CROLLO NEI MERCATI STATUNITENSI: UNA PROSPETTIVA ISLAMICA

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blankDI LIAQUAT ALI KHAN
Counterpunch

Chiamatelo conseguenze delle irresponsabili invasioni Statunitensi, chiamatelo irrazionale esuberanza degli “short seller” [venditori allo scoperto, ndt.], chiamatelo catastrofe del “subprime lending” [un tipo di prestito ad alto rischio, ndt.], chiamatelo cattiva gestione dei prodotti finanziari, biasimatelo come volete, i mercati Statunitensi stanno fronteggiando un crollo senza precedenti e i più catastrofici non sono molto convinti delle promesse del pacchetto federale di salvataggio. Ironicamente, Wall Street ha notato che gli investimenti conformi alla Shariah – che evitano il rischio speculativo e l’ingordigia oberata dai debiti – sono andati molto meglio adesso che i mercati sono nei guai. Negli ultimi anni, gli investimenti conformi alla Shariah nei mercati occidentali sono cresciuti a più di mezzo trilione di dollari.

La finanza islamica sta attraendo una grande curiosità in ambito accademico. Molti esperti che hanno partecipato all’ottavo Forum sulla Finanza Islamica all’Università di Harvard tenutosi lo scorso aprile si sono chiesti se il finanziamento islamico avrebbe potuto prevenire il crollo che i mercati Statunitensi stanno fronteggiando soprattutto a causa dei debiti dei mutui e dei titoli supportati dai mutui – adesso conosciuti come “investimenti tossici”. Questo commento legale mette in luce i due principi fondamentali del finanziamento islamico che ho presentato al Forum.

Investimenti ad Alto Rischio

Il Corano vieta al-Maysir o rischio speculativo, avvisando i fedeli di evitare i giochi della sorte in cui la probabilità di perdita è molto più alta della probabilità di guadagno (2 a 219). Gli investimenti conformi alla Shariah, quindi, evitano il rischio speculativo, includendo opzioni di tasso d’interesse, opzioni di azioni pure, futures, derivati e numerosi prodotti finanziari presumibilmente progettati per tutelare gli investimenti. Molti di questi prodotti finanziari attraggono speculatori nella speranza di fare soldi velocemente. Quando i manager dei fondi fiduciari, sotto le pressioni istituzionali di dimostrare il profitto, ricorrono al rischio speculativo, investimenti hedge diventano strategie suicide per la distruzione finanziaria. Alla ricerca di avidità e brivido, semplici investimenti in compagnie impegnate in attività socialmente utili sono diventati poco allettanti, persino noiosi, per il loro presumibilmente basso tasso di rendimento – spesso una profezia auto-avverantesi. Miliardi di dollari vengono buttati su compagnie che promettono enormi profitti ma che non producono niente. Mentre l’Islam permette di rischiare in investimenti in progetti di ricerca socialmente benefici, proibisce investimenti in compagnie che vendono alcol, tabacco, pornografia, debito e armi – prodotti che pregiudicano la nostra salute e la nostra sicurezza.

Alcune strategie di investimento dilaganti nei mercati non sono solo moralmente corrotte ma anche socialmente dannose. Gli “short seller”, per esempio, fanno soldi quando le compagnie crollano e chiudono. Capovolgendo la logica convenzionale dell’investimento, gli “short seller” si augurano che le compagnie crollino invece di prosperare, visto che fanno più soldi quando le aziende fanno bancarotta, i lavoratori e gli impiegati perdono il lavoro e i fondi pensioni evaporano attraverso azioni in calo dell’azienda. Questi cinici investimenti, propagandati come utili forze che bilanciano il mercato, sono contrari alla legge islamica.

Debiti fruttiferi

Oltre a vietare investimenti ad alto rischio, il Corano proibisce anche gli investimenti a rischio zero. Il bando è contro la riba, l’interesse sul prestito, che è severamente proibito. L’Islam non vieta gli investimenti passivi. E non proibisce neanche di concedere prestiti a interesse a tasso zero. Il debito non è contrario alla legge islamica. Far pagare l’interesse lo è. Sebbene molti esperti sostengono che l’usura, e non l’interesse, sia proibito sotto la legge islamica. La maggior parte degli accademici musulmani concordano, tuttavia, sul fatto che l’interesse sul prestito sia contrario alla Shariah.

Confutando le tesi che i soldi hanno valore temporale o che l’interesse è analogo al profitto, il Corano offre il principio categorico che “il commercio è permesso ma l’interesse no”. (2:275). Il bando contro l’interesse è stato deciso non solo per salvare i poveri da prestatori senza scrupoli, ma anche per scoraggiare gli investitori che pretendono un rendimento fisso sui loro investimenti e si rifiutano di prendersi il rischio di impegnarsi in utili affari.

Contrario ai principi islamici, il prestare in generale, e il “subprime lending” in particolare, erano destinati a danneggiare i mercati finanziari statunitensi per due ragioni ben distinte. Primo, il debito unito ad un alto interesse si stava estendendo a persone che semplicemente non avevano i mezzi di ripagare i debiti. Questa era usura. Secondo, i mutui immobiliari non erano più una decisione prudente di investimento, visto che molti investitori stavano facendo affari nell’immobiliare con prezzi inflazionati. Banche di investimento e altri falchi di Wall Street stavano convertendo mutui in titoli negoziabili, trasformandoli in obbligazioni fruttifere. Queste stravaganti obbligazioni hanno iniziato a fallire quando i beni alla base vennero pignorati o svalutati. Il debito si rivelò mortale e i suoi titolari in bancarotta.

Una distruzione condivisa

Tra i proibitivi limiti del maysir (rischio speculativo) e della riba (rischio zero), tuttavia, la legge islamica permette creatività nei mercati finanziari dove gli investitori mobilitano un surplus di soldi per la produzione e distribuzione di beni e servizi halal (Kasher) [onesti, ndt.]. Questi mercati permessi non sono né privi di rischi né inclini al rischio irresponsabile. Sebbene innovativi e autentici, i mercati sono caratterizzati da valori di giustizia, trasparenza e ragionevoli profitti. Sono liberi da pratiche rapaci che corrompono le transazioni con avidità e impongono stenti ai poveri, i vecchi e i principianti.

Il pacchetto federale di salvataggio che l’amministrazione Bush sta spacciando come una cura veloce di tutti i problemi avrà l’unico risultato di aggravare il cancro di debiti fruttiferi alla base. È improbabile che l’afflusso di più soldi riformerà istituzioni e compagnie costruite su strati di debiti fruttiferi. Quando i migliori e i più brillanti sono impegnati nel trovare modi con cui fare soldi con altri soldi, e nient’altro, il sistema può sembrare creativo e intelligente ma è equipaggiato per una distruzione condivisa.

Ali Khan è professore di Legge all’Università Washburn a Topeka, Kansas

Titolo originale: “Meltdown in American Markets “

Fonte: http://www.counterpunch.org
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27.09.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANGELA CORRIAS

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