Dentro la notizia

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Continua la serie di articoli inerente le prossime elezioni amministrative ed europee previste per l’ 8 e 9 giugno prossimi, dove si dà spazio a tutte le opinioni, come è giusto e come CDC è abituato da sempre a fare. Nel rispetto reciproco di chi scrive, di chi legge e di chi commenta. Come avrete notato, non si dà spazio ad alcun partito (niente interviste/cronache politiche ecc..), ma soltanto alle libere opinioni della comunità di CDC sull’utilità o meno del voto e su cosa significhi. Il fatto di non dare spazio ai partiti in lizza è una scelta precisa. Come è una scelta precisa dare spazio a tutte le posizioni legittime e argomentate in ambito astensione/non astensione. Siamo consapevoli che il tema del voto è divisivo: pubblicare articoli in ogni direzione (andare a votare/non andare a votare) non significa schierarsi per l’una o l’altra scelta, ma vuol dire dare spazio ad un dibattito che nella società italiana, o quello che ne rimane, dimostra di esserci, anche se magari cova sotto la cenere o viene espresso ormai via digitale attraverso mezzi e apparecchi elettronici, visto che sembra purtroppo l’unica partecipazione che attecchisce. Ognuno poi farà le proprie libere scelte. Si prega di mantenere un tono ed un dibattito civile e rispettoso delle opinioni di tutti, come è tradizione e prassi di questo spazio web. La tesi del voto, così come del NON voto è stata e sarà ampiamente trattata ancora, come è giusto che sia. Basta andare QUI e si possono trovare tutti gli articoli, che rispecchiano ogni orientamento. Chiunque voglia contribuire puo’ scriverci a [email protected] La Redazione

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

C’è una domanda generale, che è andare a votare oppure no, e una domanda dentro la prima domanda, che è: se non votare esprime contrarietà all’intero sistema, esiste un modo per esprimere ancor meglio, o anche molto meglio, questa contrarietà, questa repulsione morale per la degenerazione di fatto del sistema? Un sistema che non ci rappresenta, ma che è pur sempre reale quanto oppressivo, al quale non si può sfuggire nella “normale” vita quotidiana fatta anche e soprattutto di esigenze primarie.

Ovviamente non mi riferisco a forme di opposizione al di fuori delle regole istituzionali, che possono andare dalla semplice e composta disobbedienza civile alle forme più cruente di lotta armata, fino alle estreme conseguenze di una vera e propria guerra civile generalizzata, che però fortunatamente non si intravede neppure nei più lontani e pessimistici orizzonti previsionali, non fosse altro per come si è ridotto l’italiano-medio del terzo millennio.

Non è una questione di lana caprina, tutt’altro, dal momento che il “partito” del non voto già oggi ha la maggioranza assoluta, senza alleanze con alcun’altra forza politica. Nessun altro partito istituzionale può anche solo sperare di poter competere con questi risultati elettorali schiaccianti. Ma, buon per loro, non se ne curano minimamente, visto l’effetto nullo, anzi a loro favorevole, che ha l’astensione nella spartizione del potere che perseguono come scopo primario della loro esistenza.

Di questo parliamo, di come si può evolvere e rafforzare il partito del non voto, affinché passi dal non contare nulla, come adesso, a contare moltissimo come forza d’urto necessaria ad abbattere questo sistema marcio, che si perpetua legalmente (o quasi) anche se illegittimamente, ipocritamente e senza alcuna vergogna. Si tratta quindi di una analisi di realtà, ben più pesante di una semplice analisi di principio. Anche se i principi sono fondamentali, sono pur sempre le radici che alimentano qualsivoglia politica formale e di fatto.

Fortunatamente in Italia la tecnica elettorale è rimasta sostanzialmente ferma alla scheda cartacea da segnare con la matita copiativa nel segreto dell’urna. Cosa possibile solo con la propria presenza fisica certificata.

C’è poi la fase di spoglio delle schede, distribuita capillarmente su tutto il territorio, e la fase di coordinamento della raccolta dati al Viminale. Le possibilità di brogli elettorali sono piuttosto ridotte con questa tradizionale procedura. Una di queste è la manipolazione delle schede bianche da parte di un qualche scrutatore disonesto, che ci mette un attimo a porre la crocetta sul partito che più gli aggrada, rendendo la scheda valida a tutti gli effetti, anche a prova di controlli successivi.

L’ovvio consiglio all’astensionista che si reca alle urne è quindi quello di annullare inequivocabilmente la propria scheda, ad esempio barrando l’intera pagina, o più pittorescamente esprimendo il proprio dissenso-disprezzo con espressioni colorite a tutta pagina, il che non cambia l’esito del voto ma in qualche misura, seppur minima, gratifica il dissenziente stesso scandalizzando gli scrutatori, o forse suscitando in qualcuno di essi una tacita approvazione.

Ora, qual è il senso di tutto ciò? Un senso c’è, ed è anche molto profondo, ben al di là delle emozioni del momento. Per scoprirlo basta fare un piccolo esercizio di fantasia, ma ben radicato nella realtà della “notizia”.

La notizia è che oggi almeno un avente diritto al voto su due diserta le urne. A termine di paragone ricordiamo che quando le donne per la prima volta furono ammesse al voto nel 1946 l’affluenza alle urne fu del 89%.

Immaginiamo ora che i non votanti di oggi siano in massima parte persone dalla coscienza vigile, ben informate dei fatti, che esprimono così la loro opposizione non a singole forze politiche ma all’intero sistema dentro il quale queste stesse forze operano, governando almeno formalmente il Paese.

L’esercizio di fantasia è quello di immaginare che questo esercito maggioritario si renda improvvisamente conto che disertando le urne non conta nulla nella realtà, mentre annullando la scheda, unico modo per esprimere la loro opposizione a tutte le forze politiche proposte, cioè al sistema stesso che rappresentano, viene necessariamente conteggiato come “scheda nulla”, che è ben diverso da “scheda bianca”, diventando così un “partito” di fatto che conquista la maggioranza assoluta, dichiarando istituzionalmente che si oppone all’intera classe dirigente in carica, sia nella forma (soprattutto politici) che nella sostanza (soprattutto finanzieri e agenti esteri).

Chi pensa che questo risultato equivarrebbe all’attuale astensione dal votare, non ha capito nulla di come vanno le cose nella realtà. In tal caso infatti non si potrebbe più attribuire al partito dell’astensione un silenzio-assenso espresso da tutto lo spettro degli atteggiamenti, dal menefreghismo alla soddisfazione per come vanno le cose. L’opposizione al sistema sarebbe chiara e inequivocabile, e se anche la classe politica facesse finta di niente, ignorando la radicalità della critica popolare nei suoi confronti, verrebbe spazzata via insieme alla propria perduta legittimazione, per quanto legalmente intatta sul piano formale ma non più compatibile con la realtà oggettiva e finalmente manifesta.

Queste considerazioni non fanno il paio con altri “se” utopici, del tipo “se tutti non andassero a votare”, o “se tutti ritirassero i loro soldi dal conto corrente”, ecc. ecc. Infatti parliamo di persone reali, che hanno già deciso e dimostrato di non riconoscersi più in questo sistema, lo rifiutano e vorrebbero perciò cambiarlo radicalmente.

Dal “giorno dopo” di questa catastrofe istituzionale ricomincerebbero i giochi veri, ma col senno di poi si starebbe ben attenti a non farsi fregare come è già ripetutamente avvenuto fin qui. Gli allarmi scatterebbero al minimo segnale, e tutti saremmo pronti a porvi sostanziale rimedio. Certo è che occorre un minimo di fiducia in se stessi, nella vita di cui siamo portatori e responsabili, quali mattoni costitutivi essenziali di una comunità degna di questo nome.

Ricordo infine ai critici-acritici del sistema in quanto tale che il sistema presente non solo è reale, ma è anche una semplice (brutta) forma presa dalla realtà. Crollato un sistema la realtà permane, cambia forma, e diventa automaticamente un nuovo sistema, cioè una nuova realtà con una nuova forma. Le due cose non sono separabili. Ci si può separare dal sistema? Forse, ma solo separandosi dal tutto, dalla comunità, in una dimensione ascetica che non è cosa per tutti. Non è questo di cui parliamo.

Licenziarsi dal lavoro dipendente per andare a vivere in campagna del proprio orticello non è una fuga dal sistema, qualunque esso sia, ma solo una marginalizzazione che è parte essa stessa del sistema. Perfino gli asociali fanno parte della società. Insomma sistema e realtà per gli umani sono la stessa cosa. Se non ci aggrada possiamo solo provare a cambiarla questa nostra realtà sistemica, mentre negarla non serve a niente, se non a illudersi di tirarsi fuori dai giochi, cioè autoingannarsi.

Certo i tentativi individuali di cambiare il sistema sono ridicoli nella prospettiva del rapporto di forze tra il singolo e il sistema, ma acquistano forza tramite la condivisione degli intenti, cioè il fondamento di ogni vera politica, la cui purezza o contaminazione dipendono direttamente dalla qualità dei singoli che la sostengono.

Con questo mi taccio definitivamente sull’argomento, sperando di essere stato più chiaro della volta precedente, e considerando l’imminenza delle elezioni europee come semplice e fortuita occasionalità all’interno di un discorso più ampio e generale, che però si fa ogni giorno più urgente.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Per chi fosse interessato/a a dibatterne direttamente con l’autore può contattare la redazione.

Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

Continua la serie di articoli inerente le prossime elezioni amministrative ed europee previste per l’ 8 e 9 giugno prossimi, dove si dà spazio a tutte le opinioni, come è giusto e come CDC è abituato da sempre a fare. Nel rispetto reciproco di chi scrive, di chi legge e di chi commenta. Come avrete notato, non si dà spazio ad alcun partito (niente interviste/cronache politiche ecc..), ma soltanto alle libere opinioni della comunità di CDC sull’utilità o meno del voto e su cosa significhi. Il fatto di non dare spazio ai partiti in lizza è una scelta precisa. Come è una scelta precisa dare spazio a tutte le posizioni legittime e argomentate in ambito astensione/non astensione. Siamo consapevoli che il tema del voto è divisivo: pubblicare articoli in ogni direzione (andare a votare/non andare a votare) non significa schierarsi per l’una o l’altra scelta, ma vuol dire dare spazio ad un dibattito che nella società italiana, o quello che ne rimane, dimostra di esserci, anche se magari cova sotto la cenere o viene espresso ormai via digitale attraverso mezzi e apparecchi elettronici, visto che sembra purtroppo l’unica partecipazione che attecchisce. Ognuno poi farà le proprie libere scelte. Si prega di mantenere un tono ed un dibattito civile e rispettoso delle opinioni di tutti, come è tradizione e prassi di questo spazio web. La tesi del voto, così come del NON voto è stata e sarà ampiamente trattata ancora, come è giusto che sia. Basta andare QUI e si possono trovare tutti gli articoli, che rispecchiano ogni orientamento. Chiunque voglia contribuire puo’ scriverci a [email protected] La Redazione

Commenti (43)

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Mostra commenti 43 caricati
    1. Marco Fontana 29 maggio 2024

      E' bene discutere dell'opportunità di andare a votare dal 6 al 9 giugno, lo stiamo facendo.

      Io ho deciso di non votare, il silenzio assordante sui rischi di guerra, tematica totalmente assente da qualsiasi campagna elettorale, è stato determinante nella mia scelta.

      Ma voglio proporre un articolo magistrale di Alberto Capece Minutolo, più eloquente di tanti dibattiti più o meno utili:

      https://ilsimplicissimus2.com/2024/05/29/la-guerra-e-il-parlamento-del-silenzio/

    2. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      Grazie del link, notevole ed appropriato.

    1. doutdes 29 maggio 2024

      Non mi dilungo sulla questione dell’annullamento della scheda come metodo efficace di protesta antisistema. L’incessante incoraggiamento del “sistema” al recarsi alle urne (che fatalmente include la scelta di annullare la scheda) già la dice lunga su quale sia la scelta temuta.
      Che poi, a ben vedere, uno potrebbe anche avercelo un partito antisistema da votare.
      Il partito di Orban, di Fico, AFD in Germania e pure il nuovo partito della Waghenknecht (non più la Le Pen) offrirebbero garanzie di opposizione ai “padroni del vapore” di sicuro affidamento.
      Sappiamo però che il meccanismo che regola la sceneggiata delle elezioni europee costringe ogni cittadino a scegliere nel ristretto recinto nazionale e noi sappiamo come siamo messi nella nostra porcilaia.
      Quindi non resta che seguire il consiglio di Octave Mirbeau che oltre un secolo fa, in un pezzo memorabile su Le Figaro, invitò i cittadini a non votare chiudendo l’articolo con queste parole:
      “Te lo ripeto, buon uomo, rientra a casa e fai lo sciopero.”

    1. Bertozzi 29 maggio 2024

      Ullalla', la soluzione molto "pratica" per il dissenziente è farsi annullare la scheda! Wow, che pensata, sono solo anni che se ne parla e sono solo anni che è già stata derubricata come corbelleria, e perché di difficile se non impossibile attuazione e perché comunque farebbero in modo di farti risultare votante. E se non bastasse non si riesce proprio a capire che se un mezzo ti fa schifo non lo usi. Troppo difficile, l' imprinting del '900 è troppo forte .
      Un po' come con mille altri argomenti, viene sempre da dire: "buongiorno! e ben arrivato, meglio tardi che mai, e comunque no, non è nemmeno quella la soluzione. Ma bravo stai facendo progressi!"
      Mi si scusi la spocchia ma non è da meno di quella che trasuda da ogni parola di questo articolo nei confronti dei no voto, ma ormai ci siamo abituati. Hai scritto che è l' ultimo e poi ti taci, eh , volesse il cielo, non si sa da dove cominciare a smontare l'articolo.
      Ci penseranno altri.
      Però bello soluzioni pratiche e facili, altro che disubbidienza civile e altre amenita', si va là e si firma col proprio nome che la x non la vogliamo fare e tutto risolto. Certa ingenuità è disarmante. Fortuna che non ha detto che se non si vota scoppia la terza guerra mondiale come per le politiche italiche, vertice di saggezza analitica mai più raggiunto.

    2. nicola 29 maggio 2024

      Si potrebbe anche inviare una pec al ministro degli interni, esprimendo il nostro dissenso sull'offerta elettorale, e poi stampare le ricevute di accettazione e di consegna.

    3. Bertozzi 29 maggio 2024

      Grande idea!

    1. R66 29 maggio 2024

      Copio un mio messaggio dal forum visto che ci calza a pennello.
      "Il "chiamarsi fuori" di solito viene interpretato erroneamente dall'interlocutore, che inizia a dire che nel sistema ci siamo tutti e in alcuni casi a scambiare addirittura il concetto per mero utilizzo di strutture, es.: anche tu cammini sull'asfalto, anche tu ti avvali dell'ospedale ecc...
      Per poi scadere in discorsi puristi sul genere: "se la pensi così allora dovresti andare a vivere in un bosco" - che poco ci azzeccano con il significato del binomio.
      Nel tempo ho trovato una definizione, che più che altro è un'osservazione, per distinguere tra chi si chiama fuori e chi no.
      Chi è dentro si adopera mettendo pezze e rattoppi, cerca di risolvere, migliorare e mantenere, gli altri, non essendo interessati a riformare un fondamento errato, sono proiettati su idee e logiche ancora inesistenti.
      Esteriormente le differenze possono essere anche poche, nelle intenzioni c'è un abisso.
      Purtroppo, andando a vedere approssimativamente le percentuali degli uni e degli altri, credo che un nuovo paradigma avrebbe vita facile.
      L'aspetto paradossale è che i riformatori sarebbero proprio i migliori aiutanti."

      PS
      Chi si chiama "fuori" è stato prima "dentro", non viceversa.
      Questo, giusto per evidenziare chi dei due ha le angolazioni più ampie.

    1. ignorans 29 maggio 2024

      Appellarsi al un auspicabile comportamento delle masse tipo "facciamo tutti così" ha poco senso. "Le masse" non faranno mai niente. "Le masse" mangiano, bevono e prendono il caffè

    1. gix 29 maggio 2024

      E' possibile che a questo giro mi asterrò dal voto (quindi non mi si potrà tacciare di apologia del voto...), poichè non vedo effettivamente alcuna possibilità di appoggiare una qualche forza in grado di far sentire una voce alternativa al sistema; inoltre si parla di elezioni, quelle europee che hanno poca valenza, dal punto di vista della rappresentatività. Ma credo sia indubbio che occorre trovare il modo per dare un valore rappresentativo all'astensione, se si vuole seguire questa strada di opposizione al sistema (sennò si può stare a casa ad aspettare che altri risolvano i problemi). Dice Contadino che bisogna guardare al mondo post covid per come si è rivelato ed è vero, oggi sappiamo che il sistema è capace di tutto, potrebbe tirare avanti senza vergogna anche con il 10% del consenso (parenti e amici...), ma, siamo sinceri, lo sospettavamo anche prima, bastava guardare in faccia certi brutti ceffi che fanno politica tutt'ora in vece nostra...Se per assurdo si creasse un partito che ha come unico scopo quello di fare qualche legge che dia valore giuridico all'astensionismo, in modo da non consentire di governare a chi prende il potere con pochissimi voti validi, sono convinto che lo voterebbero in pochi, di certo non quel 40/50% di cui viene al momento accreditato il cosidetto partito dell'astensionismo. La parola astensione di per sè non implica valutazioni dal punto di vista morale, è un concetto neutro, quindi non necessariamente negativo, non è certo di questo che dobbiamo discutere. Ma quando si tratta di votare all'ONU (una delle peggiori impalcature su cui si regge il sistema attuale nel mondo...) il riconoscimento della Palestina come Stato con 143 voti a favore, 9 contrari e 25 astenuti, e vedo che tra gli astenuti c'è l'Italia, presunto faro di civiltà ed umanità, qualche dubbio mi viene, su cosa è giusto o non è giusto fare.

    2. R66 29 maggio 2024

      Potresti e l'invito e rivolto a chiunque, risponderti a questa domanda: quando il +90% sta andando verso una direzione e tu nell'altra, adoperarsi per reindirizzare il +90%, dato che si tratta di un'opera immane anche solo a pensarla, deriva da un tuo fortissimo sentimento di altruismo, oppure il +90% ti è necessario per realizzare le tue vedute?
      Retorica?
      Dovrebbe, ma notando la vergogna generale nel rispondere direi di no.

    3. gix 29 maggio 2024

      Personalmente diffido sempre delle maggioranze bulgare, se il 90% e oltre va da una parte, è quindi molto probabile che io vada dall'altra, come è accaduto in epoca vaxxinale. Ma in Italia non vedo maggioranze del 90% muoversi da una parte o dall'altra, almeno in politica.
      Comunque, per rispondere alla tua domanda, credo sia difficile per chiunque pensare di correggere eventuali errori da parte del 90%, sia per semplice altruismo che per pura realizzazione personale

    4. R66 29 maggio 2024

      Oltre al "difficile", non trovi la pretesa di correggere un tantino megalomane e folle?
      Correggere.
      Come fa a non stonare?
      Poi gli stessi parlano di un mondo pacifico e armonioso, dopo aver corretto gli altri, ovvio...
      Da qui, tralasciando l'impossibilità della riuscita, nelle intenzioni la risposta esatta risulta essere la B.
      PS
      Ne prendessi 10 a caso di riformatori e gli facessi scrivere ad ognuno la propria idea di correzione, dopo 5 minuti si passerebbe ai coltelli.
      In fondo, credo che lo sappiano o almeno ne abbiano il sentore; altrimenti, non si spiega l'onnipresente ostinazione di non voler entrare nei particolari pratici.
      Ne risulta una ruffianeria a go-go camuffata da bontà.

    5. gix 29 maggio 2024

      Mi sa che ci siamo capiti male, io di certo non voglio correggere nessuno, mi sembrava che dal tuo verbo "reindirizzare" fossi tu che avevi in mente questa ipotesi, per chi è intenzionato a provarci (che io ho interpretato come sinonimo sostanziale di "correzione" evidentemente sbagliando). Certamente, comunque, ogni ipotesi di cambiamento va vista caso per caso e contestualizzata, bisogna vedere a cosa si riferisce e per quale intenzione. All'Onu non hanno avuto problemi a dichiararsi come maggioranza esplicita a favore della Palestina, per esempio.

    6. R66 29 maggio 2024

      Il mio era un discorso generale senza riferimenti espliciti; a meno che nel frattempo non ti sia venuta voglia di correzioni.
      LOL

      Senza stare ad interpellare l'ONU o Palestina, l'effetto lo si intravede anche fra la gente comune, hanno quasi tutti idee diverse, ma nessuno ha il coraggio di dirselo.
      Per compensare la mancanza, canticchiano la filastrocca del "siamo tutti su una stessa barca" e lallallà.

    7. gix 29 maggio 2024

      Va bene, ma c'è un motivo per cui ho azzardato un paragone con le votazioni pro Palestina all'Onu: ci sono molti punti in comune con le motivazioni di chi ritiene opportuno astenersi dal voto. Prima di tutto il voto all'Onu potrebbe essere considerato inutile poìchè trattasi di organismo corrotto e in mano all'elite, che tanto dispone come vuole di tutti noi. Poi inutile anche perchè tanto gli eletti continuano a bombardare comunque i Palestinesi. Eppure in questo caso i governi della maggioranza del mondo hanno ritenuto di far conoscere la loro volontà, chi si è astenuto o ha votato contro può considerarsi complice del sistema. Lo dico anche perchè qui dentro ha avuto il suo momento di gloria la tesi per cui chi vota è complice del sistema stragista, per cui forse sarebbe il caso di soppesare le parole e guardare bene alle circostanze prima di fare certe affermazioni.

    1. pippo123 29 maggio 2024

      .ho il sospetto che le schede bianche siano suddivise di buon accordo fra i partiti...cosa vieta di fare lo stesso con le schede nulle?
      Se votare A o B ha la stezza valenza..cioè nulla...dov'è il senso del voto?....non sono convinto che l'80% di astenuti valga zero...nulla

    1. gianB 29 maggio 2024

      Lo stolto delle montagne ha prorogato il suo ruolo per attendere il fine mandato, quindi consegnarlo alla inquisita acquirente seriale di prodotti sperimentali da inoculare obbligatoriamente al gregge. Per rendersi papabile a tale ruolo l'inquisita ha parlato ed agito coerentemente in questi anni, priva di moralità. In una condizione del genere, nell'incapacità politica e corresponsabilità dell'organismo che legittima l'inquisita, formato da soggetti a cui viene data la cadrega come bonus di prepensionamento per il lavoro fatto in patria, a un'istituzione pacifista non è rimasto altro che inviare una richiesta alla CPI per messa sotto accusa della suddetta.
      La differenza tra scheda nulla e quorum di votanti la coglie solo chi ha un minimo di moralità. Il livello di moralità lo coglie solo chi è consapevole del livello di falsità ed ipocrisia nel quale ci troviamo. Il livello di falsità e ipocrisia lo coglie solo chi è davanti "al piatto dove sta mangiando" e fatica a proseguire.

    1. Phantom 29 maggio 2024

      Solo una curiosità,io sono ai seggi elettorali in qualità di presidente,e ti dico che quando c'è lo spoglio e tutti non vedono l'ora di tornarsene a casa,le schede annullate con scritte varie non interessano a nessuno,perchè chi le scruta ha alcuni secondi per dire se è valida o meno,per cui uno ci può scrivere ciò che vuole,ma non conta un bel niente.Tanto poi questo dato non lo citano mai.Diverso sarebbe se uno alla consegna della scheda,si rifiuta di ritirarla,dicendo che non si sente rappresentato da questi individui,viene messo a verbale e qualcuno questi dati è obbligato a divulgarli.

    1. BrunoWald 29 maggio 2024

      1) La prima considerazione da fare è che dibattiti di questo tipo sono meramente accademici, perché il potere non risiede nelle urne: questa è la favola che ci raccontano dal 1946, altrove cambiano le date ma non la sostanza.
      Poiché il potere non risiede nelle urne, qualunque sia il nostro comportamento - voto, scheda nulla, divano - non fa differenza.

      2) Quel 50% e rotti che si astengono hanno in comune solo l'aver compreso l'inutilità del voto, il ché è pochino per rappresentare un'alternativa. Le liste "antisistema" non riescono neppure a raccogliere le firme necessarie, altro che maggioranza assoluta...
      Sono le idee a fare la storia, e quel 50% non ha alcuna idea, o ne ha mille diverse. Le uniche visioni del mondo alternative all'esistente - fascismo e comunismo - sono state sconfitte.
      Non solo, manca una base materiale, una "formazione sociale in ascesa" - avrebbe detto Marx - in grado di offrire un'alternativa concreta, un progetto fattibile, un diverso modo di vivere.

      3) Sorvolo sul fatto che non caveremo un ragno dal buco finché non supereremo la superstizione democratica, per cui una società potrebbe essere gestita mediante una somma di opinioni disinformate, perché sarebbe una discussione a parte.

    2. ric 29 maggio 2024

      sante parole !!

    1. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      Il sistema di cui parli, e di cui siamo parte, assomiglia alla schedina del totocalcio.
      Ovvero ti lascia scommettere solo su una tra tre possibilità, bontà sua, : 1X2.
      Tradotto, abbiamo la libertà di scegliere solo tra le possibilità che il sistema ci consente.
      A me né piace il calcio né lo scommettere.

      Indubbiamente faccio parte del sistema, ma il sistema non è parte di me.
      Confido nel raggiungimento della 'massa critica' di pensatori allineati.

    1. danone 29 maggio 2024

      Alberto, se facessimo come dici tu, ovvero se quelli che si astengono andassero comunque in massa ai seggi per annullare la scheda, risulterebbe un'affluenza molto alta, ipotizziamo oltre l'80%, giusto?
      Posso pensare che lor signori comunque avrebbero il modo di manipolare il risultato finale del voto a loro vantaggio?
      Soprattutto oggi dove vediamo che l'agenda politica è quella lì, e niente e nessuno può metterla in discussione, pena mettere seriamente a rischio la propria incolumità personale, come stiamo vedendo ormai con frequenza quasi giornaliera (ne abbattono uno al giorno praticamente).
      La prima manipolazione che farebbero, sarebbe quella di portare a proprio vantaggio l'altissima affluenza.
      Un alta percentuale di partecipazione alle elezioni sarebbe utilizzata, nei loro discorsi di falsa retorica, come una conferma della forte fedeltà al sistema, la dimostrazione che, sebbene ci sia una crisi politica di rappresentanza (gli elettori non si sentono rappresentati dai partiti attuali e dai loro programmi), comunque i cittadini, andando a votare in un così alto numero, hanno dimostrato che non sono contro la UE e i suoi organi istituzionali, ma sono solo critici verso chi si presenta alle elezioni oggi per farsi eleggere, cioè i partiti, i candidati, i politici.
      Rigirerebbero la frittata a loro vantaggio per confermare che per la maggioranza dei cittadini europei l'impalcatura istituzionale della Ue (il sistema) non è in discussione, dato che l'astensionismo è stato molto basso, ma eventualmente solo la rappresentanza politica attuale.
      Questo direbbero.
      Non è possibile cambiare il sistema da dentro, attraverso l'uso degli strumenti che il sistema stesso ci fornisce, poichè il sistema, non essendo stupido ma criminale, ha già previsto tutte le contromisure per difendersi dall'uso dei suoi stessi strumenti contro di lui.

    2. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      Il sistema ha sempre ragione, anche quando si contraddice.
      Soprattutto quando si contraddice, visto che non è affatto infrequente.

    3. Bertozzi 29 maggio 2024

      Abbi pazienza, ognuno ha i suoi tempi. Arriverà. Come l' altro che ha scoperto ieri che l' occidente è guerrafondaio e imperialistico, prima ha scoperto degli ultimi 30 anni e si è stupito e indignato poi scopre che i 150 anni prima non erano diversi, e prima ancora che arrivi agli antichi romani, per tutta risposta cos'è che fa? Dice che la colpa è tua. Ormai c'è da ridere e basta, ognuno ha i suoi tempi e le sue priorità, c'è chi ha lo scopo di mandarti a votare e chi quello di farti sentire in colpa. I mezzi e le parole che usano lasciano un po' a desiderare ma contenti loro ..

    4. sbregaverse 29 maggio 2024

      Il sistema si contraddice di continuo e da sempre, per lorsignori alti è arma formidabile, contro noi bassi povericristi:
      COERENTI.

    1. IlContadino 29 maggio 2024

      Alberto, a mio avviso esistono due mondi, ne faccio una questione temporale: il mondo pre covid e quello che viene dopo.
      Questo scritto ha una valenza differente nei due diversi mondi.
      Nel mondo pre covid si possono usare queste parole come ottimo spunto per un dibattito, eventualmente costruttivo.
      Dopo aver vissuto quei due anni là si fa tanta fatica a costruire un dibattito intorno a questo argomento.
      Dobbiamo fare uno sforzo, ricordare, quanto più possibile e tanto più dettagliatamente.
      I cani sono stati trattati meglio di noi, in quei due anni. Godevano di più diritti. Erano più addentro al sistema loro di noi. Ho visto un cane entrare nel bar, a me non lo hanno permesso. I cani andavano a passeggio, io non potevo. Ai cani non era imposta nessuna mascherina. Non hanno perso il lavoro. Non si sono dovuti preoccupare per i propri figli. I cani potevano stare uno vicino all'altro. Ai cani nessun tampone, nessun trattamento genico sperimentale.
      Questo è il sistema. Ti tratta peggio di un cane, non è un modo di dire.
      Io non voglio cambiare il sistema, non voglio migliorare il sistema, non pretendo nulla dal sistema.
      Il sistema me lo voglio togliere da dentro, non sentirlo parte di me.
      Faccio parte del sistema ma il sistema non è parte di me. Lo era, nel mondo di prima, quando pensavo che mi rispettasse più di un cane. Nel mondo di adesso, dentro di me, non è rimasta alcuna traccia di sistema.
      Lo lascio tutto a chi lo vuole, altruismo.

    2. alessandroparenti 29 maggio 2024

      Io ho molta più empatia coi cani che col 75% della gente. Avercela coi cani è una guerra tra poveri 😀

    3. absitiniuriaverbis 29 maggio 2024

      Scrivi 'Faccio parte del sistema ma il sistema non è parte di me'.
      Se ti avessi letto prima, avrei risparmiato un mio commento.
      Massa critica in aumento.

    4. IlContadino 29 maggio 2024

      Ahaha...
      Alessandro, occhio però, hai scritto una cosa mica tanto leggera.
      L'empatia è la qualità che fa la misura di chi siamo, in una certa misura.

    5. ric 29 maggio 2024

      ma hanno fatto carriera a quanto pare.... I cani ormai li vediamo nel parlamento europeo che abbaiano a comando... e noi poveri tapini fuori dal contesto.

    6. sbregaverse 29 maggio 2024

      Essere nel sistema ma non del sistema; mi ricorda qualcosa di Giovanni.

    7. andreabsni 29 maggio 2024

      Sto facendo leggere il tuo commento alla mia compagna...."vedi, tesoro, non siamo soli..." a.C e d.C hanno assunto un diverso significato dal 2020...

    8. nicola 29 maggio 2024

      Hai detto bene. Il "sistema" è l'espressione materiale dello stato di coscienza collettivo, quindi l'idea di un cambiamento attraverso il voto, il non voto, il fare, il dire, il baciare, lettera o testamento è pura illusione. Le cose cambiano quando cambiano le coscienze.

    9. alessandroparenti 29 maggio 2024

      lo so, sono un cane, anzi, un cagnaccio.

    10. alessandroparenti 29 maggio 2024

      P.S. avevo commentato ipotizzando un modo di annullare la scheda in modo sì poco ortodosso, ma che avrebbe probabilmente invalidato le elezioni e quindi offriva uno spunto più costruttivo rispetto alle solite elucubrazioni sterili. La redazione me lo ha fatto sparire. Più che dire che mi sembra patetica non saprei proprio

    11. IlContadino 30 maggio 2024

      Ho letto quel commento, mi è apparso con la scritta "in attesa di approvazione", è stato cancellato, secondo me, perché conteneva la parola 'merd..', cosa inaudita, degna di rimozione. La prossima volta scrivi che tiresresti una bomba termo nucleare che incenerisca chiunque, morte e distruzione indiscriminatamente.
      Quello te lo passano di certo.
      La merd.. di cane no;-))

    12. turb@must 30 maggio 2024

      fortunato te, io ho fatto due conti tra le persone che frequentavo nel precovid e quelle che non riesco più a reggere sono intorno al 95%

    13. 3CENT0 30 maggio 2024

      gentile e razionale Contadino, non esiste ne' il sistema ne' l'individuo. Il sistema è anonimo e virtuale. L'individuo è insufficiente. Un'arca generazionale deve avere minimo tra i 100 e i 500 individui (a seconda dei modi di "incrociare") per essere geneticamente sufficiente. 100/500 persone sono un comunità dove tutti si conoscono, o conoscono qualcuno che conosce chi sto cercando. Io non ho rapporti col "sistema", ho rapporti con la fidanzata (um..), futuri eventuali figli, alcuni parenti, alcuni colleghi, alcuni commercianti, alcuni tecnici, qualche residuo amico/a e poco altro di occasionale/funzionale/piacevole. Ma chi è il vescovo che scrive/parla sui giornali o parla sulle tv? L'ho mai incontrato? Ha potere su di me? Chi è il prefetto che scrive/parla sui giornali o parla sulle tv? Ha potere su di me? Chi è il capo della camera di commercio che scrive/parla sui giornali o parla sulle tv? Ha potere su di me? Per non parlare di antipatici antipapi o di presidenti & presidentesse. Tutti questi capoccia hanno la stessa mia fisiologia, pertanto la loro "relazionalità" psicofisica si esaurisce negli stessi pochi metri e nello stesso numero di relazioni di quella di chiunque. Tipo lo spot la banca intorno a te: dopo pochi metri non hai più strumenti relazionali veri e incarnati. O ti fidi, o ricorri al ricatto e al rischio di rivolta, in ogni caso è fuori dal proprio dominio attivo. Certamente i religiosi/capi civili/aristocrazia economica possono aizzare centinaia di individui contro di me, e certamente finchè io sono da solo o in pochi, beh, possono accopparmi. Da qui l'importanza di comunità di famiglie vicine e collegate. 50 poliziotti "furiosi" VS 50 persone pronte a fronteggiarle, e puf! il potere della "società" o "sistema" svanisce subito. Quanto all'olocausto nucleare dipendente da pochi bottoni in mano a psicopatici terminali, non posso farci nulla (certo non con le votazioni) dunque perchè preoccuparsi? Si cerca di prevedere cosa possa succedere, pronti a trasferirsi in qualche vallata che si salverà casualmente dalle radiazioni. Se invece la scamperemo, l'addestramento vigile è sempre utile, stare sulle uova aiuta a combattere i demoni della "comfort zone" quindi l'ipervigilanza è un metodo win-win alla fine.

    14. alessandroparenti 2 giugno 2024

      Ho appena fatto un commento con quella parola e me lo hanno fatto sparire due volte. Ho scritto "cacca" e al momento è rimasto. Forse il problema è che in redazione se la fanno addosso(quella roba lì).

    1. Rama 29 maggio 2024

      Perché non ci spiegate che cosa e il parlamento europeo? E solo decorativo? E legislativo? Oppure e solo una massa dei ....

    2. Ismaele386 29 maggio 2024

      Lo ha spiegato Giorgio Agamben nell'articolo pubblicato qua il 24 Maggio 2024: https://comedonchisciotte.org/europa-o-limpostura/
      Articolo che ho tradotto anche in Inglese proprio ieri: https://geopolitiq.substack.com/p/europe-or-imposture

    3. ric 29 maggio 2024

      la risposta sta nel evidenziare che al parlamento europeo vanno tutti gli scarti dei partiti , nessuna competenza e' richiesta ...sono comparse necessarie alla rappresentazione dello spettacolo piu' osceno che la democrazia possa proporre.

    4. Rama 29 maggio 2024

      Allora perché andate a votare?

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