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Dal Nürburgring a Londra, passando per Torino: prove tecniche di paura permanente. E di regime

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

C’è un filo rosso che unisce quanto accaduto a Londra l’altra notte con gli avvenimenti di Piazza San Carlo a Torino: la paura. Uno stato mentale, prima che un allarme concreto. Se infatti nella capitale britannica la paura aveva il volto reale di un furgone bianco sulla folla del London Bridge e di tre uomini vestiti di nero – “Sembravano drogati, colpivano a caso e dicevano che era per Allah”, racconta un superstite – che menavano fendenti con coltellacci da cucina, nel capoluogo torinese la paura prendeva le sembianze di cumuli di scarpe e zainetti dimenticati sul selciato per la fretta di scappare da una minaccia che esisteva solo nella mente di chi era lì, in piazza per vedere la finale della Champions League. La dinamica di quanto accaduto a Torino è ancora sconosciuta e le versioni sono nebulose, come sempre avviene in momenti di panico collettivo simili.


C’è chi parla di un petardo scambiato per ordigno, chi parla di qualcuno che ha paventato lo scoppio di una bomba, scatenando il panico e chi parla di colpi uditi nitidamente, addirittura di mitragliatrice. In quegli attimi di panico, tutto può essere. Anche sentire ciò che non è accaduto, perché si vive in uno stato mentale di allarme permanente. Di fatto, il risultato fondamentale e più importante per chi persegue certe strategie della tensione. Ci sono 400 feriti e, miracolosamente, solo 7 casi gravi: poteva essere una strage con decine di morti, poteva essere un’ecatombe. Un formicaio impazzito alla vista del fuoco e del fumo, senza che vi fosse bisogno né dell’un, né dell’altro: è bastata la loro proiezioni mentale, la percezione ibrida, per scatenare il panico collettivo. Per far temere alla gente che il loro turno fosse arrivato, nel grande Matrix globale del terrore permanente.

Le domande, infatti, sorgono in fretta. Valeva davvero la pena, stante l’aria che tira e la trasmissione dell’evento in diretta e in chiaro, allestire un megaschermo in Piazza San Carlo, di fatto offrendo un cosiddetto “soft target” a chi volesse colpire? Da un lato si può ribattere che non dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e che i maxi-schermi sono sempre stati montati per le finali, dall’altro si potrebbe obiettare che mai avevamo vissuto un periodo di tensione e caos tale, almeno dagli anni di piombo in poi. E domenica prossima si vota per le amministrative, tornata che vede al voto quasi 10 milioni di italiani e che potrebbe infliggere una severa sconfitta al partito di maggioranza del governo, il quale sta infatti cercando di “nascondere” il più possibile quell’appuntamento, per depotenziarlo.

E, al netto del disastro di Roma e delle bizzarrie parlamentari, il Movimento 5 Stelle – seriamente candidato a uscire vincitore dalla tornata – ha nel sindaco di Torino, Chiara Appendino, la sua superstar del buon governo. E che dire di Theresa May? Quando ancora la dinamica di quanto accaduto tra London Bridge, Borough Martek e Vauxhall non era chiara, subito le critiche si sono mosse verso la premier, rea di aver abbassato il livello di allarme da “critico” a “severo” dopo la strage di Manchester. Peccato che quella decisione sia nata. come sempre accade, dopo una riunione del comitato per le emergenze, il COBRA, dove sono gli analisti di polizia e servizi di sicurezza a descrivere lo stato dell’arte alla politica: di fatto, la May ha soltanto operato in raccordo con l’intelligence e le sue indicazioni. Le quali, a quanto pare, dicevano che si poteva abbassare il livello di allarme. E anche nel Regno Unito siamo alla vigilia dell’importantissimo voto amministrativo di giovedì prossimo, con i Tories della May passati da +22 punti percentuali sul Labour di Jeremy Corbyn a +3 punti percentuali, di fatto già oggi – stando ai sondaggi – senza i numeri necessari per governare da soli, nonostante la possibile vittoria nelle urne.

C’è poi Donald Trump, il quale non ha perso un secondo a twittare come da sua abitudine. Questa volta, prima ancora che il teatro dell’azione si spostasse da London Bridge a Borough Market: sembrava un cronista in tempo reale, più che il presidente di uno Stato estero. E cosa ha detto l’inquilino della Casa Bianca, dopo aver offerto tutta la collaborazione e la solidarietà degli Usa alla premier britannica e al suo popolo? Che quanto accaduto a Londra rende quanto mai necessario il “muslim ban”, ovvero il divieto d viaggio imposto ai cittadini di sei Stati a maggioranza islamica: sono i morti del London Bridge a chiederlo. Insomma, in piena guerra contro la Corte suprema sull’argomento, Trump non ha nemmeno il buongusto di far raffreddare i cadaveri e asciugare le lacrime ai superstiti. Dov’è finita l’umana pietà? Morta, uccisa dalla disputa politica, dalla ragion di Stato e dalla legge del caos.

E Donald Trump risponde a delle logiche, non è certo il master di questa situazione: lui è la pedina che si muove su una scacchiera sporca di sangue, la pedina più importante. E la più, potenzialmente, fuori controllo, visto che la richiesta del “muslim ban” arriva a due settimana dalla vendita di armi per 110 miliardi al principale sponsor del terrorismo salafita, l’Arabia Saudita. C’è da aver paura? Sì. Razionalmente ma sì. Perché qui non siamo nemmeno più nella logica pura del false flag, dell’atto destabilizzatore che interviene in un ambito, ne muta il percorso e ne capitalizza le conseguenze: qui siamo al terrore permanente applicato alla vita quotidiana, non alle enclaves di Mosul o Aleppo. Qui la paura prende posto al tuo fianco al bar, al ristorante, a un concerto, in piazza: è il convitato di pietra di tempi gestiti da anime nere e cavalieri di ventura che cercano di dare un senso e un ordine al caos. Di fatto, reclamando vite e sempre più ampi spazi di libertà.

Poco fa, prima di entrare alla riunione del COBRA, ecco cosa ha detto il sindaco di Londra, Sadiq Khan, musulmano e di origine pachistana: “I terroristi vogliono che smettiamo di godere della libertà che abbiamo, vogliono evitare che giovedì noi votiamo alle elezioni. Non possiamo permettere loro di farlo. Non è mia prerogativa far slittare le elezioni, io sono un appassionato devoto alla democrazia. E se c’è una cosa che i terroristi odiano è la democrazia. La gente dovrebbe rimanere calma e vigile, continuare le proprie attività normali. I londinesi vedranno un incremento delle forze di polizia nelle strade oggi e nei prossimi cinque giorni. E alcuni degli agenti schierati avranno armamento da guerra”. Al voto tra fucili automatici e blindati della polizia, il sogno orwelliano che si avvera. Perché, poi, Khan avrebbe dovuto mettere le mani avanti sul regolare svolgimento delle elezioni, quando nessuno aveva minimamente sfiorato l’argomento?

“Seize the moment”, come dicono gli inglesi? Sarà il combinato di Manchester più London Bridge a spingere Jeremy Corbyn al 20 di Downing Street, contro ogni previsione di soltanto tre settimane fa? Con quelle parole, Sadiq Khan ha aperto il vaso di Pandora: le bombe possono influenzare non solo il nostro stile di vite e stato d’animo ma anche modi e tempi dei nostri sistemi di governo, la funzionalità stesse delle istituzioni e – peggio acora – dei processi democratici che portano alla loro formazione. Sadiq Khan, nel maldestro tentativo di rassicurare e mettere in guardia, ha spalancato le porte dell’inferno politico e sociale: il Regno Unito andrà al voto, con ogni probabilità, nella paura. E la paura sarà l’elemento qualificante di questi ultimi giorni di campagna elettorale.

Da notare una cosa, poi: l’attacco ha preso il via quando a Cardiff la finale di Champions League era finita da poco, tra imponenti misure di sicurezza. Nella capitale gallese erano schierati 1.500 agenti e tutti i presenti hanno parlato di un vero e proprio stato di polizia in atto, strade deserte la sera del venerdì, pub vuoti o chiusi. Più o meno, la legge marziale che è in vigore a Mindanao, nelle Filippine, proprio in risposta agli attacchi di Abu Sayaf. Mentre la gente defluiva dal MIllennium Stadium, in assoluta e militare sicurezza, da Londra arrivavano le immagini dell’attacco: quasi fatto apposta, quasi un gigantesco punto di domanda che va a schiantare le nostre certezze a forma di cellulare della polizia. “Avete protetto Cardiff, mentre tutto il mondo guardava? Bravi, noi abbiamo colpito Londra”, sembra essere il messaggio dei “terroristi”, vestiti di nero, all’apparenza drogati e intenti a colpire a caso, nel mucchio, senza ragione od obiettivo.


Il caos, insomma. La condizione migliore per governare l’ignoto, sia esso identificabile con i poliziotti in assetto anti-terrorismo all’angolo della strada, come nell’Irlanda del Nord degli anni Settanta e Ottanta o con la volontà di Trump di sfruttare il sangue per imporre un’agenda non tanto sovranista, quanto sicuritaria. Una manna per il complesso bellico-industriale, visto che privatizzare la sicurezza interna significa tramutare in business la paura, con il non secondario effetto collaterale di controllare il consenso in chiave elettorale o di politiche di governo. Anche il panico di Torino, pur senza alcuna connotazione terroristica, cambierà qualcosa nella percezione della gente? Cosa chiederanno ai politici i cittadini? Come cambieranno le priorità? Poco fa, da Londra è arrivata la conferma della sospensione ufficiale della campagna elettorale in Gran Bretagna: stop ai dibattiti e ai comizi, si andrà al voto con negli occhi, nella mente e nel cuore le immagini cristallizzate di Tower Bridge.

Durante il processo Gladio, l’ex estremista nero, Vincenzo Vinciguerra, rivelò che, oltre a quello di screditare i gruppi politici di sinistra, dietro agli attentati della struttura segreta che insanguinavano l’Italia c’era un secondo obiettivo, ancora più oscuro. E cioè quello di inculcare un clima di paura generale tra la popolazione. Tutto ciò prese il nome di “strategia della tensione”, avente lo scopo di generare un senso pervasivo di paura tra la popolazione, per indurla a fare appello allo Stato per la propria tutela. Ecco le parole di Vinciguerra: “Si doveva attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, persone innocenti, gente sconosciuta lontana da qualsiasi gioco politico. La ragione era molto semplice: volevano costringere queste persone, il pubblico italiano, a rivolgersi allo Stato per chiedere maggiore sicurezza”. Nel documentario della BBC dedicato a Gladio, Vinciguerra ha descritto come l’obiettivo fosse quello di “destabilizzare per stabilizzare (ordine dal caos). E per creare tensione all’interno del Paese con il fine di promuovere tendenze sociali conservatrici e politiche reazionarie”

Difficile dire come reagirà la gente ma quei cumuli di scarpe ammonticchiate in piazza, quei cocci di vetro come taglienti fili d’erba sono l’immagine simbolo di sabato notte, sono la raffigurazione di un incubo che diviene realtà e vita quotidiana. Con cui dover convivere. Così come è successo venerdì sera in Germania al concerto “Rock-am-Ring”, sospeso per un allarme terrorismo poi risultato completamente fasullo ma che ha visto 80mila persone prendere confidenza con la realtà dell’evacuazione e dell’emergenza permanente. Nürburgring, Torino e Londra: tutto in meno di 24 ore, quasi ci trovassimo di fronte a una grande esercitazione di massa nell’UE del terrore e del nuovo ordine. Quello che, come cantavano i “Rage against the machine”, vede nella paura il tuo unico Dio. E nessun politico, poliziotto o militare al mondo può chiedere di meglio.

Mauro Bottarelli

Fonte: www.rischiocalcolato.it

Link: https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/dal-nurburgring-londra-passando-torino-prove-tecniche-paura-permanente-regime.html

4.06.2017

Pubblicato da Davide

  • ton1957

    20.000 imbecilli con mogli e figli al seguito, stipati in una piazza, sprezzanti del pericolo, veri e propri eroi nazionali (che se in piazza ci vanno i forconi si indignano) che si cacano sotto, non è ancora assodato se per la terza pera beccata da Buffon o per lo scoppio di un petardo.

    Minchia che geni, fortunatamente nessun morto, ma 1.700 feriti tra cui, bambini accompagnati da genitori a cui andrebbe tolta la patria potesta oltre a multa da 7.500 euri (come per i vaccini) ed io ci aggiungerei anche, visto che sempre di salute nazionale si parla, anche se in questo caso è salute mentale, due o tre ore di calci nei coglioni con cadenza fissa (uno ogni cinque minuti).

    Pensare che alcuni di questi geni, pur di essere i primi ad essere pestati, si son posizionati davanti allo schermo, come deficenti, sin dalle sette di mattina, rilasciando anche interviste al TG3.

    Bella fotografia dell’italiano medio, che nulla teme (tranne il petardo) quando di mezzo c’è il calcio, mentre se deve andare in piazza per i suoi diritti, il suo posto di lavoro, la sua pensione, la sua ditta…..fà rivoluzione in poltrona davanti alla TV spazzatura in compagnia della De Filippi.

    E domani riapriranno i mercati, chissà in quanti si precipiteranno ad investire nel nostro bel paese del sole e del mare con la gente più bella del mondo (ma solo un pò cogliona) ?

    P.S. per la cronaca, tanto in TV non lo diranno, la maggior parte dei feriti ha riportato ferite da taglio, la piazza era un tappeto di bottiglie di vetro, che in tali manifestazioni sono vietate…..la colpa è degli abusivi (spesso extracomunitari) che ivi, li, in quel posto vendevano, in modo abusivo, camionate di birra Moretti da litri 1…….le forze dell’ordine, impegnate a controllare zaini e zainetti alla ricerca di bombe e camicazzi…..a sun dismencia dei camion dove è impossibile ci siano esplosivi……..minchia che culo che abbiamo avuto a Taormina.

    • Gino2

      È grazie a geniali commenti come questo che si capisce perchè la democrazia non ha possibilità di esistere mai. Perchè io non sono tra quelli che darebbe la vita affinchè tu possa continuare a esprimere il tuo pensiero, anzi, piuttosto e anzichenò ne farei volentieri a meno! alla faccia della libertà d’espressione che è diventata la libertà di dire coglionate a gogo

      • Mario Poillucci

        Voglia scusare Gino2 ma spieghi dove, come, perchè ed in cosa ton1957 sbaglia ed è in errore! Grazie e buona domenica!!!

        • Gino2

          perchè se la prende con 20.000 persone insultandole senza motivo. Prego buon pomeriggio.

      • Rolmas

        Per Gino2.
        ton1957 è stato un po’ irruento, ma quali sono esattamente le “coglionate a gogo” che ha scritto? Quando si critica un post in modo così netto, al limite dell’offesa personale, bisognerebbe anche spiegarne il motivo. Non le pare?

        • Gino2

          purtroppo sono in attesa dell’approvazione di un commento.
          ton1957 parla di “20.000” imbecilli con famiglie al seguito.
          Stà dando dei cog.ioni a 20.000 persone per essersi andati a vedere una partita in piazza.
          Il suo commento è contro la gente che è andata in piazza , di questi “geni” .
          E la sua sprezzanza la sua cattiveria, la sua arroganza è un bruttissimo sintomo.
          E mi fa schifo! non al limite dell’offesa, ma in pieno dentro l’offesa!

      • ton1957

        Tifoso Juventino ? avrei scritto la stessa cosa se a giocare fosse stato il Milan o la Roma….lascia perdere la democrazia che per una volta non centra nulla….e concentrati sul buon senso….ed il buon senso, con ciò che sta succedendo ovunque, dice che al momento è opportuno evitare di mettere a repentaglio la propria vita e quella dei propri figli per una banalissima partita di calcio…..partita che puoi vedere tranquillamente in TV o al bar sport………poi se ci metti in mezzo la democrazia significa che sei uno di quelli che il calcio è la cosa più importante al mondo……..beh….permettimi almeno di non essere d’accordo…per me, come diceva Marx, è l’oppio dei popoli.

        • Gino2

          sei pieno di streotipi del caz.o. NOn seguo il calcio. non sono juventino. non ho parlato di democrazia.

          • ton1957

            Evidentemente non ricordi neppure quello che scrivi

          • Gino2

            il fatto che in un commento ci sia scritta la parola “democrazia” non significa che si parli di quello.
            E insisto non seguo il calcio. nemmeno in tv da decenni.

        • VanderZande

          Dal momento che stanno facendo di tutto per terrorizzarci e farci restare tutti rintanati nelle nostre tane come conigli, restiamo rintanati nelle nostre tane come conigli. Gli assemblamenti di folla siano vietati PER LEGGE, ovviamente per il nostro bene.
          Che ci serva da lezione: di questi tempi gli unici autorizzati a muoversi liberamente per le strade, nei centri commerciali, negli stadi e nelle piazze, siano soldati e poliziotti ben armati. E se proprio si deve uscire dalla tana, lo si faccia con i documenti addosso, pronti a dimostrare di essere cittadini ammodo.
          Che siano vietate anche le processioni religiose in tutta Italia, che tra l’altro non sono altro che superstizione, sia vietata ogni manifestazione di piazza, soprattutto se incontra il favore di una larga fetta della popolazione, perche’ potrebbe esserci troppa gente.
          Gia’ Blondet affermava fra le righe che i morti di Manchester se l’erano voluta. Cosa ci facevano li’ dei ragazzini, a quell’ora, a ballare tutti assieme ad una musica demoniaca, chiarissimi bersagli per dei fanatici religiosi!
          Giu’ la testa e di corsa in cantina, che in qualche modo la faccenda si risolvera’!
          Quando ne uscirete, qualcun altro avra’ dato forma al mondo che troverete. Peccato che gli avra’ dato la forma che conviene a lui, e non a voi.
          — La responsabilita’ di quello che e’ accaduto in Piazza San Carlo se la dovrebbero dividere in tanti. Il servizio d’ordine non ha impedito la vendita di alcoolici, tra l’altro in bottiglie di vetro. Nessuno ha pensato a come gestire una possibile emergenza. E immagino sia molto difficile simpatizzare con gente che e’ arrivata a calpestarsi a vicenda senza un pericolo reale. Ma avevano il diritto di essere dov’erano, non ci piove.—
          Credetemi. Quando qualcuno ti aggredisce, il posto piu’ idiota dove andare e’ proprio in cantina.

    • fastidioso

      “Bella fotografia dell’italiano medio, che nulla teme (tranne il
      petardo) quando di mezzo c’è il calcio, mentre se deve andare in piazza
      per i suoi diritti, il suo posto di lavoro, la sua pensione, la sua
      ditta…..fà rivoluzione in poltrona davanti alla TV spazzatura in
      compagnia della De Filippi.”

      Ci sono riusciti (!) berlusca in testa, con le tv regalategli da violante a rincoglionire le persone, altro che mariujana, il calcio è la soma_1 la formula1 e la soma_2

    • Holodoc

      Ero in piazza San Carlo la notte di capodanno, I controlli della polizia erano molto ferrei anche in quella occasione, ma solo per entrare in piazza. Al di fuori schiere di sudamericani liberi di vendere ogni tipo di alcolico.
      Un cosa che notai è che la piazza ha già di per sé troppe poche vie d’uscita per accogliere una grande folla, ma le transenne sistemate per effettuare i controlli l’avevano trasformata in un vero e proprio lager.
      Non mi meraviglia quindi per niente quello che è successo.

      • Truman

        L’ossessione securitaria del potere a volte genera stragi. Avvenne a Duisburg anni fa e il terrorismo non c’entrava. Era soprattutto la stupidità del potere.
        Mi sembra di capire che a Torino è successo in piccolo qualcosa di analogo.

        • VanderZande

          Non la chiamerei ossessione securitaria, ma solo imbecillita’. Sia a Duisburg che a Torino e’ stato fatto lo stesso errore, stipare gente in un posto senza via d’uscita. Ti va bene 9 volte, alla decima c’e’ la strage. I responsabili dell’organizzazione dovrebbero sapere come si organizzano certi eventi, invece vanno a naso. Quelli di Duisburg si sono palleggiati la responsabilita’ per anni. Hai voglia, a fargli vedere il tunnel e spiegargli che con 30 gradi di caldo la’ dentro e’ impossibile respirare. Ti dicono che sei paranoico.

      • ton1957

        Sono di torino, conosco bene la piazza, ho avuto anch’io la malsana idea di andarci un capodanno……son scappato subito…….chi conosce quella piazza e l’ambiente che si viene a creare in queste occasioni……non si meraviglia affatto di ciò che è successo.

    • ndr60

      Sottoscrivo completamente, e l’antipatia per la Giubbe e gli zebrati stavolta non c’entra. A Madrid hanno allestito i maxischermi al Bernabeu, non potevano fare la stessa cosa? Di sicuro la Appendino deve accendere un cero a qualche santo, è stato davvero un miracolo se non c’è stato un Heysel n.2.
      Sugli ambulanti venditori di bottiglie, dalle immagini non sembrano extracomunitari…

  • disqus_VKUtLIms5T

    OTTIMA ANALISI…
    DA SOTTOSCRIVERE…

  • Mario Poillucci

    Di sicuro chiedere più sicurezza allo stato, agli stati, ai governi sarebbe come raccomandare le pecore ai lupi! Stanno freschi se sperassero in questo! Vogliono imporre stati di polizia ”doveunque et comeunque”? Benissimo! Autorizzerebbero di fatto e diritto il cittadino ad insorgere, bloccare malsani governi di vero stampo malsano e feudale todo modo! Ribadisco! Stanno freschi! La gente è più informata, più sospettosa e vigile nei confronti dei malsani poteri succubi di banche, lobby, speculatori, oligarchi, tiranni danarosi e quindi malsani siccome l’eccesso di denaro è il male, una tabe, un cancro et eziandio la causa della dissoluzione di morale, decenza, giustizia e DEMOCRAZIA, democrazia che DEVE essere applicata privando gli avvoltoi dall’eccesso malato di smania di ricchezza per distribuirlo a persone di buona volontà lontane da slot, giochi a premio, consumismo sciocco e deleterio, disdicevoli ”pseudo-sport” diseducativi quali il calcio! Ovviamente siccome i c.d. ”poteri forti”, le cricche, le cupole, le banche, i sorosimili hanno già realizzato che, a breve, potrebbero (e dovrebbero per ottima giustizia) affrontare una bella ghigliottina, devastano, terrorizzano, uccidono senza rimorso (poichè sono solo strame secco e sterile) cercando di mistificare sempre e comunque quelli che sono i lori crimini e le loro fetide, criminali, delinquenziali, depravate, mascalzone, luride azioni frutto della loro sconcia natura! Dipendesse da me non vedrebbero il sole di domani!

  • PietroGE

    Solo la pietà per le vittime mi frena dal dire : ve lo siete meritato. Volevate la società multietnica e multiculturale? Eccola, ora seppellite i vostri morti e cercate una non esistente soluzione al terrorismo di strada e coltello da cucina. Siete stati ampiamente avvertiti solo che avete criminalizzato coloro che vi avvertivano come nazisti, razzisti e criminali. Cosa volete fare ora, abolire i coltelli? Mettere un poliziotto accanto ad un immigrato islamico? Come a poker, gli islamici hanno chiesto di vedere e hanno scoperto che lo stato non ha niente in mano. Il sindaco Khan fa il galletto tanto a morire sono gli altri. Voglio vedere cosa dirà quando scoppierà una bomba in una moschea con un centinaio di morti islamici. La Merkel voleva integrare milioni di islamici in Europa, per il momento è l’Europa he si è integrata nel MO, tra attentati, clima di paura generalizzata, stato di polizia e fanatismo.

  • fastidioso

    Non so se è vero, ma recarsi alle 7 di mattina per piazzarsi davanti allo schermo non mi sembra sintomo di buona salute mentale…

  • uomoselvatico70 uomoselvatico7

    Beh!, poi ci sono anche quelli che in piazza non ci vanno proprio, e neppure ci sono mai andati.
    Nè per protestare, nè per la partita, nè per i concerti, nè per i comizi nè per altro.
    Ma quelli non fanno mai notizia.

  • Pyter

    Non è vero che siamo dei conigli. C’è tanta gente al concerto per le vittime di Manchester.
    Ci deve essere qualcosa che vince la paura e attira le persone nei luoghi meno indicati.

    • Truman

      Si chiama propaganda.

  • Gino2

    mi stupisce che ti scandalizzi per i caz.zi di mezzo a un commento.
    Le tue considerazioni sulla piazza sono condivisibili.
    Ciò che non condivido è lo scagliarsi contro la gente e dare degli imbecilli e coglioni etc etc .
    Se domani succede lo stesso in discoteca iniziamo a dire che tutti quegli imbecilli che stavano li a ballare…..
    Ce ne sono di certo di imbecilli ma anche no.
    E quando succedono disastri, a meno che uno non si mette a penzolare da un grattacielo attaccato a un filo di seta, soprattutto durante quelle che dovrebbero essere e sono sempre state manifestazioni pacifiche è sempre una tragedia. Tutti potevamo essere li anche solo di passaggio a prendere una birra o incontrare un amico. Il pensiero che anche io potessi essere li e tu dal divano di casa tua ti sciali a dare dei coglioni a tutti mi fa girare le palle.
    C’è dell’invidia nei tuoi commenti, della cattiveria repressa e dell’odio sociale nei confronti di sconosciuti. E questi sono i presupposti per le tragedia.
    State molto attenti.

    • ton1957

      “C’è dell’invidia nei tuoi commenti, della cattiveria repressa e dell’odio sociale nei confronti di sconosciuti. E questi sono i presupposti per le tragedia.”
      Direi che queste cose le hai viste solo tu, non mi pare che chi è intervento le abbia notate…..parrebbe invece che il mio post abbia in qualche modo ferito il tuo ego (anche in modo grave a giudicare della violenza dei tuoi interventi) ti ci sei riconosciuto ?…..comunque non preoccuparti, per te e solo per te, il prossimo post lo scriverò alla De Amicis ( da libro cuore)lo intitolo: “la piccola vedetta Lombarda”….sottotitolo: “altro imbecille”………questi furono i presupposti per la tragedia che è ora in atto.

  • Truman

    Qualcosa comincia a tornare: la sequenza di attentati in Francia e in Belgio e adesso in GB. Chi ha memoria riconosce un modus operandi che si ripete. I terroristi che vengono sempre uccisi appena possibile, il coinvolgimento dei servizi segreti, il segreto di stato che cala immediatamente a coprire i dettagli.

    Sempre bisogna seguire i soldi per capire. E i soldi in prima battuta sono petrolio.

    “La Libia, secondo Oil & Gas Journal, è il Paese africano con le
    maggiori riserve petrolifere e il nono a livello mondiale. Con 48
    miliardi di barili, ha quasi il 38% delle riserve di tutta l’Africa. Per il gas è invece al quinto posto nel continente come riserve provate. ” (Qualenergia)
    Bisognava levare a Gheddafi il suo petrolio e il suo gas. La tecnica stabilita era quella delle rivoluzioni colorate, tramite infiltrati pagati dai servizi segreti di Francia e GB (ma anche Total e BP), che dovevano inscenare manifestazioni anti Gheddafi, uccidendo pure qualcuno dei loro e dando la colpa a Gheddafi. Tutto normale, dei ragazzotti libici che odiavano il loro boss si trovavano con facilità, con pochi soldi, un po’ di addestramento e armi facevano il lavoro.

    Poi le cose si complicavano, Gheddafi era un osso duro, ma con l’aiuto dell’ONU si organizzava una guerra motivata dal dovere di proteggere i manifestanti.
    E fin qui tutto bene, tutto secondo copione, i bravi ragazzi che avevano combattuto contro Gheddafi tornavano in occidente con un po’ di soldi, la protezione dei servizi, l’addestramento ad usare armi ed esplosivi e magari anche un po’ di armi ed esplosivi.
    Il passo successivo era la Siria, e anche qui questi bravi ragazzi facevano la loro parte, sempre con il lasciapassare tra l’Africa e il loro paese adottivo.
    Quando poi serve un attentato in Francia o in GB, magari perchè si avvicinano le elezioni, non è difficile far fare loro qualche attentato, coprendo la loro fuga e trovando il più fesso di loro che farà da capro espiatorio. E così si cominciano a vedere kamikaze che resuscitano. Del resto la strategia del caos ha funzionato in Africa, funzionerà anche in Europa.
    E qui si spiega perchè l’Italia non ha avuto attentati: siamo così fessi che in tutti questi sconvolgimenti noi ci abbiamo sempre rimesso. Noi non abbiamo i finti kamikaze, protetti dal segreto di stato, di Francia e Gran Bretagna. Noi al massimo abbiamo Regeni, che va (per conto del MI6) a fare la vittima per arricchire la BP.