Dov’è Hitler

C.J. Hopkins – The UNZ Review – 8 dicembre 2020

 

Va bene, basta così. La mia pazienza è finita. Basta con le scuse. Dov’è Hitler?

Sì, mi avete sentito. Sto parlando con voi. Voi, giornalisti rispettabili ed esperti di politica. Voi funzionari dei servizi segreti e politici. Voi fanatici liberali. Voi pseudo antifascisti. Tutti voi membri della “Resistenza” GloboCapitalista che avete urlato istericamente “Trump è Hitler!” sin da quando ha vinto le elezioni nel 2016.

Bene, OK, siamo a novembre 2020. Lo spettacolo è quasi finito. Quando arriva Hitler?

No, non ditemi “da un giorno all’altro”. Ce lo state dicendo da quattro anni di fila. Siamo forse un branco di idioti creduloni che potete trascinare in una follia di quattro anni di odio e paranoia senza senso urlando “Hitler!” più e più volte, senza però riuscire a produrne uno vero e proprio?

Beh, non lo siamo. Ricordiamo quello che avete detto. Ci avete promesso Hitler e noi vogliamo Hitler, o almeno un facsimile decente.

E non pensate nemmeno di provare a fingere di non averci promesso Hitler. L’avete fatto. Volete che ve lo dimostri? VA BENE.

Ricordate nel 2016, quando il Wall Street Journal, il New York Times, il Guardian, il Washington Post, l’Inquirer e altri rispettabili giornali nonché riviste online come Mother Jones, Forward, Slate, Salon, Vox, Alternet e innumerevoli altre, hanno messo in guardia sul fatto che Trump stava inviando “segnali in codice” (*) anti-semiti al suo esercito clandestino di terroristi nazisti parlando di “banche internazionali”, “élite globali”, “establishment politico” e persino “corporazioni” e “lobbisti”… tutto questo era presumibilmente un codice per “ebrei” che avrebbe poi sterminato se avesse vinto le elezioni?

È così. Me lo ricordo perfettamente.

E dopo aver vinto le elezioni, quando il Guardian ha riferito che “la supremazia bianca aveva trionfato” e il New York Times, NPR, Keith Olberman e altre fonti di notizie verificate avevano annunciato che l’America era scesa nell'”orwellianesimo razziale” o nell'”antisemitismo sionista” o nel “pozzo senza fondo del fascismo“, o cose del genere? O quando Michael Kinsley del Washington Post ha confermato che “Donald Trump è in realtà un fascista“?

Ve lo ricordate? Perché io certamente sì.

Ricordate la lettera di Aaron Sorkin a sua figlia che la avvertiva che milioni di “mussulmani americani, messicani americani e afroamericani che se la stavano facendo sotto” mentre aspettavano che Trump li radunasse tutti e li spedisse ai campi, insieme alle “Coastal Elites” ebraiche?

E che dire di quando Stern Magazine ha raffigurato Trump avvolto nella bandiera mentre fa il saluto nazista? O quando anche il Daily News di Philadelphia lo raffigurava come Hitler in copertina?

E di quando i media istituzionali hanno riferito che Trump aveva definito quei nazisti con la torcia a Charlottesville ” brava gente” (nonostante avesse dimostrato di non averlo fatto)? O quando hanno sorpreso Trump a chiamare qualcuno “globalista”? (Quell’episodio è stato particolarmente inquietante per me perché, personalmente, non avevo idea di essere letteralmente un nazista finché i media e l’ADL non mi hanno spiegato che parlare di “capitalismo globale” o “neoliberismo” o, che Dio mi aiuti, “banche”, era solo un linguaggio in codice nazista per “uccidete gli ebrei”).

Oh, e a proposito di “segnali in codice” nazisti, ricordate quando il Dipartimento della Sicurezza Nazionale inserì il codice segreto nazista in uno dei suoi comunicati stampa ufficiali? O quando quel funzionario della legge ebreo-messicano-americana segnalò all’esercito nazista clandestino di Trump che si era infiltrato nella Corte Suprema degli Stati Uniti e quindi il temuto “Boogaloo” (**) era probabilmente alle porte?

E chi può dimenticare quando il New York Times pubblicò una vera e propria favola distopica in cui Trump, Putin, Marine Le Pen, l’AfD e altri famigerati simil-Hitler che odiavano i “globalisti”, avevano segretamente formato un Asse del male (l'”Alleanza degli Stati autoritari e reazionari”), sciolto l’Unione Europea e la NATO, dichiarato la legge marziale internazionale e ripulito etnicamente il mondo dagli immigrati? O quando girarono questo film di propaganda: “Se non hai paura del fascismo negli Stati Uniti, dovresti averne!

E l'”incoraggiamento”! Ho quasi tralasciato l'”incoraggiamento”. Sicuramente vi ricordate quando i media aziendali riferirono che Trump stava incoraggiando il terrorismo del suprematismo bianco con i suoi Tweet Hitleriani… come se degli psicopatici razzisti omicidi stessero seduti nei seminterrati delle proprie madri, con i fucili semiautomatici in una mano, gli smartphone sintonizzati su Twitter nell’altra, in attesa di essere “incoraggiati” dal presidente.

A proposito, e i “campi di concentramento“? Sapete, quelli che Biden e Harris hanno personalmente sorvolato e liberato la mattina dopo aver vinto le elezioni. Quelli dove erano stati messi i bambini in gabbia e costretto tutti i prigionieri a bere dai gabinetti. Non potrei perdonarmi se non li nominassi.

E questi sono solo alcuni dei punti salienti.

Il punto è che voi della “Resistenza” ci avete promesso Hitler per quattro anni di fila e ora vi comportate come se aveste appena sconfitto Hitler e, mi dispiace, ma questo non basta. Abbiamo bisogno di un vero e proprio Hitler prima di passare alla Mirabile Nuova Normalità o potremmo iniziare a… sapete, dubitare della vostra credibilità.

Voglio dire, dai. Azioni legali? Riconteggi? Controlli? Tweet arrabbiati? Golf? Per l’amor di Dio! Questo è un comportamento nemmeno lontanamente hitleriano. Voi ci avete promesso un tentativo di colpo di stato, l’incendio del Reichstag, milizie naziste che occupano le sale del Congresso, stadi pieni di maledetti bifolchi, terroristi bianchi-suprematisti che terrorizzano tutti… e ora tutto quello che otteniamo è Rudy Giuliani che suda rivoli di tintura per capelli, o roba simile, in TV? Va bene, certo, quello è abbastanza spaventoso, ma non è esattamente Joseph Goebbels che abbaia fanatico sulla “guerra totale”, o legioni di fascisti con la camicia hawaiana che marciano a passo dell’oca in Pennsylvania Avenue.

Per come la vedo io, voi avete altre quattro o cinque settimane per spingere Donald Trump a diventare un vero e proprio Hitler e a mettere in scena un colpo di stato o ad uccidere gratuitamente in massa gli ebrei o qualcun altro, o il pubblico si sentirà… beh, ingannato e insultato, e anche un po’ arrabbiato. Si sentiranno come se voi della “Resistenza” li consideraste un branco di idioti totali che si possono manipolare più e più volte, con propagande palesemente ridicole che chiunque abbia un minimo di cervello potrebbe capire… alcune delle quali, francamente, decisamente offensive.

Sul serio, il fascismo, Hitler, l’Olocausto… sono argomenti importanti e delicati. Non sono solo comodi pulsanti emozionali che si possono premere per spingere la gente verso una frenesia paranoica senza senso e un odio omicida ogni volta che si ha voglia di demonizzare qualche leader straniero o presidente non riconosciuto. Lo stesso vale per il razzismo e l’antisemitismo. Questi sono problemi reali, che interessano la gente. Non sono solo parole glorificate dal marketing che potete tirare fuori dalla borsa dei trucchetti da quattro soldi e schiaffeggiarci i vostri nemici come se non significassero nulla. Se passate quattro anni ad accusare qualcuno di essere letteralmente Adolf Hitler, o la reincarnazione di Adolf Hitler, e fate il lavaggio del cervello a milioni di creduloni liberali per far credere che l’America sia sull’orlo del fascismo, non potete dire all’improvviso: “Stavamo solo scherzando”. Non volevamo dire che fosse davvero Hitler, o che il fascismo fosse davvero in ascesa”. La gente non lo sopporta. Andranno su tutte le furie. Avrete per le mani una sorta di rivolta.

Ok, va bene, ripensandoci, forse no. Forse si può farla franca puntando il dito contro un clown miliardario e urlando “Hitler!” più e più volte, ogni giorno, per anni e anni, senza mai fornire alcuna prova concreta che il clown in questione assomigli a Hitler, o che abbia fatto qualcosa di paragonabile a Hitler, o che sia in qualche modo lontanamente simile a Hitler. Perché no? Avete saputo hitlerizzare con successo Corbyn, per non parlare di Saddam, Gheddafi e Milošević, e un lungo elenco di altre “minacce alla democrazia”. Probabilmente la farete franca anche con la hitlerizzazione di Trump.

Dopotutto, sembra che abbiate convinto l’opinione pubblica (o almeno la stragrande maggioranza) di essere stata attaccata da una peste apocalittica che provoca sintomi da lievi a moderati di tipo influenzale (o, più comunemente, nessun sintomo) nel 95% degli infetti e che oltre il 99.7% sopravvive; e per questo dobbiamo cancellare i diritti costituzionali, lasciare che funzionari governativi governino per decreto, devastare l’economia (o almeno le piccole imprese), far sì che le multinazionali censurino ogni dissenso, costringere tutti a indossare mascherine chirurgiche, mettere agli arresti domiciliari intere società, terrorizzare psicologicamente i bambini e trasformare in qualche modo il pianeta in un unico grande parco a tema paranoico e totalitario…

Se riuscite a convincere le persone ad accettarlo… beh, probabilmente accetteranno qualsiasi cosa.

 

Link: https://www.unz.com/chopkins/wheres-the-hitler/

(*) nel testo “dog whistles”, segnali a ultrasuoni come quelli col fischietto per cani

(**) movimento americano di estrema destra

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli e Cinthia Nardelli per ComeDonChisciotte

 

3 Commenti
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Marco Tramontana
14 Dicembre 2020 12:48

Gli americani non stanno bene.

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Risposta al commento di  Marco Tramontana
14 Dicembre 2020 16:04

Da mo’

Dante Bertello
Dante Bertello
14 Dicembre 2020 14:03

Nel libro “Biografia non Autorizzata della Seconda Guerra Mondiale” di Marco Pizzuti, ed. Mondadori, la famiglia Bush, sostenitrice di Biden, viene citata alle pagine 126 e 127, nella persona di Prescott Bush, rispettivamente padre e nonno dei due ex Presidenti USA.

Prescott Bush fece affari con i nazisti, utilizzando tra gli altri, una banca olandese; ma anche la UBC, di cui era socio e direttore e, nella quale Fritz Thyssen (chiamato l’angelo di Hitler), nel 1941, deteneva 3 milioni di dollari.