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DOCUMENTO RIVELA L’AGENDA SEGRETA DIETRO L’INDIPENDENZA DEL KOSOVO

DI ALEKSANDAR PAVIC
Global Research

Come la NATO ha infranto la legge internazionale in uno sforzo volto a eguagliare “la massima espansione territoriale di Roma”

Per tutti coloro che stanno cercando ancora di andare a fondo della dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, guidata dagli Usa e completamente al di fuori degli accordi Onu, e della volontà dell’America di destabilizzare non solo le relazioni con la Russia, ma l’intero ordine internazionale, nessun documento fornisce una spiegazione più chiara o più convincente della corrispondenza che riportiamo di seguito.

Willy Wimmer, allora membro del Bundestag [Parlamento] tedesco e vice presidente dell’assemblea parlamentare dell’ OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa), espone, succintamente, all’allora cancelliere tedesco Gerhard Schröder, il 2 maggio del 2000, in una lettera sorprendentemente franca sotto forma di resoconto di una conferenza sponsorizzata dal Dipartimento di Stato e dallo American Enterprise Institute, tenutasi a Bratislava, Slovakia (“Is Euro-Atlantic Integration Still on Track? Opportunities and Obstacles,” [l’integrazione euro-atlantica e ancora in corso? Opportunità e ostacoli n.d.t.] tenutasi il 28-30 Aprile del 2000), le cause dei 78 giorni di bombardamento della Nato sulla Yugoslavia nella primavera del 1999, gli scopi dietro l’ulteriore allargamento della Nato verso i confini della Russia e, cosa più importante da un punto di vista della sicurezza globale, lo scopo Usa di minare l’ordine legale internazionale come parte del progetto visionario di succedere all’impero romano all’apice della sua espansione territoriale.
La conferenza stessa fu tenuta ad un livello molto alto, con la presenza di diversi primi ministri, ministri degli esteri e ministri della difesa di paesi centroeuropei, insieme a funzionari di alto livello del dipartimento di Stato, dell’ OSCE e della Nato e a rappresentanti di alto profilo di organizzazioni non governative internazionali e di think tank, tra cui Richard Perle e Daniel Fried, attuale assistente del segretario di Stato Usa. (Vedere questo link per una lista completa dei partecipanti e questo altro link per il programma della conferenza).

Il fatto che questa corrispondenza tra due dei più alti funzionari della Germania e d’Europa si riferisca ad una conferenza che è avvenuta quasi otto anni fa non la rende in alcun modo meno rilevante. Piuttosto il contrario. Riguardando gli eventi che sono avvenuti da allora, e tenendo in particolare a mente la “dichiarazione di indipendenza” del “Parlamento del Kosovo” il 17 febbraio 2008, e i successivi, rapidissimi, riconoscimenti del nuovo “Stato” da parte degli Usa e dei suoi più stretti alleati, soprattutto occidentali, la lettera di Willy Wimmer non è soltanto una profezia, ma una guida, sia su certi eventi chiave avvenuti in Europa nei precedenti otto anni (l’espansione della Nato a Romania e Bulgaria “allo scopo di assicurare una connessione via terra con la Turchia” e di “escludere permanentemente la Serbia dallo sviluppo europeo”, lo stabilirsi di una presenza militare ininterrotta degli Usa nella ex Jugoslavia – Camp Bondsteel, Kosovo – etc.) e di eventi che (presto?) avverranno (“l’erosione dell’ordine legale internazionale”, “il favorire il diritto all’autodeterminazione dei popoli al di sopra di tutte le regole e le condizioni della legge internazionale”, ecc) sulla scena internazionale tra cui, cosa più probabile, una discesa nel disordine su scala globale.

In un’intervista successiva rilasciata ad una rivista tedesca di politica estera (un estratto della quale è stato tradotto in inglese e pubblicato sul sito del New Serbian Political Thought, un influente periodico politico serbo), Wimmer ha elaborato ulteriormente le considerazioni fatte nella sua lettera, rivelando, tra le altre cose, che gli Usa stanno utilizzando i Balcani come cuscinetto nello scontro con gli Stati islamici causato dalle loro politiche mediorientali, ma anche, seguendo le orme di Bismark, per mantenere fuori dall’equilibrio il resto d’Europa incoraggiando l’irrequietezza nella regione, cosa che, come ulteriore beneficio, è un buon modo per rovinare le relazioni tra Europa e Russia.

Se ci fossero ancora dubbi sulla natura aggressiva della politica guidata dagli USA riguardante il Kosovo (e l’Europa in generale), la lettera che segue quasi certamente li disperderà. Lo stesso vale per tutti i dubbi sul fatto che il caso della secessione del Kosovo e del suo riconoscimento, guidato dagli Usa, come stato indipendente rappresenti una violazione del diritto internazionale non solo grave, ma anche deliberata, e la demolizione dell’ordine globale ed europeo successivo alla seconda guerra mondiale.


[Bush a Camp Bondsteel, Kosovo, nel 2001]

IL DOCUMENTO:


Mr. Gerhard Schröder

Cancelliere Federale della Repubblica Federale di Germania

Bundeskanzleramt
Schloßplatz 1
10178 Berlin

Berlino, 2 Maggio 2000

Stimatissimo Sig. Cancelliere,

Alla fine della scorsa settimana ho avuto l’opportunità di partecipare ad una conferenza nella capitale slovacca di Bratislava, organizzata congiuntamente dal Dipartimento di Stato americano e dallo American Enterprise Institute (l’istituto di politica estera del partito repubblicano). I maggiori argomenti della riunione erano i Balcani e l’allargamento della Nato.

La conferenza è stata seguita da funzionari politici di altissimo livello, come testimoniato dalla presenza di un gran numero di primi ministri, così come di ministri degli esteri e della difesa di paesi della regione. Tra i numerosi e importanti punti di discussione alcuni temi meritano uno speciale riguardo:

1) Gli organizzatori della conferenza hanno chiesto, nella cerchia degli stati alleati, il più rapido possibile riconoscimento internazionale di uno Stato indipendente del Kosovo.

2) Gli organizzatori hanno dichiarato che la Repubblica federale di Jugoslavia si trova al di fuori di ogni contesto legale, soprattutto al di fuori dell’Atto Finale di Helsinki [sulla inviolabilità dei confini di Stato, n.d.r.]

3) L’ordine legale europeo presenta un ostacolo all’attuazione dei piani della Nato. In questo senso il sistema legale americano è più adatto per un’applicazione in Europa.

4) La guerra contro la Repubblica federale di Jugoslavia è stata mossa per correggere l’erronea decisione presa dal generale Eisenhower durante la seconda guerra mondiale. Perciò, per ragioni strategiche, le truppe americane devono rimanervi stazionate per compensare l’opportunità persa dal 1945.

5) Gli alleati europei hanno partecipato alla guerra contro la Jugoslavia allo scopo, di fatto, di superare l’ostacolo e il dilemma apparso dopo l’adozione nell’aprile del 1999 del “Nuovo Concetto Strategico” della Nato, cioè i precedenti sforzi da parte degli europei di assicurarsi un mandato dell’Onu o dell’ OSCE.

6) Senza denigrare l’importanza dell’interpretazione legale a posteriori da parte degli europei, cioè che l’espansione dei compiti della Nato, nella guerra contro la Jugoslavia, al di là del dominio legale del trattato era soltanto un’eccezione, è nondimeno chiaro che ciò abbia rappresentato un precedente, che potrà essere invocato da chiunque in qualunque momento, e che molti altri in futuro ne seguiranno l’esempio.

7) Sarebbe bene, durante l’attuale allargamento della Nato, restaurare nell’area tra il Baltico e l’Anatolia la situazione territoriale esistente durante l’impero romano al momento del suo maggiore potere e della sua maggiore espansione territoriale.

8) Per queste ragioni, la Polonia deve essere affiancata a nord e a sud da vicini democratici, mentre Romania e Bulgaria devono assicurare una connessione via terra con la Turchia. La Serbia deve essere permanentemente esclusa dallo sviluppo europeo (probabilmente allo scopo di assicurare una ininterrotta presenza militare Usa).

9) A nord della Polonia, deve essere stabilito un controllo totale sull’accesso di San Pietroburgo al Mar Baltico.

10) In tutti questi processi i diritti di autodeterminazione dei popoli devono essere favoriti al di sopra tutte le altre condizioni o regole della legge internazionale.

11) L’affermazione che, durante il suo attacco alla Repubblica federale di Jugoslavia, la Nato abbia violato tutte le regole internazionali, in particolare tutte le più importanti condizioni della legge internazionale, non è stata messa in discussione.

Dopo questa conferenza, nella quale la discussione è stata piuttosto franca e aperta, non sarà possibile evitare l’importanza delle ramificazioni a lungo termine delle sue conclusioni, specialmente tenendo presente la competenza dei partecipanti e degli organizzatori.

Sembra che la parte americana, per il bene dei propri obiettivi, sia decisa e pronta a minare, su scala globale, l’ordine legale internazionale che è stato ottenuto come risultato di due guerre mondiali nel passato secolo. La forza deve essere al di sopra della legge. Ovunque la legge internazionale si trovi sulla sua strada essa dev’essere rimossa.

Quando la Lega delle Nazioni andò incontro a un simile destino la seconda guerra mondiale non era troppo distante. Il modo di pensare che prende in considerazione solamente i propri interessi può essere solamente definito come totalitario.

Un amichevole saluto,

Willy Wimmer

Membro del Bundestag Tedesco e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE


[Willy Wimmer (sinistra) e Gerhard Schröder (destra)]

(Nota: un facsimile della lettera originale, in tedesco, si trova a questo indirizzo. La traduzione pubblicata sopra è stata effettuata dal tedesco al serbo da Nikola Živković, ed è apparsa nel settimanale di Belgrado “NIN,” l’8 febbraio 2007. Un’altra traduzione, da parte di Andrej Grubacic, precedente a questo articolo, può essere trovata a questo indirizzo.)

Aleksandar Pavić è un commentatore politico di Belgrado, Serbia,

e-mail: [email protected]

Titolo originale: ” Correspondence between German Politicians Reveals the Hidden Agenda behind Kosovo’s “Independence” “

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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12.03.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss