Dacci oggi la nostra emergenza quotidiana

DI ANDREA ZHOK

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Si può aprire un canale a scelta, e anche oggi si vedranno, tratteggiate con doveroso pathos, condizioni di necessità umanitaria, e urgenza inderogabile, tali per cui solo un bruto potrebbe mettere in dubbio l’obbligo morale dell’accoglienza.

Le emergenze umanitarie – con connessi riflettori, tempeste mediatiche, stracciamento di vesti, invettive morali, arrembaggi di deputati in cerca di gloria, infuocate prese di posizione internazionali – vengono in esistenza intorno al limite della acque territoriali libiche e scompaiono nel nulla quando i giornalisti vanno a casa, a sbarco avvenuto.

Pare che, prima e dopo, debbano sussistere pace ed abbondanza, non ci siano crisi di cui doversi occupare, non ci siano responsabilità, non ci siano obblighi morali, non ci siano questioni geopolitiche, non ci sia nulla.

I soggetti in condizione di urgenza umanitaria sono quegli strani esseri che si materializzano in forma di emergenza su un gommone e si smaterializzano appena messo piede a terra.

Ora, però, per quanto lo spettatore medio abbia la memoria di un pesce rosso, anche lui non potrà non notare che ci viene ammannita più o meno una ‘inderogabile emergenza umanitaria’ al giorno, feste comandate incluse, da dieci anni.

Per quanto sciocco, incolto e barbaro egli sia, è difficile che non capisca che chiamare ’emergenza’ questi eventi è una presa in giro.

Così come capisce che è una presa in giro utilizzare tutta una legislazione marittima nata per occasionali naufragi per affrontare un’attività di trasferimento costante e prevedibile, che con quella fattispecie non c’entra nulla.

I governi europei sono liberi di mandare in onda quotidianamente la sceneggiata dell'”imprevedibile emergenza umanitaria”, ma pretendere che i popoli europei stiano al gioco, raccogliendo ‘risorse emergenziali’ per i decenni a venire è francamente troppo.

 

Andrea Zhok

Fonte: www.facebook.com/

Link: https://www.facebook.com/andrea.zhok.5/posts/1257926064388790

5.07.2019

16 Comments
  1. Annibal61 says

    Mah….io dico occhio al PD. Il PD porta con sè genetica bolscevica. 30-40 anni fa quando si facevano gli scioperi servivano gli incidenti…e i morti… per rafforzare la lotta. Non vorrei che a furia di provocazioni “fasciste” oggi serva EUROGENDFOR per “normalizzare” l’ Italia.

  2. Albert Nextein says

    Porti chiusi ad immigrazione abusiva.
    Confini di terra controllati strettamente.
    Respingimenti in mare.
    Rimpatri di massa.
    Neocolonialismo concordato.
    Basta volerlo.

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

    Ma cosa sta accadendo presso le nostre coste? Cosa si nasconde dietro a questa losca vicenda? Un colpo di stato criptato o cos’altro? E c’entra qualcosa il fatto che la procedura d’infrazione contro l’Italia sia sta annullata in questi frangenti? E che ruolo può aver avuto il nostro emeritio PdR?

  4. lady Dodi says

    Disposta ad accoglierli tutti. Pure a casa mia se ci entrano, ma ad un patto: di mandare in Libia quelli “di sinistra ” che sono andati a “portare solidarietà” sulle ONG.
    Il vero nemico non è mai esterno, ma fra noi.

  5. lady Dodi says

    Studiavo poco a scuola, ma quello che studiavo lo capivo e sapevo per sempre. Quelle che studiavano molto, scommetto che non ricordano nulla, ammesso che allora avessero capito qualcosa.
    Ordunque, c’è un’isola italiana molto più vicina all’Africa di Lampedusa, molto più grande anche. Forse addirittura quattro volte: PANTELLERIA.
    Come mai nessuno va là coi migranti? Mistero.

  6. Quintus Sertorius says

    Alcuni fattori hanno reso possibili le invasioni dell’Europa tardoantica: a) il secolare insediamento di barbari di dubbia lealtà all’interno dei confini; b) guerre civili e conseguente indebolimento delle truppe confinarie; c) parità tecnologica con i barbari in ambito militare.
    La fine dell’optimum climatico dell’età classica (ca. 250 a.C.-450 d.C.) ha più che altro avuto effetti negativi sulla riconquista giustinianea (527-554 d.C.).
    La situazione odierna è radicalmente diversa: le invasioni sono frutto di una precisa volontà politica, non certo dell’incapacità o pusillanimità del governo, meno ancora dell’impossibilità materiale di impedirle. Nessuno oggi può muovere un aereo o una nave senza autorizzazione: chi sostiene il contrario mente.

  7. Nightwhisper says

    Tutto potrebbe ricondursi al successo planetario della cosiddetta neolingua orwelliana: crisi, emergenza, liberismo, umanitarismo, inquinamento…. insomma un inganno semantico bell’e buono per inculcare la convinzione di avere la fortuna di vivere un momento eccezionale e di dare un senso alla propria vita che altrimenti non avrebbe.

  8. marcopa says

    Carola Rackete: Faccio parte del gruppo Extinction Rebellion che lotta contro i cambiamenti climatici http://lecorvettedellelba.blogspot.com/2019/07/carola-rackete-faccio-parte-di.html

  9. Alessandro Rani says

    7,1 di magnitudo è poco, speravo verso l’8

  10. Tommaso Loli says

    Ha ragione Fratelli d’Italia: c’è solo una soluzione, la vera soluzione umanitaria, mandare una corvetta della Marina Militare e affondare una di queste navi. Vi assicuro che da quel momento nessuna si avventurerebbe più a solcare il Mare Nostrum. Non ci insegna nulla la guerra di Roma contro Cartagine?

  11. ferdy says

    Bravissimo , non sono immigrati e non sono naufraghi, sono la feccia dei paesi di partenza che servono esattamente agli organizzatori dell’Invasione, aiutati naturalmente dalle quinte colonne dentro i nostri confini. Ricordiamoci che già cinquanta anni fa un noto filosofo tedesco , ebreo, scrisse che per far si che gli ebrei possano prosperare nella tranquillità nei paesi occidentali bisognava indurre in questi paesi una grande trasformazione sociale
    e indicava 4 direttrici su cui agire, per ottenere questa trasformazione, la seconda di queste direttrici era la creazione di stati multietnici e multiculturali.

  12. MM says

    Quando gli stranieri entrano in uno stato di soppiatto e con la forza non è immigrazione è invasione.
    L’immigrazione c’è quando lo straniero si presenta col passaporto alla frontiera.

  13. CarloBertani says

    Ad occhio e croce, la “Alex” mi è sembrata circa 18 metri, armata a ketch: avevamo una barca simile al Nautico dove ho insegnato. Quante persone può portare?
    Non c’è una norma chiara, però la Guardia Costiera calcola 1 persona a metro lineare: ora, se ci sono 3 o 4 persone in più, una barca così manco se n’accorge.
    Però, 41 migranti, più 4-5 persone d’equipaggio, mi sembra una follia. E, attenzione, non un giro fuori del porto, bensì una navigazione d’altura nel Mediterraneo centrale…siamo alla follia.

  14. Divoll79 says

    Si, e’ troppo. Talmente troppo, che la linea rossa della pazienza italiana e’ stata superata. Da qui in poi, qualunque reazione e’ possibile.

  15. Mario Poillucci says

    E già!! ”soggetti che si materializzano e appena sbarcati si smaterializzano”!! Ma subito dopo accoltellano, spacciano, aggrediscono, violentano, mordono FDO, rendono pericolose piazze, stazioni e tanti troppi luoghi! Pirati stercorari mercanti di schiavi che spadroneggiano in mare ed a Pantelleria e nessuno che li cannoneggi!! ”Governo”!!!!! Hai venduto il deretano dei cittadini per evitare la criminale, mafiosa, delinquenziale ”procedura di infrazione”?????? VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!

  16. Giorgio Belvedere says

    La domanda da farsi è: questi movimenti migratori sono spontanei o sono favoriti, incoraggiati da “organizzazioni”.
    La risposta è in parte si e in parte no.
    Possibile che tutti i migranti trovino 2000-3000 USD per pagare gli scafisti.
    Che dire dei minori non accompagnati senza parenti, chi paga per loro, chi li porta in Libia?
    .Le ONG che prelevano i “naufraghi” vicino alle coste libiche lo fanno per puro spirito umanitario?
    Perchè Salvini ed altri politici, i giornali, i media non si pongono queste domande^

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