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EUROPA, A TE LA SCELTA: RIBELLATI CONTRO LE BANCHE

O ACCETTA LA SCHIAVITÙ DEL DEBITO

DI CHARLES HUGH SMITH
OfTwoMinds.com

È esplosa la bolla europea del debito, e la rivalutazione del rischio e del debito non può essere rimessa dentro alla bottiglia

Europa, la questione è veramente semplice: o ti ribelli contro le banche o accetti decenni di schiavitù dai debiti. Tutte le milioni di parole pubblicate sulla crisi europea del debito possono essere distillate in una manciata di dinamiche molto semplici. Una volta che le abbiamo capite la scelta tra resistenza e schiavitù si rivela essere l’unica scelta: le altre “opzioni” sono illusorie.

1. L’euro ha costituito una fantasia molto attraente ma di breve durata: le produttive economie del nord della UE possono raccogliere profitti in due modi: A) vendere in quantità i loro beni e servizi ai loro meno produttivi vicini meridionali perchè questi non sono stati capaci di prendere in prestito grosse somme di denaro a bassi (cioè “quasi-tedeschi”) tassi di interesse, e B) prestare a queste nazioni consumatrici grosse somme di denaro con una leva stratosferica, cioè 1 euro di capitale a garanzia di 26 euro di prestito/debito.Queste nazioni meno produttive hanno anche avuto una fantasia molto attraente: che il loro attuale tasso di produttività (cioè la quantità di beni e servizi creati dalle loro economie) potesse essere sollevato tramite debiti a basso interesse che supportassero sia un livello di consumi molto più elevato, che il cattivo investimento in beni come auto e case di lusso.

Stando a Europe’s Currency Road to Nowhere (WSJ.com):

   
L’Europa settentrionale ha alimentato la sua crescita con le esportazioni. Essa ha gestito un grosso disavanzo commerciale, il più estremo proprio con quegli stessi paesi dell’Europa meridionale che sono ora in pericolo. La produttività è cresciuta drammaticamente rispetto al sud, ma non la valuta.

Ciò spiega almeno in parte il miracolo dell’export e della manifattura tedesche degli ultimi 12 anni. Nel 1999 le esportazioni costituivano il 29% del PIL tedesco. Nel 2008 esse erano il 47% del PIL, un incremento molto superiore a quello di Italia, Spagna e Grecia, dove il rapporto è cresciuto di poco o è persino calato. Il contributo netto delle esportazioni al PIL tedesco (la percentuale sul totale dell’economia di esportazioni meno importazioni) è cresciuto quasi di otto volte. A differenza di quasi ogni altro paese ricco, dove il contributo manifatturiero all’economia è significativamente calato, in Germania esso è cresciuto, mentre il prezzo dei beni tedeschi diventava sempre più attraente rispetto a quelli di altri paesi. In un certo senso, la valuta tedesca è stata per l’Europa meridionale quello che la Cina è stata per gli USA.

Inondata di profitti da esportazioni e prestiti, la Germania e i altri mercantilisti (nazioni esportatrici) hanno anche aumentato la quantità di denaro che prendevano in prestito—perchè no, vista una crescita così forte?

Ma tutto ciò si è rivelata una fantasia finanziaria catastrofica. L’euro sembrava essere magico: permetteva alle nazioni importatrici di comprare e prendere in prestito di più, e permetteva alle nazioni esportatrici di raccogliere immensi profitti dalla crescita delle esportazioni e dei prestiti.

Detto altrimenti: il rischio e il debito erano entrambi immensamente sottovalutati dall’illusione che la crescita senza fine del consumo basato sul debito potesse continuare per sempre. L’euro era in un certo senso una truffa che serviva gli interessi di chiunque ne fosse coinvolto: con i rischi considerati quasi zero, anche i tassi di interesse erano vicini a zero, e sempre più debito poteva essere ottenuta con a garanzia una piccola base di capitale e produttività.

Ma ora la realtà ha rialzato i prezzi del rischio e del debito, e l’ingenua leadership della UE sta tentando di rinfilare il genio nella bottiglia. Purtroppo, il carico del debito è soverchiante e la produttività troppo debole per appoggiare la fantasia del rischio zero e dei bassi tassi.

Doug Nolan del “Credit Bubble Bulletin” ha riassunto la realtà in poche parole, “la bolla europea del debito è scoppiata”. Nolan spiega il meccanismo base in La Mitologica “Grande Moderazione”:

   
Per anni il debito Europeo ha avuto una valutazione errata su un mercato globale con eccesso di liquidità, di speculazione e di leva finanziaria. Paesi come Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia hanno immensamente beneficiato dalla percezione che l’integrazione monetaria europea garantisse il debito e la stabilità economica e legislativa.

In modo simile a quanto avvenuto per la bolla USA di Wall Street e dei mutui, il mercato è stato per anni contento di ignorare gli eccessi nel credito e alimentare le fragilità del sistema, scegliendo di valutare le obbligazioni sul debito in base all’aspettativa bassa di default, all’abbondante liquidità, agli strumenti speculativi facilmente disponibili e una regime legislativo che assicurava la stabilità del mercato.

La cosa importante è che questo sfondo ha creato il perfetto ambiente di mercato per la speculazione selvaggia e l’uso della leva finanziaria, in uno scenario globale insuperabile nella sua capacità di eccesso. La gestione degli interessi dei bond europei è stata probabilmente uno degli sforzi speculativi più lucrosi della storia. (link via U. Doran)

In parole povere questa è la dura realtà: ora che il debito e il rischio sono stati rivalutati, i debiti europei sono completamente, totalmente impagabili. Non c’è modo di continuare ad accrescere il Monte Cervino del debito con i vecchi ed economici tassi di interesse, e non c’è modo di posticipare le migliaia di miliardi di euro di debito che vanno a scadenza con i vecchi tassi di interesse prossimi allo zero.

Non pensate di rimborsare i debiti, sovrani, aziendali e privati—la rivalutazione del rischio e del debito implica che persino il pagamento degli interessi è impossibile. Considerate questo diagramma di una piccola fetta del debito totale della UE:

  

Non c’è modo di rinfilare nella bottiglia il genio della rivalutazione, e non c’è nemmeno modo di posticipare questo debito o farne altro – e per supportare gli alti costi strutturali del welfare dei governi di Eurolandia e i loro stupefacenti debiti, comunque bisognerebbe fare altri debiti in quantità da capogiro.

L’austerità non rimetterà nella bottiglia il genio della rivaluazione e dell’esplosione della bolla. Succede una cosa divertente quando una frazione sempre maggiore del reddito nazionale viene dirottata a servizio del debito (per pagare gli interessi e posticipare i debiti esistenti verso nuovi debiti a interesse maggiore): c’è sempre meno surplus disponibile per investimenti e consumi, e dunque sia la produttività basata sugli investimenti che i consumi basati sui debiti crollano.

Ciò lascia le nazioni con una minore produttività e un minor PIL, il che vuol dire che ci saranno anche meno entrate dovute alle tasse e sempre più bancarotte, mentre aziende e individui accettano la realtà che i loro debiti non possono essere ripagati.

Il genio della rivalutazione del debito risponde a questo declino del reddito nazionale, del surplus e delle tasse rivalutando il rischio di default sempre di più, e così i tassi di interesse salgono ulteriormente. Ciò rende ancora più costoso mantenere l’esisente montagna di debiti, e così sempre meno reddito nazionale è disponibile per il consumo, gli investimenti e le tasse.

Questo è ciò che viene detto un loop di feedback positivo, o “loop di feedback di rinforzo”: ogni azione rinforza la precedente. I debiti e il rischio sono rivalutati al rialzo, il fardello del debito riduce il reddito nazionale disponibile per investimenti, consumi e tasse, che rivaluta verso l’alto il rischio e così via.

Perciò Europa, vedi che c’è solo una scelta: o accetti un’infinita schiavitù al debito con sempre maggiori interessi e minore reddito e produttività, o ti ribelli contro la tua patetica leadership di lacché e rinunci all’intera montagna di debiti impagabili. Prendi il toro per le corna e rinuncia all’euro, causa iniziale delle tue fantasie e del tuo collasso, e ritorna alle valute nazionali che permettono al mercato di scoprire il vero prezzo della tua produttività e della tua capacità di prendere denaro in prestito.

Rinunciare all’euro non vuol dire rinunciare alle libertà dell’Unione Europea: le due cose sono legate mani e piedi solo nella mente della tua debole leadership, che è alla mercè delle banche, sopravvalutate di un fattore 26 contro 1 e sempre sull’orlo dell’insolvenza.

Lascia che le banche implodano facendo bancarotta, cancella dai bilanci gli “asset” privi di valore del debito, e lascia che il mercato valuti le monete e tutto il resto. L’unica alternativa è la schiavitù al debito.

Tutte le altre proposte e alternative sono semplici variazioni di una sola fantasia: che l’irresponsabile leadership possa ingannare il genio della rivalutazione con banali trucchi da salotto. Non può. Chiunque comprenda la situazione sa che la bolla del debito è già scoppiata, e il rischio e il debito non possono essere riportati a livelli da pura fantasia.

La rivalutazione è già avvenuta, e non può essere revocata o rinfilata nella bottiglia. La Grande Bolla Europea del Debito è esplosa, e ora tutto si riduce a una semplice scelta: schiavitù ai debiti o aperta ribellione contro le banche che si sono approfittate così disinvoltamente della fantasia dell’euro.

Non c’è una via di mezzo, perchè il debito non può essere ripagato, né oggi né in futuro. Non può essere rimpastato, mascherato o nascosto: può solo essere cancellato.

A te la scelta Europa; scegli saggiamente. Se vuoi un modello di salute e di crescita guarda all’Islanda. Loro hanno rinunciato ai loro impagabili debiti e alla schiavitù al debito, e hanno lasciato che il mercato rivalutasse la loro moneta, il loro debito e il loro rischio. Per loro l’incubo è passato [si veda qui. N.d.t.]; hanno scelto saggiamente. Ora è il tuo turno di decidere.

La schiavitù del debito cadrà su di te, non sulle banche o sulle tue elite.

Titolo originale: “It’s Your Choice, Europe: Rebel Against the Banks or Accept Debt-Serfdom”

Fonte: http://www.oftwominds.com
Link
05.12.2011

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO 

Pubblicato da Das schloss

  • albsorio

    Rifiutare il debito è sicuramente il male minore, da fare subito, per usare le energie che ci sono rimaste. Sarebbe interessante trovare dove sono finite le riserve auree italiane che ammontano a 2451 tonnellate d’oro, non che cambi molto ma tra tanta carta straccia qualcosa di sicuro valore non guasta, poi magari usiamo l’oro per dare credibilità al “nuovo” Euro reso di proprietà dei cittadini eliminando il signoraggio.

  • LAZZARETTI

    Articoli come questo, sul sito CDC, ne ho visti
    a centinaia da 4 anni almeno.
    Il un sito frequentato da 6-7 mila persone.
    Piu’ che altro sembra un muro del pianto,
    dove indirizzare energie da destinare altrove.
    Nonostante il massacro annunciato da tempo,
    non riusciamo a reagire.
    Perche?
    Nessuna strategia, solo infinite parrocchie.
    E’ vero che siamo nell’era del danaro virtuale,
    ma in altri tempi esisteva solo 1 movimento antagonista.
    Il ns punto debole e’ questo, e l’avversario fa il bello e cattivo tempo,
    E una domanda cruciale: quanti di noi sarebbero in grado di rischiare la loro vita per la causa.
    I continui riferimenti all’ISLANDA sono fuori logo, sono 4 gatti e noi 60 milioni,

  • maremosso

    La versione ufficiale è che sarebbe custodito da una società di sorveglianza specializzata in territorio statunitense. Che bella ideona, vero ?

  • maremosso

    Per curiosità, quale sarebbe stato questo unico movimento antagonista?

  • maremosso

    Se una nazione gode di sovranità e possiede midollo spinale potrebbe immediatamente negoziare la frazione di debito legittimo e respingere la parte farlocca, ma il gregge non è composto da leoni. Occorrerà attendere un maggior impoverimento collettivo e l’aumento della disoccupazione priva di ammortizzatori sociali per veder innescarsi sussulti di ribellione durevoli. Forse.

  • Kazonga

    Quindi non solo piazzano centinaia di basi sul NOSTRO territorio, ma le poche cose di valore se le sono già incamerate. Aspettiamoci a questo punto razzìe agli Uffizi o l’esproprio della Sardegna, che so…

    Comunque, a 36 euro/grammo, tutto quell’oro (se esiste ancora) vale la bellezza di 88 miliardi e passa di euro!

  • LAZZARETTI

    Mi spiego meglio.Per movimenti antagonisti di massa, intendo ad esempio il PCI del 1970,
    oppure a rivoluzioni come quella francese o russa.
    E’ vero che in Italia una rivoluzione negli ultimi 100 anni non c’e’ stata,
    ed e’ anche vero che forse piu’ che spaccare gli sportelli delle banche,
    dovremmo mettere in atto altre soluzioni.
    Tra i vari ostacoli per il cambiamento, abbiamo chi, come i pensionati piu’ pagati,
    vuole mantenere i privilegi di un reddito sicuro e considera le nuove strade incerte e rischiose.
    Il nostro problema maggiore sono i mezzi di informazione, dai quali attingono, persone
    che sono impossibiliitate per eta’ , ad usare forne alternative quali la rete.
    Io non so le statistiche sulle percentuali delle forme di informazione piu’ in voga in Italia
    ma ritengo che il 60-70% usi le fonti tradizionali (tv e giornali)
    Ha ragione P.B. quando afferma che e’ arrivato il tempo per noi che usiamo la rete,
    di uscirne fuori per informare quel 60-70% cui si raccontano solo balle.
    Siamo nella dittatura del debito pubblico e privato, un debito che non potremo
    mai ripagare mai, e che ci mette nelle stesse condizioni di paesi come il Brasile degli anni ’70,
    come vari paesi sudamericani, come vari paesi arabi e africani.
    Vorrei chiudere parlando del debito, e delle cifre che sono inesatte; proprio su questo sito
    apparve un articolo in cui si diceva che incrociando e saldando i vari debiti,
    questi si sarebbero ridotti del 50%.
    Proprio su CDC forse alcuni giorni fa in un articolo si diceva che l’Italia deve 420 miliardi
    a banche francesi e tedesche, ma che la stessa Italia ha acquistato titoli per un valore di 240 miliardi.
    Quindi in realta’ il debito non e’ di 1980 mil ma di 1720, se poi consideriamo le spese militari
    per 80-90 mil, e la truffa delle slot machine per 95 mil, i capitali scudati, e la chiesa,
    si puo’ arrivare a 1520 mil.
    A quel punto si puo’ uscire dall’euro e ristrutturare il debito per 200-300 miliardi.
    Non dimenticando che un 1/4 del debito pubblico e’ nelle mani dei risparmiatori italiani.
    E soprattutto fuori dai vari trattati, e alla larga dal FMI.
    L’UE era un progetto fallimentare dall’inizio, non possono esistere gli STATI UNITI D’EUROPA,
    mettere insieme 27 culture e stili di vita e’ semplicemente assurdo.
    Molti sostengono che un UE dissolta verrebbe bruciata dalle dimensioni dei paesi emergenti,
    questo, a mio avviso e’ da dimostrare.
    Se il tuo punto di vista e’ diverso dal mio, accetto le tue critiche e ne faro’ tesoro.

  • fabiopon

    E’ perchè siamo ancora troppo “ricchi”: dobbiamo ancora finire di succhiare i risparmi delle generazioni passate. Poi sapremo improvvisamente cosa fare…

  • fabiopon

    Come ho detto prima a LAZZARETTI bisogna aspettare di finire i risparmi delle generazioni passate, e solo dopo si scoprirà improvvisamente cosa fare! Finchè non succederà continueremo impassibili e anestetizzati la nostra vita.

  • Petrus

    Per fortuna manca poco, i risparmi stanno evaporando molto in fretta sotto le stelle dell’Europa 😉

  • Giancarlo54

    Il PCI del 1970 movimento antagonista di massa? Scusami ma mi scappa da ridere, antagonista di chi? Ma napolitano, bersani, D’alema e veltroni in che partito militavano. Non ti sei mai chiesto come mai se erano così antagonista come dici, abbiano saputo vivere e prosperare per 50 anni ed andare poi al potere e alla presidenza della Repubblica. O cielo quanta ingenuità.

    PS: la tua equazione del primo post deve essere invertita:

    NOI sia 4 gatti, LORO sono 60 milioni, questa è la verità.

  • AlbertoConti

    L’autore dice: “In parole povere questa è la dura realtà: ora che il debito e il rischio sono stati rivalutati, i debiti europei sono completamente, totalmente impagabili.” Sembra un’affermazione ragionevole e veritiera, ma in realtà contiene due falsità interpretative. 1) se le banche sono a rischio default non si deve incolpare “i mercati”, quanto piuttosto il paradigma monetario stesso fondato sulla riserva frazionaria minimizzabile autoreferenzialmente da chi ci lucra sopra, comune a tutto l’occidente. TUTTE le banche sono perennemente in default tecnico, da sempre, cioè da che FED è FED. Il credit crunch è la scusa del momento, che toglie il velo ad un sistema intrinsecamente malato in ogni caso, in tempi di vacche magre quanto in tempi di vacche grasse (bolle crescenti). 2) L’affidare ai “mercati” la formazione del debito pubblico e soprattutto la determinazione del suo tasso d’interesse passivo è il peccato originale ancor più grosso del precedente, che solo i paesi extraforti possono permettersi di compiere impunemente, annullandone gli esiti nefasti. L’Europa è il vaso di coccio non per dimensioni e solidità economica, ma per per semplice insipienza politica a livello monetario. Le regole tedesche in questo mondo dell’assurdo finanziario sono semplicemente suicide. La loro stessa “competitività” produttiva gli si rivolterà contro, distruggendoli (purtroppo insieme a noi). La festa dell’euro è finita per la Germania, ma sembra non vogliano capirlo. Poco più di un decennio sembra poco, ma è già troppo per le contraddizioni intrinseche alla “cultura della stabilità” che solo un utile idiota può sposare e magnificare mentre la casa brucia per questa stessa causa.

  • LAZZARETTI

    Giancarlo, penso che tu abbia ragione, nel senso che si sono divisi
    la torta, pero’ anche se non era un sistema troppo antagonista,
    era notevole per dimensioni, e qualche conquista l’avranno
    pure fatta.
    Se mi parli di BERSANI-D’ALEMA-NAPOLITANO e comp. sono d’accordo
    ma allora qualche persona valida penso ci fosse.

  • Iacopo67

    Quelli che hanno disegnato i meccanismi monetari dell’euro non sono idioti, l’hanno concepito così apposta, al fine di portare gli stati eurodeboli a ridursi, nel corso degli anni, al rango di colonie da spolpare, asservite ai capitalisti delle nazioni euroforti, tramite il sotterfugio del debito. Che poi è più o meno lo stesso sotterfugio utilizzato dagli Stati Uniti per parassitare i vari paesi del terzo mondo, sempre con meccanismi basati sul debito.
    Nell’800 si praticava il colonialismo con la forza degli eserciti, poi questo è stato sostituito da un colonialismo basato sulla finanza e sul debito.
    Diversi capi dei governi dei paesi del terzo mondo, non ci stavano, a questo giochetto degli americani, e non volevano indebitarsi.
    Ma gli americani corrompevano, ricattavano, o persino assassinavano questi governanti. (in proposito è interessante leggere “Confessioni di un sicario dell’economia” di J.Perkins).

    Sarebbe da capire meglio quello che è successo in europa con l’euro. Alcuni affermano che i nostri governanti sono stati stupidi a indebitarsi, ma io credo che ci siano dei fatti gravi che conosciamo poco. Non erano tutti favorevoli a questo euro, ci sono stati alcuni capi di governo che sono morti probabilmente assassinati, e, io credo, corruzione e intimidazioni. Sennò non mi spiego come mai i paesi eurodeboli abbiano rinunciato alla sovranità monetaria in questo modo, forse i politici saranno anche ignoranti di queste cose, ma è impossibile che non siano stati avvertiti e non si rendessero conto di quello che sarebbe accaduto.

    Se non avete voglia di leggere Perkins e non lo conoscete, guardate almeno questo video:

    http://www.youtube.com/watch?v=OJvIN8qGxtU&feature=plcp&context=C2eae0UDOEgsToPDskLvSnj90MaSWhzSHeJrGW0N