CURVEBALL: COME GLI USA SONO STATI PRESI IN GIRO

CURVEBALL: COME GLI USA SONO STATI PRESI IN GIRO

DA UN FANTASIOSO IRACHENO CHE VOLEVA CACCIARE SADDAM

DI MARTIN CHULOV E HELEN PIDD
guardian.co.uk

Nel febbraio del 2003, in un piccolo appartamento della città tedesca di Erlangen, un disoccupato iracheno si è seduto davanti alla televisione assieme a sua moglie per vedere in diretta uno degli uomini più potenti del mondo fare il discorso più influente della sua carriera.

Mentre il segretario di stato americano Colin Powell raccoglieva i suoi appunti davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’uomo che lo guardava alla televisione - Rafid Ahmed Alwan al-Janabi, noto ai servizi di intelligence occidentali con il nome in codice di "Curveball”- aveva più di un sospetto su quello che stava per accadere. Dopotutto, lui era la fonte principale delle informazioni di Powell, bollato dai suoi coordinatori tedeschi come il nuovo ‘Gola Profonda’ (una figura così cruciale da poter far cadere un governo).

Mentre Curveball guardava Powell spiegare le motivazioni degli USA a sostegno dell’invasione dell’Iraq, nascondeva l’ammissione che non aveva voluto fare fino a quel momento: quasi ogni singola parola che aveva detto durante l’interrogatorio con il segreto tedesco, il BDN, era una bugia.

Tutte quello che aveva detto sui meccanismi interni del programma di armi biologiche di Saddam Hussein era un gioco di fantasia – che, egli afferma ora, aveva lo scopo di far saltare il dittatore iracheno. Janabi, un laureato in ingegneria chimica che ha lavorato per l’industria irachena, dice di essere rimasto sbalordito man mano che la presentazione di Powell rivelava come gli avidi comandanti dell’amministrazione Bush avevano mandato giù l’intera storia. Ma qualcos’altro l’ha lasciato ancora più stupito; fino ad allora non aveva ancora incontrato alcun ufficiale americano, né a maggior ragione rilasciato interviste.

“Ho avuto la possibilità di architettare qualcosa di concreto per far cadere il regime”, ha detto in una serie di interviste rilasciate al Guardian nelle sue due lingue madri, l’arabo e il tedesco. “Io e i miei figli ne siamo fieri, e siamo fieri di essere aver fornito all’Iraq il confine della democrazia”.


[Rafid Ahmed Alwan al-Janabi, nome in codice Curveball ha lasciato che la sua immaginazione spaziasse selvaggia, diventando così la fonte principale delle motivazioni che hanno spinto Colin Powell alla guerra nel 2003.]


Le sue interviste rilasciate al Guardian, realizzate nell’arco di due giorni, sembravano essere in parte un’espiazione di coscienza, in parte un tentativo di giudicare quanto aveva compiuto. Sembrava anche che fossero una gara nel tentativo di far risorgere la sua reputazione, che l’avrebbe aiutato a cominciare di nuovo in Iraq, un paese che otto anni dopo sta ancora facendo i conti con più di 100.000 morti civili e con le conseguenze di una selvaggia guerra settaria.

L’uomo che ha messo in piedi una delle più grandi truffe nella storia dell’intelligence moderna non è stato facile da identificare. E’ arrivato in un hotel della sua città adottiva di Karlshrue molto provato da una notte passata a inviare e-mail. Robusto, gli occhi malinconici, si portava addosso un forte odore di sigaretta mentre si muoveva nervosamente in preda a una irrequieta energia. Si è appollaiato su una sedia prima di iniziare a rispondere alle domande, un procedura con la quale sembrava avere una certa familiarità.

"Colin Powell non ha detto che io ero l’unica ragione per questa guerra”, ha affermato. “Lui ha parlato di tre cose. Prima di tutto l’uranio. Poi al-Qaeda e, terzo, la mia storia.

Non so perché le fonti non abbiano mai citato l’uranio e al-Qaeda, e sia invece uscito fuori il mio nome. Lo accetto, in ogni caso, perché ho fatto qualcosa per il mio paese e a me questo basta”.

Dalla caduta di Baghdad l’identità di Curveball è stata oggetto di ricerca per tutto l’Iraq e l’Europa. E’stato finalmente individuato verso la fine del 2007 come fonte principale del discorso di Powell. Ma da allora ha tentato di mantenersi nell’ombra – sulla base degli ordini ricevuti dal BND – rifiutando i tentativi di avvicinamento dei pochi giornalisti che lo avevano localizzato nella città di Karlsruhe.

L’unica occasione in cui Curveball ha accettato di farsi intervistare è stato alla fine del 2007, quando ha detto alla CNN di essere stato usato dal BND come capro espiatorio e di non aver mai spifferato nessuna parola sulle armi di distruzione di massa. L’anno scorso ha chiamato la polizia quando una troupe danese che stava girando un documentario è andata a bussargli alla porta.

Curveball sostiene di aver ottenuto asilo dal governo tedesco il 13 marzo 2000, meno di sei mesi dopo il suo arrivo in Germania e prima che gli fosse stata fatta alcuna domanda sulle armi biologiche. Curveball sottolinea questo aspetto, consapevole del fatto che potrebbe sembrare un semplice opportunista. “La storia delle armi biologiche non ha nulla a che vedere con la mia richiesta di asilo. Lo stato tedesco, o il BND insomma, o qualcuno dalla Germania ha detto che io ho parlato delle armi chimiche perché volevo ottenere l’asilo. Questa cosa non è vera”.

Racconta che dopo circa tre settimane dall’accoglimento della sua domanda di asilo, un ufficiale tedesco, che lui chiama Dottor Paul, è andato a trovarlo. Nella sua domanda d’asilo, Curveball aveva detto di aver lavorato come ingegnere chimico, cosa che aveva destato un’attenzione particolare.

“Mi ha detto che aveva bisogno di informazioni sulla mia vita. Ha detto che era molto importante, che in Iraq c’era un dittatore e che io avevo il dovere di aiutare”.

A questo punto, stando a quanto dice lui stesso, Curveball ha deciso di lasciare correre la sua immaginazione. Per i successivi sei mesi si è seduto fianco a fianco con Paul, l’esperto del BND in armi di distruzioni di massa e, riportando a galla le sue conoscenze di ingegneria chimica dell’università e del periodo in cui aveva lavorato a Baghdad, ha costruito un racconto del terrore.

Quello era il periodo in cui ha avuto origine il discorso fatale di Powell; quello che Curveball ha detto a Paul è diventato il pilastro chiave della presentazione che Powell ha fatto alle Nazioni Unite (i diagrammi che ha mostrato dei camion che trasportavano armi mobili e che potevano disperdere biotossine nel vento).

“Abbiamo ricevuto descrizioni di prima mano riguardanti fabbriche di armi biologiche su ruote”, ha detto Powell. “La fonte è costituita da un testimone oculare, un ingegnere chimico iracheno che ha fatto dei sopralluoghi in una di queste strutture. Egli era presente durante le prove per la produzione di agenti biologici. Era presente anche nel 1998, quando si è verificato un incidente a seguito del quale morirono 12 tecnici”.

L’effetto all’ONU fu drammatico. Ci si trovò di fronte a un racconto diretto e dettagliato proveniente da un soggetto che faceva parte dei minacciosi e ingannevoli meccanismi interni del regime di Saddam. Era una prova tangibile, di gran lunga più convincente degli altri due elementi che Powell poteva utilizzare per sostenere la guerra, che sembravano poco dettagliati e non in grado di persuadere i riluttanti alla guerra.

Anche ora, Curveball sembra non credere che le sue bugie siano riuscite ad arrivare fin dove di fatto sono arrivate. Dice che pensava che il gioco fosse iniziato dalla fine del 2000. A quel punto, il BND era volato a Dubai per intervistare il suo ex capo, il dott. Basil Latif, presso il complesso industriale militare iracheno, ed egli aveva riferito che il suo ex sottoposto era un bugiardo.

Diversi ufficiali dell’intelligence britannica erano presenti all’incontro con Latif. Le loro controparti tedesche hanno lasciato Dubai guardando la loro preziosa fonte in una luce diversa.

Secondo loro, Curveball avrebbe sostenuto che il figlio di Latif, all’epoca studente in Inghilterra, fosse un fornitore di armi di distruzione di massa. La falsità di tale informazione è stata facilmente dimostrata dalle spie britanniche.

Il BND è quindi rientrato in Germania e ha mandato un ufficiale a confrontare le loro fonti. “Lui dice che ‘non ci (sono) camion’ e io dico ok, quando (dice il dott. Basil) non ci sono camion allora vuol dire che (non ce n’è nessuno)”, ha risposto Curveball in un inglese spezzato. “Non ho parlato con loro fino alla fine di maggio 2002”.

Fintantoché il BND è andato a cercarlo di nuovo, Curveball dice di aver badato a se stesso per quasi diciotto mesi. Riceveva un fisso mensile dal suo coordinatore, ma non gli era mai stato chiesto di fare qualcosa per lo stato.

“Quando è ritornato da me, non mi ha chiesto (le stesse cose)”, dice parlando degli incontri del 2002. “Mi ha chiesto ad esempio il nome delle insegne, quello dello stabilimento, se conoscevo questa persona”. Curveball ha ammesso di continuare ad aver mentito a chi lo interrogava per tutto l’anno.

Egli sostiene che il BND gli aveva fatto capire che sua moglie, incinta, che all’epoca stava cercando di raggiungere la Germania dalla Spagna, non sarebbe stata in grado di raggiungerlo se lui non avesse cooperato. “Mi diceva: tu lavora con noi o tua moglie e tuo figlio se ne vanno in Marocco”.

Secondo il suo racconto, ci sarebbero stati almeno una dozzina di incontri nel 2002. Curveball dice che in nessuna delle nuove domande si era parlato della centrale di purificazione del becchime per uccelli, localizzata a Djerf al-Nadaf, sud-est di Baghdad, luogo dove egli sosteneva che avesse sede il programma di armi di distruzione di massa di Saddam.

Tale luogo era quello dove si supponeva venissero caricati i camion. “Il BND non mi ha chiesto nulla in merito a questo progetto, perché sapevano che stavo sbagliando”.

Ma nel gennaio 2003, diverse settimane prima del discorso di Powell, l’interrogatorio è tornato sui camion e sul becchime. “Era la prima volta dal 2000 che tornavano a parlare con me di questa cosa”. A Curveball era chiaro che i tamburi di guerra stavano battendo sempre più forte, ma egli sostiene che pensava ancora che la sua storia dei camion fosse stata trascurata.

E poi c’è stato il discorso all’ONU. Curveball sostiene che il BND gli aveva confermato che qualunque cosa lui avesse detto sarebbe rimasta in Germania. E’ quindi rimasto sconvolto nel vedere Powell mostrare diagrammi che egli sapeva erano stati preparati sulla base delle sue descrizioni fraudolente.

“E quindi ho chiamato il mio coordinatore. Gli dico che sto vedendo il discorso di Colin, e lui dice ‘ok, questo ist ein klein', è un problema piccolo. Tu vieni da me… domani, e parliamo. Mi dice ‘devi andartene da questa casa adesso perché è molto pericoloso per te e per la tua famiglia. Dal 9 aprile in poi puoi ritornare’”.

Per i due mesi successivi, Curveball sostiene di essersi trovato in una sorta di confino virtuale, in cui gli era stato vietato dal BDN di guardare la TV e gli era permesso avere contatti limitati con le persone fuori dall’hotel. E’ venuto a conoscenza dell’inizio della guerra da stralci di conversazione con sconosciuti.

Quando gli è stato chiesto come si sentiva riguardo alla conta dei corpi dei suoi connazionali e al caos che si era creato in Iraq, Curveball si è nervosamente sistemato sulla sedia e ha detto: “Quando sento di qualcuno che viene ucciso, non solo in Iraq, ma in qualsiasi guerra, io sono molto dispiaciuto. Ma datemi un’altra soluzione. Ci riuscite?

“Credetemi, non c’era nessun altro modo per rendere libero l’Iraq. Non c’erano altre possibilità”.

“Saddam non [concedeva] libertà nella nostra terra. Non ci sono altri partiti politici. Uno deve credere a quello che Saddam dice, e a quello che Saddam vuole. E io questa cosa non la accetto. Devo fare qualcosa per il mio paese. E così ho fatto quello che ho fatto e ne sono contento, perché l’Iraq non ha più un dittatore”.

La rinascita di Curveball come liberatore e patriota è un’idea venduta a molti nella CIA, nel BND e nell’amministrazione Bush, le cui carriere sono state ferite mortalmente man mano che il mistero che circondava la collocazione delle mancanti armi di distruzione nei mesi successivi all’invasione si è trasformato nella realtà delle cose, ovvero che tali armi non esistevano.

I suoi critici – che sono molti e per giunta potenti – dicono che il prezzo pagato per questo inganno sia troppo difficile da stimare, anche ora. Mentre l’America riduce la sua presenza in Iraq, si lascia alle spalle un paese instabile, la cui fedeltà, dopo otto anni costati potrebbe non rivolgersi all’America e ai suoi alleati, dopo tutto. Per Curveball, d’altro canto, è tempo di reinventare se stesso. E’ tornato due volte in Iraq, dove ha fondato un partito che si è guadagnato 1.700 voti nel corso delle elezioni dello scorso marzo. Ha anche scritto un libro sui suoi ultimi dieci anni ed è ora alla ricerca di un editore.

Nel frattempo, sembra che le cose abbiano preso una piega più amara con il BND. Le spie hanno aiutato lui, sua moglie e i suoi due figli ad avere la cittadinanza tedesca nel 2008. Allo stesso tempo, gli hanno ridotto lo stipendio di 3.000 euro al mese, dicendogli di provvedere a se stesso.

Questa cosa si è rivelata difficile a Karlsruhe, cittadina universitaria di medie dimensioni vicina al confine franco-tedesco, dove la sua reputazione di fanatico lo ha preceduto. Il primo giorno della nostra intervista, un ufficiale comunale gli ha detto che a lui e alla sua famiglia era fatto divieto di lasciare il paese.

Ora passa le giornate in un appartamento in affitto nei sobborghi di una città con una moglie che gli rimane fedele – e che afferma di aver appreso dello sfruttamento del marito tre anni fa – e due bambini. Non ha più la Mercedes che il BND gli aveva dato. Ed è ben consapevole che i servizi segreti, così come la sua nuova città, si stancheranno presto di lui.

"Sarò onesto con lei. In questo momento ho un sacco di problemi perché il BND mi ha portato via l’appartamento e il mio cellulare: mi trovo in una brutta posizione. Ma se potessi ritornare al 2000, se qualcuno mi chiedesse, direi le stesse cose perché non voglio che quel regime continui nel nostro paese”.

Titolo originale: "Curveball: How US was duped by Iraqi fantasist looking to topple Saddam
"



Fonte: http://www.guardian.co.uk

Link

17.02.2011


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

Commenti (6)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 6 caricati
    1. RicBo 16 aprile 2011

      inglesi e statunitensi si sono resi conto di averla fatta talmente grossa con l'iraq che ora stanno cercando disperatamente una via d'uscita riverginizzante, come dire: è tutta colpa delle panzane a cui come idioti abbiamo creduto, tutto il resto è complottismo, sapete, siamo stati davvero stupidi, scusateci tanto ma ora la lezione l'abbiamo imparata, fidatevi di noi...

      Come no..

    1. sandman972 16 aprile 2011

      Fosse anche vera tutta la storia che questo benemerito racconta, speriamo che quando torna in Iraq i suoi compesani gli facciano vedere cosa il suo paese può fare per lui: magari a calci e pugni, dati uno ad uno dai parenti dei morti causati dall'invasione.



      Ad ogni modo io non ci credo che uno possa essere cosi disinformato. Il tono delle frasi è troppo da velina di regime..."Vedete? Gli iracheni avevano il cattivo dittatore, sono loro che hanno voluto farsi liberare traendoci in inganno!". Se va bene, dopo averli depredati di tutto il depredabile chiederanno i danni all'Iraq per i soldi spesi nella missione di liberazione estorta con l'inganno. Ne sarebbero capaci!

    1. dana74 16 aprile 2011

      speriamo sia un segno che si vogliono togliere da tre passi dall'irak.
      Adesso sto qua salta fuori...speriamo appunto sia un buon segno..

    1. rew 15 aprile 2011

      Non significa nulla. Se la fonte non avesse inventato nulla perche' non c'era nulla da inventare, se lo sarebbero inventato.

      Saddam era destinato ad andarsene, l' Irak ad essere presa sotto protezione occidentale e verso l' occidentalizzazione di una (democrazia).

      Morti o no, quando si stancheranno, si arrenderanno ai modi e si organizzeranno quanto basta per proseguire a come si deve.

      Saddam cominciava a parlare apertamente di guerra a tutto campo a Usa e Israele, e questo basta e avanza. Il prima o il prima ancora, e' acqua passata. Saddam prende il potere come Gheddafi, lo mantiene come Gheddafi, si allea agli USa per demolire l' Iran, va' contro gli Usa,
      li micaccia pure assieme a Israele.

      Se nella mente della gente e di chi essa elegge, si deve dare forma al senso delle cose, materializzandole, esce il personaggio ed esce la polverina velenosa.



      Le parole e gli intenti fanno piu' guerre che le guerre stesse, dove esse sono la conseguenza, con tutto quello che se ne puo' trarre come vantaggio da una parte e svantaggio dell' altra.

    1. Hamelin 15 aprile 2011

      Si come no...Ieri io invece ho visto i Power Rangers a bordo di un asino che vola prendere la 3 stella a destra dritti fino al mattino per andare alla pokerata organizzata da Peter Pan e dalla Fata Turchina.

    1. maremosso 15 aprile 2011

      Forse il delirio di onnipotenza degli inglesi a volte li induce ad esagerare. Capirei se l'articolo fosse stato scritto il 1° aprile ma ritenere che possiamo credere a invenzioni del genere è anche offensivo. Comunque secondo il Guardian un uomo esperto di un'intelligenza straordinaria come Colin Powell si fidava di un qualsiasi pirla esule Irakeno che gli somministrava questa balla galattica senza verificare con riscontri sul campo la situazione attraverso agenti di collegamento locali. Sottolineo che solo a Baghdad la comunità ebraica contava 50.000 persone con tanto di sinagoga. Poi il 10% della popolazione era cristiana tanto è vero che Tarek Aziz era il vicepresidente plenipotenziario. Pertanto israeliani e americani avranno avuto migliaia di informatori in un regime che permetteva una certa libertà individuale e di movimento oltre che un reddito procapite simile a quello portoghese. Le tre motivazioni d'intervento Uranio, Al-Qaida e storia Al-Janabi sono più che traballanti. Uranio chissenefrega senza la centrale non fai nulla. Al-Qaida esiste sulla carta ma è una invenzione americana. Al-Janabi fa ridere. Il Guardian non ha invece preso in considerazione le ipotesi dell'opportunità di accaparrarsi il controllo del 10% delle riserve accertate mondiali di petrolio, tutto l'indotto derivante, la fame di commesse statali di Hulliburton e delle industrie legate a Bush e ai Neocon, la realizzazione (effettuata) di basi militari permanenti per il presidio delle rotte energetiche, ed un miglior controllo (più da vicino) di medio oriente, Iran e Russia. Siamo ai livelli di Tuttosport quanda parla della Juve. L'unica conclusione che si può trarre è che GB e USA stanno iniziando ad accreditare la versione, attraverso la stampa, che hanno scatenato la guerra perchè ingannati altrimenti se avessero saputo la verità non sarebbero intervenuti ammazzando centinaia di migliaia di persone. E' una storia che potrebbe trovare future analogie anche in Libia. Dopo averla distrutta e spopolata magari dichiareranno che Gheddafi tutto sommato poteva anche rimanere, ma ormai quel che è stato è stato ... e si passa all'incasso del petrolio con gli interessi

Visualizzati 6 di 6 commenti approvati.