E se avessero ragione “loro”?

e se avessero ragione loro?

Di Roberto Pecchioli
ereticamente.net

L’incipit della Terra desolata (la traduzione più corretta è “guasta”, The waste land) di Thomas Stearns Eliot è un’invettiva contro la primavera.

Aprile è il più crudele di tutti i mesi, genera lillà dalla terra morta, mescola memoria e desiderio, desta radici sopite con pioggia di primavera.

Per noi che non siamo poeti, il peggiore dei mesi è luglio, l’estate che scoppia, ferisce con luce eccessiva, il calore che scioglie e condanna, la constatazione che siamo esseri fragili a cui basta un eccesso di temperatura – o il suo contrario, il gelo che rallenta il sangue e fa battere i denti – per diventare altro, scimmie nude, indifese, anelanti la penombra, il calare del sole nemico.

Temperature troppo alte, il sudore che cola, l’umanità sembra disfarsi e ridursi a istinto, carne sin troppo esibita, desolata, guasta. In estate, chi scrive sente profondo il desiderio di distanziamento sociale. Nessun terrore da virus, solo una decisa presa di distanza dai conspecifici – l’umanità colta da una strana allegria di naufraghi – resa urgente dalla stagione.

Sorge una domanda orribile, difficile quanto la risposta immediata: e se avessero ragione loro, gli oligarchi, i signori del dominio, i detentori del potere, a farci ciò che fanno, a ridurci sempre più ad animali ammaestrati, docili, prevedibili, teste senza cervello, ventri, istinti dominati dalle voglie, greggi condotti per il tratturo scelto dal pastore? Non è questo il vero destino dell’homo sapiens, ridotto a sciame?

Così pensavamo faticosamente, cercando di chiudere gli occhi e di renderci insensibili ai rumori, stipati in un treno con destinazione il mare, preso per necessità, spersonalizzati in una folla sudaticcia, litigiosa. Non c’è aria condizionata, i posti sono limitati, bagagli di ogni tipo e colore ingombrano dappertutto, tracimano nel poco spazio concesso all’homo deus transumante, scamiciato, con la carne seminuda arrossata, spesso sfigurata dai ghirigori e dalle frasi da Baci Perugina (solitamente in inglese) di tatuaggi senza senso, ansioso di raggiungere la meta dell’agognata vacanza, la spiaggia del divertimento obbligato, del soddisfacimento di voglie e aspettative. Il contrario della festa comunitaria a lungo attesa, impreziosita dal rito, degli abitanti della Contea nel Signore degli Anelli.

L’uomo della civiltà digitale, con atrofia delle mani, sempre meno usate per il lavoro e artrosi delle dita impegnate ad armeggiare sui dispositivi elettronici, è simile a uno sciame. Il termine sciame indica una molteplicità di individui che restano atomi solitari pur avendo la possibilità di relazionarsi in un attimo (il tempo reale) con il mondo intero. Caratteristica dello sciame è quella di muoversi in massa, guidati non da una volontà o da un capo visibile, bensì mosso da onde invisibili che determinano una cangiante direzione comune.

L’uomo-sciame, a differenza della massa in cui sacrificava la propria individualità e intelligenza, ma in vista di un obiettivo comune, resta solo.

Lo sciame digitale non è una folla, poiché non possiede un’anima, uno spirito. L’anima raduna e unisce: lo sciame digitale è composto da individui isolati. (Byung Chul Han)

Isolati ed egoisti: anche sul treno affollato lo sciame reclama diritti, tutti sono in competizione, per un centimetro, per guadagnare un attimo prima l’uscita o raggiungere i servizi di cui non osiamo immaginare le condizioni. Nessuno cede il posto ai rari anziani che sembrano capitati lì per sbaglio. Pochissimi dialogano tra loro o leggono un libro, tutti smanettano con lo smartphone o telefonano. Si comunica con l’assente, il distante, si ignora il vicino presente, il nemico. La transumanità è già qui. Elon Musk ha affermato che lo smartphone ha trasformato l’uomo in una sorta di cyborg (l’individuo a cui sono stati trapiantati membra o organi artificiali), lamentando la lentezza del salto antropologico. Lo smartphone è un’estensione di noi stessi, il medium tra dita, memoria e cervello.

L’uomo nuovo senza interiorità – surrogata dagli apparati artificiali – è un concentrato di dipendenze. Dal sistema degli oggetti, dalle voglie diventate insaziabili poiché alimentano il sistema, da comportamenti, modi di vita, scelte, consumi indotti da un sapiente impianto psicosociale il cui successo più straordinario è farci credere liberi in mezzo a innumerevoli schiavitù. Uno psicoterapeuta, Adriano Segatori, usa l’espressione società tossica, fondata sulle dipendenze, di cui il potere è l’impassibile spacciatore, con l’obiettivo finale dell’addomesticamento di massa.

Vittoria su tutta la linea.

L’uomo ha delegato ogni cosa, qualunque decisione ai manufatti tecnici e al magistero superstizioso della scienze e della tecnica. Tutto è divenuto meccanica e non ha più senso l’espressione latina homo faber, artefice di se stesso, sostituita da homo fabricatus, plasmato, programmato, seriale, reso prevedibile dalla tecnica.

Chi ha meglio compreso la natura umana sono le oligarchie che la sfruttano per i loro scopi, dirigendola a piacimento, come le onde che muovono lo sciame. Scrisse Marcello Veneziani che l’uomo imita nella sua grande maggioranza i comportamenti di chi lo guida. Con la medesima annoiata indifferenza con cui ieri seguiva – o almeno approvava – i precetti, le virtù personali e sociali diffuse dal potere, oggi pratica i comportamenti – rovesciati come un guanto – propagandati da un apparato mai tanto potente e pervasivo. Il mezzo è il messaggio.

La domanda che inquieta e attraversa l’uomo libero, il ribelle che cerca di usare autonomamente le facoltà intellettuali, è: hanno ragione loro? Se l’umanità è questo – e ne abbiamo prove sovrabbondanti – forse conviene mettersi dalla parte dei pastori che si sono impadroniti del gregge, senza credere alle loro bugie il cui scopo – ieri come oggi – è il controllo, il potere, il dominio. Leo Strauss lo teorizzò nel suo circolo riservato, definendo nobile menzogna tutto quanto viene fatto credere alla massa. La certezza è che la grande maggioranza non si accorge dell’inganno, in cui vive serenamente sino alla tomba.

Anche la democrazia è un inganno illusionistico creduto per le accecanti luci del varietà e per coazione a ripetere. La finta libertà in cui “uno vale uno” nella scelta dei governanti – plenipotenziari del potere tecnologico, economico e finanziario fattosi plutocrazia – è talmente inquinata dal potere del denaro e della comunicazione (un’endiadi, sono la stessa cosa) che perfino il gregge sta iniziando a fiutare l’imbroglio.

Manca del tutto un’alternativa, però, un’idea forza a cui consegnare l’energia positiva, il desiderio di cambiamento, la speranza. “Loro”, il grumo di potere che ci dissangua, ci espropria e occupa le nostre menti, hanno vinto un’altra volta: “Tina”, il gelido acronimo incapacitante di there is no alternative.

Se ci crediamo, vuol dire che hanno ragione loro. Significa che hanno realizzato l’auspicio di Sun Tzu nell’Arte della guerra: sottomettere il nemico senza combattere. Ci conoscono talmente bene – meglio di quanto noi stessi ci conosciamo – che traggono vantaggio dai nostri limiti e difetti.

Per il fondatore dell’antropologia filosofica, Arnold Gehlen, il frenetico progresso della tecnica è avvenuto in strettissimo collegamento con la produzione capitalistica. Ma l’uomo moderno è indifferente alle ragioni e ai nessi di causalità; si limita a lasciarsi vivere, ovvero a farsi agire dall’esterno. Il meccanismo primario è la seduzione, con la ragione economica e strumentale che rimpiazza la cultura, assorbendola in sé e cacciando ogni concorrenza di idee esattamente come gli spiriti animali del capitalismo (J. Schumpeter) tendono a eliminare ogni agente diverso dal soggetto più grande e potente.

La servitù diventa volontaria, addirittura un dato di natura, per cui la caverna di Platone diventa un comodo habitat. L’uomo ama l’inganno, o l’illusione. Il mondo classico chiamava vizi capitali le debolezze umane che arrecano gravi conseguenza alla persona; il cristianesimo, più indulgente, li derubricò a peccati pur continuando a condannarli. Il potere ne prende atto concretamente, lavora su di essi, li considera opportunità per i suoi fini e li utilizza senza scrupoli. L’antichità ne individuava sette – un numero altamente simbolico, incomprensibile nel mondo dissacrato e desimbolizzato.

Si tratta della superbia, la pretesa di superiorità unita al disprezzo per l’altro; l’avarizia, smania di possesso, cupidigia che inibisce ogni gesto di generosità; la lussuria, che fa predominare l’istinto sessuale e la sua soddisfazione , riducendo l’altro a oggetto di piacere; l’invidia, che rode il cuore odiando il bene altrui; la gola, ingordigia rivolta al cibo, un piacere che non può diventare scopo; l’ira, impulso negativo incontrollabile nei confronti di cose o persone; l’accidia, indifferenza, disinteresse, pigrizia morale, fisica e mentale.

Tutti questi vizi paiono il ritratto dell’uomo moderno, compresa l’accidia, che il potere alimenta per diffondere egoismo, solitudine, inazione e disinteresse a comprendere – o almeno riconoscere – i perché degli eventi. È forse questo il carattere più profondo dell’uomo medio, sui cui limiti e debolezze punta il potere per dominarlo. Nulla di veramente nuovo: per gli antichi, gli Dei toglievano il senno a coloro che volevano rovinare; un cardinale cattolico teorizzò secoli fa che il popolo vuole essere ingannato, dunque va ingannato.

La novità post moderna è lo sfruttamento intensivo delle debolezze, dei vizi, dei desideri e dei capricci, prima accompagnati dalla riprovazione ufficiale, oggi considerati medaglie di buon cittadino, un’acrobazia che ha spalancato la finestra di Overton del bene e del male. Ovvio, sono i fondamenti del consumo e della corsa forsennata verso i piaceri più futili. Tutt’al più, allorché certe condotte, gli ex vizi, creano problemi, il sistema li tratta da malattie, disturbi. Così può inquadrarli meglio, eliminare l’ultima traccia di senso di colpa, guadagnarci e aumentare il controllo sociale attraverso la medicalizzazione della vita.

Ancora Segatori:

la gola diventa disturbo dell’alimentazione incontrollata; l’invidia, disturbo antisociale di personalità; l’accidia disturbo depressivo; la superbia, disturbo narcisistico della personalità; l’avarizia, disturbo da accaparramento; la lussuria disturbo del controllo degli impulsi o sessodipendenza; l’ira, disturbo del controllo degli impulsi.

Il male (come il bene) è nell’uomo e ogni civiltà, ogni tradizione spirituale ha cercato gli antidoti, attraverso la diffusione di modelli di vita e comportamento considerati etici, virtuosi. La nostra, al lumicino, è l’unica che chiama bene il male e normalità la devianza. Arriva a denominare diritti i capricci e a destituire la realtà, la natura, se non corrispondono alla volontà soggettiva. Ne L’Impero del bene, Philippe Muray indicava la modernità come banca mondiale dei diritti; il cortocircuito è che ai diritti non corrispondono più i doveri, con il disfacimento irreversibile della compagine sociale.

Suscita entusiasmo tutto ciò che sembra “comodo”, ossia che, a un esame superficiale (l’unico alla portata di popolazioni ridotte a plebi non pensanti) sembra facilitare la vita e farci risparmiare tempo. Tempo per farne che cosa, se non alimentare la spirale dei vizi-voglie-desideri? Diventa semplice far accettare la scomparsa del denaro contante, l’esproprio del frutto del nostro lavoro, dei risparmi e la decisione su come, quando e in che misura spenderlo. Appare un gioco da ragazzi, specie dopo la prova pandemica– riuscita oltre le più rosee aspettative – far accettare anche il codice a barre, il segno della bestia, il chip sottocutaneo. Il corpo diventa cifra, proprietà di chi lo ha marchiato, come il bestiame d’allevamento.

Oltre ogni limite; perfino il materialista Ludwig Feuerbach scrisse che il Dio Termine romano “si trova all’entrata del mondo in funzione di sentinella. La condizione di entrarvi è l’autolimitazione”. Accettare l’esproprio del corpo e l’introduzione in esso di segnali o apparati ci rende trans umani, in attesa dell’ibridazione vera e propria con la macchina, nella convinzione gnostica (alla gente non va spiegato, qualcuno potrebbe spaventarsi) che il corpo sia la prigione. Viviamo nel pieno di quella che Isaiah Berlin chiamava libertà negativa; uno psicanalista freudiano, Massimo Recalcati, parla di uomo senza inconscio.

Ha vinto quello che il marxista eretico e psicanalista Jacques Lacan ha descritto come il formidabile attacco alla psiche umana sferrato dal capitalismo tecnocratico, il Grande Altro. Conoscitori sopraffini di ciò che siamo, dell’uomo concreto, reale, lorsignori ci hanno reso schiavi docili, domestici, perfino felici.

Il rovello è quello iniziale: e se avessero ragione loro?

Di Roberto Pecchioli
ereticamente.net

Fonte: https://www.ereticamente.net/2022/07/e-se-avessero-ragione-loro-roberto-pecchioli.html
07.07.2022


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Commenti (83)

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    1. massimo olati 14 luglio 2022

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    1. sbregaverse 10 luglio 2022

      LORO NON HANNO RAGIONE A PRESCINDERE.

    1. absitiniuriaverbis 10 luglio 2022

      L'intelligenza è senza ombra di dubbio un' arma tremendamente efficace.
      Purtroppo siamo circondati da pacifisti.

    2. Fantine 10 luglio 2022

      Anche da asintomatici.

    1. Eugiorso 9 luglio 2022

      Vedremo quando scoppierà biden/ bidet, oppure creperà, cosa farà l'élite statunitoide, con quale piccolo golem (con il foglietto con la formula magica nella fessura) lo sostituirà ... (il foglietto d'istruzioni con la formula magica nella fessura ... Quale fessura? Intuibile, il buco del c**o!)

      Cari saluti

    2. sbregaverse 10 luglio 2022

      Eh NO buco è buco e fessura è:
      SUA SIGNORIA LA FESSURA.
      I miei rispetti conditi con care cose.

    1. BrunoWald 9 luglio 2022

      Non è necessario salire a luglio su un treno affollato di vacanzieri per capire cosa sia l'umanità, o per porsi certe domande.
      Non sono gli oligarchi "a farci ciò che fanno, a ridurci sempre più ad animali ammaestrati, docili, prevedibili, teste senza cervello, ventri, istinti dominati dalle voglie, greggi condotti per il tratturo scelto dal pastore": questa è la descrizione piuttosto accurata dell'homo sapiens.
      I potenti, da sempre, non fanno che sfruttare tali circostanze a loro vantaggio. Sola differenza, un tempo il dominio veniva esercitato persuadendo le masse a interiorizzare un particolare "senso" (narrativa) stabilito dai dominanti, mentre oggi esso si esercita mediante la distruzione di qualsiasi senso delle cose - l'Impero del Nulla - provocando un caos crescente.
      E tuttavia, continuano ad esistere persone consapevoli, dotate della capacità di pensare autonomamente, che non possono essere persuase né ingannate facilmente, e dunque sono pericolose: il potere può solo ucciderle, o rinchiuderle, al limite corromperle.
      Ma se questa "elite della coscienza" riuscisse a rovesciare gli attuali dominanti e sostituirsi ad essi, finirebbe per prendere atto che la massa AMA vivere nell'illusione e nella menzogna, e dovrebbe trattare i sudditi come tali. A meno di voler cimentarsi nella creazione dell'Uomo Nuovo, impresa in cui hanno già fallito fascismo e comunismo.
      PS: ovviamente, se sei un essere pensante hai sempre l'alternativa di rifiutare queste logiche e seguire il tuo percorso personale, senza cedere alla tentazione di obbedire né di comandare. Ma non è facile. E a volte ti vengono a prendere.

    2. sarah 9 luglio 2022

      In questo articolo Pecchioli si abbandona un po' troppo all'angoscia personale, se mi posso permettere di valutare il suo pensiero tanto articolato ed approfondito. Anche in altri articoli egli si scaglia talvolta con troppa durezza contro determinati stereotipi che, in fin dei conti, non credo siano poi così tanto rilevanti ai fini di ciò che vuole sostenere. Non penso sia poi necessario porsi con tanta veemenza la domanda che apre la riflessione. "Loro" hanno ragione? Beh, come dice lei, la creazione dell'Uomo Nuovo che potrebbe essere ( e a mio avviso è ) la tentazione collaterale di un potere che si arrovella per mantenere il predominio si è già più volte dimostrata fallimentare. E lo sarà ancora, nonostante le vere o presunte mutazioni antropologiche portate dalla tecnologia e forse un po' troppo sopravvalutate. Infine sì, è vero, la massa cosiddetta ama essere illusa ed ingannata dalle narrazioni che ha "subito" nel corso della storia, ma soprattutto lo fa se questo inganno ci risparmia da altre preoccupazioni, ci deresponsabilizza e ci offre una via facile di sopravvivenza. Ho parlato in prima persona perché non ho la presunzione a priori di collocarmi al di fuori della massa. Il paradosso potrebbe essere quello per cui oggi queste "amabili distrazioni" potrebbero non servire più così bene allo scopo ed essere fonte esse stesse di dolori che vanno al di là del solo vuoto esistenziale. Lunedì utilizzerò un mezzo di trasporto pubblico a lunga percorrenza ( ora che non è richiesto il lasciapassare politico) per raggiungere il mare e godere della sua bellezza. Vedremo se accadrà il peggio - scherzo.

    3. BrunoWald 9 luglio 2022

      Senza dubbio, tutti in qualche modo siamo vittime/artefici di finzioni ed auto-inganni con cui cerchiamo invano di semplificarci la vita. Il percorso cui mi riferivo passa appunto dal rendersi consapevoli di ciò ed imparare ad affrontare le verità spiacevoli, a cominciare dal piano personale.
      Poi, penso che nessuno "si collochi" fuori della massa, per mera presunzione, è una cosa molto oggettiva e concreta: si è capaci di un pensiero critico, o si ripete quello che dice la tv. Nel primo caso siamo "fuori", che ci piaccia o meno, e di solito non è piacevole.
      Buone vacanze!

    4. sbregaverse 10 luglio 2022

      Vedi Fusaro più circostanziato e didascalico.
      Bruno , senza offesa, s'intende , il tuo è buon dettato.

    5. sbregaverse 10 luglio 2022

      Pecchioli è un grande a prescindere.....qualche RARA volta sonnecchia.

    1. uparishutrachoal 9 luglio 2022

      Gurdjieff diceva che solo pochi possono coltivare la consapevolezza, mentre la massa è destinata ad essere cibo per la Luna..
      Se la Luna rappresenta l'ultimo anello del raggio di creazione, allora le masse incoscienti non possono cambiare, dal momento che assolvono un ruolo cosmico non sopprimibile che può essere solo regolato..
      Se la massa è cibo per la Luna, pochi sono cibo del Sole..e chi presume di essere tra quei pochi, è bene che si preoccupi della sua ascesa solare senza imbrigliarsi troppo a cambiare ciò che non può essere cambiato..
      Si può declinare tutto in modo teologico con Dio e il Diavolo o in modo iniziatico con Principio e Manifestazione..ma alla fine la vera cosa importante è diventare ciò che siamo, e nel mondo della confusione coatta, cominciare a lavorare sull'argomento è grande cosa rispetto alla massa, ma poca cosa rispetto al risultato da raggiungere..però è già un inizio sulla strada giusta..
      Va pure considerato che la massa sono sempre gli altri..col risultato di vivere sugli allori che magari sono pure falsi..perché il Nemico è furbo e saperne una più del Diavolo non è così automatico..
      Per questo, tante pecore aspirano a un posto di cane guardiano, altre pure a diventare pastore..e la Luna ci guadagna per il pasto abbondante..
      Chi invece ama il Sole detesta pecore, cani e pastori..e
      Solo et pensoso i più deserti campi
      va mesurando a passi tardi et lenti..

    2. BrunoWald 9 luglio 2022

      Magnifico commento, e salutare bacchettata.

    3. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Spingere troppo a fondo la metafora che vede il Sole nel ruolo di Prima Luce porta dritti al materialismo, così ammoniscono antiche saggezze, e il ruolo della Luna sta nella qualità della sua luce, non nel fatto che sia riflessa.

    4. uparishutrachoal 9 luglio 2022

      Il Sole è un simbolo, come la Luna, e il bello dei simboli è che possono essere letti relativamente alla comprensione umana che è diversa per ognuno..così abbiamo lo stesso soggetto con significati diversi,,che poi è il segreto di tutte le civiltà che riuscivano a legare gli uomini in valori comuni..rispettando le specificità di tutti..

    5. Primadellesabbie 10 luglio 2022

      Giusto, ma questo non contraddice quello che ho scritto.

      Inoltre, in particolare la luce della luna è priva di calore, e ciò la rende più affine (e simile) alla luce archetipica o primordiale che essenzialmente "illumina" (in ogni senso).

      Riguardo all'asse simbolico Sole-Luna, dato che questa è assimilata al femminile, si aprono delle prospettive un po' diverse da quelle diffuse troppo semplicisticamente dall'uso corrente (e no) dell'aggettivo 'solare', e dalle speculazioni che ne derivano.

    6. uparishutrachoal 10 luglio 2022

      La Luce Superiore ha trasceso il calore, mentre quella lunare ne è al di sotto..e se la prima è propria dell'Intelletto, la seconda è del piano psichico, se usciamo dal piano grossolanamente percettivo..
      Se il Sole è yang, la Luna é yin..mentre la Terra ne è la mediazione esposta ai due influssi..
      Voler fare della luce lunare un simbolo della Luce Superiore, mi puzza di capovolgimento della realtà con tutto ciò che ne consegue..francamente parlando,
      Poi..se vogliamo essere pignoli, ogni cosa contiene il suo contrario pur se in minima parte, in quanto il Tutto Universale vi si specchia in gradi diversi..e in ogni simbolo si trovano sempre aspetti contraddittori che lo completano ..infatti non c'è yang senza yin e yin senza yang..ma il significato principale resta pur addolcendosi con quello opposto..

    7. sbregaverse 10 luglio 2022

      Luna tu, sai dirmi cos'è
      Luna tu, sai dirmi perchè.....
      Il paese dei Campanelli.

    8. Primadellesabbie 10 luglio 2022

      Scrivi:

      " il bello dei simboli è che possono essere letti relativamente alla comprensione umana"

      Quindi inutile ricordarti che i simboli si 'possono' interpretare in un modo, non si 'devono'.

      Considerato da dove proviene l'interpretazione della luce lunare che ho ricordato sopra sono sicuro che non 'puzza' in alcun modo.

      Il Sole emette anche luce, e lo fa attraverso procedimenti che producono calore oltre a molti altri fenomeni, questo dovrebbe bastare a valutare la differenza dalla luce prima.

      Anche di Agartha si dice sia illuminata da una luce talmente pura che non emette calore.

      Trascendere il calore o esserne al di sotto???

    1. maghi 9 luglio 2022

      un uomo senza Dio, dominato dai vizi capitali, può e deve essere ridotto in schiavitù dal potere, perchè può fare solo danni a se stesso, agli altri e al creato. Non è che dietro questo potere ci sia Dio, che ha creato l'uomo libero di scegliere tra il male ed il bene. Semmai c'è il demonio che vuole la sua anima definitivamente per divenire il padrone del mondo. Ovviamente l'uomo va ridotto ad un essere dotato solo di inconscio, ossia un incosciente, perchè anche solo colla ragione, si potrebbe rendere conto che è ormai ridotto al livello dell'animale. La liberazione umana avviene solo attraverso il super-io, perchè è lì che l'essere umano trova la differenza tra il bene ed il male, Non è una conoscenza intellettuale, ma coscienzionale, sennò come si potrebbe accertare che persone intelligenti e sane di mente possano compiere azioni scellerate. Perchè in loro non è presente la coscienza di quello che fanno, che è possibile avere solo attraverso il super-io come diceva Freud o spirito come diceva S.Paolo o anima come diceva Gesù. Tutti ebrei, il che non è solo strano, ma Dio nella Bibbia ha stranamente eletto quel popolo. Comunque anche noi. non ebrei, possiamo e dobbiamo non essere dominati e non dare loro ragione, se riprendiamo in mano la nostra anima, rifiutando i vizi e seguendo i consigli evangelici, ripresi anche dai nostri fratelli musulmani, colla pratica della preghiera, che è l'unico modo di mettere in contatto la nostra anima col creatore. Senza Dio e questo contatto non si può essere liberi e hanno ragione loro a dominarci. Anzi mettiamo nelle loro mani il nostro dominio.

    2. BrunoWald 9 luglio 2022

      L'inconscio non è affatto "incosciente": semmai è la ragione a non esserne cosciente.
      Persone intelligenti e sane di mente compiono azioni scellerate nella piena consapevolezza di ciò che fanno, perché ne traggono concreti benefici.
      Nella Bibbia, "Dio" ha stranamente eletto quel popolo, perché la Bibbia l'hanno scritta loro.
      La teologia, i dogmi e i consigli evangelici hanno imperato per lunghi secoli, senza poter evitare né gli orrendi vizi delle epoche dominate dalla Chiesa, né impedire l'avvento dell'attuale nichilismo. Pertanto ritengo improbabile che rappresentino un'alternativa efficace.

    3. maghi 9 luglio 2022

      sai in Paradiso ci sono sempre andati in pochi. Non fanno certo massa critica per un cambiamento visibile. Vedi il '68 o più recentemente i cosiddetti no-vax. Poi l'elezione agli Ebrei Dio gliela tolta con Gesù, che da allora ha portato il messaggio divino a tutti gli uomini, ma anche qui con scarsi risultati di contrastare il potere satanico sulla Terra, il che, come dicevo prima, non è facile e Gesù ha affermato di non essere il Principe di questo mondo. Se l'anima o lo spirito o il super-io dominassero l'umana natura non ci sarebbero i vizi, le scelleratezze. in definitiva i peccati, ma allora si sarebbe in Paradiso e non in Terra. Siamo di passaggio qui, non solo anagraficamente, anche spiritualmente.

    4. LuxIgnis 9 luglio 2022

      L’inconscio non è affatto “incosciente”: semmai è la ragione a non esserne cosciente.

      Vero. Anche se le cose sono un po' più complesse.

    5. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Se un giorno si saprà, e probabilmente quel giorno arriverà, chi ha scritto la Bibbia, ci sarà da divertirsi.

    6. LuxIgnis 9 luglio 2022

      I sumeri?
      Molte delle storie della Bibbia, antico testamento chiaramente, derivano da mitologie sumere, secondo alcuni.

    7. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Le conoscenze accumulatesi nelle civiltà, anche a noi sconosciute, che hanno popolato il pianeta, magari di difficile accesso ma si ritrovano un po' dappertutto, e si possono usare per il dritto e per il rovescio.

    8. omega 9 luglio 2022

      Secondo la teoria più accreditata, essa risulta dall'assemblaggio di quattro diverse narrazioni.

    9. maghi 10 luglio 2022

      mi pare che tutti questi commenti siano accomunati dal fatto che nessuno dei commentatori abbia mai letto nè la Bibbia, nè Il Vangelo.

    10. maghi 10 luglio 2022

      è come dire che si è coscienti nel sogno. Proprio per questo lo odio. Non essere presente quando qualcuno ti denigra o fa qualcosa alle tue spalle, è anche segno di maleducazione. Oppure che si è incoscienti da svegli. Certo, se si è folli. E ce ne sono così tanti, che pare normale.

    11. omega 10 luglio 2022

      Il Vangelo l'ho letto tutto, in Vecchio Testamento no. Io mi riferivo al secondo.

    12. omega 10 luglio 2022

      Il, pardon.

    13. maghi 11 luglio 2022

      sai almeno qualche beatitudine?

    1. Ricciardo 9 luglio 2022

      articolo citazionista, che il grassetto rende ancor più greve. sarà il caldo...

    1. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Certo che hanno ragione!

      Dato che si credono degli eletti e vogliono ripristinare l'assolutismo hanno bisogno della servitù della gleba, e dispongono di un piano molto ben congegnato e di mezzi per riuscire.

      Il guaio nell'assolutismo è che tra i sottoposti c'è sempre qualcuno inadatto a stare in quella posizione, e questi qualcuno quando ci capiscono e quindi non accettano di essere cooptati e passare dalla parte degli eletti, si agitano con le mani o con la mente fino a provocare ribellioni o, Dio ci guardi, rivoluzioni.

      Ma questa volta, grazie ai progressi della tecnologia, al mondo che li ha prodotti e a quello che ne è affascinato, all'istruzione pubblica o indottrinamento capillare preventivo, i potenziali ribelli saranno infallibilmente intercettati e disinnescati, e i presunti eletti riusciranno dove anche la religione ha fallito per non aver rigorosamente chiuso tutti gli spiragli ed essere stata troppo indulgente con filosofi e visionari risparmiandone alcuni dai roghi.

      La indomabile presunzione dei piccoli spiriti, affascinati dall'"ordine", scoperti e radunati dai regimi del recente passato farà il resto.

      A meno che...

    2. BrunoWald 9 luglio 2022

      L'assolutismo aveva perlomeno il merito di esercitare apertamente il suo dominio. "L'État c'est moi" implica pur sempre un'assunzione di responsabilità, l'identificazione di una specifica casa regnante con lo stato, e dunque, almeno in teoria, con la "cosa pubblica", con un destino comune. Lo stesso principio dinastico non era del tutto privo di senso in un mondo di famiglie contadine.
      Tutte cose completamente assenti nel caso dei parassiti che oggi aspirano al potere assoluto nascondendosi nell'ombra, carenti di qualsiasi grandezza: "presunti eletti", come li hai ben definiti, essi non sono in fondo che dei volgari truffatori, la parodia della funzione sovrana.
      Infine, i "piccoli spiriti affascinati dall'ordine" sono ubiquitari e si identificano con ogni potere costituito, si tratti del Papa Re, del PCUS, del Duce o del POTUS. I regimi del recente passato, essendo degli esperimenti e non istituzioni con esperienze secolari come la monarchia, la chiesa o la massoneria, avevano molti gravi difetti, ma anche dei pregi notevoli: tra cui la capacità di attrarre e mobilitare persone coraggiose e determinate, delle quale oggi sentiamo tragicamente la mancanza.

    3. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Una volta il Re, siamo nel medioevo, in caso di conflitto, marciava davanti al suo esercito in prima fila, ora fuggono, non più Re ma presidenti o simili, con l'elicottero al primo sussulto di piazza (Sri Lanka ora).

    4. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Tra qualche secolo i posteri, chippati e ridotti alla servitù del tablet, diranno che Gates e Schwab avevano molti difetti, è vero, ma vuoi mettere...

      L'assolutismo ha rappresentato uno sfasamento nella storia dell'umanità che è durato svariati secoli, come si desume da un esame della direzione che le più antiche religioni tendono a imprimere (attenzione: religioni, non 'chiese' che hanno fatto il lavoro contrario).

      Lo Yuga che ci tocca ha fatto e fa il suo dovere e dobbiamo accettarlo, ma non siamo tenuti a cantarne le lodi sfrucugliando la storia a proposito.

    5. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Credo si volesse sottolineare il concetto della responsabilità che prima un poco c'era, ora è una parola che è stata tolta dal vocabolario.

    6. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Certo, la caduta non è una riga dritta (che è assente nel nostro universo) è piena di contraddizioni e di imprevisti, ma è in discesa e soprattutto è "fuori dal tempo".

    7. BrunoWald 9 luglio 2022

      Come ben sai, Gates e Schwab sono solo dei figuranti della casta di vampiri che agisce da secoli contro di noi sottraendosi alla luce.
      I nemici dei regimi che avversi rappresentavano delle tirannie altrettanto spietate, benché più subdole e pericolose. Infatti il tempo, che è davvero galantuomo, si sta incaricando di mostrare l'essenza totalitaria ed antiumana delle forze che a suo tempo gabbarono così tante anime belle con le loro menzognere Carte Atlantiche e Dichiarazioni di Helsinki.
      Perciò, se cantare le lodi di chiunque è effettivamente superfluo, persino nel Kali Yuga a volte è necessario fare una scelta.
      Non sono così sprovveduto da pensare che una vittoria dell'Asse ci avrebbe riportati all'Età dell'Oro... Non mi spingo nemmeno ad affermare che, malgrado i suoi limiti, essa rivestisse in qualche modo la funzione di Katechon, di scudo di fronte al peggio... Ma ritengo che avrebbe implicato conseguenze meno nefaste non solo per gli europei, ma per l'umanità nel suo insieme.
      È evidente che su questo punto siamo in totale disaccordo: per fortuna quella guerra è già finita, e nella presente parrebbe che ci ritroviamo dalla stessa parte.

    8. omega 9 luglio 2022

      L'ultimo re che abbiamo avuto è fuggito a gambe levate l'8 settembre. Da allora la patria è morta e non più risorta.

    9. Primadellesabbie 10 luglio 2022

      Se capisco bene, il nostro disaccordo riguarda il modo di comportarsi a proposito delle differenze esistenti tra gli esseri umani.

    10. Primadellesabbie 10 luglio 2022

      Se ti piace questa materia è utile contemplare il mosaico di Pompei detto di Alessandro.

      Alessandro Magno, dopo aver accertato di essere un semidio, al comando di un manipolo di avventurieri, affronta e sconfigge Dario III che, con un potente esercito e circondato dagli 'immortali', certo di essere un dio e di non poter perdere, ha affrontato la sfida con l'unico scopo di vedere quello che può succedergli (così piace pensare a me).

      I due si cercano nella mischia e si vedono per un istante.

      Poi la storia fa il suo lavoro.

    11. LuxIgnis 10 luglio 2022

      E' interessante notare che tutte le tradizioni scritte o orali di tutti i popoli della terra, parlano di questo. Un'epoca d'oro a cui è seguito un decadimento e una caduta in cui oggi probabilmente ne abbiamo raggiunto il fondo.
      E sono migliaia d'anni.

    12. BrunoWald 11 luglio 2022

      Per saperlo con certezza dovremmo incontrarci e discuterne con calma, ma mi risulta che viviamo in posti alquanto distanti.
      Penso comunque che i comportamenti vadano giudicati in base alle circostanze. Molti condannano le ideologie novecentesche per l'intolleranza e la violenza che le caratterizzava, ma non tengono conto del contesto: la violenza non l'hanno inventata i fascisti né i comunisti, prima di usarla la subirono nelle trincee.
      I capitalisti sprofondarono il mondo in una spirale di guerre e recessioni devastanti, per poi fare la morale a coloro che imitarono la loro spietatezza.
      Ma è un tema troppo vasto per discuterne decentemente in un commento. Siamo ancora lontani da una valutazione obiettiva e spassionata di quell'epoca tragica, e forse siamo alle soglie di un'altra ancora peggiore.

    13. Primadellesabbie 11 luglio 2022

      "...I capitalisti sprofondarono il mondo..."

      in una violenza nuova, sottile, capace di insinuarsi in ogni anfratto, che ha cambiato fin il modo di pensare e di guardarsi e di guardare il mondo e l'idea di come sopravvivere.

    1. Ultor 9 luglio 2022

      non è ben chiaro all'autore quello che "loro" stanno pianificando: un'umanità-gregge, la cui esistenza viene trascorsa cercando di risolvere i millemila guai quotidiani che "loro" hanno contribuito a creare a ciascuno di "noi", senza la speranza della fede, ormai ridotta a pratica sciamanica, nella consapevolezza che un'umanità siffatta, caricata di problemi quotidiani insuperabili, si rifugia giocoforza nei vizi, che sempre "loro" hanno sviluppato per ciascuno di "noi", ognuno con le proprie debolezze e/o devianze. Un'umanità zombie prona a servire i suoi padroni.
      Piuttosto la domanda è un'altra: preso atto che questo è ciò che ci aspetta, saremo eventualmente pronti a cambiare paradigma e passare al futuro che ci propone il modello alternativo all'occidente, cioè quello russo/cinese, dove le limitazioni alle nostra libertà e ad una vita dignitosa sono altrettanto stringenti? In questo concordo con il titolo ma sono sicuro che una terza via esiste

    2. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Secondo me non stanno pianificando niente. E' solo il tentativo di mantenere il loro potere economico e i loro privilegi. Tutto il resto è solo un corollario che può cambiare in ogni momento a secondo della bisogna.
      Così va il mondo così è sempre andato. Molte delle cose che vengono dette in questo articolo vi sono sempre state, hanno solo cambiato forma ma l'essenza è rimasta quella. Il difetto di questi articoli è che si fanno ingannare da aspetti, se pur deplorevoli a secondo delle interpretazioni, marginali rispetto ai problemi reali.
      Questo svia un po' secondo me dal cercare di fare un'analisi, difficilissima comunque, di quello che veramente sta accadendo.

      Alla tua domanda toccherebbe rispondere che prima bisogna capire cos'è la libertà ed essere in grado di accettarla, cosa che pochi fanno, poi si può vedere se si può costruire un sistema che la contempli in maniera più equilibrata.

    3. Arian Van Heisen 9 luglio 2022

      " cioè quello russo/cinese, dove le limitazioni alle nostra libertà e ad una vita dignitosa sono altrettanto stringenti? "

      Con questo che hai scritto dimostri di non aver capito l' articolo :
      L’uomo nuovo senza interiorità – surrogata dagli apparati artificiali – è il cui successo più straordinario è farci credere liberi in mezzo a innumerevoli schiavitù. “

      Mentre in Russia ed in Cina sono limitazioni apparenti accettate dalle loro società.
      La terza via esisteva per l'Europa , sono le masse che la devono volere ma come descive l' articolo ben difficile con l' uomo sciame.

    4. Ultor 9 luglio 2022

      lo sciame si nutre della sua forza, ogni singolo individuo partecipa attivamente alla costituzione di un entità la cui forza è proporzionale alla sua dimensione e alla consapevolezza dei singoli, ognuno con il suo ruolo pur se in un contesto gerarchico; il gregge ignora la forza data dal numero, comprende solo il pericolo al di fuori del recinto e per questo limita la sua esistenza alla mera sopravvivenza. Aldilà delle suggestioni allegoriche, noi combattiamo contro un nemico di cui conosciamo gli scopi e i limiti, ma siamo altrettanto consci di ciò che aneliamo o che riteniamo meno ingiusto?

    5. Ultor 9 luglio 2022

      mi sento di condividere il tuo pensiero ciò nondimeno il loro progetto parte da lontano e la sua pianificazione è data dalla volontà di raggiungere il loro scopo, come un fiume che prima o poi trova il suo mare. Guarda ciò che pensa soros a proposito di putin e quello che vuole kissinger, sembrano di pareri contrastanti ma il loro obiettivo finale rimane comune

    6. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Certo, è che loro ragionano in termine di dinastie, e sono coesi fra loro, l'uomo comune...non ragiona. Scherzo, l'uomo comune se pianifica le vacanze è già tanto e ognuno per sé.

    1. Arian Van Heisen 9 luglio 2022

      Articolo imponente, che al disopra di un trattato antropologico descrive perfettamente la società e l'uomo digitale di oggi.
      Complimenti al signor Pecchioli.
      "Lo sciame digitale non è una folla, poiché non possiede un’anima, uno spirito. L’anima raduna e unisce: lo sciame digitale è composto da individui isolati.
      L’uomo-sciame, a differenza della massa in cui sacrificava la propria individualità e intelligenza, ma in vista di un obiettivo comune, resta solo L’uomo nuovo senza interiorità – surrogata dagli apparati artificiali – è un concentrato di dipendenze. Dal sistema degli oggetti, dalle voglie diventate insaziabili poiché alimentano il sistema, da comportamenti, modi di vita, scelte, consumi indotti da un sapiente impianto psicosociale il cui successo più straordinario è farci credere liberi in mezzo a innumerevoli schiavitù. "

    1. Bertozzi 9 luglio 2022

      Bah, prima dei cellulari c'erano i giornali e la gente comunque sul treno non si parlava - ci sono milioni di foto a testimoniarlo - forse era meno tatuata, ma seguiva altre mode e magari avevano la spilletta che reggeva la cravatta o il rendigote o il cappello di lana anche con 40 gradi. C'è una sorta di snobismo in questi articoli, si snobba il poveraccio da treno e il riccone da yacht.
      Hanno ragione loro, si dice. Ma loro chi? Se "loro" sono i plutocrati lontani che prendono le decisioni sulla nostra pelle "noi" siamo l'altro per cui "noi" siamo tanto l'intellettuale che scrive l'articolo quanto il truzzo tatuato che va a Riccione in treno a fare le vacanze; no, perché sembra sempre che "noi" significhi "non loro" i cattivoni plutocrati ma nemmeno il truzzo tatuato stigmatizzato nell'articolo. Ci si decida, da che parte uno vuol stare. Né qui né là la vedo dura, o in alto o in basso c'è poco da fare. E Gli intellettuali non esistono, ha detto la pandemia.
      Mi sembra tanto che loro i cattivoni straricchi e superpotenti abbiano torto finché io non ne faccio parte, nel momento in cui mi facessero entrare nel clan dei privilegiati diventerei un maltusiano pure io e spererei nella riduzione di tutti questi unuseful eater, per cui eccome che gli darei ragione.
      Penso che l'uomo funzioni così, fa dei bei ragionamenti e delle belle morali, lui se potesse, se avesse i mezzi, e stesse per lui farebbe questo è quest'altro e via discorrendo e bla bla. Poi quando gli si dà la possibilità di fare qualcosa sparisce, era bello lamentarsi, agire è un'altra cosa. Un po' come quando si critica la generazione dei padri, il 99% dei figli ti dice "beh certo, hai ragione era tutto più facile una volta e la maggior parte delle persone ha accumulato senza meritare e ci ha portato al disastro attuale... Però non mio padre (o madre, a seconda) perché nel mio caso lui (o lei) si sono davvero fatti il culo e meritato tutto ciò che hanno avuto. Mai che ne trovi uno che ammette di aver sbagliato, tutti "eh sì ma i miei genitori erano diversi". Come umanità siamo di una maturità che non va oltre i 12/13 anni quando ancora credi che mamma e papà siamo due appendici infallibili di Dio.

      Tutti così sono, tutti innocenti e tutti qualcosa d'altro rispetto al plutocrate e rispetto al truzzo del treno, non si capisce là fuori c'è una devastazione costruita scientemente in decenni e nonostante tutto non troverai mai qualcuno che ha aderito o semplicemente fatto finta di non vedere, trovi solo gente che si distingueva per virtù e altruismo, mai che ne trovi uno che dice eh sì, ci siamo giocati tutto il buono che avevamo, è sempre qualcos'altro o qualcun'altro che combina i guai, io, mio padre mio nonno ecc noi non c'entriamo mai.
      In questo senso sì, probabilmente "hanno ragione loro" a trattarci come bestie perché se bestie non fossimo non avrebbero nessun potere su di noi.

    2. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Ricordi quando la DC vinceva tutte le elezioni. Mai che ne trovassi uno che diceva apertamente di votare DC!

    3. Arian Van Heisen 9 luglio 2022

      sono gli stessi che ora apertamente non dicono di essere comunisti o fascisti vergognandosi

    4. LuxIgnis 9 luglio 2022

      I comunisti non si sono mai vergognati di esprime le loro idee, e devo dire neanche i fascisti.
      Poi se volete continuare a definire comunisti e fascisti gente che neanche lontanamente lo è, allora anche Popeye e la Sirenetta lo sono.

    5. Arian Van Heisen 9 luglio 2022

      Dove sono: i comunisti, i fascisti, i nazional socialisti ???
      se non demonizzati , proprio non lo si vede, se non come lucciole quà e là..!

    6. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Sei tu che hai detto che si vergognano quindi devono esistere. Che uno si vergogna di qualcosa che non lo riguarda?

    7. omega 9 luglio 2022

      Qualcuno si vergognava, la maggior parte lo facevano per non litigare con i comunisti. Questo è successo anche con Berlusconi.

    1. sbregaverse 9 luglio 2022

      Al rovello preferisco il roveto ardente che mi da più calorie. Minima moralia.
      Adorno Battiato Bibbia ed altri.

    2. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Ecco, bravo, dopo questo articolo si sentiva la mancanza del piromane!

    1. sbregaverse 9 luglio 2022

      Macchè :" se avessero ragione loro?"
      La ragione serve al massimo per attraversare la strada e a poco altro.

    2. sbregaverse 9 luglio 2022

      Corollario: la ratio non serve a un catio.

    1. ducadiGrumello 9 luglio 2022

      interessante il parallelismo con lo sciame, gli Imenotteri con milioni di anni di evoluzione a disposizione sono arrivati lì, chissà che non sia anche la nostra meta. Comunità con una sola regina fertile (l'unica non vaccinata?) e torme di operaie sterili che la accudiscono. Meglio non pensare al destino dei maschi in questo modello societario

    2. Cleon XIII 9 luglio 2022

      Ci metteremo in coda.

    3. natascia 9 luglio 2022

      Da apicultrice avrei molte cose da dire. La prima è la seguente: noi esseri umani abbiamo un’anima, immortale. Disponiamo altresì di una coscienza che può essere spenta come in questo momento, che non può ,purtroppo o per fortuna non può nemmeno pensare di avvicinarsi ad un tale livello di organizzazione.Parlando delle api 🐝 bisogna dire che in realtà più che di api distinte si tratta dell’alveare : essere sociale frutto di milioni di anni di evoluzione. Un’evoluzione temporale superiore a quella umana. Le api operaie e nutrici, i fuchi, le regine, le pupe non sono che componenti passeggere e intercambiabili. La superiorità organizzativa dell’alveare rispetto alla società umana, è palese e conosciuta e forse è stato scelto questo prototipo proprio per una serie di ragioni valide alla sopravvivenza e al progresso di questo modello.Tra tutte la maggior lunghezza della vita della regina rispetto a quella degli altri tipi di api,il potere delle api nutrici di regine sulla vita dell’alveare,l’immenso ruolo dei fuchi quali portatori di innovazione genetica tra alveari diversi. Detto questo, magari i nostri pastori avranno pure ragione e pure riusciranno a creare qualche alveare umano con grande successo. Ma viste le premesse iniziali, sottolineo che la nostra anima e la nostra coscienza saranno sempre altrove e non sarà facile fissarle in schemi prestabiliti: l’uomo sogna e crea.

    4. ducadiGrumello 10 luglio 2022

      cara Natascia, la mia era una sparata provocatoria, oltretutto pur essendo agronomo mi sono sempre occupato di vegetali, del tuo settore specifico conosco La vita delle api di Maeterlinck (con prefazione strepitosa di Giorgio Celli) e poco più. Nemmeno io penso che si arrivi a questi estremi, diciamo che ho la sensazione che ai padroni del vapore sembrano interessare sempre di più modelli di gestione dei sottoposti in cui il libero arbitrio è un remoto ricordo

    5. sbregaverse 10 luglio 2022

      Sogno che tu sia la mia ape regina, e di suggere il miele del tuo alveare.
      P. S. Produci, anche, propoli cera polline e pappa reale ?

    1. Liberto 9 luglio 2022

      Creare un proprio micro-habitat ideale con le persone a noi vicine è già sufficiente per vivere serenamente, diffondendo questo esempio indirettamente, senza farsi portatori di un'idea forse giusta.
      Affascinando essendo.
      Sicuramente chi è più vicino al proprio aspetto naturale e biologico è un essere più integro ma non per questo pretendere che chi la pensa diversamente non sia giusto, magari non ha ancora maturato o non ha avuto la possibilità culturale di intraprendere questo percorso.
      Un abbraccio.

    2. Cleon XIII 9 luglio 2022

      Yep. Il problema, però, sono le persone a noi lontane, che potrebbero pericolosamente avvicinarsi.

    1. fiurdesoca 9 luglio 2022

      e se "loro" fossero idioti come "noi"...

    1. IlContadino 9 luglio 2022

      Si arrovella il buon Pecchioli, osserva il mondo e ne vede tutti i difetti, se difetti si possono chiamare, perché alla fin fine chi siamo noi per poter criticare il mondo? Per poter dare un giudizio su qualcosa prima dobbiamo averlo compreso quel qualcosa. Davvero difficile pretendere di aver compreso il mondo, l'essere umano. Forse qualcuno ce l'ha fatta, beato lui.
      Un treno affollato, afoso, tatuato, smartphonizzato dà per forza il voltastomaco, le impressioni che si ricevono in quel contesto difficilmente si riescono a trasformare in buon nutrimento. Mi viene da pensare che un buon nutrimento lo si riceve sempre e comunque in natura: bosco di faggi, smartphone a casa è il mio preferito:-)
      Scrivo così per tentare di colmare la lacuna dell'articolo, Pecchioli ci offre il lato oscuro dell'essere umano, ma il lato splendente qual è? Ecco, secondo me il lato splendente dell'essere umano è quello che poggia sulla natura, l'essere umano a stretto contatto con la natura diventa migliore, sempre.
      Quindi? Uscire dal treno, via, veloce, bosco!

    2. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Si dimentica anche che il lato oscuro spesso va a braccetto col lato in luce. Non esiste medaglia senza due facce.
      Anche lo stesso bosco - meraviglioso - ha i suoi elementi oscuri che se non li conosci possono farlo diventare pericoloso.
      Quando si guarda il lato oscuro si guarda anche il lato in luce.
      E' l'equilibrio tra queste due forze che è importante. Il bosco e la natura in genere sono in equilibrio, per questo rigenerano e nutrono.

    3. Cleon XIII 9 luglio 2022

      Prefazione: sono un agricoltore. Be', in verità sono il marito di un'agricoltrice (si dice così?)

      Come noi agricoltori ben sappiamo, i boschi, i campi coltivati, i giardini ecc ecc non sono "natura", ma costrutti tecnologici, realizzati con il lavoro e l'uso di strumenti meccanici (e oggi anche elettronici). Un bosco costa dei bei quattrini. Se lo lasci alla Natura, molto presto diventa (dalle mie parti, dove non alligna) macchia mediterranea. la visione "città contro campagna" è piuttosto infantile, sono entrambi costrutti umani che fanno parte di un insieme altamente integrato. Ti dirò che sono un tantino preoccupato per quando bande di cittadini affamati cominceranno a invadere le campagne per compiere razzie. Non vorrei finire crocifisso a un faggio.

    4. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      Hai mai provato a cercare nel bosco quei luoghi in cui, al mattino presto o a pomeriggio inoltrato, un raggio di sole riesce a penetrare e a far risplendere, nel buio, la corteccia di un singolo tronco o un fazzoletto di foglie?

      Se ti capita di andarci portati una macchina fotografica.

    5. Primadellesabbie 9 luglio 2022

      "quando bande di cittadini affamati cominceranno a infestare le campagne per compiere razzie"

      lo faranno per perfezionare l':

      "insieme altamente integrato"

    6. LuxIgnis 9 luglio 2022

      Hai ragione che molti sono costrutti umani o comunque hanno subito diverse modificazioni dell'uomo nel corso dei secoli. Ma vi sono boschi naturali. Qui nel Lazio vi è ancora qualche rimasuglio della foresta dei faggi (visto che l'hai citato) che in epoca romana partiva da Roma fino a su su nel Lazio e probabilmente nella Toscana. I romani la disboscarono ampiamente e nei secoli successivi anche i posteri non fecero da meno. Ma rimangono dei tratti che sono così com'erano migliaia d'anni fa. Tant'è che non ti ci fanno entrare dentro, se non in zone limitrofe.
      Questo è solo un esempio, ma ci sono ancora dei luoghi, più o meno indisturbati dall'uomo e quindi con uno sviluppo naturale.

    7. Hero of Sky 9 luglio 2022

      il nickname è preso da Asimov?

    8. IlContadino 9 luglio 2022

      Guarda, noi andiamo più volte a settimana, durante tutto l'anno, in falesia, proprio ora siamo appena tornati. Le falesie che frequento sono tutte immerse nel bosco, nessuna eccezione, la settimana scorsa siamo stati a cinque ore di auto, falesia nuova, anche quella dentro al bosco, notte in tenda nella faggeta. Esco di casa, da un cancello o dall'altro, e sono nel bosco, proprio ieri i miei figli sono andati a costruire una capanna nel bosco, tutto il pomeriggio a zappettare terriccio e a sistemare bastoni. Mi accorgo che per noi è diventata una cosa naturale, spontanea e consueta vivere il bosco, ma se mi fermo a pensare mi accorgo che per molti è una eccezione, se non una rarità o addirittura un qualcosa che non avviene mai, e allora penso che non va bene. Il bosco aiuta, il bosco dona equilibrio, e non chiede nulla in cambio.

    9. danone 9 luglio 2022

      Se capitasse l'unico modo intelligente di difenderti è offrire tua terra e tuoi attrezzi gratuitamente per fare degli orti ai primi che si presentano.
      Inutile barricarsi nella propria proprietà, e sparare a tutto ciò che si muove, perchè saresti già morto dentro pure tu, anche se non ti appendono a nessun faggio, quindi metti in comune ciò che hai, garantendoti il tuo ovviamente.
      In questo modo avrai anche degli alleati fidati, chi coltiverà gli orti insieme a te, qualora arrivassero altre bande di balordi che si dimostrassero aggressive.

    10. Cleon XIII 10 luglio 2022

      ”Posate quei fucili, amici, ecco a voi le zappe!”
      (Tradotto dall’Arabo)

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