Essere se stessi

Essere se stessi

Nel corso della storia quelli che sono rimasti autentici con se stessi sono sempre stati stimati come uomini e donne di genio poiché, in qualsiasi posizione siano stati collocati, essi hanno compiuto il loro destino con coraggio, indifferenti all'opinione pubblica.

In questi tempi molti trovano che sia difficile essere se stessi, eppure è una cosa che si può fare. Infatti, ogni essere umano è unico e ha una personalità propria che non dovrebbe essere travolta dalla tendenza moderna che forza per distruggere il carattere e fare di noi soltanto unità di misura o numeri o parti di una grande macchina.

Ognuno di noi ha una vita da vivere, un lavoro da svolgere, una splendida individualità in grado di illuminare e aiutare gli altri. Ma bisogna avere il coraggio di ascoltare la propria anima e ragionare con la propria testa, andando contro tutte le leggi del conformismo di massa.

* * *

Buon inizio settimana con le parole del dottor Edward Bach che ci ricorda che ognuno di noi è irripetibile e che non ci è concesso di stravolgere l'unicità degli altri.

Far parte di una società, di una comunità, di un gruppo, o fare un pezzo del cammino della vita insieme, non annulla la nostra individualità.
Allo stesso modo, condividere un progetto o un obiettivo non comporta l'obbligo di uniformarsi.

Ognuno ha la sua storia e la sua strada.
Le diverse sensibilità ed esperienze non dovrebbero essere mai viste come un problema, ma anzi arricchire tutti.
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VB

Commenti (15)

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    1. paulbressac 15 gennaio 2024

      io non ho mai capito cosa vuole dire "essere se stessi". È un'esortazione che presuppone che qualcosa in me non è me stesso! ma allora che cosa è? e se io scelgo di non "essere me stesso" io non sono più me stesso?

    2. Nonso 15 gennaio 2024

      Conoscersi è un lavoro di ricerca molto complesso.
      Di solito ci limitiamo a recitare una parte, e da qui l'incoerenza, l'ipocrisia, la contraddizione...
      Conoscersi ed accettarsi, accettando al contempo le differenze, significa essere forti. Certo, un criterio etico dev'esserci, ma non ha a che fare con gli schemi comportamentali precotti.
      Molti preferiscono riempirsi le giornate (e la bocca) puntando il dito qua e là, per compensare la grande carenza dei confronti del Sé. Stanno perdendo tempo che nessuno gli restituirà mai, un autentico dis'astro.

    3. paulbressac 15 gennaio 2024

      scusa la mia limitatezza ma continuo a non capire. Non siamo noi stessi che recitiamo una parte, che siamo incoerente, ipocriti..e non saremo ancora noi stessi a garantire che il risultato di questo "conoscersi" sia proprio "se stesso"?

    4. Nonso 15 gennaio 2024

      La società ci incrosta addosso lo sporco.
      Se non si lavora per mantenersi puliti e rimuovere le incrostazioni, si arriva all'età adulta deformati. E tu sei tu, certo, ma "allo specchio" vedi una forma alterata da queste stratificazioni di sedimenti di sporcizia... della società, ma anche delle esperienze personali, i traumi irrisolti (ad esempio), etc.
      Pensaci.

    5. paulbressac 15 gennaio 2024

      Buon giorno
      Per me è il contrario. Io sono (anche) le mie esperienze. Le mie esperienza (che tu chiami incrostazioni, sporco e traumi) sono la materia che da forma a me stesso, che mi ha formato come sono adesso. Cosa sarei io senza le mie esperienze, i miei traumi, le mie delusioni?
      Nello specchio (quello fisico, senza virgolette) il bambino si vede per la prima volta come unità fisica ma si vede dove non è. La psicanalisi racconta che è in questo spazio (che nessuno potrà mai attravesare) che si creano le deformazioni con le quali vediamo noi stessi.
      PS: spero di non disturbare

    6. Nonso 15 gennaio 2024

      Scusa, ma credo che tu non voglia afferrare il concetto.
      Non sono le esperienze personali, ma il modo in cui tu hai elaborato tali esperienze.
      Lo stesso vale per la società - quella ci mette del suo ad incrostare, ma non è che ne usciamo tutti psichiatrici.

      Il bambino non c'entra, il problema è successivo. Certo, il processo di consapevolezza e di affermazione dell'Io inizia con il primo "no" del bambino, ma prima di parlare di incrostazioni ci vogliono anni e anni.

      L'esperienza ti forma, ma il residuo tossico di tali esperienze, se non viene smaltito nella maniera corretta, crea deposito, che deforma.

      Forma e deformazione. Dove la deformazione, nella mia personale ottica, è stratificazione superficiale, per cui basta rimuoverla, a tutti è dunque permesso di liberarsene. Ma il lavoro di liberazione lo può svolgere solo l'anima: se te la giochi a poker, la deformazione sarà insanabile. Non c'è psicologo che possa farci qualcosa.

      Non disturbi.

    7. paulbressac 17 gennaio 2024

      Ma il modo in cui elaboro le mie esperienze dipende anche dalle mie e3sperienze precedenti. e l'elaborazione delle mie esperienze può essere modificata dalle esperienze successive. Ma hai ragione, non riesco assolutamente a capire cosa sarei io senza le mie esperienze (che sono anche le esperienze dell'altro), non capisco cosa sono queste croste di cui tu parli.
      Abbraccio

    8. Nonso 17 gennaio 2024

      Sono d'accordo che le esperienze presenti, passate e future cooperino tra loro alla tua formazione. E nel rapporto con l'altro si svolgono la maggior parte di esse. Certo.

      La stessa esperienza può edificare come può distruggere. Può liberare, come anche incrostare: dipende da come viene elaborata.
      Con incrostazioni intendo le sedimentazioni, i depositi di "extra". Non sono le esperienze a lasciare residui, ma le elaborazioni delle stesse, e dipendono dal lavoro dell'anima sullo spirito.

      Se ricevo un pugno, non sarà questo a lasciarmi il livido, ma il modo in cui non avrò saputo schivare o deviare l'attacco.

      E poi, non parlo di croste, ma di incrostazioni. I lividi e le croste si riassorbono o cadono spontaneamente, a seguito di traumi, in un processo di autoguarigione. Lo fa il sangue, perché sono ferite "addosso" al corpo vivente.
      Le incrostazioni o concrezioni, invece, non si formano dalle ferite e non lasciano cicatrici, "si posano sopra", bloccano il movimento e sottraggono libertà, e - se si ha la fortuna di riconoscerle - bisogna scalpellarle via. Si formano in maniera silente. Sono attacchi invisibili ed è molto difficile gestire la guardia.

      Ricambio l'abbraccio

    9. paulbressac 24 gennaio 2024

      Mi dispiace ma continuo a non capire cosa sono queste incrostazioni se non sono delle esperienze cosa sono? e non capisco cosa rimane dell'uomo (ma sarebbe meglio dire della vita) senza le esperienze. Rimane forse un io ideale, un io che non cambia, che è sempre lo stesso? ma questo io cosa sarebbe e dove incontrarlo?

    1. gianB 11 gennaio 2024

      "La scelta rimane nostra: vivere da inconsapevoli, o peggio da complici, oppure diventare dei cercatori. E questo è un lavoro individuale duro che può, alla fine, comportare di mettere in discussione molte certezze. Ma è anche una grande opportunità di crescita."
      Cara Valentina, questa che avevi riportato in La Verità, la Menzogna e il Mondo mi piace di più.
      Essere se stessi può essere niente, se non si è cercatori.

    1. uomospeciale 9 gennaio 2024

      Se avessi potuto essere davvero me stesso, starei di sicuro già in galera o sottoterra.
      Sono ancora vivo e libero solo grazie all'educazione e alla disciplina severa di mio padre e alle aspettative dei miei familiari.
      Nulla di quel che sono è merito mio: mi ci hanno costretto, e ne sono consapevole.
      A volte mi manca, il delinquente che avrei potuto essere e non sono stato..... Mi ci sentivo davvero molto portato.
      Sarei stato un ottimo criminale, un terrorista o un anarco insurrezionalista:

      Di sicuro non un coglione qualsiasi.
      ...

      Sapete? E' abbastanza frustrante, quando le circostanze della vita e le aspettative della tua famiglia ti impediscono sempre di seguire le tue inclinazioni e passioni più profonde.
      Piangete per me, fratelli.😢😭
    2. Fantine 9 gennaio 2024

      Complimenti per questo commento.
      Per la "sincerità" e l'ironia, uomospeciale.
      Al contrario dei tuoi, c'è chi educa male i figli (nei diversi modi in cui ciò si realizza) e dà il cattivo esempio.
      E mi è venuto in mente un pezzo del film "I mostri" di Dino Risi del 1963!

      https://youtu.be/MZCNa7YryVU?si=VogjvS-AZhlwWMme

    3. Nonso 10 gennaio 2024

      Raga, questo posto sta diventando sempre più un covo di moralisti scollegati dalla realtà.
      Con il rischio di diventare bugiardi o vigliacchi o disonesti.
      Tra un po inizieremo a mentire ai nostri figli edulcorandogli qualunque nostra azione che violi la morale sposata?
      Un mondo perfettamente morale, sì, etico ma solo entro i limiti del nostro giardinetto, e le puttane nel paesotto accanto, che la benzina comunque costa e troppo lontane non le vogliamo.

    1. Nonso 8 gennaio 2024

      Ok, ma l'accettazione dev'essere reciproca, altrimenti bisogna rinunciare al buonismo e massacrare i bastardi.
      Buon inizio di settimana.

    2. REmaggiore 8 gennaio 2024

      Nonso, non fare l'ingenuo che non sei.

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