E' TEMPO DI CAMBIARE I PARADIGMI ECONOMICI DEL XX SECOLO ?

DI RICHARD HEINBERG
The Ecologist

Cento anni fa governavano i mercati: furono create le fortune, i lavoratori venivano abusati, le bolle scoppiavano. La Scuola austriaca di economisti, guidata da Ludwig von Mises, disse che andava bene così: nonostante la temporanea confusione, nessuno sa meglio del mercato.

Ma la confusione dei mercati era inaccettabile per i socialisti, alcuni dei quali guidarono la rivoluzione in Russia per stabilire la prima economia controllata dallo stato.

Le catastrofi della Grande Guerra e della Grande Depressione hanno condotto verso l’ascendente di John Maynard Keynes, che sostenne che persino le economie capitaliste hanno bisogno di essere regolate per evitare manie e successive implosioni.

Allora regnò il Keynesianesimo, e la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e la maggior parte degli altri paesi adottarono regolamenti per il sistema bancario, finanziario e industriale, in molti casi nazionalizzando le ferrovie e altri aspetti centrali dell’economia produttiva.

Nella foto: gli economisti John Maynard Keynes (destra) e Friedrich von Hayek (sinistra)
Nel frattempo, l’economista rivale Friedrich von Hayek silenziosamente tramava la vendetta della Scuola Austriaca, la cui ragione fu offerta dalla stagflazione e dalle agitazioni dei lavoratori negli anni ’70. Von Hayek, che aveva lavorato duramente in segretezza, era diventato allora l’uomo del momento; i suoi accoliti Margaret Thatcher e Ronald Reagan promisero di mostrare la strada per tornare alla prosperità: il governo era il problema e la privatizzazione la soluzione!

I tre decenni seguenti hanno visto economisti tornare numerosi dalla parte della nave “Lascia che Regoli il Mercato”, lodando vertiginosamente le meraviglie della globalizzazione e del libero mercato.

Fin dal Crollo del 2008, gli economisti si stanno precipitando ad annunciare una nuova era di neo-Keynesianesimo: la mancanza di regolamento nell’industria finanziaria ci ha condotto sull’orlo del disastro e solo un massiccio intervento del governo può rimetterci in carreggiata.

Purtroppo, adesso le carreggiate sono finite. I grandi paradigmi economici hanno semplicemente dato troppe cose per scontate. Hanno assunto che le economie dipendono da soldi e lavoro, ma hanno ignorato i ruoli di energia e ecosistemi. Hanno assunto che siccome la popolazione, l’estrazione delle risorse e l’energia disponibile erano cresciute per tutti i secoli XIX e XX, sarebbero cresciute in eterno una volta che i giusti rapporti tra soldi, forze del mercato e regolazione governativa fossero risolte. Quasi nessuno ha smesso di pensare che i limiti all’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre e alle scorte di combustibili fossili, allo strato superficiale del terreno e all’acqua potessero imporre un limite definitivo all’attività economica.

I campi di economia ecologica e economia biofisica sono spuntati per riempire questo punto debole del pensiero economico convenzionale, ma entrambi sono ancora marginalizzati.

Nei mesi futuri vedremo una battaglia titanica su chi può ristabilire la beata condizione di eterna crescita. Purtroppo né i sostenitori del libero mercato né i controllori statali hanno la risposta. L’umanità ha raggiunto limiti fisici alla crescita – picco petrolifero e cambiamento climatico – che sono la rovina di tutte le filosofie economiche che non considerano tali limiti.

Quanto ci vorrà ai teorici per capirlo? Quanto del nostro restante benessere distruggeranno in un inutile sforzo per provare che i loro paradigmi sono validi per sempre? Per quanto la società si disferà prima che qualcuno al potere cominci a mettere in dubbio la saggezza ricevuta?

È meglio sperare che imparino velocemente.

Richard Heinberg è Senior Fellow del Post Carbon Institute e autore di “Peak Everything”

Titolo originale: “Is it time to change 20th century economic paradigms?”

Fonte: http://www.theecologist.org
Link
05.02.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANGELA CORRIAS

36 Commenti
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Santaruina
Santaruina
19 Febbraio 2009 6:41

articolo alquanto imbarazzante.

Il problema in origine resta sempre quello del fat money, e la scuola austriaca aveva fatto una precisa analisi sul dove questo sistema truffaldino avrebbe condotto sin della fondazione della fed nel 1913.

Associare poi le idee libertarie a Margaret Thatcher e Ronald Reagan può essere alquanto fuorviante.

C’è molta confusione in giro sulle questioni economiche, sarebbe opportuno non incrementarla.

Santaruina
Santaruina
19 Febbraio 2009 6:43

“fiat money”, ovviamente.

virgo_sine_macula
virgo_sine_macula
19 Febbraio 2009 6:57

La globalizzazione non e’ stata voluta solo dalle forze reazionarie sostenitrici del libero mercato come dice l’articolo,ma anche dalla sinistra mondiale che pensava di favorire cosi’ un processo di internazionalizzazione della classe operaia mondiale con la non nascosta speranza di arginare la perdita di consensi elettorali col voto della pletora migratoria:il disastro che e’ sotto gli occhi di tutti ha due padri,uno di sinistra e uno di destra.

Galileo
Galileo
19 Febbraio 2009 7:02

Mi sbaglio, ma le teorie economiche che sostituirono il Keynesianesimo non venivano fuori da quella mente prodigiosa (in tono sarcastico) di Milton Friedman?

tzeentch
tzeentch
19 Febbraio 2009 9:12

Infatti l ‘ etichetta dispregiativa di no-global era appiccicata ad entrambi gli schieramenti .
Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.

Ciao troll .

microcosmo
microcosmo
19 Febbraio 2009 10:51

credo che il tema centrale dell’articolo siano i limiti dello sviluppo e non le cause di questa crisi. Il problema posto è di natura più generale, ed io concordo pienamente sul fatto che sia sbagliato perseguire delle strategie di gestione della ricchezza senza considerare le condizioni al contorno (limiti delle sorgenti e dei pozzi di scarico).
Il benessere del genere umano passa attraverso l’unico pianeta conosciuto su cui è possibile vivere, se l’economia non tiene conto di queste cose non stà facendo il suo dovere… la questione è centrale e di vitale importanza, ancor più di quella monetaria.

rosacroce
rosacroce
19 Febbraio 2009 10:52

a quanto mi risulta le teorie economiche della scuola austriaca,non sono MAI state messe in pratica,i maggiori esponenti di detta scuola ,sostengono:
1)moneta d’oro.
2)intervento minimo dello stato sull’economia
3)abolizione della banca centrale
4)riserva frazionaria al minimo possibile,e possibilità di fallimento per le banche che erogano troppo credito.

l’economia che conosciamo dal 1913 (fondazione della fed)è il contrario:
1)espansione del credito all’infinito
2)sgancio dall’oro.
3riserva al 2%
4)potere assoluto della banca centrale
la nostra economia è cioè l’economia di keines dai primi del novecento,è per questo che è ridotta cosi.c’entra niente la scuola austriaca .
ciò che sostiene l’articolo è falso,oltre che fuorviante,
per capire la scuola austriaca si veda il sito:
( http://gongoro.blogspot.com/)

Galileo
Galileo
19 Febbraio 2009 11:15

Aggiudicato: l’articolo è un FALSIMEDIA

rosacroce
rosacroce
19 Febbraio 2009 11:40

siamo d’accordo,questa è un operazione per sputtanare
la scuola austriaca di economia,che da fastidio si vede.
ricordo che MISES il maggior esponente di detta scuola non ebbe in america nessun incarico universitario,mentre tanti economisti dei serie c venivano assunti ,per tutta la vita mises dovette arrangiarsi.

Pausania
Pausania
19 Febbraio 2009 16:13

Più precisamente:

1. Abolizione del corso legale (cioè dell’obbligo di legge di usare una certa moneta/valuta). Il che significa che ognuno può usare come moneta quello che gli pare, se lo crede. Se a te piacciono i ceci, userai i ceci; se ti piace l’oro, userai l’oro. L’importante è che non ci sia un obbligo ad usare una moneta (soprattutto se è stampata).

2. nessun intervento dello Stato in economia (eventualmente nessuna esistenza dello Stato)

4. Riserva frazionaria a 0: la riserva frazionaria è una truffa, a qualsiasi percentuale.

Pausania
Pausania
19 Febbraio 2009 16:21

Ma no, Santa, non capisci!

La libertà è male, gli uomini, se lasciati liberi, si uccidono tra di loro fino all’estinzione. E quando non lo fanno, distruggono il pianeta per divertimento.

Invece, quando c’è lo Stato, abbiamo imparato nell’articolo qui sotto, tutto funziona benissimo. Lo Stato è bene, l’individuo è male. Come faremmo senza Stato?

E poi cento anni fa c’era il libero mercato e guarda cosa è successo: Bava Beccaris era un noto imprenditore che spendeva i suoi soldi per uccidere manifestanti che chiedevano pane, tanto per fare un esempio.

Ma ce ne sarebbero mille altri. Pensa alla Grande Guerra: per colpa del libero mercato, milioni di contadini hanno volontariamento preso le armi e hanno cominciato a spararsi addosso. E te lo ricordi lo Stato come gli diceva in tutti i modi di smetterla? Ma loro niente…

Poi il libero mercato ha creato Mussolini, Hitler, Stalin, Franco.

Alla fine, per fortuna, è arrivato lo Stato, che ha messo a posto tutto.

Evviva lo Stato, a morte la libertà!

Paxtibi
Paxtibi
19 Febbraio 2009 18:01

Articolo spassosissimo degno dello Zimbabwean School of Economics Special Award, un vero capolavoro comico!

La parte che preferisco è quella in cui un Hayek in versione Stanislao Moulinsky trama nell’ombra la “vendetta della Scuola Austriaca.”

Davvero uno spasso. Postatene di più di questi articoli, tirano su di morale.

virgo_sine_macula
virgo_sine_macula
19 Febbraio 2009 20:02

In questo blog gli utenti hanno il vizio di definire troll chiunque non sia di sinistra:grazie al cielo essere di sinistra non e’ ancora obbligatorio anche se molti lo vorrebbero.Quanto all’etichetta di no global,ti faccio presente che anche Tremonti e la lega nord,che sono di destra,sono sempre stati oppositori della globalizzazione in toto,mentre quelli di sinistra vorrebbero la globalizzazione per favorire i poveri abitanti del terzo mondo che noi dovremmo ospitare tutti,ma non ne vorrebbero le conseguenze economiche:la globalizzazione favorisce infatti sicuramente le multinazionali che sono come fumo negli occhi per uno di sinistra.Vorrebbero insomma la botte pieana e la moglie ubriaca,troppo comodo.

lino-rossi
lino-rossi
20 Febbraio 2009 5:53

eccellente ricetta nichilista, all’insegna di “muoia sansone con tutti i filistei”

Pausania
Pausania
20 Febbraio 2009 12:02

Ovviamente.

A tempo perso, ci vorrai spiegare cosa ci sia di nichilista a chiedere di fermare la frode del corso legale e della riserva frazionaria.

lino-rossi
lino-rossi
20 Febbraio 2009 12:22

il problema vero è la mancanza di denaro NON indebitante, ovvero, per dirla alla Keynes: per riavviare un’economia in crisi è necessario aumentare la domanda aggregata attraverso investimenti finanziati da una espansione dell’offerta di moneta cioè da debito pubblico sottoscritto dalla Banca centrale.
tradotto in italiano significa: aumentare la base monetaria.

invece questi furboni hanno pensato malissimo di aumentare la domanda facendo indebitare pressoché tutti.

tutto il resto è aria fritta.

il modello keynesiano è stato abbandonato perchè “superato” da fenomeni stagflazionistici. Ma quei fenomeni non erano riconducibili al modello ma ad una serie impressionante di errori/eventi, non tutti disinteressati o casuali.

chi attacca Keynes con il gold standard non sa di cosa parla.

Pausania
Pausania
20 Febbraio 2009 12:40

Domande sparse:

1. Cos’è il “denaro indebitante”?

2. Cos’è un economia in crisi, come si definisce?

3. Aumentare la base monetaria = creare denaro dal nulla. Cioè, ho 100 banconote da 50 euro ne stampo altre 20. Oppure far comparire sul conto in banca 1000 euro che prima non c’erano.

4. L’assenza di una moneta con valore intrinseco (o comunque legata ad un bene reale) a favore di un pezzo di carta non pone alcun problema di sorta?

rosacroce
rosacroce
20 Febbraio 2009 14:53

non sarebbe meglio abolire la banca centrale ,e al suo posto introdurre la banca NAZIONALE( dello stato )che si stampa la propia moneta?(proposta la rouche).
perchè insistere con la bce? e la truffa che ne deriva?

lino-rossi
lino-rossi
20 Febbraio 2009 14:54

le strade che portano alla moneta NON indebitante vanno tutte bene.

rosacroce
rosacroce
20 Febbraio 2009 14:58

x lino rossi:
il debito pubblico è la mina che distrugge l’economia.
ma poi siamo già a 400% del pli di debito statale(con i debiti delle banche)
,ma dove vuoi andare ?
siamo in 3 in famiglia sono circa 24.000 euro all’anno di interessi che devo pagare alla bce.
non ho intenzione di pagare.
pagali tu se vuoi o puoi.
lavora tu per LORO,anzi ,perchè già che ci sei non vieni a lavorare anche per me?

lino-rossi
lino-rossi
20 Febbraio 2009 15:03

mi dispiace dirtelo, ma non hai colto la cosa essenziale della politica monetaria: la base monetaria non è indebitante e quindi, aumentando la base monetaria non si devono pagare interessi.
https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=4379

lino-rossi
lino-rossi
20 Febbraio 2009 15:11

se la tua paura è l’inflazione non devi preoccuparti, perchè quella è controllabile attraverso l’aumento della riserva obbligatoria (Einaudi e Menichella hanno dato un esempio incontrovertibile di ciò). se invece sei semplicemente un fanatico rothbardiano … non c’è niente da fare: sei irrecuperabile. leggiti in questo caso I pilastri della terra di Ken Follett; lì potrai apprezzare un tipico esempio di economia della miseria rothbardiana: l’istituzionalizzazione della legge della giungla.

lino-rossi
lino-rossi
20 Febbraio 2009 15:25

l’essenza della moneta debito è la sua rarità che obbliga la gente ad indebitarsi sempre e comunque (il lavoro non è sufficiente al sostentamento). con la moneta merce di rothbard si istituzionalizza questa mostruosità.

rosacroce
rosacroce
20 Febbraio 2009 15:28

come fanno le banche a aumentare la riserva obbligatoria,se non hanno neanche i soldi per pagare i debiti con riserva al 2%?
con maggiore riserva,saltano prima.

lino-rossi
lino-rossi
20 Febbraio 2009 16:07

le banche bollite vanno nazionalizzate senza esborsi eccedenti la tutela dei piccoli risparmiatori. il tuo problema è risolvibile semplicemente aumentando la base monetaria. è ovvio che quando si riavvia il mercato si può invertire la manovra. la BC avrebbe proprio dovuto fare questo: modulare gli strumenti in modo da mantenere l’equilibrio. invece hanno preferito la politica del debito ad oltranza.

Paxtibi
Paxtibi
20 Febbraio 2009 16:54

Qui l’unica aria fritta è quella servita da Lino Rossi, la solita frittura maleodorante di chi vorrebbe metter le mani sulla stampante magica. La moneta “indebitante”, come la chiama lui, è a buona ragione qualsiasi moneta che venga creata, appunto, a partire dall’aria fritta di cui sopra. Perché? Per un motivo semplicissimo: perché in realtà “indebita” chi la emette, perché la scambia con beni o lavoro reale. Aria fritta, in cambio di cose concrete, che costano fatica. Certamente io posso poi usare questa cartaccia per ottenere altri beni reali, di mio gradimento, visto che l’enità di emissione impone il corso legale con la forza. Ma attenzione: io lo scambio lo faccio con terze parti, non con lo spacciatore di carta unta, che non è tenuto a rifondere il debito contratto nel momento in cui mi ha messo in mano il suo nulla: e no, caro il mio ciccio, tu m’hai dato un pezzo di carta in cambio di lavoro, fatica e sudore, tu mi devi dare (e se non a me, a colui che ha preso in consegna la cartaccia, sempre in cambio di beni reali) in cambio qualcosa di tangibile, quando te la riporto! E questo sarebbe ancora il… Leggi tutto »

Pausania
Pausania
21 Febbraio 2009 2:31

Il problema non sarebbero nemmeno le teorie in sé, ma tutto l’impianto mentale che le sostiene. Mi spiego: la valanga di signoraggisti, monetadebitaristi e compagnia bella, come dici tu, non ha nessuna intenzione di abolire la truffa della moneta a corso legale e della riserva frazionaria e anzi, la vuole mettere in mano a un non meglio definito “stato” (come se esistesse il signor Stato, con volontà, intelligenza e coscienza propria). E già qui casca l’asino, perché vorrebbero farci credere che adesso non sia lo Stato a regolare la materia (come se le leggi e l’apparato poliziesco-militare necessario a mantenere quelle leggi non fossero dello Stato). Ma questo sarebbe il meno: è un fatto del tutto umano… io vedo che con una truffa qualcuno diventa ricco, voglio partecipare alla truffa. Un po’ misera come idea, ma almeno è razionale. La cosa veramente terribile in tutto questo è che costoro stanno raccogliendo consensi su consensi non per le questioni tecniche, ma perché vanno in giro a promettere alla gente che non dovremo più lavorare, che saremo tutti ricchi e che potremmo esserlo da molto tempo solo che “loro” non lo vogliono. Praticamente è come leggere Pinocchio, con il Gatto e la… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
21 Febbraio 2009 2:45

sei un analfabeta della politica monetaria.
ho già articolato dettagliatamente tutti i passaggi.
l’unica cosa che posso aggiungere è che la moneta merce è inaccettabile perchè prevede proprio l’arretramento della politica, lasciando mano libera al mercato.

lino-rossi
lino-rossi
21 Febbraio 2009 2:47

idem come sopra

lino-rossi
lino-rossi
21 Febbraio 2009 2:55

è il colmo degli anarcocapitalisti frequentino un sito come questo. ma non vi vergognate per niente? andate da Feltri!

Pausania
Pausania
21 Febbraio 2009 2:57

Quod erat demonstrandum

Comunque: avviso a tutti i lettori di CDC. Visto che siamo in tempo di crisi e che sicuramente sarete a corto di liquidità, mi offro di prestarvi soldi che mi potrete poi restituire in comode rate mensili.

Ah, io ho solo mille euro in banca, ma – come ci spiega lino-rossi – va benissimo così. Io vi presto soldi che non ho, voi mi restituite soldi che avrete guadagnato (altrimenti non c’è problema, vi prendo la macchina). Se lo fanno le banche e se lo fa lo Stato, potrò farlo anche io, non vi pare?

Contattatemi in pm.

lino-rossi
lino-rossi
21 Febbraio 2009 3:47

il tuo ambiente è il far west del XIX° secolo. hai semplicemente sbagliato tempi e luoghi. vatti a studiare un po’ di rothbard prima di continuare a dire idiozie, così almeno saprai un po’ di più di cosa stai trattando

Pausania
Pausania
21 Febbraio 2009 4:18

Argomentazioni nel merito sempre precise e puntuali. Complimenti.

lino-rossi
lino-rossi
21 Febbraio 2009 4:31

http://download.luogocomune.net/download/Libri/LoStatoFalsario-M.N.Rothbard.pdf

la quintessenza dei peggiori bassi istinti capitalistici. con questa spazzatura l’uomo farebbe un deciso passo verso la bestia. è anarcocapitalismo. cos’altro vuoi specificare? spero solo di non avere mai a che fare con delle persone (si fa per dire) con questa forma mentis.

ericvonmaan
ericvonmaan
21 Febbraio 2009 7:18

Uscire dalla crisi? Far rifiorire l’economia? Liberare lo Stato (e i cittadini) dalla garrota del “debito pubblico”. Si può, è facile, è già stato fatto da qualcuno. Basta volerlo (e capire bene il giochetto che ci frega, è ovvio – non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire).
Leggetevi questo e meditate
http://www.signoraggio.com/signoraggio_ilpontediguernsey.html

Truman
Staff CDC
21 Febbraio 2009 17:15

Nella vulgata economica si tende a raccontare il liberismo come alternativa al keynesismo e Friedman, con il suo monetarismo, si inquadra nella masnada dei sostenitori del liberismo.

In realtà l’economia è ben più complessa di come la raccontano i neocon, Keynes è sempre stato adottato quando serviva, in particolare nella variante militare (la spesa pubblica degli USA è stata spesso investita in continue guerre).

Il liberismo si contrappone più direttamente al protezionismo, di cui fu sostenitore Friedrich List. Anche il protezionismo è oggi diffusamente applicato. Un esempio sono i sussidi CEE all’agricoltura.

Nel frattempo si è sviluppata l’economia ecologica, di cui fu pioniere Nicholas Georgescu-Roegen.

Ci sarebbe da ricordare anche Nikolaj Kondrat’ev, che studiò le onde lunghe dei cicli economici.