the value chain – II stage
    SFS-04-2019-2020: Integrated health approaches and alternatives to pesticide use – II stage
    SFS-05-2018-2019-2020: New and emerging risks to plant health – II stage
    SFS-11-2018-2019: Anti-microbials and animal production – II stage
    SFS-23-2019: Integrated water management in small agricultural catchments – I stage
    SFS-28-2018-2019-2020: Genetic resources and pre-breeding communities – II stage
    SFS-30-2018-2019-2020: Agri-Aqua Labs – II stage
    SFS-35-2019-2020: Sustainable Intensification in Africa – II stage
    SFS-37-2019: Integrated approaches to food safety controls across the food chain – II stage

    qual è la politica sottesa, e soprattutto, qual è la politica di Sicurezza alimentare sostenibile che possa interessare l’Italia ?

    Paghiamo per sostenere sfide, ossia scommesse, che non ci riguardano.

  10. C’è un’idea di Europa, anzi di Unione Europea già distorta in partenza, ma non dai padri fondatori, bensì dai gretti politici che ogni nazione ha saputo esprimere.
    L’Unione Europea era un superstato in formazione, non tutto in una volta ma gradualmente.
    E non avrebbe potuto essere altrimenti. L’unificazione ultima in ordine di tempo è stata il Trattato di Lisbona del 2007.
    D’altro canto l’insuccesso della Costituzione comune è stato determinato proprio da chi insisteva per le radici “cristiane” dell’Europa. No, non c’è alcuna radice cristiana, perbacco. Quelle sono proprio le radici da tagliare. Hanno fatto bene a bocciare una simile costituzione perché sarebbe stata una rovina ben peggiore. I valori cristiani si è visto cos’hanno provocato nei millenni di Storia europea. Ormai i valori cristiani sono archeologia.
    Così come dovrebbe essere considerata archeologia la sovranità a tutti i costi delle singole nazioni che non fanno altro che ostacolare un processo integrativo.
    Ma se nessuno lavora con coscienza e competenza a una VERA costituzione è chiaro che non ci si muoverà di un millimetro.
    Resta irrisolto il problema della forma dello stato, perché la convivenza di obsolete monarchie, per quanto costituzionali, e di repubbliche è veramente ridicola e ossimorica.
    Certo che Cina o Russia se la ridono.
    L’euro era il primo passo. Ma essere contro l’euro oggi vuol dire peggiorare le cose perché il ritorno alle singole monete in un mondo come quello moderno, dove altre valute, oltre al dollaro, si affacciano come vincenti, significherebbe avere problemi supplementari di svalutazioni e rivalutazioni ogni giorno che dio mette in terra, cosa che speravamo esserci lasciati alle spalle. Oltre, naturalmente, ad intasare i commerci e le dogane.
    Non so… io me lo ricordo com’era l’Europa senza moneta unica. E mi sembrava assai peggio. Poi, chi avrebbe dovuto controllare i prezzi e il passaggio da singole valute a valuta unica non l’abbia fatto, producendo impoverimento di molti, è ancora un’altra cosa.
    Ma scagliarsi contro l’UE con facili slogan senza aver coscienza del processo di unificazione monetaria, come fanno i più, che si lasciano irretire dal primo demagogo di turno che urla di sovranità, di Bruxelles ladrone, e di altre amenità prima rivolte all’interno del proprio stato, dimenticandosi di padanie in fiore, ormai appassite e disseccate, è veramente indice di quanto gli italiani (ma anche certi altri europei dissennati come gli inglesi) siano ignoranti e disinformati.
    Un’Unione Europea non può essere messa in discussione. Bisogna semplicemente completarla. Di certo non col sovranismo.

  11. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Si, va be! Ma quale soluzione concreta si propone? Dalle mie parti si dice che le chiacchiere fanno un vuoto nello stomaco, ma sono i maccheroni che riempiono la pancia e qui di chiacchiere, sembra, che se ne dicano molte! E si dice, nel mondo, che le auto elettriche inquinano nel complesso più di quelle tradizionali……. Mi sa che è tutto un mercimonio, il solito mercimonio speculativo del capitalismo più becero!
    Comunque, aldilà di qualsiasi congettura, stiamo assistendo al fallimento di un modo di pensare, un modo di vivere nato dopo la salita al potere della più infame, della più distruttrice, guerrafondaia categoria di persone che si sia mai vista nella Storia: quella borghesia assurta al potere con la Rivoluzione Francese, promotrice della cosiddetta rivoluzione industriale di inizio secolo XIX: alla fine il popolo si ritrovò sotto a due padroni invece di uno, l’aristocrazia e la borghesia finanziaria-industriale. Un modo di vivere e di pensare che si è trasformato nel corso degli anni nell’attuale sistema capitalista-consumista, tuttavia al potere c’è sempre quella simile scellerata categoria di persone che crede di poter controllare e soggiogare con la sua limitata ragione il perfetto meccanismo del creato. I risultati di questa follia, della congenita imperfezione della mente umana sono oggi sotto gli occhi di tutti e che riassumo in un solo “concetto”: autodistruzione.E’ un Concetto che contempla anche l’ingestibile aumento della popolazione mondiale che tanto spaventa una nascente, ipocrita ed egoista società neonazista occidentale e che non tutti riescono ad associare all’aberrante modo di vivere, di pensare e di gestire l’economia borghese-capitalista, discorso che non sto qui ad approfondire.
    Per quanto riguarda invece l’Armata Brancaleone che si trova al governo (puri dilettanti allo sbaraglio o furbastri?) guidata dal comico/”duce” Grillo, essa altro non è che l’alter ego di una casta borghese, permeata d’ ipocrisia fin sopra la testa, che cerca di recuperare la verginità perduta (la dea Venere per recuperarla si lavava ad una fonte magica a Pafo) demandando, “mutatis mutandis”, ad un gruppo di dilettanti allo sbaraglio (o furbastri) una lavata di faccia ad un sistema oramai cadaverico e putrefatto!…… E….. e questo è tutto, per oggi!

  12. A un uomo malato (Junker) non si affida nulla.
    Essere ammalati è un grave sintomo di degenerazione. Significa che il corpo-mente non funziona correttamente.
    Ma siccome l’usuale giudizio umano è sentimentale, comunemente si considera un malato in termini “compassionevoli”. Fatale errore!!

  13. Ve lo ricordare Junker parlare delle preoccupazoni dei leader di altri pianeti?

  14. “….la bandiera a stelle azzannata dalle bocche affamate, accuse reciproche…” LX Profezia tratta dal libro Pagine future. Qualcuno sorride scettico, molti stanno riflettendo e si interrogano.

  15. Ormai sono stati scritti fiumi di parole a livello nazionale ed internazionale su quanto sia deleterea l’Unione europea, era chiaro fin dall’inizio che sarebbe arrivato il momento di decidere tra l’Unione europea e i suoi cittadini. Entrambi non è previsto che possano convivere quindi se il momento è arrivato per mano del voto degli italiani, sarebbe auspicabile che una persona colta e dotata di buona dialettica come il premier Conte iniziasse ad aprire un dialogo costruttivo, questo muro contro muro non può durare all’infinito, sarebbe il momento di parlare seriamente di abolire i trattati per riformare completamente il progetto per snellirlo e per rispettare le singole istanze di sovranità ed interrogarsi serenamente su cosa possa essere necessario mettere in comunicazione.
    La sovranità non è una malattia, è semplicemente ciò che può renderci interessanti sia per i rapporti economici che politici internazionali. Nessuno pretende che un Pakistano ragioni come un Indiano e nessuno vuole che questo avvenga!
    Nessuno a parte chi si avvantaggia dell’omologazione di usi e costumi a fini di dominio…

  16. Dell’EU non ci si capisce molto se non si è dentro la stanza dei bottoni. A livello personale mi fa schifo ancora peggio dell’Urss o dello stato di polizia Usa.
    Una cosa è certa, nulla accade per caso ad alti livelli.
    La Svizzera non ha l’Euro, come non è stata toccata dalle guerre mondiali. Non può essere un caso.
    Se nel totale caos c’è un puntino che mantiene ordine, o è magia o è voluto.
    Questo esempio evidenzia il potere dei piani a lungo termine che di riflesso sono difficili decifrare se si guarda a breve termine.
    L’ascesa dell’estrema destra a livello europeo non credo sia un caso. Ma è voluta.
    Quando accadrà anche con numeri concreti, allora sarà un problema concreto per la pace fra le nazioni europee.
    Potrà accedere che ciò che la gente detesta oggi (UE), sarà la stessa cosa che chiederà un domani.
    Allora scacco matto.
    Può sembrare una teoria complottista e forse lo è, ma a mio avviso è una delle poche che ha senso.