LA DERMATITE ATOPICA è una condizione infiammatoria della pelle che si presenta con prurito, secchezza e arrossamento. Spesso tende a cronicizzare con continue remissioni e esacerbazioni e, in genere, viene trattata con creme idratanti, corticosteroidi e antistaminici locali, a volte anche con terapie orali. Farmaci che, alla lunga, possono dare effetti collaterali, pertanto ben vengano eventuali possibili alternative naturali.
Di recente, uno studio giapponese randomizzato e controllato, ha riscontrato che il consumo di the preparato con le foglie di fico allevia i sintomi e gli effetti positivi sono stati confermati in 14 su 15 partecipanti, infatti i valori dell'area dell'eczema e dell'indice di gravità sono stati significativamente ridotti nel gruppo trattato con the alle foglie di fico rispetto al gruppo trattato con placebo.
L'effetto, però, si è indebolito quattro settimane dopo la fine dell'intervento, suggerendo agli autori dello studio che proprio l'assunzione continua di the alle foglie di fico è efficace. Inoltre i ricercatori hanno valutato anche la sicurezza dell'uso continuativo di questo the sottoponendo tutti i pazienti a esami del sangue all'inizio, poi alla quarta, ottava e dodicesima settimana e gli esiti delle analisi hanno confermato la sicurezza del prodotto.
Da qui la loro conclusione: “Il consumo prolungato di the alle foglie di fico può essere un'alternativa sicura ed efficace alle attuali terapie per la dermatite atipica”. Con una precisazione, però: “I risultati di questo studio devono essere ulteriormente convalidati in un campione più ampio.”
N.B.
Spesso c'è una relazione tra dermatite, fenomeni allergici e infiammazione da cibo. Consigli alimentari personalizzati sulla base della storia e del terreno individuale, uniti a eventuali altri integratori naturali, a seconda della necessità, aiutano a recuperare pienamente la tolleranza immunologica e a migliorare anche le risposte allergiche cutanee.
__
VB
Teopratico 11 novembre 2022
Soffro di dermatite fin da piccolo, così come parte dei miei familiari che hanno girato decine di ospedali ed esperti senza mai trovare una soluzione definitiva, cortisone e altri farmaci più o meno sperimentali potevano alleviare ma mai risolvere. Da questa estate soffro per una acuta aggressione sulle mani della malattia, che non si presentava in certe forme dall'adolescenza. Ero da pronto soccorso quando ho deciso di curarmi, pur di non rischiare l'ospedale, rivolgendomi a una streghetta che per mestiere raccoglie piante e compone fitofarmaci: elicriso principalmente, lavanda e aloe. Impacchi di oleolito di elicriso con guanti in nitrile, crema all'elicriso e lavanda per tutti i momenti, lavaggi con polpa di aloe una volta al giorno. Ho alleviato di molto i dolori e riesco a muovere le dita, all' incirca gli stessi benefici che si sarebbero ottenuti con i farmaci dei medici. Ora proverò con le foglie di fico, ma dovrò prenderle al volo mentre le ultime cadono in questi giorni... Andranno bene anche mezze secche? E poi la mia amica streghetta mi ha consigliato di fare pediluvi e maniluvi di fiori di elicriso, ché le mani e piedi sono l'accesso più diretto per i fitofarmaci. Ecco vorrei provare a fare dei maniluvi di foglie di fico ma dovrò attendere la primavera... E poi chiedo sempre all'autrice e la ringrazio: quale sarebbe la sostanza benefica presente nella foglia di fico? Istintivamente mi viene da pensare a quella componente lattiginosa leggermente acida presente in tutta la pianta. Scusate la prolissità, vorrei coprirmi con una foglia...
Teopratico 11 novembre 2022
Devo aggiungere per dovere scientifico e di cronaca che esiste una sostanza che mi ha fatto passare completamente i sintomi acuti nel giro di 48 ore e l'ho scoperto per caso: la schiuma poliuretanica, mi sono impasticciato nolendo le mani e poi le ho strofinate con l'alcol. Ho avuto la pelle completamente plastificata per decine di ore, le ultime pellicole che si sono staccate erano quelle sopra la pelle malata che magicamente veniva asportata e sotto rimaneva sana e liscia. Ho goduto per una decina di giorni per una pelle perfettamente sana, poi la dermatite è tornata peggio di prima e mi sono rivolto all'erbirista, penso che sia stata la mancanza di aria a guarire la pelle...
Valentina Bennati 12 novembre 2022
Nello studio sopracitato è scritto che i componenti del the alle foglie di fico che contribuiscono a mitigare gli effetti della dermatite atopica non sono stati ancora identificati. Il the alle foglie di fico contiene diversi flavonoidi, come rutina, e forse potrebbe essere proprio la rutina o uno di questi flavonoidi o l’insieme degli stessi a determinare l’effetto benefico.
Per quanto riguarda l'altra domanda, non credo che le foglie secche vadano bene, sempre meglio raccogliere i doni della natura nel momento della loro piena stagione. E c’è da fare attenzione, perché lo studio dice che il the alle foglie di fico è stato preparato dalle foglie di 'Griśe de Tarascon', una varietà che non contiene furanocumarina (molte varietà di fichi sono note invece per contenere furanocumarina e il potenziale di questa sostanza è di interagire con i farmaci) . La metodica seguita per la preparazione del the è descritta nello studio (le foglie sono state prima cotte brevemente al vapore e poi esseccate a bassa temperatura).
Volevo far presente, poiché potrebbe essere utile saperlo, che ci sono degli studi che documentano il ruolo fondamentale delle allergie alimentari in questi disturbi della pelle e anche io ho avuto modo di riscontrare tanti casi di netto miglioramento in seguito a cambiamenti dell'alimentazione. La dermatite migliora subito anche nei bimbi piccoli che ne sono affetti, nonostante l'allattamento al seno, quando le madri che allattano smettono di consumare gli alimenti a cui sono allergiche.
Spesso responsabili dell'allergia sono le uova, le arachidi, il cioccolato, il latte e i suoi derivati, il frumento, gli agrumi, la soia ma, teoricamente, un qualsiasi cibo può essere causa di allergia nei soggetti la cui mucosa intestinale è particolarmente permeabile (il che rende il sistema immunitario iperstimolato) o nei soggetti in cui c'è un'eccessiva proliferazione di candida albicans (un fungo nell'intestino).
Vuol dire che è necessario lavorare SEMPRE anche sulle cause a monte (e quindi, in questo caso, ristabilire l'equilibrio intestinale), oltre che eliminare gli alimenti causa dell'allergia (nella maggior parte dei casi eliminandoli per un periodo più o meno lungo si arriva, infatti, a una remissione completa, è da valutare poi caso per caso se reintrodurli, quando e con quale frequenza).
Per quanto riguarda i rimedi naturali, fitoterapici locali come quelli già utilizzati (olio di elicriso, aloe, lavanda) sono senz’altro di aiuto (buona è anche la calendula) e si può pensare di aggiungere anche integratori orali come olio di perilla e olio di ribes nero (che, tra l'altro, possono essere di supporto nel cambio di alimentazione) e anche minerali come manganese, zinco, rame e magnesio (perché svolgono un'azione di modulazione del sistema immunitario migliorando la desquamazione e il prurito). Anche l’inositolo aiuta a controllare l'infiammazione da cibo e riconquistare la tolleranza mentre, a volte, possono essere necessari gli enzimi (se la digestione non è adeguata, gli antigeni alimentari che dovrebbero essere digeriti arrivano invece a livello intestinale dove diventano cause d’infiammazione e di sintomi correlati).
Aumentare il consumo di pesce grasso e usare i semi di lino nella propria alimentazione (macinandoli di volta in volta al momento dell’utilizzo e spolverizzandoli sopra le pietanze) sono inoltre buone abitudini alimentari che aiutano a ridurre il prurito e il fastidio cutaneo.
Infine non vanno trascurati gli aspetti psico emotivi perché, attraverso la pelle, si esprime anche la nostra relazione affettiva e sensuale con l'altro e con noi stessi, la pelle ci isola e ci protegge ma anche, attraverso di essa, prendiamo contatto con gli altri e col resto del mondo . E non di rado questo contatto con l’esterno è causa di iinsoddisfazione, frustrazioni, rabbia (tendenzialmente repressa), e ansia, tutte emozioni che creano - secondo la visione della Medicina Tradizionale Cinese - una stasi del Qi del Fegato che provoca, a sua volta, calore (quando prevale il calore, le lesioni cutanee si concentrano nella parte alta del corpo, dall'ombelico in su).
Nella Medicina Tradizionale Cinese, comunque, tanti elementi possono aiutare a inquadrare meglio le problematiche di pelle allo scopo di capire quale sia l'organo interno da riequilibrare, ad esempio se le lesioni cutanee sono secche, umide, rosse, chiare, pruriginose o no, se sono localizzate nella parte alta o bassa del corpo ecc ecc ... : sono tutte indicazioni significative che portano un terapeuta a interventi e consigli diversi.
Il corpo ha una grande capacità di recupero, se lo si mette nelle condizioni giuste, e ci sono tante possibili strade e tanti possibili strumenti per farlo.
... eviterei, invece, trattamenti d'urto aggressivi come quelli chimici nominati (schiuma poliuretanica e alcol). Ed eviterei anche i guanti di nitrile: non sarebbe meglio usarli di puro cotone?
Beh, direi che sono io ad essere stata prolissa ;) e me ne scuso, ma sono tante le cose che, a dire il vero, si potrebbero ancora scrivere, meglio però stoppare qui!
Spero di aver dato degli utili spunti di approfondimento. I migliori auguri di una completa guarigione.
Teopratico 13 novembre 2022
Grazie per la splendida risposta, praticamente un articolo, altroché prolissità, prolisso può esserlo solo un ignorante o un vanitoso... È vero e bello quello che dici sulla pelle: è una barriera ma è anche il primo senso che abbiamo per conoscere il mondo e gli altri... Con la schiuma poliuretanica mi sono pasticciato accidentalmente facendo dei lavori e invece di aspettare che asciugasse ho provato a rimuoverla con l'alcol peggiorando la situazione, non volevo mica sperimentare una cura! I guanti in nitrile sono una idea mia ( e non la sto consigliando ad alcuno, personalmente ho sempre praticato impacchi anche con pellicola di polietilene con creme erboristiche), o meglio una necessità visto che per mestiere li devo comunque usare a volte, li uso più spesso anche per non impolverare la pelle malata o bagnarla semplicemente lavando i piatti e a quel punto prima mi massaggio con l'olelito e poi li indosso. Basta una mezz'ora per far penetrare l'olio molto più in profondità che senza guanti, ottenendo un beneficio immediato... E poi si, anche lo stress psico-fisico è decisamente un elemento scatenante.
Grazie ancora per l'interessante risposta, un saluto.
Teopratico 13 novembre 2022
Ps. Per l'olelito uso i guanti in nitrile perché resiste agli olii e idrocarburi in genere.
Valentina Bennati 16 novembre 2022
Se, sotto, si prova a indossare guanti di puro cotone, l'assorbimento dell'olio è ugualmente assicurato (basta metterne un pò di più) e allo stesso tempo la pelle non è in contatto con qualcosa di sintetico