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ECONOMIA: L'EUROPA DELL'EST STA PER SCOPPIARE

DI MIKE WHITNEY

Information Clearing House

L’Europa dell’Est sta per scoppiare. Se lo farà, potrebbe portare con sé anche gran parte dell’Unione Europea. E’ una situazione d’emergenza, ma non ci sono soluzioni facili. Il Fondo Monetario Internazionale non ha abbastanza risorse per un intervento di queste dimensioni e la recessione si sta diffondendo più velocemente di quanto gli sforzi per sostenerla possano essere organizzati. I ministri delle finanze e gli operatori delle banche centrali stanno correndo in cerchio cercando di spegnere un fuoco dopo l’altro. Il sopravvento delle circostanze è solo una questione di tempo. Se ad un paese viene concesso di non pagare, le tessere del domino potrebbero iniziare a cadere nell’intera regione. Ciò potrebbe innestare dei cambiamenti drammatici nel panorama politico. La rinascita del fascismo non è più fuori questione.

L’editorialista economico del UK Telegraph, Edmund Conway, riassume la situazione in questi termini:


“Una ‘seconda ondata’ di paesi cadrà vittima della crisi economica e l’affronterà con il sostegno del Fondo Monetario Internazionale, il cui presidente è stato avvisato durante il summit del G7 tenutosi a Roma… Ma con le economie di alcune nazioni effettivamente soffocate dalla dimensione del loro settore bancario e delle sue responsabilità finanziarie, c’è paura che cadano vittime di crisi monetarie o di bilancio dei pagamenti, come è successo all’Islanda l’anno scorso prima di ricevere sostegni d’emergenza dal FMI”. (UK Telegraph)

Nella foto: momenti di tensione durante le recenti proteste di fronte al parlamento Ungherese (foto Telegraph).Il capitale straniero sta scappando ad una velocità allarmante: quasi due terzi se ne sono andati nel giro di mesi. La deflazione sta spingendo i prezzi dei beni verso il basso, aumentando la disoccupazione e aggravando l’onere debitorio delle istituzioni finanziarie. E’ lo stesso dappertutto. Le economie si stanno svuotando e svestendo di capitale. L’Ucraina sta dondolando sull’orlo della bancarotta. Polonia, Lettonia, Lituania e Ungheria sono tutte scivolate in una lenta depressione. I paesi che hanno seguito il regime economico di Washington sono quelli che stanno soffrendo di più. Essi credevano che una crescita fomentata dal debito e dalle esportazioni avrebbe portato alla felicità. Quel sogno è andato in pezzi. Non hanno sviluppato i loro mercati di consumatori, quindi la domanda è debole. Il capitale è scarso, e il business è costretto verso il deleverage [riduzione del rapporto di debito. Vedi Wikipedia. N.d.r.] per evitare inadempienze economiche. A tutta l’Europa dell’Est è stato richiesto di aggiungere liquidità. C’è bisogno di fondi extra per coprire il valore in caduta del loro capitale. Hanno bisogno dell’aiuto del FMI, o le loro economie continueranno a deteriorarsi.

Il corrispondente per le notizie economiche del UK Telegraph, Ambrose Evans-Pritchard, ha scritto una serie di articoli sull’Europa dell’Est. Ne “Il mancato Salvataggio dell’Europa dell’Est porterà al Collasso Mondiale” egli scrive:

“Il ministro della finanza austriaco, Josef Pröll, ha fatto degli sforzi frenetici la scorsa settimana per mettere assieme la somma di 150 miliardi di Euro per soccorrere i paesi dell’ex blocco sovietico. Ne aveva la possibilità. Le sue banche hanno concesso prestiti alla regione per 230 miliardi di Euro, corrispondenti al 70% del PIL dell’Austria”.

‘Un tasso di fallimento del 10% [inteso come mancato rientro dei prestiti N.d.r.] porterebbe al collasso del settore finanziario austriaco’, era scritto su Der Standard a Vienna. Sfortunatamente, questo è quanto sta per accadere.

La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD) sostiene che i debiti cattivi aumenteranno del 10% e potrebbero aumentare fino al 20%…

Stephen Jen, direttore valutario di Morgan Stanley, dice che l’Europa dell’Est ha chiesto prestiti all’estero per 1700 miliardi di dollari, la maggior parte in titoli con scadenza a breve termine. Deve ripagare -o reinvestire – 400 miliardi di dollari quest’anno, corrispondenti ad un terzo del PIL della regione. Buona fortuna. La finestra del credito si è chiusa.

Il grosso dei debiti dell’Est Europa sono detenuti dall’Occidente, soprattutto da banche austriache, svedesi, greche, italiane e belghe. In più, gli europei sono titolari di un sorprendente 74% del portfolio complessivo di 4900 miliardi di dollari di prestiti ai mercati emergenti. Essi sono cinque volte più esposti a questa ultima crisi rispetto alle banche americane o giapponesi, e hanno un rapporto di indebitamento più alto del 50% (dati del FMI)”. (Ambrose Evans-Pritchard – UK Telegraph)

La crisi economica si sta trasformando velocemente in una crisi politica. Rivolte sono scoppiate nelle capitali dell’Est Europeo. Mr. Geithner dovrebbe stare attento. Le prospettive per una rivolta politica stanno aumentando. L’angoscia popolare potrebbe riversarsi nelle strade da un momento all’altro. I governi devono agire in fretta e in modo risoluto. Quei paesi hanno bisogno di una moneta forte e di garanzie di supporto. Se non verranno aiutati, la furia pubblica che ora bolle in pentola potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più letale.

Il corrispondente economico del UK Telegraph Ambrose Evans-Pritchard:

“Le banche globali hanno finora registrato la metà dei 2.200 miliardi di dollari stimati in perdite dal FMI. In aggiunta a questo, le banche europee hanno uno scoperto di 1.600 miliardi di dollari con l’Est Europa – che viene visto sempre più come il disastro dei subprime dell’Europa, e i debiti corporate dell’EU ammontano al 95% del PIL comparati al 50% degli USA

“E’ fondamentale che il supporto governativo attraverso aiuti di sostegno non sia dato in misura tale da far crescere le preoccupazioni per l’indebitamento e per i problemi finanziari. Queste considerazioni rivestono un’importanza fondamentale nel contesto attuale di allargamento dei deficit di budget, del rialzo dei livelli di debito pubblico e di sfide nell’emissione di bond”. (UK Telegraph)

Lo stesso accade anche nel caso in cui le banche abbiano deciso di unire le loro branche commerciali e d’investimento. Il debito è schizzato a livelli insostenibili, destabilizzando l’intera economia. Gli istituti di credito si sono comportati come hedge funds, nascondendo le loro attività dietro operazioni fuori bilancio e massimizzando il leverage attraverso strumenti di debito poco chiari. Ora l’economia globale è chiusa nel declino di una bolla speculativa sull’orlo dell’esplosione. L’Europa dell’Est ha subito un duro colpo, ma questo è solo il primo di molti birilli che cadranno. Tutta l’Europa è stata infettata dallo stesso virus che ha avuto origine a Wall Street. Il New York Times di lunedì riassume così gli sviluppi nell’UE:

“Secondo le proiezioni dello scorso venerdì, l’Europa si è incagliata nella recessione in modo più profondo di quanto abbiano fatto gli Stati Uniti negli ultimi mesi dello scorso anno…L’ufficio statistico dell’Unione Europea dice che l’economia dei 16 paesi che condividono l’euro è decresciuta di 1.5 punti percentuali negli ultimi quattro mesi (una caduta annuale di circa il 6%). Ciò è ancora peggio del ribasso dell’1% dell’economia americana nello stesso periodo, se confrontato con il quadrimestre precedente.

‘I dati di oggi spazzano via ogni illusione che la zona euro stia affrontando una caduta morbida in questa recessione globale’, ha detto Jörg Radeke, un economista del Center for Economics and Business Research di Londra” (“L’Europa Va Più a Fondo Delle Aspettative” New York Times)

I “liquidazionisti” vorrebbero che i governi tagliassero il flusso di fondi finalizzati a curare le istituzioni finanziarie e che li lasciassero fallire. E’ pazzia darwiniana, del tipo aspettare che passi un attacco di cuore stesi sul pavimento della cucina invece di precipitarsi all’ospedale. L’economia globale sta rallentando ad una velocità da record. Il 40% della ricchezza globale è stato spazzato via. Il sistema bancario è insolvente, la disoccupazione cresce, i proventi delle tasse stanno diminuendo, i mercati sono in crisi, il settore immobiliare sta crollando, i deficit aumentano e la fiducia dei consumatori è al punto più basso della storia. Non c’è tempo per attenersi a un’ideologia improvvisata. L’economia globale sta attraversando una contrazione massiccia che coinvolge tutto il sistema, che potrebbe sfuggire di mano e gettarci dentro un’altra guerra mondiale. I leader politici devo cogliere l’emergenza del momento e tenere la rotta del veicolo in modo che non cada nel fosso.

Titolo originale: “Eastern Europe is about to Blow”

Fonte: http://informationclearinghouse.info/
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17.02.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

Pubblicato da Das schloss

  • MATITA

    “I leader politici devo cogliere l’emergenza del momento e tenere la rotta del veicolo in modo che non cada nel fosso.”

    E di grazia quali sarebbero i leader politici ? abbiamo dei leader politici?non me ne sono accorto ,scuste…..
    il problema è proprio questo;non abbiamo nessun leader e la testa del vero potere,l’unica che sa cosa fare e cosa vuole,gongola beata……

  • Imer

    Interessante come “aggiornamento” della situazione, secondo me però è molto più proficuo pensare ad un nuovo modo di vivere che a come salvare quello vecchio.

    Siamo stati abituati a pensare che questo “sistema” economico sia l’unico possibile, invece è solo un opzione fra le tante, e di quelle più errate…

    Il capitalismo (e qualunque sistema economico che veda il denaro come un FINE e non come un MEZZO) è fondato sullo sfruttamento dei lavoratori (noi incluisi, anche se molto edulcorato dalle cianfrusaglie che ci propinano), sulla sofferenza e sulle vite di interi popoli. Tutto ciò solo per permettere ad una ristrettissima elitè di vivere serviti e riveriti mentre gli altri, chi molto di più, chi molto di meno, soffrono e faticano.
    E nel contempo si distrugge l’ambiente…

    Io una mia visione della società ideale c’è l’ho, se avro tempo magari provo a farci uno pseudo articolo 😀

    Nel frattempo se avete idee buttatele li! Ciao!

  • AlbaKan

    Il FMI, associato ( A DELINQUERE) con la Banca Mondiale può solo peggiorare la crisi ela disperazione della gente, come ha fatto nei decenni scorsi, ricattando popoli allo stremo delle loro forze, per costringerli ad accettare il saccheggio da parte delle multinazionali. Consiglio la lettura di Shock Economy di Naomi Klein…. http://www.vocidallastrada.com/2009/02/la-banca-mondiale-o-colpo-di-stato.html

  • Earth

    secondo me però è molto più proficuo pensare ad un nuovo modo di vivere che a come salvare quello vecchio. ———————— Ma va? Ma il problema e’ che ci saranno 2 sole possibilita’ del nuovo mondo. Uno totalmente socialista che deve recuperare gli sbagli del capitalismo e arrivare alla autoproduzione di beni oppure il nuovo ordine mondiale dove ci sara’ un fascismo globale e una sorta di capitalismo dove la autoproduzione di beni produrra’ miliardi di morti. Infine c’e’ gia’ jacque fresco che pensa come creare un modello ideale del mondo futuro, che, guardando come stanno andando le cose, non vedremo mai, ls gente come dice lonhanista, sono pecoroni che non vogliono capire, in tv si parla solo di violenza, stupri e cazzate varie e la gente se li beve. Se tireranno fuori la scusa di una guerra per migliorare lo stile di vita secondo te la gente ci andra’ oppure no? Questa e’ l’incognita che nessuno potra’ mai prevedere. Forse solo i fatidici maya, 21 dicembre 2012, visto che la data e’ cosi’ vicina…

  • LucaV

    O anche leggere “Dieci ragioni per abolire il fondo monetario internazionale e la banca mondiale”

  • AlbaKan

    Grazie per la segnalazione, lo leggerò.
    Penso che dieci ragioni possono bastare…

  • Truman

    Mi ritorna in mente una serie infinita di articoli, qui su Comedonchisciotte, riguardo alla prossima guerra all’Iran. Dopo anni ed anni di paure di una guerra catastrofica essa sembra pian piano evaporare, sostituita dalla terribile crisi economica, peggio di una guerra mondiale.

    “Dopo questa crisi il mondo non sarà più uguale” sembrano voler dire molti articoli. Indubbiamente stiamo vivendo una svolta epocale. Ma direbbe Eraclito che da lungo tempo non si può fare il bagno due volte nello stesso fiume.

  • myone

    La situazione e’ come un cancro, e finche’ non si esaurira’ da solo, continuera’ a mietere quello che trova.

    Il male, non e’ nel male, ma nel male stesso che si continua a far fede e conti sul male stesso, tenendolo sempre in considerazione come unico mezzo di valutazione.

    Se si e’ creato un valore illusorio e su questo si e’ fondato un’ economia, che si sta’ sgonfiando, e si sono create e radicate, illusioni, anche se vere, nel senso che danno lavoro e da vivere. Ma quando cade questa casa, lascia per strada moltitudini di persone. Dissesti, fame, criminalita’, guerre.

    Prendere in mano i soldi e i valori, e ridisegnarli di nuovo, secondo un’ economia reale, e fondata sul bisogno primario di vivere, sopratutto nell’ organizzazione diversa di una societa’, locale e regionale, lasciando via tutte le leggi burocrate e vincolate al sistema stesso, che si fonda sul tutto che si sta’ vedendo che va a rotoli, questo non esiste. E il male peggiore e’ questo. Si ragiona con il male stesso, e si sta’ a guardare come distrugge, senza porvi rimedio. E il rimedio, non e’ certo usando il male stesso, e nemmeno soffrendolo.

    Paradosso della sorte, e’ che, questo male, rispecchia il male della societa’, dell’ uomo, dell’ aggregarsi senza ragione, e nel vivere senza criterio. Non e’ certo il benessere che provoca questo disastro, ma e’ il malessere umano della mente di minchia che hanno gli esseri umani al di sopra e al di sotto, che hanno lasciato la vita nei suoi elementari bisogni e sensi e equilibri, e si sono buttati a capofitto, nel caos della giungla mondiale globale, di questo paese dei balocchi inutili.

    Ci si trovera’, con mezzi, tecnologia, tecnologie e mezzi meccanici, intelligenti e capaci, fior di fenimeni e masse di tv-libro-scuole educati, che si guarderanno in faccia, senza saper da dove cominciare, per riorganizzare un campo di grano. E dopo il danno, o dopo la beffa, il danno peggiore, secondo me, che e’ quello di una NON-cultura del coesistere e della solidarieta’, che rimarchera’ ancora di piu’ uno stato sociale delle situazioni.

    Questo e’ il senso dell’ amico che diceva: che e’ meglio fare il contadino, ma con la pace nel cuore. In che epoca, mi sembra tristemente cretino, puntualizzarla. In questa. E sarebbe gia’ una manna.

  • myone

    L’ ho gia’ appurato tanto tempo fa, ma ora, quando le cose cambiano, lo vedo piu’ chiaramente.

    L’ uomo, quando gli togli la gabbia, ha secoli di evoluzione ancora da provare.

  • TitusI

    Mi piace l’impostazione che dai al problema, e concordo pienamente, sarebbe bello cercare di individuare una nuova strada per lo sviluppo della societa’ umana, magari senza puntare troppo in alto, ma almeno individuando dei passi chiave, e i punti da affrontare in sequenza.

    Spero di leggere presto il tuo articolo.

    🙂

  • LucaV

    Quanto è di sinistra Mises (austriaco):

    Ma Mises dimostrò che la grande attrattiva della “inflazione” (un aumento della quantità di moneta) sta proprio nel fatto che nessuno riceve la stessa quantità di moneta nello stesso momento; a ricevere per primi la nuova moneta sono invece il governo e i destinatari degli acquisti e delle sovvenzioni governative. Il loro reddito aumenta prima che i prezzi salgano, mentre i cittadini, che ottengono un aumento di reddito alla fine della catena (o, coloro che, come i pensionati, non ricevono affatto nuova moneta), ne vengono danneggiati in quanto il prezzo delle cose che comprano sale prima che essi possano effettivamente godere di un aumento del reddito. In breve, l’attrattiva dell’inflazione sta proprio nel fatto che, grazie ad essa, il governo e altri gruppi di potere economico riescono silenziosamente ma efficacemente a trarne dei benefici a spese della popolazione priva di potere politico.