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Di Maio ha preteso l’esclusione di questa ‘mina in pancia’ micidiale negli accordi con la Cina?

DI PAOLO BARNARD

twitter.com

Di Maio ha preteso l’esclusione di questa ‘mina in pancia’ micidiale negli accordi con la Cina? Faccio una domanda su come l’Italia già da anni si sta svendendo alla Cina. Qualcuno vi ha mai citato la risoluzione delle controversie tra investitore e  Stato ?

Pubblicato da Davide

6 Commenti

  1. Problema ben posto, che vale anche e soprattutto per gli “atlantici” (TTIP, CETA ecc.), come già segnalato nei commenti precedenti.
    Speriamo che, vista l’occasione, se ne parli anche tra tutti gli attivisti 5*. Per i leghisti (ex)-padani non vedo le condizioni sufficienti per poterlo fare (QI).

    Il nemico in questo caso è quello vero, cioè più che gli Stati esteri sono le lobby universali delle corporations varie, che pur di fare affari passerebbero col buldozer sul corpo della loro madre (sicuramente puttana visti i figli generati).

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Concordo! E’ ovvio che i gialli “mandarini” vadano d’accordo con i “gialli grillini” (dilettanti allo sbaraglio e arrivisti inebriati di potere) che si ritrovano al governo! Ma il guaio non è solo l’accordo con la Cina o con altri Paesi. I guai sono ben altri e tra poco gli “italioti” che li hanno votato se ne accorgeranno ( Per carità, quelli che li hanno preceduti sono stati ben peggiori, ma gli italioti, popolo d’illusi, non imparano mai e così sono caduti dalla padella alla brace)!
    Questi (mal)destri (tanto per usare un eufemismo) al governo non hanno capito che il mondo si trova in un distruttivo circolo vizioso e li stanno usando come catalizzatori del malcontento…..

  3. Quello che si sa (per certo): se aprono attività non pagano tasse per , salvo errore, tre anni. Infatti, di solito, dopo due cambiano ragione sociale, vendono ad altri cinesi. I cinesi che vengono qui da noi, come ad esempio un ristoratore qui in città, riceve 200mila euro per venire qui in Italia, non tornare in patria, inserirsi nel settore, comprare tutto il possibile da cinesi, creare posti di lavoro …per cinesi, fare marketing, vendere in buona sostanza. Come scrivono in tanti, se lo stato italiano facesse lo stesso o addirittura di più per gli italiani, moneta a parte, alcuni aprirebbero attività commerciali e/o artigianali, forse , con adeguate infrastrutture, anche industrie.Come sanno anche i sassi, non è che uno vuole pagare meno tasse, ma ci sono i contributi previdenziali e un sacco di altre spese, che tolgono anche il desiderio di restare qui in Italia. Se poi i cinesi e altri sono, per ragioni geografiche, innamorati della via della seta, si potrebbe far innamorare i paesi che si affacciano nell’Atlantico e in buona parte del Mediterraneo, di una sorta di via del mare da studiare per non dover veicolare tutto il commercio verso l’Oriente. Esistono o possono esistere alternative? O si deve venire a patti e magari subirli tipo patto leonino? Certo con politici abituati ai pochi maledetti e subito, non c’è speranza nell’impostare qualcosa che vada oltre i due o tre anni.

  4. Gli accordi vanno fatti tra aziende, tra soggetti privati.
    Nei contratti sono liberamente inseriti patti tra i contraenti.
    Cosa c’entra lo statoladro?
    Posso capire il caso dell’introduzione di dazi o altri regolamenti che vadano ad incidere sui contratti stipulati tra privati.
    E’ giusto che i privati si rivalgano su statiladri tassatori e impositori di dazi.
    Il commercio deve essere libero.
    Lo stato , però, deve controllare la salubrità e la sicurezza dei prodotti che vengono importati, e sulla base della non regolarità e non rispondenza a norme di sicurezza e di non dannosità biologica deve poter intervenire a tutela dei propri cittadini consumatori.
    In sostanza , nei contratti tra privati deve esser inserita ed accettata la previsione che i prodotti non rispondenti ai regolamenti del paese che importa siano bloccati a scopo precauzionale, senza che ciò comporti oneri per il contraente importatore e per lo stato in cui esso opera.
    Prodotti pericolosi in base alle norme vigenti nel paese che importa ,e quindi non rispondenti alle pattuizioni contrattuali, devono restare fuori.
    I controlli devono esserci, a tutela dei consumatori.

  5. Ora l’oligarchia si è spostata in oriente,e di maio,come tutti gli altri politici,non possono farci niente.Non è la via della seta,ma la via del nuovo ordine mondiale.

  6. Nella mia modesta visione, in questi movimenti imperiali cinesi vedo vedo la fine degli Usa.