Don Chisciotte contro gli uffici postali

Don Chisciotte contro gli uffici postali

E’ vero, rinnovare il passaporto è la cosa più semplice del mondo. Basta recarsi in questura, presentare la domanda, aspettare qualche giorno e ritirare il passaporto nuovo. Perché in una democrazia avere il passaporto è un diritto del cittadino.

Una volta era più difficile, occorreva telefonare, prendere appunto di tutti i pappiè (come diceva mio nonno), necessari, pagare tasse e tassette, compilare moduli, fotografarsi e poi si andava a depositare il tutto. Dopo una fila adeguata all’importanza dell’ufficio, un poliziotto sadico esaminava la documentazione con aria di superiore competenza cercando di trovare qualche pecca, qualche bollo mancante, qualche certificato scaduto, infine si decideva ad accettarla ed in capo al tempo necessario per fabbricare carta e inchiostro partendo dalle materie prime, il passaporto era pronto. Oggi, per fortuna, con le nuove tecnologie informatiche è tutto molto più semplice.

Basta dare un’occhiata in rete e subito appare il modulo di richiesta, il bollettino postale da pagare - euro 42,5 - il “contributo amministrativo”, sì, insomma, la vecchia marca da bollo – euro 72,5 – due foto formato tessera, fotocopia della carta d’identità – naturalmente per avere un documento, ci vuole un altro documento – e poi basta portare il tutto in questura. Fatto! Senza neppure telefonare!

Be, all’atto pratico, anche oggi pagare le tasse non è poi così facile, devo andare all’ufficio postale e fare la fila, poi l’impiegata, che entra a fatica nella sedia, mi dice che il bollettino generico, che pure ho compilato con cura, non va bene perché ci vuole uno apposito, tutto stampato di rosso. Vabbè allora me lo dia questo bollettino rosso che lo compilo. Eh, avercelo! Mi dice, ma alla fine lo trova frugando in un armadio: lo compilo di nuovo e poi di nuovo a far la fila.

C’ha provato anche il tabaccaio mascherato che spaccia le marche ad esercitare la parte di prevaricazione di sua spettanza, mentre entravo mi ha intimato: Signore! Un attimo per favore! Questo perché in bottega c’era già un tizio a comprare gratta e vinci. Ma il bottegaio ha fatto male i conti: lui, povero stronzo, non ha il monopolio delle carte bollate, non mi tiene per le palle come l’amministrazione: di tabaccai ne trovo quanti ne voglio. Lui riesce solo a perdere clienti.

Sulle istruzioni della questura sta scritto che bisogna prendere un appuntamento sul loro sito. Un appuntamento per consegnare una domanda? Ma se è roba di un minuto? Che senso ha? Vabbè, se proprio lo vogliono, prendiamo questo appuntamento. Ma il sito non mi fa entrare. Per entrare nella sezione appuntamenti occorre lo spid. Quindi non solo c’è bisogno di un appuntamento per consegnare dei documenti ad uno sportello, ma anche di uno status speciale solo per prendere questo appuntamento? Esattamente. Non è possibile, io sono un cittadino, un cittadino ha il diritto di inoltrare richieste alla pubblica amministrazione e se il loro sito degli appuntamenti non mi lascia entrare, che colpa ne ho io? Ci vado direttamente. L’ufficio passaporti è aperto solo due ore al giorno - giovedì e festivi esclusi - ma con tutta la documentazione compilata e le tasse pagate, in fondo si tratta solo di depositare le carte: un attimo. Eppure, nonostante tutto ciò che fanno sia prendere in mano dei foglietti e consegnarne altri e per di più ricevano solo su appuntamento, riescono comunque a far sì che ci sia una discreta fila. Devono avere poteri di moltiplicazione con le file simili a quelli di Cristo con i pesci. Che minchia fanno la dentro?

La poliziotta dall’aria letargica è completamente scandalizzata. Quasi quasi mi denuncia per vilipendio di pubblico ufficiale. Vorrei forse presentare all’ufficio passaporti la domanda per avere un passaporto senza prima aver preso un appuntamento con l’unico mezzo abilitato a prendere un appuntamento, cioè con il sito appuntamenti della questura accessibile solo a chi possiede una cosa, o uno status, o chissacchè, chiamato spid in quanto la cittadinanza italiana non è sufficiente? Ma è inaudito! Roba dell’altro mondo! Ma dove pensa di vivere lei? Ma, guardi, non so dove vivo adesso, ma dieci anni fa è proprio così che ho fatto: sono venuto in questura e ho portato i documenti. Tra parentesi, la fila era più o meno la stessa. Ma le cose cambiano caro signore! Si deve adeguare! Mi adeguo, però il vostro sito appuntamenti, cioè il sostituto meccanico della segretaria, non mi fa entrare, perché non ho lo spin, cioè, lo spid! E allora se lo facci lo spid! Io qui devo lavorare – prendere foglietti, consegnarne altri – mica posso perdere tempo con chi non ha appuntamento! Ma visto che il sito appuntamenti non mi fa entrare, non potrebbe darmelo lei l’appuntamento già che sono qua nell’ufficio passaporti? Anatrema! Anatrema! Ma mi facci il piacere, se ne vadi! Io ho un foglietto, sa, con su scritti tutti i nomi di oggi – una decina - e solo con loro posso parlare e lei sul foglietto non c’è! Guardi, non c’è! Tra i primi nomi della lista che non dovrei vedereere per ragioni di privacy (anglo neolingua), mi pare di leggere:“Franz Kafka”.

Chissà se la poliziotta avrà l’identità digitale. Una cosa è certa: non ne ha certo bisogno per ottenere il passaporto.

Ora immagino sia evidente anche ad un bambino che subordinare la possibilità di prendere un appuntamento presso la questura per consegnare una domanda che non viene altrimenti presa in considerazione, non sia neppure lontanamente un metodo per facilitare la burocrazia, ma un mezzo per costringere indirettamente, cioè con l’oramai usuale sistema usato dal governo, il ricatto, il cittadino a farsi uno spid, cioè un’identità digitale, della quale, vi giuro, non ho mai sentito alcun bisogno. Ma tant’è. Si tratta dello stesso metodo usato per il green pass (anglo neolingua) o anche, dalla mafia: o fai come dico o ti brucio la casa. Ne consegue per consistenza logica, che per ottenere un passaporto devi possedere un computer o uno “smart phone” (anglo neolingua, cioè un computer con lo schermo piccolo), e un accesso a internet, ma questo viene sottaciuto, non deve apparire, è lasciato come onere nascosto alla cura del suddito.

Va da sé che in una dittatura sarebbe lo stato stesso ad importi una “identità elettronica” e a spedirti la tessera a casa o magari a importi di munirti di un apposito apparecchio elettronico di sorveglianza presso un apposito ufficio. Tutte cose costose e complesse. In una democrazia come la nostra, invece, nessuno sembra importi nulla, nessuno viene a cercarti a casa, l’obbligo c’è, ma è indiretto: sei in pratica costretto a fare tutto da solo, senza assistenza e senza che nessuno si prenda la responsabilità di costringerti apertamente. Attraverso una pratica che in diritto penale si chiama “ricatto”, devi denunciarti e punirti da solo. Molto più rispettoso e democratico, volete mettere! La stessa differenza che c’è tra uno schiavo e uno sfruttato: Lo schiavo, deve provvedere a mantenerlo il padrone e lavora poco, lo sfruttato si deve arrangiare da solo per il mantenimento e lavora di più proprio per riuscire ad arrangiarsi. Se lo schiavo muore di fame, la colpa è del padrone, se lo sfruttato muore di fame, la colpa è sua che è sempre stato un fallito e non è stato in grado di “cogliere le opportunità”. Suggerirei di obbligare tutti al raggiungimento della maggiore età, un “consenso informato”: il sottoscritto dichiara che se mai si troverà in situazione di indigenza (miseria non usa più in burocratese) sarà solo per colpa sua e solleva la società tutta da qualsivoglia responsabilità.

A quanto pare non posso fare a meno di farmi questo spid se voglio avere un passaporto e tenete conto che il passaporto ce l’ho dall’età di 18 anni: mi è difficile rinunciare. Anche se allo spid preferirei uno schiaffo in faccia. Torno a casa e mi impegno sul computer. A quanto pare ci sono diversi “gestori abilitati” tra i quali scegliere, tutti sostanzialmente equivalenti. Qui la solita dittatura ti metterebbe a disposizione un ufficio, ma la democrazia ti fa scegliere tra privati o privatizzati cui ha trasmesso il potere di angariarti e che, per di più, tentano di guadagnarci sopra quanto possono. Pare si possa procedere in diversi modi, alcuni gratuiti, ma devi recarti personalmente a Catania, altri attraverso la telecamera del computer, ma pare complesso e poi, la mia funziona? Provo con un metodo intermedio, a pagamento, presso la Tom, anche se ha una fama peggiore di quella dei quaranta ladroni di Ali Baba, e dopo una lunga decifrazione delle istruzioni redatte in impeccabile informatichese e un’altrettanto lungo riempimento di sterminate pannellate che mi chiedono di tutto nonostante sappiano di me più di quanto io stesso ricordi, dopo aver eliminato errori introvabili che consistevano in cose come avere usato la sbarra tra le cifre della data di nascita anziché il trattino, scopro che non possiedo il metodo di pagamento richiesto.

Con la testa nel pallone, come direbbe Fantozzi, mi butto allora sul famigerato sito delle poste su quale passo ore. Per dare un’idea, uno degli errori impedienti era che i nomi dei file della documentazione allegata avevano spazi tra le parole. Scioccamente scrivevo carta identità anziché cartaidentità e ciò era ovviamente imperdonabile, ma, per discrezione, la macchina non osava dirlo esplicitamente. Con una persona ci puoi sempre parlare, anche con Eichmann, con un computer no. O fai tutto esattamente come vuole lui – anche se come vuole non te lo dice – o si blocca con un’ostinazione che neanche l’asino più malevolo potrebbe mai sperare di emulare. Per questo ci fanno parlare sempre più solo con macchine. Per chiuderci la bocca. O qualcuno ha forse mai ricavato qualcosa di utile da un assistente virtuale?

Comunque, dopo una giornata di lavoro al computer – scrivere un articolo, in confronto, è una pratica rilassante – sono riuscito ad arrivare in fondo alla procedura con l’approvazione di sua santità l’intelligenza artificiale. Ma non ero ancora a nulla: ciò che davvero volevo era rinnovare il passaporto, mica giocare sul sito delle poste, e per quel fine ero ancora a mille miglia. Esattamente alla fase di iniziazione per l’acquisizione di meriti che mi consentissero di conseguire l’abilitazione a prendere un appuntamento con la questura per la consegna della domanda! Poi la questura avrebbe deciso se accoglierla o meno. Magari mancava una virgola o l’indirizzo era scritto in lettere minuscole.
E poi le poste non erano ancora soddisfatte: adesso dovevo recarmi ad un ufficio postale per completare l’identificazione presentandomi fisicamente: ecco esisto davvero! Questa è la mia carta di identità e questa la mia tessera sanitaria! Habeo tessera, ergo sum!

Fortunatamente l’accesso agli uffici postali è al momento libero, fino pochi mesi fa occorreva un permesso speciale anche solo per entrare! Era necessario aver subito un’altra via crucis. Ma in fondo alle istruzioni, c’è un piccolo avviso in anglo neolingua che sollecita a prenotare un “ticket” prima di andare all’ufficio. Cosa significherà mai nella lingua di Dante e Manzoni prenotare un “ticket”? Forse fissare un appuntamento? Ma allora perché sul sito delle poste c’è un’altra voce che parla esplicitamente di “appuntamento”? Mistero. Dato che “aprire un ticket” per telefono è impossibile, ma è obbligatorio farlo sul sito web (anglo neolingua), ci provo, ma per arcani, informatici motivi, il sito, dove pure mi sono con sudore registrato, non me lo lascia fare. Probabilmente ai siti (obbligatori) risulto antipatico. A quelli che vendono ciarpame no, li mi fanno entrare allegramente, funzionano e sono tutti incredibilmente facili da usare. Chissà perchè. Provo allora a recarmi fisicamente (!) in un “qualsiasi ufficio postale” come recitano le istruzioni. Dopo tutto si tratta solo di accertare che esisto. Anche se comincio a dubitarne anch’io.

Dopo la solita fila, l’impiegata quasi si mette a ridere facendo traballare tutta la ciccia. Pretendere di fare un’identificazione spid senza aver prenotato un ticket spid! Oggigiorno se ne sente davvero di tutti i colori! Dove andremo a finire! Gli anziani di oggi non sono più come quelli di una volta. Facci prima il ticket e poi torni! Ma non può farmelo lei il “ticket” visto che sono già qui? Impossibile! Il terminale non me lo permetterebbe mai! Neppure se ne andasse della vita! Se non è capace, si facci aiutare da qualcuno! Ma se tutto il lavoro d’ufficio lo devono fare i clienti, secondo lei, per quanto ancora ci saranno gli impiegati postali? Osservo malignamente, ma siccome in Italia non è facile come in Texas procurarsi un fucile d’assalto, non posso far altro che ritirarmi in buon ordine.

L’impiegato nonostante sia un cittadino anche lui, nonostante che anche lui sarà prima o poi inevitabilmente stritolato da qualche meccanismo appositamente creato, non sta dalla tua parte, è istintivamente contro di te, parteggia per l’istituzione che ti tiranneggia, ti vede come un concorrente, spera che non ce la farai, si sente come il vaccinato: ostile e segretamente invidioso di quelli che il vaccino non l’hanno fatto. Quando poi toccherà a lui, si arrabbierà, pietirà, ma gli altri compagni di sventura gli saranno implacabilmente contro. Lo guarderanno dall’alto con disapprovazione.

Tornato a casa, mi ributto sul computer e con un paio di ulteriori ore di lavoro, forse tre - il tempo quando lavori su internet si restringe come previsto dalla relatività generale - dopo aver cambiato due volte la password (anglo neolingua), riesco finalmente a “fare il ticket” (anglo neolingua), cioè, in italiano, a prenotare un appuntamento ad un ufficio per il giorno dopo. Mi sento come Heraklis dopo aver tagliato le teste all’Idra di Lerna.

Questa volta, dopo la solita fila, perché l’ora scritta sull’appuntamento è come sempre solo un pro forma, alle poste si degnano di ricevermi e quello che devono fare è molto più semplice della discussione del giorno prima: un’occhiata alla carta d’identità, due click (anglo neolingua), sul terminale, versamento del pretium sceleris, per la verità piuttosto modesto – euro 12 - ed è fatta. Mi manderanno un SMS ( anglo neolingua) ed un messaggio di posta elettronica con le “istruzioni”. Questo significa che non è finita qui? L’impiegata non sa niente altro e se sa, non parla.

A quanto pare ho finalmente un’identità digitale veicolata dalla gloriosa istituzione delle Poste cui ha regnato a suo tempo l’ineffabile ministro Vittorino Colombo, forse parente di quel tal Cristoforo. Ma cosa ne faccio? Io volevo solo rinnovare il passaporto! Poi in cosa consiste l’identità digitale? Un username e una password (anglo neolingua)? Non avrebbe potuto essere la stessa cosa nome, cognome e una parola d’ordine per entrare per chiunque ha un codice fiscale? Chissà. In informatica fanno tutti finta di capire, ma pochissimi capiscono veramente.

Sul messaggio di “istruzioni” si legge che l’identità digitale ha tre livelli, il primo, il secondo ed il terzo. Astuto! L’iniziazione procede per gradi. La divisione delle persone in livelli è l’abc della subordinazione. Per ora a me hanno conferito il primo, per ottenere il secondo, che forse è necessario per … prenotare un appuntamento che mi consenta di consegnare dei documenti in questura, devo scaricare l’app posteid dal mio store (anglo neolingua); andare su un servizio che espone il logo spid (aglo neolingua); selezionare posteid dalla lista di I.D. spid (anglo neolingua); aprire l’app posteid ed inquadrare il qr code (anglo neolingua). Se poi ho l’incredibile fortuna di possedere uno smartphone (anglo neolingua), compatibile, posso abilitare il riconoscimento tramite impronta digitale o facciale! Che culo!

Però, lo ricordo, io volevo solo rinnovare il passaporto!

Il tutto mi ricorda spiacevolmente mia nonna che in caso di grave mascalzonata usava dire “ti sei fatto la frusta per il tuo culo”, oppure i prigionieri che si scavano la fosse da soli per risparmiare la fatica alle guardie. Io ho solo un vecchio telefono portatile e un computer. Potrò scaricare l’app sul computer? Devo comprare un nuovo telefono (smart!) e un nuovo abbonamento per internet mobile (anglo neolingua), da uno a mia scelta della dozzina truffatori telefonici autorizzati? Quanti impedimenti nuovi si possono ancora presentare sulla strada del rinnovo del passaporto? Se fossi un killer di mafia che deve recarsi a New York per un contratto, Don Totò parlerebbe al questore e andrebbe tutto a posto.

A questo punto della tragedia di un borghese piccolo piccolo e forse anche un poco fuori dai tempi, prima che il pubblico si annoi troppo, interviene il deus ex machina. Un conoscente trivaccinato e trinariciuto mi suggerisce: io ho già l’identità digitale, forse posso prenderti l’appuntamento alla questura, fammi provare. Be, certo, lui è un cittadino di grado più elevato, potrebbe riuscirci. In questura lo fanno ancora entrare. La raccomandazione di un notabile, fa sempre comodo. Temo che tra un po’ cominceranno a venderle. Ci prova, smanetta un po’, suda (d’altronde fa caldo), mi fa riempire a tempo di record sulla minuscola tastiera l’immenso modulo on line (anglo neolingua), che, per rendere le cose più difficili hanno fatto a tempo come i test di intelligenza, ma alla fine riesce a prendermi l’appuntamento per l’unico giorno disponibile: sono autorizzato a recarmi alla questura della mia città in un giorno d’ottobre, tra due mesi, per consegnare la domanda e cominciare così l’iter per ottenere un nuovo passaporto! Voi non ci crederete, ma alla fine della procedura elettronica c’è pure la customer satisfaction (anglo neolingua), che potrebbe tradursi in italiano con “presa per i fondelli”: sei soddisfatto di necessitare di uno status speciale per poter prendere un appuntamento al fine di poter depositare una domanda di routine alla pubblica amministrazione e di dover attendere solo due mesi per poterlo fare? Grazie della risposta! Il bello è che il cittadino in possesso dello status speciale scriverà di aver gradito semplicemente perché ciò gli consente di considerarsi superiore e privilegiato rispetto a chi lo status speciale non ce l’ha. Psicologia triviale, ma efficace,

Qualche maligno potrebbe chiedersi, ma cosa fanno all’ufficio passaporti della questura da qui ad ottobre? Non hanno un minutino per prendere in consegna una domanda di rinnovo prima di due mesi? Certo è che ogni burocrazia è principalmente autoreferenziale, il 70, 80% del lavoro di un ufficio è creato dagli altri uffici della struttura, il mondo esterno c’entra poco. Ma non sarà che vendono tutt’altro che passaporti? Non sarà che questo passaporto hanno poca voglia di rinnovarmelo e cercano di farmi capire che dovrei starmene a casa? Che quando sarò chiamato a muovermi, saranno loro a dirmelo? Anzi, a costringermi per ricatto senza neppure dirmelo?

Ma io non penso nulla del genere. Io credo che la pubblica amministrazione si rinnovi e si digitalizzi per venire incontro alle esigenze del cittadino e per portarci in Europa all’interno di uno stato moderno, solido ed efficiente. Lo dice anche la televisione. Tutto ciò che vogliono è facilitare le cose nella sicurezza: questa è la parola chiave, sicurezza.

Purtroppo certa gente non lo capisce, è diffidente e in qualche zona ha più fiducia nel capo mafia locale che nello stato. Come può essere? E’ incredibile, ma succede. Se le cose non vanno, è perché le persone non obbediscono ai consigli dell’autorità. Guardate le mascherine, per esempio. Cosa ci vuole a mettersi una mascherina? Se lo avessero fatto tutti, a quest’ora non si parlerebbe più di epidemia. Eppure c’è chi non lo fa, così per dispetto, contro i loro stessi interessi. E infatti la pandemia continua. La gente è strana.

Ma io sono felice di vivere in una democrazia, penso a quei poveretti in Unione Sovietica che per ottenere un passaporto dovevano passare chissà quali guai burocratici e quasi mai ci riuscivano. In uno stato democratico, invece, è tutto molto facile: vai in questura, fai la domanda ed in pochi giorni voilà, il passaporto è bello che pronto e puoi viaggiare dove e quando vuoi!

Commenti (58)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 49 caricati
    1. Tizio8020 4 agosto 2022

      Ehhh...io volevo fare richiesta per "diventare Rom"..ma mi hanno chiesto di prendere un appuntamento per identificarmi con "spid" e non sono riuscito ad accedere al servizio...

    1. Teopratico 1 agosto 2022

      Bell'articolo e un bravo all'autore. Anni fa nel giro di quattro o cinque giorni riuscii a sbrigare la stessa pratica, ero raccomandato dal vicedirettore del Sisde però.

    1. Martin 1 agosto 2022

      E' la mentalita' borbonica e meridionale del Regno delle Tre Sicilie, dominante nella P.A. e nella magistratura italiana.

    1. Urogallo 1 agosto 2022

      Mi giustifico prima di commentare : d 'accordo sul fatto che l' umanità (non solo la società) sta viaggiando contromano, sottolineo che ho avuto il medesimo incontro frontale burocratico per una pratica in motorizzazione, con la quale suggerisco sadicamente l'autore di avere a che fare al più presto.

      Detto questo oso dire : che scopo ha lamentare l' assurdità della situazione se poi l'unica via è quella di adeguarsi al nuovo requisito del sistema ?
      Almeno, nell'occasione di interloquire con l'operatore Umano Duepuntozero, fosse finita a schifìo per esempio con una raffica di insulti pregiudizievoli con o senza esibizione della fesa deretanica, sarebbe stato un siparietto utile come futuro aneddoto.
      Vi ricordo che abbiamo avuto già un assaggio prolettico (flashforward in neolingua) della fase 3 quando per un breve lasso di tempo non si poteva accedere proprio in posta, in banca ecc.

      Di cosa ci lamentiamo ? In questo momento siamo tutti uguali, con la digitalizzazione ci stanno dando l'opportunità di migliorare le nostre condizioni psicosocioneurali . Dobbiamo vivere il presente, al futuro prossimo non ci pensiamo.. lasciamolo ai politici.

      Aggiungo anche : oltre alla neolingua beware of Sigla..sigla is the new way to put it in da Club.

    1. Petrus 1 agosto 2022

      Quando sento di queste storie il cor s'allegra al pensiero di aver lasciato l'Italia.
      Giusto venerdi mi e' arrivato il mio bel passaporto nuovo, ottenuto portando, senza appuntamento alcuno, all'ufficio postale di mia scelta una bolletta (per provare il mio indirizzo), la tessera sanitaria e i (non pochi) dollari per la domanda. Niente spid, spud, ticket o altre fesserie. Volendo fai tutto online, se vivi nell'outback a mille chilometri dall'ufficio postale piu vicino puo far comodo, ma non e' certo obbligatorio anzi...
      La foto te la fanno direttamente loro cosi e' anche "autenticata" dall'impiegata-fotografa seduta stante. Cinque minuti di fila, sei settimane di attesa (di solito due, ma dopo il "liberi tutti" post covid tutti vogliono un passaporto) e mi e' stato recapitato direttamente a casa, con il canguro e l'emu a fare bella mostra di se in copertina.
      Voi lassu in Italia siete chiusi in un manicomio a cielo aperto ormai...

    2. alessandroparenti 1 agosto 2022

      Ma dove sei? Dollari mi puzza di mondo anglosassone, che mi urta, ma se ti trovi così bene...dillo comunque.

    3. Petrus 1 agosto 2022

      Si, non semplicemente anglosassone, ma proprio commonwealth... Australia.
      Sono in missione per provare a civilizzarli, 'sti barbari, ma almeno per quanto riguarda la burocrazia sono loro a poterci insegnare.

    4. Nestor Halak 1 agosto 2022

      Non è che potresti richiedere il passaporto per me se ti mando i dati?

    5. Petrus 1 agosto 2022

      Per quello italiano dovrei volare in Italia a produrre certificati tramite spid, poi prendere appuntamento al consolato qui, telefonando per poi prenotare l'appuntamento online, aspettare almeno 6 mesi per portargli le carte pregando che l'orario sia veritiero (mi e' capitato di avere appuntamento per un orario in cui erano chiusi, giuro!), poi aspettare almeno altri 6 mesi affinche il documento sia pronto per il ritiro (devono avere amanuensi, credo, addetti alla ricopiatura dei dati) e ritelefonare per prendere appuntamento sul sito per il ritiro :D
      Per quello Australiano, se hai la cittadinanza, no problem...

    6. Martin 1 agosto 2022

      A burocrazia prendiamo lezioni quasi da tutti in Occidente, Francia inclusa. Ho lavorato per un breve periodo in Australia e con Australiani. Devo dire che preferisco di gran lunga gli Americani. Tralascio poi i pregiudizi che sia Australiani che Neozelandesi hanno su di noi, come se se la Seconda Guerra Mondiale fosse finita solo qualche anno fa.

    7. Tizio8020 4 agosto 2022

      Ohi...mi risulta che in Australia col fantacovid abbiano fatto una mezza rivoluzione, con vessazioni mica da ridere...

    8. Tizio8020 4 agosto 2022

      Diciamo che gli brucia ancora il culo per averle prese, e di brutto, in africa dai nostri...
      A noi hanno raccontato che "ci hanno sconfitto perdendo solo 3 soldati ed un somaro"..ma la realtà è mooolto diversa!!!
      In proposito, se ne avete voglia, ascoltatevi i video di chi ha raccolto i corpi dei caduti di tutti i Paesi per decenni...

    9. Tizio8020 4 agosto 2022

      Perdonami, ma ha scritto "mi e’ stato recapitato direttamente a casa, con il canguro e l’emu a fare bella mostra di se in copertina."
      In quali Paesi pensi possano mettere un canguro ed un emù su dei documenti ufficiali?? Groenlandia???

    10. alessandroparenti 4 agosto 2022

      Hai ragione. Mi era sfuggita quella riga. Non c'erano dubbi sul paese.

    11. Petrus 5 agosto 2022

      In alcuni stati molto piu che in altri. In Victoria detengono il primato mondiale di giorni di lockdown, per dire.
      Qui dove sto io, forse in tutto un paio di settimane con restrizioni di movimento, ma se lo filavano in pochi.
      Un paio di volte abbiamo avuto il premier evacuato da casa perche' aveva gente che voleva menarlo fuori al cancello, una volta gli hanno sfasciato l'ufficio, se avesse insistito troppo con le restrizioni il segregato sarebbe probabilmente diventato lui.
      Avere burocrazia efficiente, ad ogni modo, non significa avere meno criminali in politica, purtroppo.

    1. uomospeciale 31 luglio 2022

      Ma che problema c'è? Non mi pare proprio che le migliaia di clandestini che ogni giorno entrano in Italia abbiano mai avuto bisogno di passaporto o altro, anzi trovano sempre porte spalancate ovunque si presentino:

      Gli aprono conti correnti senza problemi, gli danno le SIM gli affittano le case, gli danno ogni assistenza medica e burocratica senza alcuna prenotazione, e gli forniscono i vari mediatori culturali e gli opuscoli tradotti in ogni lingua per istruirli al meglio sui tutti loro innumerevoli diritti (non sia mai che possano dimenticarsene qualcuno ) provatevi voi come italiani a fare una qualsiasi di queste cose completamente gratis e senza dover fornire uno straccio di documento, ( o forse solo un'autocertificazione e via ) se ci riuscite.
      Poi se proprio un documento dovesse servirgli gli basterebbe presentarsi in questura dichiarando:

      " io essere pròfùgò!, io no documento"

      E a quel punto provvederà a tutto la questura, il centro di accoglienza, l'ufficio agevolazione invasione oops! volevo dire immigrazione e le varie O.N.G

      Eh!, Fossero tutti qua i problemi...

    2. Tizio8020 4 agosto 2022

      Tutto vero... tristemente VERO!!
      Fonte: la mia attuale moglie è entrata (come quasi tutti gli Albanesi nei primi anni 2000) clandestinamente in Italia.
      Fino a che era senza documenti...aveva diritto a TUTTO GRATIS!!
      Quando prendevi l'appuntamento per regolarizzarti ti veniva dato un foglio (appunto di prenotazione) con nome e cognome; con quello andavi alla ASL dove ti rilasciavano una tessera "provvisoria" (adesso le chiamano "STP", Straniero Temporaneamente Presente"), con la quale avevi diritto a TUTTO.
      Andavi dal dentista e ti rifaceva tutto gratis..con una sollecitudine schifosa!
      Ovviamente lavori dimmerda...tanto pagava lo Stato! ponti che si staccavano etc etc.
      Idem con l'ISEE che risultava ZERO.
      Tutto gratis: retta della scuola materna etc etc.
      Ma questa cosa la facevano anche molti Italiani purosangue: bastava i che i genitori dei piccoli non fossero sposati, se lavorava solo il padre , fosse pure stato miliardario, la madre avrebbe avuto reddito uguale a sìzero, quindi diritto a tutto gratis!
      Azzz..io quando i figli andavano alle scuole elementari spendevo quasi 300 € al mese solo di pasti a scuola..e mangiavano dimmerda!!! spesso non mangiavano proprio.
      Ho constatato di persona anche la faccenda delle SIM: per me, Italiano di nascita, comprare una SIM richiedeva minimo 1 ora, servivano Documenti, firme etc.
      SE al negozio ci andava uno straniero senza documenti, in 5 minuti si liberava: in una mano i soldi, nell'altra la busta con SIM e numero!
      Le avevano già pronte, intestate a chissachi!!
      Poi negli anni ho conosciuto di tutto: Filippini residenti qui, i cui genitori (di lui, e di lei, MAI VENUTI QUI) avevano ricevuto tutti e 4 la pensione !!!! Mia madre, Italian Classe 1940, che ha iniziato a lavorare in regola a 12 anni, prende meno di 600 € al mese.

    1. omega 31 luglio 2022

      A me di recente è andata peggio. Per poter accedere ad un ufficio Inps ho dovuto prendere appuntamento per telefono su un portale nazionale che non funzionava perché intasato e, qualche giorno dopo, per rinnovare la password (perché non parola d'ordine?) scaduta di noipa dovevo, per la prima volta dopo anni di continui rinnovi, usare lo spid. Salvo scoprire che anche la password di infocert era, per l'ennesima volta, scaduta e andava rinnovata usando l'apposita app, da attivare usando un tablet che avevo lasciato in un altro alloggio a 35 chilometri di distanza. Dopo varie peripezie e la perdita di qualche ora ci sono riuscito.

    1. Quasar 31 luglio 2022

      il potere dello stato va diminuito non aumentato

    2. alessandroparenti 31 luglio 2022

      Ti sbagli. Il potere dello stato è sempre più insignificante ed è il potere privato che ci vuole rendere schiavi e utilizza la carcassa di uno stato che non può più decidere niente per opprimerci senza che gli vengano addebitate colpe o responsabilità. Siamo nel turbocapitalismo, cosa vuoi togliere allo stato? Non ha niente.

    3. Quasar 31 luglio 2022

      quanto sopra e' chiaro ma lo stato, che viene utilizzato in modo improprio, deve diminuire il suo potere sui cittadini

      poi le multinazionali vengano fuori apertamente a dire governiamo noi a norma di legge

      almeno a quel punto si puo' iniziare a combatterli seriamente con tutto cio' che ne consegue ma finche' usano lo stato lo stavo va messo a dieta

    4. alessandroparenti 1 agosto 2022

      E come le combatti le multinazionali? Col bastone dalla parte del torto quando loro ti possono contrapporre una guardia armata che sta pure dalla parte della legalità? Se lo stato conta qualcosa abbiamo l'arma del voto per provare acambiare. Chiaro che non è questo il caso. Lo stato non esiste più e stavolta non voto proprio.

    5. Quasar 1 agosto 2022

      Vancouver, 2077. In un futuro distopico, la democrazia costituzionale e i governi nel mondo sono crollati; un nuovo sistema di corporazioni e repubbliche aziendali domina il pianeta attraverso un'alta sorveglianza privata, in uno stato di polizia tecnologicamente avanzato che, a fronte di sicurezza e pacificazione, ha eliminato alcune libertà civili. In questo contesto, un gruppo di ribelli chiamati Liber8, facenti parte della resistenza allo status quo e condannati per questo alla pena di morte come terroristi, fugge dalla propria esecuzione viaggiando indietro nel tempo all'anno 2012. Il loro obiettivo è quello di cambiare la storia, riscrivendo il passato affinché gli eventi del 2077 non possano mai accadere.

    6. alessandroparenti 4 agosto 2022

      Appunto. Fantascienza

    1. Maurizio 31 luglio 2022

      Bellissimo articolo, che rende magistralmente l'arma della burocrazia che ora, divenuta digitale, è ancora più efficace.

      Con la nuova carta di identità elettronica, che purtroppo di recente mi è toccato fare, sono molto più veloci.
      Salvo aver atteso 2 mesi ma con appuntamento preso comodamente al telefono, mi sono presentato puntuale ed è stata questione di 10 minuti.
      Riconoscimento con documento vecchio, pagamento contanti, impronte digitali (ebbene sì...), (non) consenso alla donazione degli organi, 4 firne et voilà, dopo 1 settimana sono passato a ritirarla.
      Con la schedatura sono veloci.
      Ah dimenticavo, la vecchia scheda cartacea non si può più fare.

    1. Nestor Halak 31 luglio 2022

      Naturalmente tutto ciò non è casuale, è voluto.

    2. FrankDax 1 agosto 2022

      Buongiorno , concordo pienamente.. mi trovo spesso a discutere con persone raziocinanti (non lobotomizzate) su questo tema . Per molti , le vicessitudini abilmente descritte nell'articolo , sono frutto di "poca voglia di fare... e ignoranza" , per il sottoscritto invece , è un disegno ben preciso per portare il cittadino ad una vera "dissonnanza cognitiva" , dove tutto è il contrario di tutto... in un crescendo di emozioni opposte , che se non sei centrato , ti portano allo stato catalessico di "succube" che possiamo riscontrare nella grande maggioranza delle persone intorno a Noi.

    1. Primadellesabbie 31 luglio 2022

      È difficilissimo, e lo sarà sempre più, trovare una persona che conosca meticolosamente il funzionamento di un servizio, compresi gli aspetti giuridici connessi, e abbia una aggiornata cultura informatica, figura indispensabile a digitalizzare correttamente quel servizio.

      Per fortuna!

      Questo lascia aperta la porta a qualche speranza che il castello di carte possa franare.

      PS - Quando i vari componenti del computer avevano la dimensione di un frigorifero, e occupavano una intera sala termoregolata, ho avuto l'avventura di essere la figura di cui sopra in un'azienda 'complicata'.

    1. alessandroparenti 31 luglio 2022

      Lo scopo ultimo,come vèntila l'autore, è disincentivare ciò che può rendere un individuo autonomo, e il passaporto, quindi gli spostamenti, è una di queste cose. Se sapessi scrivere come l'autore avrei scritto lo stesso pezzo, sono d'accordo in tutto, persino nel fastidio che gli suscitano le impiegate svogliate e lardose.

    1. MGS 31 luglio 2022

      PASSAPORTO? Uao! Devi essere davvero ricco! Voglio dire, con sempre meno voli a disposizione, a costi sempre più esorbitanti, con sempre meno personale in aeroporto e a bordo a causa degli effetti delle "vaccinazioni" - e con sempre più aerei che si schianteranno per il malore improvviso dei piloti -, con nuovi lockdown in agguato da un momento all'altro...cioè...caspita sei pure un maledetto ottimista! PASSAPORTO!

    1. Primadellesabbie 31 luglio 2022

      È cominciato tutto molto tempo fa.

      Come narrato da famosi viaggiatori, per valicare le frontiere degli staterelli che componevano la Penisola bisognava allungare dei soldi ai doganieri o, a scelta, vedersi perquisire e smontare la carrozza (questione di un paio di giorni).

      Ancora: i dazi dividevano, fino all'altroieri, la città (che aveva le "porte") dalla campagna circostante e impedivano al privilegiato cittadino di portarsi impunemente a casa il salame ricevuto in regalo dal cugino rimasto legato al contado.

      Siamo un Paese di doganieri incalliti, nulla ci scoraggia, ora stiamo organizzandoci con il digitale (che allarga la platea dei taglieggiatori).

      E siccome siamo maledettamente nostalgici vogliamo ripristinare sbarramenti e fossati come nei bei tempi andati, certi che i cavalli di Frisia risolveranno tutti i nostri problemi.

    2. Primadellesabbie 31 luglio 2022

      Dimenticavo: fino al 1867 il servizio postale (europeo) era appaltato ai principi Thurn und Taxis:

      (https://en.wikipedia.org/wiki/Thurn-und-Taxis_Post)

      Naturalmente era illegale traversare un confine trasportando "aggratis" qualche missiva, magari affidata al viaggiatore da un compaesano per parenti che vivevano altrove (i frontalieri non sono un'invenzione di questi tempi e i nostri bisnonni 'contrabbandieri' usavano cucire le missive illegali sotto la fodera degli indumenti).

      Qualche analogia con il modo, descritto brillantemente da Nestor, in cui la burocrazia usa la tecnologia digitale ai nostri giorni?

    1. natascia 31 luglio 2022

      Pur essendo attempata, sono ancora molto viva, ma con tempo limitato. Questo scritto nella sua serietà e vastità di analisi, mi ha fatto molto arrabbiare e mi porterebbe a fare dei calcoli infiniti sul denaro sperperato dallo Stato e sul tempo perso dai cittadini. Penso che la scuola italiana di oggi non difenda, ma anzi sia il viatico per accettare tutto questo. Una situazione che toglie vita, tempo, forze e denaro. Ma soprattutto respinge il cittadino, lo ghettizza e lo rende estraneo alla cosa pubblica, che infine pubblica più non è, ma cosa dei “ dipendenti pubblici”: lo Stato è proprietà dei dipendenti pubblici tranne quando si inseriscono dei motori che spianano tutto. Un esempio può essere la vaccinazione sulle spiagge, oppure fenomeni molto intimi che riguardano una nuova vita o la sessualità , oppure firme fatali per la nostra vita, tutte circostanze in cui nessuno si incarica della sicurezza del cittadino. I motori in questione sono invisibili e vanno a sangue umano, il vero e unico carburante accettato in tutti i listini invisibili del mondo.

    2. Nestor Halak 31 luglio 2022

      "una situazione che toglie vita"

      purtroppo è sempre più letteralmente così. L'amministrazione ha perso qualsiasi benignità, sta diventando inaccessibile. E assassina.

    3. absitiniuriaverbis 31 luglio 2022

      Sai che mi ricorda?
      Non date le perle ai porci. Per me, agnostico, significa non distribuire conoscenza. Perché conoscenza significa responsabilità e troppi tra gli umani non sono né pronti né consapevoli.

    4. BrunoWald 31 luglio 2022

      Hai ragione, la "cosa pubblica" non è più tale, dal momento che la controllano cosche di fatto private ed autoreferenziali. Il declino degli stati occidentali ci sta traghettando verso una nuova versione del feudalesimo, di gran lunga peggiore dell'originale.

    5. Tizio8020 4 agosto 2022

      ..."ha perso qualsiasi benignità" . E quando mai l'ha avuta???
      Fino a poco tempo fa, dovevi fare il certificato ISEE ; con validità da gennaio a dicembre, per quasi tutto (scuola, lavoro etc).
      I dipendneti con figli, dovevano fare anche la richiesta per gli ANF (ex assegni familiari).
      per me cosa nuova, dato che pur avendo molti figli ero "artigiano" (cioè autonomo a P.IVA finto dipendente).
      Ora, la richiesta per gi ANF andava da luglio a giugno..ed andavano presentati i redditi di dell'anno precendente.
      Fatemi capire: il nucleo cìfamiliare considerato ai fini ANF è lo stesso dell'ISEE. Quindi, la cosa più semplice, unificare i conteggi, in automatico. No! NON puoi calcolare il dovuto in base all'ISEE...no, devi rifare tutto!
      Infinite attese, appuntamenti, per scoprire che manca il "lasciapassare A38" che ovviamente viene rilasciato solo il giorno del mai.
      Ed ovviamente, per chi passa da autonomo a dipendente, questo significava perdere oltre un anno di ANF.
      Però..c'è un "ma".
      SE sei Italiano, o straniero con cittadinanza, gli ANF venivano erogati in maniera pignola.
      SE sei straniero..puoi indicare come "parenti, affini e beneficiari" chiccazzo ti pare, tanto nessuno andrà a controllare se veramente nel lontano Paese di Chilloconosce ci sono 4500 persone tue parenti ed a carico tuo!!!

    1. absitiniuriaverbis 31 luglio 2022

      C'era una volta... in uso il termine Egregio, da scrivere con l'iniziale maiuscola, e da utilizzarsi riferendosi per lettera ad un singolo individuo degno di rispetto o Egregi quando il ricevente era in istituto, un associazione et similia altrettanto degni.
      Egregio, da ex gregis: fuori dal gregge.

      Se il mal comune mezzo gaudio ti alleviasse le pene, potrei raccontarti di come ottenere il certificato di esistenza in vita, necessario per ricevere la pensione, considerando che sono iscritto all AIRE (Associazione Italiana Residenti Estero) e sotto stretto coprifuoco 24 ore su 24 causa pandemia a Shanghai. ed aggiungendo che il pagamento è gestito da Citibank sede londinese.

      Oppure, per darti un quadretto cinese cinese cinese, come ottenere il visto per 'riunificazione familiare' ogni 3 anni che mi permette di vivere in Cina con mia moglie cinese.

      Egregio Nestor, toh ! Ti si addice proprio.

    2. Petrus 1 agosto 2022

      L'aire e' un incubo, e' un pezzettino d'italica follia trapiantato all'estero. Qui in Australia e' l'incubo di ogni italiano, e l'unico posto in cui impiegati statali passano il tempo a non fare una ceppa e rimbalzarti come una pallina da ping pong tra moduli, appuntamenti e scartoffie per ogni minima cosa. Il contrasto con l'altra realta amministrativa, quella locale. e' veramente impietoso.
      Com'e' la da te?

    3. absitiniuriaverbis 1 agosto 2022

      So che può apparire un 'distinguo' nella migliore tradizione della consulenza! Tuttavia mi sembra doveroso.Allora:
      1. dopo l'iscrizione, ho usufruito di servizi tutt'altro che speciali, rinnovo o emssione di passaporto, certificato di matrimonio, certificato di esistenza in vita. Tutti i servizi sono presenti sia su un sito web che su un'applicazione stra-usata in Cina 'we chat'. Si prende un appuntamento online e (in generale) in un paio di giorni si fa il tutto più spese (niente è gratuito). In Cina non ti danno il buongiorno, al più te lo prestano...😜Quindi tutto ragionevole.
      Sarà perche i cinesi da e per l'Italia sono in gran numero e quindi al Consolato devono darsi una mossa; il cinese non è arrendevole ed è abituato a sevizi governativi e non quasi su24/ma sempre su 7.
      2. durante la pandemia, causa lock down feroce ed anche di più , hanno attivato numeri di emergenza.
      Ma, il centralino suonava a vuoto perché il personale in lockdown non poteva raggiungere gli uffici...come se il lavoro da casa fosse un perfetto sconosciuto. Deprimente per chi ha da inviare documenti in scadenza (per la pensione nel mio caso).
      Come costuma in Italia, un conoscente italiano mi ha fornito il numero di un privato addetto al Consolato. Ho chiamato, mi ha risposto ed abbiamo fatto il necessario.
      Plauso a lui.
      Epperò ...il lavoro non ha prodotto alcun risultato utile perché i documenti da inviare a Londra via posta normale (e non ti racconto come in lock down sia stato possibile) non sono stati accettati perché 'non in originale'. Ovvio, durante il lockdown, l'unico modo per inoltrare documenti era via formato pdf...e dire che avevo informati il ricevente in UK via mail in anteprima.
      Quindi efficienti no, efficaci no ma non per loro inadeguatezza

      Tuttavia, quella fastidiosa sensazione
      'guarda che ti faccio un favore a darti retta' è presente. Tutto sommato, però, questa sensazione diventa gradevole se paragonata alla sensazione che provi negli uffici cinesi 'da suddito impotente'. Sono sgorbutici ed è meglio non accennare a nulla che possa lontanamente assomigliare ad una polemica.

      Un aneddoto di quando lavoravo in Germania 1980:
      prendo appuntamento, il giorno stesso della telefonata, con l'addetto al Comune locale. Mi presento all'orario convenuto con i pochi documenti richiesti e, senza fare alcuna coda, li consegno all'addetto che mi attendeva. E chiedo 'quanto devo'? Nulla.
      E domando 'quando posso venire a ritirare i documenti di residenza e lavoro?
      Risponde 'perché? Non può attendere 5 minuti?'

    4. Petrus 1 agosto 2022

      Oook, la Germania del 1980 mi ricorda le mie prime esperienze con la burocrazia australiana, ho avuto la stessa risposta quando ho chiesto la trasformazione della patente italiana in patente AU!

    1. Fantine 31 luglio 2022

      Complimenti all'autore!
      Applauso scrosciante in piedi!
      "Chi siete? Quanti siete?"
      - "Il passaporto!"
      "Un fiorino".
      -"Devo fare .."
      "Chi siete? Quanti siete?"
      "Il passaporto!"
      "Un fiorino".
      "Devo rinnovare il passaporto!"
      "Un fiorino"!

      Se lo sfruttato muore di fame, la colpa è sua che è sempre stato un fallito e non è stato in grado di “cogliere le opportunità”

      "Cogliere le opportunità"!
      Fantastico!

      Habeo tessera(m), ergo sum!

      Magnifico!

      Complimenti davvero!
      È stato uno spasso!
      Grazie!!
      Ridiamo per non piangere!

    2. absitiniuriaverbis 31 luglio 2022

      Troisi e Lello.
      Su Benigni sorvolo...ma non dimentico.

    3. Fantine 31 luglio 2022

      Buon tutto, Abs!!!

    4. varianteOmega 31 luglio 2022

      "Voglio cogliere le opportunità!"
      - "Un fiorino!"

    1. Arthur 30 luglio 2022

      Cancellato

    1. Arthur 30 luglio 2022

      La nostra speranza è che le vaccinazioni proseguano alla grande, ma facoltative.
      Ovviamente pressoché tutti i personaggi citati nella sventurata storia narrata nell'articolo continueranno a farle, ad eccezione del protagonista, spero.
      Come vedete, non tutti i mali vengono per nuocere.

      * * *

      Comunque, secondo me, se avesse detto che contestualmente al rinnovo del passaporto voleva cambiare genere poiché sentiva di avere una sessualità fluida, avrebbe bruciato velocemente tutti gli step della burocrazia.
      Ops.... scusate, ho detto "step" (anglo neolingua), volevo dire "tappe".

    1. Robertis 30 luglio 2022

      Il dettaglio che mi fa più simpatia è la reiterazione, puntuale ad ogni inglesismo, di "anglo neolingua", anglo neolingua, anglo neolingua ... complimenti all'autore. Ma dico io che ci vuole a farsi lo spid e mettersi la mascherina ! Anche non contemporaneamente per carità. La finta disintermediazione è la chiave della burocrazia informatica. Che poi la finta disintermediazione consiste nel far aumentare il numero di passaggi alle cose semplici, una volta si diceva ufficio complicazione affari semplici. Esempio far circolare denaro contante o promuovere il denaro digitale che ad ogni pagamento passa da due-tre sistemi diversi (con un costo aggiuntivo). Certo che se si motiva l'ambaradan come volontà di rendere tutto più semplice la cosa non torna per niente, se invece lo si motiva come modo per trasformare tutto in dati e quindi rendere più semplice il controllo del cittadino torna tutto. Ecco in effetti, è proprio questione di rendere più semplice la vita del controllore e vessare incidentalmente quella del controllato.

    2. Arian Van Heisen 31 luglio 2022

      Miglior commento all' articolo..!
      Arian.

Visualizzati 49 di 58 commenti approvati.