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DOVEVA MORIRE L’11/9…

Un suo grande amico sostiene che l’attivista William Cooper sia stato assassinato a sangue freddo, mentre le autorità continuano ad insabbiare cosa davvero ci sia dietro la sparatoria.

Cooper è stato ucciso il 5 novembre 2001, in un agguato che era stato precedentemente previsto per la mattina dell’11 settembre, dice il suo migliore amico e collaboratore nella ricerca Doyel Shamley. Shamley sta continuando da dove Cooper ha interrotto: far conoscere al mondo i malvagi piani del Nuovo Ordine Mondiale.

DI GREG SZYMANSKI

Doyel Shamley ha perso un buon amico in una buia notte del novembre 2001, quando l’attivista William Cooper è stato brutalmente assassinato in un agguato tesogli da sicari del Nuovo Ordine Mondiale. Ricordatevi – dice Shamley – che l’autore del libro underground più venduto, Behold A Pale Horse è stato ucciso a sangue freddo nella sua casa di campagna nel deserto dell’Arizona, dov’era stato scovato da pezzi grossi degli Illuminati, che volevano cancellarlo dalla faccia della terra per essersi avvicinato troppo ai loro crudeli segreti.

Naturalmente la giustizia non ha mai fatto il suo corso sul caso Cooper, perché arrivare ai mandanti dello squadrone della morte degli Illuminati è come cercare di piantare un roseto in un parcheggio asfaltato.

Nonostante questo, Shamley ha rilevato il lavoro da dove lo aveva lasciato Cooper, non curandosi del pericolo, martellando quotidianamente il Nuovo Ordine Mondiale e i suoi piani di omicidio di massa globale, continuando il vecchio programma radio di Cooper, Hour of the Time, e diffondendo informazioni raccolte con l’aiuto del suo sito internet www.hourofthetime.com

Anche se i discorsi e gli scritti sull’attivismo di Cooper sono ben documentati, molti non si rendono conto che Shamley e Cooper hanno lavorato in simbiosi sin dagli albori della loro battaglia, iniziata negli anni ‘80, per avvertire l’ingenua opinione pubblica americana circa il piano degli Illuminati per distruggere l’America.

E chi se non il suo migliore amico e collega di ricerca Shamley poteva far luce sulla morte precoce di Cooper? Il complotto per uccidere Cooper, studiato molti mesi prima, sostiene Shamley, doveva essere perpetrato la mattina dell’11 settembre 2001, però quel giorno i piani della polizia sono andati a monte.

“Abbiamo informazioni certe che all’inizio avevano deciso di uccidere Bill la mattina dell’11 settembre, e farlo passare come se lui avesse provocato la polizia di modo che gli sparasse,” ha dichiarato recentemente Shamley nel talk show The Investigative Journal, condotto da Greg Szymanski alla radio.

Durante le due ore di intervista, che si può ascoltare sul sito www.rbnlive.com, Shamley ha svelato dettagliatamente come le autorità avessero incastrato il suo amico la notte del 5 novembre e facendo circolare tra i media da loro controllati una versione falsa dello svolgimento dei fatti di quella sera. (Per un completo resoconto della versione di Shamley basta guardare tra gli archivi di The Investigative Journal sul sito web RBN o sul sito di Shamley Hour of the Time).

“Innanzi tutto diciamo le cose come stanno” dice Shamley. “Non è assolutamente vero che attorno alla sua casa Bill avesse interrato mine o teso trappole, come è stato insinuato.”

Shamley vuole essere assolutamente chiaro sul fatto che la casa del suo amico non fosse una specie di fortino militare, come le autorità vogliono far credere. Non era altro che una casa di campagna su una collina dell’Arizona, senza cancello né recinzione.

Nelle sue indagini su come la polizia avesse sparato a Cooper appena fuori casa sua, Shamley ha scoperto come le autorità avessero cercato in tutti i modi di screditarlo agli occhi dei vicini, impadronendosi allo stesso tempo delle planimetrie della proprietà e della casa per potergli poi tendere un agguato che non presentasse inconvenienti.

“Hanno usato autisti dell’UPS (società di spedizioni) e i vicini per arrivare a Bill” ha aggiunto costernato Shamley, rattristato dal fatto che molti cosiddetti amici fossero passati dalla parte della polizia quando le cose si erano messe male.

Dopo il fatto, gli sforzi per ottenere una giusta indagine sono stati impossibili, o quasi; addirittura dai rapporti balistici non si è neanche riuscito a verificare il calibro dei proiettili usati per uccidere Cooper.

Come se non bastasse, aggiunge Shamley, le autorità sono state immediatamente aiutate dai media, che hanno provveduto a divulgare una versione falsa dei fatti, del tipo di Ruby Ridge (vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Ruby_Ridge), oppure come quella di Waco, facendo passare Bill come nemico pubblico n° 1 anziché vittima innocente.

Alla domanda sul perché quei poteri diabolici avessero voluto eliminare Cooper, Shamley ha risposto semplicemente che il suo amico “ha toccato un nervo e si è avvicinato troppo alla verità”, non volendo andarsene via tranquillamente per conto suo.

“Sin dall’inizio, tra noi due esisteva un patto: se avessero ucciso me per primo, Bill avrebbe avuto tutta la mia ricerca e i miei scritti, e se avessero preso prima lui, io avrei continuato il suo lavoro”, dice Shamley, aggiungendo che si sente la mancanza della voce di Cooper nella lotta contro il Nuovo Ordine Mondiale, poiché gran parte delle sue informazioni gli veniva direttamente dai molti anni passati nell’intelligence militare.

Per capire l’impatto di Cooper, Mill Crenshaw, uno speaker di radio KTALK di Salt Lake City ha detto dopo la sua morte: “William Cooper potrebbe essere il più grande eroe americano e la sua vicenda potrebbe essere la più grande nella storia del mondo”.

A parte Behold a Pale Horse, Cooper, 58 anni, è stato autore di una ventina di altri libri, nonché presentatore del suo radio show The Hour of the Time, adesso curato da Shamley, che si poteva sentire sulle onde corte e su Internet dall’emittente Worldwide Christian Radio di Nashville.

In uno dei suoi scritti più noti del 1997 intitolato “Majestytwelve”, Cooper commentava: “Se vuoi restare libero devi lottare per la libertà… non perché noi vogliamo lottare, o tu voglia lottare, ma perché i traditori (tra quelli che ci governano) non ci danno altra scelta. Ci sarà una rivoluzione (la scelta marxista) o un serio tentativo di ripristinare i valori della nostra Costituzione (la scelta dei patrioti). In ogni caso ci sarà UNA GUERRA tra i cittadini degli Stati Uniti d’America e gli pseudomarxisti del sovversivo Nuovo Ordine Mondiale.

Nei suoi ultimi anni Cooper ha lavorato da solo o con Shamley nella propria casa in Arizona, con i suoi due cani, galli e galline, avendo allontanato per sicurezza la sua famiglia dagli Stati Uniti nel 1999. Prima dei molti anni passati nella solitudine del deserto dell’Arizona Cooper divenne famoso nel mondo come conferenziere, con presenze alla Wembley Hall di Londra, e con conferenze tenute in tutti gli stati dell’Unione per 10 anni.

Conosciuto come un serio ricercatore che basava le sue teorie sul Nuovo Ordine Mondiale su fatti accertati sin dai giorni del suo servizio presso la US Navy Intelligence, Cooper poteva incutere paura negli occhi dei Presidenti, incluso Clinton, che gli mise dietro l’FBI per zittirlo.

Poco dopo le bombe su Oklahoma City, Rush Limbaugh lesse alla radio un testo diramato dalla Casa Bianca, che definiva William Cooper “…il più pericoloso radio presentatore d’America”. Più tardi Cooper disse che le parole di Clinton erano state “il più grande complimento che avesse mai ricevuto”.

C’è di più. Il dossier dell’FBI su Cooper, che conteneva riferimenti al suo operato durante il servizio militare, era giunto in possesso della Casa Bianca in maniera illegale. Divenne noto col nome di “Filegate”. Poco dopo questa scoperta, il Presidente Clinton aveva ordinato a tutte le agenzie federali di indagare, perseguire e processare Cooper per farlo tacere.

Anche se occupato in continue battaglie di natura federale con l’FBI sulla libertà di espressione e con problemi finanziari con l’IRS (Internal Revenue Service, ossia l’INPS americana, ndt) che cercava letteralmente di strozzarlo dal lato economico, Cooper non limitò il suo lavoro, girando diversi documentari sull’assassinio di John Fitzgerald Kennedy e sui falsi allarmi governativi sugli UFO tendenti a provocare paura tra gli americani.

Cooper si preoccupava di istillare più libertà di pensiero tra gli americani con articoli e programmi radio educativi, fondando il CAJI News Service ed il giornale Veritas a distribuzione nazionale, l’Intelligence Service, Harvest Publications, e preoccupandosi di tenere in vita più di 700 stazioni radio a media frequenza con equipaggiamento tecnico, inclusa l’emittente da lui gestita la 101.1 FM Eagar, Arizona, con un bacino di 7.000 ascoltatori, per l’Independence Foundation Trust.

Informazioni più approfondite le troverete sul sito www.arcticbeacon.com

Greg Szymanski
14.03.2006
Fonte: http://www.arcticbeacon.com/
Link: http://www.arcticbeacon.com/14-Mar-2006.html
14.03.2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIANNI ELLENA

Pubblicato da Olimpia

  • mattianovic

    Se provate a leggere il libro di Cooper, vedrete che era parte del movimento cristianista americano. Quantunque lui fosse piu’ radicale del televangelistsa Pat Robertson, ambedue predicavano il pericolo di “russi e comunisti su elicotteri neri delle Nazioni Unite.” Molti lo ascoltavano in gran serieta’, altri lo seguivano per spasso.

    Ogni tanto lo sentivo sulla radio, come presagiva la prossima fine del mondo. Da una settimana all’altra annunciava il crollo del sistema monetario per il mercoledi’ pomeriggio seguente. Poi il mercoledi’ notte, sulla radio, annunciava un’esatta data per il finale collasso del mondo finanziario.

    Cooper, sul suo programma radio, vendeva oro, e spiegava l’alto prezzo della marca che proponeva, con la fantasia che quelle barre speciali fossero protette dalla nazionalizzazione dell’oro che lui si aspettava per sabato mattina. L’idea era assurda, ma lui ci credeva. Il poveraccio era pazzo, e alla fine ci ha creduto, e si e’ fatto sparare.

    Non piaceva a Clinton perche’ Cooper aveva giustamente criticato la distruzione del villaggio cristianista di Waco.