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Disgustoso Poletti, avete fatto di noi i camerieri d’Europa

FONTE: LIBREIDEE.ORG

Caro ministro Poletti, le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano». Comincia con queste parole la lettera aperta che Marta Fana, ricercatrice impegnata a Parigi, ha affidato a “L’Espresso” dopo la sconcertante uscita dell’ex dirigente LegaCoop, ora membro dell’esecutivo Gentiloni: «Centomila giovani in fuga dall’Italia? Conosco gente che è bene non avere tra i piedi». Poletti ha espresso in modo esplicito un pensiero che dimostra la ormai storica rassegnazione dell’ex sinistra al pensiero unico, quello del mercato, sancita da personalità come Tiziano Treu e Marco Biagi, che hanno firmato le tappe fondamentali della revoca dei diritti del lavoro, per poi arrivare allo scempio della riforma Fornero e al Jobs Act renziano. «Noi, quei centomila che negli ultimi anni siamo andati via, ma in realtà molti di più – scrive Marta Fana – non siamo i migliori, siamo solo un po’ più fortunati di molti altri che non sono potuti partire e che tra i piedi si ritrovano soltanto dei pezzi di carta da scambiare con un gratta e vinci. Parlo dei voucher, ministro». L’Inps ha appena reso noto che nei dieci mesi del 2016 sono stati venduti 121 milioni e mezzo di voucher. Da quando Poletti è ministro, ne sono stati venduti oltre 265 milioni: «E’ sfruttamento. Sa, qualcuno ci ha rimesso quattro dita a lavorare a voucher davanti a una pressa».

Marta Fana si riferisce a un ragazzo di 21 anni, senza indennità per malattia perché «faceva il saldatore a voucher». E aggiunge: «Oggi, senza quattro dita, lei gli offrirà un assegno di ricollocazione da corrispondere a un’agenzia di lavoro privata. Giuliano PolettiMagari di quelle che offrono contratti rumeni, perché tanto dobbiamo essere competitivi». Quelli che sono rimasti, continua la lettera, sono coloro che per colpa di queste politiche si sono trovati in pochi anni da “generazione 1.000 euro al mese” a “generazione a 5.000 euro l’anno”. «Lo stesso vale per chi se n’è andato e forse prima o poi vi verrà il dubbio che molti se ne sono andati proprio per questo. Quelli che sono rimasti sono gli stessi che lavorano nei centri commerciali con orari lunghissimi e salari da fame. Quelli che fanno i facchini per la logistica e vedono i proprio fratelli morire ammazzati sotto un tir perché chiedevano diritti contro lo sfruttamento. Sono quelli che un lavoro non l’hanno mai trovato, quelli che a volte hanno pure pensato “meglio lavorare in nero e va tutto bene perché almeno le sigarette posso comprarle”».

Sono gli stessi che «non possono permettersi di andare via da casa, o sempre più spesso ci ritornano», perché il governo, come i precedenti,«invece di fare pagare più tasse ai ricchi e redistribuire le condizioni materiali per il soddisfacimento di un bisogno di base e universale come l’abitare, ha pensato bene di togliere le tasse sulla casa anche ai più ricchi e prima ancora di approvare il piano casa». È lo stesso governo che «spende lo 0% del Pil per il diritto all’abitare», e che «si rifiuta di ammettere la necessità di un reddito che garantisca a tutti dignità». Marta Fana non si dichiara “redditista”, ma spiega: «A fronte di 17 milioni di italiani a rischio povertà, quattro milioni in condizione di povertà assoluta, mi pare sia evidente che questo passaggio storico per l’Italia non sia oggi un punto d’arrivo politico quanto un segno di civiltà». La colpa «è vostra», scrive la Fana: è colpa di voi politici, «che credete che siano le imprese a dover decidere tutto e a cui dobbiamo inchinarci e sacrificarci». Il capolavoro? «Spostare quasi 20 miliardi dai salari ai profitti d’impresa senza chiedere nulla in cambio – tanto ci sono i Renzi e Polettivoucher», per poi ridurre le tasse sui profitti. «Così potrete sempre venirci a dire che c’è il deficit, che si crea il debito e che insomma la coperta è corta e dobbiamo anche smetterla di lamentarci».

Il governo non crede nell’istruzione e nella cultura, vara “La Buona Scuola” ma taglia i fondi a scuola e università, e quindi spedisce il giovani a lavorare da McDonald’s: «Anche loro hanno un diploma o una laurea e se li dovesse mai incontrare per strada – scrive la Fana a Poletti – chieda loro com’è la loro vita e se sono felici. Le risponderanno che questa vita fa schifo. Però ecco: a differenza di quel che ha decretato il suo governo, questi giovani all’estero sono pagati». Ma il peggio, continua la lettera al ministro, «è che lei e il suo governo state decretando che la nostra generazione, quella precedente e le future siano i camerieri d’Europa, i babysitter dei turisti stranieri, quelli che dovranno un giorno farsi la guerra con gli immigrati che oggi fate lavorare a gratis». L’imbarazzante esternazione del ministro? «A me pare chiaro che lei abbia voluto insultare chi è rimasto piuttosto che noi che siamo partiti». E ancora: «Non ho capito che cosa voi offrite loro se non la possibilità di essere sfruttati, di esser derisi, di essere presi in giro con 80 euro che magari l’anno prossimo dovranno Marta Fanarestituire perché troppo poveri». Tutto questo «rasenta l’ignobile tentativo di rendere ognuno di noi sempre più ricattabile, senza diritti, senza voce, senza rappresentanza».

In Italia, ormai, studia solo «chi ha genitori che possono pagare e sostenere le spese di un’istruzione sempre più cara». Insiste la Fana, rivolta a Poletti: «Lei non ha insultato soltanto noi, ha insultato anche i nostri genitori che per decenni hanno lavorato e pagato le tasse, ci hanno pagato gli asili privati quando non c’erano i nonni, ci hanno pagato l’affitto all’università finché hanno potuto». Molti di questi genitori, poi, «con la crisi sono stati licenziati». Finito il sussudio di disoccupazione, «potevano soltanto dirci che sarebbe andata meglio, che ce l’avremmo fatta, in un modo o nell’altro. In Italia o all’estero. Chieda scusa a loro – insiste Marta Fana – perché noi delle sue scuse non abbiamo bisogno». E aggiunge: «Noi la sua arroganza, ma anche evidente ignoranza, gliel’abbiamo restituita il 4 dicembre, in cui abbiamo votato No per la Costituzione, la democrazia, contro l’accentramento dei poteri negli esecutivi». No alla supremazia del mercato. «Era anche un voto contro il Jobs Act, contro la “buona scuola”, il piano casa, l’ipotesi dello stretto di Messina, contro la compressione di qualsiasi spazio di partecipazione. E siamo gli stessi che faranno di tutto per vincere i referendum abrogativi contro il Jobs Act, dall’articolo 18 ai voucher, la battaglia è la stessa. Costi quel che costi, noi questa partita ce la giochiamo fino all’ultimo respiro. E seppure proverete a far saltare i referendum con qualche operazioncina di maquillage, state pur certi che sugli stessi temi ci presenteremo alle elezioni dall’estero e dall’Italia».

 

Fonte: www.libreidee.org

Link: http://www.libreidee.org/2016/12/disgustoso-poletti-avete-fatto-di-noi-i-camerieri-deuropa/

21.12.2016

Pubblicato da Davide

  • Apollonio

    Che personaggio questo Poletti..!

    “Facile difendere #JobsAct e #voucher quando persino tuo figlio ha azienda che campa grazie a contributi editoria pagati dallo Stato”, è uno dei tanti commenti fioccati su twitter

    Manuel Poletti, figlio del ministro del Lavoro Giuliano, dirige un giornale che ha ricevuto solo nel 2015 circa 191mila euro di fondi pubblici. Si tratta Sette Sere Qui, un settimanale nato nel 1996 che copre i territori di Faenza, Lugo, Ravenna e Cervia, edito dalla Cooperativa giornalisti “Media Romagna” di Imola. Cooperativa a sua volta presieduta da Manuel Poletti.

    http://www.huffingtonpost.it/2016/12/20/figlio-poletti-giornale-soldi-pubblici_n_13747656.html

  • Gian Matteo Rizzo

    Verrà il giorno………………!

    • Paolo Venturini

      speriamo presto, perchè so’ fatto vecchio……….

  • bysantium

    Aveva ragione Lombroso!

  • Nicolass

    non solo ci pisciano in testa ma pretendono pure che siamo felici mentre lo fanno

  • PietroGE

    Poletti conferma quanto ormai si sa in lungo e in largo per la penisola, con l’eccezione dei luoghi dove le COOP sono il potere, : la sinistra se ne frega degli operai e in generale dei problemi del lavoro, si è internazionalizzata e ormai deve conciliare gli interessi italiani con quelli del terzo mondo. Guai a dirgli di fare una legge che istituisca una preferenza agli italiani per il lavoro (e per la casa e il welfare), la considererebbero razzismo vero e proprio.
    D’altra parte anche gli italiani non sono senza colpa. Chi ha votato gente come Renzi e Poletti?

    • Tizio.8020

      Nessuno!!!
      NON mi risulta che Poletti sia stato eletto ad una qualche carica, coem NON mi risulta che sia stato eletto Renzi.

      Questo il grosso problema.
      Se li avessimo eletti noi, potremmo sempre minacciarli di non riconfermarli.
      Non avendoli eletti nessuno, possono/devono render conto solo ai loro veri Padroni.
      Che non siamo certamente noi.

      Questo pezzo di m. è parente con la Fornero : “siete troppo choosy”, ebbe il coraggio di dire.
      Dimenticando di dire prima che i suoi, di figli, “choosy” non lo erano di sicuro.
      La figlia aveva “vinto” addirittura una cattedra (istituita solo per lei nell’ateneo del padre) !

      Datemi retta, tenete degli elenchi, sai mai che quando sarà ora se ne salvi qualcuno?

      • fastidioso

        Mia iglia è emigrata in Inghilterra con una laurea e mezza (in ing.), parla tre lingue fluentemente , oltre li taliano, e mi ha detto di prenotarle un posto in prima fila da tricoteuse…
        Dov’è che posso prenotare ?

        • Tizio.8020

          !!!
          Oddio, non pensavamo di usare la ghigliottina, al limite ti avviso…

  • Adriano Pilotto

    I martiri dei massacri di settembre sono un gruppo di 191 tra (…) uccisi dalla folla tra il 2 e il 3 settembre (data) in vari luoghi di (luogo) dove erano stati imprigionati durante la rivoluzione (paese).
    Tre dei martiri erano (professione) 127 provenivano dal (…), 56 appartenevano a (…) e 5 erano (…).
    I martiri furono beatificati da papa (nome)il 17 ottobre (data).
    Sono sicuro che negli spazi vuoti c’è un posto per Poletti.

  • alvise

    se poi si aggiunge il caso del mezzo milione di euro di contributi pubblici ricevuti da Manuel Poletti, figlio del Ministro, penso che il PD farebbe bene a tacere sui fatti della Raggi

  • natascia

    Questa ragazza rappresenta la nostra migliore gioventù che DEVE tornare a casa.

  • mzanut

    Detto da uno che ha il figlio imboscato a fare il giornalista grazie ai contributi all’editoria…

  • Frank Brown

    Addavenì Baffone!

  • Seneca87

    Non c’è di che meravigliarsi. Osserviamo i fatti.
    Quella che ci governa è una oligarchia camuffata da democrazia
    Le elezioni sono una pantomina in cui il popolo con il voto approva semplicemente dei simboli vuoti, omologando e delegando il potere ad individui nominati da altri.

    Questi nominati, ossequiosi camerieri agli ordini del loro padrone, possono arrogarsi tutti i diritti. Come possiamo osservare ogni giorno che passa.

    Il popolo conta zero e si divide essenzialmente in tre parti.
    Una parte che in questo sistema ci mangia più o meno bene, gode dei privilegi grandi o piccoli che gli vengono concessi – spesso solo briciole – e va a votare affinchè tutto rimanga immutato.

    Una seconda parte che ancora crede negli ideali e pure va a votare illudendosi – ingenuamente – che le cose possano cambiare per mezzo una croce fatta su un pezzo di carta.
    Ed infine la terza parte, la maggioranza, che ha percepito la fregatura e a ragione sfiduciata, non va più a votare e si arrangia come può.
    I migliori di loro, soprattutto i giovani che l’hanno capito, stanno sempre più considerando di emigrare verso altri lidi e così fortunatamente per il sistema, si “levano dalla palle”.

    Un sistema, questo, di omeostasi, di equilibrio stabile e radicato. Può essere modificato solo attraverso il rifiuto del compromesso, dell’individualismo e con una profonda presa di coscienza, di desiderio di correttezza, di onestà intellettuale e consapevolezza personale che diventa collettiva e di nuova cultura del Paese.

    Essere disposti a combattere per questi principi. Cacciare i parassiti dalla casa.
    Riformare la cultura di questo Paese, ecco ciò che occorre veramente.

    Solo allora il voto, inserito in un sistema corretto ed onesto, potrà avere un suo significato. Oggi non è ancora così.

  • FBF

    Per me ha mezza ragione. Con la sua provocazione c’è sicuramente chi ritornerà o non partirà. I veramente competenti non lo faranno mai cioè faranno i loro interessi non solo economici come tutti, politica inclusa. In ambiente aeronautico c’era un tecnico estremamente competente ma questo era il suo problema. Per cui è andato in Inghilterra.